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ANATOMIA UMANA II

Lezione n° 25 del 18/01/2017


Sbobinatore: Chiara Magri.
Argomenti: Osso Temporale e Orecchio

Ho pensato di integrare alcuni concetti solo accennati dal professore, raccogliendo le informazioni dal
libro “Anatomia del Gray”. Tutte le integrazioni verranno inserite in corsivo, in modo da essere
riconoscibili.

Osso temporale
L’osso temporale è molto interessante, in quanto include l’orecchio
interno, del quale si discuterà solo la struttura morfologica, non la
funzione.
L’osso temporale è diviso in tre porzioni:
Ø Parte squamosa: la parte esterna dell’osso temporale
Ø Rocca petrosa del temporale: componente ossea molto
dura, in cui è scavato il labirinto osseo, dove troviamo la
coclea e i canali semicircolari del sistema vestibolare.
Ø Parte timpanica
L’osso temporale cambia la sua struttura e la sua conformazione
con l’età; infatti, nel neonato le tre componenti ossee sono
connesse da tessuto condrale, che non sarà presente nell’osso
secco, e questo le rende facilmente distinguibili.
Da notare che, sempre nel neonato, il meato acustico non è un
canale osseo, ma solo un anello; bisogna quindi prestare attenzione
nel pulire l’orecchio di un neonato data l’estrema vicinanze del
timpano al foro timpanico, infatti il meato acustico esterno manca
della parte ossea che troviamo nell’adulto: c’è solo l’anello cartilagineo a cui è fissato il timpano.
Il meato acustico esterno, quindi, è formato da una componente condrale e una componente ossea, le quali
formano un angolo tra di loro (infatti l’otorinolaringoiatra, quando vuole visitare il timpano, deve tirare
l’orecchio postero-superiormente, in modo da annullare l’angolo, distendere il canale e poter vedere il timpano).
La superficie dell’osso temporale presenta molti canali e molte aperture.

Orecchio esterno
L’orecchio esterno è costituito da una base di tessuto
cartilagineo elastico, che non può essere rigenerato: se è
rimosso non può più ricostituirsi. La rimozione della
cartilagine viene praticata in chirurgia plastica, per
raddrizzare le “orecchie a sventola”.
Un noto esempio di chirurgia plastica a livello
dell’orecchio esterno è la completa ricostruzione
dell’orecchio di Niki Lauda, in seguito al suo incidente
a Nurburgring.
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Ci sono molte strutture a livello dell’orecchio: il lobo, il trago, l’antitrago, il tubercolo auricolare (o di Darwin),
che può essere assente in talune persone e consiste in residuo di quelle che un tempo erano le “orecchie a punta”

[Anatomia del Gray: il padiglione auricolare è una lamina singola e sottile di fibrocartilagine elastica,
ricoperta da cute.
La cartilagine si continua con quella del meato acustico esterno, ed è assente a livello del lobulo e tra il trago e
la radice dell’elice
La superficie laterale del padiglione auricolare è irregolarmente concava, presenta numerose eminenze e
depressioni e si proietta leggermente in avanti.
Possiede un margine ricurvo, l’elice, che, postero-superiormente, può presentare un piccolo tubercolo, il
tubercolo di Darwin. Parallelamente e anteriormente all’elice decorre l’antelice, una prominenza che circonda
la conca auricolare e si suddivide superiormente in due branche che delimitano la fossa triangolare.
La conca è parzialmente divisa dalla radice dell’elice e la sua porzione superiore (cymba conchae) giace sul
triangolo sopramentale del temporale (dalla conca è quindi palpabile).
La depressione curva tra elice e antelice è
definita fossa scafoidea.
Il trago consiste in una piccola aletta ricurva,
al di sotto della radice dell’elice e di fronte
alla conca.
L’antitrago è un piccolo tubercolo opposto al
trago, separato da esso dall’incisura
intertragica.
Inferiormente si trova il lobulo: è composto da
tessuto adiposo e fibroso, risulta dunque
soffice, contrariamente alla maggior parte del
padiglione auricolare che è duro, in quanto
formato da cartilagine elastica.
La superficie del padiglione che si proietta
verso il cranio presenta delle prominenze che
corrispondono alle depressioni della superficie
esterna: eminentia conchae e eminentia
fossae triangularis.]

Abbiamo muscoli che solitamente non vengono utilizzati, ma se vengono allenati permettono di muovere
l’orecchio. Sono muscoli mimici, quindi innervati dal nervo faciale (VII).

[Anatomia del Gray:


Muscoli auricolari estrinseci: congiungono il padiglione al cranio e al cuoio capelluto, permettendo il
movimento.
Sono: muscolo auricolare anteriore (dall’aponeurosi epicranica alla spina dell’elice), muscolo auricolare
superiore (dall’aponeurosi epicranica alla superficie craniale del padiglione) e muscolo auricolare posteriore
(da fibre aponeurotiche del processo mastoideo all’eminentia conchae).
Vascolarizzazione: sono vascolarizzati principalmente dall’arteria auricolare posteriore.

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Innervazione: l’anteriore e il superiore sono innervati da rami temporali del VII, il posteriore dal ramo
auricolare posteriore del VII.
Azione: svolgono poche azioni evidenti, ma stimoli uditivi possono evocare delle risposte stereotipate.
Muscoli auricolari intrinseci: Collegano le differenti parti del padiglione.
Sono: muscolo grande dell’elice, muscolo piccolo dell’elice, muscolo del trago, muscolo dell’antitrago, muscolo
trasverso del padiglione e muscolo obliquo del padiglione.
Vascolarizzazione: sono irrorati da rami delle arterie auricolare posteriore e temporale superficiale.
Innervazione: i muscoli sulla faccia laterale sono innervati da rami temporali del VII, quelli sulla faccia
craniale dal ramo auricolare posteriore del VII.
Azione: modificano la forma del padiglione auricolare, ma solo in piccola parte.]

Per quanto riguarda la vascolarizzazione, quella arteriosa consiste in un reticolo arterioso molto denso, con
molte anastomosi, e questo permette una qualsiasi riduzione a scopo estetico dell’orecchio senza intaccarne
l’apporto di sangue; anche la rete venosa è molto densa.
[Anatomia del Gray: il principale apporto ematico deriva dal ramo auricolare posteriore della carotide esterna,
aiutata nella vascolarizzazione del padiglione auricolare dai rami auricolari anteriori della temporale
superficiale e da un ramo dell’arteria occipitale. Il drenaggio venoso è a carico delle vene omonime.]

Ci sono molti nervi a livello dell’orecchio esterno:


Ø il nervo vago (X) decorre a livello del pavimento del meato acustico esterno. Un riflesso associato al
nervo vago induce, in taluni soggetti, colpi di tosse durante la pulizia dell’orecchio. Il vago fornisce
anche la componente parasimpatica per l’innervazione delle ghiandole ceruminose, adibite alla
produzione di cerume;
Ø il ganglio del nervo vestibolare si trova sotto l’epitelio, sempre a livello del pavimento del meato esterno
(il ganglio della componente auricolare si trova nella coclea).

Inoltre, nell’orecchio si può vedere la figura di un feto nella sua caratteristica posizione fetale e con la testa
rivolta verso il basso. L’agopuntura, nella traduzione cinese, pratica punture a livello dell’orecchio, in quelle
zone che corrisponderebbero a una regione corporea ben definita.
Il docente fa notare i possibili rischi del praticare buchi alle orecchie, specie nei bambini piccoli, utilizzando
materiali non sterili (sarebbe sempre meglio utilizzare orecchini in oro o argento).

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Quindi, il meato acustico esterno è formato da una porzione cartilaginea laterale e da una ossea più mediale, la
quale manca nei neonati, che hanno, per questo, un meato più corto.
A livello dell’orecchio esterno si ha, allo strato più esterno, un normale epitelio, mentre oltrepassando il
timpano e considerando, quindi, l’orecchio medio, si trova l’epitelio del tratto respiratorio. Tra questi due
diversi epiteli vediamo uno strato molto sottile di tessuto connettivo, anche se non ovunque.
Infine, il meato acustico esterno termina con il timpano: i due timpani non risultano essere paralleli tra di loro,
bensì sono inclinati, andando da dietro in avanti, in senso latero-mediale; inoltre il timpano non è piatto, ma ha
una forma simil-conica, con un vertice: questo provoca un riflesso della luce particolare quando lo si osserva.

Orecchio medio
L’orecchio medio è uno spazio pneumatizzato grazie alle tube di Eustachio, le quali si aprono nella faringe; è
diviso in tre porzioni, una superiore, una media e una inferiore. Quando si fanno endoscopie, si rimuove il
timpano e ci si trova a vedere la parete mediale della cassa timpanica, che la separa dall’orecchio interno.
Ci sono due muscoli nell’orecchio medio:
Ø Muscolo tensore del timpano, che tira (per riflesso) la membrana timpanica verso il martello per
regolare la rigidità del timpano stesso e quindi la propagazione delle onde sonore; è innervato dal ramo
mandibolare del trigemino (V3); [il nervo mandibolare innerva 8 muscoli: 4 masticatori (massetere,
temporale, pterigoideo mediale e pterigoideo laterale), 2 muscoli tensori (tensore del timpano e tensore
del velo palatino) e 2 muscoli del pavimento del cavo orale (ventre anteriore del digastrico e
miloioideo)];
Ø Muscolo stapedio, che è il muscolo più piccolo del nostro corpo (2mm di lunghezza, 0,5mm di
diametro); è collegato al collo della staffa; è innervato dal nervo faciale (VII).
(Il trigemino innerva muscoli del primo arco branchiale, il faciale innerva muscoli del secondo arco branchiale;
anche la catena di ossicini segue questa innervazione.)

[Anatomia del Gray:


Muscolo tensore del timpano: è un muscolo lungo e slanciato che origina dalla parte cartilaginea della tuba
uditiva e dalla regione adiacente alla grande ala dello sfenoide, nonché dal suo stesso canale. Si inserisce sul
manico del martello, vicino alla sua radice. Riceve l’apporto vascolare arterioso dal ramo timpanico superiore
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dell’arteria meningea media; è innervato da un ramo
della branca mandibolare del V che attraversa il
ganglio otico senza interrompersi. Azione: sposta il
manico del martello medialmente, quindi irrigidisce la
membrana del timpano e favorisce l’attenuazione delle
vibrazioni sonore; sospinge di più la base della staffa
nella finestra del vestibolo.
Muscolo stapedio: il suo minuscolo tendine emerge
dall’orifizio dell’apice della piramide e passa
anteriormente per inserirsi sulla superficie posteriore
del collo della staffa. Ha una forma bipennuta e
asimmetrica. Riceve l’apporto vascolare da rami delle
arterie auricolare posteriore, timpanica anteriore e meningea media; è innervato da un ramo del faciale.
Azione: contribuisce ad attenuare le vibrazioni sonore eccessive. Si oppone all’azione del tensore del timpano
(che spinge di più la staffa contro la finestra ovale). La paralisi dello stapedio determina iperacusia.]

Si può dividere lo spazio pneumatizzato dell’orecchio medio in tre parti:


Ø Epitimpano (azzurro) è la porzione più alta, superiore al piano della membrana timoanica, contiene la
testa del martello, il corpo e il processo breve dell’incudine;
Ø Mesotimpano (giallo) è la parte intermedia, posto di fronte alla membrana timpanica;
Ø Ipotimpano (verde) è la parte più bassa, molto difficile da raggiungere durante interventi con
endoscopio, situata tra il bulbo giugulare e il margine inferiore della membrana timpanica.

La corda timpani (ramo del faciale che possiede fibre sensitive per la trasmissione dei gusti salati, dolci e aspri
e fibre parasimpatiche per l’innervazione di tutte le ghiandole della testa, eccetto la parotide che è raggiunta dal
glossofaringeo) fa da limite tra due parti del timpano:
Ø pars tensa: una inferiore più densa
Ø pars flaccida: parte superiore, di dimensioni più ridotte, è molto sottile e può essere perforata da forti
rumori, soprattutto se molto vicini all’orecchio (come esplosioni).

Il manico è un piccolo processo osseo del martello che è connesso al timpano e che è visibile anche
dall’orecchio medio; quando il timpano vibrerà, farà muovere anche questa parte dell’osso innescando la catena
di ossicini dell’orecchio medio che è responsabile della trasmissione delle vibrazioni fino alla coclea.
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Il timpano è divisibile in quattro quadranti.
Durante l’otoscopia è utile andare a studiare lo stato del timpano e come questo rifletta la luce: in condizioni
fisiologiche si osserverà un cono di luce nel secondo quadrante; se c’è qualche problema, come
un’infiammazione o un tumore, a livello dell’orecchio medio, il cono di luce non sarà nella corretta posizione, o
sarà di una diversa forma o dimensione.
La vascolarizzazione del timpano è radiale rispetto all’ombelico (parte centrale corrispondente all’apice del
manico del martello), come sono anche le fibre connettive: durante una paracentesi (o timpanotomia), bisogna
aprire il timpano seguendo il senso delle sue fibre.
Entrando nell’orecchio dal meato esterno, rimosso il timpano, si vede la parete mediale della cassa timpanica,
dove troviamo disposti l’una sopra l’altra cinque strutture: canale semicircolare laterale (la più alta), canale del
faciale, finestra ovale, promontorio (corrisponde alla base della coclea), finestra rotonda. Ricordarle è molto
importante per riuscire ad orientarsi all’interno della cassa timpanica.
Sempre nell’orecchio medio si trova l’eminenza piramidale, in posizione posteriore, dove è situato lo stapedio,
il cui tendine origina da sopra il promontorio, più precisamente dal collo della staffa.
Dalla parte opposta, cioè anteriormente, si trova il semicanale del muscolo tensore del timpano; il tendine
timpanico di questo muscolo effettua una svolta ad uncino, cambiando la sua direzione da antero-posteriore a
medio-laterale, per andare ad inserirsi sul termine del manico del martello.
Superiormente al canale semicircolare laterale si trova anche l’antro mastoideo, che non esiste nel neonato in
quanto questi non ha ancora sviluppato il processo mastoideo, il quale cresce perché lo sternocleidomastoideo
“lo tira”: il processo mastoideo non esiste nel primo periodo di vita, ma si viene a costituire anni più tardi a causa
della sollecitazione dello sternocleidomastoideo, il quale necessita di un processo osseo importante per poter
esercitare tutta la sua forza.
Le cellule mastoidee sono pneumatizzate, in quanto in contatto con la cassa timpanica, a sua volta in contatto
con la faringe tramite la tuba di Eustachio.
Le pareti della cassa timpanica sono:
Ø tetto: tegmen timpani, uno strato di osso molto sottile che va a costituire il pavimento della fossa
endocranica media.
Ø parete posteriore: seno sigmoideo
Il docente decide di non continuare questa parte.

[Anatomia del Gray: La cavità timpanica presenta un tetto, un pavimento, le pareti laterale, mediale, anteriore e
posteriore.
Il tetto è formato da una lamina sottile di osso compatto, il tegmen tympani, che separa la cavità timpanica dalle
fosse endocraniche.
Il pavimento è una lamina ossea sottile, talvolta incompleta, che separa la cavità timpanica dalla giugulare
interna.
La parete laterale è formata dalla membrana timpanica e dall’anello osseo su cui quest’ultima si inserisce.
La parete mediale delimita lateralmente l’orecchio interno e ospita diverse strutture: promontorio, finestra
ovale, finestra rotonda e prominenza del faciale.
Il promontorio è un rilievo arrotondato che ospita il plesso timpanico.
La finestra ovale è un orifizio collocato postero-superiormente al promontorio che conduce all’orecchio interno,
su cui poggia la base della staffa tramite il legamento anulare.
La finestra rotonda si colloca postero-inferiormente rispetto a quella ovale, nel vivente è chiusa da una
membrana timpanica secondaria, concava verso la cavità timpanica.
La parete posteriore presenta l’adito dell’antro mastoideo, la piramide e la fossa dell’incudine.

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L’adito dell’antro mastoideo è un’apertura che conduce dal recesso epitimpanico alla parte superiore dell’antro
mastoideo, un’eminenza arrotondata sulla sua parete mediale corrisponde alla posizione del canale
semicircolare laterale.
La piramide è situata appena al di sotto della finestra ovale, davanti alla parete del canale del faciale. È
infossata e accoglie il muscolo stapedio.
La fossa dell’incudine è una piccola depressione nella parte postero-inferiore del recesso epitimpanico, contiene
il processo breve dell’incudine.
La parete anteriore è una lamina sottile che forma la parete posteriore del canale carotico.]

La carotide interna decorre molto vicina all’orecchio medio e all’orecchio interno, tuttavia, in modo inspiegabile
non siamo in grado di percepirne le pulsazioni.

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L’otorinolaringoiatra deve valutare molto bene l’approccio nei confronti delle pareti dell’orecchio medio per
raggiungere il suo obiettivo durante gli interventi.
La connessione tra martello e incudine è molto serrata, in modo che il movimento sia limitato per far sì che la
catena di ossicini non trasmetta troppa pressione alla finestra ovale, molto più piccola del timpano; questa
funzione è condivisa con i muscoli stapedio e tensore del timpano, che, grazie alla loro contrazione, irrigidiscono
ancora di più la catena di ossicini.
Ad esempio, quando parliamo i nostri muscoli si contraggono per limitare il volume del rumore che giunge alla
coclea, che sarebbe altrimenti troppo alto.

[Anaomia del Gray: Riflesso stapediale e del tensore del timpano: quando i rumori sono intensi e
immediatamente prima di parlare, avviene un riflesso di contrazione di questi due muscoli che consente di
moderare il movimento della catena degli ossicini prima che le vibrazioni raggiungano l’orecchio interno. La
via afferente coinvolge la componente uditiva dell’VIII. La via efferente riguarda il VII (stapedio) e la branca V3
(tensore del timpano.]

Sempre sulla parete mediale dell’orecchio medio si può notare il decorso del nervo timpanico (o nervo di
Jacobson): ramo del glossofaringeo con fibre parasimpatiche che deriva dal plesso timpanico, si continua nel
nervo piccolo petroso, raggiunge il ganglio otico e, tramite il nervo auricolo-temporale (ramo del trigemino),
raggiunge la parotide per la sua innervazione viscerale parasimpatica; questa connessione IX-V è definita
anastomosi di Jacobson.
Guardando la parete laterale della cassa timpanica si può notare la corda del timpano, la quale si trova tra
incudine e martello.
Interessante notare che il martello e l’incudine sono i primi organi masticatori dello squalo: sono infatti derivanti
dal primo arco branchiale, quello che è associato alle strutture masticatorie, e sono quindi innervati dal nervo
trigemino (V); nell’essere umano, attraverso l’evoluzione, sono diventati parte della meccanica degli ossicini
dell’orecchio medio.
La staffa, invece, deriva dal secondo arco branchiale ed è quindi innervata dal nervo faciale (VII).
La staffa somiglia molto ad una staffa da equitazione: presenta una testa che si articola con il processo
lenticolare dell’incudine, un collo in posizione intermedia e due rami, uno anteriore e uno posteriore, che
terminano su una base adagiata sulla finestra ovale grazie ad un anello fibroso che ne permette il movimento.
In caso di otosclerosi, questo anello fibroso si ossifica e provoca quindi sordità.

(Il fatto che il nervo faciale abbia un ginocchio esterno è dovuto al fatto che il faciale deve oltrepassare la
coclea.)

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Il docente conclude con una frase per sottolineare l’importanza della conoscenza delle strutture affiancata alla
loro visione, ci mostra dunque un video di endoscopie praticate sull’orecchio medio. Sottolinea che è preferibile
raggiungere l’orecchio medio tramite la tuba di Eustachio, evitando così di danneggiare il timpano.
Inoltre, mostra un trucco per riconoscere durante l’endoscopia l’orecchio destro dall’orecchio sinistro:
nell’orecchio sinistro il martello e il tendine del muscolo tensore del timpano formano un 7, nell’orecchio destro
un 7 speculare.

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