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Piano Regolatore Generale

Norme Tecniche di Attuazione


Delibera di Approvazione del Consiglio Comunale n.18 del 12 febbraio 2008

Relazione

Norme Tecniche di Attuazione


Delibera di Adozione del Consiglio Comunale
n. 33 del 19/20 marzo 2003

Piano Regolatore Generale

Dipartimento alle Politiche


della Programmazione
e Pianificazione del Territorio
- Roma Capitale
Ufficio Pianificazione
e Progettazione Generale
via del Turismo 30, 00144 Roma
tel. 06.67106432 - fax 06.5914260
e-mail: nuovo.piano.regolatore@comune.roma.it
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Piano Regolatore Generale


Norme Tecniche di Attuazione
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Comune di Roma
Dipartimento VI Politiche della Programmazione
e Pianificazione del Territorio – Roma Capitale
Assessore Roberto Morassut
Direttore Virginia Proverbio
U.O.2 Ufficio Pianificazione e Progettazione Generale
Direttore Daniel Modigliani

Consulente Generale per le Norme Tecniche di Attuazione


Fabrizio Giordano

Contributi
Per le NTA della Città storica e per l’Appendice 1
Carlo Gasparrini (consulente), Daniela Santarelli, Marco Tamburrini, Chiara Corinna Galizia (Risorse RpR-spa)
Per le NTA delle Infrastrutture per la mobilità
U.O.3 Dip. VI Mobilità generale e riqualificazione aree ferroviarie
U.O. PROG Dip. VII Programmazione e pianificazione e indirizzi mobilità
Per le controdeduzioni alle NTA
Gianpaolo Messina (Risorse RpR-spa), Rita Angelone, Elisabetta Savarese (U.O.2)
Per l’Allegato “A” e per l’Appendice 2
Laura Ricci (consulente generale), Dino Marra, Giulio Camiz, Laura Forgione, Andreuccia Pisanu, Raffaele Mastrorilli, Roberta Ierardi, Chiara Ravagnan (Risorse Rpr-spa)
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Sommario
Titolo I 8
Disposizioni generali
Capo 1° Oggetto ed elaborati del Piano 8
Capo 2° Parametri e classificazioni 9
Capo 3° Modalità e strumenti di attuazione del Piano 17
Capo 4° Criteri e modalità di perequazione 24

Titolo II 29
Sistema insediativo
Capo 1° Componenti del sistema insediativo 29
Capo 2° Città storica 29
Capo 3° Città consolidata 43
Capo 4° Città da ristrutturare 47
Capo 5° Città della trasformazione 52
Capo 6° Progetti strutturanti 55
Capo 7° Ambiti di riserva 57

Titolo III 59
Sistema ambientale e agricolo
Capo 1° Componenti del sistema ambientale e agricolo 59
Capo 2° Agro romano 64

Titolo IV 70
Sistema dei servizi, delle infrastrutture e degli impianti
Capo 1° Componenti del sistema dei servizi, delle infrastrutture e degli impianti 70
Capo 2° Servizi pubblici 70
Capo 3° Servizi privati e verde privato attrezzato 72
Capo 4° Infrastrutture per la mobilità 74
Capo 5° Infrastrutture tecnologiche 84
Capo 6° Reti tecnologiche 84

Titolo V 88
Norme finali

Allegati
Allegato “A” Compensazioni 91
Appendice 1 Schede degli Ambiti di valorizzazione 97
Appendice 2 Schede delle Centralità metropolitane e urbane 113
Appendice 3 Parere geologico-vegetazionale 131
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Indice
Titolo I Disposizioni generali
Capo 1° Oggetto ed elaborati del Piano
Art. 1 Oggetto del Piano 8
Art. 2 Elaborati del Piano 8
Capo 2° Parametri e classificazioni
Art. 3 Grandezze urbanistiche 9
Art. 4 Grandezze edilizie 10
Art. 5 Indici 11
Art. 6 Classificazione delle destinazioni d’uso 11
Art. 7 Parcheggi pubblici e privati 12
Art. 8 Standard urbanistici 14
Art. 9 Categorie di intervento urbanistico e edilizio 15
Art. 10 Categorie di intervento ambientale 16
Capo 3° Modalità e strumenti di attuazione del Piano
Art. 11 Sistemi e componenti 17
Art. 12 Modalità di attuazione del PRG 18
Art. 13 Norme generali per gli interventi indiretti 18
Art. 14 Programma integrato 20
Art. 15 Progetto urbano 21
Art. 16 Carta per la qualità 22
Capo 4° Criteri e modalità di perequazione
Art. 17 Criteri di perequazione 24
Art. 18 Ambiti di compensazione 25
Art. 19 Compensazioni urbanistiche 25
Art. 20 Contributo straordinario di urbanizzazione 26
Art. 21 Incentivi per il rinnovo edilizio 26
Art. 22 Cessione compensativa 27

Titolo II Sistema insediativo


Capo 1° Componenti del sistema insediativo
Art. 23 Articolazione delle componenti 29
Capo 2° Città storica
Art. 24 Norme generali 29
Art. 25 Tessuti della Città storica 31
Art. 26 Tessuti di origine medievale (T1) 33
Art. 27 Tessuti di espansione rinascimentale e moderna pre-unitaria (T2) 34
Art. 28 Tessuti di ristrutturazione urbanistica otto-novecentesca (T3) 34
Art. 29 Tessuti di espansione otto-novecentesca ad isolato (T4) 34
Art. 30 Tessuti di espansione otto-novecentesca a lottizzazione edilizia puntiforme (T5) 35
Art. 31 Tessuti di espansione novecentesca a fronti continue (T6) 35
Art. 32 Tessuti di espansione novecentesca a lottizzazione edilizia puntiforme (T7) 35
Art. 33 Tessuti di espansione novecentesca con impianto moderno e unitario (T8) 36
Art. 34 Edifici isolati (T9) 36
Art. 35 Nuclei storici isolati (T10) 37
Art. 36 Edifici e complessi speciali. Norme generali 37
Art. 37 Centro archeologico monumentale (CAM) 38
Art. 38 Capisaldi architettonici e urbani (C1) 38
Art. 39 Ville Storiche (C2) 39
Art. 40 Grandi attrezzature ed impianti post-unitari (C3) 39
Art. 41 Edifici speciali isolati di interesse storico, architettonico e monumentale (C4) 40
Art. 42 Spazi aperti della Città storica 40
Art. 43 Ambiti di valorizzazione della Città storica 41
Capo 3° Città consolidata
Art. 44 Norme generali 43
Art. 45 Tessuti della Città consolidata. Norme generali 43
Art. 46 Tessuti di espansione novecentesca a tipologia definita e a media densità insediativa (T1) 44
Art. 47 Tessuti di espansione novecentesca a tipologia definita e ad alta densità insediativa (T2) 45
Art. 48 Tessuti di espansione novecentesca a tipologia edilizia libera (T3) 45
Art. 49 Verde privato 46
Art. 50 Ambiti per i Programmi integrati 46
Capo 4° Città da ristrutturare
Art. 51 Norme generali 47
Art. 52 Tessuti della Città da ristrutturare 48
Art. 53 Ambiti per i Programmi integrati 49
Art. 54 Ambiti per i Programmi di recupero urbano 50
Art. 55 Nuclei di edilizia ex-abusiva da recuperare 51
Capo 5° Città della trasformazione
Art. 56 Definizioni, obiettivi e componenti 52
Art. 57 Ambiti di trasformazione ordinaria. Norme generali 52
Art. 58 Ambiti di trasformazione prevalentemente residenziali 53
Art. 59 Ambiti di trasformazione integrati 53
Art. 60 Ambiti per i Programmi integrati 54
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Art. 61 Edificabilità a disposizione del Comune 54


Art. 62 Ambiti a pianificazione particolareggiata definita 54
Capo 6° Progetti strutturanti
Art. 63 Definizione, obiettivi e componenti 55
Art. 64 Ambiti di programmazione strategica 55
Art. 65 Centralità metropolitane e urbane 56
Art. 66 Centralità locali 56
Capo 7° Ambiti di riserva
Art. 67 Ambiti di riserva a trasformabilità vincolata 57

Titolo III Sistema ambientale e agricolo


Capo 1° Componenti del sistema ambientale e agricolo
Art. 68 Articolazione delle componenti 59
Art. 69 Aree naturali protette nazionali e regionali 59
Art. 70 Parchi agricoli 59
Art. 71 Reticolo idrografico 60
Art. 72 Rete ecologica 61
Art. 73 Attività estrattive 63
Capo 2° Agro romano
Art. 74 Norme generali 64
Art. 75 Disciplina degli usi del suolo e degli impianti ammessi 64
Art. 76 Disciplina della nuova edificazione 65
Art. 77 Disciplina dell’edificazione esistente 66
Art. 78 Norme generali per l’edilizia rurale e per gli spazi aperti di pertinenza 67
Art. 79 Piano ambientale di miglioramento agricolo 67
Art. 80 Nuclei di servizi 68
Art. 81 Ricettività per il turismo itinerante 68

Titolo IV Sistema dei servizi, delle infrastrutture e degli impianti


Capo 1° Componenti del sistema dei servizi, delle infrastrutture e degli impianti
Art. 82 Articolazione delle componenti 70
Capo 2° Servizi pubblici
Art. 83 Servizi pubblici. Norme generali 70
Art. 84 Servizi pubblici di livello urbano 71
Art. 85 Verde pubblico e servizi pubblici di livello locale 71
Capo 3° Servizi privati e verde privato attrezzato
Art. 86 Servizi privati 72
Art. 87 Verde privato attrezzato 72
Art. 88 Campeggi 73
Capo 4° Infrastrutture per la mobilità
Art. 89 Infrastrutture per la mobilità 74
Art. 90 Infrastrutture stradali 75
Art. 91 Classificazione delle infrastrutture stradali 75
Art. 92 Fasce di pertinenza delle infrastrutture stradali 76
Art. 93 Fasce di rispetto delle infrastrutture stradali 77
Art. 94 Infrastrutture di trasporto in sede propria 78
Art. 95 Aree per i nodi di scambio 80
Art. 96 Percorsi pedonali e ciclabili 80
Art. 97 Mitigazione dell’impatto ambientale per interventi sulla rete stradale e ferroviaria 81
Art. 98 Progetti urbani per le grandi infrastrutture di trasporto 82
Art. 99 Relazione tra grandi interventi urbanistici e sistema della mobilità 82
Art. 100 Aree aeroportuali 83
Art. 101 Piattaforme logistiche 83
Capo 5° Infrastrutture tecnologiche
Art. 102 Infrastrutture tecnologiche 84
Capo 6° Reti tecnologiche
Art. 103 Reti energetiche 84
Art. 104 Reti e sistemi per la gestione del servizio idrico integrato 85
Art. 105 Reti e impianti radiotelevisivi e della telefonia mobile 86
Art. 106 Impianti ed attrezzature per la gestione del ciclo dei rifiuti 86

Titolo V Norme finali


Art. 107 Zone territoriali omogenee 88
Art. 108 Altezza convenzionale e altezza reale 88
Art. 109 Adeguamenti e deroghe al PRG 88
Art. 110 Edificabilità delle aree in cessione al Comune 88
Art. 111 Aree di demanio e private gravate da usi civici 88
Art. 112 Recepimento del parere geologico-vegetazionale espresso ai sensi
dell’art. 89 del DPR n. 380/2001 e della DGR n. 2649/1999 89
Art. 113 Norma transitoria 89

Allegati
Allegato “A” Compensazioni 91
Appendice 1 Schede degli Ambiti di valorizzazione 97
Appendice 2 Schede delle Centralità metropolitane e urbane 113
Appendice 3 Parere geologico-vegetazionale 131
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4. Gli elaborati non prescrittivi sono così distinti per contenuto e


Titolo I Disposizioni generali finalità:
a) gli elaborati gestionali hanno valore di conoscenza e di indirizzo
Capo 1° Oggetto ed elaborati del Piano e saranno periodicamente aggiornati dall’Amministrazione
Capo 2° Parametri e classificazioni Comunale;
Capo 3° Modalità e strumenti di attuazione del Piano b) gli elaborati descrittivi hanno valore di esplicitazione e chiari-
Capo 4° Criteri e modalità di perequazione mento delle scelte del PRG;
c) gli elaborati indicativi hanno valore programmatico e com-
prendono materiali finalizzati alle progettazioni urbanisti-
che ed edilizie in attuazione del PRG;
d) gli elaborati per la comunicazione illustrano la caratterizzazio-
ne del PRG nel territorio dei Municipi.

5. Le modifiche alle NTA che, ai sensi del comma 3, non com-


portano variante urbanistica, nonché le modifiche agli elabo-
rati gestionali, esclusi gli elaborati G9, sono di competenza del
Consiglio comunale; le modifiche agli elaborati G9 e agli ela-
borati descrittivi e indicativi sono di competenza della Giunta
comunale; le modifiche agli elaborati per la comunicazione
sono di competenza dirigenziale; se consistono in mero recepi-
mento di Piani, Programmi o Progetti, in precedenza approva-
ti, le modifiche agli elaborati gestionali sono di competenza
Capo 1° Oggetto ed elaborati del Piano dirigenziale.

Art.1. Oggetto del Piano 6. Ai sensi e per gli effetti della legge n. 241/1990, gli atti di
modifica di cui al comma 5, esclusi quelli di mero recepimento,
1. Il Piano regolatore generale (PRG) del Comune di Roma sono resi noti, prima della loro approvazione, mediante avviso
disciplina le attività di trasformazione fisica e funzionale, di pubblico ed esposti nelle sedi del Comune e dei Municipi inte-
rilevanza urbanistica, nel territorio comunale. ressati per un periodo di 30 giorni, durante il quale i soggetti
destinatari o interessati possono presentare memorie o osser-
2. Il Piano persegue gli obiettivi della riqualificazione e valoriz- vazioni scritte; il provvedimento di approvazione dà atto delle
zazione del territorio, secondo i principi della sostenibilità osservazioni pervenute e dei principali temi emersi.
ambientale e della perequazione urbanistica e nel rispetto dei
criteri di economicità, efficacia, pubblicità e semplificazione del- ELENCO ELABORATI DEL PRG
l’azione amministrativa, nel quadro della legislazione vigente.
Elaborati prescrittivi
1. Norme tecniche di attuazione (NTA + 4 allegati)
Art.2. Elaborati del Piano 2. Sistemi e Regole, 1: 5.000 (Legenda + n. 12 fogli)
3. Sistemi e Regole, 1: 10.000 (Legenda + n. 31 fogli)
1. Gli elaborati che compongono il PRG sono di natura pre- 4. Rete ecologica, 1:10.000 (n. 31 fogli)
scrittiva e non prescrittiva e sono individuati nell’elenco posto
in calce al presente articolo. G Elaborati gestionali
G1 Carta per la qualità, 1:10.000 (n. 34 fogli)
2. La disciplina di PRG è definita dall’insieme delle prescrizioni G2 Guida per la qualità degli interventi (album A3)
di testo e grafiche contenute negli elaborati prescrittivi. G3 Sistema delle infrastrutture per la mobilità, 1:20.000
Nell’eventuale contrasto tra prescrizioni di testo e grafiche, (n. 11 fogli)
prevalgono le prescrizioni di testo; se il contrasto è tra prescri- G4 Guida alla progettazione delle infrastrutture
zioni grafiche a scala diversa, prevale la scala più dettagliata. per la mobilità (album A3)
G5 Sistema delle infrastrutture tecnologiche, 1:20.000
3. Ogni successiva modifica agli elaborati prescrittivi comporta (n. 11 fogli)
variante al PRG, salvo quanto esplicitamente previsto nel prosie- G6 Sistema paesaggistico, 1:50.000 (n. 1 foglio)
guo delle presenti Norme tecniche di attuazione (NTA). Non com- G7 Guida alla progettazione negli ambiti
portano comunque variante urbanistica le successive modifica- di paesaggio (Album A3)
zioni alle NTA relative alle procedure, di competenza comunale, G8 Standard urbanistici, 1:10.000 (Legenda + n. 31 fogli)
di formazione e approvazione degli interventi diretti e indiretti, G9.A Relazione geologica generale, con 1 allegato cartografico
fatta salva l’osservanza delle norme statali o regionali, e ferma denominato: Carta della vulnerabilità all’inquinamento
restando la distinta applicazione delle categorie d’intervento di delle acque sotterranee del territorio comunale, 1:50.000
cui all’art. 9 e delle modalità d’intervento di cui all’art. 12. (n. 1 foglio)

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Norme Tecniche di Attuazione
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G9.1 Carta geolitologica del territorio comunale, 1:50.000 I4 Ambito di programmazione strategica Tevere
(n. 1 foglio) I4.1 Inquadramento generale, 1:50.000
G9.1 (da 01 a 11) Carta geolitologica del territorio comunale, I4.2 Risorse-settore centrale, 1:10.000
1:20.000 (n. 11 fogli) I4.3 Risorse-Ostia, 1:10.000
G9.2 Carta geomorfologica del territorio comunale, 1:50.000 I4.4 Obiettivi-settore centrale, 1:10.000
(n. 1 foglio) I4.5 Obiettivi-Ostia, 1:10.000
G9.2 (da 01 a 11) Carta geomorfologica del territorio I5 Ambito di programmazione strategica Parco
comunale, 1:20.000 (n. 11 fogli) Archeologico-Monumentale dei Fori e dell’Appia antica
G9.3 Carta idrogeologica del territorio comunale, 1:50.000 I5.1 Risorse, 1:10.000
(n. 1 foglio) I5.2 Risorse-Fori, 1:5.000
G9.3 (da 01 a 11) Carta idrogeologica del territorio comunale, I5.3 Obiettivi, 1:10.000
1:20.000 (n. 11 fogli) I5.4 Obiettivi-Fori, 1:5.000
G9.4 Carta delle acclività del territorio comunale, 1:50.000 I6 Ambito di programmazione strategica Mura
(n. 1 foglio) I6.1 Risorse, 1:10.000
G9.4 (da 01 a 11) Carta delle acclività del territorio comunale, I6.2 Obiettivi, 1:10.000
1:20.000 (n. 11 fogli) I7 Ambito di programmazione strategica Flaminio-Fori-Eur
G9.5 Carta della pericolosità e vulnerabilità geologica I7.1 Risorse, 1:10.000
del territorio comunale, 1:50.000 (n. 1 foglio) I7.2 Obiettivi, 1:10.000
G9.5 (da 01 a 11) Carta della pericolosità e vulnerabilità I8 Ambito di programmazione strategica Cintura ferroviaria
geologica del territorio comunale, 1:20.000 (n. 11 fogli) I8.1 Risorse, 1:20.000
G9.6 Carta della usufruibilità geologica e vegetazionale I8.2 Obiettivi, 1:20.000
del territorio comunale, 1:50.000 (n. 1 foglio) I9. Carta Risorse e Opportunità per le bambine e i bambini
G9.6 (da 01 a 11) Carta della usufruibilità geologica (n. 19 fogli)
e vegetazionale del territorio comunale, 1:50.000
(n. 11 fogli) C Elaborati per la comunicazione del Piano
G9.B Relazione vegetazionale, con 3 allegati cartografici C01-C19 Le Città di Roma: Scenari nei Municipi (n. 19 fogli)
denominati: Carta fitosociologica della Vegetazione reale
del territorio comunale, 1:20.000 (n. 11 fogli);
Carta delle serie di vegetazione del territorio comunale,
1:50.000 (n. 1 foglio); Carta delle emergenze floristico Capo 2° Parametri e classificazioni
vegetazionali del territorio comunale, 1:20.000 (n. 11 fogli)
G9.7 Carta dell’Uso del Suolo e delle fisionomie vegetali Art.3. Grandezze urbanistiche
del territorio comunale, 1:50.000 (n. 1 foglio)
G9.7 (da 01 a 11) Carta dell’Uso del Suolo e delle fisionomie 1. Superficie territoriale (ST): misura in mq la superficie di un’area
vegetali del territorio comunale, 1:20.000 (n. 11 fogli) la cui trasformazione è sottoposta ad attuazione indiretta,
G9.8 Carta agropedologica del territorio comunale, mediante strumento urbanistico esecutivo, comunque deno-
1:50.000 (n. 1 foglio) minato; essa comprende, oltre alle aree private, le aree pubbli-
G9.8 (da 01 a 11) Carta agropedologica del territorio che o ad uso pubblico. Alla Superficie territoriale si applica
comunale, 1:20.000 (n. 11 fogli) l’Indice di edificabilità territoriale ET.
G10 Sistema ambientale, 1:50.000 (n. 1 foglio)
2. Superficie fondiaria (SF): misura in mq la superficie dell’area di
D Elaborati descrittivi sedime e di pertinenza degli edifici, corrispondente al lotto o
D1 Relazione all’appezzamento agricolo da asservire alla costruzione. La
D2 Strutture del Piano e strategie metropolitane, 1:80.000 Superficie fondiaria non può essere inferiore alla dimensione
D3 Infrastrutture per la mobilità, 1:50.000 minima stabilita dal PRG. Alla Superficie fondiaria si applica
D4 Tessuti e centralità, 1:50.000 l’Indice di edificabilità fondiaria EF.
D5 Centralità e funzioni, 1:50.000
D6 Dal Centro storico alla Città storica, 1:50.000 3. Superficie coperta (SC): misura in mq la superficie ottenuta attra-
D7 Ambiti di programmazione strategica: verso la proiezione verticale su piano orizzontale del massimo
quadro d’unione, 1:20.000 perimetro esterno degli edifici, compresi cavedi e chiostrine.
D8 Sintesi PRG, 1:50.000
4. Superficie permeabile (SP): misura in percentuale la quota di
I Elaborati indicativi Superficie fondiaria che deve essere conservata o resa permeabile
I1 Schemi di riferimento per la Città da ristrutturare in modo profondo alle acque, secondo le prescrizioni del PRG e
(album A3) degli altri strumenti urbanistici vigenti.
I2 Schemi di riferimento per le Centralità locali (album A3)
I3 Schemi di riferimento geologico per gli ambiti 5. Capacità insediativa (CI): è data dal rapporto tra Superficie utile
di trasformazione (n. 14 album A3) lorda SUL, come definita dall’art. 4, comma 1, e la misura di

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Titolo I Disposizioni generali
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37,5 mq, ed esprime il numero di abitanti insediabili conven- spazi strettamente funzionali al risparmio energetico ed
zionalmente, al fine del dimensionamento degli standard idrico; tali ulteriori spazi e gli interventi ammissibili sul
urbanistici. patrimonio edilizio esistente sono individuati in sede rego-
lamentare o in sede di definizione degli strumenti di inter-
6. Carico urbanistico (CU): esprime l’impegno indotto sui par- vento indiretto.
cheggi dalle diverse destinazioni d’uso, distinto e classificato Le superfici di cui alle lett. a), b) ed f), sommate tra loro, non
in: basso (CU/b), medio (CU/m), alto (CU/a). devono superare il 20% dell’intera SUL; le superfici per cantine
o depositi asservite a destinazioni residenziali non devono
7. Densità arborea (DA) e Densità arbustiva (DAR): esprimono rispet- superare il 10% della SUL delle unità residenziali cui sono asser-
tivamente il numero di alberi di alto fusto e il numero di arbusti vite, fatta salva la possibilità di realizzare comunque per tali usi
da mettere a dimora per ogni mq di superficie di riferimento. accessori la dimensione di 8 mq; diverse percentuali o valori
assoluti possono essere stabiliti in sede regolamentare, anche
8. Isolato: costituisce l’unità base del tessuto e corrisponde ad in ragione della specialità delle destinazioni d’uso e dei carat-
una porzione di territorio delimitata da spazi pubblici o di uso teri tipologici degli edifici.
pubblico o, in parte, da diverse destinazioni di PRG.
2. Superficie utile virtuale (SUv): esprime in termini di superficie
9. Unità edilizia: rappresenta l’entità costruita, composta da una utile la consistenza edilizia di un fabbricato esistente e corri-
o più unità immobiliari, organizzata secondo un tipo edilizio e sponde al suo Volume fuori terra, come definito ai sensi del
configurantesi – dal punto di vista spaziale, statico e funzionale comma 4, diviso per l’altezza virtuale di m. 3,20.
– come costruzione autonoma, a meno degli spazi di pertinen-
za condominiale. 3. Volume costruito (Vc): esprime in termini di volume la consi-
stenza edilizia di un fabbricato esistente, calcolata come pro-
10. Unità immobiliare: si intende un insieme di vani tra loro col- dotto della SUL di ogni piano per l’altezza reale relativa.
legati, ad uso abitativo o non abitativo, ivi compresi gli spazi
accessori coperti e scoperti, dotato di autonomia e unitarietà 4. Volume fuori terra (Vft): esprime in termini di volume la consi-
spaziale, funzionale e distributiva, fatte salve eventuali perti- stenza dell’ingombro di un fabbricato emergente dalla linea di
nenze esterne e l’accesso dalla strada, da altro spazio pubblico terra, al netto degli spazi di cui alle lett. b) e c) del comma 1.
o da spazio comune situato all’interno dell’unità edilizia a cui
l’unità immobiliare appartiene. 5. Altezza degli edifici (H): misura la differenza in ogni punto tra
la quota di sistemazione esterna e la quota della linea di gron-
da; la quota di sistemazione esterna è stabilita nel progetto alle-
Art.4. Grandezze edilizie gato al titolo abilitativo ovvero nel verbale di linee e quote; la
linea di gronda è data dall’intersezione tra l’intradosso del
1. Superficie utile lorda (SUL): misura in mq la somma delle super- solaio di copertura (a falda inclinata o a terrazzo) e il piano ver-
fici lorde dell’Unità edilizia, comprese entro il perimetro ester- ticale di facciata. Qualora il solaio di copertura a falde superi la
no delle murature, di tutti i livelli fuori ed entro terra degli edi- pendenza del 35%, il risultato della suddetta misurazione è
fici, qualunque sia la loro destinazione d’uso. Dal computo incrementato di metà della differenza di quota tra linea di
della SUL sono escluse le seguenti superfici: gronda e linea di colmo. Possono superare l’altezza massima
a) vani corsa degli ascensori, vani scala, androni, in misura non consentita solo i volumi tecnici e gli impianti tecnologici
eccedente la Superficie coperta dell’Unità edilizia; (quali: serbatoi di acqua, extracorsa ascensori, vano scale, cami-
b) locali o volumi tecnici, per le sole parti emergenti dall’estra- ni, centrali di riscaldamento e condizionamento).
dosso del solaio di copertura;
c) spazi non interamente chiusi anche se coperti, quali logge, 6. Distanza dai confini (DC): rappresenta la lunghezza, valutata in
balconi, terrazzi coperti, altane, porticati al piano-terra; senso radiale, del segmento minimo congiungente il punto
d) locali completamente interrati o emergenti non oltre m. esterno del muro perimetrale dell’edificio o del manufatto (con
0,80 fuori terra, misurati fino all’intradosso del solaio, se esclusione delle canne fumarie, degli impianti tecnologici ester-
destinati a funzioni accessorie asservite alle unità edilizie o ni e degli elementi decorativi) ed il confine. Tale valutazione si
immobiliari (locali tecnici, cantine, depositi, autorimesse, applica anche ai piani interrati, nel caso in cui sia stabilita, per
parcheggi); questi, una distanza minima ai sensi delle presenti disposizioni.
e) parcheggi privati coperti, anche localizzati fuori terra, in
misura non eccedente lo standard minimo stabilito ai sensi 7. Distanza degli edifici dalle strade (DS): rappresenta la lunghezza
dell’art. 7, comma 1; del segmento minimo congiungente il punto più esterno del
f) locali ricavati tra intradosso del solaio di copertura ed estra- muro perimetrale dell’edificio o del manufatto (con esclusione
dosso del solaio dell’ultimo livello di calpestio, per le parti di delle canne fumarie, degli impianti tecnologici esterni e degli
altezza utile inferiore a m. 1,80; elementi decorativi) ed il confine stradale prospiciente.
g) ingombri dei muri e delle tamponature perimetrali per le
parti eccedenti i 30 cm di spessore; 8. Distanza fuori terra tra edifici (DE): rappresenta la distanza mini-
h) serre captanti, torri o camini di ventilazione, nonché altri ma, fuori terra, tra il muro esterno perimetrale dell’edificio o del

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manufatto (con esclusione delle scale esterne a sbalzo, delle d) Turistico-ricettive: strutture ricettive alberghiere - (fino a 60
canne fumarie, degli impianti tecnologici esterni e degli elemen- posti letto: CU/b; oltre 60 posti letto e motel: CU/m); struttu-
ti decorativi), ed il muro perimetrale di un edificio prospiciente. re ricettive extra-alberghiere - (fino a 60 posti letto e ostelli:
CU/b; oltre 60 posti letto: CU/m); strutture ricettive all’aria
aperta - (CU/m);
Art.5. Indici e) Produttive: artigianato produttivo, industria, commercio
all’ingrosso, depositi e magazzini - (CU/m);
1. Indice di edificabilità territoriale (ET): rappresenta la Superficie f) Agricole: abitazioni agricole, attrezzature per la produzione
utile lorda massima realizzabile per ogni metro quadro di agricola e la zootecnia, impianti produttivi agro-alimentari -
Superficie territoriale ST. Il rapporto è espresso in mq/mq. (CU/b);
g) Parcheggi non pertinenziali: autorimesse e autosilo - (CU/nullo).
2. Indice di edificabilità fondiaria (EF): rappresenta la Superficie utile
lorda massima realizzabile per ogni metro quadro di Superficie 2. Per le destinazioni d’uso non comprese o non direttamente
fondiaria. Il rapporto è espresso in mq/mq. riconducibili alla classificazione del comma 1, si procede per
analogia funzionale e di carico urbanistico. Con separato prov-
3. Indice di copertura (IC): esprime il rapporto percentuale tra la vedimento, ovvero in sede di definizione dei Piani attuativi, il
Superficie coperta e la Superficie fondiaria, di pertinenza o comun- Comune può ulteriormente distinguere e specificare le desti-
que impegnata ai fini della ammissibilità della Superficie utile nazioni d’uso di cui al comma 1 e il relativo carico urbanistico,
lorda della costruzione stessa. ferma restando la classificazione per funzioni.

4. Indice di permeabilità (IP): esprime il rapporto percentuale mini- 3. Le destinazioni d’uso di cui al comma 1, e i conseguenti
mo ammissibile tra la Superficie permeabile e la Superficie territoriale cambi di destinazione d’uso, sono consentiti secondo i limi-
o fondiaria, come specificato dalle presenti Norme tecniche. ti e le condizioni stabiliti dalle norme delle diverse compo-
nenti del PRG, come individuate dai Titoli II, III e IV, nonché
dagli strumenti di intervento indiretto, sempre compatibil-
Art.6. Classificazione delle destinazioni d’uso mente con le previsioni di PRG; sono ovunque consentite,
nell’intero Sistema insediativo, le destinazioni d’uso “servizi
1. Le destinazioni d’uso previste dalle presenti Norme – salvo alle persone” e “studi d’artista”; sono comunque vietate, nei
diversa o aggiuntiva classificazione adottata nelle componenti Tessuti residenziali del Sistema insediativo, le attività produtti-
di cui ai Titoli III e IV - sono articolate in sette funzioni: abitati- ve insalubri o moleste, di cui agli articoli 216 e 217 del Testo
ve, commerciali, servizi, turistico-ricettive, produttive, agrico- unico delle leggi sanitarie, se non nei casi e alle condizioni
le, parcheggi non pertinenziali. Sulla base di tali funzioni e del espressamente previste dal Regolamento igienico-sanitario;
Carico urbanistico (CU) di cui all’art. 3, comma 6, le principali le “abitazioni collettive”, se con finalità assistenziali e in con-
destinazioni d’uso sono così classificate: venzione con gli Enti competenti, possono essere realizzate
a) Abitative: abitazioni singole - (CU/b); abitazioni collettive in eccedenza al limite massimo di funzioni abitative stabili-
(studentati, convitti, conventi, collegi, residenze sanitarie to dalle norme di componente, e poste a carico della quota di
per anziani) - (Cu/b); funzioni non abitative; per la realizzazione di insediamenti
b) Commerciali: piccole strutture di vendita (superficie di vendi- commerciali, turistico-ricettivi, produttivi, direzionali, di
ta fino a 250 mq) - (CU/b); medie strutture di vendita (super- rilevante dimensione, il Comune può adottare linee-guida
ficie di vendita fino a 2.500 mq) - (CU/m); grandi strutture di per la pianificazione, valutazione e progettazione degli inter-
vendita (superficie di vendita oltre 2.500 mq) - (CU/a); le venti, in applicazione della legislazione o regolamentazione
strutture di vendita si intendono al dettaglio e comprensive regionale di settore.
di depositi pertinenziali, anche localizzati in locali autono-
mi non contigui; 4. L’introduzione di nuovi usi e funzioni all’interno dell’unità
c) Servizi: pubblici esercizi (bar, ristoranti, pub, locali not- immobiliare non comporta cambio di destinazione d’uso, ai
turni in genere), servizi alle persone (amministrativi, sensi delle presenti norme, se i nuovi usi non eccedono, nel
sociali, assistenziali, sanitari, istruzione, culturali, complesso e con successive modificazioni, sia il 25% della SUL
fitness) - (CU/m); direzionale privato (uffici e studi pro- dell’unità immobiliare sia i 250 mq di SUL, se non appartengo-
fessionali, servizi alle imprese) - (CU/b); sportelli tributa- no ad una più alta categoria di carico urbanistico, se non sot-
ri, bancari e finanziari – (CU/m); artigianato di servizio e traggono destinazioni originarie a parcheggio, se non compor-
studi d’artista - (CU/b); sedi della pubblica amministra- tano frazionamento catastale.
zione e delle pubbliche istituzioni nazionali, estere e
sopranazionali – (CU/m); sedi e attrezzature universita- 5. Sono fatte salve le destinazioni d’uso legittimamente in atto
rie - (CU/m); attrezzature culturali (esclusi i teatri) e reli- alla data di adozione del presente PRG. La destinazione d’uso
giose – (CU/m); attrezzature collettive (per lo sport, lo legittimamente in atto è quella risultante dal titolo abilitativo
spettacolo, la cultura, ricreative, congressuali) - (con SUL della costruzione, in assenza del quale la destinazione d’uso è
fino a 500 mq: CU/m; con SUL oltre 500 mq e per le disco- accertata con l’ausilio della classificazione catastale e delle auto-
teche: CU/a); rizzazioni amministrative all’esercizio delle attività insediate.

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6. In assenza di normativa regionale sulle destinazioni d’uso e Parcheggi privati


sui titoli abilitativi necessari per la modifica delle stesse, da for-
mulare ai sensi dell’art. 10, comma 2, del DPR n. 380/2001, si sta- 2. I parcheggi privati sono riservati agli abitanti delle unità resi-
bilisce che il cambiamento di destinazione d’uso: se è con denziali o agli addetti delle unità non residenziali, e sono asser-
opere, è soggetto a DIA o a Permesso di costruire, a seconda viti all’unità edilizia o immobiliare con vincolo di pertinenziali-
delle categorie di intervento, individuate ai sensi dell’art. 9, che tà, istituito con atto d’obbligo notarile registrato e trascritto(*).
tali opere configurano; se è senza opere, è soggetto comunque
a DIA; se comporta il passaggio a una più elevata categoria di 3. I parcheggi privati possono essere ricavati all’interno della
carico urbanistico è soggetto comunque a Permesso di costrui- Superficie fondiaria degli edifici cui sono asserviti, e con priori-
re. Il cambiamento di destinazione d’uso, una volta acquisito il tà nel sottosuolo corrispondente alla Superficie coperta; posso-
titolo abilitativo, deve essere obbligatoriamente comunicato no essere altresì ricavati su altre aree private che non facciano
all’Ufficio del catasto. parte del lotto, a distanza non superiore a m. 300, misurati come
percorso pedonale più breve tra gli accessi del parcheggio e del-
l’edificio. Ai sensi e con le modalità di cui all’art. 9, comma 4,
Art.7. Parcheggi pubblici e privati della legge n. 122/1989, i parcheggi privati possono essere rea-
lizzati su aree comunali, in diritto di superficie o di sottosuolo.
1. Ai carichi urbanistici relativi alle funzioni di cui all’art. 6,
comma 1, corrispondono le seguenti dotazioni minime di par- 4. Nella Città storica, nella Città consolidata e nella Città da ristrut-
cheggi pubblici e privati, di cui rispettivamente agli articoli 41- turare - di cui rispettivamente ai Capi 2°, 3° e 4° del Titolo II - i
quinquies e 41-sexies della legge n. 1150/1942: parcheggi privati possono essere reperiti a una distanza non
superiore a m. 500, calcolata ai sensi del comma 3. Per gli
Parcheggi per destinazioni d’uso a carico urbanistico basso (CU/b) interventi ricadenti all’interno del Municipio I, i parcheggi
Destinazioni d’uso Privati Pubblici possono essere reperiti nell’ambito dell’intera Città storica,
(mq/10mq SUL) (mq/10mq SUL)
senza vincolo di distanza, ma con esclusione delle compo-
Abitative/abitazioni singole 4 1,6 nenti di cui agli articoli 39 e 41; per interventi esterni al
Abitative/abitazioni collettive 4 2 Municipio I, i parcheggi non possono essere reperiti all’inter-
Commerciali 4 4
no del Municipio I.
Servizi 4 4
Turistico-ricettive 4 4
Parcheggi pubblici
Agricole 4 1

5. I parcheggi pubblici sono destinati ai visitatori degli insedia-


Parcheggi per destinazioni d’uso a carico urbanistico medio (CU/m) menti residenziali e ai clienti o utenti degli insediamenti non
Destinazioni d’uso Privati Pubblici residenziali, nonché a funzioni di relazione locale. Non concor-
(mq/10mq SUL) (mq/10mq SUL)
rono allo standard di cui al comma 1 i parcheggi pubblici desti-
Commerciali 3 10
nati alle funzioni di scambio intermodale.
Servizi 4 6
Turistico-ricettive 4 6
6. I parcheggi pubblici sono localizzabili su aree di proprietà
Produttive 4 4
pubblica o su aree di proprietà privata vincolata all’uso pubblico,
a mezzo di atto d’obbligo notarile registrato e trascritto, ad una
Parcheggi per destinazioni d’uso a carico urbanistico alto (CU/a) distanza non superiore a m. 500, calcolata ai sensi del comma 3.
Destinazioni d’uso Privati Pubblici Salvo diverso avviso del Comune, da formalizzare con atto ammi-
(mq/10mq SUL) (mq/10mq SUL)
nistrativo o in sede di specifica convenzione, i parcheggi pubbli-
Commerciali 2 20 ci, se al servizio delle funzioni non abitative, non sono ceduti al
Servizi 2 15
Comune, ma asserviti all’uso pubblico, con la facoltà per il pro-
prietario o gestore di limitarne l’accesso alle ore di esercizio delle
In applicazione della legislazione regionale in materia, per le attività. È consentito altresì che i parcheggi privati al servizio di
destinazioni commerciali si assume, quale riferimento, la funzioni non abitative vengano riservati, in tutto o in parte, ad
Superficie di vendita; alla parte restante della SUL, di perti- uso pubblico, fatta salva la dotazione complessiva di parcheggi
nenza dell’attività commerciale, che non siano i depositi ai pubblici e privati come stabilita dal comma 1.
quali si applica “Pubblici = 4 mq/10mq”, o che sia spazio
d’uso pubblico comune ad altre destinazioni d’uso, si applica 7. I parcheggi non pertinenziali di proprietà privata (autori-
“Pubblici = 5 mq/10mq” o “Pubblici = 10 mq/10mq”, a secon- messe, autosilo), di cui all’art. 6, comma 1, lett. g), possono con-
da che si tratti rispettivamente di media o grande distribu- correre alla dotazione dei parcheggi pubblici di cui al comma
zione. In caso di contrasto, per difetto, delle dotazioni mini-
me di cui al presente comma 1 con norme regionali o statali,
anche sopravvenienti, le presenti norme si intenderanno (*) Con legge n. 246/2005, art. 12, comma 9, i parcheggi privati non sono gra-
vati da vincoli pertinenziali; di conseguenza la frase “con vincolo di pertinen-
automaticamente adeguate, senza la necessità di ulteriori zialità, istituito con atto d’obbligo notarile registrato e trascritto” è da inten-
provvedimenti. dersi non applicabile.

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1, solo se vincolati a uso pubblico e a regime di rotazione, sta- 12. In caso di interventi diretti che prevedano più cambi di
bilito in apposita convenzione o atto d’obbligo; in assenza di destinazioni d’uso – nel senso di distinte combinazioni tra
tali condizioni, possono concorrere alla dotazione di parcheg- destinazione originaria e destinazione finale – o che prevedano
gi privati di cui al comma 1. I parcheggi non pertinenziali pri- sia cambi di destinazione d’uso che incremento della SUL pree-
vati possono essere realizzati fuori terra, nei Tessuti esistenti, sistente, si procede calcolando la differenza tra la dotazione
solo nei casi previsti dalle norme di componente, ovvero nel teorica dell’intera SUL di progetto e la dotazione teorica del-
sottosuolo di aree private, nel rispetto dei vincoli o parametri l’intera SUL preesistente. Per gli interventi indiretti, il calcolo
ecologici previsti dalle norme di componente, e compatibil- della dotazione di parcheggi pubblici deve essere effettuato sul
mente con la tutela dei corpi idrici, della stabilità geologica, complesso degli interventi previsti; il calcolo della dotazione di
dello strato e dei beni archeologici. parcheggi privati deve essere effettuato per singola Unità edili-
zia. In ogni caso, il calcolo deve essere effettuato distintamente
8. I parcheggi pubblici con funzioni di relazione urbana o di per i parcheggi privati e i parcheggi pubblici: eventuali diffe-
scambio intermodale, se previsti dal Piano urbano parcheggi renziali di segno opposto tra le due dotazioni teoriche non pos-
o da Piani attuativi o da Progetti di infrastrutture per la mobi- sono essere compensati.
lità, possono essere realizzati nel sottosuolo o soprassuolo
dell’intero Sistema insediativo o del Sistema dei servizi, delle infra- Reperimento della dotazione di parcheggi pubblici
strutture e degli impianti, nel rispetto dei vincoli o parametri
ecologici e morfologici previsti dalle norme di componente, e 13. Ai fini dell’applicazione di quanto previsto dall’art. 4,
compatibilmente con la tutela dei corpi idrici, della stabilità commi 1 e 2, del DM n. 1444/1968, si stabilisce quanto segue:
geologica, dello strato e dei beni archeologici. Se localizzati a) nella Città storica, ad esclusione degli Ambiti di valorizzazione,
nella Città storica, tali parcheggi sono soggetti alle preclusio- può essere reperita una dotazione inferiore a quella stabilita
ni previste dalle specifiche norme di componente. dalle precedenti norme, in caso di carenza di aree disponibi-
li o per ragioni di salvaguardia ambientale, storica, archeolo-
Parcheggi pubblici per impianti all’aperto gica, architettonica, funzionale dei luoghi o per ragioni con-
nesse al regime di traffico;
9. Nei casi di strutture o impianti fissi per attività all’aperto, ai b) negli Ambiti di valorizzazione della Città storica e nella Città
fini del reperimento dei parcheggi pubblici, sono stabilite le consolidata, per le stesse ragioni di cui alla lett. a), può essere
seguenti dotazioni minime: reperita una dotazione inferiore rispetto a quella stabilita
a) per le attività produttive (depositi, discariche, vivai), almeno dalle precedenti norme, ma fino ad una riduzione del 50%;
il 10% della superficie territoriale interessata; tale dotazione ridotta può essere reperita nelle aree adia-
b) per le attività commerciali (mercati con plateatico, spiazzi centi o prossime agli ambiti di intervento, ivi comprese
per fiere e mercati periodici), almeno il 50% della superficie quelle destinate a Verde pubblico e servizi pubblici di livello loca-
territoriale interessata, se superiore a 2.500 mq, e almeno il le, anche in deroga alla distanza massima di cui al comma 6;
30% se inferiore a 2.500 mq; c) nella Città da ristrutturare, gli strumenti di intervento indiret-
c) per le attività residenziali o turistico-ricettive, un posto-auto to devono assicurare l’intera dotazione di parcheggi pubbli-
per ogni unità minima ricettiva (alloggio mobile, posto- ci, e assumere l’obiettivo di ridurre l’eventuale deficit preesi-
tenda, posto-barca, ecc.); stente negli ambiti di riferimento, anche mediante l’utilizza-
d) per le attività sportive, ricreative, di spettacolo, un posto- zione di aree adiacenti o prossime agli ambiti di intervento,
auto ogni 2 unità di capienza degli impianti, calcolata come ivi comprese quelle destinate a Verde pubblico e servizi pubblici
numero massimo di praticanti e spettatori, fatto salvo quan- di livello locale, e anche in deroga alle distanze massime di cui
to previsto in merito dall’art. 87. al comma 6; gli interventi diretti, ove consentiti, e con le stes-
se modalità, devono assicurare almeno il 50% di tale dotazio-
Calcolo della dotazione di parcheggi ne.

10. La dotazione minima di cui al comma 1, relativa ai parcheggi 14. In tutti gli altri ambiti del Sistema insediativo, deve essere repe-
pubblici e privati, si applica all’intera SUL aggiuntiva rispetto alla rita l’intera dotazione minima di parcheggi pubblici e privati.
SUL preesistente, prodotta dagli interventi diretti e indiretti.
15. Per gli edifici localizzati ad una distanza inferiore a m. 500,
11. Per la SUL esistente soggetta a cambio di destinazione d’uso misurata come percorso pedonale più breve, da fermate o sta-
si deve considerare solo la dotazione differenziale aggiuntiva zioni di trasporto pubblico ferroviario regionale o metropoli-
determinata dalla nuova destinazione rispetto a quella preesi- tano o da fermate poste nei “corridoi riservati al trasporto pub-
stente legittima, salvo i seguenti casi in cui la dotazione deve blico di superficie” di cui all’art. 94, comma 12, la dotazione di
essere per intero calcolata sulla base della SUL e delle destina- parcheggi pubblici può essere ridotta agli standard minimi sta-
zioni di progetto: biliti da norme statali o regionali. Per gli edifici e le funzioni da
a) edifici dismessi da più di 5 anni; localizzare all’interno o in stretta prossimità di tali stazioni o
b) destinazioni commerciali a CU/m e a CU/a; fermate, ove consentito da strumenti di intervento indiretto, i
c) demolizione e ricostruzione di interi edifici, limitatamente parcheggi pubblici e privati da reperire possono essere desti-
alla dotazione di parcheggi privati. nati a parcheggi di scambio.

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Verifica preliminare di sostenibilità urbanistica 21. Fino all’emanazione di tale disciplina, si applica quanto
segue nel presente comma e nei successivi commi 22 e 23:
16. Le deroghe alla dotazione di standard urbanistici consenti- a) sono soggetti a monetizzazione, nell’ambito di interventi
te dai commi 13 e 15, sono subordinate ad una “Verifica preli- diretti e indiretti, le aree a standard urbanistici non reperite
minare di sostenibilità urbanistica”, che, per tali specifiche per effetto dell’applicazione dei commi 13 e 15;
finalità, deve contenere: b) è autorizzabile la monetizzazione di aree a standard non
a) una valutazione del fabbisogno effettivo di parcheggi pubbli- reperite rispetto ai minimi consentiti dal comma 13 lett. b)
ci e privati delle attività da insediare, tenendo conto delle spe- e c), se ritenuta più vantaggiosa per l’Amministrazione
cifiche peculiarità delle stesse e delle fasce orarie di esercizio; comunale, ma solo per gli interventi diretti di cui al comma
b) un bilancio della domanda effettiva e dell’offerta di aree di 18 e per gli interventi diretti che sostituiscano i parcheggi
sosta nel contesto urbano di riferimento, anche in funzione pubblici dovuti con parcheggi privati eccedenti la dotazione
del sistema di accessibilità, delle modalità di trasporto e del minima teorica; non è autorizzabile tale monetizzazione per
regime di traffico, delle fasce orarie di esercizio delle attività insediamenti di media e grande distribuzione commerciale;
insediate; c) è autorizzabile la monetizzazione della dotazione teorica di
c) la programmazione comunale di acquisizione e utilizzazio- parcheggi privati, solo per interventi diretti di categoria RE,
ne di aree destinate a Verde pubblico e servizi pubblici di livello senza aumento di SUL.
locale, nel settore urbano di riferimento, desumibile dalla
programmazione triennale e annuale dei lavori pubblici e 22. La tariffa di monetizzazione per ogni mq di standard non
dal programma specifico di cui all’art. 83, comma 6; reperito è pari al 20% del valore medio catastale dei fabbricati
d) la considerazione dei caratteri insediativi, funzionali, cultu- oggetto di intervento ripartito sulla superficie fondiaria, o, se di
rali e ambientali dei luoghi e del contesto d’intervento. importo più alto, all’indennità di espropriazione della aree più
vicine destinate a Verde pubblico e servizi pubblici di livello locale.
17. La “Verifica di sostenibilità urbanistica”, salvo che non sia
già effettuata in sede di Piani di settore relativi alla mobilità e ai 23. L’importo della monetizzazione può essere scomputato
parcheggi, correda e integra la progettazione degli interventi mediante la diretta realizzazione, nei limiti di legge, di opere
indiretti, ai sensi dell’art. 13, comma 11, lett. b), nonché, per le pubbliche eccedenti le opere di urbanizzazione e gli standard
specifiche finalità del presente articolo, la richiesta di titolo urbanistici dovuti. I proventi della monetizzazione, se incassati
abilitativo degli interventi diretti. dal Comune, devono essere esclusivamente reimpiegati per l’ac-
quisizione di aree volte alla realizzazione degli standard urbani-
18. Sono esentati dalla “Verifica di sostenibilità urbanistica” gli stici non reperiti o per opere funzionali al trasporto pubblico
interventi diretti la cui dotazione teorica di parcheggi sia infe- collettivo, da localizzare prioritariamente nella Città (storica,
riore a 250 mq o la cui dotazione teorica di standard urbanisti- consolidata, da ristrutturare) e nel Municipio di appartenenza.
ci, calcolata ai sensi dell’art. 8, sia inferiore a 500 mq.

19. Il reperimento delle aree da destinare a parcheggi pubblici Art.8. Standard urbanistici
e, più in generale, agli standard urbanistici di cui all’art. 8, non-
ché la realizzazione delle relative opere, sono a carico dei sog- 1. Per le destinazioni d’uso abitative, di cui all’art. 6, comma 1,
getti titolari degli interventi diretti e degli interventi indiretti lett. a), la dotazione minima per servizi pubblici, verde pubbli-
di iniziativa privata; per gli interventi indiretti di iniziativa co e parcheggi pubblici, è stabilita in 22 mq per abitante, calco-
pubblica, lo strumento urbanistico esecutivo individua e lati ai sensi dell’art. 3, comma 5. Fatta salva la dotazione mini-
distingue le modalità – pubblica o privata - di reperimento e ma per parcheggi pubblici, come stabilita ai sensi dell’art. 7,
realizzazione degli standard urbanistici, ponendoli a carico dei comma 1, la restante parte della dotazione complessiva è indi-
soggetti titolari degli interventi edilizi o assoggettandoli ad cativamente così ripartita: 6,5 mq per servizi pubblici; 9,5 mq
acquisizione e/o realizzazione pubblica. per verde pubblico.

Monetizzazione dei parcheggi non reperiti 2. Per le destinazioni d’uso non abitative, di cui all’art. 6,
comma 1, lett. b), c), d), oltre alla dotazione di parcheggi pub-
20. La monetizzazione consiste nella corresponsione al blici di cui all’art. 7, comma 1, devono essere riservate aree per
Comune di una somma commisurata al valore degli standard il verde pubblico non inferiori a 4 mq/10mq di SUL, con la pos-
urbanistici non reperiti per effetto dell’applicazione delle sibilità di destinarne a parcheggi pubblici una quota non supe-
deroghe consentite ai sensi dei commi 13 e 15. La monetizza- riore a 2 mq/10mq di SUL.
zione è autorizzata dal Comune su espressa istanza formulata
dai soggetti obbligati al reperimento degli standard urbani- 3. Per le destinazioni d’uso produttive, di cui all’art. 6, comma
stici, in sede di abilitazione degli interventi diretti o di appro- 1, lett. e), devono essere riservate aree a verde pubblico in misu-
vazione degli interventi indiretti. La monetizzazione è disci- ra non inferiore a 2 mq/10mq di SUL.
plinata con specifico provvedimento o, per la materia del pre-
sente articolo, nell’ambito di Piani di settore relativi alla 4. Negli interventi indiretti, come definiti dall’art. 12, comma 3,
mobilità e ai parcheggi. localizzati all’esterno della Città storica e della Città consolidata, è

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fatto obbligo di realizzare almeno un asilo nido di 12 posti ogni curarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di
400 abitanti e ogni 150 addetti previsti, fatti salvi i limiti dimen- opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strut-
sionali stabiliti da norme sovraordinate. Nell’ambito di inter- turali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso
venti di recupero del patrimonio edilizio esistente, o di cambi di con esso compatibili. Tali interventi comprendono il consoli-
destinazione d’uso, possono essere realizzati asili nido con le damento, il ripristino ed il rinnovo degli elementi costitutivi
seguenti deroghe ai criteri generali di qualità: assenza di aree dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli
libere di pertinenza, sempreché, in alternativa, siano facilmente impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli
accessibili spazi liberi pubblici o di uso pubblico; altezze mini- elementi estranei all’organismo edilizio. Per gli interventi sui
me di m. 2,70, ridotti a m. 2,40 per i servizi, anche nelle struttu- beni culturali, di cui al Titolo I, Parte seconda, del D.LGT
re localizzate a piano-terra. Le strutture non possono comunque 42/2004, si applica la definizione di Restauro di cui all’art. 29,
essere insediate nei piani superiori al primo, salvo deroghe tem- comma 4, dello stesso provvedimento.
poranee in attesa della realizzazione di nuovi asili nido.
5. Sono interventi di Ristrutturazione edilizia (RE), ai sensi del-
5. Per la dotazione e il reperimento degli standard urbanistici si l’art. 3, comma 1, lett. d), del DPR n. 380/2001, gli interventi
applicano le disposizioni di cui all’art. 7, commi 10 e seguenti. rivolti a trasformare le Unità edilizie mediante un insieme
sistematico di opere che possono portare a un organismo
edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente; tali inter-
Art.9. Categorie di intervento urbanistico e edilizio venti comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni
elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica
1. In coerenza con la vigente normativa, le principali catego- e l’inserimento di nuovi elementi e impianti. Si distinguono
rie di intervento urbanistico-edilizio - raggruppate sotto le tre sotto-categorie:
categorie generali di Recupero edilizio, Nuova costruzione, RE1 - Ristrutturazione edilizia senza aumento della SUL, del
Trasformazioni urbanistiche - sono così individuate: Volume costruito (Vc) e delle unità immobiliari, senza
modificazioni della sagoma e senza alterazione dell’a-
RECUPERO EDILIZIO spetto esteriore degli edifici;
a) Manutenzione ordinaria RE2 - Ristrutturazione edilizia diversa dalle sotto-categorie
b) Manutenzione straordinaria RE1 e RE3;
c) Restauro e risanamento conservativo RE3 - Demolizione e ricostruzione di un fabbricato, senza
d) Ristrutturazione edilizia variazione di volumetria (Vc) e sagoma, fatte salve le
sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla nor-
NUOVA COSTRUZIONE mativa antisismica, e con la possibilità di modifiche
e) Demolizione e ricostruzione non sostanziali dell’area di sedime, come definite dalla
f) Ampliamento legislazione regionale, volte ad un maggiore allinea-
g) Nuova edificazione mento con gli edifici adiacenti o all’adeguamento a pre-
scrizioni di strumenti urbanistici esecutivi.
TRASFORMAZIONI URBANISTICHE
h) Ristrutturazione urbanistica 6. Sono interventi di Nuova costruzione (NC), ai sensi dell’art. 3,
i) Nuovo impianto urbanistico, comma 1, lett. e), del DPR n. 380/2001, gli interventi di trasfor-
mazione edilizia del territorio volti alla costruzione di singoli
secondo le definizioni e specificazioni che seguono. manufatti o insiemi degli stessi, che non rientrino nelle prece-
denti categorie. In base alle caratteristiche dei manufatti e alle
2. Sono interventi di Manutenzione ordinaria (MO), ai sensi dell’art. modalità di intervento, si individuano le seguenti principali
3, comma 1, lett. a), del DPR n. 380/2001, gli interventi edilizi che categorie di intervento edilizio:
riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione DR - Demolizione e ricostruzione di edifici non rientrante
delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o man- nella categoria RE3;
tenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. AMP - Ampliamenti di edifici all’esterno della sagoma esisten-
te, connessi o non a interventi di ristrutturazione edili-
3. Sono interventi di Manutenzione straordinaria (MS), ai sensi zia o demolizione e ricostruzione della parte preesi-
dell’art. 3, comma 1, lett. b), del DPR n. 380/2001, le opere e le stente, come stabilito nelle specifiche norme di tessuto;
modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche rientrano in tale sotto-categoria gli interventi pertinen-
strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare ser- ziali, intesi quali interventi su spazi accessori alle unità
vizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i edilizie e immobiliari, legati a queste da vincolo di per-
volumi e le superfici delle singole unità immobiliari, che non tinenza, che eccedano il 15% del Volume costruito (Vc),
comportino modifiche delle destinazioni d’uso. ovvero che siano realizzati, con qualsiasi dimensione,
nella Città storica o su immobili individuati nella Carta
4. Sono interventi di Restauro e risanamento conservativo (RC), ai per la qualità di cui all’art. 16;
sensi dell’art. 3, comma 1, lett. c), del DPR n. 380/2001, gli inter- NE - Nuova edificazione di fabbricati su aree libere, comun-
venti edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assi- que non rientrante nelle precedenti categorie.

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7. Sono interventi di Ristrutturazione urbanistica (RU), ai sensi del- 4. La categoria Restauro ambientale (REA) comprende l’insieme
l’art. 3, comma 1, lett. f), del DPR n. 380/2001, gli interventi rivol- di interventi volti a preservare e migliorare aree verdi di parti-
ti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro colare pregio storico-ambientale. Tali interventi possono com-
diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, prendere: il recupero dei manufatti preesistenti, nel rispetto
anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati, dei caratteri tipologici, formali e costruttivi originari e dell’in-
della rete stradale. tegrazione con le componenti naturalistiche dei luoghi; la
rimozione di rifiuti o manufatti alteranti i caratteri tipici dei
8. Sono interventi di Nuovo impianto urbanistico (NIU) l’insieme luoghi; il taglio della vegetazione infestante e il reimpianto di
sistematico di interventi anche diversi (urbanizzazioni, specie autoctone anche al fine di ricostituire continuità ed inte-
impianti, nuove costruzioni, sistemazioni ambientali) volto grazione nelle fito-associazioni preesistenti.
alla realizzazione di nuovi insediamenti urbani.
5. La categoria Mitigazione impatto ambientale (MIA) comprende
9. Per le altre tipologie d’intervento rientranti nella categoria l’insieme di interventi e misure volti a ridurre o migliorare
della Nuova costruzione (urbanizzazioni, impianti, strutture l’impatto sulle componenti naturalistiche e paesaggistiche,
mobili, modificazioni del suolo per attività all’aperto), si rinvia conseguente alla realizzazione degli interventi edilizi e urbani-
alla normativa statale e, ove esistente, regionale in materia di stici di cui all’art. 9, e degli impianti e infrastrutture, in superfi-
attività edilizia, nonché al Regolamento edilizio comunale; tali cie o nel sottosuolo, di cui al Titolo IV. Rientrano tra questi gli
interventi saranno esplicitamente richiamati e descritti, ove interventi di ambientazione di infrastrutture, come in detta-
occorra, nelle norme successive. glio disciplinati nell’art. 97.

10. Il presente PRG non possiede i requisiti di dettaglio suffi- 6. La categoria Valorizzazione ambientale (VLA) comprende l’in-
cienti per l’applicazione dell’art. 22, comma 3, lett. c), del DPR sieme di interventi volti alla valorizzazione paesaggistica e fun-
n. 380/2001. zionale di aree verdi, sia nel sistema insediativo che ambienta-
le. Tali interventi comprendono la creazione di nuove compo-
nenti paesaggistico-ambientali, mediante la piantumazione di
Art.10. Categorie di intervento ambientale aree alberate, cespuglieti e sistemi di siepi, nonché la realizza-
zione di attrezzature finalizzate alla fruizione collettiva dei luo-
1. Gli interventi paesaggistico-ambientali si articolano in sei ghi, quali percorsi pedonali, equestri o ciclabili, attrezzature
categorie: per la sosta, servizi alle persone (sanitari, didattico-divulgativi,
a) Risanamento ambientale ristoro, parcheggi). Sono, in genere, finalizzate alla valorizza-
b) Ripristino ambientale zione funzionale di parchi esistenti o alla creazione, nel sistema
c) Restauro ambientale insediativo, di aree a verde attrezzato o a parco locale.
d) Mitigazione d’impatto ambientale
e) Valorizzazione ambientale 7. La categoria Miglioramento bio-energetico (MBE) comprende l’in-
f) Miglioramento bio-energetico. sieme di interventi volti a migliorare le prestazioni bioclimatiche
delle componenti insediative. Tali interventi comprendono: la
2. La categoria Risanamento ambientale (RSA) comprende l’in- regolazione climatica e di protezione o risanamento acustico
sieme di interventi e misure volti ad assicurare la messa in degli edifici secondo principi della bio-architettura; il manteni-
sicurezza e la bonifica dei siti inquinati. I siti interessati, i mento della permeabilità profonda dei suoli; l’utilizzo di fonti
livelli di contaminazione, le procedure e le modalità di pro- energetiche naturali e rinnovabili; il recupero delle acque reflue e
gettazione e d’intervento sono disciplinate dalla Parte IV, meteoriche per usi irrigui, di fertilizzazione dei suoli o per servizi
Titolo V, del D.LGT n. 152/2006, e dai relativi Regolamenti di igienici; l’impiego di materiali di costruzione durevoli e manute-
attuazione. Tali interventi sono seguiti, in genere, da inter- nibili; l’uso del verde con finalità di regolazione microclimatica e
venti di ripristino ambientale. di protezione dall’inquinamento acustico e atmosferico.

3. La categoria Ripristino ambientale (RIA) comprende l’insieme 8. Tutte le categorie di intervento ambientale sono consentite
di interventi volti alla ricostituzione delle componenti pae- in funzione dei caratteri e dello stato ambientale dei luoghi. In
saggistiche e naturalistiche degradate e alterate da interventi particolare, sono obbligatori:
trasformativi, al fine di ricreare biotopi preesistenti o comun- a) gli interventi di categoria RSA, sulla base dei tempi, delle
que tipici della campagna romana. Tali interventi possono modalità e degli oneri previsti dalla Parte IV, Titolo V, del
prevedere: la demolizione di opere, edifici, impianti e infra- D.LGT n. 152/2006, e dai relativi Regolamenti di attuazione;
strutture degradati o dismessi; la rinaturalizzazione dei suoli, b) gli interventi di categoria RIA, nei casi di attività all’aperto
mediante riempimenti, risagomature, consolidamento di che comportino una trasformazione permanente del suolo,
scarpate e terrapieni, ricostituzione della copertura vegetale; una volta conclusa tale attività, o comunque se imposti da
la rinaturalizzazione del reticolo idrografico, mediante ripri- norme di settore sovraordinate, nonché nei casi di interven-
stino di alvei fluviali naturali rettificati o resi artificiali, riqua- ti trasformativi in aree compromesse di tipo “B” della Rete
lificazione delle sponde, ricreazione ad uso naturalistico di ecologica di cui all’art. 72, unitamente o in alternativa a
zone umide connesse. interventi di categoria REA;

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c) gli interventi di categoria MIA, per tutte le opere e gli inter- delle risultanze dell’analisi ambientale e della natura degli
venti soggetti a procedura di VIA, per tutti gli interventi interventi trasformativi;
urbanistici-edilizi di Nuova costruzione, di cui all’art. 9, e gli c) l’individuazione delle categorie d’intervento ambienta-
interventi di impianti e infrastrutture, di cui al Titolo IV, che le da applicare sulla base delle risultanze delle valuta-
ricadano nelle aree della Rete ecologica, nonché in tutti i zioni di cui alle lett. a) e b), nonché la definizione tecni-
casi in cui sia previsto dalle norme dei Piani paesaggistici co-progettuale degli specifici interventi di categoria
regionali; ambientale.
d) gli interventi di categoria REA, nei casi di interventi di cate-
goria RC, RE, DR sugli edifici o di interventi pubblici rica- 11. Le elaborazioni di cui al comma 10 devono essere commi-
denti nelle Ville storiche, di cui all’art. 39, nonché nei casi di surate, per dettaglio e approfondimento, all’ampiezza e al
interventi trasformativi, qualora ammessi, nelle aree di tipo valore ambientale dei luoghi, nonché alla rilevanza degli
“A” e “B” della Rete ecologica, unitamente o in alternativa a interventi trasformativi, ed essere estese, nel caso di interven-
interventi di categoria RIA; ti indiretti, all’intero comprensorio d’intervento, nel caso di
e) gli interventi di categoria VLA, per le aree destinate a verde interventi diretti all’area di pertinenza o asservita e all’imme-
pubblico dagli strumenti urbanistici attuativi o a Verde pub- diato contesto; in entrambi i casi, le elaborazioni dovranno
blico e servizi pubblici di livello locale, di cui all’art. 85, dal pre- essere inquadrate negli Ambiti di paesaggio di cui all’art. 68,
sente PRG; comma 3, nonché tener conto delle indicazioni contenute
f) gli interventi di categoria RIA, REA, MIA o VLA, in alternati- negli elaborati G6.“Sistema paesaggistico” e G7.“Guida alla
va o tra loro integrati, nei casi di interventi nell’Agro romano, progettazione negli ambiti di paesaggio”.
di cui al Titolo III, Capo 2°, soggetti a PAMA, di cui all’art. 79,
o appositamente individuati nella stessa normativa. 12. I responsabili di procedimento dei Programmi integrati,
di cui all’art. 14, e dei Progetti urbani, di cui all’art. 15, assi-
9. Il Comune promuove la realizzazione di interventi di cate- curano la valutazione di sostenibilità ambientale degli
goria MBE mediante incentivi di carattere urbanistico, fisca- interventi. Tale valutazione avverrà nella fase preliminare e
le, finanziario, anche a integrazione di misure analoghe pre- definitiva di definizione del Progetto urbano e del
viste da norme regionali, statali e comunitarie. Quali incen- Programma integrato, tramite le elaborazioni di cui al
tivi di carattere urbanistico, può essere concesso un incre- comma 10, ovvero, ove previsto da norme sovraordinate,
mento, anche non in situ, fino al 5% della SUL ordinariamente con il ricorso alla VAS (Valutazione ambientale strategica) o
ammessa. Con successivo provvedimento, il Comune deter- alla VIA (Valutazione d’impatto ambientale), di cui rispetti-
mina: lo standard minimo prestazionale - non inferiore ai vamente ai Titoli II e III del Codice dell’Ambiente, approvato
requisiti e parametri imposti da disposizioni legislative o con D.LGT n. 152/2006. La valutazione avverrà tramite un
regolamentari - relativo all’insieme degli interventi specifici processo di partecipazione dei cittadini, anche costituiti in
presenti nella categoria MBE, nonché i relativi scostamenti associazioni secondo le modalità stabilite dal Regolamento
che determinano l’entità dell’aumento della stessa SUL. Nella comunale di cui all’art. 13, comma 9, o dalle norme in mate-
determinazione dell’aumento, il Comune tiene conto dell’o- ria di VIA o di VAS.
nerosità degli interventi di categoria MBE e della compre-
senza di incentivi di carattere fiscale o finanziario. Lo stesso 13. In caso di interferenza o sovrapposizione della disciplina
o altro provvedimento può selezionare gli ambiti, non esclu- del presente articolo con norme sovraordinate, si applicano
si quelli a pianificazione particolareggiata definita di cui esclusivamente tali norme sovraordinate.
all’art. 62, cui applicare, anche in modo differenziato, gli
incentivi della presente norma.

10. I progetti degli interventi diretti pubblici o privati - con Capo 3° Modalità e strumenti di attuazione del Piano
esclusione degli interventi di categoria MO, MS, RC, RE - rica-
denti nella Rete ecologica, nelle aree a Verde privato della Città Art.11. Sistemi e componenti
consolidata, negli Ambiti di programmazione strategica, nonché
gli strumenti urbanistici esecutivi, i Programmi integrati, i 1. La disciplina del territorio comunale definita dalle presenti
Progetti urbani, i PAMA e gli altri interventi definiti nella NTA è articolata in riferimento a componenti, individuate negli
disciplina dell’Agro romano, i progetti d’intervento nel Sistema elaborati 2. e 3. “Sistemi e Regole”, rapp. 1:5.000 e 1:10.000,
di cui al Titolo IV, dovranno essere corredati da una appartenenti ai seguenti sistemi:
“Valutazione ambientale preliminare”, contenente: a) Sistema insediativo;
a) l’analisi ambientale preliminare, intesa quale conoscenza e b) Sistema ambientale e agricolo;
descrizione delle componenti paesaggistiche e naturalisti- c) Sistema dei servizi, delle infrastrutture e degli impianti.
che dei luoghi - con riguardo agli aspetti idrogeologici,
idraulici, agropedologici, vegetazionali - e del loro stato di 2. Le componenti rappresentano le unità base di articolazione
conservazione o alterazione; della disciplina di PRG e corrispondono alle aree e zone del ter-
b) la valutazione degli effetti sulle componenti ambientali e ritorio comunale di cui all’art. 7, punti 1), 2), 3) e 4), della legge
paesaggistiche generati dagli interventi previsti, sulla base n. 1150/1942.

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Art.12. Modalità di attuazione del PRG Art.13. Norme generali per gli interventi indiretti

1. Il PRG si attua per intervento diretto o per intervento indiretto, 1. Gli interventi indiretti si attuano mediante strumento urbani-
secondo quanto stabilito dalle presenti Norme. stico esecutivo, ovvero sono soggetti alla procedura del
Programma integrato, come definita dall’art. 14, o del Progetto
2. Per interventi diretti si intendono quelli realizzabili diretta- urbano, come definita dall’art. 15.
mente senza titolo abilitativo ovvero sulla base del titolo abili-
tativo richiesto dalle norme statali o regionali in materia di 2. Il PRG definisce l’edificabilità complessiva, le destinazioni
attività edilizia. Al fine della realizzazione di infrastrutture e d’uso, nonché i vincoli e i caratteri da rispettare in sede di for-
opere di urbanizzazione mancanti, ovvero per l’assunzione di mazione degli strumenti attuativi di cui al comma 1.
specifici obblighi previsti dalle presenti norme, il titolo abilita-
tivo potrà essere subordinato alla stipula di una convenzione o 3. La formazione degli strumenti urbanistici esecutivi può esse-
alla sottoscrizione di apposito atto d’obbligo notarile registra- re di iniziativa pubblica o privata: il Comune può subordinare o
to e trascritto; il Comune, con successivo provvedimento, può promuovere tali iniziative mediante atti di indirizzo e program-
subordinare tali interventi, in base alla dimensione urbanistica mazione, anche nelle forme di cui all’art. 14, che stabiliscano
e all’entità degli oneri finanziari, a deliberazione di Giunta priorità ed eventuali risorse finanziarie differenziate tra diversi
comunale. ambiti, con particolare riguardo a quelli che rivestono maggio-
re interesse pubblico e maggiore rilevanza urbanistica; non
3. Per interventi indiretti si intendono quelli subordinati dal PRG sono subordinabili a tali atti gli strumenti urbanistici esecutivi
all’approvazione di strumenti urbanistici esecutivi, di iniziati- di iniziativa privata, interamente rispondenti alle prescrizioni
va pubblica o privata, come previsti dalla legislazione statale e del PRG e interamente progettati e realizzati a cura e spese dei
regionale, o all’approvazione dei Programmi integrati e dei soggetti proponenti; sono subordinati a tali atti i Progetti urba-
Progetti urbani, come previsti dalle presenti norme. ni, di cui all’art. 15, i Programmi integrati, di cui agli articoli 50
e 53, salvo che il Programma preliminare non assuma gli effetti
4. L’intervento diretto costituisce la modalità attuativa ordinaria: di indirizzo e programmazione, nonché gli Ambiti di riserva, di
nella Città storica, esclusi gli Ambiti di valorizzazione; nella Città cui all’art. 67. Gli atti di programmazione urbanistica costitui-
consolidata; nel Sistema ambientale e agricolo, escluse le Aree natu- scono indirizzo vincolante per la programmazione dei lavori
rali protette e i Parchi agricoli; nel Sistema dei servizi, delle infra- pubblici, di cui all’art. 128 del D.LGT n. 163/2006.
strutture e degli impianti.
4. Al fine di orientare le proprie decisioni nell’esercizio delle
5. L’intervento indiretto costituisce la modalità attuativa ordina- competenze in materia urbanistica, nonché le iniziative
ria: negli Ambiti di valorizzazione della Città storica, negli Ambiti dell’Amministrazione centrale e dei soggetti privati nella for-
per i Programmi di recupero urbano, nei Nuclei di edilizia ex-abusiva mazione degli interventi indiretti, i Municipi predispongono
da recuperare, nella Città della trasformazione, nei Progetti struttu- la “Carta municipale degli obiettivi”, atto di indirizzo politico-
ranti, negli Ambiti di riserva a trasformabilità vincolata, nelle Aree programmatico in assenza del quale gli interventi consentiti
naturali protette nazionali e regionali, nei Parchi agricoli. dal PRG possono comunque essere attuati. Di tale documento
fa parte la “Carta risorse e opportunità per le bambine e i bam-
6. Negli Ambiti per i Programmi integrati della Città consolidata e bini” di cui si allegano, a titolo indicativo, gli elaborati I9.1-
della Città da ristrutturare e negli Ambiti di programmazione stra- I9.19, predisposti per ogni Municipio.
tegica, il PRG si attua mediante interventi diretti e indiretti.
5. Sono in generale di iniziativa privata: i Piani di recupero
7. Per favorire, anche mediante incentivi, l’integrazione e il nella Città storica; gli strumenti urbanistici esecutivi negli
coordinamento progettuale, finanziario, attuativo e gestio- Ambiti di trasformazione ordinaria; i Piani di lottizzazione nei
nale, tra interventi diretti, tra interventi indiretti, tra inter- Tessuti prevalentemente per attività; i Piani di recupero urbanisti-
venti diretti e indiretti, tra interventi pubblici e privati, è co dei Nuclei di edilizia ex-abusiva, i PAMA. Sono in generale di
facoltà del Comune far ricorso al Programma integrato, di cui iniziativa pubblica: i Programmi integrati, i Piani di zona e i Progetti
all’art. 14, o al Progetto urbano, di cui all’art. 15, fatta salva la unitari delle Centralità locali. Sono di iniziativa pubblica o privata
possibilità di intervenire con le modalità attuative ordinarie, i Progetti urbani e gli strumenti urbanistici esecutivi negli Ambiti
secondo la disciplina delle diverse componenti, in assenza di di valorizzazione della Città storica.
tali strumenti.
6. In caso di inerzia del Comune rispetto ai termini stabiliti
8. Gli interventi diretti e indiretti previsti dal presente PRG dagli atti di programmazione di cui al comma 3, alla formazio-
sono consentiti nei limiti e con le modalità previste dai Piani o ne degli strumenti urbanistici esecutivi di iniziativa pubblica
Regolamenti comunali che disciplinano le tematiche edilizie, possono sostituirsi i proprietari che rappresentino la maggio-
igienico-sanitarie, della mobilità, dell’inquinamento acustico e ranza assoluta del valore catastale degli immobili interessati.
atmosferico, del commercio, nonché nel rispetto di provvedi- Tale facoltà non si applica agli ambiti soggetti ad acquisizione
menti o Piani territoriali, ambientali, settoriali, che, in forza di preventiva delle aree da parte del Comune, mediante procedu-
legge, prevalgano sugli strumenti urbanistici comunali. ra di esproprio, e agli ambiti comprendenti demani pubblici.

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7. In caso di inerzia dei proprietari rispetto ai termini stabiliti rischio geologico (idrogeologico, idraulico, sismico) e sani-
dagli atti di programmazione di cui al comma 3, alla formazione tario (emissioni di gas dal sottosuolo);
e attuazione degli strumenti urbanistici esecutivi di iniziativa d) la verifica di sostenibilità e impatto sociale, secondo le indi-
privata può sostituirsi il Comune, nel rispetto delle norme vigen- cazioni e le modalità contenute nella “Guida per la qualità
ti e secondo la disciplina delle diverse componenti del PRG. sociale degli interventi urbanistici”, che il Comune predi-
sporrà e approverà con successivo provvedimento;
8. I Programmi integrati della Città da ristrutturare e della Città e) le misure e gli interventi di tutela e valorizzazione dei beni di
della trasformazione e gli strumenti urbanistici esecutivi degli interesse culturale, ai sensi dell’art. 16;
Ambiti di trasformazione ordinaria sono promossi e formati, se di f) gli indirizzi e le prescrizioni per i successivi livelli di proget-
iniziativa pubblica, o istruiti, se di iniziativa privata, dai tazione, se non già sviluppati all’interno dello strumento
Municipi interessati e quindi sottoposti all’approvazione urbanistico esecutivo, necessari per il conseguimento del
dell’Organo centrale comunale, che si esprime entro 90 giorni. titolo abilitativo;
Analogamente, sono di competenza dei Municipi i Progetti g) il piano finanziario, che definisca i costi delle opere di urba-
unitari nelle Centralità locali, di cui all’art. 66, comma 5. nizzazione, degli interventi definiti ai sensi delle lett. c) ed e),
e delle connessioni esterne, nonché i soggetti e le risorse di
9. Al fine di migliorare la struttura urbana della città, la qualità finanziamento;
della vita e produrre inclusione sociale, viene attivato il proces- h) il piano temporale, che definisca i tempi e le fasi di realizza-
so di partecipazione dei cittadini alle decisioni relative agli stru- zione delle edificazioni private e degli interventi di cui alla
menti di pianificazione e ai progetti di trasformazione. lett. g);
Pertanto, tutti gli interventi indiretti, come definiti al comma 1, i) il piano di attuazione, che definisca i soggetti, le modalità e le
gli strumenti ad essi assimilabili definiti da norme sovraordina- procedure di progettazione e realizzazione degli interventi,
te, i Contratti di quartiere, i Piani di settore, i Progetti unitari anche mediante formazione di uno o più comparti;
nelle Centralità locali e la “Carta municipale degli obiettivi”, di j) il piano di gestione, che definisca soggetti e oneri per la
cui al comma 4, sono sottoposti, dalla loro fase preliminare fino gestione delle opere di cui alla lett. g).
alla definizione, ad una procedura d’informazione e consulta-
zione della cittadinanza, disciplinata con Regolamento comu- 12. L’attuazione degli interventi edificatori è subordinata alla
nale: tale regolamento può individuare, anche per categorie, gli preventiva o contestuale realizzazione delle opere pubbliche o
interventi diretti cui estendere, per la particolare rilevanza d’interesse pubblico, con particolare riguardo alle infrastrutture
urbanistica e ambientale, la procedura di partecipazione. Sono di mobilità, ivi compresi i servizi di trasporto pubblico, interne
fatte salve le procedure di evidenza pubblica già stabilite dalle ed esterne - previste dal PRG, dagli strumenti urbanistici esecuti-
presenti norme per la formazione dei Programmi integrati, dei vi, dal Progetto urbano e dal Programma integrato, dai Piani di
Progetti urbani, nonché dei progetti nella Città storica di cui all’art. settore della mobilità -, secondo la ripartizione per fasi e oneri
24, comma 10. stabilita ai sensi del comma 11, lett. g) e h). Nella ripartizione per
fasi, di cui al comma 11, lett. h), ogni quota di edificabilità priva-
10. Le disposizioni di cui ai commi 8 e 9 si applicano esclusi- ta è subordinata alla preventiva o contestuale realizzazione delle
vamente agli interventi la cui procedura sia avviata successi- infrastrutture di mobilità e dei servizi pubblici, che ne assicurino
vamente all’adozione del presente PRG e, comunque, rispetti- l’agibilità, l’accessibilità, la funzionalità urbanistica.
vamente dopo i necessari atti di trasferimento delle compe-
tenze ai Municipi e dopo l’emanazione del Regolamento di 13. Fatto salvo quanto stabilito da norme più specifiche o
partecipazione. sovraordinate, negli strumenti urbanistici attuativi sono a cari-
co dei soggetti titolari dell’attuazione degli interventi edifica-
11. Gli strumenti di intervento indiretto sono predisposti nel tori i seguenti oneri: la cessione, a titolo gratuito, delle aree
rispetto della disciplina di PRG e tenendo conto degli elaborati destinate a opere di urbanizzazione primaria e secondaria e
gestionali e indicativi di cui all’art. 2. Tali strumenti contengo- comunque secondo le misure minime stabilite dalla disciplina
no, in generale, salvo quanto più specificamente previsto nel di PRG; la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria
prosieguo delle presenti NTA o da norme sovraordinate e e secondaria e di quota parte delle connessioni esterne deter-
tenendo conto dei principi di adeguatezza e proporzionalità: minata in proporzione all’entità e alle caratteristiche degli
a) la definizione dell’assetto insediativo, morfologico, funziona- insediamenti; la monetizzazione delle aree a standard non
le, infrastrutturale, distinguendo tra interventi pubblici e pri- reperite, ai sensi degli articoli 7 e 8; la manutenzione delle
vati e individuando altresì le funzioni di cui all’art. 6, comma opere di urbanizzazione primaria e delle aree a verde pubblico
1, e, all’interno di esse, almeno le destinazioni d’uso a CU/a; per una durata non inferiore a 3 anni dal collaudo finale; gli
b) la verifica di sostenibilità urbanistica di tali assetti, con par- oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, di cui all’art. 16
ticolare riferimento alla dotazione e localizzazione degli del DPR n. 380/2001, al netto dei costi sostenuti per la realizza-
standard urbanistici e al rapporto con le infrastrutture di zione delle opere stesse.
mobilità e i servizi;
c) la verifica di compatibilità ambientale, secondo le elabora- 14. Lo strumento urbanistico esecutivo può prevedere, tramite
zioni e le procedure di cui all’art. 10, comma 10, ivi compre- convenzione, l’affidamento della gestione delle aree a verde
so il rispetto del Piano di zonizzazione acustica e l’analisi del pubblico ai soggetti attuatori degli interventi, oltre il termine

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di 3 anni di cui al comma 13, prevedendo, quale corrispettivo c) la somma, in valore assoluto, delle aree incluse ed escluse
per gli oneri di manutenzione ed esercizio, la possibilità di rea- non superi il 20% della ST; la somma, in valore relativo, non
lizzare e gestire su tali aree una quota della SUL privata di con- superi il 10%;
venzione destinata a funzioni non abitative, ovvero impianti d) in conseguenza di tali modifiche non devono risultare ridot-
sportivi e attrezzature socio-ricreative pubbliche all’aperto, te le aree ricadenti nella componente primaria della Rete eco-
fatto salvo il limite minimo di cessione di aree e di standard logica, di cui all’art. 72, e nella componente Agro romano, di
urbanistici stabiliti dal PRG. cui all’art. 74.

15. Fatte salve norme più specifiche o sovraordinate, per la for- 19. Il Comune provvede alla formazione, adozione e approva-
mazione degli strumenti urbanistici esecutivi di iniziativa pri- zione degli strumenti urbanistici attuativi, nel rispetto dei
vata, è necessario il concorso dei proprietari rappresentanti la tempi stabiliti da norme statali o regionali, con particolare rife-
maggioranza assoluta del valore degli immobili - calcolato in rimento alla legge n. 136/1999 e alla LR n. 22/1997. All’atto del
base all’imponibile catastale e, per le aree edificabili, in base ricevimento delle proposte di strumenti urbanistici esecutivi
all’imponibile ICI - compresi nell’ambito d’intervento; soddi- di iniziativa privata, o di istanze provenienti da altri Uffici pub-
sfatta tale condizione, i proprietari riuniti in Consorzio presen- blici, il responsabile del procedimento, o il dirigente
tano al Comune lo strumento urbanistico esecutivo esteso a dell’Ufficio ricevente, fissa il termine massimo per la conclu-
tutto l’ambito d’intervento, garantendo agli altri proprietari sione dell’istruttoria compatibile con i tempi stabiliti da
l’eventuale futura utilizzazione delle previsioni edificatorie norme sovraordinate per l’assunzione del provvedimento fina-
secondo criteri di perequazione e specificando gli impegni che le di adozione; entro 30 giorni dallo stesso ricevimento, il
essi dovranno assumere nei loro confronti o della pubblica responsabile del procedimento comunica al soggetto propo-
amministrazione. Previa diffida dei proprietari non aderenti, il nente le eventuali integrazioni da effettuare agli elaborati già
Consorzio acquisisce la disponibilità di tutte le aree promuo- presentati e l’eventuale posticipazione del termine di conclu-
vendo la procedura espropriativa a proprio favore degli immo- sione dell’istruttoria.
bili dei proprietari non aderenti, e provvede all’attuazione
dello strumento urbanistico esecutivo.
Art.14. Programma integrato
16. Nei casi in cui, ai sensi del comma 7, il Comune si sostitui-
sca ai proprietari nella formazione dello strumento urbanisti- 1. Il Programma integrato ha la finalità di sollecitare, coordi-
co esecutivo, e non si consegua, previa diffida ai termini di nare e integrare soggetti, finanziamenti, interventi pubblici e
legge, la condizione di cui al comma 15, il Comune stesso pro- privati, diretti e indiretti. Il Programma integrato prevede, di
cede all’espropriazione delle aree d’intervento. Le aree espro- norma, incentivi di tipo urbanistico, finanziario e fiscale, volti
priate saranno cedute ai richiedenti attraverso i procedimenti a favorire l’integrazione degli interventi, la qualità urbana e
ad evidenza pubblica previsti dalle vigenti normative, ovvero ambientale, e il finanziamento privato di opere pubbliche.
potrà essere costituita una Società di trasformazione urbana ai
sensi dell’art. 120 del D.LGT n. 267/2000. Nell’avviso di bando 2. Il Programma integrato è di iniziativa pubblica, fatto salvo
saranno precisate le migliori condizioni richieste ai concorren- l’intervento sostitutivo dei proprietari, ai sensi dell’art. 13,
ti ai fini della realizzazione degli interventi di trasformazione comma 6.
urbanistica previsti dal PRG.
3. Il Programma integrato si applica:
17. All’interno dei perimetri degli ambiti sottoposti a strumen- a) all’intero Sistema insediativo, e con le modalità di cui all’art. 13,
ti di intervento indiretto, e su espressa disposizione degli stes- comma 3, al fine di programmare e promuovere l’applicazio-
si, è consentito il trasferimento dell’edificazione esistente e del- ne degli istituti di perequazione di cui all’art. 17, comma 2;
l’edificabilità prevista dal PRG, salvo diverse disposizioni delle b) nella Città storica, al fine di coordinare, anche mediante
norme di componente. incentivi, gli interventi diretti privati e la loro integrazione
con interventi sugli spazi pubblici, con particolare riguar-
18. In coerenza con quanto disposto dall’art. 40 della LR n. do alle zone più degradate;
38/1999, e salvo quanto ulteriormente ammesso da norme c) negli Ambiti di valorizzazione della Città storica, in alternati-
sovraordinate e nel prosieguo delle presenti norme, gli stru- va al Piano di recupero e al Progetto urbano, per le finalità
menti urbanistici esecutivi possono modificare i perimetri indicate dalla specifica disciplina;
degli ambiti ad intervento indiretto, senza che ciò comporti d) nei Tessuti della Città consolidata, al fine di ristrutturare
variante al PRG, alle seguenti condizioni: impianti urbani disomogenei e incompiuti, favorendo,
a) le modifiche siano motivate da esigenze di qualità e di detta- mediante incentivi urbanistici, il diradamento o trasferi-
glio progettuale ovvero di fattibilità degli interventi (ritro- mento delle costruzioni e il reperimento di aree per servizi
vamenti archeologici, imposizione di nuovi vincoli, impedi- pubblici;
menti idro-geologici, inerzia di una quota dei proprietari); e) nei Tessuti della Città da ristrutturare, al fine di migliorare la
b) non venga modificata la SUL massima ammessa dal PRG, qualità urbana e la dotazione di infrastrutture e servizi
salvo variazioni della stessa consentite da norme statali o pubblici, mediante incentivi urbanistici e il concorso pri-
regionali; vato nel finanziamento di opere pubbliche;

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f) negli Ambiti di programmazione strategica, in alternativa al 8. Se non approvato tramite accordo di programma, il
Progetto urbano, al fine di coordinare, in ambiti particola- Programma integrato è soggetto alle procedure di cui all’art.
ri, le previsioni del Programma triennale opere pubbliche 2 della LR n. 36/1987; se contiene al suo interno strumenti
con interventi privati di recupero e valorizzazione; urbanistici esecutivi di iniziativa pubblica, è soggetto alle
g) nelle Centralità locali, in alternativa al Progetto unitario o al procedure di pubblicazione di cui all’art. 15 della legge n.
Progetto urbano, al fine di definire l’assetto urbanistico di 1150/1942, nonché alle procedure di approvazione di cui
tali ambiti; all’art. 1 della LR n. 36/1987.
h) nelle aree a Servizi pubblici, al fine di acquisirne in modo
coordinato la pubblica disponibilità, anche mediante la
cessione compensativa di cui all’art. 22; Art.15. Progetto urbano
i) nell’Agro romano, al fine di promuovere interventi integrati
di riqualificazione ambientale, valorizzazione dei beni cul- 1. Il Progetto urbano è una procedura finalizzata alla definizio-
turali, promozione di turismo rurale; ne progettuale delle previsioni di PRG, in relazione alle parti
j) nelle aree della Rete ecologica, al fine di promuovere, coordi- della città interessate direttamente o indirettamente da inter-
nare, indirizzare, anche dal punto di vista progettuale, gli venti di particolare rilevanza urbana; tale procedura consen-
interventi di cui all’art. 10, in ambiti vasti e su più compo- te, anche confrontando soluzioni alternative, un’accurata
nenti di PRG, tra loro integrate; verifica della sostenibilità urbanistica, ambientale, economi-
k) con la finalità di cui all’art. 12, comma 7, con particolare ca e sociale delle iniziative proposte, che devono assicurare
riguardo a quei settori urbani in cui siano compresenti altresì elevati livelli di qualità urbana ed ambientale e di par-
diversi Tessuti della Città da ristrutturare e diversi Nuclei di tecipazione democratica.
edilizia ex-abusiva, che necessitino di una organizzazione
complessiva, soprattutto in tema di mobilità locale e di 2. La procedura del Progetto urbano è obbligatoria per la defini-
localizzazione di servizi comuni. zione degli interventi nelle Centralità metropolitane e urbane, di
cui all’art. 65; la stessa procedura può essere utilizzata per gli
4. Il Programma integrato è promosso e definito, di norma, Ambiti di valorizzazione della Città storica, di cui all’art. 43, per le
con la seguente procedura: Centralità locali, di cui all’art. 66, nonché per le finalità di cui
a) formazione di un Programma preliminare che definisca: all’art. 12, comma 7.
obiettivi, incentivi, indirizzi per la definizione degli inter-
venti privati, anche sotto forma di piano preliminare di 3. La procedura del Progetto urbano è avviata mediante la predi-
assetto; interventi pubblici prioritari; finanziamenti pub- sposizione di uno “Schema di assetto preliminare” (SAP), di ini-
blici disponibili o attivabili; ziativa pubblica o privata. Se predisposto per le finalità di cui
b) pubblicazione del programma preliminare, mediante avvi- all’art. 12, comma 7, e, in particolare, per il coordinamento e la
so o bando pubblico, che definisca i termini e le modalità promozione di più ambiti di PRG ad intervento indiretto, il
di presentazione delle proposte d’intervento o delle istan- Progetto urbano è di iniziativa pubblica.
ze di accesso agli incentivi di cui all’art. 17, comma 3;
c) valutazione e ridefinizione, anche mediante procedura 4. Se di iniziativa privata, il SAP è presentato al Comune dai sog-
negoziale, delle proposte presentate, sulla base degli obiet- getti che rappresentino, in quanto proprietari o aventi titolo, la
tivi e dei criteri definiti nel Programma preliminare; maggioranza assoluta sia del valore catastale degli immobili
d) formazione e approvazione del Programma definitivo, ricadenti nell’ambito d’intervento, sia delle previsioni edifica-
anche in più fasi e stralci, e relativo aggiornamento del torie attribuite dal PRG ai proprietari.
Programma preliminare.
5. Il SAP può estendersi ad aree ed infrastrutture esterne agli
5. Il Programma definitivo contiene, quali elaborati essenziali: ambiti di cui al comma 2, anche sottoposte a differenti stru-
la definizione progettuale, anche a livelli differenziati, degli menti o modalità d’intervento, in ragione della opportunità
interventi diretti e indiretti, pubblici e privati; le aree su cui di coordinamento progettuale, finanziario e attuativo.
individuare eventuali comparti e procedere alla costituzione
del Consorzio; il Piano finanziario; il Programma temporale. 6. Ai fini della formazione del SAP, il soggetto titolare dell’ini-
ziativa procede ad una consultazione preventiva dei proprie-
6. Per i Programmi integrati nella Città consolidata e nella Città tari, dei Municipi, di soggetti rappresentativi della comunità
da ristrutturare sono individuati appositi ambiti d’intervento e locale, di soggetti imprenditoriali interessati all’investimen-
la relativa disciplina, secondo gli articoli 50 e 53. to, di Enti o amministrazioni a vario titolo competenti. Tali
consultazioni avvengono mediante conferenze istruttorie e
7. Qualora, ai fini dell’approvazione, del finanziamento e dell’at- secondo le modalità di partecipazione stabilite dal
tuazione del Programma integrato, sia richiesta la partecipazione Regolamento di cui all’art. 13, comma 9.
di altre amministrazioni, il Comune, al fine di accelerare le rela-
tive procedure, promuove la conferenza di servizi di cui agli arti- 7. Il SAP del Progetto urbano è costituito da elaborati grafici,
coli 14 e seguenti della legge n. 241/1990 e, all’occorrenza, l’ac- normativi e descrittivi che consentano le valutazioni di cui al
cordo di programma di cui all’art. 34 del D.LGT n. 267/2000. comma 1 e contengano le indicazioni, formulate a livello

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preliminare, di cui all’art. 13, comma 11, integrate da una 13. Al fine di assicurare adeguati livelli di qualità urbanistica,
particolare attenzione: ambientale e architettonica, il Comune ha facoltà di far ricorso,
a) agli obiettivi specifici da perseguire nella parte di città inte- per tutte le fasi di definizione progettuale degli interventi
ressata e loro relazione con gli obiettivi generali di Piano; diretti e indiretti del Progetto urbano, a concorsi di idee o di pro-
b) all’inserimento e agli effetti nel contesto insediativo, ambien- gettazione. Tale ricorso può essere stabilito anche per la defini-
tale, infrastrutturale, sociale ed economico; zione progettuale degli interventi privati, escluso il SAP di ini-
c) alla definizione del mix funzionale, con riguardo alle funzio- ziativa privata, senza il vincolo delle procedure e delle formali-
ni di rango urbano e alle particolari motivazioni, anche tà stabilite dal Regolamento dei lavori pubblici; in tale ultimo
sostenute da indagini sulla domanda privata e pubblica o da caso, alla valutazione delle proposte progettuali concorre il
pre-accordi con i gestori di tali funzioni; soggetto titolare dell’attuazione degli interventi.
d) alla qualificazione del sistema degli spazi pubblici o d’uso
pubblico; 14. Ove espressamente previsto dagli atti di programmazione
e) alla rete di trasporto collettivo e alla mobilità veicolare, cicla- di cui all’art. 13, comma 3, qualora la proposta di SAP presenta-
bile e pedonale; ta per le Centralità urbane e metropolitane dai soggetti pro-
f) alla corrispondenza tra lo “Schema di assetto preliminare” e motori di cui al comma 4, risulti non pienamente adeguata,
la disciplina urbanistica in vigore. negli aspetti progettuali ed economici, il Comune indìce una
procedura concorsuale di evidenza pubblica, cui concorrono
8. Il SAP è predisposto o, se di iniziativa privata, istruito più soluzioni progettuali e più soggetti imprenditoriali, ivi
dall’Amministrazione comunale, tenendo conto degli elabora- compresi i soggetti promotori; ad esito della procedura, i sog-
ti gestionali del PRG, verificando in particolare la rispondenza getti promotori devono adeguarsi alla migliore proposta sele-
degli elaborati e delle soluzioni prescelte rispetto alle finalità e zionata dal Comune, riconoscendo ai titolari della stessa il rim-
alle condizioni di cui al comma 1. borso delle spese sostenute. Se i soggetti promotori, entro il ter-
mine stabilito dal bando di confronto concorrenziale o dagli
9. Il SAP è approvato dalla Giunta Comunale, previo parere del atti di programmazione di cui all’art. 13, comma 3, non si ade-
Municipio, e depositato e pubblicato per un periodo di trenta guano o non cedono le aree al soggetto titolare della migliore
giorni; entro i successivi trenta giorni chiunque può presenta- proposta selezionata, il Comune interviene ai sensi dell’art. 13,
re contributi partecipativi relativi all’assetto urbanistico pro- comma 7, assegnando le aree al soggetto titolare della migliore
posto. Con la pubblicazione, il Comune sollecita i proprietari, proposta selezionata.
diversi dai soggetti promotori di cui al comma 4, a presentare
formale adesione all’iniziativa. 15. Ai fini dell’attuazione del Progetto urbano, nelle parti ad
intervento indiretto, il Comune procede ai sensi dell’art. 13,
10. Sulla base del SAP, dei contributi partecipativi e delle ade- comma 15, se di iniziativa privata, e ai sensi dell’art. 13, comma
sioni di cui al comma 9, di eventuali osservazioni e prescri- 16, se di iniziativa pubblica. In caso di iniziativa pubblica diret-
zioni poste in sede di conferenza di servizi, è redatto il ta o avviata ai sensi dell’art. 13, comma 7, il Comune potrà costi-
Progetto urbano nel suo assetto definitivo, secondo i contenu- tuire una Società di trasformazione urbana ai sensi dell’art. 120 del
ti e gli elaborati di cui all’art. 13, comma 11. Il Progetto urbano D.LGT n. 267/2000.
è quindi approvato con deliberazione del Consiglio comuna-
le e, se di iniziativa pubblica, sottoposto alle procedure di
pubblicazione di cui all’art. 15 della legge n. 1150/1942, non- Art.16. Carta per la qualità
ché alle procedure di approvazione di cui all’art. 1 della LR n.
36/1987. Se di iniziativa privata, l’approvazione del Progetto 1. Nell’elaborato G1.“Carta per la qualità”, e nel connesso
urbano è subordinata alla costituzione del Consorzio dei pro- Sistema informativo messo a disposizione dal Comune, sono
prietari che soddisfino la condizione di rappresentanza di individuati gli elementi che presentano particolare valore urba-
cui al comma 4; è sottoposta altresì alle disposizioni di cui nistico, architettonico, archeologico e monumentale, culturale,
all’art. 2 della LR n. 36/1987. da conservare e valorizzare. Tali elementi sono così articolati:
a) morfologie degli impianti urbani;
11. Il Progetto urbano approvato individua, mediante elabora- b) elementi degli spazi aperti;
ti grafici, normativi e descrittivi: gli interventi diretti, gli c) edifici con tipologia edilizia speciale;
interventi indiretti per i quali ha valore di strumento urba- d) edifici e complessi edilizi moderni;
nistico esecutivo, e, all’interno di questi, le eventuali aree da e) preesistenze archeologico monumentali;
assoggettare a successiva definizione planovolumetrica par- f) deposito archeologico e naturale nel sottosuolo;
ticolareggiata. g) locali e attività di interesse storico, artistico, culturale.

12. Qualora il Progetto urbano richieda la partecipazione coordi- 2. Sono inseriti di diritto nella Carta per la qualità i beni certi
nata di più soggetti pubblici, il Sindaco può promuovere per la individuati nella “Carta dell’Agro” e riportati nel “Piano delle
sua approvazione e attuazione, anche per parti, la conclusione certezze”, fatte salve le modifiche di posizionamento e le esclu-
di uno o più Accordi di Programma, ai sensi dell’art. 34 del sioni di beni non sussistenti, accertati in sede di formazione
D.LGT n. 267/2000. della Carta per la qualità; sono altresì inseriti di diritto i beni

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culturali immobili e i beni paesaggistici tutelati ai sensi degli d) i progetti di opere edilizie o infrastrutturali, e comunque di
articoli 10, 136, lett. a), b), c), e 142, comma 1, lett. m), del D.LGT ogni intervento di categoria NC, ricadenti, anche in parte,
n. 42 del 22 gennaio 2004. entro i 100 metri di distanza dai beni tutelati per legge, sono
subordinati al parere favorevole delle competenti
3. La disciplina degli elementi di cui al comma 1 è quella delle Soprintendenze statali.
componenti di PRG nelle quali tali elementi ricadono, nel
rispetto di quanto previsto nella Parte seconda e nella Parte 6. Gli elementi di cui al comma 1, lett. c), d), e), f) possono esse-
terza dell’elaborato G2.“Guida per la qualità degli interventi”. re oggetto di un Progetto di sistemazione, di iniziativa pubbli-
ca o privata, finalizzato alla conservazione, valorizzazione e
4. In particolare, con riferimento alla classificazione di cui al fruizione di tali beni; se funzionali a tali obiettivi, non sono pre-
comma 1, dovranno essere osservate le seguenti categorie d’in- clusi, nell’ambito del Progetto di sistemazione, gli interventi di
tervento: realizzazione di nuovi manufatti o di trasformazione di quelli
- elementi di cui alla lett. a): categorie d’intervento ammesse esistenti, non individuati nella Carta per la qualità. Il progetto
dalle norme di tessuto e, ove presenti, per i beni di cui al di sistemazione è redatto sulla base di indagini preliminari
comma 1, lett. b), c) e d); indirizzate e sorvegliate dalle Soprintendenze statali o dalla
- elementi di cui alla lett. b): categorie d’intervento di cui al “Sovrintendenza comunale ai Beni culturali”, in base alle rispet-
precedente art. 10; tive competenze, e di apposita Relazione scientifica che indivi-
- elementi di cui alla lett. c): categorie d’intervento ammesse dua l’estensione più idonea dell’ambito di intervento.
dalle norme di tessuto per gli edifici di interesse storico-
architettonico, salvo interventi di carattere più trasformati- 7. Se i beni di cui al comma 1, lett. c), d), e), f), ricadono in
vo su parti degli edifici espressamente consentiti ambiti ad intervento indiretto, lo strumento urbanistico ese-
dall’Elaborato G2.“Guida per la qualità degli interventi”; cutivo, o il Progetto urbano o il Programma integrato o il
- elementi di cui alla lett. d): categorie d’intervento MO, MS, PAMA, devono essere corredati dal Progetto di sistemazione di cui
RC, RE1, come definite dall’art. 9, con le specifiche di cui al al comma 6. Se i beni ricadono nella superficie fondiaria di
paragrafo “Edifici e Complessi edilizi moderni” dell’elabora- interventi diretti di categoria RE e NC, effettuati su altri immo-
to G2.“Guida per la qualità degli interventi”; bili, o in aree della stessa proprietà ricadenti nelle zone di
- elementi di cui alla lett. e): categorie d’intervento MO, MS, rispetto di cui al comma 5, lett. a), i progetti edilizi redatti per
RC, nel rispetto delle prescrizioni stabilite in appositi prov- l’acquisizione del titolo abilitativo devono essere corredati dal
vedimenti comunali; Progetto di sistemazione di cui al comma 6. Se i beni ricadono
- elementi di cui alla lett. f): categorie d’intervento MO, MS, all’esterno delle aree oggetto di intervento indiretto o diretto,
RC, ivi compresa l’asportazione a fini conservativi ed esposi- i Piani urbanistici o i Progetti edilizi devono contenere un’ac-
tivi, se richiesta dalla competente Soprintendenza statale; curata ricognizione e valutazione dei beni in un più ampio
- elementi di cui alla lett. g): categorie d’intervento MO, MS, contesto, in modo da assicurare il rispetto delle condizioni di
RC, senza cambio di destinazione d’uso e nel rispetto di pre- cui al comma 5, lett. c).
scrizioni stabilite in appositi provvedimenti comunali.
8. La definizione progettuale degli interventi di categoria NC e
5. Con riferimento ai beni di cui al comma 1, lett. e), in assenza NIU, o di qualsiasi intervento che comporti escavazioni, perfo-
del “Progetto di sistemazione” di cui al comma 6, si applicano razioni o rinterri, è subordinata all’effettuazione di indagini
le seguenti particolari prescrizioni: archeologiche preventive, a cura e spese del soggetto attuatore,
a) dovrà essere riservata una fascia di rispetto di m. 50 misurati indirizzate e sorvegliate dalla Soprintendenza statale compe-
da ciascun lato del bene individuato e, in caso di elementi tente. In caso di ritrovamenti di interesse archeologico, oltre al
areali, dal perimetro dell’area individuata; analogamente rispetto di quanto previsto dagli articoli 90 e 91 del D.LGT n.
dovrà essere riservata una fascia di rispetto di m. 15 per lato 42/2004, si applicano le disposizioni di cui al comma 5, ovvero le
dall’asse dello speco di acquedotti antichi e medievali, o misure e gli interventi di tutela e/o valorizzazione, che la
comunque storici, già in origine sotterranei; Soprintendenza statale dispone a carico del soggetto attuatore,
b) nelle fasce di rispetto, sugli edifici esistenti diversi dagli ele- e da recepire nella progettazione o variazione progettuale degli
menti di cui al comma 1, sono esclusivamente consentiti interventi trasformativi, la cui approvazione rimane subordina-
interventi di categoria MO, MS, RC, RE; sugli spazi aperti ta al parere favorevole della competente Soprintendenza stata-
sono consentiti gli interventi di categoria ambientale di cui le. Se le prescrizioni di tutela applicate vietano la riedificazione
all’art. 10 e gli interventi di sistemazione superficiale previ- di un edificio appena demolito, si applicano gli incentivi urba-
sti dalle norme di componente; nistici di cui all’art. 21, comma 8. Per gli interventi ricadenti
c) all’esterno delle fasce di rispetto, in coerenza con quanto pre- nella Città storica e soggetti a titolo abilitativo, che interessino i
visto dall’art. 45 del D.LGT n. 42/2004, dovranno comunque piani cantinati e i piani-terra degli edifici, viene data comunica-
essere salvaguardate le visuali, la prospettiva e la luce dei zione di inizio lavori alla competente Soprintendenza statale.
beni dai principali punti di vista, e non alterate le condizioni
di ambiente e decoro; dovranno essere altresì salvaguardate 9. Se gli elementi inseriti nella Carta per la qualità sono tutelati
o ripristinate le interrelazioni visive e funzionali tra insiemi per legge, l’approvazione dei relativi progetti o di quelli sogget-
di beni collegati da comuni vicende storiche e insediative; ti alle prescrizioni di cui al comma 5, è subordinata al parere

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favorevole delle Soprintendenze statali competenti o della c) Compensazioni urbanistiche, di cui all’art. 19: la capacità edifi-
Regione, secondo le rispettive competenze. catoria dei comprensori urbanistici soppressi dal “Piano
delle certezze”, se contrastanti con esigenze di tutela ambien-
10. Se gli elementi inseriti nella Carta per la qualità non sono tale non già imposte da vincoli sovraordinati, è trasferita
tutelati per legge, l’approvazione dei relativi progetti o di quel- negli Ambiti di compensazione di cui alla lett. a);
li soggetti alle prescrizioni di cui al comma 5, è subordinata al d) Incentivi per il rinnovo edilizio, di cui all’art. 21: gli interventi di
parere favorevole della Sovrintendenza comunale, che si espri- rinnovo del patrimonio edilizio degradato possono benefi-
me entro 60 giorni dalla richiesta formulata dal responsabile ciare di incentivi urbanistici, trasferibili negli Ambiti di
del procedimento di abilitazione; nei casi di progetti da abili- compensazione di cui alla lett. a);
tarsi tramite DIA, il parere della Sovrintendenza comunale è e) Cessione compensativa, di cui all’art. 22: le aree a destinazione
acquisito dal soggetto attuatore preventivamente alla presen- pubblica, in specifici ambiti e per finalità di riqualificazione
tazione della DIA e ne correda gli elaborati. urbana, possono essere acquisite tramite la concessione ai
proprietari di previsioni edificatorie da localizzare in situ o
11. Il Progetto di sistemazione di cui al comma 6 è approvato trasferibili negli Ambiti di compensazione di cui alla lett. a).
dalla Sovrintendenza comunale, con la eventuale previa acqui-
sizione del parere delle Soprintendenze statali o della Regione 3. L’edificabilità aggiuntiva acquisibile dai proprietari con le
Lazio, in base alle rispettive competenze, ove siano interessati modalità di cui al comma 2, lett. a), b), d), e), costituisce incen-
beni tutelati per legge. Se il Progetto di sistemazione è parte del tivo urbanistico definito in ragione e misura del conseguimen-
Piano urbanistico o del Progetto edilizio, l’approvazione o abi- to degli obiettivi urbanistici ivi indicati.
litazione degli stessi avviene previa acquisizione del parere
della Sovrintendenza comunale, nonché dell’eventuale parere 4. L’applicazione, anche combinata, delle modalità di pere-
delle Soprintendenze statali e della Regione, in base alle rispet- quazione di cui al comma 2 e l’accesso agli incentivi o com-
tive competenze, ove siano interessati beni tutelati per legge; pensazioni ivi previsti, avviene mediante procedimento con-
nel caso di Piani o Programmi urbanistici, l’acquisizione dei sensuale di evidenza pubblica, a carattere concorsuale, nelle
predetti pareri avviene preferibilmente mediante conferenza forme del Programma integrato, di cui all’art. 14, e in coeren-
di servizi, ai sensi dell’art. 14 della legge n. 241/1990. za con le norme statali in materia di partecipazione al proce-
dimento amministrativo; esperito con esito negativo o insuf-
12. La Carta per la qualità è soggetta ad aggiornamenti periodi- ficiente tale procedimento, il Comune ha facoltà di consegui-
ci, di norma biennali, da approvarsi con le procedure di cui re i medesimi obiettivi, secondo priorità, con il ricorso a pro-
all’art. 2, commi 5 e 6. cedimenti e istituti autoritativi previsti dall’Ordinamento
statale o regionale.

5. Ai fini dell’applicazione dei criteri di cui al comma 1 e


Capo 4° Criteri e modalità di Perequazione degli istituti di cui al comma 2, il PRG distingue tra previ-
sioni edificatorie esercitabili in situ e quelle da trasferire in
Art.17. Criteri di perequazione altre aree, nonché, sulla stessa area, tra previsioni edificato-
rie attribuite ai proprietari o riservate al Comune ovvero tra
1. Il PRG introduce, quale disciplina di principio, la necessità di previsioni edificatorie attuabili per intervento diretto o
ripartire le previsioni edificatorie, tra aree e tra soggetti, secondo indiretto.
principi di equità e di uniformità, tenendo conto: della discipli-
na urbanistica pre-vigente; dell’edificazione esistente legittima; 6. Fatti salvi i criteri di attribuzione differenziata delle previ-
del perseguimento di obiettivi di interesse pubblico o generale. sioni edificatorie, derivanti dai principi di cui al comma 1, il
PRG garantisce ai proprietari interessati dagli strumenti
2. Sulla base dei fattori suddetti, il PRG individua le seguenti urbanistici esecutivi l’equa ripartizione delle previsioni edi-
fattispecie di perequazione urbanistica e finanziaria: ficatorie, indipendentemente dalle specifiche destinazioni
a) Ambiti di compensazione, di cui all’art. 18: nel Sistema insedia- assegnate alle singole aree e proporzionalmente alla quota di
tivo di nuovo impianto, la quota maggioritaria della SUL superficie in proprietà. Indipendentemente dai criteri e
aggiuntiva è messa a disposizione del Comune, che la utiliz- modalità di attribuzione delle previsioni edificatorie, il PRG
za per finalità di interesse pubblico (riqualificazione urbana, garantisce la ripartizione degli oneri da assumere nei con-
tutela ambientale, edilizia con finalità sociali, servizi di livel- fronti dell’Amministrazione in proporzione alle stesse previ-
lo urbano); sioni edificatorie assegnate, distinguendo tra previsioni edi-
b) Contributo straordinario, di cui all’art. 20: nel Sistema insedia- ficatorie ordinarie, cui corrispondono oneri ordinari, e pre-
tivo esistente, la quota maggioritaria delle principali valo- visioni edificatorie aggiuntive, cui corrispondono oneri
rizzazioni immobiliari generate dalle nuove previsioni urba- straordinari.
nistiche è soggetta alla corresponsione di un contributo
finanziario straordinario, che il Comune utilizza per il finan- 7. I criteri, le modalità e le procedure di perequazione in prece-
ziamento di opere e servizi pubblici in ambiti urbani degra- denza indicate si attuano nei limiti e secondo le disposizioni
dati, con finalità di riqualificazione urbana; particolareggiate dettate negli articoli seguenti.

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Art.18. Ambiti di compensazione localizzare la SUL di cui al comma 3, ha facoltà di conseguire


tale ultimo obiettivo mediante applicazione della cessione
1. Sono ambiti di compensazione, ai sensi e per le finalità di cui compensativa di cui all’art. 22, attribuendo ai proprietari le
all’art. 17, comma 2, lett. a): aree per localizzare la SUL ad essi riservata dalle norme di com-
a) gli Ambiti di riserva, di cui all’art. 67; ponente; per le finalità di cui al comma 3, lett. a), b), d), f), g), il
b) le Centralità metropolitane e urbane, di cui all’art. 65; Comune ha altresì facoltà di formare comparti edificatori tra
c) gli Ambiti per i Programmi integrati nella Città della tra- aree di provenienza e aree di destinazione, ai sensi dell’art. 23
sformazione, di cui all’art. 60; della legge n. 1150/1942.
d) gli Ambiti di trasformazione ordinaria, di cui all’art. 57;
e) i Nuclei di edilizia ex-abusiva da recuperare, di cui all’art. 55;
f) gli Ambiti per i Programmi integrati nella Città da ristrut- Art.19. Compensazioni urbanistiche
turare, di cui all’art. 53.
1. Il presente PRG assume il principio e l’obiettivo di attuare
2. Negli ambiti di cui al comma 1, il PRG distingue tra previsioni esclusivamente le compensazioni urbanistiche individuate in
edificatorie attribuite ai proprietari, quantificate sulla base della allegato A, come integrato con deliberazione di Giunta regio-
disciplina urbanistica pre-vigente, e quelle riservate al Comune, nale n. 856/2004 di approvazione del “Piano delle certezze”,
quantificate secondo i criteri di sostenibilità urbanistica e le fina- nonché le seguenti ulteriori compensazioni derivanti da suc-
lità di interesse pubblico di cui al comma 3. cessivi provvedimenti: comprensorio “Tor Marancia”, di cui alla
deliberazione di Consiglio comunale n. 53/2003, con SUL da
3. La quota di edificabilità riservata al Comune è utilizzata per compensare pari a 608.250 mq; comprensorio “Casal Giudeo”,
finalità di interesse pubblico o generale, secondo le priorità e gli di cui alla deliberazione di Giunta comunale n. 125/2001, con
obiettivi stabiliti dalle norme di componente: SUL da compensare stabilita nella stessa deliberazione.
a) compensazioni urbanistiche, di cui all’art. 19;
b) incentivi per il rinnovo edilizio, di cui all’art. 21, non localiz- 2. A tal fine, il PRG individua strumenti e localizzazioni idonei
zabili in situ; a trasferire in ambiti specifici l’edificabilità da compensare ai
c) edilizia residenziale pubblica; sensi del comma 1; tali trasferimenti possono essere effettuati
d) incentivi per la cessione compensativa, di cui all’art. 22, non negli ambiti di compensazione di cui all’art. 18, o in altri ambi-
localizzabili in situ; ti edificabili o di patrimonio edilizio esistente finalizzato al
e) servizi e attrezzature pubbliche o di interesse pubblico, non recupero, previo accordo tra proprietari e titolari di compensa-
riconducibili agli standard urbanistici locali e alle opere di zioni, nel rispetto delle norme di componente.
urbanizzazione secondaria;
f) incentivi per il finanziamento privato di opere pubbliche o 3. L’edificabilità da localizzare negli ambiti di cui al comma 2,
d’interesse pubblico; per fini di compensazione, è determinata, per quantità e desti-
g) trasferimento di volumetrie edificate nella Rete ecologica, in nazioni d’uso, sulla base del principio dell’equivalenza del valo-
contrasto con le esigenze di tutela e riqualificazione re immobiliare rispetto all’edificabilità da compensare. Con
ambientale. provvedimento separato, il Comune determina i criteri specifi-
ci per l’applicazione del principio dell’equivalenza economica.
4. Gli Ambiti di compensazione si attuano per intervento indi-
retto, di iniziativa pubblica o privata: approvato lo strumento 4. Per le finalità del presente articolo, il Comune procede all’as-
urbanistico esecutivo, i proprietari dell’ambito cedono, a titolo segnazione delle aree acquisite alla sua disponibilità all’inter-
gratuito, al Comune o a soggetti terzi dallo stesso individuati no degli ambiti di cui al comma 2, mediante sollecitazione
per le finalità di cui al comma 3, la superficie fondiaria corri- pubblica, anche in più fasi e con le procedure di cui all’art. 14,
spondente alle previsioni edificatorie riservate al Comune, rivolta ai soggetti destinatari delle compensazioni: nell’avviso
ferme restando le obbligazioni di cui all’art. 13, comma 13. Se il pubblico, oltre alle aree interessate, dovranno essere indivi-
destinatario finale delle previsioni edificatorie riservate al duati i criteri di formazione della graduatoria, ivi compresa l’of-
Comune coincide con il proprietario dell’area di destinazione, ferta di riduzione della SUL di compensazione, che dovrà rego-
non si dà luogo alla cessione predetta. lare l’ordine di scelta delle aree da parte dei candidati.

5. Fatte salve più specifiche o ulteriori previsioni contenute 5. Indipendentemente dalle procedure di cui al comma 4, il
nelle norme di componente, in caso di inerzia dei proprietari Comune, entro 12 mesi dalla data di approvazione del pre-
rispetto ai termini fissati dagli atti di indirizzo e programma- sente PRG, emana apposito avviso pubblico rivolto ai sogget-
zione di cui all’art. 13, comma 3, il Comune ha facoltà di proce- ti destinatari delle compensazioni: se tali soggetti non pre-
dere ai sensi dell’art. 13, commi 7 e 16, ovvero far ricorso, per le sentano al Comune formale istanza di compensazione entro i
distinte finalità indicate al comma 3, agli specifici strumenti termini stabiliti dallo stesso avviso pubblico, comunque non
autoritativi previsti dall’Ordinamento. inferiori a 6 mesi, saranno considerati decaduti ad ogni effet-
to. La SUL di compensazione che si renderà disponibile ad
6. Formato lo strumento attuativo, il Comune, prima di proce- esito di tale procedimento sarà interamente devoluta alle
dere all’espropriazione dell’intero ambito o delle aree su cui finalità di cui all’art. 21.

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Art.20. Contributo straordinario di urbanizzazione trasferimento di SUL edificata o edificabile da altro sito; può
essere destinata altresì alla realizzazione e gestione, a cura e
1. Ai sensi e per le finalità di cui all’art. 17, comma 2, lett. b), le spese del soggetto attuatore, di servizi d’uso pubblico o di edi-
più rilevanti valorizzazioni immobiliari, generate dalle previ- lizia residenziale in locazione, a tariffe o canoni convenziona-
sioni del presente PRG rispetto alla disciplina urbanistica pre- ti. L’opera realizzata rimane di proprietà del soggetto attuato-
vigente, sono soggette a contributo straordinario di urbanizza- re e, al termine del periodo di gestione convenzionata, da sta-
zione, commisurato a tali valorizzazioni e posto a carico del bilirsi sulla base di un piano economico-finanziario, ritorna
soggetto attuatore. nella piena disponibilità di libera commercializzazione,
ferme restando le destinazioni d’uso, definite ai sensi dell’art.
2. Le norme di componente individuano espressamente le 6, originariamente insediate, e fatta salva la facoltà del
maggiorazioni di SUL - non soggette alla disciplina di cui all’art. Comune di concordare con il soggetto attuatore il rinnovo
18 e al netto di eventuali incentivi concessi ai sensi dell’art. 21 -, del regime convenzionato.
nonché i cambi di destinazione d’uso, cui si applica detto con-
tributo. 8. Nei programmi di cui all’art. 21 e nei Programmi integrati
della Città consolidata e della Città da ristrutturare, il contribu-
3. Il contributo straordinario è un onere ulteriore rispetto agli to sul costo di costruzione e gli oneri di urbanizzazione di cui
oneri e le obbligazioni stabiliti dall’art. 13, comma 13, ed è sta- all’art. 16 del DPR n. 380/2001, ove non scomputati, sono
bilito in misura pari al 66,6% (due terzi) del valore immobiliare comunque riutilizzati per la realizzazione di interventi pubbli-
conseguibile per effetto del comma 2. Tale misura può essere ci negli stessi Ambiti. Negli altri casi, gli oneri di urbanizzazione
incrementata in sede di definizione degli interventi indiretti, versati all’Amministrazione comunale sono utilizzati per l’ac-
ove previsti, o ridotta fino ad un minimo del 60%, al fine di quisizione delle aree e per la realizzazione di opere pubbliche.
incentivare la qualità progettuale degli interventi.
9. Con separato provvedimento, di carattere regolamentare, il
4. I proventi del contributo straordinario sono obbligatoria- Comune disciplina i criteri e le modalità di stima del valore
mente utilizzati per finalità di riqualificazione urbana (reperi- immobiliare di cui al comma 3 e di calcolo dei pre-ribassi di cui
mento di standard urbanistici, realizzazione di opere e servizi al comma 5.
pubblici) nello stesso ambito in cui ricade l’intervento tributa-
rio; in caso di intervento diretto, i proventi sono utilizzati prio-
ritariamente nella componente in cui esso ricade ovvero negli Art.21. Incentivi per il rinnovo edilizio
Ambiti per i Programmi integrati della Città consolidata e della
Città da ristrutturare. La possibile utilizzazione dei proventi è 1. Il Comune promuove la riqualificazione urbana in tutto il
individuata all’interno degli strumenti attuativi, ed evidenzia- Sistema insediativo esistente, con priorità per gli ambiti più
ta in sede di Piano finanziario di cui all’art. 13, comma 11, lett. degradati, mediante incentivi urbanistici, finanziari, fiscali. Gli
g); in caso di interventi consentiti con modalità diretta, la desti- incentivi urbanistici sono utilizzati per il reperimento degli
nazione dei proventi è individuata contestualmente all’appro- standard urbanistici, mediante il dispositivo di cui all’art. 22,
vazione del progetto, secondo le modalità di cui all’art. 12, per la realizzazione e gestione di opere e servizi pubblici,
comma 2. mediante il dispositivo di cui all’art. 20, e per il rinnovo del
patrimonio edilizio, con le modalità di seguito disciplinate.
5. Il contributo straordinario di urbanizzazione può essere ver-
sato al Comune, contestualmente al pagamento degli oneri di 2. Gli incentivi urbanistici per il rinnovo edilizio consistono
urbanizzazione o al rilascio del titolo abilitativo, oppure scom- nella maggiorazione della SUL esistente, calcolata ai sensi dei
putato mediante la diretta realizzazione, nei termini di legge, commi 5 e 6, anche in eccedenza ai limiti di incremento della
delle opere e servizi pubblici individuati ai sensi del comma 4: SUL stabiliti dalle norme di componente. La quota eccedente di
il costo da scomputare deve essere calcolato sulla base dei com- SUL, se non localizzabile in situ con soddisfacente soluzione
puti metrici estimativi di tali opere, decurtati dei ribassi d’asta progettuale, può essere trasferita negli ambiti di compensazio-
conseguiti negli appalti pubblici di opere analoghe. ne di cui all’art. 18, ovvero nelle aree dei Programmi di cui al
comma 3, entro i limiti di SUL aggiuntiva stabiliti dalle norme
6. Se le opere da portare a scomputo sono realizzate su area già di componente. In caso di trasferimento, ai fini della quantifi-
di proprietà del soggetto attuatore, il Comune ne compensa il cazione della SUL premiale, si applica il criterio dell’equivalen-
valore secondo il dispositivo della cessione compensativa, di za economica, di cui all’art. 18, comma 3.
cui all’art. 22; se l’area viene acquisita dal soggetto attuatore, in
qualità di “soggetto promotore” secondo il Testo unico sulle 3. Gli interventi da incentivare, nonché le modalità e livelli di
espropriazioni per pubblica utilità, il Comune ne compensa le incentivazione, devono essere previsti all’interno di appositi
spese sostenute incorporandole nel costo dell’opera pubblica. Programmi integrati, da definire con le modalità e le proce-
dure di cui all’art. 14, che individuano: gli ambiti prioritari
7. In alternativa, anche parziale, al contributo straordinario, e d’intervento, gli obiettivi da perseguire, le tipologie e le
solo previa espressa indicazione degli strumenti di interven- modalità d’intervento da incentivare, le modalità e le quanti-
to indiretto, la SUL imponibile può essere utilizzata per il tà degli incentivi.

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4. Gli strumenti di cui al comma 3 assicurano la contestualità a) alle aree di cui al comma 1 ricadenti nei Programmi integrati
tra interventi incentivati ed eventuale trasferimento degli della Città consolidata e della Città da ristrutturare, di cui rispetti-
incentivi negli Ambiti di compensazione di cui all’art. 18, ovve- vamente agli articoli 50 e 53;
ro ne determinano i tempi, anche differiti, di trasferimento, b) alle aree di cui al comma 1 ricadenti all’interno delle
avendo comunque individuato le aree o gli ambiti destinatari. Centralità locali, di cui all’art. 66;
c) nella fascia pomeriale delle Mura Aureliane, secondo quanto
5. Al fine di promuovere la riqualificazione, anche mediante previsto dall’art. 25, comma 13.
diradamento, del patrimonio edilizio, il Comune può riconosce-
re le seguenti maggiorazioni massime rispetto alla SUL esistente: 3. Le aree di cui al comma 2 sono acquisite mediante la conces-
a) interventi di categoria RE2 e AMP (connessa a RE2): +10%; sione alla proprietà di una edificabilità commisurata all’esten-
b) interventi di categoria RE3, DR e AMP (connessa a DR): +20%; sione dell’area, ma da concentrare su una parte di essa o da tra-
c) interventi di categoria RU: +30%; sferire su altra area; la cessione delle aree deve avvenire
d) interventi su edifici condominiali in prevalenza residenziali mediante atto pubblico, registrato e trascritto. L’acquisizione
(garantendo la permanenza di eventuali locatari): +10%; dell’area avviene per intervento diretto, da esercitarsi con la
e) interventi di categoria MBE (art. 10, comma 7): +5% procedura di cui ai commi 5 e 6, ovvero mediante partecipazio-
f) quote di SUL edificata o premiale da trasferire: +10%. ne al Programma integrato.

6. Il Programma integrato può ulteriormente dettagliare o 4. Nel caso di partecipazione al Programma integrato, l’edifica-
modificare - in ragione degli obiettivi perseguiti, delle destina- bilità privata è pari a 0,06 mq/mq e viene trasferita all’interno
zioni d’uso, della compresenza di incentivi di altra natura e dei tessuti della Città da ristrutturare o negli altri Ambiti di
della qualità e caratteristiche degli interventi - le quote di compensazione di cui all’art. 18, assumendo le destinazioni
incentivi urbanistici definite nel presente comma, senza ecce- d’uso ivi ammesse, mentre l’intera area viene ceduta al
derne il valore totale cumulato, e senza che ogni fattore venga Comune; la SUL privata generata dall’applicazione della cessio-
ridotto o maggiorato per più del 50%; gli incentivi di cui al ne compensativa nella Città da ristrutturare può essere trasfe-
comma 5, lett. a), b) e c), non sono cumulabili. rita esclusivamente all’interno degli ambiti di provenienza.

7. Non sono incentivabili, di norma, gli interventi che compor- 5. Nel caso di intervento diretto, l’edificabilità a favore della
tano la sostituzione delle destinazioni d’uso “servizi alle perso- proprietà è pari a 0,04 mq/mq, da concentrare sul 10% dell’area,
ne” e Produttive, salvo che la prima non sostituisca la seconda; in a fronte della cessione al Comune del restante 90%. Sull’area
ogni caso, nella determinazione degli incentivi, il Comune che rimane di proprietà privata sono consentite le seguenti
tiene conto della valorizzazione economica derivante dai destinazioni d’uso: “piccole strutture di vendita”; “pubblici
cambi di destinazione d’uso, se ammessi dalle norme di com- esercizi”; altri servizi privati; “attrezzature collettive” a CU/m;
ponente, riducendo gli incentivi stessi o sottoponendoli al dis- nella stessa area devono essere reperiti gli standard di cui agli
positivo di cui all’art. 20. articoli 7 e 8.

8. Fatte salve le più favorevoli condizioni previste dalle norme 6. In caso di intervento diretto, il Comune predispone un pro-
di componente per gli interventi di demolizione e ricostruzio- getto preliminare che distingue l’area privata da quella pubbli-
ne, e fatti salvi i limiti e le modalità di intervento previsti per la ca e le rispettive destinazioni d’uso. Approvato il progetto pre-
categoria NE1 nei Tessuti della Città storica, gli edifici distrutti liminare, il Comune invita i proprietari delle aree interessate
o gravemente danneggiati da eventi imprevisti (sisma, incen- ad aderire alla proposta progettuale ovvero a presentare moti-
dio, esplosione, crollo, ecc.) possono essere ricostruiti, per vate osservazioni e proposte entro i 30 giorni successivi alla for-
intervento diretto, senza incremento di SUL e di Vc, nello stesso malizzazione dell’invito. Il Comune, valutate, anche per via
lotto, ovvero, per impedimenti oggettivi, in altri lotti edificabi- negoziale, le osservazioni e le proposte pervenute, redige e
li, in conformità al PRG, ivi inclusi gli ambiti di cui all’art. 18; in approva il progetto definitivo, con la contestuale dichiarazione
caso di trasferimento, si applicano gli incentivi previsti dal pre- di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità. Approvato il pro-
sente articolo. getto senza la formale adesione dei proprietari, il Comune, pre-
via diffida a stipulare l’atto di cessione dell’area individuata dal
progetto, avvia le procedure di esproprio, nel rispetto delle
Art.22. Cessione compensativa norme vigenti in materia. L’acquisizione delle aree destinate a
Servizi pubblici è subordinata all’inserimento delle opere nel
1. Ai fini dell’acquisizione pubblica delle aree destinate a Servizi Programma triennale delle opere pubbliche.
pubblici di cui all’art. 83, il Comune può applicare la cessione
compensativa, in alternativa all’espropriazione per pubblica 7. La definizione progettuale di cui al comma 6 può essere pre-
utilità, ai sensi e per gli effetti dell’art. 17, comma 2, lett. e). ceduta dal Programma di cui all’art. 83, comma 6. Per le specifi-
che finalità del presente articolo, tale Programma può essere
2. La cessione compensativa, fatto salve le ulteriori specifica- predisposto previa sollecitazione, mediante invito pubblico, di
zioni delle norme di componente, può essere applicata esclusi- proposte private d’intervento, da formulare secondo i criteri di
vamente: localizzazione e dimensionamento stabiliti nello stesso invito.

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In tal caso, la valutazione e approvazione delle proposte tiene


luogo, per le aree interessate, alla procedura di cui al comma 6.
La valutazione delle proposte può avvenire anche tenendo
conto della disponibilità dei proprietari: a ridurre l’indice di
compensazione di cui al comma 5; a cedere l’intera area al
Comune, realizzando in diritto di superficie l’edificabilità di
compensazione; a trasferire l’edificabilità di compensazione
negli ambiti di cui all’art. 18, e/o a convertirla nella realizzazio-
ne di parcheggi pertinenziali privati nel sottosuolo delle aree
pubbliche, applicando in entrambi i casi il criterio dell’equiva-
lenza economica.

8. In caso di apposizione, decadenza e non reiterazione del vin-


colo preordinato all’esproprio, alle aree di cui all’art. 83, comma
1, si applica la cessione compensativa, come definita nei commi
precedenti; nell’eventualità di mancata adesione dei proprieta-
ri, ad esito delle procedure di cui ai commi 6 e 7, anche effettua-
te in più fasi e tempi, le aree assumono gli indici e la destinazio-
ne stabiliti dalle norme statali in materia di attività edilizia.

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a) la conservazione dei tessuti edilizi esistenti e degli specifici e


Titolo II Sistema insediativo stratificati caratteri storico-morfologici, anche attraverso l’e-
liminazione delle superfetazioni;
Capo 1° Componenti del sistema insediativo b) la preservazione della destinazione residenziale prevalente,
Capo 2° Città storica nonché del tessuto commerciale e artigianale che riveste un
Capo 3° Città consolidata valore storico-artistico e di identità sociale e culturale;
Capo 4° Città da ristrutturare c) l’integrazione delle attrezzature e dei servizi mancanti per il
Capo 5° Città della trasformazione consolidamento della funzione residenziale e lo svolgimen-
Capo 6° Progetti strutturanti to delle altre funzioni compatibili;
Capo 7° Ambiti di riserva d) il trasferimento delle sedi direzionali, al fine di ridurre il
carico urbanistico dei Tessuti più centrali e favorire la distri-
buzione policentrica di tali funzioni;
e) il restauro dei complessi e degli edifici speciali con la con-
ferma, la riscoperta e la valorizzazione del loro ruolo stori-
co-morfologico, funzionale e simbolico nella struttura
urbana;
f) la tutela e valorizzazione dei beni di archeologia antica e
medievale, siano essi parti strutturali, tecnologiche o decora-
tive inglobate in costruzioni di epoca successiva ovvero orga-
nismi edilizi autonomi (torri, oratori, fortificazioni, ecc.);
g) la manutenzione e il recupero degli spazi aperti esterni (strade,
piazze, parchi e giardini) e interni (corti, orti e giardini), come
Capo 1° Componenti del sistema insediativo componenti strutturanti dei diversi impianti insediativi;
h) la riqualificazione degli edifici e delle aree degradate, anche
Art.23. Articolazione delle componenti attraverso interventi di demolizione con o senza ricostruzio-
ne, e ridisegno degli spazi aperti.
1.. Le componenti del sistema insediativo sono articolate in rife-
rimento a: 3. La Città storica si articola nelle seguenti componenti:
a) la Città storica; a) Tessuti;
b) la Città consolidata; b) Edifici e complessi speciali;
c) la Città da ristrutturare; c) Spazi aperti;
d) la Città della trasformazione; d) Ambiti di valorizzazione.
e) i Progetti strutturanti; Tali componenti sono individuate nell’elaborato 3.“Sistemi e
f) gli Ambiti di riserva a trasformabilità vincolata. Regole”, rapp. 1:10.000, e, relativamente alla parte centrale
della Città, nell’elaborato 2.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:5.000.
Concorrono all’articolazione della Città storica, gli Ambiti di
programmazione strategica di cui all’art. 64, che associano più
Capo 2° Città storica componenti anche esterne alla Città storica.

Art.24. Norme generali Modalità d’intervento

1. Per Città storica si intende l’insieme integrato costituito dal- 4. Gli obiettivi di cui al precedente comma 2 sono perseguiti:
l’area storica centrale interna alle mura, dalle parti urbane del- a) tramite interventi prevalentemente diretti nei Tessuti, negli
l’espansione otto-novecentesca consolidata, interne ed esterne Edifici e complessi speciali, negli Spazi aperti, da attuarsi nel
alle mura, e dai singoli siti e manufatti localizzati nell’intero rispetto della specifica disciplina di cui agli articoli da 25 a
territorio comunale, che presentano una identità storico-cultu- 42, e secondo quanto previsto nell’elaborato G2. “Guida per
rale definita da particolari qualità, riconoscibili e riconosciute la qualità degli interventi”;
dal punto di vista dei caratteri morfogenetici e strutturanti del- b) tramite interventi prevalentemente indiretti negli Ambiti di
l’impianto urbano e di quelli tipo-morfologici, architettonici e valorizzazione, da attuarsi nel rispetto della specifica disciplina
d’uso dei singoli tessuti, edifici e spazi aperti, anche in riferi- dell’art. 43 e secondo quanto previsto in Appendice 1 alle pre-
mento al senso e al significato da essi assunti nella memoria senti NTA, recante “Schede degli Ambiti di valorizzazione”;
delle comunità insediate. c) tramite interventi diretti e indiretti, tra loro coordinati,
negli Ambiti di programmazione strategica, da attuarsi nel
2. All’interno della Città storica, gli interventi edilizi e urbanistici, rispetto della specifica disciplina dell’art. 64 e secondo quan-
nonché le iniziative di promozione sociale ed economica, sono to previsto negli elaborati indicativi da I4 a I8.
finalizzati alla conservazione e valorizzazione delle qualità esi-
stenti, nel rispetto delle peculiarità di ciascuna delle componenti 5. Fatto salvo quanto più specificatamente previsto nelle
insediative, e sono volti al perseguimento dei seguenti obiettivi: norme di componente - e in particolare dagli articoli 25 e 36 -,

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Titolo II Sistema insediativo
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sugli edifici esistenti di Città storica sono ammesse, in genera- 11. Nei procedimenti di cui al comma 9, lett. b) e c), ove le istan-
le, le seguenti categorie d’intervento, come definite all’art. 9: ze private siano corredate da proposta progettuale e gli stessi
a) su tutti gli edifici sono sempre consentiti gli interventi di procedimenti si concludano con esito favorevole, si prescinde
categoria MO, MS, RC, come definiti dall’art. 9; dal parere consultivo di cui al comma 12. Dai procedimenti del
b) sui beni individuati nella Carta per la qualità, ivi compresi i presente paragrafo sono esentati i beni di cui all’art. 16.
beni tutelati ai sensi di legge, sono consentiti gli interventi
di cui all’art. 16, comma 3; Approvazione dei progetti
c) sugli edifici d’interesse storico-architettonico, non inseriti
nella Carta per la qualità, sono consentiti interventi di cate- 12. Gli strumenti urbanistici esecutivi e i progetti edilizi ammes-
goria RE1; si con modalità diretta sono predisposti secondo i contenuti e le
d) sugli edifici, o parti di essi, privi di interesse storico e archi- modalità stabilite nell’elaborato G2. “Guida per la qualità degli
tettonico, sin dall’origine o a seguito di irreversibili altera- interventi”; ove riguardino interventi di categoria RE, DR, AMP,
zioni, sono consentiti interventi di categoria RE2, DR, AMP, NE, sono obbligatoriamente sottoposti, ai fini dell’approvazione
secondo le componenti in cui ricadono. o abilitazione, al parere consultivo del “Comitato per la qualità
urbana e edilizia”, che si esprime entro 45 giorni dalla richiesta
Verifica preventiva dell’interesse storico-architettonico del responsabile del procedimento, decorsi infruttuosamente i
quali si prescinde dal parere medesimo.
6. Gli interventi di categoria RE2, DR, AMP, sono ammessi previa
verifica, da parte del Comune, dell’interesse storico-architetto- 13. La richiesta del parere è formulata in seno al procedimento
nico degli edifici esistenti, da effettuare in base alle disposizioni di istruttoria degli strumenti urbanistici esecutivi o delle
di cui agli articoli 25, comma 5, e 36, comma 5, e ai criteri appo- richieste di permesso di costruire. In caso di Denuncia di inizio
sitamente definiti nella “Guida per la qualità degli interventi”. attività (DIA), presentata ai sensi dell’art. 22 del DPR n.
380/2001, il parere consultivo del Comitato, che si esprime con
7. Ad esito della verifica di cui al comma 6, oltre a definire l’as- le modalità di cui al comma 12, è richiesto dal soggetto attua-
senza o la presenza dell’interesse storico-architettonico, il tore prima della presentazione della denuncia e, ove acquisito,
Comune può formulare indirizzi o prescrizioni progettuali da ne correda la documentazione.
osservare per l’accesso alle categorie d’intervento di cui al
comma 5. 14. Per le finalità del comma 12, il Comitato è integrato, se già
non ne fanno parte, da almeno due esperti di chiara fama in
8. Nel caso di interventi indiretti, la verifica di cui al comma 6 è materia di storia e conservazione dei beni architettonici.
parte integrante dello strumento urbanistico esecutivo e della
sua istruttoria, fatta salva la facoltà dei soggetti proponenti di 15. Il parere del Comitato non deve essere richiesto per i beni
procedere con le modalità di cui al comma 9, lett. c), prima inseriti nella Carta per la qualità, per i quali restano ferme le pro-
della presentazione della strumento urbanistico. cedure e le competenze previste dall’art. 16; ove il progetto o lo
strumento urbanistico esecutivo riguardi un insieme di beni
9. Nel caso di interventi diretti, la verifica deve concludersi appartenenti alle competenze procedimentali di Organi o Enti
prima della richiesta del titolo abilitativo, e può avvenire distinti, i rispettivi pareri devono essere tutti acquisiti, separata-
secondo i seguenti procedimenti: mente per il caso della DIA, o tramite conferenza di servizi nei casi
a) di iniziativa pubblica, mediante la pre-individuazione d’uffi- di permesso di costruire o di strumento urbanistico esecutivo. In
cio, in sede di aggiornamento della Carta per la qualità, anche seno alla conferenza di servizi, il Comune è rappresentato esclu-
per ambiti e per fasi successive, degli edifici su cui sono sivamente dal responsabile del procedimento (o dal suo dirigen-
ammessi o preclusi gli interventi di cui al comma 5, lett. d); te), che abbia preventivamente acquisito i pareri – se dovuti –
b) di iniziativa pubblica, mediante Programma integrato, nelle della Sovrintendenza comunale e del Comitato di cui al comma
forme di cui all’art. 14, ad esito di sollecitazione, valutazione 12, fatta salva l’ipotesi di infruttuoso decorso dei termini.
e approvazione, da parte del Comune, delle proposte o istan-
ze private d’intervento; Concorsi di progettazione
c) di iniziativa privata, mediante istanza dei proprietari inte-
ressati, corredata da apposita relazione tecnico-scientifica, 16. Per la formazione degli strumenti urbanistici esecutivi o dei
rivolta all’Ufficio competente, che acquisisce il parere del progetti relativi agli interventi privati diretti di categoria RE2,
“Comitato per la qualità urbana e edilizia”, secondo le moda- DR e AMP, ove comportino aumento di SUL, nonché di catego-
lità di cui al comma 12. ria NE, il Comune ha facoltà di disporre il ricorso a concorsi di
idee o di progettazione, senza il vincolo delle formalità stabili-
10. Dell’avvio dei procedimenti di cui al comma 9, è data pubbli- te dal Regolamento dei lavori pubblici; alla valutazione delle
ca comunicazione, ai sensi e per gli effetti delle norme di cui al proposte progettuali concorre il soggetto titolare dell’attuazio-
Capo III della legge n. 241/1990; a decorrere dall’avvio di tali pro- ne degli interventi.
cedimenti e per un periodo non superiore a 6 mesi, sono sospese
le istanze di cui al comma 9 lett. c), relative a edifici ricadenti 17. I concorsi per gli interventi diretti sono disposti dal respon-
negli ambiti interessati dai procedimenti di iniziativa pubblica. sabile del procedimento di rilascio del titolo abilitativo (o dal

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suo dirigente), su proposta o previo parere del “Comitato per la sedi viarie, riconducibili a regole sostanzialmente omogenee
qualità urbana e edilizia”, nell’ambito e ad esito della verifica d’impianto, suddivisione del suolo, disposizione e rapporto
preventiva di cui al comma 6; i concorsi per gli interventi indi- con i tracciati, nonché di prevalente caratterizzazione tipologi-
retti sono disposti a seguito della presentazione delle proposte ca, formale, costruttiva e funzionale. Rientrano in tali tessuti gli
di intervento da parte dei soggetti attuatori o su istanza pre- edifici seriali e gli edifici a tipologia edilizia speciale esprimen-
ventiva degli stessi. I concorsi possono essere altresì disposti ti le stesse regole del tessuto di appartenenza.
con deliberazione di Giunta comunale estesa a determinate
categorie di beni o di interventi. 2. I tessuti individuati nell’elaborato 2.“Sistemi e Regole”, rapp.
1:5.000, si articolano in:
18. Nei concorsi di progettazione, si prescinde dal parere di cui T1-Tessuti di origine medievale;
al comma 12. Negli stessi concorsi e in caso di ricorso, prescrit- T2-Tessuti di espansione rinascimentale e moderna pre-unitaria;
to o facoltativo, alla modalità di attuazione indiretta, sono con- T3-Tessuti di ristrutturazione urbanistica otto-novecentesca;
sentite, per motivate ragioni di qualità progettuale, deroghe T4-Tessuti di espansione otto-novecentesca ad isolato;
alle prescrizioni particolari stabilite nel comma 3 degli articoli T5-Tessuti di espansione otto-novecentesca a lottizzazione edi-
da 26 a 33 e da 38 a 40. lizia puntiforme;
T6-Tessuti di espansione novecentesca a fronti continue;
Collaborazione della Soprintendenza statale (*) T7-Tessuti di espansione novecentesca a lottizzazione edilizia
puntiforme;
19. Nella parte di Città storica interna alle Mura Aureliane T8-Tessuti di espansione novecentesca con impianto moderno
- dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità -, le com- e unitario;
petenze consultive assegnate al “Comitato per la qualità urba- T9-Edifici isolati;
na e edilizia”, ai sensi dei commi 9, lett. c), e 12, e dell’art. 25, T10-Nuclei storici isolati.
comma 8, sono esercitate dalla Soprintendenza statale per i
beni architettonici e per il paesaggio per il Comune di Roma, 3. Gli interventi ammessi devono tendere, oltre agli obiettivi
organo periferico del Ministero per i beni e le attività cultura- generali di cui all’art. 24, comma 2, alla conservazione dei carat-
li; in tal caso, il parere consultivo di cui al comma 12 è esteso teri peculiari e agli obiettivi specifici dei diversi Tessuti, come
agli interventi di categoria MS e RC, nonché agli interventi da descritti nella parte III dell’elaborato G2.“Guida per la qualità
abilitare tramite DIA, ai sensi del comma 21. degli interventi”: le prescrizioni particolari ivi riportate posso-
no essere modificate o integrate, in sede di revisione e aggior-
20. Le disposizioni del comma 19 si applicano dall’entrata in namento dell’elaborato G2, ai sensi dell’art. 2, comma 5.
vigore del presente PRG. Con la formalizzazione di apposita
intesa tra Comune e Ministero per i Beni e le Attività culturali - Specificazione e applicazione delle categorie d’intervento
Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici del
Lazio, saranno individuate le modalità di collaborazione tra le 4. Le categorie d’intervento di cui all’art. 24, comma 5, lett. c) e
due amministrazioni e definiti i criteri di valutazione di immo- d), sono così specificate e applicate:
bili e progetti, sulla base di quanto indicato nella “Guida per la a) RE1: Ristrutturazione edilizia finalizzata alla preservazione,
qualità degli interventi”. ripristino e valorizzazione – anche mediante adeguamento
funzionale – dei caratteri tipologici, formali e costruttivi che
21. Ai sensi dell’art. 6, comma 1, del DPR n. 380/2001, nei Tessuti concorrono all’interesse storico-architettonico dell’edificio;
T1, T2, T3, T10, negli Edifici e complessi speciali, nei beni indivi- per le finalità di ripristino, sono consentite le necessarie e
duati nella Carta per la qualità, gli interventi di categoria MO, conseguenti variazioni di sagoma e sedime; si applica in
se interessano le parti comuni, con rilevanza esterna, delle tutti i Tessuti;
Unità edilizie, sono soggette a DIA. b) RE2: Ristrutturazione edilizia, anche con aumento di SUL,
finalizzata al miglioramento della qualità architettonica,
anche in rapporto al contesto, e/o all’adeguamento funzio-
Art.25. Tessuti della Città storica nale di edifici o parti di essi; si applica nei Tessuti T3, T4, T5,
T6, T7, T8, T9;
Definizione c) DR1: Demolizione e ricostruzione, anche con aumento di
SUL, ma senza aumento di Vft, di edifici realizzati successiva-
1. Si intendono per Tessuti della Città storica gli isolati o parti di mente al Piano regolatore del 1883, che hanno impropria-
isolato ad essa appartenenti costituiti dall’aggregazione di edi- mente alterato, attraverso sostituzioni e completamenti, le
fici, con relativi spazi aperti di pertinenza e l’esclusione delle regole tipomorfologiche e compositive del tessuto storico; si
applica nei Tessuti T1, T2, T3, T10;
d) DR2: Demolizione e ricostruzione, anche con aumento di
(*) I commi 19, 20 e 21 recepiscono esattamente il parere espresso dalla citata SUL, ma senza aumento di Vft, finalizzata al miglioramento
Soprintendenza statale ai fini dell’approvazione del PRG. Le categorie MS e RC, della qualità architettonica, anche in rapporto al contesto,
richiamate nel comma 19, per necessaria coerenza con il comma 21 e l’art. 9,
devono intendersi riferite alle Unita edilizie, e sottoposte al parere della e/o all’adeguamento funzionale di edifici ricadenti nei
Soprintendenza limitatamente alle parti comuni di rilevanza esterna. Tessuti T4, T5, T6, T7, T8, T9;

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e) DR3: Demolizione, senza ricostruzione, di edifici su cui sono 8. Per le aree libere di pertinenza degli edifici e per quelle non
consentiti interventi di categoria DR1 o DR2, finalizzata alla pertinenziali diverse dalle aree di cui al comma 7, salvo quanto
riqualificazione ambientale o alla realizzazione di verde pub- prescritto nell’elaborato G2 “Guida per la qualità degli inter-
blico o servizi pubblici, previa valutazione degli effetti di alte- venti”, le parti a verde esistenti, se di pregio botanico o architet-
razione dei caratteri di peculiare continuità dei Tessuti; tonico, devono essere preservate e le parti pavimentate, anche
f) AMP1: Ristrutturazione edilizia o Demolizione e ricostruzio- se di uso carrabile, devono essere realizzate con materiale eco-
ne senza aumento di SUL, salvo il riuso di locali esistenti compatibile. La realizzazione di parcheggi interrati deve preve-
esclusi dal calcolo della SUL per effetto dell’art. 4, comma 1, dere la contestuale sistemazione superficiale a corte, cortile,
e con aumento una tantum di Vft fino al 10%, finalizzata ad piazza o giardino e, nei Tessuti da T1 a T5 e nel Tessuto T10, deve
una migliore configurazione architettonica in rapporto al essere subordinata al parere del “Comitato per la qualità urbana
contesto - con riguardo ai piani specializzati (piani-terra, e edilizia”, secondo le modalità di cui all’art. 24, comma 12.
piani atipici intermedi, coronamenti) - di edifici ricadenti
nei tessuti T4, T6, T7, T8, T9; Modalità di attuazione
g) AMP2: Ampliamento, con aumento di SUL e di Vft, finalizza-
to al risanamento di edifici ricadenti nei Tessuti T7 e T8, 9. Gli interventi ammessi nei Tessuti, come specificati nei
secondo le prescrizioni particolari di tessuto; commi 4, 5 e 7, si attuano con le seguenti modalità:
h) AMP3: Ampliamento di edifici sottodimensionati rispetto alle a) gli interventi di categoria MO, MS, RC, RE1 e RE2 sono con-
regole spaziali del contesto, su cui sono consentiti interventi sentiti con modalità diretta;
di categoria AMP1 e AMP2, escluso il tessuto T9, con ulteriore b) gli interventi di categoria DR1, DR2, AMP1, AMP2, sono con-
aumento di SUL e Vft finalizzato ad una maggiore coerenza sentiti con modalità diretta;
con gli allineamenti e le regole compositive del tessuto circo- c) sono subordinati all’approvazione di un Piano di recupero,
stante, senza comunque eccedere l’altezza maggiore degli edi- ai sensi dell’art. 28 legge n. 457/1978, o di altro strumento di
fici contermini, e fatta salva l’applicazione, in sede di stru- modalità attuativa indiretta: gli interventi di categoria DR3,
mento urbanistico esecutivo, di criteri più restrittivi per AMP3, NE1, NE2; gli interventi di categoria RE1, RE2, DR1,
ragioni di sostenibilità urbanistica e di qualità progettuale. DR2, AMP1, AMP2, estesi a più edifici o lotti contigui ovvero
che comportino un aumento della SUL superiore al 20%; gli
5. Negli interventi di categoria RC e RE1, finalizzati alla valo- interventi di categoria RE1, se con aumento di SUL, nei
rizzazione funzionale degli edifici, sono possibili aumenti di Tessuti T1 e T2; gli interventi che comportano l’insediamen-
SUL strettamente conseguenti al riuso di locali esistenti esclu- to di nuove destinazioni d’uso a CU/a in tutte le componenti
si dal computo della SUL per effetto dell’art. 4, comma 1; le o di Parcheggi non pertinenziali nel 1° Municipio.
destinazioni d’uso della SUL aggiuntiva devono essere com-
patibili con le esigenze di preservazione dei caratteri d’inte- Applicazione degli istituti di perequazione
resse storico-architettonico degli edifici; i predetti locali, se
interrati o semi-interrati, non possono essere destinati ad abi- 10. Agli interventi di categoria DR3, si applicano gli incentivi
tazioni o pubblici esercizi. urbanistici di cui all’art. 21.

6. In tutti i Tessuti della Città storica, fatte salve le prescrizioni 11. Alla SUL aggiuntiva realizzata tramite gli interventi di cate-
particolari per i Tessuti T1, T2, T5 e T10, sono ammessi i frazio- goria RE, DR e AMP, che ecceda gli incentivi di cui all’art. 21
namenti e gli accorpamenti delle unità immobiliari all’interno ridotti della metà, nonché all’intera SUL degli interventi di
della stessa unità edilizia, se compatibili con gli obiettivi gene- categoria NE1 e alla SUL privata degli interventi di categoria
rali e specifici dei singoli tessuti e con i requisiti strutturanti NE2, si applica il contributo straordinario di cui all’art. 20.
dei tipi edilizi definiti nell’elaborato G2 “Guida per la qualità
degli interventi”. Per gli interventi di frazionamento volti alla 12. In alternativa all’applicazione del comma 11, i soggetti attua-
creazione di unità residenziali è stabilito un limite minimo di tori possono assumere l’obbligo di demolire, anche in altro sito,
45 mq di SUL per singola abitazione. una SUL pari ad almeno 2/3 di quella soggetta a contributo
straordinario; in tal caso, vanno osservate le seguenti condizioni:
7. Nelle aree libere, non gravate da vincolo di pertinenza a favo- a) la SUL demolita deve riguardare superfetazioni edilizie
re di edifici circostanti, sono ammesse le seguenti categorie o come definite al punto 6, lett. h), dell’elaborato G2 “Guida
tipologie d’intervento: per la qualità degli interventi”, ovvero interi corpi di fabbri-
a) NE1: Nuova edificazione su singoli lotti liberi o parzialmen- ca su cui sono consentiti, ai sensi del comma 4, interventi di
te edificati, interposti tra lotti edificati dello stesso isolato, e categoria DR;
risultanti da demolizioni totali o parziali di preesistenti edi- b) le demolizioni devono essere effettuate prioritariamente
fici, storicamente documentati, fino alla SUL e al Vft preesi- nello stesso isolato e nello stesso Municipio in cui si realiz-
stenti, o secondo i criteri stabiliti per la categoria AMP3; si zano gli interventi principali, e, nel caso di interi corpi di fab-
applica nei tessuti T1, T2, T4, T5, T10; brica, anche nei Tessuti T1, T2, T3 e T4; è vietato il trasferi-
b) NE2: Nuova edificazione, finalizzata ad una maggiore inte- mento di SUL dai Tessuti T4 e T5 ai Tessuti T1, T2 e T3;
grazione architettonica e volumetrica degli impianti urbani c) l’area di risulta dei corpi di fabbrica demoliti deve essere siste-
nel tessuto T8; mata ad uso pubblico, secondo le indicazioni contenute nel

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capitolo “Spazi aperti” dell’elaborato G2 “Guida per la qualità sono tuttavia consentite, all’interno di essi e per una quota non
degli interventi”, e secondo quanto previsto dal comma 8. eccedente il 20% della SUL, le attività di supporto agli spettacoli
(pubblici esercizi, piccole strutture di vendita consone ai luoghi
13. Al fine di realizzare il parco lineare delle Mura nel relativo e alle funzioni), non vincolate all’orario delle rappresentazioni e
ambito di programmazione strategica, il Programma integrato anche con accesso autonomo dai luoghi pubblici.
o il Progetto urbano di cui all’art. 64, comma 4, lett. b), possono
prevedere, all’interno della fascia di rispetto di m. 50 stabilita 17. Con successivo provvedimento, da emanare anche ai sensi
dal DM Beni culturali del 3 giugno 1986: dell’art. 20 della LR n. 33/1999, il Comune potrà limitare, per
a) l’integrale demolizione e il trasferimento di edifici con qual- motivi di salvaguardia dei caratteri socio-economici, culturali
siasi destinazione di PRG, se realizzati dopo il Piano regolato- e ambientali di particolari zone della Città storica e della Città
re del 1883 e se privi di valore storico e architettonico; si consolidata, i cambiamenti di destinazione d’uso o l’insedia-
applicano, in tal caso, gli incentivi urbanistici di cui all’art. 21; mento di specifiche attività interne alle destinazioni d’uso di
b) l’acquisizione pubblica delle aree di risulta degli edifici cui all’art. 6, con particolare riguardo agli esercizi commercia-
demoliti e delle aree destinate a Servizi pubblici, mediante la li, all’“artigianato produttivo”, all’“artigianato di servizio”, ai
cessione compensativa di cui all’art. 22, e con trasferimen- “pubblici esercizi”; con lo stesso provvedimento, il Comune
to della SUL di compensazione negli ambiti di compensa- potrà individuare le destinazioni d’uso esistenti di cui incenti-
zione di cui all’art. 18. vare la delocalizzazione o le destinazioni d’uso qualificanti da
promuovere, anche avvalendosi del Programma integrato di
Destinazioni d’uso cui all’art. 14, comma 3, lett. a).

14. Nei tessuti della Città storica, sono consentite, salvo le ulte-
riori limitazioni contenute nella specifica disciplina di tessuto, Art.26. Tessuti di origine medievale (T1)
le seguenti destinazioni d’uso, come definite dall’art. 6:
a) Abitative; 1. Sono Tessuti di origine medievale i tessuti e complessi di edifici
b) Commerciali, limitatamente alle “piccole” e “medie strutture di origine medievale, trasformati nel tempo a seguito di rifu-
di vendita”; sioni e sostituzioni con nuove configurazioni tipo-morfologi-
c) Servizi; che, nonché di ristrutturazioni urbanistiche di epoca rinasci-
d) Turistico-ricettive, limitatamente alle “strutture ricettive mentale, barocca o moderna pre-unitaria.
alberghiere ed extra-alberghiere” (esclusi i motel);
e) Produttive, limitatamente all’“artigianato produttivo”; 2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti
f) Agricole, con esclusione degli “impianti produttivi agro-ali- dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, DR1,
mentari”; DR3 e NE1, come definiti dall’art. 25, commi 4, 5 e 7.
g) Parcheggi non pertinenziali.
3. Valgono le seguenti prescrizioni particolari:
15. Nei Tessuti da T1 a T5 e nel Tessuto T6 ricadente nei a) è ammesso, all’interno della stessa unità edilizia, l’accorpa-
Municipi I e XVII, il cambio di destinazione d’uso da funzioni mento di unità immobiliari contigue in orizzontale e in ver-
abitative ad altre funzioni è ammesso solo per i piani seminter- ticale senza realizzare nuove scale o spostare quelle esistenti
rati, piani terra e mezzanini; è ammesso altresì negli altri piani, né variare la quota d’imposta dei solai, anche al fine di
al solo fine di consentire l’ampliamento delle destinazioni a ricomporre i caratteri distributivi verticali originari;
“strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere”, a condi- b) il frazionamento delle unità immobiliari esistenti non è
zione che occupino, prima dell’ampliamento, almeno il 70% consentito, salvo che per la ricostituzione di unità edilizie
della SUL dell’Unità edilizia. o immobiliari interessate da precedenti processi di accor-
pamento.
16. Fatto salvo quanto eventualmente indicato nella “Carta per la
qualità” e nella “Guida per la qualità degli interventi”, le sale cine- 4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 25, comma
matografiche possono subire cambi di destinazione d’uso, tra 14, con le seguenti ulteriori esclusioni o limitazioni:
quelli consentiti dalle norme di componente, a condizione che a) sono escluse le destinazioni Commerciali con superficie di
almeno il 50% della SUL preesistente venga destinato ad attività vendita oltre i 250 mq, le “attrezzature collettive" con SUL
culturali (cinema, teatri, sale concerti, musei, gallerie d’arte, sale oltre i 500 mq, le destinazioni Agricole e Parcheggi non perti-
espositive, librerie anche multimediali, sale congressi, scuole di nenziali;
danza e musica); in caso di diffusa e perdurante dismissione b) le destinazioni “abitazioni collettive”, “strutture ricettive
delle sale cinematografiche, il Comune può promuovere, anche alberghiere ed extra-alberghiere” oltre 60 posti letto,
nelle forme del Programma integrato, di cui all’art. 14, iniziative “attrezzature collettive” fino a 500 mq, “sedi della pubbli-
di completa riconversione funzionale delle stesse verso le desti- ca amministrazione e delle pubbliche istituzioni nazio-
nazioni consentite dalle norme di Tessuto. Le sale e i complessi nali, estere, sopranazionali”, “sedi e attrezzature universi-
teatrali inseriti nella Carta per la qualità, fino ad eventuale tarie”, sono ammesse esclusivamente negli edifici con
aggiornamento degli elenchi di cui all’art. 16, comma 1, lett. g), tipologia edilizia speciale individuati nell’elaborato
sono vincolati al mantenimento dell’attuale destinazione d’uso; G1.“Carta per la qualità”, compatibilmente con i requisiti

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strutturanti specificati nel capitolo “Edifici con tipologia Art.28. Tessuti di ristrutturazione urbanistica otto-novecentesca
edilizia speciale” dell’Elaborato G2.“Guida per la qualità (T3)
degli interventi”;
c) le destinazioni “pubblici esercizi”, “piccole strutture di ven- 1. Sono Tessuti di ristrutturazione urbanistica otto-novecentesca i
dita”, “artigianato di servizio”, “artigianato produttivo”, sono tessuti e complessi di edifici caratterizzati da un disegno
ammesse solo per i locali al piano-terra e nell’eventuale mez- urbano unitario strutturatosi, nella fase post-unitaria e nel
zanino lungo i fronti-strada, nonché all’interno di ambienti ventennio tra le due guerre, all’interno delle Mura Aureliane,
polifunzionali o di attrezzature collettive con accesso diret- attraverso sventramenti e demolizioni finalizzati all’apertura
to a piano terra. di nuove strade e piazze e alla riconfigurazione di spazi pub-
blici di relazione.

Art.27. Tessuti di espansione rinascimentale e moderna pre- 2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti
unitaria (T2) dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, RE2,
DR1, DR3, come definiti dall’art. 25, commi 4 e 5.
1. Sono Tessuti di espansione rinascimentale e moderna pre-unitaria
i tessuti e complessi di edifici in tutto o in parte pianificati, ori- 3. Valgono altresì le seguenti prescrizioni particolari:
ginariamente costituiti da aggregazioni di case a schiera unifa- a) gli interventi di categoria RE1 e RE2 sono finalizzati alla
miliari, che hanno interessato l’espansione di Roma a partire definizione dei margini e dei punti di connessione irrisolti
dalla fine del XV secolo. con gli edifici adiacenti; a tal fine, sono ammesse: la modifi-
ca della struttura e delle coperture, anche con sostituzione
2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti totale dell’orditura primaria e secondaria dei tetti e della
dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, DR1, struttura portante con altra di diversa tipologia costruttiva
DR3 e NE1, come definiti dall’art. 25, commi 4, 5 e 7. e con modeste modifiche di imposta (tolleranza < 40 cm)
senza modificare la posizione e la sagoma del cornicione
3. Valgono le seguenti prescrizioni particolari: originario; l’apertura di nuove finestre e logge su pareti cie-
a) è ammesso, all’interno della stessa unità edilizia, l’accorpa- che e non definite architettonicamente, a condizione di
mento di unità immobiliari contigue in orizzontale e in ver- coinvolgere con un progetto unitario l’articolazione com-
ticale senza realizzare nuove scale o spostare quelle esistenti plessiva dei prospetti, nel rispetto dei caratteri architettoni-
né variare la quota d’imposta dei solai, anche al fine di ci degli edifici; la realizzazione di scale interne;
ricomporre i caratteri distributivi verticali originari; b) per gli interventi di categoria RE2, è ammesso il riutilizzo dei
b) il frazionamento delle unità immobiliari esistenti non è sottotetti, con conseguente aumento di SUL, al solo fine di
consentito, salvo che per la ricostituzione di unità edilizie realizzare abitazioni, studi professionali e atelier.
o immobiliari interessate da precedenti processi di accor-
pamento. 4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 25, comma
14, con le seguenti ulteriori esclusioni o limitazioni:
4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 25, comma a) sono escluse le destinazioni Commerciali con superficie di
14, con le seguenti ulteriori esclusioni o limitazioni: vendita oltre i 250 mq, le destinazioni Agricole e Parcheggi non
a) sono escluse le destinazioni Commerciali con superficie di pertinenziali;
vendita oltre i 250 mq, le Attrezzature collettive con SUL b) le destinazioni “pubblici esercizi”, “piccole strutture di ven-
oltre i 500 mq, le destinazioni Agricole e Parcheggi non per- dita”, “artigianato di servizio”, “artigianato produttivo”, sono
tinenziali; ammesse solo per i locali al piano-terra e nell’eventuale mez-
b) le destinazioni “abitazioni collettive”, “strutture ricettive zanino lungo i fronti-strada, nonché all’interno di ambienti
alberghiere ed extra-alberghiere” oltre 60 posti letto, polifunzionali o di attrezzature collettive con accesso diret-
“attrezzature collettive” fino a 500 mq, “sedi della pubbli- to a piano terra.
ca amministrazione e delle pubbliche istituzioni nazio-
nali, estere, sopranazionali”, “sedi e attrezzature universi-
tarie”, sono ammesse esclusivamente negli edifici con Art.29. Tessuti di espansione otto-novecentesca ad isolato (T4)
tipologia edilizia speciale individuati nell’elaborato
G1.“Carta per la qualità”, compatibilmente con i requisiti 1. Sono Tessuti di espansione otto-novecentesca ad isolato i tessuti
strutturanti specificati nel capitolo “Edifici con tipologia intensivi di espansione post-unitaria ad isolati regolari preva-
edilizia speciale” dell’elaborato G2.“Guida per la qualità lentemente residenziali, interni ed esterni alle Mura Aureliane,
degli interventi”; realizzati in genere sulla base di impianti urbani pianificati nei
c) le destinazioni “pubblici esercizi”, “piccole strutture di ven- Piani regolatori del 1883 e 1909.
dita”, “artigianato di servizio”, “artigianato produttivo”, sono
ammesse solo per i locali al piano-terra e nell’eventuale mez- 2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti
zanino lungo i fronti-strada, nonché all’interno di ambienti dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, RE2,
polifunzionali o di attrezzature collettive con accesso diret- DR2, DR3, AMP1, AMP3, NE1, come definiti dall’art. 25, commi
to a piano terra. 4, 5 e 7.

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3. Per gli interventi di categoria RE2, DR2, AMP1, AMP3, i volumi a) sono escluse le destinazioni Commerciali con superficie di ven-
dei corpi di fabbrica demoliti possono essere recuperati attraverso: dita oltre i 250 mq, le destinazioni Agricole e Parcheggi non per-
- interventi di sopraelevazione e aggiunta laterale, o nuova sago- tinenziali;
ma; nel primo caso, i nuovi volumi dovranno configurarsi b) le destinazioni “pubblici esercizi”, “piccole strutture di vendi-
come coronamenti architettonicamente coerenti con l’edificio ta”, “artigianato di servizio”, “artigianato produttivo”, sono
esistente di altezza non superiore a m. 4 e la loro linea di colmo ammesse solo per i locali al piano-terra e nell’eventuale mez-
dovrà essere interna ad un inviluppo della sagoma definito da zanino lungo i fronti-strada, nonché all’interno di ambienti
una inclinata di 45° a partire dalla linea di gronda esistente; polifunzionali o di attrezzature collettive con accesso diretto
- la copertura parziale o totale di corti e cortili interni, se non a piano-terra.
architettonicamente strutturati, ad un’altezza non superio-
re a quella del piano-terra, attrezzando la superficie di calpe-
stio a tetto-giardino. Art.31. Tessuti di espansione novecentesca a fronti continue
(T6)
4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 21, comma
11, con le seguenti ulteriori esclusioni o limitazioni: 1. Sono Tessuti di espansione novecentesca a fronti continue i tessu-
a) sono escluse le destinazioni Commerciali con superficie di ti caratterizzati da una edificazione intensiva compatta con
vendita oltre i 250 mq e le destinazioni Agricole; fronti prevalentemente continue ed allineate su strada, pianifi-
b) la destinazione Parcheggi non pertinenziali è consentita solo cati e realizzati con il Piano regolatore del 1931 o costruiti dopo
nei tessuti esterni al Municipio I; eventuali localizzazioni il 1960 con piano particolareggiato approvato.
all’interno del Municipio I sono consentite solo previa reda-
zione di uno strumento urbanistico esecutivo che ne verifi- 2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti
chi la compatibilità urbanistica e ambientale; dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, RE2,
c) le destinazioni “pubblici esercizi”, “piccole strutture di vendi- DR2, DR3, AMP1, AMP3, come definiti dall’art. 25, commi 4 e 5.
ta”, “artigianato di servizio”, “artigianato produttivo”, sono
ammesse solo per i locali al piano-terra e nell’eventuale mez- 3. Valgono le seguenti prescrizioni particolari:
zanino lungo i fronti-strada, nonché all’interno di ambienti a) per gli interventi di categoria RE2, la rifusione per funzioni
polifunzionali o di attrezzature collettive con accesso diretto terziarie e funzioni alberghiere e congressuali è realizzabile
a piano-terra. con accorpamenti orizzontali e/o verticali anche attraverso
collegamenti interni autonomi; i vani accessori delle unità
edilizie e immobiliari possono essere destinati ad abitazioni,
Art.30. Tessuti di espansione otto-novecentesca a lottizzazione studi professionali e atelier;
edilizia puntiforme (T5) b) per gli interventi di categoria RE2 e AMP1, i volumi demoliti
possono essere recuperati attraverso: una diversa sagoma
1. Sono Tessuti di espansione otto-novecentesca a lottizzazione edilizia dei nuovi edifici; la copertura anche parziale di corti e corti-
puntiforme i tessuti di edifici isolati nel lotto formatisi, dentro e li interni, se non architettonicamente strutturati, ad un’al-
fuori la cinta muraria, su aree non urbanizzate, sulla base di tezza non superiore a quella del piano-terra, attrezzando la
impianti urbani pianificati in genere nei Piani regolatori del superficie di calpestio a spazio per il passeggio, la sosta e il
1883 e 1909, ma anche esternamente ad essi per aggregazione di gioco; le soluzioni per la ridefinizione delle facciate cieche
singoli lotti o per progetti unitari, alcuni dei quali ispirati ai degli edifici, anche attraverso l’inserimento di logge, dovran-
principi della “città giardino”. no essere verificate all’interno di un progetto unitario esteso
agli edifici e spazi aperti adiacenti, in grado di esplicitare la
2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti qualità degli interventi in relazione al contesto urbano.
dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, RE2,
DR2, DR3, NE1, come definiti dall’art. 25, commi 4, 5 e 7. 4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 25, comma
14, con esclusione delle destinazioni Agricole. La destinazione
3. Valgono le seguenti prescrizioni particolari: Parcheggi non pertinenziali è consentita solo nei tessuti esterni al
a) per gli interventi interni alle unità edilizie, l’accorpamento o Municipio I: eventuali localizzazioni all’interno del Municipio
frazionamento delle unità immobiliari è ammesso senza I sono consentite solo previa redazione di uno strumento urba-
modifica delle scale esistenti, della quota dei solai e senza nistico esecutivo, che ne verifichi la compatibilità urbanistica e
frazionamento degli spazi aperti di pertinenza; ambientale.
b) per gli interventi di categoria RE1, non è consentito modifi-
care il rapporto tra l’edificio e lo spazio aperto di pertinenza
e in ogni caso deve sempre essere salvaguardata la gerarchia Art.32. Tessuti di espansione novecentesca a lottizzazione
tra i prospetti e la caratterizzazione degli elementi architet- edilizia puntiforme (T7)
tonici e decorativi originari.
1. Sono Tessuti di espansione novecentesca a lottizzazione edilizia
4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 25, comma puntiforme i tessuti di edifici isolati nel lotto con tipologia a
14, con le seguenti ulteriori esclusioni o limitazioni: palazzina formatisi a ridosso e all’esterno della cinta muraria,

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disegnati sulla base di impianti urbani previsti sia dal Piano b) gli interventi di categoria DR2 sono ammessi solo ai fini
regolatore del 1909 e dalle successive varianti tipologiche di della sostituzione di edifici realizzati secondo soluzioni
sostituzione e di intensificazione della densità fondiaria, sia dal architettoniche e volumetriche difformi dall’originario pro-
Piano regolatore del 1931 e dalle successive varianti. getto di sistemazione urbana, secondo l’obiettivo specifico
di cui alla lett. d) dell’elaborato G2.“Guida per la qualità degli
2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti dal- interventi”, relativo al Tessuto T8;
l’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, RE2, DR2, c) gli interventi di categoria AMP2 sono finalizzati alla riquali-
DR3, AMP1, AMP2, AMP3, come definiti dall’art. 25, commi 4 e 5. ficazione dei piani-pilotis, secondo l’obiettivo di cui alla lett.
a) dell’elaborato G2.“Guida per la qualità degli interventi”,
3. Valgono le seguenti prescrizioni particolari: relativo al Tessuto T8: a tal fine, è consentita l’edificazione dei
a) gli interventi di categoria AMP2 sono finalizzati, secondo l’o- piani-pilotis fino al 50% della superficie coperta, eccetto che
biettivo specifico di cui alla lett. e) dell’elaborato G2.“Guida per nel Villaggio Olimpico e a Decima;
la qualità degli interventi”, relativo al Tessuto T7, alla riqualifi- d) gli interventi di categoria NE2, finalizzati all’obiettivo di
cazione delle fronti di edifici, in cui balconi e bow-windows cui alla lett. c) dell’elaborato G2.“Guida per la qualità degli
occupino una superficie di prospetto, calcolata come prodotto interventi”, relativo al Tessuto T8, sono soggetti alle
tra la loro lunghezza e l’altezza interpiano, superiore al 70%, e seguenti condizioni: la nuova SUL non potrà eccedere il
siano in condizioni statiche precarie: in tal caso, attraverso la 10% della SUL esistente relativa all’intero impianto urbano
loro eliminazione totale per un minimo del 50% di superficie di riferimento; almeno il 50% della nuova SUL dovrà essere
calpestabile complessiva, è consentito un incremento della a destinazione pubblica; l’indice fondiario non potrà
SUL pari alla superficie demolita e la realizzazione del volume superare il 50% dell’indice fondiario medio dell’impianto
di ampliamento all’interno della superficie fondiaria; urbano e in nessun caso i 5 mc/mq di Volume costruito
b) gli interventi di categoria RE2 e DR2, finalizzati all’obietti- (Vc); gli interventi dovranno essere inseriti in un pro-
vo specifico di cui alla lett. d) dell’elaborato G2.“Guida per gramma di riqualificazione dell’impianto urbano ed esse-
la qualità degli interventi”, relativo al Tessuto T7, devono re subordinati ad un Piano di recupero, o altro strumento
interessare almeno un intero fronte di isolato ed essere urbanistico esecutivo, che definisca una nuova sistemazio-
subordinati a un Piano di recupero, o altro strumento urba- ne urbanistica e funzionale.
nistico esecutivo, che definisca la nuova sistemazione urba-
nistica e funzionale; l’altezza dei nuovi corpi di fabbrica su 4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 25, comma
strada non potrà superare m. 5. 14, con esclusione delle destinazioni Agricole.

4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 25, comma 14,


con esclusione delle destinazioni Agricole. La destinazione Parcheggi Art.34. Edifici isolati (T9)
non pertinenziali è consentita solo nei tessuti esterni al Municipio I:
eventuali localizzazioni all’interno del Municipio I sono consenti- 1. Sono Edifici isolati gli edifici seriali o speciali che non rivesto-
te solo previa redazione di uno strumento urbanistico esecutivo, no un particolare interesse storico, architettonico o monu-
che ne verifichi la compatibilità urbanistica e ambientale. mentale, collocati in posizione singolare e autonoma rispetto
ai tessuti contigui, nei confronti dei quali presentano un carat-
tere di diversità tipomorfologica e una frequente mancanza di
Art.33. Tessuti di espansione novecentesca con impianto integrazione dimensionale e funzionale, e generalmente carat-
moderno e unitario (T8) terizzati dalla presenza di aree di pertinenza verdi o pavimen-
tate, riconoscibili e definite.
1. Sono Tessuti di espansione novecentesca con impianto moderno e
unitario i complessi di edilizia pubblica disegnati, sulla base di 2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti
impianti urbani previsti dai Piani regolatori del 1931 e del 1962 dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, RE2,
e successive varianti, secondo i princìpi progettuali del DR2, DR3, AMP1, come definiti dall’art. 25, commi 4 e 5.
Movimento Moderno così come interpretati dalla cultura urba- 3. Per gli interventi di categoria RE2 e DR, i volumi demoliti per
nistica e architettonica italiana. le finalità di cui alla lett. d) dell’elaborato G2.“Guida per la qua-
lità degli interventi”, relativo al Tessuto T9, possono essere
2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti riedificati attraverso una diversa sagoma dei nuovi edifici.
dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, RE2,
DR2, DR3, AMP1, AMP2, AMP3, NE2, come definiti dall’art. 21, 4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 25,
commi 4, 5 e 7. comma 14, con l’ulteriore esclusione delle “medie strutture di
vendita” e delle destinazioni Agricole. La destinazione
3. Valgono le seguenti prescrizioni particolari: Parcheggi non pertinenziali è consentita solo nei tessuti esterni
a) gli interventi di categoria RE1 sono finalizzati al ripristino al 1° Municipio: eventuali localizzazioni all’interno del 1°
dei caratteri tipologici, formali e costruttivi originari impro- Municipio sono consentite solo previa redazione di uno stru-
priamente alterati o comunque difformi dall’originario pro- mento urbanistico esecutivo, che ne verifichi la compatibilità
getto di sistemazione urbana; urbanistica e ambientale.

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Norme Tecniche di Attuazione
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Art.35. Nuclei storici isolati (T10) per le finalità di ripristino, sono consentite le necessarie
e conseguenti variazioni di sagoma e sedime; tale catego-
1. Sono Nuclei storici isolati gli insediamenti sorti in posizione ria è ammessa per gli Edifici e complessi speciali CAM, C1,
emergente dell’Agro romano sulle principali vie di comunica- C2, C3, C4;
zione stradali e fluviali, come individuati nel capitolo 8.1 del- b) RE2: Ristrutturazione edilizia, anche con aumento di SUL,
l’elaborato G2.“Guida per la qualità degli interventi”, tutti finalizzata al miglioramento della qualità architettonica e
contraddistinti dalla presenza di un castello o di una emer- funzionale degli edifici o complessi, come distintamente
genza fortificata con cinta muraria entro la quale si raccolgo- individuati nelle specifiche norme di componente; categoria
no case rurali e pochi edifici speciali (il palazzo-castello, la ammessa per gli Edifici e complessi speciali C1, C3;
villa-fattoria, la chiesa) che delimitano spazi aperti architet- c) DR1: Demolizione, anche senza ricostruzione, e comunque
tonicamente definiti. senza aumento di SUL, di edifici privi di valore storico-
architettonico e in contrasto con i caratteri storici e
2. Riguardo alle categorie d’intervento ammesse, alle relative ambientali del contesto, realizzati successivamente al
prescrizioni particolari e alle destinazioni d’uso consentite, si Piano regolatore del 1883, finalizzata alla valorizzazione
applicano rispettivamente i dispositivi di cui all’art. 27, commi 2, architettonica e funzionale dei luoghi e dell’intero com-
3, 4. Sono consentite altresì le funzioni Agricole. plesso, nonché al ripristino della qualità morfologica degli
spazi aperti; categoria ammessa sugli Edifici e complessi
speciali CAM, C1, C2;
Art.36. Edifici e complessi speciali. Norme generali d) DR2: Demolizione e ricostruzione, anche con aumento di
SUL, ma senza aumento di Vft, finalizzata al miglioramento
Definizione della qualità architettonica, anche in rapporto al contesto,
e/o all’adeguamento funzionale di edifici o complessi privi di
1. Si intendono per Edifici e complessi speciali della Città storica i valore storico-architettonico e in contrasto con i caratteri sto-
complessi archeologico-monumentali e gli edifici speciali sin- rici e ambientali del contesto, nonché al ripristino della qua-
goli e aggregati, comprensivi degli spazi aperti di pertinenza e lità morfologica degli spazi aperti; categoria ammessa per gli
di quelli pubblici (piazze, strade, giardini) ad essi connessi in un Edifici e complessi speciali C3.
rapporto di inscindibile unità, che assumono o possono assu-
mere nella struttura urbana una notevole rilevanza urbanistica, 5. Negli interventi di categoria RC e RE1, finalizzati alla valoriz-
morfologica, simbolica e funzionale. zazione funzionale degli edifici, e negli interventi di categoria
DR1, sono possibili aumenti di SUL strettamente conseguenti al
2. Gli Edifici e complessi speciali sono individuati nell’elaborato riuso di locali esistenti esclusi dal computo della SUL per effetto
2.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:5.000, e si articolano in: dell’art. 4, comma 1; le destinazioni d’uso della SUL aggiuntiva
- CAM-Centro archeologico monumentale; devono essere compatibili con le esigenze di preservazione dei
- C1-Capisaldi architettonici e urbani; caratteri d’interesse storico-architettonico degli edifici; i pre-
- C2-Ville storiche; detti locali, se interrati o semi-interrati, non possono essere
- C3-Grandi attrezzature e impianti post-unitari; destinati ad abitazioni o pubblici esercizi.
- C4-Edifici speciali isolati di interesse storico, architettonico e
monumentale. 6. Gli adeguamenti funzionali e gli adeguamenti tecnici e tec-
nologici, anche prescritti da norme di settore vigenti, non devo-
3. Gli interventi ammessi devono tendere, oltre agli obiettivi no arrecare pregiudizio alla qualità architettonica del progetto
generali di cui all’art. 24, comma 2, alla conservazione dei carat- di trasformazione di ogni categoria d’intervento o all’integrità
teri peculiari e agli obiettivi specifici delle diverse componenti, dei caratteri tipologici, formali e costruttivi degli edifici di inte-
come descritti nella parte III dell’Elaborato G2.“Guida per la qua- resse storico-architettonico.
lità degli interventi”: le prescrizioni particolari ivi riportate pos- 7. Negli Edifici e complessi speciali C2 e C4 sono ammessi i fra-
sono essere modificate o integrate, in sede di revisione e aggior- zionamenti e gli accorpamenti delle unità immobiliari all’in-
namento dell’elaborato G2, ai sensi dell’art. 2, comma 5. terno della stessa unità edilizia, se compatibili con gli obietti-
vi generali e specifici delle diverse componenti e con i requi-
Specificazione e applicazione delle categorie d’intervento siti strutturanti dei tipi edilizi definiti nell’elaborato
G2.“Guida per la qualità degli interventi”. I frazionamenti
4. Le categorie d’intervento, di cui all’art. 9, da applicare agli volti alla creazione di unità residenziali sono ammessi solo
Edifici e complessi speciali della Città storica, sono così ulterior- per le destinazioni abitative esistenti, con il limite minimo di
mente specificate: 45 mq per singola abitazione.
a) RE1: Ristrutturazione edilizia finalizzata alla preserva-
zione, ripristino e valorizzazione, - anche mediante ade- 8. Per le aree libere di pertinenza degli edifici, gli interventi sono
guamento funzionale – dei caratteri tipologici, formali e specificati nella normativa delle diverse componenti; in ogni
costruttivi preesistenti, impropriamente alterati da caso, se non diversamente prescritto, le parti a verde esistenti
interventi successivi al Piano regolatore del 1883, e che devono essere preservate e le parti pavimentate, anche se di uso
concorrono all’interesse storico-architettonico dell’edificio; carrabile, devono garantire la permeabilità dei suoli.

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Modalità di attuazione storico, archeologico, architettonico, monumentale e ambienta-


le, nonché per la qualità e il carattere delle stratificazioni e delle
9. Gli interventi di categoria RE e DR, come definiti dall’art. 9, reciproche relazioni a cui hanno dato luogo, assumono valore
sono consentiti solo se esplicitamente ammessi dalle specifiche fondante della forma urbana di Roma; la zona si impernia sul
norme di componente e alle condizioni da esse stabilite, con le sistema dei Fori e dei Colli relativi all’antico insediamento e si
seguenti modalità: estende fino al Tevere, al Circo Massimo e alle Terme di Caracalla.
a) gli interventi di categoria MO, MS, RC, RE sono consentiti con
modalità diretta; 2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti
b) gli interventi di categoria DR, nonché gli interventi di catego- dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1 e DR1,
ria RE estesi a più edifici, lotti, spazi aperti contigui, nonché gli come definiti dall’art. 36, commi 4 e 5, nonché ogni intervento
interventi di categoria RC e RE1 che comportino un aumento necessario per il rinvenimento, la conservazione e la valorizza-
della SUL superiore al 15%, sono subordinati all’approvazione zione dei beni archeologici.
di un Piano di recupero, ai sensi dell’art. 28, legge n. 457/1978,
o altro strumento di intervento indiretto, adeguato alle rego- 3. Valgono le seguenti prescrizioni particolari:
le del tessuto e del contesto urbano di riferimento; a) gli interventi sui beni archeologici, unitamente a quelli di cui
c) l’insediamento di nuove destinazioni d’uso a CU/a, se ammes- alla lett. b), sono promossi e coordinati dal Progetto Fori,
se dalle norme specifiche di tessuto, è subordinato a Piano di all’interno dell’Ambito di programmazione strategica “Parco
recupero, di cui all’art. 28, legge n. 457/1978, o altro strumen- dei Fori e dell’Appia antica”, di cui all’art. 64;
to urbanistico esecutivo, che verifichi la sostenibilità urbani- b) gli interventi di valorizzazione degli spazi pubblici oltre a
stica e ambientale dell’intervento. garantire la fruizione pedonale, devono mantenere i carat-
teri storicamente consolidati utilizzando tecniche e mate-
Applicazione degli istituti di perequazione riali tradizionali, elementi di arredo urbano, segnaletica,
ecc., la cui scelta è subordinata alla redazione di progetti
10. Agli interventi di categoria DR1, senza ricostruzione, si unitari degli spazi aperti adeguati alla identità storico-
applicano gli incentivi urbanistici di cui all’art. 21. architettonica di ciascun luogo.

11. Alla SUL aggiuntiva realizzata tramite gli interventi di cate- 4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 36, comma
goria RE, DR, che ecceda gli incentivi di cui all’art. 21, ridotti 13, con le seguenti ulteriori esclusioni o limitazioni:
della metà, si applica il contributo straordinario di cui all’art. 20. a) sono escluse le seguenti destinazioni: Abitative; “medie” e
“grandi strutture di vendita”; “artigianato di servizio”, “attrez-
12. Sono altresì soggetti a contributo straordinario gli interven- zature collettive” con SUL oltre i 500 mq; Turistico-ricettive;
ti di riconversione d’uso, come espressamente previsti dall’art. Produttive; Agricole; Parcheggi non pertinenziali.
38, comma 5, e dall’art. 40, comma 4. b) le “piccole strutture di vendita” e i “pubblici esercizi” sono
ammessi solo se interni e connessi ad attività museali ed
Destinazioni d’uso espositive (librerie, bar, caffetterie e ristoranti);
c) la compresenza di diverse funzioni è ammissibile nel rispetto
13. Negli Edifici e complessi speciali le destinazioni d’uso compa- dell’identità architettonica, spaziale e strutturale dei corpi di
tibili sono prioritariamente quelle originarie; sono comunque fabbrica costitutivi dell’unità o del complesso edilizio;
consentite, salvo le ulteriori limitazioni contenute nella specifi- d) negli spazi aperti interni non sono ammesse variazioni
ca disciplina degli Edifici e complessi speciali, le seguenti destina- delle destinazioni d’uso di corti, chiostri o giardini di edifi-
zioni d’uso, come definite dall’art. 6: ci pre-unitari.
a) Abitative;
b) Commerciali;
c) Servizi; Art.38. Capisaldi architettonici e urbani (C1)
d) Turistico-ricettive, limitatamente alle “strutture ricettive alber-
ghiere ed extra-alberghiere” (esclusi i motel); 1. Sono Capisaldi architettonici e urbani gli edifici e i complessi spe-
e) Produttive, limitatamente all’“artigianato produttivo”; ciali di rilevante pregio architettonico che hanno conformato e
f) Agricole, limitatamente alle “abitazioni agricole”; conformano la struttura urbana e le sue gerarchie monumentali
g) Parcheggi non pertinenziali. in esito alla realizzazione di precise intenzionalità progettuali,
caratterizzati da un rapporto complesso e inscindibile, di carat-
14. Agli Edifici e complessi speciali, si applica quanto previsto dal- tere architettonico e urbano, tra il singolo edificio o il complesso
l’art. 25, commi 15, 16 e 17. di edifici speciali e l’intorno spaziale aperto ad esso strettamente
connesso, formato da strade, piazze con relative fronti prospi-
cienti, giardini ed elementi architettonici singolari.
Art.37. Centro archeologico monumentale (CAM)
2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti
1. Il Centro archeologico monumentale è costituito dal complesso di dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, RE2,
elementi architettonici e urbani che, per il proprio valore DR1, come definiti dall’art. 36, commi 4 e 5.

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3. Valgono le seguenti prescrizioni particolari: complessiva dell’Unità edilizia; “pubblici esercizi”. I cambi di
a) gli interventi di categoria RE2 sono ammessi nei soli casi di destinazione d’uso a “medie strutture di vendita” sono soggetti
edifici, anche di interesse storico-architettonico, realizzati al contributo straordinario di cui all’art. 20.
successivamente al Piano regolatore del 1883, con tipolo-
gia edilizia “ad impianto seriale” e ad “impianto seriale
complesso” di cui ai capitoli 4c.3 e 4c.4 dell’elaborato Art.39. Ville storiche (C2)
G2.“Guida per la qualità degli interventi”, nei quali la rile-
vante altezza degli ambienti interni renda necessario un 1. Sono Ville storiche gli edifici con tipologia a villa o palazzo,
migliore utilizzo dello spazio, nel rispetto delle caratteri- singoli o aggregati ad edifici secondari (casino, palazzina,
stiche architettoniche e decorative sia degli ambienti stes- stalla, rimessa, uccelliera, dipendenza rurale, ecc.), tali da
si che delle facciate esterne; per tali interventi, si prescinde definire un “complesso-villa” caratterizzato dall’inscindibile
dalla verifica preventiva dell’interesse storico-architettoni- unità con lo spazio aperto a parco o giardino, la cui natura e
co, di cui all’art. 24, comma 6; dimensione, anche se oggi residua, ha rivestito e riveste un
b) gli interventi di valorizzazione degli spazi pubblici che costi- ruolo strutturante nella configurazione urbana.
tuiscono il contesto spaziale strettamente connesso a cia-
scun Caposaldo, oltre a garantire la fruizione pedonale, 2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti
devono mantenere i caratteri storicamente consolidati uti- dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1 e DR1,
lizzando tecniche e materiali, elementi di arredo urbano, come definiti dall’art. 36, commi 4 e 5; a Villa Chigi e Villa Ada
segnaletica, ecc., definiti in sede di progetti unitari degli sono consentiti interventi diretti di categoria AMP, finalizzati
spazi aperti che precisino le trasformazioni previste in rela- all’ampliamento degli asili nido non eccedente i 200 mq di SUL
zione alla identità storico-architettonica di ciascun luogo. e 500 mq di area verde di pertinenza.
Gli interventi sugli edifici prospicienti i Capisaldi architettoni-
ci ed urbani, devono prevedere soluzioni progettuali coerenti 3. Sugli spazi aperti sono ammessi gli interventi di “Restauro
con la rilevanza architettonica di detti Capisaldi, tenendo ambientale” (REA), ai sensi dell’art. 10, da definire nell’ambito
conto delle indicazioni contenute nell’elaborato G2.“Guida di un progetto unitario che garantisca la conservazione dei
per la qualità degli interventi”. caratteri storici, artistici, costruttivi e botanici delle pavimenta-
zioni, dei manufatti e delle piantumazioni esistenti nei giardini
4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 36, comma storici e nelle aree verdi qualificate.
13, con le seguenti ulteriori esclusioni o limitazioni:
a) sono escluse le seguenti destinazioni: Abitative; “medie” e 4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 36, comma
“grandi strutture di vendita”; “artigianato di servizio”, “attrez- 13, con le seguenti ulteriori esclusioni o limitazioni:
zature collettive” con SUL oltre i 500 mq; Turistico-ricettive; a) sono escluse le seguenti destinazioni: “abitazioni singole”;
Produttive; Agricole; “medie” e “grandi strutture di vendita”; “artigianato di servi-
b) le “piccole strutture di vendita” e i “pubblici esercizi” sono zio”, “attrezzature collettive” con SUL oltre i 500 mq; Turistico-
ammessi solo se interni e connessi alle attività museali ed ricettive; Produttive; Agricole; Parcheggi non pertinenziali;
espositive e alle attrezzature collettive in generale, previste b) la modifica delle destinazioni d’uso di singoli edifici che com-
nel Caposaldo (librerie e negozi con categorie merceologiche pongono il “complesso villa” è consentita solo se compatibile
attinenti, bar, caffetterie e ristoranti); con l’obiettivo di preservare i caratteri tipologici, morfologi-
c) la compresenza di diverse funzioni è ammissibile nel rispetto ci e costruttivi degli edifici;
dell’identità architettonica, spaziale e strutturale dei corpi di c) le destinazioni Agricole sono ammesse unicamente in presen-
fabbrica costitutivi dell’unità o del complesso edilizio; za di attività rurali ancora in atto;
d) negli spazi aperti interni non sono ammesse variazioni d) negli spazi aperti destinati a parchi pubblici possono essere
delle destinazioni d’uso di corti, chiostri o giardini di edifi- previste attività ludico-ricreative stagionali che non richieda-
ci pre-unitari; no attrezzature fisse.
e) i Parcheggi non pertinenziali, oltre a quanto previsto dall’art. 5. Le piccole strutture di vendita sono ammesse solo per la com-
7, comma 7, sono ammessi nei piani interrati degli edifici mercializzazione di prodotti culturali, editoriali e merchandising.
dei Capisaldi realizzati dopo il Piano del 1883, anche con
le necessarie aperture al piano terreno, purché non in
contrasto con i caratteri tipomorfologici degli edifici e Art.40. Grandi attrezzature e impianti post-unitari (C3)
degli spazi aperti.
1. Sono Grandi attrezzature e impianti post-unitari gli edifici e
5. Nei Capisaldi architettonici e urbani successivi al Piano regola- complessi speciali, sedi di grandi attrezzature e impianti rea-
tore del 1883, sono altresì ammesse, mediante il programma lizzati in posizioni marginali dopo l’Unità d’Italia e prevalen-
d’intervento di cui all’art. 20, LR n. 33/1999 o programmi coor- temente conclusi al proprio interno.
dinati di valorizzazione funzionale dei capisaldi, le seguenti
destinazioni d’uso: “attrezzature collettive” a CU/a; “medie strut- 2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti
ture di vendita”, con specialità merceologiche confacenti al dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, RE2,
pregio architettonico degli edifici e fino al 20% della SUL DR2, come definiti dall’art. 36, commi 4 e 5.

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3. Valgono le seguenti prescrizioni particolari: 3. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 36,
a) gli interventi di categoria RE2 sono ammessi per gli stessi comma 13, con le ulteriori esclusioni delle seguenti destina-
edifici e finalità relativi agli interventi di categoria DR2; zioni d’uso: “medie” e “grandi strutture di vendita”; “artigia-
b) gli interventi di categoria RE2, DR2 non possono ridurre la nato di servizio”, Produttive; Agricole; Parcheggi non pertinenziali.
dimensione delle aree verdi di pertinenza di edifici e com-
plessi speciali né la consistenza di eventuali alberature pre-
senti; Art.42. Spazi aperti della Città storica
c) è ammessa la realizzazione di autorimesse interrate, oltre
che nel sottosuolo delle unità edilizie, sotto spazi aperti 1. Sono Spazi aperti della Città storica tutte le componenti che
pavimentati, anche se ciò comporta modifiche delle aper- costituiscono il sistema dei “vuoti” e che, unitamente con le
ture al piano terreno, purché non in contrasto con i carat- parti costruite, in ragione della riconoscibilità, della compiu-
teri tipomorfologici degli edifici e degli spazi aperti; tezza storico-morfologico-architettonica e della connotazio-
d) le pavimentazioni e gli spazi verdi esistenti devono essere ne dei caratteri orografici ed ecologico-ambientali, partecipa-
reintegrati e ristrutturati con tecniche e materiali coerenti no alla definizione dell’identità urbana.
con i caratteri dell’ambiente, nel rispetto dei valori archi-
tettonici e dei caratteri tipo-morfologici dei complessi edi- 2. Gli Spazi aperti della Città storica sono individuati nell’ela-
lizi e degli spazi aperti di pertinenza, con particolare atten- borato 2.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:5.000, e sono articolati
zione agli allineamenti e alla gerarchia dei percorsi interni, nelle tipologie così definite:
alla conservazione delle aree verdi permeabili e delle essen- a) Giardini configurati: si intendono gli spazi aperti che, per
ze arboree presenti. Dove possibile e compatibilmente con caratteristiche di disegno, articolazione dello spazio, riferi-
la realizzazione di volumi interrati, le sistemazioni esterne mento morfologico-funzionale per i tessuti edilizi prospi-
devono prevedere soluzioni costruttive nella scelta delle cienti, rappresentano componenti strutturanti e riconosci-
pavimentazioni, in grado di garantire la permeabilità pro- bili della Città storica;
fonda dei suoli; b) Spazi verdi conformati dal costruito: si intendono gli spazi
e) negli spazi aperti interni il 50% della superficie pavimenta- aperti attualmente non ancora configurati secondo una
ta può essere destinata a parcheggio di uso pubblico, in tipologia e un assetto riconoscibili e compiuti e che, per
funzione delle destinazioni d’uso previste. caratteristiche morfologiche, funzionali e posizionali sono
potenzialmente partecipi della definizione di parti di tes-
4. Sono ammesse le destinazioni d’uso di cui all’art. 36, suti e di ambiti urbani;
comma 13, con le ulteriori esclusioni delle seguenti destina- c) Verde di arredo: si intendono gli spazi aperti definiti, come
zioni d’uso: Abitative; “grandi strutture di vendita”; Agricole. aiuole spartitraffico, elementi di arredo di piazze e viali,
L’introduzione di nuove destinazioni d’uso, salvo che riguardi alberature stradali, ecc.;
meno del 10% della SUL esistente e con finalità di integrazio- d) Spazi prevalentemente attrezzati per attività sportive e del tempo
ne delle funzioni principali esistenti, è ammessa tramite libero: si intendono gli spazi aperti ospitanti impianti per lo
Progetti unitari di riconversione funzionale, soggetti a moda- sport e lo svago, prevalentemente all’aria aperta e/o attrez-
lità attuativa indiretta e al contributo straordinario di cui zati con strutture mobili (coperture stagionali, ecc.), com-
all’art. 20. prese strutture fisse e/o edifici isolati strettamente connes-
si con le attività sportive (quali: spogliatoi, punti di ristoro,
residenza della sorveglianza ecc.);
Art.41. Edifici speciali isolati di interesse storico, architet- e) Verde fluviale a caratterizzazione naturalistica: si intendono gli
tonico e monumentale (C4) spazi aperti localizzati lungo alcune sponde del fiume
Tevere e a caratterizzazione naturalistica, che configurano
1. Sono Edifici speciali isolati di interesse storico, architettonico e un paesaggio fluviale di grande rilevanza storica, urbana e
monumentale: ambientale da preservare;
a) le evidenze archeologico-monumentali e gli edifici e com- f) Spazi verdi privati di valore storico-morfologico-ambientale: si inten-
plessi speciali pre-novecenteschi, inglobati nei tessuti esi- dono gli spazi aperti che mantengono inalterati i caratteri
stenti o in una condizione interstiziale rispetto ad essi o paesaggistico-ambientali e che, in riferimento al valore mor-
comunque dislocati in posizione singolare nel territorio fologico nonché all’estensione spesso rilevante, costituisco-
dell’Agro romano, esternamente all’impianto urbano; no componenti strutturanti e riconoscibili della Città storica.
b) gli edifici e complessi speciali contemporanei, spesso rea-
lizzati per assolvere a grandi funzioni e servizi pubblici, 3. Gli elementi di cui ai punti a), b), d), e) di cui al precedente
riconosciuti come elementi di qualità architettonica e comma 2 sono accorpati nell’elaborato 3.“Sistemi e Regole”,
urbana con carattere di autonomia ed eccezionalità rispet- rapp. 1:10.000, sotto una unica voce Spazi aperti, con destina-
to ai tessuti nei quali si trovano inseriti. zione a verde pubblico.

2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, come definiti 4. Rientrano altresì negli Spazi aperti della Città storica le strade,
dall’art. 9, sono ammessi gli interventi di categoria RE1, come i viali, i ponti, le piazze, le emergenze naturalistiche ed i filari
definiti dall’art. 36, commi 4 e 5. arborei individuati nell’elaborato G1.“Carta per la qualità”.

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5. Negli Spazi aperti di cui al precedente comma 2, oltre agli Art.43. Ambiti di valorizzazione della Città storica
interventi di categoria MO, MS e RC, sono ammessi interven-
ti di categoria RE1 e DR1, come definiti dall’art. 36, commi 4 1. Gli Ambiti di valorizzazione della Città storica riguardano luo-
e 5, in base alle diverse caratteristiche degli edifici o impian- ghi della Città storica che nel tempo non hanno raggiunto o
ti esistenti, nonché le categorie d’intervento ambientale cui hanno smarrito i caratteri di identità definiti dall’art. 24,
all’art. 10. In caso di interventi di categoria VLA, come defini- comma 1, o sono caratterizzati dalla presenza di edifici e
ta dall’art. 10, comma 6, sono consentiti, con modalità attua- manufatti non più utilizzati e riconvertibili a nuovi usi o che
tiva indiretta, interventi di nuova edificazione o di amplia- presentano fenomeni evidenti di degrado fisico e funzionale.
mento fino a un indice territoriale ET di 0,05 mq/mq, per le Essi costituiscono quindi rilevanti occasioni di riqualificazio-
attrezzature di cui all’art. 85, lett. d) ed e). Per gli edifici esi- ne a scala locale e urbana, sia attraverso un innalzamento
stenti sono consentite le destinazioni, anche a gestione pri- della qualità morfologica, sia attraverso l’inserimento di fun-
vata, di cui all’art. 85. zioni strategiche. Per i contesti in cui sono collocati e per il
loro valore posizionale, gli Ambiti di valorizzazione assumono
6. Gli interventi che necessitano di titolo abilitativo sono un ruolo centrale di promozione dello sviluppo delle linee
individuati e regolati da specifici progetti unitari estesi del PRG nella Città storica, attraverso azioni strategiche rivol-
all’intera area, predisposti dal Comune o dai proprietari. In te, a seconda dei casi:
assenza di tali progetti unitari, sui fabbricati e impianti non - alla valorizzazione di edifici e spazi aperti di interesse sto-
sono consentiti cambi di destinazione d’uso e frazionamen- rico, architettonico e ambientale;
ti delle unità immobiliari; sulle aree scoperte, sono consen- - alla rifunzionalizzazione di ambiti urbani secondo mix
titi esclusivamente le categorie di intervento ambientale, di funzionali complessi che consentano la conservazione del-
cui all’art. 10. l’uso residenziale prevalente o che prevedano l’introduzio-
ne di nuove quote di residenza;
7. Per gli Spazi aperti compresi nel Centro archeologico monumen- - alla rifunzionalizzazione di ambiti urbani per nuove cen-
tale e per quelli di pertinenza di Ville storiche o di Edifici speciali tralità;
isolati di interesse storico, architettonico e monumentale, gli inter- - alla ristrutturazione e demolizione, con o senza ricostru-
venti sono subordinati alla prescrizioni contenute rispettiva- zione, di edifici incongrui con le preesistenze;
mente nei precedenti articoli 37, 39, 41. - al recupero/realizzazione ex novo di grandi spazi attrezzati
a verde per il tempo libero e lo sport con uso pubblico con-
8. Per gli Spazi aperti compresi nei Capisaldi architettonici ed venzionato;
urbani di cui all’art. 38, gli interventi devono prevedere solu- - al recupero/realizzazione ex novo di parcheggi con uso pub-
zioni progettuali coerenti con la rilevanza architettonica dei blico convenzionato;
luoghi, secondo le indicazioni contenute nell’elaborato - alla riconfigurazione degli spazi aperti e alla creazione di
G2.“Guida per la qualità degli interventi”. aree permeabili e piantumate con possibilità di uso pub-
blico convenzionato;
9. In presenza di elementi archeologico-monumentali e - al recupero/realizzazione ex novo di spazi a servizio di per-
comunque di valore storico-artistico-testimoniale, o di ele- corsi ciclopedonali.
menti di arredo con valore architettonico e/o scultoreo, gli
interventi devono tendere a definire spazi di relazione archi- 2. Gli Ambiti di Valorizzazione della Città storica sono individuati
tettonicamente compiuti e riconoscibili alla scala urbana. In nell’elaborato 2.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:5.000, e nell’elabo-
particolare, nella fascia di m. 50 in corrispondenza delle rato 3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000, da un codice alfanu-
Mura, di cui all’art. 25 comma 13, valgono le limitazioni circa merico e da un perimetro. Essi si differenziano nelle seguenti
l’installazione di strutture e attrezzature, anche temporanee e quattro tipologie, articolate sulla base delle caratteristiche
precarie, contenute nel DM Beni Culturali e Ambientali del 3 morfologiche e funzionali:
giugno 1986. a) Ambiti di valorizzazione di tipo A, costituiti da spazi aperti di
valore ambientale caratterizzati dalla presenza di emer-
10. Gli elementi di arredo esistenti negli Spazi aperti della Città genze naturali di forte identità, nei quali operare con pro-
storica quali pozzi, fontane, gazebo, ecc., qualora costituiscano getti in grado di integrarne i margini irrisolti con i tessuti
parte integrante del disegno dello spazio aperto pubblico, della Città storica, introducendo anche nuove funzioni
devono essere conservati e gli interventi ammessi sono di sostenibili;
categoria MO o RC. b) Ambiti di valorizzazione di tipo B, costituiti da tessuti, edifici e
spazi aperti, caratterizzati da incoerenze e squilibri di tipo
11. Gli interventi di arredo degli Spazi aperti della Città storica morfologico e funzionale, nei quali operare con progetti di
(sistemazione di: sedute, contenitori rifiuti, chioschi, pensili- completamento/trasformazione in grado di conseguire
ne e coperture, fioriere, servizi igienici, contenitori postali, nuove condizioni di qualità morfologico-ambientale,
cabine telefoniche, cartellonistica pubblicitaria, fermate tra- orientati al consolidamento/rilancio dell’uso residenziale
sporto pubblico, ecc.) devono essere relazionate con il conte- e della complessità funzionale dei contesti;
sto, in modo tale che la disposizione non risulti casuale o c) Ambiti di valorizzazione di tipo C, costituiti da aree dismes-
incoerente con lo spazio circostante. se e insediamenti prevalentemente non residenziali,

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caratterizzati dalla decadenza dell’uso originario o dalla b) Ambiti di valorizzazione di tipo B (da B1 a B18)
incongruenza tra gli usi attuali e quelli auspicabili e comun- - Grandezze urbanistiche:
que compatibili con le caratteristiche storiche, fisiche e socio- - SUL realizzabile: SUv dell’edilizia esistente, salvo gli
economiche della Città storica, alla scala locale e a quella urba- Ambiti B2, B3, B11, B12, dotati di Scheda in Appendice
na, nei quali si opererà con progetti di completamento/tra- 1, per i quali valgono le indicazioni in essa contenute.
sformazione finalizzati al raggiungimento di nuove condi- - Mix funzionale:
zioni di qualità morfologico-ambientale e di complessità fun- - Abitative: minimo 50% SUL
zionale, attraverso la localizzazione di funzioni residenziali e - Commerciali, Servizi, Turistico-ricettive: minimo 20% SUL
non residenziali e di nuovi spazi pubblici; - Produttive: massimo 10% SUL
d) Ambito di valorizzazione di tipo D, relativo all’area di Ostia lido, - Quota flessibile: 20% SUL
caratterizzato dall’esigenza di riqualificare il fronte-mare nel - Destinazioni escluse: “grandi strutture di vendita”;
rispetto delle regole insediative dell’impianto urbano storico “attrezzature collettive” a CU/a; “sedi della pubblica
e dei caratteri architettonici emergenti, attraverso una ridefi- amministrazione e delle pubbliche istituzioni naziona-
nizione morfologica degli spazi aperti, in grado di garantire li, estere e sopranazionali”, “sedi e attrezzature universi-
una nuova sistemazione dell’arenile ed una maggiore conti- tarie”; “commercio all’ingrosso”, “depositi e magazzini”.
nuità della fruizione pedonale anche attraverso nuovi accessi - Categorie d’intervento ammesse: MO, MS, RC, RE, DR, RU; NE
ad esso, nonché la realizzazione di nuove attrezzature e atti- solo negli Ambiti B2, B3, B11, B12, secondo le indicazioni
vità ricettive per il rilancio della funzione turistica, salva- contenute nelle relative Schede in Appendice 1.
guardando comunque la funzione residenziale esistente. c) Ambiti di valorizzazione di tipo C (da C1 a C12)
- Grandezze urbanistiche:
3. Gli Ambiti di valorizzazione della Città storica sono ad interven- - SUL realizzabile: SUL o SUv dell’edilizia esistente.
to indiretto e si attuano mediante Programma integrato, - Mix funzionale:
Progetto urbano, Piano di recupero o altro strumento urbani- - Abitative: minimo 20% SUL
stico esecutivo, estesi all’intero ambito. Ad attuazione diretta - Commerciali, Servizi, Turistico-ricettive: minimo 50% SUL
sono consentiti gli interventi di MO, MS, RC, RE, come defini- - Produttive: 10% SUL
ti dall’art. 9, senza aumento di SUL e senza cambiamento di - Quota flessibile: 20% SUL
destinazione d’uso, se non all’interno della stessa funzione e - Destinazioni escluse: “commercio all’ingrosso”, “depo-
senza aumento del carico urbanistico, calcolato ai sensi del- siti e magazzini”.
l’art. 7, comma 1. Nei Tessuti ricadenti negli Ambiti di valorizza- - Categorie d’intervento ammesse: MO, MS, RC, RE, DR, RU.
zione gli interventi devono essere realizzati secondo la specifi- d) Ambiti di valorizzazione di tipo D (D1-Ostia lido)
ca disciplina di tessuto. - Grandezze urbanistiche:
- SUL realizzabile: incremento massimo della SUv del-
4. La descrizione e gli obiettivi d’intervento dei singoli Ambiti di l’edilizia esistente pari al 10%;
valorizzazione sono contenuti nell’Appendice 1. “Schede degli - Mix funzionale:
ambiti di valorizzazione”. I perimetri delle aree a Verde pubblico - Abitative: minimo 30% SUL
e servizi pubblici di livello locale e delle aree a Servizi pubblici di livel- - Commerciali, Servizi, Turistico-ricettive: minimo 40% SUL
lo urbano, individuate nell’elaborato 2.“Sistemi e Regole” all’in- - Produttive: massimo 10% SUL
terno degli Ambiti di valorizzazione, hanno carattere indicati- - Quota flessibile: 20% SUL
vo, da precisare quindi in sede di redazione dello strumento di - Destinazioni escluse: “grandi strutture di vendita”,
intervento indiretto, senza riduzione delle superfici. “commercio all’ingrosso”, “depositi e magazzini”.
- Categorie d’intervento ammesse: MO, MS, RC, RE, DR, RU, NE.
5. I parametri e le grandezze urbanistiche per l’attuazione
indiretta, per ciascuna delle tipologie di cui al precedente 6. Il mix funzionale, stabilito per le diverse tipologie di
comma 2, sono i seguenti: Ambiti, si applica alla SUL aggiuntiva e alla SUL soggetta a
a) Ambiti di valorizzazione di tipo A (da A1 ad A7) cambio di destinazione d’uso, come determinate dallo stru-
- Grandezze urbanistiche: mento attuativo. Fatta salva la verifica di sostenibilità urbani-
- SUL realizzabile: SUL o SUv dell’edilizia esistente. stica di cui all’art. 13, comma 11, lett. b), in caso di comparti
- Mix funzionale: edificatori individuati dallo strumento attuativo o di proget-
- Abitative: Superficie utile minima = 10% SUL ti unitari di demolizione e ricostruzione di un insieme di edi-
- Commerciali, Servizi, Turistico-ricettive: Superficie utile fici contigui, la SUv può essere calcolata applicando l’altezza
minima = 70% SUL convenzionale di m. 3,20 non al singolo edificio ma al volume
- Quota flessibile: 20% SUL complessivo degli edifici interessati.
- Destinazioni escluse: “grandi strutture di vendita”;
“attrezzature collettive” a CU/a; “sedi della pubblica 7. Negli ambiti di valorizzazione di tipo B e C, gli strumenti di
amministrazione e delle pubbliche istituzioni nazio- intervento indiretto possono prevedere, secondo gli esiti
nali, estere e sopranazionali”, “sedi e attrezzature uni- della valutazione di sostenibilità urbanistica e ambientale,
versitarie”. l’applicazione, anche limitata a sub-ambiti, degli incentivi
- Categorie d’intervento ammesse: MO, MS, RC, RE, DR. urbanistici di cui all’art. 21, da localizzare in situ o, comunque,

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all’interno degli Ambiti di valorizzazione. In tutti gli Ambiti cui al precedente comma 2 vengono perseguiti tramite una plu-
di valorizzazione, gli stessi strumenti prevedono l’applicazio- ralità di interventi da attuarsi secondo le specifiche discipline
ne alla SUL aggiuntiva - detratti gli incentivi urbanistici di cui delle componenti di cui al comma 3 e secondo gli indirizzi fissa-
all’art. 21, ove applicati - del contributo straordinario di cui ti per ciascun Ambito nei relativi elaborati indicativi I4, I5, I6, I7 e I8.
all’art. 20. Dall’applicazione delle disposizioni di cui all’art.
17, comma 6, e all’art. 13, comma 15, sono esclusi i Tessuti pre-
senti negli Ambiti di valorizzazione, salvo diversa disposizio- Art.45. Tessuti della Città consolidata. Norme generali
ne dello strumento di attuazione indiretta.
1. Si intendono per Tessuti della Città consolidata l’insieme di uno
8. Gli strumenti attuativi degli Ambiti di valorizzazione della o più isolati, riconducibile a regole omogenee d’impianto, suddi-
Città storica possono estendersi oltre il perimetro di cui al pre- visione del suolo, disposizione e rapporto con i tracciati viari, per
cedente comma 2, per ricomprendere porzioni di tessuto lo più definite dalla strumentazione urbanistica generale ed ese-
adiacenti da coinvolgere nel progetto di sistemazione del- cutiva intervenuta a partire dal Piano regolatore del 1931.
l’ambito, ferma restando la disciplina stabilita dalle relative
norme di componente. 2. I tessuti della Città consolidata, individuati nell’elaborato 3
“Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000, si articolano in:
9. Gli Ambiti di valorizzazione possono essere articolati in sub- T1-Tessuti di espansione novecentesca a tipologia definita e a
ambiti, autonomi dal punto di vista operativo e gestionale, media densità insediativa;
fermi restando l’unitarietà del progetto ed il rispetto dei para- T2-Tessuti di espansione novecentesca a tipologia definita e ad
metri e delle grandezze urbanistiche estesi all’intero Ambito. alta densità insediativa;
T3-Tessuti di espansione novecentesca a tipologia libera.

3. Nei Tessuti di cui al comma 2 sono sempre consentiti gli inter-


Capo 3° Città consolidata venti di categoria MO, MS, RC, RE1, come definiti dall’art. 9. Gli
interventi di categoria RE2, RE3, DR, AMP, NE, come definiti dal-
Art.44. Norme generali l’art. 9, sono consentiti nei casi e alle condizioni stabilite nelle
norme di tessuto e alle seguenti condizioni generali:
1. Per Città consolidata si intende quella parte della città esisten- a) gli interventi di categoria RE2, RE3, DR, AMP, sono consentiti su
te stabilmente configurata e definita nelle sue caratteristiche edifici privi di valore storico-architettonico, non tutelati ai
morfologiche e, in alcune parti, tipologiche, in larga misura sensi del D.LGT n. 42/2004 e non individuati nella Carta per la
generata dall’attuazione degli strumenti urbanistici esecutivi qualità;
dei Piani regolatori del 1931 e del 1962. b) gli interventi di categoria NE sono consentiti su lotti già edifi-
cati o edificabili secondo le pre-vigenti destinazioni urbanisti-
2. All’interno della Città consolidata gli interventi sono finaliz- che, senza aumento della SUL e del Vft rispettivamente preesi-
zati al perseguimento dei seguenti obiettivi: stenti o ammissibili.
a) mantenimento o completamento dell’attuale impianto
urbanistico; 4. Gli interventi di cui al comma 3 si attuano con le seguenti
b) conservazione degli edifici di valore architettonico; modalità:
c) miglioramento della qualità architettonica, funzionale e tec- a) gli interventi di categoria MO, MS, RC, RE, si attuano con moda-
nologica della generalità del patrimonio edilizio; lità diretta;
d) qualificazione e maggiore dotazione degli spazi pubblici; b) gli interventi di categoria DR, AMP, NE, si attuano con modali-
e) presenza equilibrata di attività tra loro compatibili e com- tà diretta, ovvero con modalità indiretta, se estesi a più edifici e
plementari. lotti contigui o se relativi a edifici realizzati prima del 1931;
3. La Città consolidata si articola nelle seguenti componenti: c) gli interventi di categoria RE, DR, AMP, se attuati con modalità
a) Tessuti; indiretta ed estesi ad interi isolati o fronti di isolato, sono
b) Verde privato. incentivati con un incremento di SUL fino al 10%, in aggiunta
agli incentivi già previsti con modalità diretta.
4. Gli obiettivi di cui al comma 2, vengono perseguiti general-
mente: 5. Nei Tessuti della Città consolidata sono consentite, salvo ulte-
a) tramite interventi diretti nei Tessuti e nel Verde privato, da riori limitazioni fissate dalla specifica disciplina di tessuto, le
attuarsi secondo la specifica disciplina stabilita per tali com- seguenti destinazioni d’uso, come definite dall’art. 6:
ponenti negli articolati del presente Capo; a) Abitative;
b) tramite Programmi integrati o Piani di recupero negli Ambiti b) Commerciali, con esclusione delle destinazioni a CU/a;
per Programmi integrati, secondo la specifica disciplina stabi- c) Servizi;
lita nell’art. 50. d) Turistico-ricettive, limitatamente a “strutture ricettive alber-
ghiere ed extra-alberghiere”;
5. Qualora le componenti della Città consolidata ricadano negli e) Produttive, limitatamente ad “artigianato produttivo”;
Ambiti di programmazione strategica di cui all’art. 64, gli obiettivi di f) Parcheggi non pertinenziali.

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6. L’insediamento di destinazioni d’uso a CU/a e i cambi di desti- trascritto, che ne garantisca l’uso pubblico e la manutenzione
nazione d’uso verso “abitazioni singole” sono subordinati all’ap- da parte della proprietà, per la durata dell’esercizio.
provazione di un Piano di recupero, ai sensi dell’art. 28, legge n. È possibile realizzare altresì parcheggi pubblici in elevazione, se
457/1978, o altro strumento urbanistico esecutivo; i cambi di previsti da piani attuativi o programmi di settore.
destinazione d’uso verso “abitazioni singole” devono essere pre-
visti all’interno di interventi di categoria RE, DR, AMP, estesi a 10. Nei Tessuti della Città consolidata soggetti a strumenti urba-
intere unità edilizie, di cui almeno il 30% in termini di SUL deve nistici esecutivi già approvati e non ancora decaduti alla data di
essere riservato alle destinazioni “abitazioni collettive”, “servizi adozione del presente PRG, si applica la relativa disciplina. Se gli
alle persone” e “attrezzature collettive”. Sia per le destinazioni a strumenti urbanistici esecutivi, esclusi i Piani di zona di cui alla
CU/a, escluse le “attrezzature collettive”, sia per le destinazioni legge n. 167/1962, sono già decaduti, nella parte non attuata rela-
“abitazioni singole”, escluse quelle con finalità sociali e a prezzo tiva ai lotti o comparti fondiari destinati all’edificazione privata,
convenzionato, gli interventi sono soggetti al contributo straor- si applica la disciplina degli stessi strumenti urbanistici esecutivi.
dinario di cui all’art. 20.

7. I cambi di destinazione d’uso verso “abitazioni singole” sono Art.46. Tessuti di espansione novecentesca a tipologia definita
altresì consentiti, per intervento diretto, nei seguenti casi: e a media densità insediativa (T1)
a) ripristino di “abitazioni singole” in edifici a tipologia resi-
denziale; 1. Sono Tessuti di espansione novecentesca a tipologia definita e a
b) insediamento di “abitazioni singole” in edifici a tipologia spe- media densità insediativa i tessuti formati da edifici realizzati nel
ciale – cioè non rientranti nella definizione tipo-morfologica rispetto delle tipologie a “villini” o a “palazzine” e loro varianti
dei tessuti e a destinazione d’uso non abitativa –, fino al 30% normative, definite dai regolamenti edilizi o in sede di piano
della SUL dell’unità edilizia e nell’ambito di interventi di cate- generale o di piani particolareggiati di attuazione del Piano
goria RE, DR o AMP; regolatore del 1931, in zone di nuova espansione o di sostitu-
c) insediamento di “abitazioni singole” in misura equivalente a zione di insediamenti precedenti. I caratteri peculiari sono:
contestuali cambi di destinazione d’uso, nello stesso tessuto, - una struttura viaria ed una dotazione di attrezzature pubbli-
da “abitazioni singole” verso altre destinazioni ovvero da fun- che generalmente sottodimensionate rispetto alle densità
zioni non abitative verso le destinazioni “abitazioni collettive”, edificatorie realizzate;
“servizi alle persone” e “attrezzature collettive”. - nel caso della tipologia “villini”, una suddivisione fondiaria
degli isolati caratterizzata da una parcellizzazione minuta e
8. Nei Tessuti della Città consolidata sono ammessi fraziona- una disposizione degli edifici a m. 4 di distacco da tutti i con-
menti a fini residenziali delle attuali unità immobiliari, pur- fini , in alcuni casi con accessori ad un piano allineati sul fron-
ché compatibili con la tipologia edilizia e purché non riduca- te stradale;
no le parti comuni dell’edificio; per tali interventi di frazio- - nel caso della tipologia “palazzine”, una disposizione degli
namento si applica il limite minimo di 45 mq di SUL per sin- edifici sul fronte stradale, con prevalenza di negozi al piano-
gola unità abitativa. terra;
- una sistemazione a giardino delle parti residuali non utiliz-
9. Nelle aree libere non gravate da vincolo di pertinenza a favo- zate per l’accessibilità e/o la distribuzione alle unità edilizie e
re di edifici circostanti, è possibile realizzare autorimesse e par- per le rampe delle autorimesse.
cheggi interrati e a raso e aree attrezzate per il tempo libero,
come di seguito specificato: 2. Gli interventi dovranno tendere, oltre agli obiettivi generali
- la superficie da destinare a parcheggi o ad autorimesse e alle di cui al precedente art. 44, ai seguenti obiettivi specifici:
relative rampe di accesso non dovrà superare il 70% della super- a) valorizzazione e miglioramento delle aree di pertinenza e/o
ficie libera disponibile per aree fino a mq 3.000, il 60% per aree di uso condominiale anche attraverso la conservazione e l’in-
superiori a mq 3.000; la copertura dell’autorimessa o del par- cremento del verde esistente;
cheggio dovrà essere sistemata a giardino pensile con un b) il miglioramento architettonico degli edifici degradati;
manto vegetale di spessore non inferiore a cm 60; la restante c) riconfigurazione architettonica degli edifici degradati,
parte dell’area dovrà essere permeabile e attrezzata a giardino soprattutto a causa dell’occupazione degli spazi aperti inter-
con alberi ad alto fusto di altezza non inferiore a m. 3,00 e con ni con manufatti accessori.
un densità di piantumazione DA pari a 1 albero/80 mq;
- la superficie dell’area, per una quota minima del 60%, può esse- 3. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, RE1, sono
re sistemata a giardino pubblico, con attrezzature sportive e ammessi gli interventi di categoria RE2, RE3, DR e AMP, NE, alle
ricreative all’aperto, utilizzando anche la copertura dell’autori- seguenti condizioni specifiche:
messa e dei parcheggi; in tal caso sarà possibile realizzare un a) per gli interventi di categoria DR, l’edificio riedificato pre-
manufatto fuori terra di un solo piano di altezza massima pari senti le stesse caratteristiche tipo-morfologiche dell’edificio
a m. 3,50, da adibire funzioni commerciali e a servizi, per una preesistente: giacitura nel lotto, ingombro a terra, altezza,
SUL pari a 0,06 mq/mq, fino a un massimo di mq 150; distacchi minimi, salvo i casi in cui si renda necessaria una
- l’area da attrezzare dovrà avere accesso diretto da una strada maggiore coerenza con le regole compositive del tessuto o
pubblica e dovrà essere vincolata con atto d’obbligo notarile del complesso edilizio di appartenenza;

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b) per gli interventi di categoria RE2, RE3 e DR, è ammesso un b) una disposizione degli edifici allineati lungo il fronte strada-
incremento massimo di SUL del 10% a parità di Volume fuori le o disposti in senso normale a questo, spesso riconnessi da
terra (Vft); edifici accessori che ricompongono l’allineamento sul fron-
c) gli interventi di categoria AMP1, sono ammessi per una miglio- te stradale;
re configurazione dell’edificio rispetto al contesto, e se connes- c) densità edilizie molto alte che non permettono l’adeguamen-
si a interventi di categoria RE2 o DR: in tal caso è consentito un to della dotazione di servizi e verde agli standard urbanistici.
incremento massimo del 10% della SUL e del Volume fuori
terra (Vft), anche variando l’altezza dell’edificio preesistente 2. Gli interventi dovranno tendere, oltre agli obiettivi generali
per un migliore allineamento con gli edifici circostanti; di cui al precedente art. 44, al diradamento complessivo delle
d) gli interventi di categoria AMP2, se connessi a interventi di zone in cui i tessuti sono inseriti, anche allo scopo di recuperare
categoria RE o DR, sono ammessi per le finalità di cui al spazi per il verde e per i servizi collettivi o di interesse pubblico.
comma 2, lett. c): in tal caso è consentito demolire i manufat-
ti che intasano gli spazi aperti interni degli edifici, e ricostrui- 3. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, RE1, sono
re spazi accessori lungo i fronti-strada, di altezza non superio- ammessi gli interventi di categoria RE2, RE3, DR, AMP, alle
re a m. 5, destinati a servizi, commercio e artigianato; tale seguenti condizioni specifiche:
intervento deve riguardare almeno un intero fronte di isolato; a) per tutti gli interventi consentiti non è ammesso l’incre-
e) gli interventi di categoria AMP3 sono ammessi su edifici o parti mento della SUL preesistente;
di essi destinati a “abitazioni collettive”, “servizi alle persone”, b) nell’ambito degli interventi di categoria DR, è consentita la
“attrezzature collettive”, “strutture ricettive alberghiere ed demolizione totale, senza ricostruzione, di edifici esistenti,
extra-alberghiere”, con incremento una tantum della SUL preesi- con sistemazione dell’area di risulta, ai sensi dell’art. 45,
stente fino al 20%, senza eccedere l’indice di 0,6 mq/mq, ai fini comma 9: in tal caso, la SUL demolita, incrementata del 20%,
di una migliore dotazione di spazi e servizi accessori e dell’ade- ovvero del 30% nel caso di edifici con SUL residenziale non
guamento a standard di sicurezza e funzionalità sopravvenuti; inferiore a 2.000 mq, è trasferita negli Ambiti di compensa-
f) per gli interventi di categoria NE, è consentita la riedifica- zione di cui all’art. 18, previa applicazione del criterio di
zione, su lotti interclusi, di edifici preesistenti, distrutti o equivalenza economica, di cui all’art. 19, comma 3; tali
demoliti a seguito di eventi imprevisti, fino alla SUL e al Vft interventi, da attuarsi con modalità diretta convenzionata,
preesistenti, se non già compensati o trasferiti in altro sono subordinati alla contestuale disponibilità e trasforma-
modo; a tali interventi si applica il contributo straordina- bilità dell’area di destinazione, nonché al parere favorevole
rio di cui all’art. 20. del “Comitato per la qualità urbana e edilizia”, da acquisire
preventivamente alla richiesta del titolo abilitativo, che si
4. Sono soggetti a Piano di recupero, ai sensi dell’art. 28, legge pronuncia entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza,
n. 457/1978, o ad altro strumento urbanistico esecutivo, gli decorsi i quali si prescinde dal parere medesimo;
interventi di categoria DR e AMP estesi a più edifici o a più c) per gli interventi di categoria AMP, se finalizzati a una
lotti contigui, nonché gli interventi di cui al comma 3, lett. d). migliore configurazione dell’edificio rispetto al contesto, e
se connessi a interventi di categoria RE e DR, è consentito un
5. Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso: incremento massimo del 10% della SUL e del Volume fuori
a) Abitative; terra (Vft), anche variando l’altezza dell’edificio preesistente
b) Commerciali, con esclusione delle destinazioni a CU/a; per un migliore allineamento con gli edifici circostanti, a
c) Servizi; condizione di reperire la dotazione di parcheggi pertinen-
d) Turistico-ricettive, limitatamente a “strutture ricettive alber- ziali per l’intero edificio.
ghiere ed extra-alberghiere” a CU/b;
e) Produttive, limitatamente a “artigianato produttivo”; 4. Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso:
f) Parcheggi non pertinenziali. a) Abitative;
b) Commerciali, con esclusione delle destinazioni a CU/a, salvo
che non siano introdotte negli edifici a tipologia speciale,
Art.47. Tessuti di espansione novecentesca a tipologia definita con interventi di categoria RE, DR, AMP;
e ad alta densità insediativa (T2) c) Servizi;
d) Turistico-ricettive, limitatamente a “strutture ricettive alber-
1. Sono Tessuti di espansione novecentesca a tipologia definita e ad ghiere ed extra-alberghiere”;
alta densità insediativa i tessuti formati da edifici realizzati nel e) Produttive, limitatamente a “artigianato produttivo”;
rispetto della tipologia “intensiva”, definita dai regolamenti f) Parcheggi non pertinenziali.
edilizi o in sede di piano generale o dai piani particolareggia-
ti di attuazione del Piano regolatore del 1931, che hanno
caratterizzato le zone di espansione o hanno sostituito inse- Art.48. Tessuti di espansione novecentesca a tipologia edi-
diamenti precedenti. I caratteri peculiari sono: lizia libera (T3)
a) una struttura viaria e una dotazione di attrezzature colletti-
ve e di spazi pubblici sottodimensionati rispetto alle densità 1. Sono Tessuti di espansione novecentesca a tipologia edilizia libera
edificatorie; i tessuti formati da edifici definiti da parametri quantitativi,

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secondo le prescrizioni del PRG del 1962, come densità ab/Ha, Art.49. Verde privato
indici di fabbricabilità territoriale e fondiaria; quindi a tipo-
logia non definita dalle norme di piano, ma derivata dalle 1. Il Verde privato riguarda forme insediative esistenti a bassa
scelte degli operatori pubblici e privati, come nel caso dei densità, caratterizzate da forte presenza di verde, delle quali il
Piani di zona, delle lottizzazioni convenzionate o delle zone PRG intende conservare la valenza ecologica e paesaggistica.
F1 del PRG del 1962.
2. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, RE1, sono
2. Gli interventi dovranno tendere alla omogeneizzazione dei ammessi gli interventi di categoria RE2, RE3, DR, relativamen-
tessuti, alla utilizzazione delle residue capacità insediative, al te a singoli edifici non vincolati ai sensi del D.LGT 42/2004,
miglioramento dei servizi e delle urbanizzazioni. ovvero non realizzati prima del 1931. Per tali interventi è
ammesso un incremento di SUL fino al 10%, soggetto al contri-
3. Oltre agli interventi di categoria MO, MS, RC, RE1, sono buto straordinario di cui all’art. 20, ovvero alla realizzazione di
ammessi gli interventi di categoria RE2, RE3, DR, AMP1, AMP2, interventi di categoria ambientale di valore equivalente.
NE, alle seguenti condizioni specifiche:
a) per gli interventi di categoria RE2, RE3, DR, non è ammesso 3. Gli interventi RE3 e DR sono ammessi con il rispetto delle
l’incremento della SUL preesistente; seguenti grandezze urbanistiche: SP = 90%, DA = 1 albero/100
b) per gli interventi di categoria RE2, DR, AMP1, AMP2, sono mq, DAR = 1 arbusto/100 mq.
ammesse traslazioni del sedime ai fini di una migliore collo-
cazione dell’edificio nello spazio urbano circostante e di un 4. Nel Verde privato sono ammesse le seguenti destinazioni
migliore assetto dello spazio pubblico; d’uso: Abitative; Servizi a CU/b e CU/m; Turistico-ricettive a CU/b.
c) per gli interventi RE2, DR, AMP1, l’altezza massima del nuovo Sono vietati i cambi di destinazione d’uso verso “abitazioni
edificio non dovrà essere superiore all’altezza media degli edi- singole”, salvo quanto previsto all’art. 45, comma 6.
fici dei lotti confinanti, e dovrà essere mantenuto un distacco
dal filo stradale pari a quello esistente o allineato con gli edifi- 5. Ai fini del frazionamento, si applica quanto previsto dal-
ci confinanti fronte strada, e un distacco dai confini interni l’art. 45, comma 8.
pari ad almeno m. 5;
d) gli interventi di categoria AMP1 sono ammessi su lotti già edi-
ficabili secondo il precedente PRG e solo parzialmente edifi- Art.50. Ambiti per i Programmi integrati
cati, con ampliamento degli edifici fino agli indici e secondo
le destinazioni consentite dalle previsioni urbanistiche pre- 1. Gli Ambiti per i Programmi integrati sono le parti della Città con-
vigenti, e con l’obbligo di integrale reperimento dei parcheggi solidata, ricadenti all’interno dei tessuti T1, T2 e T3, che presen-
pubblici e privati; tano caratteri di degrado e disorganicità nell’impianto planime-
e) gli interventi di categoria AMP2 sono ammessi su edifici o trico e/o nel profilo altimetrico e di eterogeneità dei caratteri
parti di essi destinati ad “abitazioni collettive”, “servizi alle tipologici e formali degli edifici; possono riguardare altresì parti
persone”, “attrezzature collettive”, “strutture ricettive alber- del tessuto T3 destinate, in prevalenza, a insediamenti di edilizia
ghiere ed extra-alberghiere”, con incremento una tantum della residenziale pubblica, realizzati mediante Piani di zona, e per i
SUL preesistente fino al 20%, ai fini di una migliore dotazione quali, per motivate ragioni di accentuato degrado fisico e funzio-
di spazi e servizi accessori e dell’adeguamento a standard di nale da valutare in sede di formazione dei Programmi integrati,
sicurezza e funzionalità sopravvenuti; si può procedere anche in deroga alla Carta per la qualità. Gli
f) gli interventi di categoria NE sono ammessi esclusivamen- Ambiti sono individuati nell’elaborato 3.“Sistemi e Regole”, rapp.
te per il completamento o l’attuazione delle zone o sotto- 1:10.000, da un perimetro e da un codice alfanumerico.
zone classificate E1, E2, F1, F2, G3, G4, L, M2 dal precedente
PRG, nei limiti della residua capacità edificatoria, ma limi- 2. In tali Ambiti, gli interventi si attuano o con modalità diret-
tatamente alle seguenti destinazioni d’uso: “abitazioni col- ta, secondo la specifica disciplina dei Tessuti in cui ricadono,
lettive”, “servizi alle persone”, “attrezzature collettive”; gli ovvero attraverso la promozione di Programmi integrati, di cui
interventi si attuano con modalità diretta convenzionata all’art. 14, volti a facilitare interventi organici di riqualifica-
nelle zone fino a 1,5 Ha, con modalità indiretta nelle zone zione estesi all’intero ambito o a parti di esso.
di estensione superiore, e sono sottoposti al contributo
straordinario di cui all’art. 20. 3. In particolare, i Programmi integrati dovranno perseguire i
seguenti obiettivi specifici:
4. Sono ammesse le seguenti destinazioni d’uso: a) rendere più ordinato e completo l’impianto insediativo dei
a) Abitative; tessuti;
b) Commerciali, con esclusione delle destinazioni a CU/a; b) migliorare la qualità urbana mediante una maggiore dota-
c) Servizi; zione di spazi e servizi pubblici;
d) Turistico-ricettive, limitatamente a “strutture ricettive alber- c) rendere più omogenei i caratteri planovolumetrici degli
ghiere ed extra-alberghiere”; edifici, anche mediante interventi di trasferimento, tra
e) Produttive, limitatamente ad “artigianato produttivo”; diversi lotti, delle volumetrie edificate o di diradamento
f) Parcheggi non pertinenziali. delle stesse, con particolare riguardo al Tessuto T2.

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4. Per tali finalità, i Programmi integrati potranno prevedere facoltà di ampliare gli Ambiti di cui al comma 1, o anche di
misure e incentivi di carattere urbanistico (diritti di edifica- individuare ulteriori Ambiti, sempre all’interno della Città
zione aggiuntivi a quelli previsti dalle specifiche norme di consolidata, cui applicare la disciplina del presente articolo,
tessuto), fiscale e finanziario (riduzione oneri concessori, nel senza che ciò costituisca variante al PRG; per i nuovi Ambiti
rispetto della normativa regionale; esenzione ICI, contributi è esclusa la possibilità di deroga alla “Carta per la qualità”
finanziari agli interventi privati, finanziamenti per acquisi- prevista al comma 1. Tale individuazione avviene tramite
zioni aree e realizzazione opere pubbliche). adozione degli atti d’indirizzo di cui all’art. 13, comma 3,
per i quali è richiesto il parere vincolante dei Municipi diret-
5. Quali incentivi di carattere urbanistico, il Programma inte- tamente interessati.
grato, in aggiunta e anche in deroga a quanto consentito dalle
norme di tessuto, ma comunque in coerenza con gli obiettivi 7. Negli Ambiti per i programmi integrati è possibile intervenire
assunti e con le condizioni generali stabilite all’art. 45, tramite Piano di recupero, di iniziativa privata, esteso ad
comma 3, può prevedere: almeno un intero isolato; il Piano di recupero deve prevedere,
a) interventi di categoria RE2, RE3, DR, mediante l’applicazio- mediante interventi di categoria DR ed RU, i trasferimenti e
ne degli incentivi urbanistici di cui all’art. 21; gli accorpamenti, all’interno dell’Ambito, di edificazioni esi-
b) interventi di categoria DR, con priorità per i tessuti T2, stenti, necessari per aumentare la dotazione di spazi pubblici,
volti al diradamento edilizio, tramite la demolizione per rendere più omogenea e ordinata la configurazione pla-
senza o con parziale ricostruzione degli edifici esistenti, novolumetrica degli isolati, per completare o migliorare l’im-
e alla realizzazione di spazi e servizi pubblici, mediante pianto urbano. Oltre a tali interventi, sono consentiti, all’in-
l’applicazione degli incentivi urbanistici di cui all’art. terno del Piano di recupero, gli interventi ammessi nelle spe-
21 e il reimpiego del contributo straordinario di cui cifiche norme di tessuto. Per le parti di edifici demolite e tra-
all’art. 20; sferite è ammesso un aumento della SUL e del Volume (Vc)
c) interventi di categoria AMP e NE, con priorità per i Tessuti non superiore al 20%; l’incremento di volume è aumentato al
T1 e T3 più disomogenei, con aumento della SUL e del Vft, 30% se necessario a rendere più omogenei i fronti degli isola-
fino all’indice fondiario medio esistente dell’isolato, secon- ti. L’altezza degli edifici interessati dalla riedificazione dei
do le regole compositive del tessuto e gli allineamenti pre- volumi trasferiti non deve superare l’altezza media degli edi-
valenti del contesto di riferimento, senza comunque ecce- fici circostanti.
dere l’altezza maggiore degli edifici contermini; si applica
il contributo straordinario di cui all’art. 20; la SUL degli
interventi di categoria NE non ammessi dalle norme di
Tessuto, fatta salva una quota pari al 20% che resta a dispo- Capo 4° Città da ristrutturare
sizione dei proprietari, è destinata al trasferimento di SUL
edificata o edificabile da altro sito, ivi compresi gli incenti- Art.51. Norme generali
vi di cui all’art. 21, ovvero è soggetta al contributo straordi-
nario di cui all’art. 20; 1. Per Città da ristrutturare si intende quella parte della città esi-
d) interventi misti, secondo la combinazione delle modalità stente solo parzialmente configurata e scarsamente definita
di cui alle lett. b) e c), con cui realizzare trasferimenti e nelle sue caratteristiche di impianto, morfologiche e di tipo-
accorpamenti di edificazioni esistenti, al fine di aumentare logia edilizia, che richiede consistenti interventi di riordino,
l’omogeneità dei tessuti e la dotazione di spazi pubblici; di miglioramento e/o completamento di tali caratteri nonché
e) interventi di categoria AMP, con un incremento una tantum di adeguamento ed integrazione della viabilità, degli spazi e
della SUL fino al 20% o fino all’indice di 0,6 mq/mq, finaliz- dei servizi pubblici.
zati ad una migliore dotazione di spazi e servizi accessori di 2. Nella Città da ristrutturare gli interventi sono finalizzati alla
strutture destinate ad “abitazioni collettive”, “servizi alle definizione ed al consolidamento dei caratteri morfologico-
persone”, “attrezzature collettive”, “strutture ricettive funzionali dell’insediamento, all’attribuzione di maggiori
alberghiere ed extra-alberghiere”; livelli di identità nell’organizzazione dello spazio ed al perse-
f) interventi di sistemazione delle aree libere nei Tessuti, guimento, in particolare, dei seguenti obiettivi:
secondo le modalità di cui all’art. 45, comma 9, ovvero l’ac- a) l’incremento della dotazione dei servizi e di verde attrezzato;
quisizione pubblica delle stesse, mediante la cessione com- b) il miglioramento e l’integrazione della accessibilità e della
pensativa di cui all’art. 22; mobilità;
g) interventi di acquisizione e trasformazione pubblica delle c) la caratterizzazione degli spazi pubblici;
aree a Verde e servizi pubblici di livello locale, interne o prossi- d) la qualificazione dell’edilizia.
me agli Ambiti perimetrati, mediante la cessione compen-
sativa, di cui all’art. 22. 3. Le componenti della Città da ristrutturare sono:
a) Tessuti, compresi negli Ambiti per Programmi integrati;
6. Il Comune, anche sulla base di studi e proposte prelimi- b) Ambiti per i Programmi di recupero urbano;
nari promosse da soggetti a diverso titolo rappresentativi c) Nuclei di edilizia ex-abusiva da recuperare.
(enti, istituzioni, associazioni, proprietari titolari della mag- Tali componenti sono individuate nell’elaborato 3.“Sistemi e
gioranza assoluta del valore catastale degli immobili), ha Regole”, rapp. 1:10.000.

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Art.52. Tessuti della Città da ristrutturare 7. Nei tessuti di cui al precedente comma 5 sono consentite,
con intervento diretto, le seguenti destinazioni d’uso:
1. Si intende per Tessuti della città da ristrutturare un insieme di a) Abitative;
isolati o di lotti edificati e non, con esclusione delle sedi viarie. b) Commerciali a CU/b;
c) Servizi a CU/b; a CU/m, limitatamente alle destinazioni “ser-
2. I Tessuti della Città da ristrutturare si articolano in: vizi alle persone” e “attrezzature collettive”;
a) Tessuti prevalentemente residenziali; d) Turistico-ricettive a CU/b;
b) Tessuti prevalentemente per attività. e) Produttive, limitatamente a “artigianato produttivo”;
f) Parcheggi non pertinenziali.
3. Nei Tessuti della Città da ristrutturare sono ammessi, con inter-
vento diretto, gli interventi di categoria MO, MS, RC, RE, DR, AMP, 8. Ai Tessuti prevalentemente per attività è attribuito, per inter-
NE, come definiti dall’art. 9. Nelle aree destinate dal precedente vento diretto, l’indice di edificabilità EF di 0,3 mq/mq. Nelle
PRG, o sue varianti anche solo adottate, a zona agricola o a verde aree destinate dal precedente PRG o da Piani attuativi, anche
pubblico e servizi pubblici, è prescritto il ricorso al Programma decaduti, a zona agricola, a verde pubblico e servizi pubblici,
integrato, di cui all’art. 53; per intervento diretto sono consentiti a zona G3 o G4, tale indice è assentibile, per intervento diret-
esclusivamente gli interventi di categoria MO, MS, RC, RE. to, solo nei lotti interclusi inferiori a 1.500 mq, e con l’appli-
cazione del contributo straordinario calcolato, per le stesse
4. Per gli interventi di categoria RE, DR, AMP, NE, valgono le aree, ai sensi dell’art. 53.
seguenti prescrizioni particolari:
a) non devono prevedere aumenti di SUL che comportino il 9. Nei tessuti di cui al comma 8, per gli interventi di categoria
superamento dell’indice EF di cui al comma 5; AMP, DR e NE, ove ammessi, valgono le seguenti prescrizioni:
b) se comportano aumenti di SUL, non sono ammessi su - H max = altezza preesistente o altezza media degli edifici
lotti liberi gravati da vincolo di asservimento o cessione a confinanti;
favore del Comune, né su lotti liberi frazionati successiva- - IC max = 50% SF;
mente all’adozione del PRG in modo che l’edificazione - IP = 25% SF;
preesistente superi l’indice EF stabilito dalle presenti - DA = 1 albero ogni mq 200 di SF;
norme; l’edificabilità generata dall’applicazione dell’in- - DS = m. 5.
dice EF su tali aree può essere comunque utilizzata dal
Comune, per proprie finalità, in sede di Programma inte- 10. Nei tessuti di cui al comma 8, qualora l’intervento di
grato, di cui all’art. 53; categoria NE riguardi aree maggiori di 1 Ha e fino a 2,5 Ha, è
c) se comportano aumento di SUL, sono condizionati all’obbligo prescritto il ricorso al progetto unitario convenzionato; per
di realizzare i parcheggi privati per l’intero edificio; aree maggiori di 2,5 Ha, è prescritto il ricorso al Piano di lot-
d) non sono ammessi su lotti interessati da edificazione abusiva tizzazione convenzionata, ovvero al Programma integrato di
non condonata, né su lotti liberi frazionati a seguito di edifi- intervento secondo quanto previsto al successivo art. 53; nel
cazione abusiva non condonata; caso di Progetto unitario convenzionato o di Piano di lottiz-
e) possono prevedere frazionamenti delle unità immobiliari, a zazione, si applica l’indice di edificabilità ET pari a 0,35
condizione che la dimensione di ogni singola unità abitativa, mq/mq, nonché il contributo straordinario come previsto
non sia inferiore a 45 mq di SUL. dall’art. 53, calcolato in base alla destinazione urbanistica
5. Ai Tessuti prevalentemente residenziali è attribuito, per inter- pre-vigente.
vento diretto, l’indice di edificabilità EF di 0,3 mq/mq; nei tes-
suti con destinazione G3 e G4 di PRG pre-vigente e nei tessuti 11. Nei Tessuti di cui al comma 8 sono consentite, con inter-
compresi negli Ambiti per Programmi integrati: n. 1 del vento diretto, le seguenti destinazioni d’uso:
Municipio IV, n. 3 del Municipio XII, n. 3 del Municipio V, si a) Abitative: limitatamente ad un alloggio per ogni complesso
applica l’indice EF di 0,1 mq/mq. produttivo comprendente almeno una unità edilizia, e
comunque fino al 10% della SUL complessiva; nei Piani di
6. Nei tessuti di cui al precedente comma 5, per gli interventi lottizzazione di cui al comma 10, tale destinazione è
di categoria DR, AMP e NE, ove ammessi, valgono le seguenti ammessa fino al 20% della SUL complessiva, ma con l’appli-
prescrizioni: cazione del contributo straordinario di cui all’art. 20
- H max = altezza preesistente o altezza media degli edifici b) Commerciali a CU/b;
confinanti; c) Servizi a CU/b;
- IC max = 60% SF; d) Turistico-ricettive a CU/b;
- IP = 30% SF; e) Produttive;
- DA = 1 albero ogni mq 250 di SF; f) Agricole, limitatamente a “attrezzature per la produzione
- DAR = 1 arbusto ogni mq 100 di SF; agricola e zootecnica”;
- DS = 5 m; g) Parcheggi non pertinenziali.
- i locali interrati dovranno essere destinati ad autorimessa Non è consentito, per intervento diretto, il cambio di destina-
per una quota non inferiore all’80% della loro superficie zione da funzioni “produttive” ad altre funzioni, salvo che per
preesistente e di nuova realizzazione. consentire quanto previsto dalla lett. a).

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Art.53. Ambiti per i Programmi integrati i tempi e le modalità di presentazione, anche con periodicità
annuale, delle proposte d’intervento di cui al comma 7.
1. I Programmi integrati nella Città da ristrutturare sono finalizza-
ti al miglioramento della qualità urbana dell’insediamento e, 7. Dopo la pubblicazione del Programma preliminare, i sogget-
in particolare, all’adeguamento e all’integrazione della viabili- ti privati aventi la disponibilità delle aree e i soggetti pubblici
tà e dei servizi, mediante il concorso di risorse private. competenti presentano proposte di intervento coerenti con il
Programma preliminare; contestualmente, i Municipi assumono
2. Gli ambiti per Programmi integrati sono individuati, mediante iniziative di informazione e consultazione della cittadinanza e
perimetro, nell’elaborato 3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000. I della comunità locale, in modo che, oltre alle proposte d’inter-
perimetri comprendono Tessuti, Verde pubblico e servizi pubblici di vento, possano essere presentate osservazioni e contributi par-
livello locale, Servizi pubblici di livello urbano, ferma restando la pos- tecipativi in ordine ai contenuti del Programma preliminare. (*)
sibilità di intervento diretto su tali componenti secondo la
rispettiva disciplina del PRG. Le aree comprese negli ambiti 8. Il Municipio, o il Comune in caso di intervento sostitutivo,
sono “Zone di recupero del patrimonio edilizio esistente”, ai procede alla formazione del Programma integrato sulla base delle
sensi dell’art. 27, legge n. 457/1978. Sono ammessi interventi di proposte pervenute, eventualmente modificate e integrate
categoria RE, NC, RU e NIU, come definiti dall’art. 9. anche mediante procedimento negoziale, nonché delle osser-
vazioni e contributi partecipativi di cui al comma 7, e lo sotto-
3. Il Programma integrato è promosso e definito secondo le pone all’approvazione del Consiglio comunale. Il Programma
forme, le procedure e i contenuti di cui all’art. 14, salvo quanto integrato approvato dal Comune, fatta salva la possibilità di suc-
previsto al comma 5, e si applica ad ogni singolo ambito o a più cessive e periodiche integrazioni, deve conseguire una parte
ambiti contigui o prossimi. rilevante degli obiettivi stabiliti dal Programma preliminare, e
comunque consentire la realizzazione di uno stralcio autono-
4. I Programmi integrati sono di competenza dei Municipi, mo della previsione di interventi pubblici. (*)
secondo quanto previsto dall’art. 13, comma 8. Ai sensi dell’art.
13, comma 3, il Consiglio comunale o la Giunta comunale, sulla 9. Il Programma integrato approvato dal Comune, contiene: lo
base delle rispettive competenze, possono emanare un atto di schema di assetto complessivo dell’ambito aggiornato
indirizzo e programmazione che definisca priorità, termini e secondo le proposte assentite; i progetti degli interventi pri-
modalità di formazione dei Programmi integrati, nonché la vati; i documenti preliminari degli interventi pubblici, di cui
eventuale disponibilità di risorse finanziarie, anche ripartite all’art. 14 del Regolamento dei lavori pubblici; il piano finanzia-
per Ambiti. In caso di inerzia dei Municipi rispetto ai termini rio; il cronoprogramma degli interventi; lo schema di con-
stabiliti dall’atto di indirizzo, o su richiesta degli stessi, alla pro- venzione o di atto d’obbligo con i soggetti attuatori e gestori;
mozione dei Programmi integrati provvede direttamente il ulteriori elaborati eventualmente richiesti da normative sta-
Comune, con i propri Organi e Uffici centrali. tali e regionali o dall’atto di indirizzo e programmazione di
cui al comma 4. (*)
5. Salvo diversa indicazione contenuta nell’atto di indirizzo e
programmazione di cui al comma 4, ove emanato, e comunque 10. Il Programma integrato, tenuto conto dei risultati conse-
previa autorizzazione dei Municipi, i Programmi integrati pos- guiti con metodo consensuale rispetto agli obiettivi prelimi-
sono essere promossi dai soggetti privati, che rappresentino, in narmente definiti, individua altresì le aree a destinazione
termini di valore catastale o di estensione superficiaria, la mag- pubblica da assoggettare a espropriazione, nonché eventuali
gioranza delle aree riferite all’intero ambito, o ai soli tessuti, o sub-ambiti da assoggettare a comparto edificatorio, ai sensi
alle sole aree non edificate dei tessuti: tali soggetti presentano ai dell’art. 23 della legge n. 1150/1942, a Piano di recupero,
Municipi una proposta di Programma preliminare estesa all’in- anche obbligatorio, ai sensi dell’art. 28, comma 5, della legge
tero ambito, corredata dalle proposte d’intervento sulle aree di n. 457/1978, a Piano per insediamenti produttivi (nei Tessuti
loro proprietà o nella loro disponibilità. Il Municipio, valutata prevalentemente per attività), ai sensi dell’art. 27 della legge
favorevolmente la proposta di Programma preliminare, la pub- n. 865/1971, fatto salvo ogni ulteriore potere conferito, per
blica e procede secondo quanto previsto dai commi 7, 8 e 9; se legge, agli strumenti urbanistici esecutivi.
ritenute di notevole interesse pubblico e di autonomia e rile-
vanza urbanistica, le proposte d’intervento dei soggetti promo- 11. Salvo indicazioni più restrittive del Programma prelimi-
tori possono essere approvate indipendentemente dal decorso nare motivate da ragioni di sostenibilità urbanistica e
delle procedure di formazione del Programma integrato. ambientale, e in deroga a quanto previsto dall’art. 52 per gli
interventi diretti, le aree comprese nei Tessuti di cui all’art. 52
6. Il Programma preliminare definisce, anche per stralci e fasi di esprimono i seguenti indici di edificabilità, articolati in base
attuazione: gli obiettivi da conseguire in termini urbanistici e
finanziari, gli interventi pubblici da realizzare e le relative
priorità, gli indirizzi per la progettazione degli interventi pri- (*) I commi 7, 8 e 9, pur non presenti materialmente nel testo delle modifiche
vati; definisce altresì, a specificazione o in assenza di un atto approvate dal Consiglio comunale, nello stesso testo venivano tuttavia richia-
mati nei commi 5 e 17, lett. c), riferendosi in tutta evidenza ai commi 6, 7 e 8
d’indirizzo del Consiglio comunale, le eventuali risorse pub- delle NTA adottate; tali commi sono stati quindi reinseriti al fine di assicurare
bliche necessarie e disponibili, nonché i criteri di valutazione, la necessaria integrità logico-procedimentale del corpo normativo.

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alle destinazioni del precedente PRG e tenendo conto degli all’art. 22. Se previsto dal Programma preliminare, nelle aree
indici per intervento diretto di cui all’art. 52: a Verde pubblico e servizi pubblici di livello locale, i proprietari dota-
a) aree già destinate a edificazione privata a media o alta den- ti di idonei requisiti, unitamente alla cessione compensativa,
sità (ex zone E1, E2, F, L, M2): 0,6 mq/mq, di cui 0,3 mq/mq possono proporre, in regime di convenzione, la realizzazione
soggetto al contributo straordinario di cui all’art. 20; in diritto di superficie e la gestione dei servizi previsti dal
b) aree già destinate a edificazione privata a bassa densità (ex Programma integrato.
zone G3, G4) o a servizi pubblici (ex zone M1, M3): 0,3
mq/mq, di cui 0,1 mq/mq a disposizione dei proprietari, 0,1 17. Fatto salvo quanto previsto all’art. 13, comma 18, il
mq/mq a disposizione dei proprietari ma soggetto a con- Programma integrato può apportare le seguenti modifiche
tributo straordinario, 0,1 mq/mq a disposizione del alle prescrizioni del PRG, senza che ne costituisca variante:
Comune ai sensi dell’art. 18; a) variazione delle delimitazioni delle componenti di cui al
c) aree già non edificabili (ex zone H, N; viabilità e parcheg- comma 2, a condizione che non risulti ridotta la dotazione
gi; zone sprovviste di pianificazione urbanistica, ai sensi di standard urbanistici e a parità di previsioni edificatorie
dell’art. 9, comma 1, DPR 380/2001): 0,3 mq/mq, di cui a favore della proprietà, che possono essere trasferite all’in-
0,06 mq/mq a disposizione dei proprietari; 0,06 mq/mq a terno dello stesso ambito;
disposizione dei proprietari ma soggetto a contributo b) trasferimento delle previsioni edificatorie generate dal-
straordinario; 0,18 mq/mq a disposizione del Comune ai l’applicazione degli indici di cui al comma 11 in Aree di
sensi dell’art. 18. concentrazione edilizia (ACE) indicate dal Programma preli-
minare;
12. Nel caso le aree predette siano già state interessate da c) estensione del Programma integrato ad aree esterne al
Piani attuativi approvati, ancorché decaduti per decorso ter- perimetro di cui al comma 2, al fine di includere aree e
mine di efficacia, in luogo delle destinazioni di zona del pre- interventi pubblici di completamento dell’assetto degli
cedente PRG, si applicano le omologhe destinazioni di Piano ambiti perimetrati o di integrazione con insediamenti cir-
attuativo. costanti; per migliorare la dotazione di standard urbanisti-
ci, se non interamente reperibili all’interno, e la qualità
13. La SUL a disposizione del Comune, di cui al comma 11, ambientale degli insediamenti, possono essere incluse
lett. b) e c), è prioritariamente utilizzata per le finalità di cui aree esterne contigue destinate a Verde pubblico e servizi pub-
al comma 1, secondo le indicazioni del Programma prelimi- blici di livello locale, nonché, in subordine, aree dell’Agro
nare. L’utilizzazione di tale SUL per le compensazioni urbani- romano di cui al Titolo III, Capo 2°; le aree agricole sono
stiche di cui all’art. 19 può avvenire esclusivamente con il con- inserite nel Programma integrato in misura non eccedente
senso dei proprietari. il 20% dell’estensione dell’Ambito ed esclusivamente su
proposta di cessione compensativa formulata dai proprie-
14. Nelle aree di cui al comma 11, lett. b) e c), il Programma tari, ai sensi del comma 7;
preliminare può prevedere, previa favorevole verifica di soste- d) esclusione della SUL di parcheggi privati non pertinenziali,
nibilità urbanistica, un incremento dell’indice di 0,3 mq/mq, la cui gestione sia regolata da apposita convenzione con il
fermo restando l’indice a disposizione dei proprietari e senza Comune, dal computo dell’edificabilità ammissibile ai
comunque eccedere l’indice di 0,6 mq/mq, valutata la densità sensi del comma 11.
fondiaria dei tessuti circostanti, al fine di una maggiore omo-
geneità con il tessuto preesistente e dell’acquisizione di ulte- 18. Se all’interno del perimetro degli Ambiti per i Programmi
riori risorse finanziarie private necessarie per la realizzazione integrati dovessero ricadere componenti diverse da quelle
del programma di opere pubbliche. indicate al comma 2, ad esse si applica la loro rispettiva disci-
15. Riguardo alle destinazioni d’uso nei tessuti, in deroga a plina, fatti salvi i poteri del Programma integrato di indirizzo
quanto previsto dall’art. 52, e fatte salve previsioni più restrit- e coordinamento complessivo applicati all’intero Ambito.
tive del Programma preliminare:
a) nei Tessuti prevalentemente per attività, una quota non supe-
riore al 20% della SUL interessata dal complesso delle pro- Art.54. Ambiti per i Programmi di recupero urbano
poste di intervento accolte può essere destinata a funzioni
Abitative; una quota non inferiore al 30% deve essere riser- 1. Nell’elaborato 3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000, sono
vata a funzioni Produttive; individuati i perimetri dei Programmi di recupero urbano, di cui
b) nei Tessuti prevalentemente residenziali e nei Tessuti prevalente- all’art. 11 della legge n. 493/1993, come approvati mediante
mente per attività sono ammesse le funzioni Commerciali, Accordi di programma con la Regione Lazio. All’interno di tali
Servizi e Turistico-ricettive, a CU/m e CU/a; perimetri sono distinti:
c) i cambi di destinazione d’uso verso destinazioni consentite a) gli interventi privati, comprensivi dei relativi standard
solo per intervento indiretto sono sottoposti al contributo urbanistici e opere di urbanizzazione;
straordinario di cui all’art. 20. b) gli interventi pubblici destinati a verde e servizi pubblici;
c) gli interventi pubblici di viabilità.
16. Nelle aree destinate a Verde pubblico e servizi pubblici di livello
locale e a Strade, si applica la cessione compensativa di cui 2. Agli interventi di cui al comma 1, si applica la disciplina di

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Norme Tecniche di Attuazione
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attuazione definita dai Programmi di recupero urbano e dalle recupero urbanistico, il Comune procede mediante bando o
convenzioni stipulate con i soggetti attuatori privati. avviso pubblico che specifica:
a) la procedura complessiva, anche in più fasi, di formazione
3. In caso di decadenza degli interventi privati per inadempi- e approvazione dei Piani, in coerenza con la normativa
mento o recesso dei soggetti attuatori prima della stipula regionale in materia;
della convenzione, gli stessi interventi possono essere ripre- b) i contenuti e le modalità di redazione dei Piani, che dovran-
sentati, conservando l’assetto e i parametri urbanistici e fun- no comunque individuare: le aree edificate soggette a com-
zionali complessivi, sotto forma di strumenti urbanistici ese- pletamento o conservazione; le aree libere edificabili; le
cutivi di iniziativa privata, con le seguenti variazioni degli aree a servizi pubblici o soggette a vincolo di non edifica-
oneri e dei diritti dei soggetti attuatori: zione; la viabilità, comprensiva dei parcheggi pubblici,
a) ai soggetti attuatori spetta una quota della edificabilità di interna ed esterna al nucleo; gli interventi e le aree di riqua-
progetto corrispondente alle destinazioni urbanistiche lificazione ambientale;
pre-vigenti all’adozione dei Programmi di recupero urba- c) le modalità di definizione degli indici di edificabilità com-
no: la restante quota di edificabilità è ceduta al Comune, ai plessiva dei nuclei, anche tenendo conto della dimensione
sensi dell’art. 61, comma 1; dei lotti e della densità del frazionamento, nonché le possi-
b) per le pre-vigenti destinazioni urbanistiche private, ai sog- bili destinazioni d’uso: in ogni caso, per le aree non edifica-
getti attuatori spetta la SUv corrispondente; in caso di te, l’indice di edificabilità non può essere superiore a 0,125
destinazioni a zona agricola o verde pubblico, spetta l’indi- mq/mq;
ce 0,06 mq/mq; in caso di servizi pubblici spetta l’indice di d) la possibilità di riservare al Comune, per finalità di interes-
0,15 mq/mq; in caso di destinazioni produttive, spetta l’in- se pubblico o generale, una edificabilità aggiuntiva non
dice di 0,22 mq/mq; superiore al 60% dell’edificabilità di cui alla lett. c), nonché
c) il contributo straordinario è ricalcolato, limitatamente alla l’obbligo per i proprietari di mettere a disposizione del
quota di SUL privata, con le stesse modalità stabilite nel Comune le aree edificabili corrispondenti;
bando di confronto concorrenziale, ma sulla base degli e) la possibilità di reperire gli standard urbanistici in aree
oneri di urbanizzazione vigenti al momento della nuova esterne ai nuclei destinate a Verde pubblico e servizi pubblici di
presentazione della proposta; livello locale, di cui all’art. 85, esclusivamente per la quota
d) le opere di urbanizzazione a carico dei soggetti attuatori, parte non reperibile all’interno dei perimetri;
saranno determinate, in sede di convenzione, sulla base dei f) i criteri di valutazione, i termini e le modalità di presenta-
nuovi oneri ordinari e straordinari, calcolati ai sensi della zione delle proposte di Piano.
lett. c).
4. Ai Piani di recupero urbanistico si applicano gli oneri e le obbli-
4. In caso di decadenza per ragioni di non sostenibilità urba- gazioni previste dall’art. 13, commi 12 e 13. Al finanziamento
nistica e ambientale, stabilite in sede di Accordo di program- delle opere di urbanizzazione concorre il Comune in misura
ma o di provvedimenti delle Amministrazioni competenti, le corrispondente agli oneri acquisiti per le concessioni edilizie
aree interessate, se non diversamente specificato negli stessi (o permessi di costruire) rilasciate in sanatoria.
provvedimenti, assumono la destinazione di cui all’art. 85.
5. Ai fini dell’adozione e approvazione dei Piani di recupero
5. Dopo la decadenza delle proposte private d’intervento, il urbanistico, è facoltà del Comune procedere secondo le diver-
Comune ha facoltà di intervenire direttamente sulle aree di se modalità consentite dalla LR n. 28/1980 e successive modi-
cui al comma 1, lett. b) e c), secondo la corrispondente disci- ficazioni e integrazioni.
plina di PRG.
6. Nei nuclei di cui al comma 1, mediante Piano di recupero
urbanistico, sono consentite le seguenti destinazioni d’uso:
Art.55. Nuclei di edilizia ex-abusiva da recuperare a) Abitative;
b) Commerciali a CU/b e CU/m;
1. I Nuclei di edilizia ex-abusiva da recuperare sono individuati c) Servizi a CU/b e CU/m;
con perimetri nell’elaborato 3 “Sistemi e Regole”, rapp. d) Turistico-ricettive a CU/b;
1:10.000. e) Produttive, limitatamente a “artigianato produttivo”;
f) Parcheggi non pertinenziali.
2. Per il conseguimento degli obiettivi di cui all’art. 51, Mix funzionale:
comma 2, e al fine di un razionale inserimento nel contesto a) Abitative: SUL esistente + minimo 50% SUL aggiuntiva;
urbano, i nuclei di cui al comma 1 sono sottoposti a Piano di b) Non abitative: SUL esistente + minimo 10% SUL aggiuntiva;
recupero urbanistico di iniziativa pubblica e/o privata, esteso Quota flessibile: 40% della SUL.
all’intero perimetro di cui al comma 1, secondo le modalità e
i contenuti di cui all’art. 13, come specificati dai commi suc- 7. In assenza di Piano di recupero urbanistico, all’interno dei peri-
cessivi. metri di cui al comma 1 sono consentiti gli interventi di cate-
goria MO, MS, RC, RE, come definiti dall’art. 9, con divieto di
3. Per sollecitare e disciplinare la formazione dei Piani di introdurre destinazioni a CU/m e CU/a. È inoltre consentita,

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Titolo II Sistema insediativo
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previo parere degli uffici competenti, la realizzazione delle 3. Negli ambiti di trasformazione viene sempre garantita
opere di urbanizzazione primaria che si rendessero necessa- la compresenza, definita come mix funzionale, di funzioni
rie per il risanamento igienico-sanitario o per la sicurezza del- diverse (con esclusione delle funzioni agricole e produt-
l’abitato. Sono altresì consentiti gli interventi volti alla siste- tive), regolate da percentuali minime inderogabili per
mazione, valorizzazione e fruizione di resti archeologici e/o ciascuna tipologia di Ambito; la quota percentuale ecce-
monumentali, ai sensi dell’art. 16, commi 4, 5 e 6, e gli inter- dente quelle minime garantite, definita quota flessibile, è
venti di categoria ambientale di cui all’art. 10. assegnata in sede di strumento esecutivo ad una o più
delle funzioni previste. Eventuali funzioni incompatibili
con le varie tipologie di Ambito sono esplicitamente
escluse.
Capo 5° Città della trasformazione
4. La superficie degli Ambiti di trasformazione, al netto delle aree
Art.56. Definizioni, obiettivi e componenti per la pubblica viabilità, verrà così ripartita:
- un’area nella quale va concentrata l’edificazione, definita
1. Per Città della trasformazione si intende quella parte di città come Area di concentrazione edilizia (ACE): oltre alla
di nuovo impianto, destinata a soddisfare esigenze insediati- Superficie fondiaria SF comprende la viabilità privata rela-
ve, di servizi ed attrezzature di livello locale, urbano e metro- tiva agli insediamenti, il verde privato e i parcheggi di per-
politano ed a costituire nuove opportunità di qualificazione tinenza degli edifici, comprese le eventuali rampe di acces-
dei contesti urbani e periurbani. so, qualora gli stessi non siano realizzati a raso;
- un’area destinata a Verde privato con valenza ecologica (VE),
2. Gli interventi sono anche finalizzati a garantire la “sosteni- attrezzata a verde privato (prato, arbusti, alberi di alto
bilità” delle trasformazioni, il riequilibrio del deficit degli fusto) secondo i parametri prescritti dalle presenti norme;
standard urbanistici, il recupero di quote pubbliche di edifica- in essa possono essere localizzate attrezzature private per
bilità destinate a soddisfare gli impegni compensativi già lo sport e la ricreazione;
assunti dall’Amministrazione comunale, ai sensi dell’art. 19, e - un’area destinata a Verde e servizi pubblici (VS), da cedere
a facilitare l’attuazione perequativa. interamente al Comune; oltre alla quota di standard fissata
dalla normativa di PRG, può comprendere anche suoli per
3. La Città della trasformazione si articola nelle seguenti compo- altre attrezzature pubbliche.
nenti:
a) Ambiti di trasformazione ordinaria; 5. Negli articoli 58 e 59, viene specificata, per ogni tipologia di
b) Ambiti a pianificazione particolareggiata definita; Ambito di trasformazione, la quantità percentuale rispetto
c) Ambiti per i Programmi integrati. alla superficie territoriale ST della ripartizione funzionale.
Tali componenti sono individuate nell’elaborato 3.“Sistemi e Analogamente viene specificata la possibilità di integrare le
Regole”, rapp. 1:10.000. La zonizzazione interna a tali compo- zone ACE e VE.
nenti ha valore indicativo e di indirizzo per la formazione dei
nuovi strumenti urbanistici esecutivi. 6. Negli stessi articoli viene altresì specificata, per ogni
ambito, la Superficie utile lorda (SUL), massima ammissi-
bile. La SUL indicata è comprensiva dell’edificabilità relati-
Art.57. Ambiti di trasformazione ordinaria. Norme generali va alle fasce di rispetto delle acque pubbliche eventual-
mente presenti nell’Ambito, valutata applicando il dispo-
1. Gli Ambiti di trasformazione ordinaria riguardano aree libere sto di cui all’art. 7, comma 10, della LR n. 24/1998. La SUL
già edificabili secondo il PRG del 1962, cui il presente Piano predetta riguarda esclusivamente gli interventi di nuova
conferma il carattere di edificabilità, destinandole o a nuovi edificazione da realizzare sulle aree non edificate, come
insediamenti prevalentemente residenziali o a funzioni inte- risultanti dalla base cartografica del PRG; non si applica
grate. Sono, quindi, ammessi gli interventi di categoria NIU, pertanto ai lotti già edificati, come risultanti dalla stessa
come definiti dall’art. 9, comma 8. base cartografica.

2. Gli Ambiti di trasformazione ordinaria sono soggetti a stru- 7. Gli edifici esistenti interni agli Ambiti di trasformazione
mento esecutivo di iniziativa privata, che utilizza le moda- possono essere stralciati dagli strumenti esecutivi, unita-
lità di formazione e attuazione di cui all’art. 13, ovvero di mente all’area di effettiva pertinenza. In assenza di detti stru-
iniziativa pubblica, nel caso di Piani di zona di cui alla legge menti, sono ammessi interventi di categoria MO, MS, RC, RE,
n. 167/1962. Per gli ATO d’iniziativa privata con ST inferiore con le destinazioni d’uso a CU/b, consentite ai sensi degli
a 5 Ha e con SUL inferiore a 5.000 mq, lo strumento urbani- articoli 58 e 59.
stico esecutivo può essere sostituito da un progetto unita-
rio, corredato dal parere favorevole del Municipio e da atto 8. Se compresi all’interno degli strumenti urbanistici esecuti-
d’obbligo relativo agli impegni del soggetto attuatore in vi e al fine di favorire una più organica progettazione, agli edi-
ordine agli oneri e alle obbligazioni stabilite dall’art. 13, fici esistenti può essere attribuita una edificabilità aggiuntiva
commi 12 e 13. fino all’indice di edificabilità derivante dal rapporto tra SUL e

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Norme Tecniche di Attuazione
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aree libere di cui al comma 6; in alternativa, sono applicabili Tab. 1.3. ATO prevalentemente residenziali, PdZ ex L. n. 167/62
gli incentivi urbanistici di cui all’art. 21.
ATO prevalentemente residenziali, PdZ ex L. 167/62
9. La viabilità di accesso agli insediamenti, che, ove sia priva- Municipio n. Denominazione SUL (mq)
ta, è da assoggettare eventualmente a servitù di uso pubblico,
XV 74 Tenuta Pisciarello 20.441
le piazze e i parcheggi privati, oltre che all’interno della ACE
VIII 82 Graniti 9.100
potranno essere localizzati all’interno della zona VE, occu-
pandone al massimo il 15% della superficie.

10. Gli Ambiti di trasformazione ordinaria si distinguono in:


Ambiti di trasformazione prevalentemente residenziali e Ambiti di Art.59. Ambiti di trasformazione integrati
trasformazione integrati.
1. I parametri e gli indici per gli Ambiti integrati sono i
seguenti:
Art.58. Ambiti di trasformazione prevalentemente residenziali - Ripartizione della superficie dell’Ambito (al netto della pubblica
viabilità):
1. I parametri e gli indici per gli Ambiti prevalentemente residen- - ACE <= 40% ST
ziali sono i seguenti: - VE >= 20% ST
- Ripartizione della superficie dell’Ambito (al netto della pubblica - VS = 40% ST
viabilità): - Grandezze urbanistico - ecologiche:
- ACE + VE <= 70% ST - IP (ACE) > 20 % ACE
- VS >= 30% ST - IP (VE) > 90% VE
- Grandezze urbanistico - ecologiche: - IP (VS) > 90% VS
- IP (ACE + VE) > 30% - DA (ST) = 30 alberi/Ha; DAR (ST) = 40 arbusti/Ha
- IP (VS) > 90% - Mix funzionale:
- DA (ST) = 40 alberi/Ha; DAR (ST) = 60 arbusti/Ha - Abitative: minimo 30% SUL
- Mix funzionale: - Commerciali, Servizi, Turistico-ricettive, Produttive: mini-
- Abitative: minimo 40% SUL mo 30% SUL
- Commerciali, Servizi, Produttive: minimo 10% SUL - Quota flessibile = 40% SUL
- Quota flessibile = 50% SUL - Funzioni escluse: Commerciali a CU/a; Servizi a CU/a;
- Funzioni escluse: Commerciali a CU/a; Servizi a CU/a; Turistico-ricettive a CU/m; Produttive, fatti salvi “artigianato
Produttive, fatti salvi “artigianato produttivo” e “depositi produttivo” e “depositi e magazzini”; Agricole.
e magazzini”; Agricole.
2. Le quantità realizzabili di Superficie utile lorda (SUL) in cia-
2. Le quantità realizzabili di Superficie utile lorda (SUL) in cia- scun Ambito integrato, sono le seguenti:
scun Ambito prevalentemente residenziale, sono le seguenti:
Tab. 2.1. ATO integrati SUL<10.000 mq
Tab. 1.1. ATO prevalentemente residenziali SUL<10.000 mq
ATO integrati SUL<10.000 mq
ATO prevalentemente residenziali SUL<10.000 mq Municipio n. Denominazione SUL (mq)
Municipio n. Denominazione SUL (mq)
XIII 9 Riserva Verde A 3.019
XV 21 Via della Pisana 4.055 V 37 Tor Cervara 5.625
XV 22 Corviale 1.513 XVIII 38 Quartaccio 4.964

Tab. 2.2. ATO integrati SUL>10.000 mq


Tab. 1.2. ATO prevalentemente residenziali SUL>10.000 mq
ATO integrati SUL>10.000 mq
ATO prevalentemente residenziali SUL>10.000 mq Municipio n. Denominazione SUL (mq)
Municipio n. Denominazione SUL (mq)
XIII 12 Borgo Pescatori 24.375
XII 10 Selcetta 17.526 XV 13 Villa Agnese 12.966
XIII 14 Malafede 2 0 XVI 14 Casal Lumbroso 57.972
XIII 17 Ponte Fusano 17.793 XVIII 16 Via Aurelia Km. 7 (Val Cannuta) 52.356
XIII 20 Via di Dragoncello 13.338 XII 39 Cecchignola 26.963
XVIII 26 Quarto Santa Lucia 12.031 XIII 40 Infernetto sud 21.426
XII 62 Vitinia 46.875 XII 41 Tor Pagnotta Ovest sub. 1 150.938
XIX 75 Tenuta Massara A - B 31.250 XVI 78 Tenuta Pisana 21.875

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Art.60. Ambiti per i Programmi integrati strumenti urbanistici esecutivi, a condizione che l’80% della
SUL aggiuntiva sia riservata all’Amministrazione comunale, ai
1. Gli Ambiti per i Programmi integrati della Città della trasfor- sensi e per gli effetti dell’art. 18: alla proprietà è attribuito, di
mazione sono individuati nell’elaborato 3.“Sistemi e Regole”, conseguenza, il 120% della SUL originariamente ammissibile.
rapp. 1:10.000; sono costituiti da aree libere, salvo limitate
edificazioni prive dei requisiti di tessuto, generalmente non 3. Negli Ambiti integrati di cui all’art. 59, sempre in alternativa
edificabili si sensi del PRG pre-vigente; sono finalizzati al sod- a quanto previsto dal comma 1, primo periodo, la SUL massi-
disfacimento del fabbisogno di insediamenti residenziali o ma ammissibile può essere incrementata, in sede di forma-
produttivi, al conseguimento degli obiettivi di compensazio- zione degli strumenti urbanistici esecutivi, del 20%; tale incre-
ne, di cui all’art. 19, e all’attivazione del concorso privato nel mento, maggiorato del 10% della SUL originariamente
finanziamento di opere e servizi pubblici, ai sensi dell’art. 20. ammissibile, è riservato all’Amministrazione comunale, ai
Sono ammessi interventi di categoria NIU, come definiti dal- sensi e per gli effetti dell’art. 18: alla proprietà è attribuito, di
l’art. 9, comma 8. conseguenza, il 90% della SUL originariamente ammissibile.

2. Ai fini della promozione e definizione dei Programmi inte- 4. I precedenti commi non si applicano all’Ambito prevalente-
grati, si applica quanto previsto dall’art. 53, commi 3 e 4. mente residenziale n. 14, nonché all’Ambito integrato n. 39, in
quanto oggetto di convenzioni urbanistiche già stipulate o di
3. A tutti gli Ambiti è attribuito un indice di edificabilità territo- impegni già definiti con l’amministrazione comunale; all’
riale ET pari a 0,3 mq/mq, per una quota parte, pari a 0,06 mq/mq, Ambito prevalentemente residenziale n. 62, in quanto area militare
a disposizione dei proprietari, e per la restante parte messa a dis- dello Stato; all’Ambito integrato n. 41, in quanto già decurtato
posizione del Comune, ai sensi dell’art. 18, che la utilizza per fina- dal presente PRG. Negli ATO già oggetto di deliberazioni con-
lità pubbliche e d’interesse generale, con priorità per le compen- siliari di attuazione delle compensazioni, la ripartizione tra
sazioni di cui all’art. 19. Per le zone ex G3 o G4 del PRG pre-vigen- SUL a disposizione della proprietà e SUL a disposizione del
te, la quota di edificabilità privata è pari a 0,1 mq/mq. Comune o destinata a compensazioni è quella stabilita nelle
medesime deliberazioni. Riguardo all’Accordo di programma
4. La quota di edificabilità privata di cui al comma 3, può esse- “Grottaperfetta”, già ATO integrato n. 60, della SUL massima
re raddoppiata, a condizione che alla SUL aggiuntiva si appli- ammissibile pari a mq 125.000, una quota pari a mq 68.750 è
chi il contributo straordinario di cui all’art. 20. destinata alla compensazione parziale del comprensorio “Tor
Marancia”, di cui all’art. 19, comma 1. Riguardo all’ATO preva-
5. In relazione alla classificazione prevalentemente residen- lentemente residenziale n. 75, l’intera SUL è destinata alla com-
ziale o prevalentemente per attività, agli Ambiti del presente pensazione, in termini di area e di edificabilità, della “Tenuta
articolo si applicano: di Massara”. Riguardo all’ATO integrato n. 78 “Tenuta Pisana”, la
a) le grandezze urbanistico-ecologiche stabilite per gli ATO; SUL indicata in tab. 2.2 potrà essere aumentata, in sede di
b) le destinazioni d’uso consentite nei Programmi integrati attuazione, di mq 5.301, corrispondenti alla quota in compen-
della Città da ristrutturare. sazione individuata per il comprensorio M2 “Tenuta Pisana”
nella tab. 1.2A riportata in Allegato A alle presenti NTA.
6. Con modalità diretta, sono ammessi gli interventi di catego-
ria MO, MS, RC, RE, e le destinazioni d’uso consentite nei Tessuti
della Città da ristrutturare, sempre distinguendo tra i tessuti Art.62. Ambiti a pianificazione particolareggiata definita
prevalentemente residenziali e prevalentemente per attività.
1. Gli Ambiti a pianificazione particolareggiata definita riguardano
aree interessate da Piani attuativi o Programmi urbanistici,
Art.61. Edificabilità a disposizione del Comune variamente denominati, approvati prima dell’approvazione
del presente PRG, ovvero adottati prima della deliberazione
1. Negli Ambiti di trasformazione ordinaria non interessati dai di Consiglio comunale n. 64/2006, di controdeduzione del
Piani di zona di cui all’art. 58, tab. 1.3, una quota pari al 20% presente PRG.
della SUL complessiva attribuita ad ogni ambito dovrà essere
riservata al Comune, ai sensi e per gli effetti dell’art. 18, che la 2. Alle aree di cui al comma 1, si applica la disciplina definita
utilizzerà prioritariamente per interventi di edilizia residen- dai relativi Piani attuativi o Programmi urbanistici.
ziale pubblica e per le compensazioni urbanistiche di cui
all’art. 19. Almeno il 15% della SUL a disposizione della pro- 3. I Piani attuativi o i Programmi urbanistici in corso di
prietà dovrà essere destinata alla locazione semplice o alla approvazione, se adottati in conformità o con varianti non
locazione con proprietà differita di almeno 8 anni. sostanziali, ai sensi dell’art. 1 della LR n. 36/1987, alla discipli-
na urbanistica generale applicabile al momento dell’adozio-
2. Negli Ambiti prevalentemente residenziali, di cui all’art. 58, diver- ne, proseguono il loro iter approvativo secondo le procedure
si dai Piani di zona di cui alla tab. 1.3, in alternativa a quanto stabilite dalla legislazione statale e regionale vigente; nelle
previsto dal comma 1, primo periodo, la SUL massima ammis- more dell’approvazione, sono salvaguardate le previsioni dei
sibile può essere raddoppiata, in sede di formazione degli Piani o Programmi adottati.

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Norme Tecniche di Attuazione
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4. I Piani attuativi o Programmi urbanistici in corso di appro- Capo 6° Progetti strutturanti


vazione, se adottati in variante sostanziale rispetto alla discipli-
na urbanistica generale applicabile al momento dell’adozione Art.63. Definizione, obiettivi e componenti
(Piani attuativi in variante, ai sensi dell’art. 4 della LR n.
36/1987; Accordi di programma, ai sensi dell’art. 34 del D.LGT n. 1. I Progetti strutturanti sono relativi: a parti di città fortemente
267/2000), proseguono l’iniziale iter approvativo sino alla sua caratterizzate da insiemi di elementi e tracciati archeologici,
definitiva conclusione. Nelle more dell’approvazione di tali storici e naturali; ad ambiti di trasformazione strategici rispetto
Piani o Programmi, e al momento dell’approvazione del pre- al futuro assetto della città; a luoghi centrali dotati di forte iden-
sente PRG, le aree interessate assumono la disciplina urbanisti- tità locale. Per tali parti di città, ambiti e luoghi, il PRG prevede,
ca ed economica – ivi compresi gli oneri e le obbligazioni alle varie scale, interventi di riqualificazione e di trasformazione
straordinarie a carico dei soggetti privati proponenti – definite definiti con le procedure del Programma integrato o del Progetto
dalla deliberazione consiliare di adozione e/o di indirizzi al urbano, di cui agli articoli 14 e 15, ovvero affidati a progetti di
Sindaco per la conclusione degli Accordi di programma, senza intervento per la qualificazione degli spazi pubblici e la realiz-
che ciò assuma rilievo di strumentazione urbanistica esecutiva. zazione di attrezzature pubbliche e di interesse pubblico.

5. In caso di mancata conclusione dell’iter approvativo dei 2. I Progetti strutturanti si articolano nelle seguenti componenti:
Piani o Programmi di cui al comma 4, per causa del soggetto a) Ambiti di programmazione strategica;
privato proponente, sulle aree interessate permane la discipli- b) Centralità metropolitane e urbane;
na urbanistica ed economica di cui al comma 4, con una ridu- c) Centralità locali.
zione del 15% della SUL assentita, in ragione delle conseguenze
negative per la realizzazione del programma urbanistico; gli
Ambiti potranno essere successivamente attivati, mediante Art.64. Ambiti di programmazione strategica
strumenti urbanistici esecutivi di iniziativa pubblica o privata.
1. Gli Ambiti di programmazione strategica, individuati nell’ela-
6. I Piani attuativi adottati o controdedotti in variante sostan- borato D7, sono definiti prevalentemente da elementi natu-
ziale allo strumento urbanistico generale sono approvati con le rali, direttrici e tracciati storici tra loro interrelati, aventi
procedure di cui all’art. 4 della LR n. 36/1987. Nel caso di valenza di strutturazione morfologica e funzionale dell’inse-
Accordi di programma, le modificazioni sostanziali introdotte diamento, alla scala urbana e territoriale. Gli Ambiti indivi-
nel corso dell’iter di approvazione sono sottoposte a pronun- duati sono:
ciamento del Consiglio comunale prima della conclusione a) il Tevere;
dell’Accordo di programma: per modifiche sostanziali si inten- b) il Parco dei Fori e dell’Appia antica;
dono quelle eccedenti al contempo le fattispecie dell’art. 1 c) le Mura;
della LR n. 36/1987 e il mandato conferito al Sindaco nella deli- d) il Tracciato Flaminio-Fori-EUR;
berazione consiliare di indirizzi; se le modificazioni introdotte e) la Cintura ferroviaria.
attengono alla disciplina economica, saranno considerate
sostanziali se eccederanno o il mandato conferito al Sindaco 2. Gli Ambiti di programmazione strategica comprendono le parti
nella deliberazione consiliare di indirizzi o i criteri di perequa- della città cui il Piano attribuisce un ruolo strategico al fine di
zione stabiliti nel Capo 4° del Titolo I. raggiungere i seguenti obiettivi:
a) riscoprire e valorizzare le grandi tracce della morfologia
7. Sempre nel caso di Accordi di programma in corso di urbana e i diversi principi insediativi che strutturano la
approvazione, se la conclusione dell’Accordo stesso non com- città ed il territorio del comune;
porta varianti sostanziali, come definite al comma 6, alla b) rafforzare le identità funzionali caratterizzanti, con parti-
disciplina urbanistica ed economica adottata e recepita nel colare riferimento, alle grandi funzioni culturali dello
presente PRG, l’iter approvativo è portato a conclusione, spettacolo, congressuali ed espositive, del turismo e del
senza necessità della deliberazione consiliare di ratifica pre- tempo libero;
vista dall’art. 34, comma 5, del D.LGT n. 267/2000. c) contribuire alla definizione ed al rafforzamento, secondo
principi di mobilità sostenibile, di una rete di percorsi, con
8. Dopo la decadenza degli strumenti urbanistici attuativi appro- particolare riferimento al sistema su ferro, al sistema dei
vati, per decorrenza del periodo di efficacia, e fino all’eventuale parcheggi, ai nodi di interscambio e intermodalità, alla
ripianificazione, ai sensi dell’art. 17 della legge n. 1150/1942, alle ciclopedonalità ed alla percorribilità fluviale.
parti non attuate continua ad applicarsi la stessa disciplina, salvo
che sulle aree destinate all’espropriazione, dove potrà applicarsi 3. Negli Ambiti di programmazione strategica gli interventi relati-
il meccanismo della cessione compensativa, di cui all’art. 22. vi dovranno tenere conto delle indicazioni contenute negli
elaborati indicativi I4, I5, I6, I7 e I8 di ciascun Ambito.
9. Agli Ambiti a pianificazione particolareggiata definita si
applicano comunque le disposizioni di cui all’art. 13, comma 4. Gli obiettivi degli Ambiti di programmazione strategica sono
12, fatti salvi i maggiori oneri e obbligazioni stabiliti negli prioritariamente perseguiti attraverso:
strumenti attuativi. a) Programmi triennali delle opere pubbliche comunali;

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Titolo II Sistema insediativo
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b) Progetti urbani, di cui all’art. 15, e Programmi integrati, di attuazione è regolata da quanto prescritto nei commi succes-
cui all’art. 14. sivi e dalle “Schede delle Centralità metropolitane e urbane”
raccolte nell’Appendice 2 alle presenti NTA. Sono ammessi
5. Gli Ambiti di programmazione strategica sono Zone di recupe- interventi di categoria NIU e, nel caso di Santa Maria della
ro del patrimonio edilizio esistente, ai sensi dell’art. 27, legge Pietà, interventi di categoria RC.
n. 457/1978.
6. Nelle Schede di cui al comma 5, sono indicate le quantità
complessivamente edificabili in ogni Centralità, distinguen-
Art.65. Centralità metropolitane e urbane do, ai sensi dell’art. 18, tra la quota riservata alla proprietà,
valutata in relazione alla disciplina urbanistica pre-vigente, e
1. Le Centralità metropolitane e urbane sono finalizzate alla quella da mettere a disposizione del Comune (nelle schede:
nuova organizzazione multipolare del territorio metropolita- “SUL pubblica”) che dovrà utilizzarla prioritariamente per gli
no, attraverso una forte caratterizzazione funzionale e morfo- obiettivi di cui al comma 1.
tipologica, una concentrazione di funzioni di livello urbano e
metropolitano, nonché una stretta connessione con le reti di 7. Ai sensi e per gli effetti del comma 6 e dell’art. 20, comma 1,
comunicazione e il contesto locale. Esse riguardano parti di l’indice di quantificazione della SUL privata, per la parte ecce-
città caratterizzate da elevata accessibilità mediante la rete di dente l’indice di 0,1156 mq/mq, è soggetta al contributo
trasporto pubblico (in particolare su ferro), da una forte inte- straordinario di cui all’art. 20.
grazione funzionale, da rilevanti connotati di identità sociale
e storica, e da una alta potenzialità alla trasformazione; tali 8. La SUL indicata nelle Schede deve intendersi aggiuntiva
elementi concorrono ad individuare per le Centralità un ruolo rispetto a eventuali edifici esistenti o abilitati al momento
di riferimento, di identità insediativa e di polarizzazione dell’adozione del presente PRG. Ai fini di una più organica
nella nuova organizzazione metropolitana prevista dal PRG. progettazione delle Centralità, agli edifici esistenti possono
essere applicati gli incentivi per il rinnovo edilizio di cui
2. Le Centralità metropolitane e urbane sono individuate da un all’art. 21; fino all’approvazione del Progetto urbano, sugli edi-
perimetro riportato nell’elaborato 3.“Sistemi e Regole”, rapp. fici esistenti sono ammessi interventi di categoria MO, MS,
1:10.000; tale perimetro contiene tutti gli immobili la cui tra- RC, RE, senza cambio di destinazione d’uso. Nelle Schede sono
sformazione, riuso o riqualificazione concorre a definire il altresì specificate le destinazioni d’uso ammesse e il relativo
ruolo di centralità; la zonizzazione interna a tali perimetri ha mix funzionale.
valore indicativo e di indirizzo per la formazione dello stru-
mento attuativo. Le Centralità si attuano mediante Progetto 9. Ai sensi dell’art. 13, commi 11 e 12, e dell’art. 99, l’attuazio-
urbano esteso all’intero perimetro; ai sensi dell’art. 15, comma ne delle Centralità metropolitane e urbane è subordinata alla
5, il Progetto urbano interviene anche all’esterno del perimetro preventiva o contestuale realizzazione delle infrastrutture
ai fini della connessione con il sistema della mobilità e del- ferroviarie (linee metropolitane, altri sistemi in sede propria)
l’integrazione con il contesto locale. previste dal PRG.

3. Ai fini dell’attuazione le Centralità metropolitane e urbane 10. Con apposita deliberazione consiliare o nell’ambito degli
sono suddivise in Centralità a pianificazione definita e Centralità atti di indirizzo e programmazione di cui all’art. 13, comma 3,
da pianificare, come evidenziato nell’elaborato 3.“Sistemi e e al fine di garantire la fattibilità economico-finanziaria delle
Regole”, rapp. 1:10.000: le prime riguardano ambiti per i quali Centralità, il Comune stabilisce i criteri di quantificazione del
sono stati già approvati o sono in corso di approvazione stru- concorso finanziario dei soggetti titolari della SUL privata
menti urbanistici esecutivi e programmi d’intervento; le alla realizzazione delle connessioni esterne, con particolare
seconde riguardano ambiti da sottoporre a pianificazione riguardo a quelle trasportistiche, anche in eccedenza a quan-
esecutiva con la procedura del Progetto urbano di cui all’art. 15, to previsto dall’art. 13, comma 13; tale concorso finanziario è
nel rispetto del presente articolo. commisurato al valore immobiliare conseguibile, senza pre-
giudizio per il necessario equilibrio economico-finanziario
4. Alle Centralità a pianificazione definita appartengono: dell’investimento privato. Per le stesse finalità, il Comune,
Bufalotta, Pietralata, Ostiense, Alitalia-Magliana, Polo tecnolo- dedotto il concorso privato, destina prioritariamente al
gico, Tor Vergata, EUR-Castellaccio, Ponte di Nona-Lunghezza, finanziamento delle infrastrutture della Centralità gli even-
Massimina, Fiera di Roma. Ai fini attuativi si applica la disci- tuali proventi derivanti dall’assegnazione della SUL acquisita
plina definita dai relativi strumenti urbanistici esecutivi, una alla sua disponibilità ai sensi del comma 6, ivi compresi gli
volta approvati. Eventuali variazioni dei perimetri determina- oneri di urbanizzazione corrisposti dai soggetti assegnatari.
te in sede di definitiva approvazione, si intenderanno automa-
ticamente recepite nel presente PRG.
Art.66. Centralità locali
5. Alle Centralità da pianificare appartengono: Santa Maria della
Pietà, Torre Spaccata, Ponte Mammolo, Acilia-Madonnetta, 1. Le Centralità locali riguardano i luoghi più rappresentativi
Anagnina-Romanina, Saxa Rubra, Cesano, La Storta. La loro dell’identità locale e corrispondono agli spazi urbani dove il

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Norme Tecniche di Attuazione
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PRG localizza le funzioni in grado di rivitalizzare e riqualifi- c) la localizzazione delle quote di edificabilità privata conse-
care i tessuti circostanti, oltre ai principali servizi necessari guente all’acquisizione pubblica, mediante cessione com-
per la migliore organizzazione sociale e civile del Municipio. pensativa, delle aree per Verde pubblico e servizi pubblici di livel-
lo locale e delle aree per Servizi pubblici di livello urbano;
2. Le Centralità locali sono individuate nell’elaborato 2 “Sistemi d) la realizzazione di nuovi spazi urbani pubblici ad integra-
e Regole”, rapp. 1: 5.000, e nell’elaborato 3.“Sistemi e Regole”, zione di quelli già individuati nell’elaborato 3.“Sistemi e
rapp. 1:10.000, da un perimetro che comprende gli immobili Regole”, rapp. 1:10.000;
la cui trasformazione e riqualificazione concorre a definire il e) la realizzazione di parcheggi pubblici e privati, anche inter-
ruolo di polarità. Tali immobili comprendono, in generale: rati, ai fini di un’adeguata dotazione di standard urbanistici.
a) Aree per Verde pubblico e servizi pubblici di livello locale (acqui- Il Progetto unitario può modificare la delimitazione degli Spazi
site o da acquisire); pubblici da riqualificare, di cui al comma 4, nonché estendersi su
b) Aree per Servizi pubblici di livello urbano; aree e attrezzature pubbliche o a destinazione pubblica esterne
c) Tessuti con attrezzature pubbliche o di uso pubblico da al perimetro della Centralità ma ad essa strettamente connes-
riqualificare; se; le opere pubbliche inserite nel Progetto unitario sono inserite
d) Spazi pubblici da riqualificare; nella Programmazione comunale dei lavori pubblici.
e) Aree per Infrastrutture per la mobilità.
6. Preliminarmente o nel corso della formazione del Progetto
3. Ai fini dell’acquisizione delle aree di cui alle lett. a) e b) del unitario di cui al comma 5, il Municipio acquisisce o verifica
comma 2, ad eccezione di quelle ricadenti all’interno degli la disponibilità dei proprietari alla cessione compensativa
Ambiti a pianificazione particolareggiata definita, per le di cui al comma 3. In caso di indisponibilità accertata dei
quali vale la disciplina stabilita dallo strumento urbanistico proprietari e previa diffida, ovvero se il Progetto di cui al
esecutivo, oltre all’edificabilità prevista per le attrezzature e i comma 5 dimostra la mancanza di condizioni oggettive per
servizi pubblici, è prevista una edificabilità privata pari a 0,1 l’applicazione della cessione compensativa, il Comune pro-
mq/mq da concentrare sul 20% delle aree a fronte della ces- cede all’espropriazione delle aree, secondo le norme vigenti
sione al Comune del restante 80%, ai sensi di quanto previsto in materia.
dall’art. 22, con facoltà di trasferire tale edificabilità da una
all’altra delle componenti comprese nel perimetro di cui al 7. Qualora il perimetro delle Centralità locali sia ricompreso
comma 2. Ai tessuti di cui al comma 2, lett. c), si applica la all’interno di un Programma integrato, il Progetto di cui al
disciplina di tessuto. comma 5 rappresenta una priorità del Programma stesso,
fatta salva la possibilità di autonoma attivazione.
4. Negli Spazi pubblici da riqualificare, indicati con apposito
segno grafico all’interno del perimetro delle Centralità locali,
sono previsti i seguenti interventi:
a) sistemazione degli spazi scoperti pubblici e privati, con il Capo 7° Ambiti di riserva
ridisegno e la sistemazione della sede stradale (eventuali
corsie automobilistiche, marciapiedi, zone pedonali, piste Art.67. Ambiti di riserva a trasformabilità vincolata
ciclabili) e le sistemazioni a verde di arredo urbano;
b) localizzazione al piano-terra degli edifici che si affacciano 1. Gli Ambiti di riserva sono individuati nell’elaborato
su tali spazi, di destinazioni Commerciali e Servizi a CU/b o 3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000. Sono costituiti da aree
CU/m; tale localizzazione, anche in ampliamento delle non edificate, destinati dal precedente PRG ad Agro romano, e
quantità esistenti, è regolata dalle sole dimensioni dell’a- classificati dallo stesso quali Ambiti di compensazione, ai
rea di pertinenza dell’edificio e dalle norme generali sul sensi dell’art. 18, con destinazione prevalentemente residen-
rispetto delle distanze. ziale. È ammessa la categoria d’intervento NIU, come definita
dall’art. 9, comma 8.
5. L’assetto urbanistico delle Centralità locali è definito da un
Progetto pubblico unitario d’intervento, con valore di strumento 2. Per le ragioni e le finalità di cui al comma 1, la quota mag-
urbanistico esecutivo, o anche nelle forme del Programma gioritaria della edificabilità consentita, come determinata al
integrato di cui all’art. 14 o del Progetto urbano di cui all’art. comma 3, è destinata prioritariamente alle seguenti finalità
15, predisposto dal Municipio interessato, sulla base dell’ela- d’interesse pubblico o generale:
borato I2 “Schemi di riferimento delle Centralità locali”, a) edilizia residenziale pubblica o con finalità sociali;
periodicamente aggiornabile, e di eventuali proposte dei sog- b) compensazioni urbanistiche, ai sensi dell’art. 19;
getti proprietari o a diverso titolo competenti, e sottoposto c) incentivi per il rinnovo edilizio, ai sensi dell’art. 21.
all’approvazione dell’Amministrazione centrale del Comune.
Tale progetto prevede: 3. La SUL realizzabile sul complesso degli Ambiti di riserva
a) la sistemazione degli Spazi pubblici da riqualificare secondo le corrisponde ad un indice medio di edificabilità territoriale ET
indicazioni del precedente comma 4; pari a 0,3 mq/mq, variabile tra 0,25 e 0,45 mq/mq per i distin-
b) la realizzazione delle nuove attrezzature pubbliche e la ti Ambiti, secondo le determinazioni assunte in sede di pro-
conferma o il riuso di quelle esistenti; grammazione o pianificazione attuativa. Della edificabilità

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Titolo II Sistema insediativo
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complessiva attribuita a ogni singolo Ambito, una quota 10. Fino all’approvazione dello strumento urbanistico esecu-
parte, pari a 0,06 mq/mq, è attribuita ai proprietari, e la tivo, le aree ricadenti negli Ambiti di riserva sono soggette alla
restante parte è messa a disposizione del Comune, ai sensi e disciplina stabilita per l’Agro romano, ai sensi del Titolo III,
per gli effetti dell’art. 18, e per il conseguimento delle finalità Capo 2° delle presenti norme.
di cui al comma 2.
11. Ai sensi dell’art. 13, commi 11 e 12, e dell’articolo 99, la tra-
4. L’attuazione degli interventi è soggetta all’approvazione di sformabilità degli Ambiti di riserva è comunque subordinata
strumenti urbanistici esecutivi estesi all’intero Ambito. La alla preventiva o contestuale realizzazione delle infrastruttu-
formazione di tali strumenti è subordinata a un atto di indi- re ferroviarie (linee metropolitane, altri sistemi in sede pro-
rizzo e programmazione, predisposto ai sensi dell’art. 13, pria) previste dal PRG e dal Piano di inquadramento urbanistico
comma 3 e nelle forme di cui all’art. 14, che preveda, anche in di cui al comma 4, ove predisposto.
più fasi: la quantificazione delle necessità derivanti dalle
finalità di cui al comma 2 e le relative priorità; la conseguen-
te quantificazione degli Ambiti di riserva da attivare; l’indivi-
duazione degli Ambiti o le modalità e i criteri di individua-
zione; i termini e le modalità per l’avvio delle eventuali pro-
cedure espropriative. L’atto di indirizzo può prevedere o con-
tenere un Piano di inquadramento urbanistico, esteso, ove occor-
ra, ad ambiti di intervento e a infrastrutture esterni agli
Ambiti di riserva, in modo da garantire l’accesso a qualsiasi
modalità di trasporto.

5. Ai fini o a seguito della formazione dell’atto di indirizzo e pro-


grammazione di cui al comma 4, e secondo gli indirizzi dello
stesso, il Comune ha facoltà di esperire, anche in più tornate,
procedure di evidenza pubblica volte a sollecitare o verificare la
disponibilità dei proprietari all’attivazione degli Ambiti di riser-
va, secondo le regole e le disposizioni del presente articolo.

6. Gli Ambiti di intervento, da attivare prioritariamente,


saranno individuati tenendo conto: della localizzazione
rispetto al contesto insediativo, ambientale e infrastruttura-
le, delle verifiche di compatibilità ambientale e archeologica,
degli esiti delle procedure di evidenza pubblica di cui al
comma 5, di eventuali accordi già raggiunti tra i proprietari
delle aree e i destinatari finali delle stesse, nel rispetto delle
priorità e modalità stabilite ai sensi del comma 4 e ai sensi
dell’art. 19, comma 4.

7. Sulla base delle indicazioni degli atti di indirizzo e pro-


grammazione di cui al comma 4, gli strumenti urbanistici
esecutivi possono essere predisposti dal Comune, ovvero dai
proprietari, o aventi titolo, che detengano la maggioranza del
valore catastale degli immobili, calcolata ai sensi dell’art. 13,
comma 15, ovvero dai proprietari associati agli assegnatari
della SUL messa a disposizione del Comune, ove già indivi-
duati, che detengano nel complesso la maggioranza delle pre-
visioni edificatorie relative all’Ambito.

8. Approvato lo strumento urbanistico esecutivo, ai fini della


sua attuazione, si procede ai sensi dell’art. 13, comma 15, se di
iniziativa privata, e ai sensi dell’art. 13, comma 16, se di ini-
ziativa pubblica.

9. Agli Ambiti di riserva, in sede di formazione degli strumen-


ti urbanistici esecutivi, si applicano i parametri e gli indici
stabiliti per gli Ambiti di trasformazione prevalentemente
residenziali, ai sensi dell’art. 58, comma 1.

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Norme Tecniche di Attuazione
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edilizia ex abusiva, così come individuati in sede di stru-


Titolo III Sistema ambientale mento urbanistico esecutivo, predisposto ai sensi dell’art.
e agricolo 55, comma 2, sono ammessi esclusivamente: gli interventi
di recupero degli edifici esistenti, secondo le categorie MO,
Capo 1° Componenti del sistema ambientale e agricolo MS, RC, RE, definite dall’art. 9; la realizzazione delle reti tec-
Capo 2° Agro romano nologiche di cui agli articoli 103 e 104; gli interventi di cate-
goria ambientale di cui all’art. 10;
b) all’interno dei Piani di recupero urbanistico dei nuclei di
edilizia ex abusiva, così come individuati in sede di stru-
mento urbanistico esecutivo, predisposto ai sensi dell’art.
55, comma 2, è comunque ammesso il trasferimento all’e-
sterno della fascia di rispetto della Tenuta presidenziale
delle previsioni edificatorie private assentite ai sensi e per
gli effetti dell’art. 55, comma 3, lett. c) e d), fatta comunque
salva la possibilità di localizzare i servizi pubblici oltre il
limite di m. 50 dal confine della Tenuta presidenziale.

3. Nelle aree limitrofe al confine della Tenuta presidenziale di


Castel Porziano, all’esterno e all’interno della fascia di rispet-
to di cui al comma 2, ivi comprese quelle ricadenti nelle com-
ponenti di cui agli articoli 55 e 62, ogni intervento urbanisti-
co e edilizio, come definito dall’art. 9, escluso gli interventi di
Capo 1° Componenti del sistema ambientale categoria MO, dovrà essere accompagnato da interventi
e agricolo ambientali di categoria REA, MIA, VLA, come definiti dall’art.
10, commi 4, 5 e 6, finalizzati alla creazione, in aderenza al
Art.68. Articolazione delle componenti confine della Tenuta presidenziale, di una barriera verde con-
tinua, costituita da siepi e da alberi di alto fusto, di altezza tale
1. Sono componenti del sistema ambientale e agricolo: da garantire una adeguata barriera visiva verso le costruzioni
a) Aree naturali protette; esistenti o di progetto.
b) Reticolo idrografico;
c) Agro romano; 4. Nelle Aree naturali protette regionali, individuate nell’elabora-
d) Parchi agricoli. to 3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000, fino all’approvazione dei
Piani di cui all’art. 26 della LR n. 29/1997 o fino all’adozione, da
2. Concorrono al Sistema ambientale e al funzionamento eco- parte degli Enti competenti, di specifiche norme di salvaguar-
logico dell’intero territorio le aree del “Sistema insediativo” e dia, si applica la disciplina transitoria costituita dall’art. 9 della
del “Sistema dei servizi, delle infrastrutture e impianti” rica- LR n. 24/1998 e dagli articoli 8, 44, commi 13 e 14, della LR n.
denti nella Rete ecologica di cui all’art. 72. 29/1997. Si applica altresì, ove più restrittiva o ad integrazione,
la disciplina urbanistica del PRG pre-vigente; per le zone già
3. Concorrono alla definizione della disciplina del “Sistema destinate ad Agro romano, in luogo delle norme tecniche pre-
ambientale e agricolo” gli Ambiti di paesaggio come individua- vigenti, si applicano quelle del presente PRG.
ti nell’elaborato G6.“Sistema paesaggistico”: i progetti d’inter-
vento dovranno conformarsi ai criteri e alle regole stabilite 5. Se i Piani delle Aree naturali protette sono approvati con modi-
nell’elaborato G7. “Guida per la progettazione negli Ambiti di ficazione dei perimetri originari, oppure se il perimetro dell’a-
paesaggio” rea naturale protetta risulti erroneamente riportato, le rispetti-
ve aree stralciate o erroneamente incluse, salvo che non si trat-
ti di adeguamento ai confini morfologici o catastali, assumono
Art.69. Aree naturali protette nazionali e regionali la disciplina urbanistica come definita al comma 4, secondo
periodo, fino a eventuale ripianificazione da parte del Comune.
1. Nelle riserve naturali statali del Litorale romano e della Tenuta Le variazioni dei perimetri, in ampliamento o in riduzione, si
presidenziale di Castel Porziano, individuate nell’elaborato intenderanno automaticamente recepite nel presente PRG.
3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000, fino all’approvazione dei
relativi “Piani di gestione” si applica la disciplina della legge n.
394/1991 e del DM Ambiente 29 marzo 1996. Art.70. Parchi agricoli

2. Nella fascia di rispetto della “Tenuta presidenziale di Castel 1. Sono Parchi agricoli gli ambiti rurali diversi dalle Aree natura-
Porziano”, come individuata nell’elaborato 4. “Rete ecologica”, li protette di cui all’art. 69, ma riconducibili ad un sistema uni-
dovranno essere osservate le seguenti disposizioni: tario di interesse naturalistico, paesaggistico, storico-archeolo-
a) all’esterno dei Piani di recupero urbanistico dei nuclei di gico, da tutelare e valorizzare.

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Piano Regolatore Generale
Titolo III Sistema ambientale e agricolo
059/069 TITOLO III 22-05-2008 11:51 Pagina 60

2. I Parchi agricoli sono individuati nell’elaborato 4. “Rete ecolo- individuazione delle aree da acquisire alla proprietà o all’u-
gica” e assumono la seguente denominazione: so pubblico, anche attraverso le misure compensative di cui
a) Casal del Marmo; alla lett. i) e con gli accordi negoziali di cui alla lett. f);
b) Arrone-Galeria; f) i contenuti degli accordi o convenzioni da stipulare con le
c) Rocca Cencia. aziende agricole, al fine di regolare gli incentivi finanziari, di
assistenza tecnico-scientifico, per l’orientamento delle colti-
3. Le misure e gli interventi nei Parchi agricoli devono persegui- vazioni agricole e zootecniche, secondo gli obiettivi e i crite-
re i seguenti obiettivi: ri, di cui al comma 3, lett. a), per la realizzazione degli inter-
a) preservazione e rafforzamento delle attività agricole, anche venti di miglioramento ambientale (rimboschimenti, colti-
mediante la commercializzazione locale dei prodotti, e l’in- vazioni a perdere, oasi naturalistiche, recupero dei terreni
dirizzo delle stesse verso coltivazioni con maggiore compa- nudi e dei pascoli degradati), per l’accesso pubblico e la frui-
tibilità ambientale, secondo il “Codice della buona pratica zione ricreativa nelle aziende agricole (fattorie didattiche);
agricola” (Reg. 1999/1257/CE), l’agricoltura biologica, l’agri- g) la rimozione o regolamentazione degli orti abusivamente
coltura bio-dinamica; realizzati mediante occupazione abusiva di suolo pubblico
b) tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico, o di Enti pubblici, o comunque ricadenti nelle aree tutelate
ambientale, paesaggistico; ai sensi dell’art. 11 della LR n. 24/1998;
c) preservazione, risanamento, rinaturalizzazione del reticolo h) l’introduzione, negli edifici esistenti alla data di approvazio-
idrografico; ne del presente PRG, di destinazioni d’uso di limitato impat-
d) riqualificazione e riuso dei tessuti e degli edifici esistenti, to ambientale strettamente funzionali alla fruizione pubbli-
con riguardo a quelli dismessi; ca dei parchi agricoli per finalità di turismo rurale (attrezza-
e) recupero e valorizzazione dei beni di interesse archeologico ture sportive e ricreative; foresterie e ricettività agri-turisti-
e monumentale; ca; punti-ristoro, produzioni artigianali tipiche o artistiche
f) creazione di un sistema di fruizione pubblica, mediante l’ac- o di servizio, commercializzazione prodotti agricoli e arti-
quisizione di aree ad uso pubblico, la realizzazione di itine- gianali locali, merchandising, servizi informativi, didattico-
rari naturalistici con percorrenza ciclo-pedonale, l’introdu- culturali), anche in deroga a quanto previsto dal Capo 2°;
zione o il potenziamento di usi ricettivi, ricreativi, sportivi, i) l’applicazione, nell’ambito dei PAMA, del contributo straor-
di servizio. dinario di cui all’art. 20, in funzione dell’incremento di SUL
e delle destinazioni d’uso residenziali, ricettive, commercia-
4. Gli obiettivi di cui al comma 3 sono perseguiti mediante li consentite;
Programmi unitari d’intervento, anche nelle forme di cui all’art. 14, j) l’applicazione degli incentivi per il rinnovo edilizio di cui
estesi all’intero ambito del Parco agricolo, da attuarsi median- all’art. 21, commi 5 e seguenti, anche ai fini della demolizio-
te: interventi pubblici; PAMA, di cui all’art. 79; accordi con i ne e trasferimento di edifici e manufatti contrastanti con gli
proprietari o conduttori delle aziende agricole, anche riuniti obiettivi e i dispositivi di tutela.
secondo le diverse forme di rappresentanza; convenzioni con
Istituti o Enti di ricerca per la sperimentazione di progetti spe- 6. Il Programma d’intervento, di cui al comma 4, è approvato
cifici di riqualificazione ambientale e riconversione agricola. dal Consiglio comunale, previa procedura d’informazione e
consultazione della cittadinanza, secondo quanto previsto
5. In particolare, i Programmi d’intervento possono prevedere, all’art. 13, comma 9.
sempre per le finalità di cui al comma 3:
a) gli indirizzi, i criteri, le regole per gli interventi e l’utilizzo 7. Nelle aree dei Parchi agricoli, gli interventi di categoria NC, o
antropico sulle acque, sulla flora e sulla fauna, ivi comprese che comportano l’introduzione di usi residenziali, ricettivi,
prescrizioni e particolari costruttivi per la realizzazione o sportivi, ricreativi, commerciali, sono sottoposti a PAMA e
l’adeguamento di edifici, impianti, infrastrutture; all’applicazione del contributo straordinario di cui all’art. 20.
b) i criteri e le regole per l’accesso, la circolazione, la fruizione
pubblica delle aree, con particolare riguardo a quelle sotto- 8. Nelle aree dei Parchi agricoli, se non previsti espressamente
poste a maggior tutela e alle aziende agricole; dal Programma di cui al comma 4, non sono consentiti i seguen-
c) l’ampliamento del perimetro in aree contigue, ai fini del ti usi e impianti: serre non stagionali con superficie maggiore di
completamento degli interventi pubblici, della completa 2.000 mq; allevamenti intensivi; discariche di inerti, se non fina-
inclusione delle aziende agricole, dell’adesione volontaria lizzate al ripristino ambientale; laghetti sportivi e artificiali, se
di aziende agricole confinanti, della necessaria integrazione non per funzioni anti-incendio; nuclei di servizi, di cui all’art. 80;
con infrastrutture, insediamenti e ambiti rurali circostanti; aree attrezzate per il soggiorno autosufficiente, di cui all’art. 81.
d) l’organizzazione generale del comprensorio, con riguardo
all’accessibilità generale, ai percorsi veicolari e ciclo-pedo-
nali, alla localizzazione di nuclei di servizi o impianti comu- Art.71. Reticolo idrografico
ni per l’agricoltura, alla localizzazione di centri di servizio,
ricettivi e di attrezzature per la fruizione pubblica; 1. Il sistema idrico superficiale continentale è individuato negli
e) la suddivisione dell’ambito in più zone, differenziate per elaborati 2. e 3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:5.000 e 1:10.000, attra-
livelli di naturalità, di tutela, di funzioni specializzate, con la verso la componente Acque: fiumi e laghi, e nell’elaborato 4 “Rete

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Norme Tecniche di Attuazione
059/069 TITOLO III 22-05-2008 11:51 Pagina 61

ecologica”, di cui all’art. 66, attraverso la restituzione grafica del quanto previsto dal “Codice della buona pratica agricola”(Reg.
Reticolo idrografico. Il sistema idrico superficiale è regolamen- 1999/1257/CE). È altresì vietato il taglio della vegetazione riparia
tato dalle relative leggi in materia e, con riguardo al reticolo arbustiva e arborea naturale, ad eccezione degli interventi impo-
idrografico, dagli articoli 6 e 7 della LR n. 24/1998. sti ed attivati dagli enti competenti in materia.

2. Al fine di salvaguardare l’integrità del reticolo idrografico e le


sue funzioni ecologiche e idrogeologiche, nella fascia di rispetto Art.72. Rete ecologica
di m. 150 dalla sponda o dal piede dell’argine di corsi d’acqua
tutelati ai sensi dell’art. 142, comma 1, lett. c), del D.LGT n. Definizione, obiettivi e componenti
42/2004, e nella fascia di rispetto di m. 50 dalla sponda o dal
piede dell’argine degli altri corsi d’acqua, o nelle più ampie fasce 1. La Rete ecologica rappresenta l’insieme dei principali ecosi-
di rispetto delimitate dall’elaborato 4. “Rete ecologica”, sono vie- stemi del territorio comunale e delle relative connessioni. Le
tati tutti gli interventi che possono modificare gli equilibri idro- misure, le azioni, gli interventi nella Rete ecologica sono volti a
geologici ed ecologici. In particolare sono vietati, salvo che non preservare, valorizzare, ripristinare, in modo coordinato, i valo-
siano espressamente prescritti dagli enti competenti per finali- ri e i livelli di naturalità delle aree, nonché ad assicurarne l’in-
tà di difesa del suolo, gli interventi che prevedano: tegrazione secondo criteri e obiettivi di continuità geografica e
a) tombamenti e copertura di corsi d’acqua; di funzionalità ecologica.
b) qualsiasi attività estrattiva;
c) sbancamenti, terrazzamenti, sterri, manufatti in calcestruz- 2. Le aree costituenti la Rete ecologica sono individuate nell’e-
zo (muri di sostegno, briglie, traverse); laborato 4.“Rete ecologica”, con la seguente articolazione in
d) scogliere in pietrame non rinverdite; componenti, definite in base ai livelli di naturalità, di funzio-
e) rivestimenti di alvei e di sponde fluviali in calcestruzzo; nalità ecologica, di continuità geografica:
f) rettificazioni e modifiche dei tracciati naturali dei corsi d’ac- a) componenti primarie (aree “A”): sono gli ecosistemi a più
qua e risagomatura delle sponde. forte naturalità e comprendono principalmente: le Aree
naturali protette di cui all’art. 69; i Parchi agricoli di cui
3. Nei tessuti del Sistema insediativo ricadenti nella fascia di all’art. 70 e, se non incluse tra questi, le aree proposte
rispetto di m. 50 dei corsi d’acqua non tutelati ai sensi di legge, quali Parchi regionali dalle deliberazioni di Consiglio
gli interventi ammessi dalle norme di componente, se non pre- comunale nn. 39/1995 e 162/1996, al netto delle riduzioni
clusi dall’art. 7 della LR n. 24/1998, sono realizzabili nel rispet- operate con successivi provvedimenti; il reticolo idrogra-
to dei divieti di cui al comma 2, e subordinati alla Valutazione fico, di cui all’art. 71, meno compromesso e di maggiore
ambientale preliminare di cui all’art. 10, comma 10, e alla con- connessione; le aree agricole di cui al Capo 2° di maggior
testuale realizzazione di interventi di Risanamento ambientale valore ambientale e paesaggistico, contigue o connesse
(RSA), Ripristino ambientale (RIA) e Restauro ambientale alle aree precedenti;
(REA), come definiti dall’art. 10, ove necessari. Sono altresì con- b) componenti secondarie (aree “B”): sono le aree di medio
sentiti, anche autonomamente, tutti gli interventi ambientali livello di naturalità e alto livello di integrazione tra le
di cui all’art. 10. componenti primarie e tra le stesse componenti secon-
darie e comprendono principalmente: parte delle aree
4. Non sono soggetti alle limitazioni di cui al comma 2, a con- agricole e del reticolo idrografico; le aree del “Sistema
dizione che siano associati a interventi di Mitigazione di impat- insediativo” e del “Sistema dei servizi, infrastrutture e
to ambientale (MIA), di cui all’art. 10: impianti”, con valori naturalistici da preservare o ripri-
a) le opere necessarie ai fini del collegamento delle infrastrut- stinare, ovvero necessarie ad assicurare continuità alla
ture di rete (opere viarie e ferroviarie e tramvie, reti di tra- Rete ecologica;
smissione di energia e di trasporto di liquidi e gas, reti di c) componenti di completamento (aree “C”): sono gli elementi
telecomunicazioni, collettori fognari, canali di adduzione o che completano e ulteriormente connettono la Rete ecolo-
di restituzione delle acque per legittime utenze); gica e questa al “Sistema insediativo”, e comprendono aree
b) le opere necessarie alla realizzazione di casse di espansione ricadenti in varie componenti del “Sistema insediativo” e
e stagni di ritenzione della acque per il contenimento delle del “Sistema dei servizi, infrastrutture e impianti”, con par-
piene per uso agricolo, stagni e vasche per il lagunaggio e la ticolare riguardo alle aree con rischio di esondazione.
depurazione naturale delle acque di scarico, purché privi di
rivestimenti in calcestruzzo; 3. Indipendentemente dalla individuazione cartografica nel
c) le opere necessarie alla realizzazione di percorsi e aree di presente PRG, fanno parte, di diritto, della componente pri-
sosta pedonali, equestri o ciclabili. maria della Rete ecologica: le aree naturali protette secondo i
perimetri definitivamente approvati; le aree contigue di cui
5. Nella fascia di rispetto di m. 10 dalla sponda o dal piede del- all’art. 10 della LR n. 29/1997, ove non ricadenti nel “Sistema
l’argine di fiumi e torrenti, al fine di ricostituire le condizioni insediativo”; le aree di interesse naturalistico riconosciute da
naturali, è vietato qualsiasi intervento, ad eccezione degli inter- istituzioni nazionali e internazionali (SIC, ZPS); le aree bosca-
venti di Risanamento ambientale (RSA), Ripristino ambientale te e le zone umide di cui agli articoli 10 e 12 della LR n.
(RIA) e Restauro ambientale (REA), come definiti dall’art. 10, e di 24/1998. Le aree stralciate dai perimetri delle “Aree naturali

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Piano Regolatore Generale
Titolo III Sistema ambientale e agricolo
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protette”, ai sensi dell’art. 69, comma 5, integrano le compo- interventi ammessi di categoria RE e DR, la Valutazione
nenti secondarie se ricadono nel “Sistema ambientale e agri- ambientale preliminare verifica la possibilità di ridurre la
colo”, integrano le componenti di completamento se rientra- superficie coperta dei fabbricati e sistemare a verde l’area
no nel “Sistema insediativo”. scoperta di pertinenza;
b) nelle aree a Verde privato attrezzato, di cui all’art. 87, se rica-
4. In coerenza con gli obiettivi di cui al comma 1, nelle compo- denti nella componente primaria o secondaria, la nuova
nenti primarie della Rete ecologica sono previste azioni preva- edificazione è consentita fino all’indice ET=0,03 mq/mq;
lentemente di tutela e salvaguardia degli ecosistemi; nelle com- c) le aree a Verde pubblico e servizi pubblici di livello locale, di cui
ponenti secondarie sono previste azioni prevalentemente di all’art. 85, se ricadenti nella componente primaria, sono
ripristino e riqualificazione ambientale delle aree compromes- destinate esclusivamente a verde pubblico, di cui all’art. 85,
se o degradate, anche al fine di garantire continuità della Rete comma 1, lett. d), senza eccedere l’indice ET=0,01 mq/mq; se
ecologica; nelle componenti di completamento sono previste azio- ricadenti nella componente secondaria, sono destinate
ni prevalentemente finalizzate alla preservazione o amplia- esclusivamente a verde pubblico o sportivo, di cui all’art. 85,
mento dei valori naturalistici, nonché all’integrazione con le comma 1, lett. d) ed e), senza eccedere l’indice ET=0,02
altre componenti della Rete ecologica e tra queste e il “Sistema mq/mq e con esclusione degli impianti sportivi coperti;
insediativo”, secondo criteri di mobilità sostenibile a prevalen- nella componente secondaria, la realizzazione di servizi pub-
za ciclo-pedonale. blici è consentita, nel rispetto degli esiti della Valutazione
ambientale di cui al comma 5 e di eventuali incrementi degli
Restrizioni alla disciplina urbanistica indici e delle grandezze ecologici da essa disposti, solo in
caso di espressa previsione del Programma di cui all’art. 83,
5. Tutti gli interventi, pubblici o privati, indiretti o diretti, da comma 6, o in caso di assenza di idonee alternative per il
realizzare nella Rete ecologica, con esclusione degli interven- reperimento di tale standard urbanistico; è altresì consenti-
ti di categoria MO, MS, RC, RE, ma inclusi gli interventi di ade- ta, alle stesse condizioni poste per i servizi pubblici, la loca-
guamento e ampliamento di infrastrutture e impianti, sono lizzazione della SUL privata derivante dalla cessione com-
sottoposti a Valutazione ambientale preliminare, ai sensi dell’art. pensativa di cui all’art. 22, che, altrimenti, deve essere trasfe-
10, commi 10 e 11, e sono associati a interventi di categoria rita negli Ambiti di compensazione di cui all’art. 18.
ambientale, come individuati dalla suddetta valutazione
ambientale. Inoltre, per tutti gli interventi indiretti ricadenti, 9. Negli Ambiti del Sistema insediativo di cui al Titolo II, Capi 5°,
in tutto o in parte nella Rete ecologica, la verifica di compati- 6°, 7°, lo strumento di intervento indiretto:
bilità ambientale, di cui all’art. 13, comma 11, lett. c), e il a) individua e delimita le componenti primarie e secondarie
PAMA, di cui all’art. 79, sono integrati dalle valutazioni e dis- interne all’Ambito, in modo da assicurare un’idonea conti-
posizioni di cui al comma 11. nuità alla Rete ecologica;
b) destina tali componenti a verde pubblico o a verde privato
6. Nelle aree della Rete ecologica, gli interventi previsti dalle con valenza ecologica, come definiti dall’art. 57, comma 4;
norme relative alle componenti di “Sistemi e Regole”, sono sog- c) definisce apposita disciplina, ai sensi del comma 11, volta a
getti alle limitazioni o esclusioni definite nel prosieguo del pre- preservare o rafforzare i valori naturalistici e di funzionalità
sente paragrafo. ecologica;
d) prevede, a carico dei soggetti attuatori, apposite opere o
7. Nelle aree dell’Agro romano, di cui al Capo 2°: misure di mitigazione degli effetti ambientali generati dagli
a) sono esclusi i seguenti usi e impianti (salvo quelli esistenti interventi edificatori.
legittimi): serre non stagionali di superficie superiore a
2.000 mq; allevamenti intensivi; discariche di inerti (se non 10. Nei tessuti della Città consolidata e della Città da ristrutturare,
finalizzate al ripristino e recupero ambientale); limitatamente alle componenti di tipo A e B:
b) gli interventi di categoria NE in tutte le componenti della a) sono vietati gli interventi diretti di categoria NE;
Rete ecologica e gli interventi di categoria NC nella compo- b) gli interventi diretti di categoria RE, DR, AMP, sono assog-
nente primaria, sono consentiti solo nell’ambito dei PAMA, gettati al mantenimento o miglioramento della permeabili-
di cui all’art. 79; tà dei suoli e della copertura vegetale, al non aumento della
c) nella componente primaria, gli interventi di cui agli artico- Superficie coperta, nonché al recepimento delle indicazioni
li 80 e 81 e i laghetti artificiali per uso sportivo o ricreativo scaturite dalla Valutazione ambientale preliminare, di cui al
sono consentiti solo se espressamente previsti dai comma 5;
Programmi d’intervento di cui al comma 12. c) gli incentivi urbanistici di cui all’art. 21 sono concessi solo
in caso di integrale demolizione e trasferimento dell’edifi-
8. Nelle aree del Sistema dei servizi, infrastrutture e impianti, di cui cabilità esistente in aree esterne alla Rete ecologica;
al Titolo IV: d) nelle aree libere sono consentiti esclusivamente gli inter-
a) nelle aree a Servizi privati, di cui all’art. 86, non sono consen- venti di categoria ambientale, di cui all’art. 10;
titi interventi di categoria AMP e incrementi della SUL esi- e) i Programmi integrati, ove previsti, assumono l’obiettivo
stente, né cambi di destinazione d’uso che comportino un di tutelare e rafforzare la rete ecologica, mediante l’indi-
aumento della categoria di carico urbanistico; per gli viduazione di interventi pubblici e gli indirizzi per gli

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Norme Tecniche di Attuazione
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interventi privati; individuano le aree esterne alla Rete - perseguire una migliore integrazione funzionale ed ecologi-
ecologica ove trasferire, anche mediante concentrazione, ca tra Sistema insediativo e Sistema ambientale e agricolo;
la nuova edificazione preclusa per gli effetti delle prece- - limitare l’inquinamento dei suoli, dell’aria, dell’acqua, non-
denti lett. a) e d). ché quello acustico, visivo e luminoso, secondo le indicazio-
ni dei relativi Piani di settore.
Misure e interventi di tutela attiva
13. I Programmi di cui al comma 12 definiscono:
11. Il Comune verifica periodicamente la delimitazione delle a) i criteri, le misure e le tipologie di interventi volti all’attua-
componenti di cui al comma 2, attraverso la valutazione perio- zione degli obiettivi elencati nei commi 4 e 12;
dica, per ambiti e fasi, dello stato ambientale delle aree com- b) le regole per la fruizione pubblica e il trattamento delle spe-
prese nella Rete ecologica, con riguardo ai livelli e ai caratteri di cie faunistiche e vegetali, di cui al comma 11, se non ancora
naturalità e funzionalità ecologica. La valutazione avviene pre- adottate;
liminarmente o nell’ambito dei Programmi d’intervento di cui c) gli interventi di iniziativa pubblica per la preservazione, il
al comma 12, principalmente sulla base delle seguenti elabora- miglioramento, il ripristino dei livelli di naturalità e funzio-
zioni: carta del sistema vegetale, carta del sistema faunistico, nalità ecologica, nonché per la fruizione pubblica di tali beni;
carta agro-pedologica, elaborato G10. “Sistema ambientale”, d) le regole e gli indirizzi per la realizzazione, anche coordina-
come eventualmente aggiornato. Sulla base di tale valutazione, ta, degli interventi edificatori diretti e indiretti, volti alla
il Comune predispone un Regolamento volto alla preservazio- preservazione, sistemazione e valorizzazione delle aree di
ne, ripristino e valorizzazione delle componenti naturali, interesse naturalistico, alla localizzazione e progettazione
anche limitando e disciplinando la fruizione pubblica di tali delle aree a verde pubblico, alla dislocazione e configurazio-
beni e il trattamento, con finalità ecologiche, delle specie vege- ne degli edifici e alla individuazione di particolarità costrut-
tali e faunistiche. Sulla base della stessa valutazione e dei risul- tive di edifici, impianti, infrastrutture;
tati conseguiti dall’attuazione degli interventi, il Comune può e) l’applicazione degli incentivi urbanistici di cui all’art. 21,
modificare la classificazione delle aree per componenti, non- agli edifici da demolire e trasferire in altro sito;
ché inserire nuove aree tra le componenti della Rete ecologica, f) l’utilizzazione del contributo straordinario di cui all’art. 76,
sempre sulla base dei criteri generali e delle specifiche motiva- comma 6, mediante interventi di recupero, anche attraverso
zioni utilizzate per l’attuale classificazione. rimboschimento, di aree degradate o incolte e creazione di
oasi naturalistiche e di coltivazioni a perdere;
12. Al fine della preservazione e del rafforzamento della Rete g) i progetti di sistemazione dei beni individuati nella Carta
ecologica, il Comune interviene con Programmi d’intervento, per la qualità, ai sensi dell’art. 16, comma 6.
definiti anche nelle forme di cui all’art. 14, esteso ad ambiti
vasti della stessa Rete, con particolare riguardo alle aree più
degradate o di maggiore integrazione con il Sistema insediati- Art.73. Attività estrattive
vo. I progetti o i Programmi d’intervento dovranno essere defi-
niti secondo i seguenti obiettivi e indirizzi: 1. Le aree dove esercitare l’attività estrattiva sono individuate
- tutelare e ampliare le aree di vegetazione naturale; dal PRAE (Piano regionale delle attività estrattive) o dai relativi
- adottare misure e sistemi di protezione della fauna stanzia- Piani-stralcio, di cui rispettivamente all’art. 9 e all’art. 29 della
le e migratoria; LR n. 17/2004. Fino all’approvazione dei suddetti Piani, sono
- promuovere e attuare interventi di manutenzione o rinatu- consentite, in via transitoria, le attività estrattive esistenti legit-
ralizzazione dei corsi d’acqua e del relativo contesto, garan- timamente autorizzate, anche localizzate esternamente al
tendo la funzionalità del reticolo idrografico; Sistema ambientale. La disciplina delle attività estrattive e delle
- promuovere gli interventi di sistemazione del patrimonio aree relative è definita dal PRAE e dai Piani-stralcio o, in assen-
archeologico e storico-monumentale, secondo il dispositivo za, dalle norme regionali in materia.
di cui all’art. 16, comma 6;
- tutelare i punti di vista panoramici e di belvedere, salva- 2. Nelle aree individuate dal PRAE o dai Piani-stralcio, è con-
guardandone le visuali, e assicurare la continuità e integrità sentita, oltre all’attività estrattiva, la realizzazione di impianti
paesaggistica; temporanei per la lavorazione del materiale estratto, come
- mantenere le attività colturali esistenti, se parte integrante definiti dall’art. 5, comma 1, lett. f) della LR n. 17/2004, nonché
dei caratteri tipici del paesaggio, o riconvertirle secondo la di impianti di frantumazione e recupero di materiali inerti. Le
buona pratica agricola; attività estrattive e gli impianti suddetti sono ammessi a tempo
- limitare e, ove possibile ridurre, mediante interventi di rina- determinato, sulla base di una specifica convenzione, come
turalizzazione, la impermeabilizzazione del suolo; disciplinata dall’art. 14 della LR n. 17/2004.
- porre in opera le reti tecnologiche sotterranee senza com-
promettere la crescita degli apparati radicali, senza ostaco- 3. Se le aree destinate ad attività estrattive, ai sensi dei commi
lare le operazioni di aratura e irrigazione delle zone agrico- precedenti, ricadono nel Sistema insediativo, di cui al Titolo II, o
le, senza alterare il reticolo di deflusso superficiale delle nel “Sistema dei servizi, infrastrutture e impianti”, di cui al Titolo
acque; limitare altresì la realizzazione di recinzioni e di IV, le trasformazioni urbanistiche previste all’interno delle
attraversamenti tecnologici aerei; relative componenti sono consentite solo successivamente al

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Piano Regolatore Generale
Titolo III Sistema ambientale e agricolo
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completamento delle attività estrattive autorizzate, ovvero pre- di conduzione agricola del fondo e che presentano valori
via rinuncia espressa all’esercizio delle attività estrattive, da parte ambientali essenziali per il mantenimento dei cicli ecologi-
del proprietario e dell’esercente, fatto salvo e impregiudicato il ci, per la tutela del paesaggio agrario, del patrimonio stori-
potere del Comune di acquisire e trasformare le aree al verificarsi co e del suo contesto e per un giusto proporzionamento tra
delle condizioni di pubblica utilità, urgenza, indifferibilità. le aree edificate e non edificate al fine di garantire condi-
zioni equilibrate di naturalità, salubrità e produttività del
4. Le trasformazioni urbanistiche di cui al comma 3 sono con- territorio.
dizionate alla previa modifica, da parte del Consiglio regionale,
del PRAE-Piano stralcio delle Attività estrattive del bacino Rio 2. La disciplina dell’Agro romano ha la finalità di favorire,
Galeria-Magliana. La cessazione dell’attività estrattiva deve con il ricorso agli strumenti di programmazione regiona-
essere certificata dal Comune. le, nazionale e comunitaria: l’uso coordinato e sostenibile
delle risorse naturalistiche ed antropiche in esso presenti;
5. Sempre nei casi di cui al comma 3, alla cessazione delle atti- l’attività dell’impresa agricola, zootecnica e forestale
vità estrattive, i titolari delle autorizzazioni, sono obbligati, come definita dal D.LGT n. 227/2001 e dal D.LGT n.
sulla base della convenzione di cui al comma 2, al ripristino 228/2001; lo sviluppo di filiere produttive di beni e servizi
dei luoghi mediante interventi ambientali di cui all’art. 10, o nei settori agro-alimentare, turistico, culturale, ambienta-
alla sistemazione e preparazione degli stessi in modo da rea- le e artigianale.
lizzare al minor costo le infrastrutture o gli interventi urbani-
stici, come definiti nei Progetti o nei Piani attuativi approvati 3. Nell’Agro romano sono ammessi interventi di recupero
dall’amministrazione comunale. edilizio e di nuova costruzione, come definiti dall’art. 9,
finalizzati al mantenimento e al miglioramento della pro-
6. Gli interventi diretti o indiretti di iniziativa privata ricaden- duzione agricola, allo svolgimento delle attività connesse
ti nel Sistema insediativo sono consentiti a condizione della (conservazione, lavorazione e commercializzazione dei
previa o contestale riqualificazione ambientale delle cave dis- prodotti del fondo), complementari e compatibili (agritu-
messe, fatti salvi gli oneri e le obbligazioni a carico degli eser- rismo, ricreazione e tempo libero, educazione ambientale,
centi le attività estrattive. tutela e valorizzazione di beni di interesse culturale e
ambientale), secondo le modalità e i limiti di cui al pre-
7. Ai fini della riqualificazione ambientale e del riuso delle sente Capo 2°.
cave dismesse ricadenti in Agro romano, di cui al Capo 2°, il
Comune può procedere tramite Programma integrato, nelle 4. Gli obiettivi di cui ai commi 2 e 3 sono perseguiti tramite
forme e con le procedure di cui all’art. 14. Il Programma inte- intervento diretto o, nei casi previsti, tramite il ricorso al PAMA,
grato può prevedere il trasferimento nei siti dismessi di atti- come definito nell’art. 79. Una parte degli interventi diretti e gli
vità o usi non ammessi dalle norme sulle aree agricole, quali a interventi previsti dal PAMA sono subordinati alla valutazione
titolo indicativo: piste per corse di motoveicoli; campi per il ambientale di cui all’art. 10, commi 10 e 11, nonché alla reda-
tiro sportivo; rimessaggio di veicoli o di materiali extra-agri- zione del Progetto di sistemazione dei manufatti di interesse
coli a cielo aperto; impianti sportivi; attività produttive; archeologico, monumentale e architettonico, di cui all’art. 16,
impianti e infrastrutture tecnologiche. Per tali usi è consenti- commi 6 e 7.
to un indice di edificabilità ET pari a 0,015 mq/mq.
5. Nel patrimonio edilizio dell’Agro romano sono consentite,
8. Nell’ambito del Programma integrato, ove consentito dalle fatte salve quelle legittimamente in atto, le funzioni agricole,
norme e dai piani regionali, le obbligazioni di cui al comma 5 come definite dall’art. 6, comma 1, lett. f), nonché le attività
possono essere convertite, in tutto o in parte, e previo accordo previste dal D.LGT n. 228/2001, fatto salvo quanto previsto dagli
con i proprietari, nella cessione delle aree e nella corresponsio- articoli 77 e 81.
ne al Comune di un contributo finanziario, secondo il princi-
pio dell’equivalenza economica con il costo del recupero 6. La disciplina dell’Agro romano è articolata secondo i seguenti
ambientale. Il valore delle aree cedute è calcolato secondo l’in- contenuti generali:
dennità di esproprio, a prescindere dalle destinazioni d’uso che a) usi del suolo e impianti;
il Comune, tramite il Programma integrato, vorrà consentire. b) nuova edificazione;
c) recupero del patrimonio edilizio.

Capo 2° Agro romano Art.75. Disciplina degli usi del suolo e degli impianti
ammessi
Art.74. Norme generali
1. Nell’Agro romano sono ammessi gli usi del suolo e le relative
1. L’Agro romano comprende le parti del territorio extraurba- trasformazioni, come individuati nella seguente tabella e nelle
no prevalentemente utilizzate per attività produttive agri- note corrispondenti (per usi e impianti non riportati in tabel-
cole o comunque destinate al miglioramento delle attività la, si procederà per analogia):

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Piano Regolatore Generale
Norme Tecniche di Attuazione
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(15) Comprendono anche impianti di compostaggio di solo scarto verde in eventuale


Usi del suolo e impianti ammessi nell’Agro romano miscelazione con altri materiali di esclusiva natura ligno-cellulosica; impianti di recupero
Usi del suolo e impianti Note di recupero di inerti di carattere temporaneo, purché connessi a discariche per rifiuti iner-
A1a Coltivazione agricola di pieno campo (1) ti, attività estrattive, interventi di risanamento o ripristino ambientale comprendenti la
A1b Coltivazione in serra (2) demolizione di opere.
A2a Allevamento estensivo e biologico (3)
A2b Allevamento intensivo
2. Nelle Aree naturali protette di cui all’art. 69, fino all’adozione
A3 Attività silvicolturale (4)
dei relativi Piani di assetto, nelle aree dei Parchi agricoli di cui
A4 Strutture complementari all’ospitalità agrituristica (5)
all’art. 70, nelle aree agricole ricadenti nella Rete ecologica di
A5 Ricettività aria aperta (6) (12)
cui all’art. 72, non sono consentiti i seguenti usi e impianti (ad
A6 Attività ricreativo-culturale e sportiva a cielo aperto (7)
eccezioni di quelli esistenti legittimi): A1b, con serre non sta-
A7 Deposito a cielo aperto per attività agricola e forestale
A8 Giardino botanico (12)
gionali di superficie superiore a mq 2.000; A2b, allevamenti
A9 Laghetto irriguo e antincendio per attività agricola
zootecnici intensivi; A14, discariche di inerti, salvo che non
o silvicolturale siano finalizzate al ripristino e recupero ambientale.
A10 Laghetto sportivo (12)
A11 Laghetti e/o stagni per l’avifauna (12) 3. Gli usi e impianti di tipo A4 e A6 e da A9 fino ad A20, sono con-
A12 Impianti di itticoltura (12) sentiti purché accompagnati da interventi ambientali di cate-
A13 Impianti di depurazione e smaltimento acque di scarico (8) goria MIA, come definiti dall’art. 10. In caso di cessazione degli
A14 Discariche inerti (9) usi e delle attività o di dismissione degli impianti, sono obbliga-
A15 Strade interpoderali tori gli interventi di categoria RIA, come definiti dall’art. 10.
A16 Reti tecnologiche
A17 Impianti di produzione di energia elettrica (13) 4. Gli usi e gli impianti di tipo A2b, A6 e da A10 ad A20, sono
A18 Orti ricreativo-sociali (14) subordinati alla Valutazione ambientale preliminare di cui
A19 Attività estrattive (10) all’art. 10, commi 10 e 11. Sono subordinati alla stessa procedu-
A20 Reti, manufatti e impianti relativi al Servizio idrico integrato (11) ra gli impianti di tipo A1b, nel caso di serre non stagionali con
A21 Altre attività connesse, complementari superficie coperta maggiore di un quinto della superficie tota-
e compatibili con l’uso agricolo (15)
le dell’appezzamento o con superficie coperta maggiore di mq
2.000, nonché gli impianti di tipo A13, se di estensione supe-
(1) Si intende la coltivazione tradizionale, integrata e biologica (reg. CE 2092/91 e s.m.i.), riore a 10.000 mq.
nonché l’attività florovivaistica.
(2) La realizzazione di serre è disciplinata dal successivo art. 76. 5. Per gli usi di tipo A6, qualora l’area interessata abbia una super-
(3) Così come definiti dal “Codice della buona pratica agricola” (Reg. 1999/1257/CE) e ficie superiore ad 1 Ha, in assenza di manufatti da recuperare, è
dal reg. 1991/2092/CE e s.m.i., e comunque non superiori a 150 UBA. possibile realizzare piazzole attrezzate e/o manufatti provvisori,
(4) Nel rispetto della LR n. 39/2002.
confacenti ai luoghi, di altezza massima di m. 3,50 e di SUL pari a
(5) Superfici del fondo agricolo attrezzate per attività ricreative e sportive complementari
30 mq, nell’ambito di progetti unitari di organizzazione e siste-
all’attività agrituristica, in coerenza con la legislazione regionale in materia di agriturismo.
mazione dei luoghi e di verifica di compatibilità ambientale;
(6) Superfici del fondo agricolo, attrezzate per il campeggio in tenda o in roulotte o cam-
qualora le attività consistano in maneggi per la pratica dell’equi-
per, in coerenza con la legislazione regionale in materia di agriturismo e di turismo itine-
rante e in attuazione dell’art. 81.
tazione e delle passeggiate a cavallo, e conseguentemente neces-
(7) Attività amatoriali di fruizione della natura, quali: percorsi vita, percorsi orientering,
sitino ricoveri per cavalli, è ammessa una SUL aggiuntiva di 100
escursioni, equitazione e passeggiate a cavallo, ippoterapia, mountain-bike, trekking, mq purché si tratti di manufatti provvisori in legno.
pesca sportiva, palestre verdi, piazzole di sosta attrezzate; la realizzazione di eventuali
attrezzature funzionali a tali attività è disciplinata dal successivo comma 5.
(8) Comprendono anche stagni di lagunaggio e fitodepurazione. Art.76. Disciplina della nuova edificazione
(9) Tali discariche, autorizzate ai sensi della LR n. 27/1998 dai competenti uffici comu-
nali, possono essere dotate di impianti di frantumazione e/o di recupero di materiale iner- 1. Nell’Agro romano sono consentite le costruzioni necessarie
te, nel rispetto della normativa statale e regionale in materia. alla conduzione agricola, escluse le “abitazioni agricole”, nel
(10) Le attività estrattive sono disciplinate dall’art. 73. rispetto dei seguenti parametri: indice di edificabilità EF pari a
(11) A titolo esemplificativo e non esaustivo: impianti i sollevamento, impianti di depurazio- 0,002 mq/mq; appezzamento minimo pari a 10 Ha; altezza mas-
ne, serbatoi e centri idrici, manufatti di captazione acque potabili, impianti assimilabili, ecc.. sima degli edifici pari a m. 7 su tutti i lati.
(12) Gli usi e impianti di tipo: A5 (realizzati in attuazione dell’art. 81); A8; A10, A11, A12
(se realizzati con laghetti artificiali), possono essere subordinati, dal Comune, alla defini-
2. L’appezzamento di pertinenza dovrà essere oggetto di atto
zione di criteri localizzativi o di quote massime (mai superiori al 15%) rapportate alla
d’obbligo unilaterale da registrare e trascrivere nei pubblici
estensione di settori territoriali.
registri immobiliari a cura del richiedente, in cui sia specifica-
(13) Riguardano gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili previ-
sti dal D.LGT. n. 387/2003 di attuazione della direttiva 2001/77/CE.
to l’avvenuto asservimento ai nuovi manufatti.
(14) Sono ricavati all’interno delle aziende agricole e delle aree agricole di proprietà pub-
blica e assegnati a soggetti privati, enti o associazioni, per migliorare le aree agricole più 3. Dai limiti di edificabilità di cui al comma 1, e quindi dai rela-
degradate, e per finalità ricreative, sociali, educative; sono soggetti ad apposita regola- tivi asservimenti e dai limiti dimensionali dell’appezzamento,
mentazione. sono esclusi i silos, i fienili e le tettoie aperte sui quattro lati

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Titolo III Sistema ambientale e agricolo
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strumentali all’uso agricolo, con un indice massimo di copertu- atto d’obbligo con cui il proprietario s’impegni all’esecuzione a
ra IC - per l’insieme di dette strutture - pari allo 0,2% della super- sua cura e spese di tutti gli interventi di compensazione
ficie totale dell’appezzamento; sono altresì escluse le serre con ambientale; tale incremento è consentito anche per impianti di
indice massimo di copertura IC pari al 20% della superficie tota- estensione complessiva superiore a 30 Ha, in regime di conven-
le dell’appezzamento; detti manufatti dovranno essere vincola- zione con il Comune con prezzi o tariffe concordati.
ti in forma definitiva mediante atto d’obbligo registrato e tra-
scritto alle suddette destinazioni d’uso. Per i silos e i fienili e per 7. Fatte salve norme più restrittive di carattere igienico-sanita-
le tettoie mobili o fisse destinate alla conservazione di paglia e rio, i fabbricati per gli allevamenti zootecnici dovranno sorgere
fieno il limite massimo di altezza è elevato a m. 10. ad una distanza non inferiore a: m. 100 dalle singole case di abi-
tazione esistenti, salvo che le stesse case non siano parte inte-
4. I manufatti di cui al comma 1, salvo che per gli allevamenti grante dell’azienda agraria; a m. 500 dagli insediamenti resi-
zootecnici, dovranno essere concentrati in un’area ristretta e denziali esistenti o già pianificati o dal perimetro delle compo-
continua di superficie non superiore all’1% dell’appezzamento. nenti del Sistema insediativo, a parziale o prevalente destina-
zione residenziale, non ancora pianificate; a m. 500 dal perime-
5. Mediante presentazione e approvazione del PAMA, di cui tro del centro abitato; a m. 500 dalle aree di alimentazione delle
all’art. 79, possono essere consentite le seguenti deroghe alla sorgenti. In caso di allevamenti avicoli o suinicoli, la distanza
disciplina di cui ai precedenti commi: minima dalle singole abitazioni è portata a m. 200, le altre
a) gli interventi di cui ai commi 1 e 3 possono essere realizzati, distanze sono portate a m. 2.000.
con i medesimi parametri, anche su appezzamenti che alla
data del 29.5.97 risultino di dimensioni inferiori a 10 Ha, e 8. I fabbricati destinati agli allevamenti dovranno altresì esse-
comunque superiori o uguali a 1 Ha alla data della presen- re protetti da adeguata zona di rispetto, anche munita di
tazione del progetto d’intervento; recinzioni e opportune schermature vegetali entro cui è pos-
b) per appezzamenti superiori a 10 Ha, le previsioni edificatorie sibile ricomprendere gli impianti di raccolta e trattamento
potranno raggiungere complessivamente un indice ET pari a dei reflui zootecnici.
0,008 mq/mq, di cui una quota non superiore a 0,002 mq/mq
può essere destinata a “abitazioni agricole” di dimostrata
funzionalità e integrazione con le attività di produzione agri- Art.77. Disciplina dell’edificazione esistente
cola e zootecnica; tale quota, calcolata quale più remunerati-
va destinazione d’uso, è sottoposta al contributo straordina- 1. Sugli edifici esistenti sono ammessi interventi di catego-
rio di cui all’art. 20, da scomputare tramite la realizzazione o ria MO, MS, RC, RE, DR, AMP, come definiti dall’art. 9, nel
il finanziamento di interventi di categoria ambientale, di cui rispetto dei parametri e delle destinazioni previste dall’art.
all’art. 10, commi 2, 3, 4 e 5, e di infrastrutture pubbliche o di 76, ovvero con mantenimento dei parametri e delle destina-
uso collettivo al servizio della produzione agricola, anche in zioni esistenti, se legittimamente realizzate o successiva-
aree esterne all’appezzamento edificato; mente legittimate.
c) le strutture di cui al comma 3 possono essere realizzate oltre
gli indici di copertura ivi previsti; 2. Gli interventi di categoria RE3 o DR sono consentiti nel
d) l’area di concentrazione di cui al comma 4 può essere incre- rispetto delle disposizioni costruttive previste dall’art. 78.
mentata fino al 2%;
e) qualora le dimensioni del fondo superino 25 Ha, e per mul- 3. I manufatti agricoli ricadenti in appezzamenti di dimen-
tipli di questi, è possibile la realizzazione dei manufatti ed sione inferiore a 10 Ha possono essere oggetto di interventi di
annessi strumentali all’attività agricola, in due o più aree categoria RE2 ed AMP una tantum fino al 20% della SUL legit-
distinte. timamente realizzata, nei limiti dell’indice di edificabilità
stabilito per le citate aree, senza necessità di ricorso al PAMA.
6. Per gli impianti di golf già realizzati, anche non ricadenti L’appezzamento di pertinenza dovrà essere oggetto di un atto
nell’Agro romano, per i quali si richiede ampliamento delle d’obbligo registrato e trascritto in cui sia specificato l’avvenu-
attrezzature sportive e conseguente ampliamento delle dota- to asservimento all’ampliamento.
zioni di servizio collegate, fermo restando l’obbligo di conte-
stuale realizzazione degli interventi ambientali di cui all’art. 10, 4. È ammesso, tramite interventi di categoria RC ed RE1 su edi-
è possibile utilizzare l’edificabilità prevista nella quantità affe- fici esistenti alla data del 29 maggio 1997, il cambio di desti-
rente alla superficie lorda dell’area complessiva dell’impianto nazione d’uso anche verso le funzioni abitative, di cui all’art. 6,
per realizzare servizi generali quali: ristorazione, foresteria e comma 1, lett. a), previa approvazione del PAMA, purché si rea-
locali di servizio legati al tipo di attività (quali depositi attrezza- lizzi una sola unità immobiliare per unità edilizia, ovvero più
ture, palestra, rimessaggi veicoli speciali, spogliatoi, alloggio unità non inferiori a mq 110 di superficie utile ciascuna. In
custode, presidio sanitario ecc.). Qualora l’area complessiva del- questo caso la superficie di terreno da asservire con atto d’ob-
l’impianto sia superiore ai 100 Ha, l’indice di edificabilità potrà bligo registrato e trascritto non dovrà essere inferiore a mq
essere incrementato, come previsto al successivo art. 80. Il rila- 10.000 per la prima unità immobiliare, ovvero non inferiore a
scio del permesso di costruire per la realizzazione di quanto pre- mq 20.000 per ogni ulteriore unità immobiliare originata da
visto dal presente comma è subordinato alla sottoscrizione di frazionamento. In ogni caso l’area di pertinenza non dovrà

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Norme Tecniche di Attuazione
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essere inferiore a 10 volte la superficie coperta ed il progetto 6. Per modifiche degli elementi strutturanti il territorio agrico-
dovrà prevedere interventi REA, MIA e VLA o altri, ove necessa- lo si intendono:
ri, di cui all’art. 10. - le variazioni dei tracciati e dell’andamento altimetrico delle
strade poderali e interpoderali, nonché l’ampliamento delle
5. Le disposizioni di cui al comma 4 non si applicano per il recu- sezioni oltre i 5,5 m;
pero o la ristrutturazione di manufatti esistenti da destinarsi a - la modifica della conformazione altimetrica del terreno, dei
servizi ricettivi relativi ad attività agrituristiche, non costituen- pendii e dei terrazzamenti;
do frazionamento a fini abitativi né cambio di destinazione - la rimozione degli elementi della vegetazione, quali filari,
d’uso, in conformità alla normativa regionale vigente in mate- viali alberati, sistemi di siepi naturali, masse arboree di
ria di agriturismo; in tali casi è comunque obbligatoria la pre- specie autoctone, alberi isolati di specie autoctone di età
sentazione del PAMA, di cui al successivo art. 79. superiore ad anni 80 o di altezza superiore a 10 m; sono
escluse da tale definizione le colture arboree da frutto, gli
impianti specializzati di arboricoltura da legno e le for-
Art.78. Norme generali per l’edilizia rurale e per gli spazi mazioni forestali da gestirsi in conformità ai vincoli di cui
aperti di pertinenza al D.LGT n. 42/2004 ed alla normativa regionale vigente in
materia forestale;
1. Nell’Agro romano gli interventi di categoria NE, DR, nonché di - la variazione dei tracciati di fossi e canali;
RE di edifici residenziali esistenti, dovranno essere realizzati - la manomissione dei manufatti caratteristici dell’Agro roma-
secondo le prescrizioni di seguito indicate: no, quali fontanili, portali, muri in pietra.
a) i tetti dovranno essere a falda e con elementi di copertura in
laterizio; 7. I movimenti terra, e le opere di sostegno, finalizzati alla con-
b) dovranno essere utilizzati materiali di finitura e serramenti duzione agricola, dovranno essere realizzati a regola d’arte
tradizionali (intonaco, laterizi, pietra a faccia vista, infissi in senza produrre alterazioni dell’assetto idrogeologico dei luo-
legno e persiane alla romana); ghi, limitandoli allo stretto indispensabile e garantendo costan-
c) la parte interrata dell’edificio dovrà essere contenuta nel temente la stabilità dei luoghi; a questo riguardo dovranno esse-
perimetro della proiezione a terra dell’edificio medesimo. re adottati tutti gli accorgimenti tecnici necessari per evitare
l’innesco di fenomeni erosivi e di smottamento.
2. È ammesso l’utilizzo di elementi architettonici legati all’ado-
zione di tecnologie per il risparmio energetico e al ricorso ad 8. Il consolidamento delle scarpate e delle opere di conteni-
energie rinnovabili. mento dovrà avvenire attraverso l’uso di tecniche bio-ingegne-
ristiche. Nel caso in cui il ricorso a tali tecniche non sia possibi-
3. Potranno essere ammesse soluzioni progettuali diverse da le, gli interventi di sistemazione delle scarpate dovranno essere
quelle indicate al comma 1, a condizione che il “Comitato per eseguiti con ciglionamenti lungo la linea di massima pendenza,
la qualità urbana e edilizia” si pronunci positivamente circa il con altezza massima del ciglione 120 cm e con profondità mas-
corretto inserimento delle stesse nel contesto paesistico- sima dello stesso di 450 cm. Il muro di contenimento dovrà
ambientale. comunque essere rivestito con materiale naturale.

4. Per quanto riguarda le superfici scoperte dovranno essere


osservate le seguenti prescrizioni: Art.79. Piano ambientale di miglioramento agricolo
a) le superfici esterne potranno essere pavimentate in misura
non superiore al 30% della superficie coperta dei fabbricati, 1. Nell’Agro romano, sono soggetti a Piano ambientale di miglio-
le relative pavimentazioni dovranno escludere coperture ramento agricolo (PAMA):
asfaltate; a) gli interventi di cui all’art. 72, comma 7, lett. b);
b) i piazzali e le strade potranno essere realizzati in terra bat- b) gli interventi di cui all’art. 76, comma 5;
tuta o breccia o pavimentazioni erbose carreggiabili, con l’e- c) gli interventi di cui all’art. 77, commi 4 e 5;
sclusione di coperture asfaltate; d) gli interventi di cui all’art. 78, comma 5;
c) è ammessa la realizzazione di accessi carrabili asfaltati per e) gli interventi di cui all’art. 80;
una lunghezza massima di 20 m, esclusivamente in corri- f) gli interventi di nuova edificazione che riguardino appezza-
spondenza dell’innesto sulla viabilità di ordine superiore, se menti superiori a 25 Ha.
anch’essa asfaltata;
d) è vietata la costruzione di recinzioni in muratura di altezza 2. Il PAMA ha le finalità, i contenuti e gli effetti del “Piano di uti-
superiore a 60 cm. lizzazione aziendale” PUA, di cui all’art. 57, LR n. 38/1999.

5. Sono consentiti gli interventi di gestione e manutenzione 3. Il PAMA è presentato dal proprietario del fondo o dal con-
ordinaria del fondo. Nel caso in cui tali interventi comportino duttore dell’azienda agricola, o dal legale rappresentante di
modifiche degli elementi strutturanti il territorio agricolo, essi cooperative agricole e associazioni di imprenditori agricoli
verranno autorizzati previa redazione di un PAMA, di cui al suc- - costituite ai sensi della legislazione vigente - o di società
cessivo art. 79. cooperative o associazioni con finalità di gestione agricola

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Titolo III Sistema ambientale e agricolo
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del territorio e di promozione delle attività integrative legate di nuclei di servizi comuni, costituiti da attrezzature non stret-
al tempo libero, all’educazione ambientale, all’agriturismo. tamente necessarie alla conduzione agricola del fondo, ma utili
alla conservazione, lavorazione e commercializzazione dei pro-
4. Il PAMA deve essere redatto da un dottore agronomo fore- dotti del fondo.
stale o da un perito agrario, nonché ove necessario e nei limi-
ti delle rispettive competenze, da un architetto, un ingegnere 2. Essi devono costituire un unico complesso integrato, con le
od un geometra. Il PAMA è sottoposto alla procedura di cui seguenti destinazioni d’uso:
all’art. 57 della LR n. 38/1999 e deve essere approvato dai com- a) impianti di conservazione e lavorazione di prodotti agricoli
petenti uffici comunali, che si avvalgono di apposita commis- e zootecnici;
sione tecnico-consultiva che si esprime nel termine di 90 gior- b) mercati o mostre mercato di prodotti agricoli e zootecnici o
ni, anche attraverso l’attivazione di conferenze di servizi di di prodotti artigianali connessi alla produzione del fondo;
cui all’art. 14 della legge n. 241/1990. c) attrezzature e servizi agrituristici per il turismo rurale e per
attività didattico-culturali;
5. Il PAMA dovrà comprendere la seguente documentazione: d) punti di ristoro solo se di appoggio alle attrezzature di cui al
a) una descrizione della situazione attuale delle attività di con- punto b) e c);
duzione del fondo sotto il profilo tecnico, economico, pro- e) strutture per il rimessaggio e l’ordinaria manutenzione
duttivo ed occupazionale; delle trattrici e delle macchine agricole.
b) una descrizione, sotto il profilo tecnico, economico, produt-
tivo ed occupazionale, degli interventi programmati per lo 3. La realizzazione del nucleo di servizi dovrà essere sottoposta
svolgimento delle attività agricole e/o delle attività connesse; alla disciplina di cui all’art. 10, commi 10 e 11, al fine di valuta-
c) una descrizione dettagliata degli interventi edilizi necessari re la compatibilità dell’intervento con il contesto ambientale e
per migliorare le condizioni di vita e di lavoro dell’impren- paesaggistico.
ditore agricolo e degli eventuali salariati o altro personale
dipendente, nonché per il potenziamento delle strutture 4. I fondi concorrenti alla determinazione del bacino di servi-
produttive; zio del nucleo e quindi al suo dimensionamento, dovranno
d) l’individuazione dei fabbricati esistenti da mantenere, da essere oggetto di un atto d’obbligo unilaterale da registrare e
recuperare e da valorizzare; trascrivere nei pubblici registri immobiliari a cura del richie-
e) l’individuazione dei fabbricati esistenti ritenuti non più dente in cui sia specificato l’avvenuto asservimento dei fondi
necessari e coerenti con le finalità economiche e strutturali ai nuovi manufatti.
descritte dal PAMA, definendone l’uso previsto;
f) la definizione dei tempi e delle fasi di attuazione del PAMA
stesso; Art.81. Ricettività per il turismo itinerante
g) la Valutazione ambientale preliminare di cui all’art. 10,
commi 10 e 11; 1. Per ricettività all’aria aperta s’intende la possibilità di
h) gli interventi ambientali di cui all’art. 10, individuati ad destinare parte del fondo agricolo alla ricettività del turi-
esito della Valutazione ambientale di cui alla lett. g); smo itinerante a completamento e ad integrazione dell’atti-
i) gli interventi ambientali e infrastrutturali da realizzare vità agricola. A tal fine, è consentita, in appezzamenti non
quale contropartita del contributo straordinario, ai sensi superiori a 5 Ha alla data di adozione del presente PRG, la
dell’art. 76, comma 5, lett. b). realizzazione, ai sensi della LR n. 59/1985 e con esclusione di
quanto previsto dall’art. 2, comma 3, della stessa legge, di
6. La realizzazione del PAMA è garantita con atto d’obbligo uni- aree attrezzate per:
laterale, redatto ai sensi dell’art. 57, comma 5, LR n. 38/1999, da a) il soggiorno autosufficiente, destinate a mezzi itineranti
registrare e trascrivere nei pubblici registri immobiliari a cura - quali caravan, camper, autocaravan - non necessitanti di
del richiedente; tale atto d’obbligo dovrà, tra l’altro, prevedere servizi igienici esterni;
l’asservimento dell’appezzamento ai manufatti pertinenti. b) agricampeggi.

7. Il PAMA ha durata poliennale e comunque non inferiore a 10 2. Fermo restante quanto previsto dalle suddette normative, in
anni, e può essere modificato su richiesta dell’azienda agricola quanto integrative o più restrittive, per entrambe le attrezzatu-
dopo il triennio, a scadenze biennali con le stesse procedure re, sono stabilite le seguenti prescrizioni:
relative all’approvazione. a) Superficie territoriale massima: 50.000 mq;
b) Densità massima: 30 equipaggi/Ha, suddivisi in piazzole di
superficie minima di 60 mq, capaci di accogliere l’equipag-
Art.80. Nuclei di servizi gio standard medio di 4 persone;
c) Indice di edificabilità ET: 0,008 mq/mq, destinati a strutture
1. Per aziende agricole - singole o associate - con fondi contigui di servizio connesse e complementari (quali ricezione, uffi-
o prossimi di superficie di almeno 100 Ha, il PAMA può preve- ci, piccolo ristoro, magazzini ecc.); negli agricampeggi, non
dere, oltre a quanto già consentito dall’art. 76, una ulteriore si computano i servizi igienici, nella misura minima obbli-
edificazione pari a 0,003 mq/mq, finalizzata alla realizzazione gatoria prevista dalle norme vigenti;

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Piano Regolatore Generale
Norme Tecniche di Attuazione
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d) i manufatti devono essere realizzati preferibilmente in ele-


menti leggeri non vincolati permanentemente al suolo
ovvero su fondazioni superficiali leggere, a basso impatto
ambientale. L’altezza massima deve essere pari a m. 3,50;
e) le aree destinate alle piazzole di sosta, ai parcheggi ed ai ser-
vizi di cui alle lett. b), c), ivi compresi gli spazi ed i percorsi
di distribuzione ed accesso, non devono superare il 50%
della superficie territoriale; la restante parte deve essere
destinata a verde naturalistico consono alle caratteristiche
del contesto ambientale, colture agricole arboree e boschi-
ve, nonché a verde ricreativo per una superficie non supe-
riore al 10% della ST;
f) il regolamento d’uso delle attrezzature deve obbligatoria-
mente prevedere la durata massima del soggiorno in 90
giorni consecutivi.

3. Gli interventi di cui al comma 1 sono subordinati all’adozione,


da parte del Comune, di un “Programma comunale di sviluppo
ed indirizzo delle attività turistico-ricreative in Agro romano”,
anche nella forma del Programma integrato di cui all’art. 14, che
stabilisce le condizioni e la localizzazione delle attrezzature,
anche per fasi temporali e settori territoriali, nonché le modalità
di applicazione del contributo straordinario di cui all’art. 20. Il
programma dovrà tendere, in particolare, alla promozione e
integrazione, in ambito rurale, della filiera ambiente-turismo-
cultura. Le singole proposte d’intervento devono definire l’asset-
to fisico e funzionale, la valutazione e gli interventi di categoria
ambientale, ai sensi dell’art. 10, la sistemazione di eventuali beni
individuati dalla Carta per la qualità, ai sensi dell’art. 16, gli oneri
e le obbligazioni dei soggetti attuatori in ordine alla realizzazio-
ne degli interventi e alla gestione dei servizi.

4. In assenza del Programma di cui al comma 3, e limitatamen-


te agli appezzamenti di estensione non superiore a 30.000 mq
alla data di adozione del presente PRG, gli interventi possono
essere attuati con modalità diretta convenzionata: in tal caso, le
proposte d’intervento sono presentate tramite PUAT (Piano di
utilizzazione ambientale turistica), corredato da convenzione
o atto d’obbligo, e con i contenuti e le elaborazioni di cui al
comma 3, da valutarsi anche in rapporto all’utilizzazione agri-
cola in atto. Il PUAT è approvato dagli Uffici comunali compe-
tenti, anche mediante conferenza di servizi, entro 90 giorni
dalla presentazione.

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Piano Regolatore Generale
Titolo III Sistema ambientale e agricolo
070/087 TITOLO IV 22-05-2008 11:57 Pagina 70

non decaduti, conservano il regime in atto fino alla deca-


Titolo IV Sistema dei servizi, denza dell’efficacia degli atti istitutivi e del loro eventuale
delle infrastrutture rinnovo.
e degli impianti 4. Gli immobili privati esistenti, non adibiti a servizi pubblici,
ma a funzioni assimilabili alle destinazioni d’uso di cui agli
Capo 1° Componenti del sistema dei servizi, delle infrastrutture articoli 84 e 85, possono rimanere di proprietà privata, pur-
e degli impianti ché ne sia garantito l’uso pubblico tramite convenzione con il
Capo 2° Servizi pubblici Comune o con altri Enti pubblici competenti.
Capo 3° Servizi privati e verde privato attrezzato
Capo 4° Infrastrutture per la mobilità 5. Le aree di cui al comma 2 sono acquisite tramite espropria-
Capo 5° Infrastrutture tecnologiche zione per pubblica utilità, ai sensi del DPR n. 327/2001, ovve-
Capo 6° Reti tecnologiche ro, nei casi e con le modalità espressamente previste dall’art.
22, mediante cessione compensativa.

6. Ai fini della coordinata acquisizione pubblica delle aree, e


ai sensi dell’art. 13, comma 3, il Comune predispone, di
norma, un “Programma di acquisizione, utilizzazione e
gestione delle aree destinate a servizi pubblici”, esteso a con-
grui ambiti territoriali, volto a conseguire, sulla base delle
indicazioni dell’elaborato G8, i livelli e le partizioni degli
standard urbanistici di cui agli articoli 7 e 8, e che individui,
Capo 1° Componenti del sistema dei servizi, tra l’altro, le aree d’intervento, le modalità di acquisizione, le
delle infrastrutture e degli impianti fasi temporali, le risorse finanziarie. L’elaborato G8 registra,
periodicamente, le indicazioni di tale programma e il suo
Art.82. Articolazione delle componenti stato di avanzamento. Se limitato ai servizi locali di cui
all’art. 85, il Programma può essere promosso dal Municipio,
1. Il Sistema dei servizi, delle infrastrutture e degli impianti si artico- limitatamente al proprio territorio, e sottoposto all’approva-
la nelle seguenti componenti: zione del Consiglio comunale; può essere altresì parte inte-
a) Servizi pubblici; grante della “Carta municipale degli obiettivi” di cui all’art.
b) Servizi privati e verde privato attrezzato; 13, comma 4.
c) Infrastrutture per la mobilità;
d) Infrastrutture tecnologiche; 7. In analogia a quanto previsto dall’art. 13, comma 14, il
e) Reti tecnologiche. Comune, se previsto dai Programmi di cui al comma 6 e nel-
l’ambito degli stessi, può consentire la realizzazione e gestio-
ne delle aree destinate a verde pubblico e ad attrezzature
sportive e per il tempo libero, oltre che a soggetti terzi, anche
Capo 2° Servizi pubblici ai proprietari che ne facciano richiesta, sulla base di un piano
di gestione da recepire in apposita convenzione; in questo
Art.83. Servizi pubblici. Norme generali caso, l’area e le attrezzature realizzate sono cedute al Comune
al termine della convenzione, ove non rinnovata.
1. Le aree per Servizi pubblici si articolano in aree per Servizi pubblici
di livello urbano ed aree per Verde pubblico e servizi pubblici di 8. Sugli edifici esistenti, in attesa di quanto previsto al comma
livello locale individuate negli elaborati 2. e 3. “Sistemi e Regole”, 9, sono consentiti esclusivamente interventi di categoria MO,
rapp. 1:5.000 e 1:10.000. Esse sono destinate a spazi, attrezzature e MS, RC, RE1, di cui all’art. 9. Sono consentiti altresì interventi
servizi pubblici rispettivamente di interesse comunale o sovraco- di categoria RE2, senza aumento di SUL, con cambi di destina-
munale e di interesse locale, come specificati negli articoli 84 e 85. zione d’uso, solo se volti all’introduzione di funzioni assimi-
labili a quelle previste dagli articoli 84 e 85.
2. Le aree su cui tali servizi non siano già stati realizzati e che
non siano già di proprietà di Enti pubblici, o comunque isti- 9. I servizi pubblici di cui al comma 1 sono realizzati median-
tuzionalmente preposti alla realizzazione e/o gestione dei ser- te progetto pubblico unitario, predisposto dal Comune o dai
vizi di cui al comma 1, sono preordinate alla acquisizione soggetti concessionari o convenzionati e approvato dalla
pubblica da parte del Comune o di altri soggetti qualificabili Giunta comunale, nel caso di servizi pubblici di livello locale,
quali beneficiari o promotori dell’esproprio, ai sensi dell’art. e dal Consiglio comunale, nel caso di servizi pubblici di livel-
3, comma 1, lett. c) e d), del DPR n. 327/2001. lo urbano. Sono soggetti alla medesima procedura i cambia-
menti di destinazione dei servizi esistenti, dall’una all’altra
3. I fabbricati di proprietà privata già adibiti a servizi pubblici delle tipologie previste dagli articoli 84 e 85. Nel progetto uni-
in forza di provvedimenti amministrativi o atti convenzionali tario di nuovo impianto, è possibile procedere allo stralcio

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Norme Tecniche di Attuazione
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degli edifici esistenti e dei relativi lotti di pertinenza, che, in - IP (ST): 40%;
tal caso, non concorrono alla determinazione della ST e del- - DA (ST): 20 alberi/Ha; DAR (ST): 40 arbusti/Ha;
l’indice ET. - Parcheggi pubblici e privati: calcolati ai sensi dell’art. 7,
comma 1, secondo le corrispondenti destinazioni d’uso, di
10. In sede di progettazione e realizzazione dei servizi pubbli- cui all’art. 6, comma 1.
ci, e comunque di qualsiasi opera di edilizia pubblica o di uso
pubblico anche localizzata fuori dalle componenti di cui agli 3. All’interno delle attrezzature complementari alla mobilità,
articoli 84 e 85, vanno rispettate le norme in materia di acces- di cui al comma 1, lett. k), sono comprese le aree e le strutture
sibilità ed eliminazione di barriere architettoniche. In sede di di servizio per il trasporto pubblico locale, attualmente di
formazione degli interventi indiretti, le aree destinate a servi- proprietà dell’Atac o del Co.tra.l., destinate a depositi, attrez-
zi pubblici o aperti al pubblico devono essere individuate zature, impianti e annesse sedi amministrative. In tali aree
tenendo conto della necessità di rispettare, in sede di proget- sono consentiti interventi di categoria RE e DR, senza aumen-
tazione delle opere, le norme suddette. L’accesso pedonale to della volumetria (Vc) esistente. Qualora tali immobili rica-
agli spazi e edifici pubblici o d’uso pubblico deve essere dano negli Ambiti di valorizzazione o nelle Centralità metropolita-
garantito a tutti i cittadini, compresi quelli con ridotta capa- ne ed urbane, si applica rispettivamente la disciplina prevista
cità motoria e sensoriale. dagli articoli 43 e 65, senza l’applicazione dell’eventuale
divieto di incremento della SUL esistente.

Art.84. Servizi pubblici di livello urbano 4. Nelle aree di cui al comma 3, la dismissione o riconversione
funzionale degli immobili per usi diversi dal servizio per il
1. Le aree per Servizi pubblici di livello urbano sono individuate trasporto pubblico locale, è subordinata all’approvazione, da
negli elaborati 2 e 3. “Sistemi e Regole”, rapp. 1:5.000 e 1:10.000. parte del Comune, di un Programma generale, anche per fasi
Tali aree sono destinate ai seguenti servizi o attrezzature: o ambiti urbani, che individui, per ogni area, le nuove specifi-
a) Attrezzature per l’istruzione superiore (attrezzature per l’istru- che destinazioni d’uso e la SUL massima consentita, ferma
zione secondaria); restando la volumetria (Vc) esistente, sulla base di una valuta-
b) Attrezzature sanitarie (attrezzature e servizi di carattere sani- zione di sostenibilità urbanistica estesa agli ambiti di riferi-
tario e assistenziale); mento, fatti salvi comunque i limiti e le condizioni derivanti
c) Sedi amministrative pubbliche (costruzione, ampliamento, dall’applicazione della disciplina di cui all’art. 94, commi 9 e
ristrutturazione e ammodernamento delle sedi della pubbli- 10. In assenza di tale Programma, il Comune può precedere,
ca amministrazione ai vari livelli, ivi incluso quello locale); per motivi di necessità e urgenza, mediante separati stru-
d) Attrezzature universitarie (sedi universitarie e relativi servizi, menti urbanistici attuativi.
comprese le foresterie, le residenze per studenti e le attrez-
zature sportive);
e) Attrezzature sportive e per il tempo libero (impianti e attrezza- Art.85. Verde pubblico e servizi pubblici di livello locale
ture per lo sport e gli spettacoli sportivi);
f) Attrezzature culturali e congressuali (musei, biblioteche, gran- 1. Le aree per Verde pubblico e servizi pubblici di livello locale sono
di attrezzature culturali, centri congressuali); individuate negli elaborati 2. e 3. “Sistemi e Regole”, rapp.
g) Attrezzature per l’ordine pubblico e la sicurezza (sedi della 1:5.000 e 1:10.000. Tali aree sono destinate ai seguenti servizi
Polizia, dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco, della o attrezzature:
Protezione Civile e strutture carcerarie); a) Istruzione di base (asili nido, scuole materne e scuole del-
h) Attrezzature militari (insediamenti, immobili, impianti e l’obbligo, pubbliche e di interesse pubblico);
attrezzature di carattere militare); b) Attrezzature di interesse comune (attrezzature partecipative,
i) Servizi essenziali per lo Stato; amministrative, culturali, sociali, associative, sanitarie,
j) Cimiteri (le aree relative a tali attrezzature sono specificata- assistenziali e ricreative, mercati in sede fissa o saltuari,
mente indicate nell’elaborato 3.“Sistemi e Regole”, rapp. altri locali di uso o di interesse pubblico; tra le attrezzatu-
1:10.000, con apposito perimetro per l’applicazione dei re sociali, sanitarie e assistenziali, possono essere ricom-
prescritti vincoli di inedificabilità); prese le residenze sanitarie per anziani);
k) Attrezzature complementari alla mobilità, come definite all’art. c) Attrezzature religiose (edifici di culto e complessi parroc-
94, comma 3; chiali con le relative funzioni riconosciute: sociali, forma-
l) Attrezzature per la raccolta dei rifiuti solidi urbani (escluso quel- tive, culturali, assistenziali, ricreative e sportive a essi con-
le elencate all’art. 106, comma 3). nesse ai sensi della normativa di legge vigente);
d) Verde pubblico (parchi naturali, giardini ed aree per il gioco dei
2. Per la realizzazione dei servizi e delle attrezzature di cui al ragazzi e dei bambini e per il tempo libero degli adulti: even-
comma 1, escluso quelle di cui alle lett. g), h), i), j), k), l), sog- tualmente attrezzati con chioschi, punti di ristoro, servizi
gette a norme specifiche o di settore, si applicano i seguenti igienici, con esclusione del verde pubblico di arredo stradale;
parametri e grandezze urbanistico-ecologiche: orti urbani sociali, secondo la definizione di cui all’art. 75,
- ET: 0,5 mq/mq; 1,0 mq/mq per attrezzature sanitarie e comma 1, nota 14, in misura non superiore al 5%);
ospedaliere; e) Verde sportivo (impianti sportivi coperti e scoperti);

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Piano Regolatore Generale
Titolo IV Sistema dei servizi,
delle infrastrutture e degli impianti
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f) Parcheggi pubblici (da realizzarsi a raso, alberati con DA=2 d’uso: “abitazioni collettive”, “servizi alle persone”, “attrezzatu-
alberi ogni 100 mq); re collettive”; gli interventi si attuano con modalità diretta con-
g) Attrezzature per la raccolta dei rifiuti solidi urbani (escluso quel- venzionata nelle zone fino a 2,5 Ha, con modalità indiretta
le elencate all’art. 106, comma 3); nelle zone di estensione superiore, e sono sottoposti al contri-
h) Parcheggi privati (da realizzare nel sottosuolo, ai sensi e con buto straordinario di cui all’art. 20.
le modalità dell’art. 9, comma 4, della legge n. 122/1989).
5. In caso di dismissione, è consentito il riuso degli edifici esi-
2. Per la realizzazione dei servizi e delle attrezzature di cui al stenti con le seguenti destinazioni d’uso:
comma 1, escluso quelle di cui alle lett. f), g), h, si applicano i a) Commerciali e Servizi, a CU/b e CU/m;
seguenti parametri e grandezze urbanistico-ecologiche: b) Turistico-ricettive, limitatamente a “strutture ricettive alber-
- ET: 0,5 mq/mq; 0,05 mq/mq per il verde pubblico; 0,25 ghiere ed extra-alberghiere”.
mq/mq per il verde sportivo; 0,6 mq/mq per le attrezzatu-
re religiose (per le strutture esistenti sono consentiti inter- 6. Gli interventi di dismissione sono sottoposti a strumento
venti diretti di categoria MO, MS, RC, RE, nonché interven- urbanistico esecutivo che verifichi la sostenibilità urbanistica
ti di categoria DR ed AMP fino all’indice EF di 0,6 mq/mq); delle nuove funzioni, anche in rapporto al fabbisogno dei ser-
- IP (ST): 30%; 75% per il verde pubblico; vizi di cui al comma 1 nell’ambito urbano di riferimento, non-
- DA (ST): 20 alberi/Ha; DAR (ST): 40 arbusti/Ha; ché al contributo straordinario di cui all’art. 20. La SUL sogget-
- Parcheggi pubblici e privati: calcolati ai sensi dell’art. 7, ta alle destinazioni d’uso di cui al comma 5 non deve eccedere
comma 1, secondo le corrispondenti destinazioni d’uso, di la SUL preesistente agli ampliamenti di cui al comma 2 e il 50%
cui all’art. 6, comma 1; per il verde sportivo, si applica l’art. della SUL complessiva di progetto.
87, commi 2 e 3.
7. Parametri e grandezze urbanistico–ecologiche (in caso di
interventi di categoria DR o NE):
- IP = 30%;
Capo 3° Servizi privati e verde privato attrezzato - DA = 40 alberi/Ha; DAR = 80 arbusti/Ha.

Art.86. Servizi privati


Art.87. Verde privato attrezzato
1. Le aree per Servizi privati sono individuate negli elaborati 2. e
3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:5.000 e 1:10.000. Esse comprendono 1. Le aree per Verde privato attrezzato, individuate negli elabora-
servizi e attrezzature di livello urbano e di livello locale di pro- ti 2. e 3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:5.000 e 1:10.000, sono desti-
prietà privata, quali attrezzature scolastiche, sanitarie, associati- nate al mantenimento e/o alla messa a dimora di alberature,
ve, culturali, religiose e abitative (studentati, case per anziani) accompagnate dalla realizzazione di attrezzature sportive e di
con finalità assistenziali, nonché sedi amministrative delle servizi connessi (servizi igienici, spogliatoi, magazzini) e com-
aziende erogatrici di pubblici servizi. plementari (bar, ristoro, mini-shop; servizi culturali, didattici e
ricreativi; foresterie, alloggio custode).
2. Sono consentiti interventi di recupero degli edifici esistenti,
di categoria MO, MS, RC, RE1. Sono altresì consentiti interventi 2. Parametri e grandezze urbanistico–ecologiche:
di categoria RE2, DR, AMP, con incremento della SUL fino all’in- - ET = 0,09 mq/mq, di cui non oltre 0,03 mq/mq per servizi
dice ET=0,6 mq/mq, senza eccedere il 50% della SUL esistente. La complementari (sono esclusi dal computo della SUL gli
SUL aggiuntiva è destinata ai servizi di cui al comma 1, escluse impianti sportivi scoperti o con copertura pressostatica);
le sedi amministrative, e alle “attrezzature collettive”, come - H max = m. 10, salvo impianti sportivi coperti;
definite all’art. 6, comma 1, lett. c). Per la SUL esistente, sono - IC max = 15% (impianti sportivi coperti, servizi connessi e
ammessi cambi di destinazione d’uso nell’ambito dei servizi complementari);
specificati al comma 1, esclusi quelli volti a introdurre o incre- - IP = 70%;
mentare le sedi amministrative. - DA = 40 alberi/Ha; DAR = 80 arbusti/Ha;
- Parcheggi privati = 3 mq/10 mq SUL;
3. Gli interventi di cui al comma 2, che comportino un incre- - Parcheggi pubblici = un posto auto, pari a 20 mq, ogni 2,5
mento della SUL superiore al 15% di quella esistente, sono sog- unità di capienza degli impianti, calcolata come numero
getti: all’integrale reperimento della dotazione di parcheggi massimo di praticanti e spettatori, con le modalità di cui al
pubblici e privati; al contributo straordinario di cui all’art. 20; comma 3; è consentito sostituire un posto auto con 3 posti
a modalità diretta convenzionata o, in caso di ST superiore a 2,5 moto di 5 mq ciascuno.
Ha, a intervento indiretto.
3. Salvo diversa o integrativa disciplina di settore, la capienza di
4. Sono consentiti altresì interventi di categoria NE, esclusiva- spettatori è calcolata secondo il tipo di manifestazione per cui
mente per il completamento o l’attuazione delle zone classifi- l’impianto è omologato e la capienza di spazi appositamente
cate L, M2 o G4 dal precedente PRG, secondo la disciplina da dedicati (0,40 mq per posto a sedere; 0,25 mq per posto in
esso stabilita, ma limitatamente alle seguenti destinazioni piedi), mentre la capienza di praticanti per le diverse tipologie

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Piano Regolatore Generale
Norme Tecniche di Attuazione
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di impianti sportivi, salvo diversa o integrativa normativa di attrezzature sportive, come definiti dal comma 1, o comunque
settore, è così calcolata: all’adeguamento alle norme funzionali e di sicurezza: tale esclu-
- campo da tennis: 5 persone; siva finalizzazione è accertata mediante il raffronto con i pro-
- campo polivalente: 20 persone; getti in precedenza abilitati. Sono fatti salvi eventuali maggiori
- campo di calcio, atletica, rugby, hockey, baseball: 30 perso- incrementi consentiti dalle diverse norme di componente.
ne;
- pista di pattinaggio: 1 persona/4 mq di pista;
- palestra: fino a 500 mq: 1 persona/15mq; oltre 500 mq: 1 Art.88. Campeggi
persona/20 mq;
- piscina con corsie per nuoto: 1 persona/20 mq di specchio 1. Le aree per Campeggi sono individuate nell’elaborato 3.
d’acqua; “Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000. A tali aree si applica la disci-
- piscina per gioco o parco-acquatico: 1 persona/2 mq di spec- plina legislativa e regolamentare della Regione Lazio, specifica-
chio d’acqua. tamente rivolta a tale tipologia ricettiva, come integrata dalle
norme seguenti.
4. Le aree già destinate dal precedente PRG a zone G4, con
superficie territoriale (ST) superiore a 10 Ha, possono essere 2. Le aree di cui al comma 1 sono destinate alla realizzazione di
destinate a parchi tematici o parchi-divertimento, con i “strutture ricettive all’aria aperta”, aperte al pubblico, a gestio-
seguenti parametri: ne unitaria, attrezzate per la sosta e il soggiorno di turisti prov-
- ET = 0,15 mq/mq; visti di mezzi autonomi di pernottamento o che usufruiscono
- IC max = 25%; di mezzi di pernottamento messi a disposizione dalla struttura
- IP = 60%; ricettiva. In tali complessi, oltre ai servizi comuni, è consentita
- DA = 30 alberi/Ha; DAR = 60 arbusti/Ha; l’installazione di strutture non permanentemente infisse al
- Destinazioni d’uso: Commerciali a CU/b e CU/m; Servizi, suolo o di facile rimozione, quali tende, caravan, roulotte, case
escluso “sedi della pubblica amministrazione e delle pub- mobili, maxicaravan e bungalow.
bliche istituzioni nazionali, estere e sopranazionali”;
Turistico-ricettive; 3. All’interno di tali aree, e nell’ambito della stessa gestione
- Mix funzionale: Commerciali + Servizi (escluso direzionale unitaria, una quota non superiore al 30%, in termini di esten-
privato e attrezzature collettive) + Turistico-ricettive: max 30% sione, può essere altresì destinata ad aree attrezzate per il depo-
SUL; “direzionale privato”: max 5% SUL; “attrezzature collet- sito o rimessaggio di mezzi e veicoli per il turismo itinerante,
tive”: min. 50%. compresa la nautica da diporto, come definiti dalle norme
legislative e regolamentari regionali; sono fatti salvi i depositi e
5. Gli interventi di cui al comma 1 si attuano con modalità rimessaggi esistenti di mezzi e veicoli per il turismo itinerante,
diretta convenzionata; gli interventi di cui al comma 4 si attua- se legittimi o legittimati a seguito di condono edilizio e se in
no con modalità indiretta; in entrambi i casi, la definizione regola con le normative amministrative di settore.
progettuale è estesa all’intera area della componente di PRG.
4. Con successivo provvedimento di Consiglio comunale, e
6. Nell’ambito dei progetti unitari di cui al comma 5, e comun- tenendo conto dei Regolamenti regionali ancora da emanarsi ai
que nel rispetto dei parametri complessivi di cui al comma 2: sensi dell’art. 23, comma 6, della LR n. 13/2007, il Comune potrà
a) una quota della ST non superiore al 15% può essere destina- emanare disposizioni regolamentari di ripartizione delle quote
ta ad autorimesse e box privati interrati, riservati ai residen- ricettive, minime o massime, da riservare a turisti provvisti o
ti delle zone limitrofe; sprovvisti di mezzi di pernottamento, o anche distinte tra per-
b) una quota della ST non superiore al 40% può essere destina- manenti o temporanee o da riservare per i soggiorni prolungati,
ta ad aree attrezzate per campeggi, come disciplinate dal- ivi compreso il periodo massimo di soggiorno; potrà altresì assu-
l’art. 88, o ad aree per impianti da golf: in tale ultimo caso, la mere iniziative, anche nelle forme del Programma integrato,
quota massima del 40% di ST può essere applicata anche volte a promuovere l’adeguamento dei complessi ricettivi esi-
all’insieme di più aree di cui al comma 1, associate in un’u- stenti alle nuove norme di emanazione regionale o comunale.
nica proposta progettuale.
5. La realizzazione o la ristrutturazione dei complessi ricettivi è
7. I parametri e le grandezze urbanistico-ecologiche di cui ai subordinata a progetto unitario, corredato da atto d’obbligo o
commi 2, 3 e 4 e le destinazioni d’uso di cui al comma 6, non convenzione, con cui il soggetto attuatore si impegni a realiz-
sono applicabili alle aree già trasformate sulla base di stru- zare, a propria cura e spese, ogni opera prevista dal Progetto, ivi
menti urbanistici esecutivi. comprese le connessioni esterne, e a rispettare ogni norma
regolamentare in materia di igiene, sicurezza e gestione del-
8. Per tutti gli impianti sportivi esistenti alla data di adozione l’attività. Il Comune può subordinare tali interventi alla proce-
del presente PRG, anche localizzati all’esterno delle aree di cui al dura del Programma integrato, che stabilisca preliminarmen-
comma 1, è consentito un incremento una tantum della SUL fino te, e anche in modo flessibile, le disposizioni regolamentari di
al 10%, anche in eccedenza all’indice di cui al comma 2, finaliz- cui al comma 1 e i criteri di carattere prestazionale da osserva-
zato alla realizzazione o ampliamento dei servizi connessi alle re per la riqualificazione dei complessi ricettivi esistenti.

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Piano Regolatore Generale
Titolo IV Sistema dei servizi,
delle infrastrutture e degli impianti
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6. La densità massima è pari a 70 equipaggi e 250 persone per 4. I limiti delle aree per le infrastrutture della mobilità corri-
ettaro. I bungalow, dovranno essere realizzati in materiale leg- spondono identicamente a quelli delle rispettive fasce di perti-
gero, non vincolati permanentemente al suolo e di agevole nenza, di cui al successivo art. 92, anche quando questi non
rimozione; non potranno avere una superficie coperta maggio- sono esplicitamente indicati dalla cartografia o dal testo delle
re di 28 mq ed un’altezza massima superiore a m. 3,5 dal livello norme. In assenza di indicazioni esplicite tali limiti sono assun-
naturale del terreno. ti come coincidenti con quelli della superficie demaniale o con
quelli risultanti dai progetti dichiarati di pubblica utilità.
7. Ogni complesso ricettivo campeggistico dovrà avere una
superficie non inferiore a 2 Ha, al cui interno osservare i 5. Le aree per le infrastrutture della mobilità, individuate con
seguenti limiti: l’area per servizi generali, unitariamente peri- riferimento all’elaborato 3 “Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000,
metrata, deve occupare un’area non superiore al 10%; una sono distinte in:
quota minima del 35% deve essere riservata a verde sportivo e - aree per le infrastrutture di trasporto in sede propria;
naturalistico, di cui una quota massima del 15% (sempre calco- - aree per le infrastrutture stradali;
lata sulla ST) può essere destinata a verde sportivo. - aree per i nodi di interscambio;
- aree per gli aeroporti.
8. Nelle aree riservate ai servizi generali, è consentito realizzare
fabbricati per le seguenti funzioni: ricezione e uffici annessi, bar, 6. Concorrono al sistema complessivo delle aree per le infra-
tavola calda e ristorante, market, sala giochi e magazzino, sia sta- strutture per la mobilità:
bili che in precario con un indice di edificabilità non superiore - le aree per le piattaforme logistiche, come individuate ai
a 0,02 mq per mq della superficie totale dell’intero insediamen- sensi dell’art. 101;
to. Nei campeggi con superficie superiore ai 10 Ha, per detti ser- - le aree per la circolazione di pedoni e cicli, come indivi-
vizi generali, per ogni Ha o frazione di Ha di maggior superficie duate ai sensi dell’art. 96.
rispetto ai 10 Ha, il suddetto indice di 0,02 mq/mq è ridotto di
0,01 mq/mq. I fabbricati sopra indicati dovranno avere un’altez- 7. Per le infrastrutture della mobilità realizzate fra le date del
za massima di m. 4,0 dal piano naturale di campagna. Tali indici rilievo aerofotogrammetrico e la data di approvazione del PRG, o
non comprendono i manufatti igienico-sanitari, dovuti per progettate o in corso di realizzazione, l’effettiva configurazione,
legge o regolamento, nonché gli impianti tecnologici. qualora difforme dalla cartografia di “Sistemi e Regole”, rapp.
1:10.000, è quella derivante dal progetto esecutivo approvato.

8. Per le infrastrutture esistenti, da adeguare o di nuova rea-


Capo 4° Infrastrutture per la mobilità lizzazione, fermi restando i principi informatori e le finalità
del PRG in relazione alle diverse reti e infrastrutture, i traccia-
Art.89. Infrastrutture per la mobilità ti, le caratteristiche tecniche, le soluzioni funzionali e gli
ingombri delle sedi e delle intersezioni riportati negli elabo-
1. Nell’elaborato G3.“Sistema delle infrastrutture per la mobi- rati grafici “Sistemi e Regole”, rapp. 1.10.000, sono indicativi.
lità”, è rappresentato in forma schematica il sistema della Questi saranno precisati nell’ambito degli strumenti urbani-
mobilità di lungo periodo. Il sistema è composto dalle diverse stici esecutivi, ove previsti, degli strumenti di pianificazione
reti ferroviarie e stradali che, unitamente al Capo 4° delle pre- di settore (Piano Urbano della Mobilità, Piano Urbano del
senti norme, costituiranno il quadro di riferimento anche per Traffico) e nelle varie fasi di studio di fattibilità e di progetta-
la definizione e l’aggiornamento degli strumenti di pianifica- zione fino a quella esecutiva ai sensi del D.LGT n. 163/2006.
zione e programmazione del settore della mobilità di breve
periodo. Tali strumenti sono il Piano Urbano del Traffico (PUT) 9. Fino all’approvazione dei progetti definitivi delle opere, nelle
e di medio-lungo periodo quali il Piano Urbano della Mobilità aree destinate a “Infrastrutture per la mobilità” e nelle relative
(PUM) e il Programma Integrato della Mobilità (PROIMO). fasce di pertinenza, sono consentiti esclusivamente interventi
di recupero di edifici esistenti, secondo le categorie MO, MS, RC,
2. Il sistema della mobilità è caratterizzato dalla integrazione RE1, come definite dall’art. 9, nonché interventi ambientali di
fisica e funzionale delle diverse reti ed è composto dalle cui all’art. 10, previa rinuncia espressa dei proprietari al mag-
infrastrutture esistenti, da adeguare e di progetto, ivi com- gior valore derivante da tali interventi, esclusi quelli di catego-
prese le attrezzature complementari che ne garantiscono il ria MO; ai fini della determinazione dell’indennità di esproprio.
funzionamento.
10. In ogni caso le aree per le infrastrutture della mobilità,
3. Le aree per le infrastrutture della mobilità sono quelle riser- come definite al precedente comma 4, si sovrappongono alla
vate alla costruzione, all’adeguamento e all’esercizio delle reti partizione del territorio in componenti. Ne consegue che l’as-
e delle infrastrutture per la circolazione e la sosta dei veicoli se di una infrastruttura della mobilità coincide virtualmente
motorizzati, i percorsi riservati per pedoni e cicli, le sedi e gli con la demarcazione fra zone da essa separate. Qualora le
impianti per mezzi di trasporto in sede propria, esistenti e fasce di rispetto in tutto o in parte siano classificate dal PRG
previsti, nonché le superfici comprese nelle fasce di pertinen- come edificabili, la relativa volumetria di pertinenza è trasfe-
za di cui al successivo art. 92. ribile sulle aree edificabili adiacenti.

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Piano Regolatore Generale
Norme Tecniche di Attuazione
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11. Una modifica al Piano Regolatore che comporti variazione assentiti previa verifica di compatibilità da effettuarsi nell’am-
del tracciato del predetto asse all’interno della fascia di perti- bito di apposite conferenze di servizi. Sono infine fatte salve,
nenza di cui al successivo art. 92, comunque motivata in sede di con i parametri urbanistici e edilizi definiti nelle progettazioni,
progettazione da esigenze costruttive, funzionali, di sicurezza o le previsioni dei parcheggi pubblici contenute nella rimodula-
di impatto ambientale, comporta automaticamente una corri- zione del PUP, di cui alle deliberazioni di Consiglio comunale n.
spondente traslazione del limite di zona senza che ciò costitui- 220/97 e di Consiglio regionale n. 443/98.
sca variante al PRG, a condizione che non venga compromessa
la funzionalità e la coerenza fra le destinazioni d’uso interessa-
te, fermi restando i diritti di edificazione originari. Art.90. Infrastrutture stradali

12. Il Piano particolareggiato o strumento urbanistico attuativo 1. Le aree per le infrastrutture stradali sono destinate alla rea-
equivalente può apportare integrazioni al sistema delle infra- lizzazione ed al potenziamento di manufatti ed impianti per
strutture stradali di interesse locale e di quartiere quando man- la circolazione veicolare su strada, come nuove strade o corsie
chino specifiche ed esplicite indicazioni del Piano Regolatore. Il di servizio del trasporto collettivo, ampliamenti di carreggia-
piano attuativo può anche definire motivatamente soluzioni di te, parcheggi, percorsi pedonali e ciclabili, piantumazioni e
tracciato di infrastrutture viarie appartenenti alle reti principa- sistemazioni a verde.
le e secondaria urbana, diverse da quelle indicate dal PRG, fermi
restando i punti di innesto e di uscita nonché la coerenza con gli 2. I parcheggi pubblici possono essere realizzati a raso su aree
obiettivi e le caratteristiche dell’opera. Tale nuova soluzione di per le infrastrutture stradali o anche nel sottosuolo e solo se
tracciato non comporta variante di PRG. in posizione esterna all’allineamento delle fasce di rispetto,
mediante strutture in elevazione. Tali strutture sono discipli-
13. La pianificazione del sistema della mobilità all’interno del nate dalle norme relative alle diverse componenti del PRG, da
perimetro di qualsiasi strumento urbanistico attuativo deve strumenti urbanistici di attuazione e dal Piano urbano dei
in ogni caso studiare e dimostrare la coerenza e la continuità parcheggi di cui alla legge n. 122/1989. Gli accessi dei par-
con le reti esterne e, se del caso, promuovere e proporre i cheggi non dovranno essere ricavati sulla rete stradale di tipo
necessari adeguamenti. “A”, “B” e “D” del “Nuovo Codice della Strada” (NCS), salvo i
casi in cui l’immissione avvenga in strade di servizio.
14. Le norme relative alla disciplina delle aree per le infra-
strutture della mobilità, a meno di quanto stabilito negli arti- 3. La classificazione proposta dal PRG per i tracciati delle
coli seguenti, sono immediatamente prescrittive e possono infrastrutture stradali di competenza non comunale, com-
trovare comunque attuazione mediante intervento diretto prese nei tratti extraurbani, sarà precisata o definita nell’am-
secondo gli ordinamenti vigenti. bito degli strumenti di pianificazione e programmazione
sovraordinati.
15. La costruzione e la modificazione di infrastrutture per la
mobilità è soggetta a concessione gratuita, ai sensi dell’art. 17, 4. I tracciati delle infrastrutture stradali all’interno delle “aree
comma 3, lett. c), del DPR n. 380/2001, fatta eccezione per gli naturali protette” saranno definiti a norma di legge nell’am-
interventi di cui ai seguenti articoli delle presenti norme: art. bito dei relativi Piani di Assetto.
94, comma 9, relativamente alla riqualificazione delle aree
ferroviarie e delle aree e manufatti del trasporto pubblico 5. Il tracciato e le caratteristiche stradali della Nuova
locale; art. 95, commi 3 e 4, relativamente alle attrezzature Circonvallazione interna, nel tratto “San Lorenzo - Vallo
complementari ai nodi di scambio; art. 101, relativamente Ferroviario - Stazione Tuscolana - Via Appia nuova”, sarà defi-
alle piattaforme logistiche. nita in sede di formazione e approvazione del progetto urba-
no “San Lorenzo”, anche ai sensi dell’art. 98, comma 2.
16. Sono fatte salve le previsioni del Programma urbano
Parcheggi approvato dal Comune di Roma, ai sensi della legge 6. Per la definizione delle caratteristiche geometriche delle
n. 122/1989, in variante allo strumento urbanistico vigente, infrastrutture stradali in ambito urbano ed extraurbano si
secondo i parametri urbanistici e edilizi definiti nelle schede rinvia alla normativa nazionale, e in particolare al DM
ad esso allegate, ovvero secondo quelli definiti dalle progetta- Infrastrutture e trasporti 5 novembre 2001, n. 6792, e succes-
zioni già deliberate alla data di adozione del presente PRG. sive modifiche, e al Regolamento viario del Piano Generale
Sono altresì fatte salve le previsioni dello stesso PUP, sulle quali del Traffico Urbano (PGTU) del Comune di Roma.
siano o vengano posti in essere, anche successivamente alla
data di adozione del presente PRG, i processi di traslazione,
rilocalizzazione e accorpamento previsti dalle deliberazioni di Art.91. Classificazione delle infrastrutture stradali
Consiglio comunale n. 55/95, n. 380/95, n. 226/97 e successive
modificazioni e integrazioni, esclusivamente qualora non in 1. Le aree delle Infrastrutture stradali comprendono le sedi
contrasto le prescrizioni del presente PRG, relativamente alle stradali esistenti e di progetto ovvero le strade esistenti, da
aree oggetto dei processi in questione. I processi sopra indicati, adeguare o di nuova realizzazione, con le relative fasce di per-
qualora possibili ai sensi del precedente periodo, saranno tinenza e fasce di rispetto, così come definite e classificate dal

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Titolo IV Sistema dei servizi,
delle infrastrutture e degli impianti
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D.LGT n. 285/1992 “Nuovo Codice della strada”, dalle Direttive c1) rete secondaria extraurbana: corrisponde al tipo C del
del Ministero Lavori pubblici del 24 giugno 1995 per la reda- NCS “Strade extraurbane secondarie”;
zione, adozione ed attuazione dei Piani urbani del traffico e dal c2) rete secondaria urbana: corrisponde al tipo E del NCS
DM Infrastrutture e trasporti n. 5/2001. “Strade urbane di quartiere”.

2. Le norme del presente articolo sono da considerarsi a carat- Rete locale


tere cogente per le strade di nuova realizzazione e, ove possi- La rete locale assolve alle funzioni di distribuzione locale a
bile, un obiettivo da raggiungere per le strade esistenti nel- servizio degli insediamenti in ambito urbano e di collega-
l’ambito degli interventi di attuazione del PRG, del “Piano mento minore nel territorio extraurbano. La rete locale è sud-
urbano della mobilità” e del “Piano Urbano del traffico”. divisa in:
d1) Rete locale extraurbana: corrisponde al tipo F del NCS;
3. Le infrastrutture stradali, conformemente ai contenuti nor- d2) Rete locale urbana: corrisponde al tipo F del NCS.
mativi dei Decreti di cui al comma 1 del presente articolo,
sono classificate dal PRG in relazione al ruolo funzionale svol-
to in ambito urbano ed extraurbano e rappresentate con Art.92. Fasce di pertinenza delle infrastrutture stradali
apposita simbologia nell’elaborato G3.“Sistema delle infra-
strutture per la mobilità”, in tre livelli di rete: 1. Alle categorie stradali di cui all’art. 91, corrispondono le
a) rete primaria; “fasce di pertinenza”, costituite da strisce di terreno comprese
b) rete principale; tra la carreggiata più esterna ed il confine stradale. Esse costi-
c) rete secondaria. tuiscono parte integrante della strada, da utilizzare solo per la
realizzazione di altre componenti, quali: banchine, corsie di
4. La distinzione fra ambito urbano ed extraurbano fa riferi- emergenza, marciapiedi, fasce di sosta laterale, margine ester-
mento alle aree comprese rispettivamente all’interno o fuori no ed interno, piste ciclabili, fermate dei mezzi pubblici, dis-
dei centri abitati, ai sensi dell’art. 4, D.LGT n. 285/1992, tributori di carburante, stazioni di servizio, opere di ambien-
“Nuovo Codice della Strada”, secondo quanto previsto dalla tazione stradale finalizzate alla riduzione e alla mitigazione
deliberazione della Giunta comunale n. 157/1995 e dai suc- dell’impatto ambientale. Le fasce di pertinenza sono, dunque,
cessivi futuri aggiornamenti conseguenti alle nuove previsio- destinate alla definizione progettuale esecutiva delle nuove
ni insediative del presente PRG. infrastrutture stradali e al futuro ampliamento o adegua-
mento di quelle esistenti.
5. A ciascun livello di rete corrispondono i diversi tipi e sotto-
tipi di strade secondo lo schema seguente: 2. Per le strade di nuova realizzazione in aree di nuovo
impianto le fasce di pertinenza dovranno rispettare le
Rete primaria seguenti larghezze minime:
La rete primaria assolve alle funzioni di collegamento territo- - autostrade: m. 20,00;
riale di livello nazionale e interregionale in ambito extraur- - strade extraurbane principali: m. 15,00;
bano, nonché di collegamento di intera area urbana in ambi- - strade extraurbane secondarie: m. 12,00;
to urbano. La rete primaria è suddivisa in: - strade urbane di scorrimento: m. 15,00;
a1) rete primaria autostradale: corrisponde al tipo A del NCS - strade urbane di quartiere: m. 12,00;
“Autostrade”; - strade locali: m. 5,00.
a2) rete primaria extraurbana: corrisponde al tipo B del NCS
“Strade extraurbane principali”; 3. Per le strade urbane di quartiere e locali, sono ammesse
a3) rete primaria urbana: corrisponde al tipo D del NCS distanze minori all’interno di parti di territorio oggetto di
“Strade urbane di scorrimento”. pianificazione da parte di strumenti urbanistici attuativi di
iniziativa pubblica, purché sia fornita in tale sede una appro-
Rete principale fondita documentazione tecnica e progettuale che giustifichi
La rete principale assolve alle funzioni di collegamento terri- l’istanza di deroga e dimostri che la funzionalità delle strade
toriale regionale e sub-regionale in ambito extraurbano non- e le relative condizioni di sicurezza e sostenibilità trasporti-
ché di collegamento tra quartieri diversi in ambito urbano. La stica e ambientale non vengano minimamente inficiate. La
rete principale è suddivisa in: deroga è concessa con deliberazione del Consiglio comunale.
b1) rete principale extraurbana: corrisponde al tipo B del NCS
“Strade extraurbane principali”; 4. Tutte le strade carrabili esistenti e di progetto, eccetto le auto-
b2) rete principale urbana: corrisponde al tipo D del NCS strade e le strade extraurbane primarie e principali, devono
“Strade urbane di scorrimento”. essere dotate di una porzione di spazio riservato alla mobilità
pedonale per ogni senso di marcia, esterna alla carreggiata, rial-
Rete secondaria zata o altrimenti protetta, costituita da marciapiedi o banchine.
La rete secondaria assolve alle funzioni di collegamento pro-
vinciale in ambito extraurbano, a livello di quartiere in ambi- 5. I marciapiedi di norma non devono avere una larghezza
to urbano. La rete secondaria è suddivisa in: inferiore a:

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Norme Tecniche di Attuazione
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- Strade di scorrimento: m. 3,00; Per le altre categorie di strade non sono contemplate distanze
- Strade di quartiere: m. 4,00; minime se non per gli interventi di demolizione e ricostruzio-
- Strade di quartiere in presenza di fronti continui con usi ne o di nuova edificazione all’interno della “Città da ristruttu-
commerciali e di servizio ai piani terra per le strade di aree rare”, della “Città della trasformazione” e dei “Progetti struttu-
turistiche: m. 5,00; ranti”, come segue:
- Strade locali: m. 3,00; in via eccezionale le strade locali a - Strade di tipo E (strade di quartiere): m. 8,00;
servizio di zone esclusivamente residenziali a densità abi- - Strade di tipo F (strade locali): m. 5,00.
tativa minima (case unifamiliari) potranno avere marcia- In ambito urbano le distanze dal confine stradale da rispetta-
piedi di larghezza non inferiore a m. 1,50. re nelle nuove costruzioni di muri e recinzioni non dovranno
essere inferiore a:
6. La larghezza dei marciapiedi va considerata al netto sia di - Strade di tipo A: m. 3,00;
strisce erbose o di alberature, sia di occupazioni di suolo - Strade di tipo D: m. 2,00.
impegnate da edicole di giornali, cabine telefoniche, e attrez-
zature assimilabili. I passaggi pedonali di servizio, da realiz- 3. Sia in ambito urbano che extraurbano, in corrispondenza
zare con continuità sulle autostrade non possono avere lar- delle intersezioni stradali a raso, si deve aggiungere, oltre alla
ghezza inferiore a 0,75 m.; le banchine non possono essere larghezza della fascia di rispetto sopracitata, l’area di visibili-
inferiori a 0,50 m. Per le ulteriori specifiche funzionali e tà determinata dal triangolo avente due lati sugli allineamen-
dimensionali si rinvia al “Piano urbano del traffico” e al ti delimitanti le fasce di rispetto, la cui lunghezza, misurata a
Regolamento viario del “Piano generale del traffico urbano” partire dal punto di intersezione degli allineamenti stessi, sia
(PGTU) del Comune di Roma. il doppio delle distanze stabilite dal regolamento a seconda
del tipo di strada e il terzo lato costituito dal segmento con-
giungente i punti estremi dei due lati.
Art.93. Fasce di rispetto delle infrastrutture stradali
4. Per le strade di quartiere e locali, sia in ambito urbano che
1. Le fasce di rispetto individuano le distanze minime a pro- extraurbano, per le fasce di rispetto comprese all’interno di
tezione del nastro stradale dall’edificazione e coincidono, strumenti urbanistici esecutivi, sono ammesse distanze
dunque, con le aree esterne al confine stradale finalizzate alla minori dell’edificazione dal nastro stradale, purché sia forni-
eliminazione o riduzione dell’impatto ambientale. ta in tale sede una approfondita documentazione tecnica e
progettuale che giustifichi l’istanza di deroga e dimostri che
2. L’ampiezza di tali fasce ovvero le distanze da rispettare la funzionalità della strada e le relative condizioni di sicurez-
nelle nuove costruzioni, nelle demolizioni e ricostruzioni e za e sostenibilità ambientali non vengano compromesse. La
negli ampliamenti fronteggianti le strade, secondo quanto deroga è concessa con deliberazione del Consiglio comunale.
stabilito dal NCS (articoli 16, 17 e 18, del D.LGT n. 285/1992) e
dal Regolamento di attuazione (articoli 26, 27 e 28, del DPR n. 5. Nel caso in cui l’edificazione a lato di strade di categoria E
495/1992) non potranno essere inferiori a: ed F o non classificate determini un allineamento prevalente, la
a) in ambito extraurbano: distanza dei nuovi fabbricati sarà determinata su tale allinea-
- Strade di tipo A (Autostrade): m. 60,00; mento, ove a ciò non ostino le prescrizioni di strumenti urba-
- Strade di tipo B (Strade extraurbane principali ): m. nistici esecutivi o le norme sopra richiamate.
40,00;
- Strade di tipo C (Strade extraurbane secondarie): m. 6. Nelle fasce di rispetto destinate alle funzioni di cui al
30,00; comma 1 del presente articolo, è vietato ogni altro tipo di
- Strade di tipo F (Strade locali): m. 20,00; intervento, fatta eccezione di:
- Strade di tipo F (Strade vicinali): m. 10,00. - sistemazioni a giardino;
b) in ambito extraurbano, ma all’interno di aree edificabili con attua- - parcheggi scoperti con esclusione di qualsiasi edificio;
zione diretta o attraverso strumento urbanistico esecutivo: - reti idriche, fognanti, telefoniche ed elettriche;
- Strade di tipo A (Autostrade): m. 30,00; - canalizzazioni irrigue;
- Strade di tipo B (Strade extraurbane principali): m. - pozzi;
20,00; - metanodotti, gasdotti, ecc.;
- Strade di tipo C (Strade extraurbane secondarie): m. - strade a servizio dell’edificazione prevista all’esterno delle
10,00; fasce di rispetto stradale; strade di raccordo dei vari sboc-
- Strade di tipo F (Vicinali): m. 5,00. chi viari; strade a servizio delle varie opere consentite in
Le distanze dal confine stradale da rispettare nelle nuove costru- dette fasce; strade sovrapassanti o sottopassanti le sedi
zioni di muri e recinzioni non dovranno essere inferiore a: stradali protette dalle fasce di rispetto;
- m. 5,00 per le strade di tipo A e B; - impianti per la distribuzione dei carburanti e stazioni di
- m. 3,00 per le strade di tipo C e F. servizio.
c) in ambito urbano:
- Strade di tipo A (Autostrade): m. 30,00; 7. Nelle aree oggetto di concessione autostradale, sono
- Strade di tipo B (Strade urbane di scorrimento): m. 20,00. ammesse attrezzature di servizio della viabilità, quali caselli di

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delle infrastrutture e degli impianti
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esazione ed edifici di servizio delle società concessionarie, con- strada”, in modo da non ostacolare o ridurre il campo visivo
nesse prettamente all’attività di esercizio dei singoli tronchi. necessario a garantire la sicurezza della circolazione.

8. Il rilascio dei titoli abilitativi per la realizzazione in preca- 13. I parcheggi situati nelle fasce di rispetto non concorrono
rio di impianti per la distribuzione dei carburanti è subordi- a costituire le dotazioni minime di cui al precedente art. 7.
nato alla stipula di una convenzione con l’Amministrazione
Comunale che escluda il versamento di oneri aggiuntivi, oltre 14. I limiti delle fasce di rispetto sono inderogabili, in quanto
quelli relativi all’acquisizione dell’area, in caso che il sedime stabiliti, oltre che in conformità alle norme sovraordinate e
su cui lo stesso impianto, o parte di esso, insista sia necessario vigenti in materia, per ragioni di mitigazione ambientale
per la realizzazione di opere finalizzate alle infrastrutture rispetto alle infrastrutture presenti. Fanno eccezione le aree
stradali e ad esse complementari. Per la realizzazione di nuovi dismesse o da dismettere in quanto dichiarate non più utili
impianti le presenti NTA recepiscono la normativa tecnica di all’esercizio del trasporto, secondo le intese e gli accordi sot-
settore approvata con deliberazione di Consiglio comunale n. toscritti fra i vari soggetti competenti.
62/1999 “Piano di ristrutturazione della rete comunale distri-
butiva dei carburanti” e successive modificazioni e integra- 15. In caso di difformità fra quanto indicato dalla cartografia
zioni, anche sopravvenienti. La distanza minima degli edifici di Piano Regolatore e le norme del presente articolo, prevale
dai nuovi impianti, fissata in m. 20 dalla predetta deliberazio- la prescrizione che prevede una distanza maggiore.
ne, è aumentata a m. 30,00 da edifici residenziali, servizi o
locali aperti al pubblico, e a m. 100,00 da edifici scolastici,
case di cura e ospedali, ad eccezione delle attività di servizio Art.94. Infrastrutture di trasporto in sede propria
elencate quali caratteristiche minime di ciascuna tipologia di
nuovo impianto carburanti, ferme restando le modalità di 1. Le aree per le infrastrutture di trasporto in sede propria
misurazione ivi descritte. sono individuate, relativamente al tracciato, nell’elaborato
G3.“Sistema delle infrastrutture per la mobilità”, e, ove neces-
9. In corrispondenza di intersezioni stradali a livelli sfalsati, è sario, anche nella consistenza planimetrica nell’elaborato
vietata la costruzione anche in precario di ogni genere di 3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000. Esse riguardano:
manufatti in elevazione all’interno dell’area di intersezione a) linee ferroviarie di interesse nazionale;
che pregiudichi la funzionalità dell’intersezione stessa e la b) linee ferroviarie di interesse regionale e metropolitano;
visibilità delle manovre. c) linee metropolitane;
d) corridoi riservati al trasporto pubblico di superficie;
10. Sulle costruzioni esistenti all’interno delle fasce di rispet- e) le infrastrutture per il trasporto pubblico locale.
to sono ammessi esclusivamente gli interventi di recupero
edilizio di cui al precedente art. 9; sono inoltre ammessi 2. L’individuazione dei tracciati planimetrici delle infrastrut-
ampliamenti, ove consentiti dalle norme delle diverse com- ture da adeguare o di nuova previsione è indicativa, fermo
ponenti di PRG, sui fronti non prospicienti l’asse della infra- restando tuttavia il quadro degli obiettivi trasportistici del
struttura viaria. PRG, in coerenza con quelli degli strumenti propri del settore
della Mobilità, e il sistema delle origini e destinazioni assun-
11. Nel caso di esproprio di edifici di abitazione o per attività to come riferimento. I tracciati e le caratteristiche funzionali
lavorativa per la realizzazione di infrastrutture per la mobili- delle diverse linee di trasporto potranno essere precisate
tà o di loro ampliamenti e potenziamenti ovvero nel caso in attraverso gli opportuni studi di fattibilità nell’ambito di
cui tali opere incidano sui requisiti di abitabilità di tali edifi- appositi strumenti attuativi definiti “Progetti urbani per le
ci o producano una incompatibilità ambientale, accertata da grandi infrastrutture di trasporto”, di cui al successivo art. 98,
apposita procedura di VIA approvata unitamente al progetto ovvero in sede di progettazione definitiva o esecutiva. In par-
dell’infrastruttura, può essere consentita la demolizione e ticolare, il tracciato del by-pass ferroviario ovest del nodo di
ricostruzione di uno o più edifici di SUL pari a quella esisten- Roma, dalla stazione di Ponte Galeria fino al confine con il
te incrementata del 10%, ma con le stesse destinazioni d’uso. comune di Pomezia, e le nuove fermate proposte lungo tale
La ricostruzione potrà avvenire su aree adiacenti appartenen- linea hanno valore indicativo e andranno definiti di concerto
ti allo stesso proprietario, purché non destinate a spazi pub- con i soggetti competenti, nel quadro dell’aggiornamento
blici ovvero su altra area di proprietà comunale o di terzi indi- dell’Accordo di Programma sul Nodo ferroviario di Roma, sot-
viduata per tale rilocalizzazione ovvero su altra area dislocata toscritto in data 8 marzo 2000, e nell’ambito degli strumenti
all’interno del territorio comunale di proprietà dell’espro- di pianificazione sovraordinati al PRG.
priando, tramite variante di PRG, qualora l’Amministrazione
Comunale rilevi motivazioni di ordine socio-economico. 3. All’interno delle aree di cui al comma 1, possono essere col-
locati i binari e le vie di corsa, gli scali, i depositi e i manufatti
12. All’interno delle fasce di rispetto le piantagioni, le recinzio- per il ricovero e la manutenzione dei veicoli, gli impianti per
ni e gli eventuali manufatti dovranno essere realizzati in con- l’esercizio del trasporto e le relative attrezzature di servizio
formità con le disposizioni del Regolamento viario del Piano compresi i parcheggi di scambio, nonché la viabilità di servizio.
Generale del Traffico Urbano (PGTU) e del “Nuovo Codice della Nell’ambito delle stazioni o fermate, oltre a quanto previsto

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Norme Tecniche di Attuazione
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dalle norme relative alle singole zone, possono essere colloca- comma 8, in attuazione del Programma degli Interventi per
te le funzioni di servizio per gli addetti all’esercizio ferrovia- Roma Capitale ai sensi della legge n. 396/1990 ed in coordina-
rio, le funzioni tecniche di controllo e direzione dei servizi di mento con le indicazioni contenute negli “Ambiti di valoriz-
trasporto e le funzioni terziarie a servizio esclusivo dei viag- zazione”, ove previsti, di cui all’art. 43 delle presenti NTA.
giatori (edicole, librerie, esercizi pubblici per il ristoro).
10. Ferme restando le determinazioni di cui al comma 7 e il
4. Fatto salvo quanto previsto dall’ordinamento legislativo in ricorso al procedimento di cui al comma 9, nei casi in cui il
materia di Valutazione di impatto ambientale e di protezione PRG non individua il perimetro dell’“ambito di valorizzazio-
dall’inquinamento acustico, sia all’interno che all’esterno del ne” o comunque il perimetro dello strumento esecutivo, que-
perimetro del centro edificato, lungo le linee ferroviarie, nei sto sarà esteso all’area demaniale da dismettere e da riutilizza-
tratti in cui queste corrono a cielo aperto, la larghezza della re unitamente agli spazi di proprietà pubblica immediata-
fascia di rispetto, ovvero la distanza minima di arretramento mente attigui. In tal caso l’indice di edificabilità territoriale
per le costruzioni, ricostruzioni e ampliamenti di edifici e non dovrà superare 0,5 mq/mq di SUL, di cui almeno la metà
manufatti di qualsiasi specie, è fissata dall’art. 49 del DPR n. da destinare a servizi o spazi pubblici d’interesse generale o
753/1980, salva l’applicazione della deroga prevista all’art. 60 locale, calcolato esclusivamente in rapporto all’estensione del-
dello stesso DPR e delle esenzioni concesse alle aziende eser- l’area effettivamente dismessa dagli usi trasportistici o delle
centi le ferrovie di cui all’at. 62 dello stesso DPR. superfici di terreno artificiale realizzabile su piattaforme di
copertura dei binari o di altre infrastrutture di trasporto. Nella
5. Fatto salvo quanto previsto dall’ordinamento legislativo in SUL così calcolata sono comprese altresì la superficie relativa
materia di Valutazione di Impatto Ambientale e di protezione agli edifici esistenti da riutilizzare per usi diversi da quelli tra-
dall’inquinamento acustico, sia all’esterno che all’interno del sportistici. Le destinazioni d’uso saranno definite in sede di
perimetro del centro edificato, lungo le linee tranviarie e della strumento urbanistico esecutivo fra quelle di cui al preceden-
metropolitana, nei tratti in cui queste corrono a cielo aperto, te art. 6, con esclusione delle “grandi strutture di vendita” e di
sono previste fasce di arretramento per costruzioni, ricostru- quelle di cui al comma 1, lett. e) dello stesso articolo. Oltre alle
zioni e ampliamenti di edifici e manufatti di qualsiasi specie suddette destinazioni potranno essere comunque realizzati
non inferiori a m. 6,00 dalla più vicina rotaia, salva l’applica- anche i parcheggi di scambio e le piattaforme logistiche di cui
zione di quanto previsto all’art. 51 del DPR n. 753/1980. al successivo art. 101. I contenuti del presente comma si appli-
cano integralmente anche agli interventi finalizzati alla riqua-
6. Anche per le fasce di rispetto delle linee ferroviarie e delle lificazione urbanistica e funzionale delle aree e dei manufatti
metropolitane vale quanto previsto dall’art. 93, commi 12, per infrastrutture per il trasporto pubblico locale di cui al
13, 14 e 15. comma 3 del presente articolo e dell’art. 102, comma 5.

7. All’interno delle aree ferroviarie individuate con apposito 11. Non sono assoggettati a strumento urbanistico esecutivo
segno grafico nell’elaborato 3.“Sistemi e Regole”, rapp. le modifiche, le sistemazioni e il potenziamento degli
1:10.000, con denominazione “Ferrovie nazionali, metropoli- impianti e dei relativi fabbricati ferroviari e aree per le infra-
tane ed in concessione”, valgono le determinazioni di cui strutture del trasporto pubblico locale esistenti, con esclusio-
all’Accordo di Programma sul potenziamento del Nodo ferro- ne degli interventi volti alla realizzazione di nuovi fabbricati
viario di Roma, sottoscritto in data 8 marzo 2000 da Ministero viaggiatori, in stazioni o fermate esistenti o di nuova previ-
dei Trasporti, Regione Lazio, Provincia di Roma e Comune di sione. Il perimetro dello strumento urbanistico esecutivo, in
Roma, nonché quanto stabilito nel Programma degli tali casi, è esteso all’intera area ferroviaria di stazione e per le
Interventi per Roma Capitale di cui alla legge n. 396/1990. infrastrutture per il trasporto pubblico locale, nonché agli
spazi pubblici immediatamente confinanti. Per gli edifici esi-
8. Per quanto attiene le aree ferroviarie delle stazioni stenti sono sempre ammessi gli interventi di categoria MS.
Tiburtina, Ostiense, S. Pietro, Trastevere-Porto Fluviale e
Quattroventi, individuate con apposito perimetro nei sud- 12. I “Corridoi riservati al trasporto pubblico di superficie” svol-
detti elaborati, valgono le previsioni dei piani urbanistici gono il ruolo di sistemi di adduzione radiali o tangenziali ai
attuativi (Piani di Assetto) approvati con appositi Accordi di nodi di scambio delle metropolitane e ferrovie ovvero a zone
Programma di cui all’art. 3 della legge n. 396/1990. dotate di funzioni centrali e attività lavorative e di servizio
urbano. Essi corrispondono a misure di priorità per il trasporto
9. Gli interventi finalizzati alla riqualificazione urbanistica e pubblico al fine di garantire un alto livello di servizio in termi-
funzionale delle aree ferroviarie delle stazioni di Tuscolana, ni di frequenza, velocità e capacità. I relativi tracciati, per
Magliana, Salone, Cesano, Monte Mario, La Storta, Vigna buona parte all’interno delle aree destinate alla viabilità esi-
Clara, Aurelia e degli scali di S. Lorenzo e Smistamento saran- stente e di progetto ed in parte su sedi dedicate in via esclusiva
no definiti in sede di strumento urbanistico attuativo (piano di nuova previsione sono individuati con apposita simbologia
di assetto) di iniziativa pubblica estesi all’intera area, secondo nell’elaborato G3 “Sistema delle infrastrutture per la mobilità”
quanto stabilito nel citato Accordo di Programma del 8 e nell’elaborato D3.“Infrastrutture per la mobilità”. I corridoi
marzo 2000. Il procedimento di formazione e approvazione sono riservati a tutti i sistemi di trasporto di superficie a guida
seguirà lo stesso iter dei piani urbanistici di cui al precedente vincolata o non, quali metropolitane leggere, tram e autobus

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anche con tecnologie avanzate nella propulsione, nella guida e sede di formazione degli strumenti di cui al comma 2, si veri-
nei sistemi di informazione (busway). I corridoi saranno realiz- fica la possibilità di mantenere, in tutto o in parte, tale ecce-
zati su corsie riservate, una per ogni senso di marcia, general- denza, con soddisfacente soluzione progettuale. I requisiti di
mente in superficie, con brevi tratti anche in tunnel ove neces- massima per la progettazione di tali aree sono definiti nelle
sario, con intersezioni sfalsate o semaforizzate con diritto di Linee-guida di cui al punto 2 dell’elaborato G4.“Guida alla
priorità. Oltre ai corridoi individuati espressamente nei pre- progettazione delle infrastrutture per la mobilità”, che costi-
detti elaborati grafici, in tutte le strade di nuova realizzazione tuisce parte integrante delle presente PRG.
appartenenti alle reti di viabilità primaria e principale urbana,
dovrà essere riservata una sede, preferibilmente centrale, per il 4. Nei casi in cui il Nodo di scambio è compreso nel perimetro
trasporto pubblico locale della larghezza di almeno m. 10. Le di una “Centralità”, il sedime del nodo, individuato con apposi-
fermate dovranno essere attrezzate al fine di garantire il massi- ta campitura di colore, nell’elaborato 3.“Sistemi e Regole”, rapp.
mo comfort per l’utente, oltre ad una adeguata visibilità. I 1:10.000, sarà oggetto di cessione gratuita all’Amministrazione
requisiti tecnici di massima dei “Corridoi”, sono individuati in comunale e acquisirà una edificabilità pari al predetto indice
via generale nell’elaborato G4.“Guida alla progettazione delle di 0,10 mq/mq (nodi di livello urbano) o di 0,15 mq/mq (nodi
infrastrutture per la mobilità”. Le modalità, i tempi di attuazio- di livello metropolitano), in aggiunta all’indice di edificabilità
ne, le prestazioni e il tipo di vettore saranno definiti in base ad territoriale dell’intera Centralità. Per tali nodi di scambio,
una verifica della domanda di trasporto nell’ambito degli stru- ferma restando la procedura di pianificazione ed attuazione
menti di programmazione e progettazione del settore della attraverso il Progetto urbano di cui all’art. 15, ove prevista, la
mobilità in coordinamento con gli strumenti di programma- progettazione del nodo di scambio e delle relative infrastruttu-
zione dell’attuazione del PRG. re della mobilità di iniziativa pubblica dovrà essere coordinata
e integrata con l’assetto viario, funzionale e planovolumetrico
dell’intero complesso degli insediamenti residenziali e terziari.
Art.95. Aree per i nodi di scambio Le modalità di attuazione del nodo dovranno essere coordina-
te secondo quanto previsto al successivo art. 99, fermo restan-
1. Le aree per i nodi di scambio sono zone dedicate a realizza- do quanto previsto dall’art. 89, comma 12.
re in modo organizzato, sicuro, comodo ed efficiente il pas-
saggio da un sistema di trasporto ad un altro. Le relative aree
sono individuate con apposita simbologia nell’elaborato Art.96. Percorsi pedonali e ciclabili
3.“Sistemi e Regole”, rapp. 1:10.000, e negli elaborati G3 e D3,
dove sono distinti i nodi di attestamento del trasporto priva- 1. Le aree ed i percorsi pedonali e ciclabili devono rispondere
to sul trasporto pubblico e i nodi di scambio del trasporto alle indicazioni del “Nuovo Codice della Strada” (D.LGT n.
pubblico, di livello urbano e metropolitano. 285/1992) e delle normative specifiche di riferimento (LR n.
13/1990; deliberazione di Giunta regionale n. 4972/1991;
2. L’attuazione di queste aree avviene mediante strumento legge n. 208/1991; Circolare Ministero Aree urbane n.
urbanistico esecutivo, Programma integrato o intervento diret- 432/1993; DPR n. 503/1996; legge n. 366/1998; DM Lavori pub-
to di iniziativa pubblica, estesi all’intera area del nodo. Tali stru- blici n. 557/1999).
menti sono finalizzati a verificare le esigenze qualitative e
quantitative dei contenuti funzionali, a dimensionare gli spazi 2. Nel PRG è recepita la rete dei principali percorsi pedonali e
per i parcheggi di scambio, gli stalli per gli attestamenti o le fer- ciclabili, secondo le indicazioni del Piano Generale del
mate dei mezzi pubblici di superficie di adduzione al nodo, gli Traffico adottato con deliberazione di Consiglio comunale n.
eventuali servizi dedicati (stazioni autolinee, depositi, officine, 84/1999. Il disegno di tale rete ha un valore di massima e sarà
sedi amministrative di servizio al trasporto pubblico), gli spazi integrato e precisato sia in ambito degli strumenti attuativi
per i taxi, il kiss and ride e per il ricovero delle biciclette; dovran- del Piano Regolatore, sia mediante progetti di pubblica utili-
no inoltre prevedere la minimizzazione dei percorsi pedonali tà, in attuazione del Piano Urbano del traffico e dei suoi futu-
di collegamento fra i diversi modi di trasporto nonché la rea- ri aggiornamenti.
lizzazione delle attrezzature complementari volte a migliorare
il comfort, la sicurezza e la qualità dello scambio. 3. La sezione dei percorsi pedonali, ivi compresi i marciapiedi
stradali, non deve essere inferiore a m. 1,50 e le dimensioni
3. In tutti i nodi di scambio dovranno essere previste attrez- devono rispettare le indicazioni date nell’art. 4, punto 3, del DM
zature complementari come locali per l’attesa, per il persona- Infrastrutture e trasporti n. 5/2001. I percorsi pedonali, qualora
le della polizia municipale, per le forze dell’ordine, per il siano affiancati a carreggiate stradali, devono essere separati da
primo soccorso, per i servizi igienici, quelli per l’informazio- queste da elementi fisici in rilievo o da un opportuno dislivello.
ne, il ristoro nonché un nucleo di servizi terziari per l’utenza In questa seconda eventualità, i percorsi devono essere adegua-
del nodo, con esclusione delle grandi strutture di vendita. tamente raccordati nei punti di attraversamento delle carreg-
L’indice di edificabilità territoriale per le attrezzature com- giate e in corrispondenza delle aree di sosta e di fermata.
plementari è fissato in 0,10 mq/mq. per i nodi di livello urba-
no e di 0,15 mq/mq. per i nodi di livello metropolitano; qua- 4. Negli attraversamenti carrabili del percorso pedonale, oltre
lora la SUL dei fabbricati esistenti ecceda i predetti indici, in a garantire la continuità plano-altimetrica delle superfici, si

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Piano Regolatore Generale
Norme Tecniche di Attuazione
070/087 TITOLO IV 22-05-2008 11:57 Pagina 81

deve assicurare la segnalazione di attraversamento mediante 12. Per le caratteristiche tecniche dei percorsi pedonali si
gli appositi segnalatori acustico–visivi e tattili, garantendo rimanda alle Norme funzionali e geometriche per la costruzio-
comunque una adeguata visibilità del veicolo in manovra ne delle strade, al Piano generale del traffico urbano (PGTU) del
verso il percorso pedonale. Comune di Roma ed alla normativa per l’abbattimento delle
barriere architettoniche, secondo quanto previsto dall’art. 83,
5. Nelle aree urbane, i percorsi ciclabili potranno essere rea- comma 10. Per le piste ciclabili si rinvia al Regolamento mini-
lizzati nelle sedi viarie esistenti, marciapiedi compresi, oppu- steriale di cui al DM Lavori pubblici n. 557 del 30 novembre
re nell’ambito di interventi di riqualificazione della viabilità 1999 e agli altri provvedimenti di cui al comma 1. In fase di pro-
urbana, nonché nelle aree destinate a servizi urbani e di quar- grammazione e di progettazione di percorsi pedonali e ciclabi-
tiere. In ogni caso, i percorsi ciclabili devono essere separati li, è da conseguire la minore interferenza possibile con il traffi-
dai percorsi pedonali e le interferenze devono essere oppor- co veicolare, anche a fronte di diverse e più onerose soluzioni
tunamente segnalate. urbanistiche, tecniche ed ambientali.

6. I progetti degli itinerari ciclabili, previsti dal piano di cui al 13. Nella redazione degli strumenti attuativi del PRG le aree e
comma 2, che prevedano anche, ove necessario, la riqualifica- gli spazi destinati ad attrezzature pubbliche debbono essere
zione dello spazio stradale circostante devono considerare e individuati in modo da consentire in fase di progettazione
prevedere adeguate soluzioni per favorire la sicurezza della esecutiva condizioni di totale accessibilità, il superamento
mobilità ciclistica nei punti di maggior conflitto con i pedoni e delle barriere architettoniche e delle fonti di pericolo; tali
i veicoli a motore (intersezioni, accessi a nodi attrattivi, ecc.). aree devono risultare attraversate ed integrate da un sistema
di percorsi pedonali privi di barriere architettoniche che ne
7. Le piste ciclabili previste in adiacenza a nuovi tratti di via- permettano l’utilizzazione anche da parte di persone con
bilità dovranno essere realizzate, ove possibile, su sede pro- limitata capacità motoria e sensoriale. L’amministrazione
pria. Esse potranno essere realizzate contestualmente agli Comunale verificherà la conformità delle progettazioni
stessi, all’interno delle fasce di rispetto e/o di ambientazione anche negli interventi di recupero per la cui attuazione si
e in modo compatibile agli interventi di ambientazione. ricorre alle procedure della DIA, affinché vengano rispettati
gli articoli 20 e 21 del DPR n. 503/1996 e gli articoli 7 e 10 del
8. Nelle aree in cui non sia possibile individuare sedi viabili pro- DM Lavori pubblici n. 236/1989.
prie, i percorsi ciclabili devono essere, ove possibile, adeguata-
mente protetti e separati dai pedoni e dal traffico veicolare.
Art.97. Mitigazione dell’impatto ambientale per interventi
9. Nei casi di attraversamenti carrabili della pista ciclabile, oltre sulla rete stradale e ferroviaria
a garantire la continuità plano-altimetrica delle superfici, si
dovrà assicurare le segnalazioni di attraversamento mediante 1. Con riferimento a quanto previsto negli strumenti di pia-
appositi segnali, garantendo comunque una adeguata visibili- nificazione ambientale (Piano di azione ambientale; Piano di
tà dal veicolo in manovra verso la pista ciclabile. Negli attraver- zonizzazione acustica, NTA, Capo 3, articoli 3.1 e seguenti;
samenti a raso su intersezioni ad uso promiscuo con i veicoli a Classificazione acustica delle strade, ai sensi del DM
motore e con i pedoni, le piste ciclabili su corsia riservata devo- Ambiente del 19 novembre 2000) e secondo un ordine di
no, in genere, affiancarsi al lato interno di quelli pedonali. priorità da definirsi in sede di pianificazione e programma-
zione del settore della mobilità, le autostrade urbane esisten-
10. Nei parcheggi per autoveicoli da realizzarsi secondo le ti da declassare e le strade di scorrimento appartenenti alla
previsioni del Piano regionale dei trasporti, una quota non Rete primaria urbana e alla Rete principale urbana esistenti,
inferiore al 10% dell’area relativa, adeguatamente attrezzata, da adeguare nonché di nuova realizzazione, dovranno essere
dovrà essere riservata al parcheggio di biciclette. Dovranno sottoposte a interventi di mitigazione degli impatti, con par-
inoltre essere previsti parcheggi ad hoc per le biciclette, ade- ticolare riferimento al miglioramento delle condizioni di cir-
guatamente attrezzati (LR n. 13/1990). colazione, di sicurezza stradale, di riduzione degli inquina-
menti acustico e atmosferico e di risparmio energetico. I cri-
11. In sede di progettazione delle infrastrutture della mobili- teri e gli orientamenti di carattere generale cui i suddetti
tà e di pianificazione urbanistica attutiva delle aree dei Nodi interventi dovranno uniformarsi sono riportati nell’elabora-
di Interscambio e delle Aree ferroviarie e delle stazioni di cui to G4. “Guida per la progettazione delle infrastrutture per la
ai precedenti articoli, nonché in sede di pianificazione urba- mobilità”. Inoltre i criteri e orientamenti di carattere partico-
nistica attuativa dei comprensori di qualsiasi tipo posti in un lare potranno risultare dal PGTU, cui compete l’eventuale
raggio di influenza che va dai m. 500 ai m. 2000 dai suddetti riclassificazione delle strade.
nodi o da importanti poli attrattivi di tipo commerciale, cul-
turale, è fatto obbligo di progettare e realizzare, nelle fasce di 2. Secondo un ordine di priorità da definirsi in sede di pianifi-
pertinenza della viabilità esistente e di progetto e negli spazi cazione e programmazione del settore della mobilità, di con-
pubblici, una adeguata rete di percorsi pedonali e ciclabili di certo con gli strumenti di programmazione dell’attuazione del
adduzione in sede propria secondo le indicazioni riportate PRG, la progettazione urbanistica della nuova rete viaria e degli
nell’allegato normativo relativo ai Nodi di interscambio. spazi pubblici di quartiere e locali e l’adeguamento di quelli

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Piano Regolatore Generale
Titolo IV Sistema dei servizi,
delle infrastrutture e degli impianti
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esistenti, dovrà essere improntata ad obiettivi di moderazione - la definizione dei principali requisiti prestazionali delle
del traffico veicolare privato, di priorità del trasporto pubblico infrastrutture da inserire nel successivo Documento preli-
e di deviazione del traffico di attraversamento. Le intersezioni a minare alla progettazione di cui al D.LGT n. 163/2006;
raso, ove possibile, devono essere progettate con regolazione a - l’individuazione dei principali impatti sociali, economici,
“rotatoria” in quanto aumentano la sicurezza stradale riducen- ambientali e sulla mobilità, anche attraverso la metodolo-
do l’incidentalità, rallentano il traffico e possono fungere da gia della “Valutazione ambientale strategica” (VAS).
porte che segnalano l’ingresso nei centri abitati e quartieri di
città. I criteri e gli orientamenti cui dovrà ispirarsi la progetta- 2. In via preliminare, il Progetto urbano dovrà essere applica-
zione, di cui al presente comma, sono riportati nell’elaborato to per i seguenti interventi:
G4. “Guida per la progettazione delle infrastrutture per la 1) potenziamenti, prolungamenti, diramazioni e nuove linee
mobilità”. I criteri e gli orientamenti progettuali dovranno ferroviarie e della metropolitana e i relativi nodi di scam-
altresì far riferimento alla normativa di settore nonché a quan- bio intermodale;
to definito nel Regolamento viario di cui al vigente PGTU. 2) realizzazione dei corridoi riservati al trasporto pubblico di
superficie;
3. Gli strumenti di pianificazione di settore dovranno indivi- 3) completamento della Nuova Circonvallazione interna fra
duare quelle infrastrutture, non comprese fra quelle di cui al il quartiere di San Lorenzo e l’EUR, riqualificazione del
DPR 12 aprile 1996 in materia di VIA, considerate comunque vallo ferroviario e sottopasso del Parco dell’Appia antica;
come fonte di criticità per il sistema insediativo e ambientale. 4) completamento e riqualificazione ambientale di viale
I progetti di tali infrastrutture dovranno essere corredati da Palmiro Togliatti dal GRA nord a via Appia Nuova;
uno studio finalizzato alla riduzione degli impatti da traffico 5) adeguamento del nodo viario Eur-Magliana-Newton-
motorizzato e ferroviario e ad inserire l’infrastruttura nel Lungotevere;
contesto urbano ed extraurbano attraverso la realizzazione di 6) adeguamento delle direttrici viarie Trionfale, Prenestina-
opportune “fasce di ambientazione”. Gli elementi essenziali Gabina, Tiburtina, Cassia, Ostiense-via del Mare;
di tali “fasce di ambientazione”, consistono, come più specifi- 7) piattaforme logistiche.
catamente indicato nell’elaborato G4:
a) nel raccordo dei rilevati alle superfici inedificabili adiacenti,
mediante riporti di terreno opportunamente sagomati; Art.99. Relazione tra grandi interventi urbanistici e siste-
b) nel mantenimento e cura delle alberature esistenti, messa ma della mobilità
a dimora di nuovi filari, realizzazione di fasce e dune albe-
rate, creazione di aree di compensazione ecologica; 1. La programmazione e l’attuazione degli ambiti della Città
c) nella realizzazione di tutti gli interventi di mitigazione della trasformazione e dei Progetti strutturanti, nonché la
dell’impatto ambientale. realizzazione dei centri direzionali, delle grandi strutture di
vendita, dei servizi urbani e metropolitani caratterizzati da
elevato numero di addetti, utenti e movimentazione di merci
Art.98. Progetti urbani per le grandi infrastrutture di tra- (università, ospedali, grandi impianti per lo sport, la ricrea-
sporto zione e lo spettacolo, fiere e impianti annonari, ecc.), dovrà
essere coordinata - nell’ambito degli strumenti di program-
1. Anche in riferimento a quanto previsto nel Programma mazione dell’attuazione del PRG, del Piano Urbano della
degli Interventi per Roma Capitale di cui alla legge n. 396/1990 Mobilità e del Piano triennale degli investimenti OO.PP. - con
negli ambiti urbani in cui l’Amministrazione comunale, di la programmazione e attuazione delle infrastrutture dei siste-
concerto con gli altri soggetti competenti, intende prefigurare mi di trasporto su ferro e su gomma che concorrono a deter-
strategie integrate di programmazione e progettazione urba- minare l’accessibilità agli insediamenti.
nistica delle grandi infrastrutture di trasporto urbano e terri-
toriale e di riqualificazione/trasformazione degli spazi urbani 2. In sede di redazione dei Progetti urbani, dei Programmi
immediatamente circostanti, il PRG viene attuato attraverso integrati, degli strumenti urbanistici esecutivi, nell’ambito
lo strumento del Progetto urbano, secondo la procedura e i della verifica di sostenibilità urbanistica di cui all’art. 13,
contenuti di cui all’art. 15. A ulteriore specificazione di tale comma 11, lett. b), dovrà essere prodotto uno studio di impat-
norma, gli elaborati del Progetto urbano devono contenere: to sulla mobilità (SIM), comprendente i seguenti elaborati:
- la definizione di dettaglio dell’assetto urbanistico e a) una relazione sugli effetti degli insediamenti sulla mobi-
ambientale dei luoghi direttamente interessati dall’infra- lità, corredata da idonee simulazioni dei prevedibili flus-
struttura della mobilità; si generati/attratti nelle ore di punta e nelle ore di mor-
- lo studio e la progettazione degli aspetti trasportistici bida dagli insediamenti previsti, al fine di verificare la
ovvero dei vari modi di trasporto e delle caratteristiche compatibilità degli stessi con le densità veicolari ordina-
della domanda e dell’offerta; rie sulla viabilità esistente e l’efficacia delle soluzioni
- lo studio di fattibilità tecnica, economica e finanziaria con proposte;
analisi costi-benefici e programma attuativo del comples- b) uno studio dei sistemi di trasporto per adeguare le infra-
so delle opere e delle azioni da svolgere anche in relazione strutture in termini di capacità e condizioni di sicurezza, ai
al Piano triennale degli investimenti; flussi di mobilità indotti dalle nuove strutture insediabili;

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Piano Regolatore Generale
Norme Tecniche di Attuazione
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c) uno studio di fattibilità tecnico-economico relativo alle rispetto al livello medio dei tratti di perimetro corrisponden-
infrastrutture e ai servizi di mobilità, da verificare, con i ti alle direzioni di atterraggio, superino l’altezza di m. 10,00.
soggetti competenti in ordine alla programmazione, rea-
lizzazione e gestione degli interventi. 6. Fino a tre chilometri dal perimetro dell’aeroporto, l’altezza
indicata al comma precedente può essere superata di un
3. Tale studio dovrà corredare la definizione progettuale anche metro per ogni m. 30 di distanza. Tali altezze non possono
degli interventi diretti, qualora il Carico urbanistico (CU), calco- oltrepassare, in ogni caso, m. 45 sul livello medio dell’aero-
lato ai sensi dell’art. 7, comma 1, comporti un fabbisogno com- porto. Dopo il terzo chilometro, il suddetto limite di m. 45
plessivo di parcheggi pubblici e privati superiore a 2.500 mq, o in può essere superato di un metro per ogni m. 20 di distanza.
caso di deroga alla dotazione minima di parcheggi pubblici,
secondo i casi e le modalità previste dall’art. 7, commi 13 e 15. 7. Al di fuori delle direzioni di atterraggio e fino a m. 300 dal
perimetro dell’aeroporto, non possono essere costituiti osta-
4. Nel caso di ambiti territoriali o urbani caratterizzati dalla coli che, rispetto al livello del corrispondente tratto del peri-
presenza di più aree potenzialmente insediabili per le anzi- metro dell’aeroporto, superino l’altezza di un metro per ogni
dette funzioni, gli interventi dovranno essere preventivamen- m. 7 di distanza dal perimetro stesso.
te valutati in modo complessivo e globale, considerando gli
effetti cumulativi sul sistema della mobilità. 8. Oltre il quarto chilometro di distanza dal perimetro del-
l’aeroporto cessa ogni limitazione.
5. Qualora la sostenibilità delle previsioni di traffico provoca-
te da nuovi insediamenti sia condizionata alla preventiva o
contestuale realizzazione e/o potenziamento di determinate Art.101. Piattaforme logistiche
infrastrutture di trasporto, tali condizioni di coordinamento e
subordinazione temporale, saranno definite, assieme alle con- 1. L’attuazione delle piattaforme logistiche è regolata da un
seguenti azioni da intraprendere, in sede di redazione e appro- Piano urbanistico esecutivo di iniziativa pubblica, da definire
vazione degli strumenti urbanistici attuativi e riportate nei di concerto fra Amministrazione comunale, il gruppo
relativi Accordi di Programma e nelle convenzioni attuative. Ferrovie dello Stato spa, i soggetti privati interessati e le asso-
ciazioni dei commercianti e dei trasportatori, nel quadro di
un Piano della Logistica urbana da sviluppare in sede di reda-
Art.100. Aree aeroportuali zione del Piano urbano della mobilità (PUM).

1. Il Piano regolatore indica nell’elaborato 3.“Sistemi e 2. Con riferimento alle previsioni del “Piano regionale delle
Regole”, rapp. 1:10.000, le aree aeroportuali di Ciampino e merci” della Regione Lazio, approvato con deliberazione di
dell’Urbe, rispetto alle quali valgono, unitamente a quella del- Giunta Regionale n. 3861/1999, nell’elaborato G3.“Sistema
l’aeroporto di Fiumicino, ancorché non individuati sulla car- delle Infrastrutture per la mobilità” e nell’elaborato
tografia di PRG, i perimetri delle zone soggette alle limitazio- D3.“Infrastrutture per la mobilità”, sono individuate le localiz-
ni disposte dagli articoli 714 e 715 del Regio Decreto 30 zazioni di piattaforme logistiche multimodali (Smistamento,
marzo 1942, n. 327, recante “Codice della navigazione”, modi- Ciampino, Salone e Massimina), finalizzate al rifornimento,
ficato con legge n. 58/1963, da determinarsi ai sensi dell’art. via ferro e strada, e alla distribuzione di merci in area urbana.
715-ter del medesimo Regio Decreto. In aggiunta a tali aree, le piattaforme logistiche potranno esse-
re realizzate anche all’interno delle altre aree ferroviarie di cui
2. La seguente normativa, specifica e sovraordinata, è riporta- al precedente art. 94, comma 9, nell’ambito dello strumento
ta esclusivamente a fini indicativi; ove il Codice della naviga- urbanistico esecutivo, nonché all’interno delle aree per
zione imponga limitazioni ulteriori o più restrittive, esse pre- Infrastrutture tecnologiche, di cui all’art. 102. Per le aree di
varranno su difformi indicazioni espresse dal presente PRG. Ciampino e Massimina, la realizzazione delle piattaforme logi-
stiche e la connessione con la rete ferroviaria e stradale, sarà
3. Nelle zone di cui al presente articolo sono soggetti a limita- pianificata e disciplinata rispettivamente dal Programma inte-
zioni le costruzioni, le piantagioni arboree a fusto legnoso, gli grato e dal Progetto urbano, previsti dal PRG.
impianti di linee elettriche, telegrafiche e telefoniche, le filo-
vie, funivie, e teleferiche, le antenne radio, gli impianti di ele- 3. Per l’attuazione di tali aree si rinvia all’elaborato G4.“Guida
vazione, e in genere qualsiasi opera che possa ugualmente alla progettazione delle infrastrutture per la mobilità”.
costituire ostacolo alla navigazione aerea.
4. Nell’elaborato D3.“Infrastrutture per la mobilità”, sono indi-
4. Nelle direzioni di atterraggio non possono essere costituiti viduate le piattaforme logistiche per il trasporto via ferro dei
ostacoli ad una distanza inferiore a m. 300 dal perimetro del- rifiuti solidi urbani, secondo quanto previsto nell’Accordo di
l’aeroporto. Programma sottoscritto fra AMA, Ferrovie dello Stato SpA,
Regione Lazio, Comune di Roma, Ministero dell’Ambiente,
5. Nelle stesse direzioni, alla distanza di m. 300 dal perimetro Agenzia nazionale protezione ambiente e Osservatorio nazio-
dell’aeroporto, non possono essere costituiti ostacoli che, nale sui rifiuti del 9 marzo 2000 (Malagrotta, Salone,

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Piano Regolatore Generale
Titolo IV Sistema dei servizi,
delle infrastrutture e degli impianti
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Smistamento). In sostituzione della piattaforma logistica già 5. In caso di dismissione è consentito il riuso dell’edificazione
prevista provvisoriamente in via del Porto fluviale, viene previ- esistente dismessa con le seguenti destinazioni d’uso, come
sta la localizzazione sull’esistente sedime ferroviario fra la linea definite dall’art. 6:
Roma-Lido e i Mercati Generali, la cui realizzazione dovrà esse- a) Commerciali e Servizi, a CU/b e CU/m;
re concordata con Ferrovie dello Stato spa e gli altri soggetti b) Turistico-ricettive, limitatamente a “strutture ricettive alber-
competenti. ghiere ed extra-alberghiere”;
c) Produttive, in misura non inferiore al 30% della SUL dismessa.
Gli interventi di dismissione sono sottoposti a strumento urba-
nistico esecutivo o a Programma integrato, esteso all’intera area,
Capo 5° Infrastrutture tecnologiche che accerti l’effettiva dismissione e la non fattibilità del riuso
nell’ambito delle attività previste al comma 1 e verifichi la soste-
Art.102. Infrastrutture tecnologiche nibilità urbanistica delle nuove funzioni. Il Comune, tramite
atto di programmazione, di cui all’art. 13, comma 3, può stabili-
1. Le aree per le Infrastrutture tecnologiche sono individuate negli re, anche per fasi, e per tutti gli ambiti interessati, quote massi-
elaborati 2. e 3. “Sistemi e Regole”, rapp. 1:5.000 e 1:10.000, non- me di aree da dismettere. La SUL destinata a funzioni di cui alle
ché rappresentate nell’elaborato G5.“Sistema delle infrastrut- lett. a) e b), escluso le destinazioni “servizi alle persone” e
ture tecnologiche”. Esse comprendono impianti e attrezzature “attrezzature collettive”, sono soggette al contributo straordina-
funzionali all’erogazione di pubblici servizi, quali centrali elet- rio di cui all’art. 20: tale onere può essere soddisfatto anche
triche, impianti di stoccaggio del gas, impianti di depurazione, mediante cessione al Comune, a titolo gratuito, di quota parte
depositi per ricovero e manutenzione di veicoli per trasporto della SUL di riconversione. Alle proposte di vendita degli immo-
pubblico o privato o da diporto, piattaforme logistiche di cui bili effettuate prima dell’avvio del procedimento di riconversio-
all’art. 101, impianti di distribuzione carburanti, impianti per ne, come definito dalla presente norma, ivi incluso in tale pro-
la gestione rifiuti, secondo quanto previsto dall’art. 106, ivi cedimento l’atto di programmazione comunale, si applica il
compresi quelli per autodemolizione e rottamazione, nonché diritto di prelazione a favore del Comune. In caso di dismissione
ogni attività o impianto assimilabile ai precedenti, per simila- di depositi per il ricovero dei veicoli di trasporto pubblico loca-
rità funzionale e impatto ambientale. le, in alternativa a quanto previsto ai precedenti periodi, può
applicarsi quanto previsto dall’art. 94, commi 9 e 10.
2. Le attività di autodemolizione e rottamazione sono regola-
mentate dal “Piano degli autodemolitori” già approvato 6. All’interno dell’area della discarica di Malagrotta, come
dall’Amministrazione comunale, come modificato dal individuata nell’elaborato G5.“Sistema delle infrastrutture
Commissario straordinario per i rifiuti; operatori privati pos- tecnologiche”, sui lotti di discarica esauriti non sono consen-
sono proporre la localizzazione di ulteriori nuove aree da titi, anche ai sensi dell’art. 106, comma 7, interventi di cate-
approvare da parte dell’Amministrazione comunale ad integra- goria NC, salvo la realizzazione degli interventi previsti dai
zione del suddetto piano e delle ulteriori aree individuate dal piani di ripristino ambientale approvati dalle Autorità com-
presente PRG. Tali nuove aree possono essere localizzate nei petenti e, comunque, degli interventi strettamente funziona-
Tessuti prevalentemente per attività della Città da ristrutturare, li al mantenimento dei requisiti ambientali nella gestione
nonché nelle aree destinate a Infrastrutture tecnologiche. della fase post-operativa.

3. Nelle aree di cui al comma 1 sono consentiti tutti gli inter-


venti e le opere strettamente funzionali all’esercizio degli
impianti e delle attività localizzate. A tal fine, su tutte le aree, si Capo 6° Reti tecnologiche
applica un indice ET=0,06 mq/mq, fatta salva l’edificazione esi-
stente legittima e il rispetto di norme e piani di settore. Sugli Art.103. Reti energetiche
edifici che ospitano stabilmente attività umane, oltre agli inter-
venti di categoria MO, MS, RC, RE1, sono ammessi interventi di 1. In caso di presenza di linee elettriche aeree, alle eventuali tra-
categoria RE2, DR, AMP, con incremento della SUL fino all’indi- sformazioni urbanistiche previste dal PRG si applicano i limiti
ce EF=0,5 mq/mq, ovvero un incremento una tantum fino al 10%, di esposizione e i valori di attenzione, stabiliti dal DPCM 8
sempre fatti salvi i piani e le norme di settore. luglio 2003; si applicano altresì i criteri localizzativi, gli stan-
dard urbanistici, le prescrizioni e le incentivazioni per l’utiliz-
4. Gli interventi di cui al comma 3, che comportino un incre- zo delle migliori tecnologie disponibili, le zone di rispetto,
mento della SUL superiore al 10% di quella esistente, sono sog- come stabiliti dalla legislazione regionale in materia, secondo
getti a modalità diretta convenzionata o, in caso di ST supe- quanto previsto dall’art. 3, comma 1, lett. d), e dall’art. 8,
riore a 2,5 Ha, a intervento indiretto, nonché all’integrale comma 1, lett. b), della legge n. 36/2001, fatta salva la compe-
reperimento della dotazione di parcheggi pubblici e privati. tenza statale per gli elettrodotti con tensione superiore a 150
La SUL aggiuntiva, se destinata ad attività tecniche, ammini- KV, ai sensi del DPCM 8 luglio 2003.
strative e commerciali, sempre funzionali al servizio e alle
attività localizzate, è soggetta al contributo straordinario, di 2. All’interno delle fasce e delle distanze stabilite ai sensi
cui all’art. 20. del comma 1, è vietata l’edificazione di fabbricati ad uso

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Piano Regolatore Generale
Norme Tecniche di Attuazione
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residenziale e di fabbricati ove si preveda la permanenza pro- progettati in modo da consentire il trattamento delle acque di
lungata della popolazione. prima pioggia.

3. In conformità o in attuazione delle norme sovraordinate in 5. A decorrere dall’approvazione del PRG, fino alla elimina-
materia, il Comune potrà anche istituire e perimetrare zone di zione degli sversamenti di cui al comma precedente, nel
salvaguardia attorno a edifici con specifiche funzioni, come caso che gli stessi superino i limiti di ammissibilità per il
asili, scuole, parchi gioco, ospedali, ecc, all’interno delle quali carico inquinante generico di cui alla D.LGT n. 152/2006, gli
vietare la realizzazione di elettrodotti o l’installazione di anten- interventi di trasformazione del patrimonio edilizio esi-
ne e impianti per la comunicazione, così come di altre possibi- stente e di nuova costruzione, compresi gli ampliamenti di
li destinazioni d’uso ritenute non compatibili. edifici, sono subordinati:
a) alla realizzazione di reti separate di convogliamento delle
4. Nel caso di linee esistenti, al fine di garantire adeguata tute- acque bianche e delle acque nere (il cui recapito finale deve
la preventiva ai soggetti più esposti, il Comune può pretende- essere il sistema di fognatura pubblico);
re l’adozione di specifici Piani di risanamento ambientale, b) alla predisposizione di specifiche misure tecniche finalizza-
previo accordo di programma con gli Enti interessati, per te ad escludere, ovunque possibile, il recapito finale delle
definire l’interramento degli elettrodotti esistenti in aree sen- acque bianche entro la fognatura pubblica; le misure da
sibili, ove siano presenti servizi pubblici, verde pubblico, adottare (a titolo esemplificativo: convogliamento nel reti-
insediamenti residenziali. colo idrografico superficiale con pre-trattamento delle
acque di prima pioggia, tetti e pareti verdi, realizzazione di
bacini di raccolta temporanea, riutilizzo per irrigazione di
Art.104. Reti e sistemi per la gestione del servizio idrico aree verdi, impianti e sistemi di lagunaggio e fitodepurazio-
integrato ne, ecc.) dovranno essere descritte in apposita relazione tec-
nica, che illustri le caratteristiche ambientali, geologiche e
1. Nell’elaborato G5.“Sistema delle infrastrutture tecnologi- idrologiche dell’ambito oggetto dell’intervento; gli uffici
che”, sono individuate le aree per gli impianti di depurazione. pubblici competenti dovranno di concerto accertare il siste-
ma tecnico più idoneo in rapporto con le caratteristiche del
2. Nei nuovi insediamenti abitativi, commerciali e produttivi sistema idrografico superficiale e sotterraneo.
ad attuazione indiretta, il sistema di approvvigionamento
idrico deve essere realizzato con una doppia rete di distribu- 6. È demandato al Regolamento edilizio comunale e al
zione, una per le acque soddisfacenti i criteri di potabilità Regolamento igienico-sanitario di specificare e dettagliare i
(“acqua potabile”) e una per acque di minor qualità (“acqua sistemi, le tecnologie, le procedure da utilizzare per l’ottimale
non potabile”), a meno che, sulla base di un parere dell’Ente funzionamento del sistema delle acque reflue.
Gestore del Servizio Idrico Integrato ai sensi del D.LGT n.
152/2006, non si dimostri impraticabile la realizzazione di 7. È demandato, altresì, al Regolamento igienico-sanitario la fis-
reti separate. In caso di rete unica dovrà essere preventiva- sazione delle distanze di rispetto dalle reti acquedottistiche
mente acquisito il parere dal dipartimento competente in sotterranee o a pelo libero. Si intende automaticamente recepi-
materia di Ambiente. ta nel presente PRG la disciplina di tutela delle falde idriche e
delle acque superficiali utilizzate per l’approvvigionamento
3. Tutti gli insediamenti possono essere dotati di sistemi auto- potabile, come stabilita dalle norme sovraordinate (D.LGT n.
nomi di collettamento e depurazione delle acque nel rispetto 152/2006; Deliberazione di Giunta regionale n. 42/2007). Le
delle prescrizioni del D.LGT n. 152/2006, Parte III, Sezione III. Gli aree di protezione sono individuate negli elaborati G9.3, alle-
insediamenti con popolazione inferiore ai 2.000 abitanti sono gati al presente PRG.
di norma dotati di sistemi autonomi di collettamento e tratta-
mento appropriato delle acque usate o parte di esse, purché il 8. Ai fini della salvaguardia degli approvvigionamenti idrici
sistema risponda agli obiettivi di cui punto 3, 6° capoverso, provenienti da pozzi o sorgenti privati, si applica quanto ripor-
dell’Allegato 5 alla Parte III del D.LGT n. 152/2006. tato nell’allegato n. 1 del parere della ASL/ROMA C, rilasciato
per l’approvazione del PRG, ai sensi dell’art. 20 legge n.
4. Per ottimizzare la gestione dei sistemi di depurazione e 883/1978, e così formulato:
ridurre la circolazione artificiale delle acque di pioggia, la rete “L’area di salvaguardia è stabilita per la tutela della risorsa idri-
fognaria deve essere di norma separata dalla rete delle acque ca e per assicurare, mantenere e migliorare le caratteristiche di
meteoriche, a meno che motivazioni tecniche o economiche salubrità delle acque destinate al consumo umano.
rendano impraticabile la realizzazione di reti separate. La rea- L’area di salvaguardia è distinta in una zona di tutela assoluta
lizzazione di reti miste dovrà essere preventivamente approva- ed in una zona di protezione:
ta dal dipartimento competente in materia di Ambiente. La - la zona di tutela assoluta è l’area immediatamente circo-
rete delle acque meteoriche deve essere la più breve possibile, stante la captazione, deve avere un’estensione di 5 metri di
in modo da restituire le acque alla circolazione naturale e, in raggio intorno al punto di presa, adeguatamente protetta ed
corrispondenza del punto di restituzione, deve essere realizza- adibita esclusivamente alle opere di captazione e ad infra-
to un bacino di detenzione o stagno di ritenzione delle acque, strutture di servizio;

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Piano Regolatore Generale
Titolo IV Sistema dei servizi,
delle infrastrutture e degli impianti
070/087 TITOLO IV 22-05-2008 11:57 Pagina 86

- la zona di rispetto è costituita dalla porzione di territorio cir- essere localizzati secondo i criteri e le modalità stabilite da un
costante la zona di tutela assoluta e deve avere un raggio di Protocollo d’intesa tra Comune e soggetti gestori.
20 metri, da sottoporre a vincoli e destinazioni d’uso tali da
tutelare la risorsa idrica captata; in particolare in tale zona: 5. Nel caso di stazioni e sistemi o impianti radioelettrici, di
sono vietati: impianti fissi per telefonia mobile e di impianti fissi per la
a) dispersione di fanghi e acque reflue, anche se depurati; radiodiffusione esistenti, localizzati in aree non identificate
b) concimaie, accumulo di concimi chimici, fertilizzanti o come idonee dal Piano comunale di cui al precedente comma
pesticidi; 4, questi devono essere rilocalizzati o modificati, secondo le
c) stalle e stabulazione di bestiame; procedure di accordo con i gestori e gli incentivi definiti dal
d) sosta e demolizione di autoveicoli da rottamare; Piano stesso, che definirà anche i criteri generali per ridurre
devono essere sottoposti a parere sanitario: l’impatto sull’ambiente, il paesaggio ed i singoli beni storico-
a) eventuale stoccaggio di prodotti o sostanze chimiche architettonici
potenzialmente pericolosi;
b)eventuale modesto spandimento di pesticidi e fertiliz-
zanti.” Art.106. Impianti ed attrezzature per la gestione del ciclo
dei rifiuti

Art.105. Reti e impianti radiotelevisivi e della telefonia 1. Gli impianti e le attrezzature per la gestione dei rifiuti riguar-
mobile dano lo smaltimento, il trattamento, il riciclaggio, la distruzio-
ne dei rifiuti.
1. Ai fini delle presenti norme, fatte salve le definizioni della nor-
mativa nazionale o regionale, valgono le seguenti definizioni: 2. Fatte salve le prescrizioni della normativa di settore, tali
a) stazioni e sistemi o impianti radioelettrici: trasmettitori o rice- impianti e attrezzature possono essere localizzati nelle aree per
vitori, comprese le apparecchiature accessorie, necessari ad Infrastrutture tecnologiche, di cui all’art. 102, negli Ambiti per i
assicurare un servizio di radiodiffusione, radiocomunicazio- Programmi integrati della Città da ristrutturare, di cui all’art. 53,
ne o radioastronomia; con espressa previsione del Programma integrato, nonché
b) impianto fisso per telefonia mobile: stazione radio di terra del ser- nella Città della trasformazione, nelle Centralità metropolitane e
vizio di telefonia mobile, destinata al collegamento radio dei urbane, negli Ambiti di riserva, ove compatibili con le destinazio-
terminali mobili con la rete del servizio di telefonia mobile; ni produttive ammesse dal presente PRG, e previa espressa pre-
c) impianto fisso per radiodiffusione: stazione di terra per il servi- visione degli strumenti di intervento indiretto. Possono essere
zio di radiodiffusione televisiva e radiofonica. realizzate in altri ambiti del Sistema insediativo e del Sistema per
servizi, infrastrutture e impianti, ove sono ammesse destinazioni
2. Alle stazioni, sistemi o impianti di cui al comma 1, si appli- d’uso produttive o commerciali a CU/m e CU/a, strutture per la
cano i limiti di esposizione e i valori di attenzione stabiliti dal sola messa in riserva di rifiuti non pericolosi, con capacità di
DPCM 8 luglio 2003; si applicano altresì i criteri localizzativi, stoccaggio non superiore a 20 mc, complementari ad attività
gli standard urbanistici, le prescrizioni e le incentivazioni per commerciali o produttive. I centri di raccolta dei rifiuti urbani
l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, stabiliti ai sensi possono essere localizzati nelle aree a Servizi pubblici di livello
dell’art. 3, comma 1, lett. d), e dall’art. 8, comma 1, lett. b), della urbano, di cui all’art. 84.
legge n. 36/2001, ai fini della progressiva minimizzazione della
esposizione ai campi elettromagnetici. 3. Salvo diverse e più ampie possibilità concesse dai Piani di set-
tore, sono localizzabili esclusivamente nelle aree di cui all’art.
3. Le stazioni, sistemi o impianti esistenti che non garantiscono 102, i seguenti impianti e attrezzature:
i limiti di esposizione, nonché gli obiettivi di qualità di cui a) discariche;
all’art. 3, comma 1, lett. d), della legge n. 36/2001, dovranno esse- b) impianti di trattamento biologico, aerobico e anaerobico;
re adeguati secondo i termini e le modalità stabilite dal Piano di c) impianti di produzione energetica da rifiuti o da combusti-
cui al comma 4 o, se più restrittive, da norme sovraordinate. bili derivati da rifiuti;
d) impianti di rigenerazione oli, grassi, solventi, acidi e basi;
4. Le stazioni, sistemi o impianti di nuova realizzazione posso- e) impianti di produzione di combustibile da rifiuti;
no essere localizzati nelle aree idonee ad ospitare tali impianti f) impianti di smaltimento rifiuti ospedalieri.
individuate nel “Piano territoriale degli impianti radiotelevisi-
vi e della telefonia mobile”, da redigere a cura del Comune ai 4. Ai fini della realizzazione degli impianti di gestione dei rifiu-
sensi dell’art. 8, comma 6, della legge n. 36/2001, e che dovrà ti, ove assimilabili alle destinazioni d’uso produttive, di cui
raccordarsi, in particolare per quanto riguarda i campi elettro- all’art. 6, comma 1, lett. e), si applica l’indice di edificabilità EF
magnetici, con le determinazioni di cui all’art. 103, comma 3: pari a 0,35 mq/mq. Le aree destinate a impianti e attrezzature
nella definizione del Piano, il Comune tiene conto dei pareri per la gestione dei rifiuti, a seguito di provvedimenti di appro-
dei Municipi, anche attraverso le indicazioni eventualmente vazione di Piani di settore o di singoli progetti, secondo le pro-
presenti nella “Carta municipale degli obiettivi”. Nelle more cedure previste dal D.LGT n. 152/2006, localizzate all’esterno
dell’approvazione del Piano comunale, gli impianti potranno delle aree di cui all’art. 102, assumono la destinazione di

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Piano Regolatore Generale
Norme Tecniche di Attuazione
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“Infrastrutture tecnologiche”; in caso di mancata attuazione o


di dismissione di tali opere, le aree relative riassumeranno, con
apposito provvedimento di presa d’atto, la destinazione del
presente PRG.

5. Le aree e gli impianti per la raccolta differenziata dei rifiuti,


nonché quelli per la raccolta temporanea e la compattazione
ed il conferimento dei rifiuti inerti ed ingombranti, relativi ad
ambiti ad attuazione indiretta, appartengono alle opere di
urbanizzazione secondaria e sono individuate nella misura di
0,4 mq/ab in sede di pianificazione esecutiva come quota parte
degli standard di legge per attrezzature di interesse comune di
tipo sanitario. Per gli insediamenti non residenziali, tale stan-
dard è stabilito nella misura di 0,01 mq per ogni mq di SUL, da
ricavare all’interno delle aree a verde pubblico di cui all’art. 8,
commi 2 e 3.

6. Le aree interessate da impianti di smaltimento e trattamen-


to dei rifiuti dovranno prevedere opere di compensazione
ambientale, al fine di ridurre l’impatto nelle aree circostanti.

7. In caso di esaurimento o riduzione delle discariche di cui al


comma 3, lett. a), le aree relative, previi interventi di categoria
RSA, RIA, come definiti dall’art. 10, saranno destinate, con
apposito provvedimento di presa d’atto, ad Agro romano, di cui
al Titolo III, Capo 2°, ovvero convertite secondo le modalità pre-
viste dall’art. 73.

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Titolo IV Sistema dei servizi,
delle infrastrutture e degli impianti
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Art.108. Altezza convenzionale e altezza reale


Titolo V Norme Finali
1. Nella fase di salvaguardia del presente PRG, come definita
dalla legge n. 1902/1952, il rapporto tra volumetria edificabi-
le secondo il PRG vigente e SUL edificabile del presente PRG è
regolato dall’altezza convenzionale di m. 3,20. Tale parametro
di conversione si applica anche in attuazione di norme regio-
nali o statali espresse in valori volumetrici.

2. Negli edifici realizzati mediante interventi di categoria NE,


salvo che per accertate esigenze di allineamento con gli edifi-
ci adiacenti, da valutare in sede di rilascio del titolo abilitati-
vo, o di definizione degli interventi indiretti, l’altezza reale
dei piani, con l’esclusione degli spazi comuni non può supe-
rare i m. 3,60 per le seguenti destinazioni d’uso, come defini-
te dall’art. 6, comma 1: Abitative, “direzionale privato”, “sedi
della pubblica amministrazione e delle pubbliche istituzioni
nazionali, estere e sopranazionali”.

Art.109. Adeguamenti e deroghe al PRG

Art.107. Zone territoriali omogenee 1. Modifiche o integrazioni della disciplina di piano derivanti
da disposizioni di Piani comunali di settore, in materia ambien-
1. Con riferimento alle zone territoriali omogenee di cui al tale (Piano di zonizzazione acustica, Piano degli elettrodotti,
DM n. 1444/1968, le componenti del presente PRG sono così Piano dell’aria, Piano dei rifiuti, Piano del risparmio energetico,
classificate: Piano urbano di mobilità, Piano urbano del traffico, Piano urba-
a) sono classificate come zona territoriale omogenea A: le com- no parcheggi, ecc.) non comportano variante urbanistica.
ponenti della Città storica, salvo gli Ambiti di valorizzazione;
b) sono classificati come zona territoriale omogenea B: gli 2. Possono essere esercitati i poteri di deroga al PRG consentiti dal-
Ambiti di valorizzazione della Città storica; le componenti l’art. 14 del DPR n. 380/2001 o da altre norme statali o regionali.
della Città consolidata; le componenti della Città da ristruttu-
rare, salvo gli Ambiti per i programmi di recupero urbano e i 3. Gli interventi di autorecupero di cui alla LR n. 55/1998 sono sog-
Tessuti prevalentemente per attività; i Piani particolareggiati getti a modalità attuativa indiretta ovvero, se consentito dalle
delle zone “O” del PRG pre-vigente; i Nuclei di edilizia ex abu- norme regionali, a intervento diretto convenzionato; i cambi di
siva da recuperare; destinazioni d’uso verso funzioni abitative possono essere previste
c) sono classificati come zona territoriale omogenea C: gli secondo le norme del presente PRG ovvero nei limiti dei poteri di
Ambiti per i programmi di recupero urbano; le componenti della deroga consentiti ai sensi del comma 2 o di apposita normativa
Città della trasformazione, salvo i Piani particolareggiati delle regionale, a condizione che siano assicurate, per la nuova destina-
zone “O” del PRG pre-vigente; le Centralità urbane e metropolita- zione, le dotazioni di standard urbanistici stabilite dal presente PRG.
ne, limitatamente agli insediamenti residenziali; gli Ambiti di
riserva a trasformabilità vincolata, successivamente all’atto di
programmazione di cui all’art. 67, comma 4; Art.110. Edificabilità delle aree in cessione al Comune
d) sono classificati come zona territoriale omogenea D: i
Tessuti prevalentemente per attività della Città da ristrutturare; 1. Per le aree oggetto di atto formale di cessione unilaterale a
e) sono classificati come zona territoriale omogenea E: i favore del Comune, non ancora acquisite alla proprietà comu-
Parchi agricoli; l’Agro romano; gli Ambiti di riserva a trasforma- nale, ancorché non ricadenti nelle componenti di cui all’art.
bilità vincolata, fino all’atto di programmazione di cui 83, le facoltà edificatorie previste dal presente PRG, sono da
all’art. 67, comma 4; considerarsi nella piena ed esclusiva disponibilità giuridica
f) sono classificate come zona territoriale omogenea F: le del Comune che le potrà esercitare per proprie finalità istitu-
Centralità urbane e metropolitane, esclusi gli insediamenti di zionali e di interesse pubblico o generale. A tal fine, il
cui alla lett. c); le Aree naturali protette; le componenti del Comune effettua apposita ricognizione patrimoniale.
Sistema dei servizi, delle attrezzature e degli impianti;

2. Gli Ambiti a pianificazione particolareggiata definita, di Art.111. Aree di demanio e private gravate da usi civici
cui all’art. 62, ricadono nelle zone omogenee B o C o D, a
seconda dei requisiti stabiliti per tali zone dal DM n. 1. Rientrano tra i beni di uso civico e pertanto sono soggetti
1444/1968. alle presenti norme:

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Piano Regolatore Generale
Norme Tecniche di Attuazione
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a) le terre assegnate, in liquidazione dei diritti di uso civico e di 7. Per i terreni, invece, di natura privata gravati da diritti civi-
altri diritti promiscui, in proprietà esclusiva alla generalità ci, le norme contenute nel presente PRG si applicano ad avve-
dei cittadini residenti nel territorio di un Comune o di una nuta liquidazione degli usi civici, in conformità delle disposi-
Frazione anche se imputate alla titolarità di detti Enti; zioni di cui all’art. 7 della legge n. 1766/1927, o all’art. 4 della
b) le terre possedute dal Comune o Frazione, soggette all’e- LR n. 6/2005.
sercizio degli usi civici e comunque oggetto di dominio
collettivo delle popolazioni;
c) le terre possedute a qualunque titolo da Università ed Art.112. Recepimento del parere geologico-vegetazionale
Associazioni agrarie comunque denominate; espresso ai sensi dell’art. 89 del DPR n. 380/2001 e della
d) le terre pervenute agli Enti di cui alle precedenti lettere a Deliberazione di Giunta regionale n. 2649/1999
seguito di scioglimento di promiscuità, permuta con altre
terre civiche, conciliazioni regolate dalla legge n. 1. Si allega e costituisce parte integrante delle presenti NTA, il
1766/1927, scioglimento di Associazioni agrarie, acquisto parere geologico-vegetazionale espresso ai sensi dell’art. 89
ai sensi dell’art. 22 della citata legge n. 1766/1927; del DPR n. 380/2001 e della deliberazione di Giunta regionale
e) le terre pervenute agli Enti medesimi da operazioni e prov- n. 2649/1999, da applicarsi in sede di formazione degli stru-
vedimenti di liquidazione o estinzione di usi civici comun- menti di intervento indiretto. Le disposizioni ivi riportate
que avvenute; potranno essere modificate solo a seguito di nuovo parere
f) le terre private gravate da usi civici a favore della popola- espresso ai sensi delle norme citate, senza che ciò comporti
zione locale per i quali non sia intervenuta la liquidazione variante al presente PRG.
ai sensi della legge n. 1766/1927.

2. Le terre di demanio collettivo, appartenenti al Comune o Art.113. Norma transitoria


Università ed Associazioni agrarie comunque denominate, non
possono essere interessate da edificazione o da utilizzazione non 1. Nel rispetto dei principi di buon andamento, economicità,
compatibile con la gestione collettiva delle stesse ai fini agro- efficacia e semplificazione dell’azione amministrativa, il pre-
silvo-pastorali. Non sono utilizzabili per il conseguimento di sente PRG non si applica:
eventuali lotti minimi, imposti dallo strumento urbanistico per a) alle varianti in corso d’opera dei permessi di costruire già
l’edificazione, anche ove si ipotizzi che la stessa sia posizionata rilasciati alla data di approvazione del presente PRG, pur-
all’esterno della parte sottoposta a vincolo essendo tali aree inte- ché le stesse non prevedano aumento di SUL e di Vc rispet-
ressate solo dalle indicazioni contenute nella legge n. 1766/1927. to a quanto già autorizzato e siano conformi alla disciplina
urbanistica applicabile al momento del rilascio del titolo
3. Qualora, ai fini di un ordinato sviluppo urbanistico del abilitativo;
Comune, vengano interessati terreni appartenenti al dema- b) agli interventi di realizzazione di residenze universitarie
nio civico, gestiti direttamente dal Comune o Università ed già localizzati e ammessi a finanziamento alla data di
Associazioni agrarie comunque denominate, con previsioni approvazione del presente PRG, ai sensi delle leggi nn.
di opere pubbliche, si dovranno attivare le procedure autoriz- 338/2000 e 388/2000 ed eventuali successive leggi di finan-
zative di cui all’art. 12 della legge n. 1766/1927. ziamento;
c) agli interventi finalizzati alla realizzazione di alloggi in
4. Qualora, sempre ai fini di un ordinato sviluppo edificato- affitto già localizzati e fruenti di finanziamenti pubblici
rio, la previsione di destinazione ad uso edificatorio di natura alla data di approvazione del presente PRG, ai sensi e per
residenziale, turistica, commerciale, artigianale o industriale, gli effetti del DM 27 dicembre 2001 e della deliberazione di
riguardi terreni di demanio collettivo, non edificato, sia esso Giunta regionale n. 1073/2002, o di eventuali successivi
gestito direttamente dal Comune o Università ed provvedimenti;
Associazioni agrarie comunque denominate, o in possesso di d) ai Progetti di opere pubbliche, per i quali, alla data di ado-
occupatori, esse potranno essere oggetto di Permesso di zione del presente PRG, sia intervenuta l’approvazione di
costruire, a seguito della loro alienazione che dovrà avvenire almeno il livello preliminare;
nei modi e termini di cui agli articolo 8 della LR n. 6/2005. e) alle proposte di Project financing, per le quali, alla data di
approvazione del presente PRG, sia intervenuto, con prov-
5. Per i terreni di demanio collettivo che risultano edificati, in vedimento del Comune, la pronuncia di pubblico interes-
possesso di occupatori, si applicano le stesse norme di cui se, ai sensi dell’art. 154 del D.LGT 163/2006, o che risultino
all’art. 8 della citata LR n. 6/2005. già inseriti nel bilancio comunale fino all’annualità 2006;
f) ai Piani e ai Programmi urbanistici già adottati dal
6. Non possono essere comunque alienati i terreni di proprie- Consiglio comunale alla data di approvazione del presente
tà collettiva di uso civico ricadenti in aree sottoposte a vinco- PRG, in conformità alla disciplina urbanistica applicabile
li imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela dei par- al momento della stessa adozione.
chi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali, dei
monumenti naturali, dei siti di importanza comunitaria e 2. Gli strumenti urbanistici esecutivi, non rientranti nelle fat-
delle zone a protezione speciale. tispecie di cui al comma 1, lett. f), aventi ad oggetto gli

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Titolo V Norme Finali
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“Ambiti di trasformazione integrati” del presente PRG, se pre- sensi e per gli effetti dell’art. 34 TUEL D.LGT n. 267/2000,
sentati entro il 18 giugno 2002, possono prevedere, in deroga per la ristrutturazione del residence Roma di via Bravetta
all’art. 59, funzioni abitative e funzioni non abitative, come n. 415 e la sua destinazione ad uso abitativo, bonifica aree
individuate nell’art. 6, inferiori al 30% della SUL complessiva- ad esso contermini e dotazione servizi e verde pubblico
mente ammessa, a condizione che le funzioni non abitative (Deliberazione di Consiglio comunale di indirizzi al
non siano inferiori al 20% della SUL. Sindaco n. 47 del 20 marzo 2007);
g) Indirizzi al Sindaco ex art. 24 dello Statuto comunale, per
3. L’ATO R1 “Capannelle”, come individuato nella proposta di la definizione dell’Accordo di programma da sottoscrivere,
deliberazione consiliare di adozione del PRG, assunta con deci- ai sensi e per gli effetti dell’art. 34 TUEL – D.LGT n. 267/2000
sione di Giunta comunale n. 67 del 18 giugno 2002, modificata per il cambio di destinazione da ricettivo ad abitazioni di
nella seduta della Giunta comunale del 3 dicembre 2002, poi complesso immobiliare esistente in via Tiburtina n. 994/D
soppresso dalla deliberazione di Consiglio comunale n. ed alla ristrutturazione ed adattamento a Museo
33/2003 di adozione del PRG, è ripristinato a condizione che, Multimediale dell’ex Mercato comunale Via Mozart
entro la data di entrata in vigore del presente PRG, venga pre- (Deliberazione di Consiglio comunale di indirizzi al
sentato il Piano attuativo dalle famiglie che costituiscono il Sindaco n. 128 del 4 luglio 2007).
Comitato “Roma Casa”, e che detengano la disponibilità dell’a-
rea d’intervento; il Piano attuativo può riguardare anche una 5. Ai Programmi d’intervento di cui al precedente comma 4, si
parte dell’ATO in oggetto, e con un indice ET maggiore di quel- applicano i commi 2, 3, 4, 5, 6, 7, dell’art. 62.
lo originario, sufficiente a soddisfare il fabbisogno abitativo
delle famiglie. Scaduto tale termine, le aree non utilizzate per le
finalità suddette assumono definitivamente la destinazione
prevista dalla deliberazione di Consiglio comunale n. 33/2003.

4. Sono recepiti nel presente PRG, come definitivamente


approvati, i Programmi di intervento, gia deliberati dal
Consiglio comunale, di seguito indicati:
a) Indirizzi al Sindaco ai sensi dell’art. 24 dello Statuto comu-
nale, per la sottoscrizione dell’accordo di programma ex
art. 34 del D.LGT n. 267/2000 per la realizzazione, nel qua-
dro di interventi di riordino e riqualificazione edilizia e
urbanistica, di edilizia residenziale con cessione di alloggi
al Comune di Roma per far fronte all’emergenza abitativa
(Deliberazione di Consiglio comunale di indirizzi al
Sindaco n. 171 del 27 ottobre 2006);
b) Indirizzi al Sindaco ex art. 24 dello Statuto comunale ai fini
della sottoscrizione dell’Accordo di Programma, ex art. 34
TUEL, concernente il programma di trasformazione urba-
nistica “Cittadella dello Sport” in località Torrevecchia
(Deliberazione di Consiglio comunale di indirizzi al
Sindaco n. 101 del 12 aprile 2006);
c) Ristrutturazione del deposito ATAC in via Lega Lombarda
(Deliberazione di Consiglio comunale di indirizzi al
Sindaco n. 118 del 15 maggio 2006);
d) Indirizzi al Sindaco per un nuovo Accordo di programma
riguardante l’area della “Nuova Fiorentini” con realizza-
zione della nuova sede del V Municipio (Deliberazione di
Consiglio comunale di indirizzi al Sindaco n. 194 del 6
dicembre 2006);
e) Indirizzi al Sindaco a norma dell’art. 24 dello Statuto
comunale per l’Accordo di programma ex art. 34 del D.LGT
18 agosto 2000 n. 267 per il Piano di riqualificazione urba-
nistica in località Collatina (Municipio VII) per la realizza-
zione di nuove residenze e di un edificio per depositi e alle-
stimenti scenici del Teatro dell’Opera. (Deliberazione di
Consiglio comunale di indirizzi al Sindaco n. 168 del 23
ottobre 2006);
f) Indirizzi al Sindaco ex art. 24 dello Statuto comunale per la
definizione dell’Accordo di programma da sottoscrivere, ai

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Norme Tecniche di Attuazione
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Allegato “A” alle Norme Tecniche di Attuazione

Compensazioni
Piano delle Certezze
Deliberazione G.R. n. 856 del 10 settembre 2004
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1. PIANO DELLE CERTEZZE - Comprensori interni ai perimetri dei parchi deliberati o delle aree irrinunciabili
con cubature da rilocalizzare. Quadro riassuntivo delle compensazioni

PARCHI AREE IRRINUNCIABILI TOTALE 1 OdG TOTALE 2


CATEGORIA MC COMPENS CATEGORIA MC COMPENS MC COMPENS COMPENS COMPENS
b 82.720 76.120 b 645.871 384.835 728.591 460.955
C 227.604 227.604 C 227.604 227.604
d 2.697.557 2.238.573 d 21.560 21.560 2.719.117 2.260.133
TOTALE 3.007.881 2.542.297 667.431 406.395 3.675.312 2.948.692 1.074.502 4.023.194

* Nella categoria b rientrano quei comprensori interni ai perimetri dei parchi deliberati o alle aree irrinunciabili, ricadenti in ambiti vincolati o parzialmente
vincolati, privi in parte o del tutto di PTP
** Nella Categoria c rientrano quei comprensori interni ai perimetri dei parchi con destinazione incompatibile con le classificazioni di PTP (TI,TO,TP), ma
ricadenti in ambiti non vincolati
*** Nella categoria d rientrano quei comprensori interni ai perimetri dei parchi deliberati o alle aree irrinunciabili con destinazione compatibile, del tutto o in
parte, con le classificaz. del PTP (TL), ma ricadenti in ambiti vincolati

1.1A PIANO DELLE CERTEZZE - Comprensori interni ai perimetri dei parchi ricadenti in ambiti vincolati o parzialmente
vincolati, privi in parte o del tutto di PTP (parchi, categoria b)

N. tab PARCO ZONA MC COMPENS PTP PPA ST. ISTR. NOTE


1 Marcigliana G/4 - Loc. S. Lucia 24.640 18.040 TPb/2 Progetto presentato Zona vincolata (L.1497/39
e Galassino, DM 22.5.85)
Il PTP interessa un’area di
circa 3 ha, pari a circa
6.600 mc
2 Tenuta dei Massimi G/4 - La Pisana 1 14.960 14.960 Progetto non presentato Zona vincolata (parte)
(L. 431/85, art. 1 lett. g)
3 Tenuta dei Massimi G/4 - via Pisana nord - ovest 19.800 19.800 Progetto non presentato Zona vincolata (parte)
(L. 431/85, art. 1 lett. g)
4 Tenuta dei Massimi G/4 - La Pisana 5 23.320 23.320 Progetto non presentato Zona vincolata (parte)
(L. 431/85, art. 1 lett. g)
TOTALE 82.720 76.120

1.1B PIANO DELLE CERTEZZE - Comprensori interni ai perimetri dei parchi con destinazione incompatibile
con le classificazioni di PTP, ma ricadenti in ambiti non vincolati (parchi, categoria c)

N. tab PARCO ZONA MC COMPENS PTP PPA ST. ISTR. NOTE


1 Arrone - F/2 - Casale Montarelli 71.392 71.392 TPb/6 Progetto non presentato Preesistenze pari al 20% -
Castel di Guido OSS. 227
2 Aniene G/4 - Tor Cervara 2 19.096 19.096 TPa/20 Progetto non presentato
3 Aniene G/4 - Salone (Ponte di Nona) 41.976 41.976 TPb/11 art. 17 Istruttoria preliminare
4 Arrone - G/4 - Casale Montarelli 95.140 95.140 OSS. 354
Castel di Guido
TOTALE 227.604 227.604

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Norme Tecniche di Attuazione
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1.1C PIANO DELLE CERTEZZE - Comprensori interni ai perimetri dei parchi delib., con destinaz. compatibile,
del tutto o in parte, con le classificaz. del PTP (TL), ricadenti in ambiti vincolati (parchi, categoria d)

N. tab PARCO ZONA MC COMPENS PTP PPA ST. ISTR. NOTE


1 Marcigliana F1 - Inviolatella 22.500 22.500 Zona vincolata (L. 1497/39
e Galassino. D.M. 22.5.85)
2 Marcigliana G4 - Loc. Settebagni 18.040 18.040 Tpa/1 Zona vincolata (L.1497/39
TLa9 e Galassino. D.M. 22.5.85)
3 Marcigliana E/1 - Marcigliana 272.412 81.228 TPb/3 Progetto non presentato Zona vincolata (L. 1497/39
Tla/10 e Galassino. D.M. 22.5.85).
TLb/8 Preesistenze al 10%
4 Veio F1 - Via Oriolo Romano 141.000 27.000 Tla/20 Zona vincolata (L. 1497/39
e L.431/85 art. 1 lett. M)
5 Insugherata F1 - Monte Arsiccio 256.000 142.500 TPb/1 Zona vincolata (Galassino
TLb/3 D.M. 22.5.85) OSS. 198
6 Veio M2 - Via della Giustiniana 18.275 18.275 TPc/12 Trasformata in H3 dalla
variante di Salvaguardia.
Zona vincolata (L. 431/85
art. 1 p.M) Emendamento
n. 18 subem. n°7
7 Litorale E/1 - Malafede 370.300 370.300 C/3 art. 5 nuova Progetto in istruttoria Zona vincolata dal decreto
urbanizzazione Baratta, categoria 2.
8 Litorale G/4 - Castel Fusano 8.800 8.800 C/2 Progetto non presentato Zona vincolata (decreto
Baratta, categoria 2,
L.1497/39 e Galassino
DM 22.5.85)
9 Litorale G/4 - Via delle Baleniere 5.258 5.258 A7-2 Zona vincolata (L.1497/39,
L. 431/85 e DM 22.5.85)
10 Litorale D - Castelfusano 60.000 60.000 C/2 art.17 Progetto non presentato Zona vincolata (L. 1497/39
e Galassino. D.M. 22.5.85)
11 Valle dei Casali M/2 - Via della Nocetta 157.388 157.388 TL art. 6 parziale Progetto in istruttoria Zona vincolata (L. 1497/39
urbanizzazione e Galassetto D.M. 24.2.86)
12 Valle dei Casali M/2 - Vicolo Clementi 138.166 138.166 TL art. 6 parziale 1° Deliberazione Zona vincolata (L. 1497/39
urbanizzazione e Galassetto D.M. 24.2.86)
13 Insugherata F/2 - Monte Arsiccio 52.800 12.500 TOb/1 Zona vincolata (L. 1497/39
TLb/4 e Galassino. D.M. 22.5.85)
14 Insugherata F/2 - adiac. PdZ 4.800 4.800 TLa/21 Progetto non presentato Zona vincolata (L. 1497/39
Cortina d’Ampezzo e Galassino. D.M. 22.5.85)
15 Insugherata M/2 - adiac. PdZ 70.000 70.000 TLa/21 Zona vincolata (L. 1497/39
Cortina d’Ampezzo e Galassino. D.M. 22.5.85)
16 Aniene M/2 - S. Vittorino 23.200 23.200 TLb/16 art. 6 parziale Istruttoria preliminare Zona vincolata (L. 1497/39
urbanizzazione e Galassetto D.M. 24.2.86
vincolo monumentale di PRG)
18 Aguzzano E2 - F1 Tenuta Aguzzano 495.338 495.338 Tpa/38 Parco già istituito del. C.C.
n. 2706 del 27.9.84 -
inserito nel programma
Roma Capitale
19 Decima - Trigoria E1 - Monti della Caccia 583.280 583.280 T1/1 Zona vincolata
Tpb/4 ( L.431/85, art. 1 p. C,F,G)
Tpa/2
TLb/6
TOTALE 2.697.557 2.238.573

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Allegato “A”
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1.2A PIANO DELLE CERTEZZE - Comprensori interni alle aree irrinunciabili ricadenti in ambiti vincolati o parzialmente
vincolati, privi in parte o del tutto di PTP (aree irrinunciabili, categoria b)

N. tab PARCO ZONA MC COMPENS PTP PPA ST. ISTR. NOTE


1 Appia G/4 - via Ardeatina nord 17.600 17.600 Progetto non presentato Zona vincolata (Galassetto
D.M. 24.2.86)
2 Appia G/4 - via Ardeatina ovest 28.195 28.195 Progetto non presentato Zona vincolata (Galassetto
D.M. 24.2.86 e L. 431/85,
art. 1 lett. c)
3 Appia G/4 - via Ardeatina est 50.512 50.512 Progetto non presentato Zona vincolata (Galassetto
D.M. 24.2.86)
4 Appia F/2 Quarto Miglio 63.296 63.296 Progetto non presentato Interno al perimetro del Parco
dell’Appia (parte).
Zona vincolata (L. 1497/39)
7 Valle della Magliana G/4 - La Pisana 2 5.940 5.940 Progetto non presentato Edificato per il 20%
8 Valle della Magliana G/4 - La Pisana 3 6.776 6.776 art. 17 Progetto non presentato Edificato per il 10%
9 Valle della Magliana M/2 - Tenuta Pisana 278.000 16.964 Progetto non presentato Zona vincolata (L.431/85,
art. 1 lett. g)
10 Tenuta Massara G/4 - Fosso delle Capannelle 1.980 1.980
11 Tenuta Massara G/4 - Palmarola 44.000 44.000 Progetto non presentato Zona vincolata (parte)
(L. 431/85, art. 1 lett. g)
12 Tenuta Massara G/4 - Casal del Marmo 74.052 74.052 Progetto non presentato Zona vincolata (parte)
(L. 431/85, art. 1 lett. g)
13 Tenuta Massara M/2 - adiac. S. Maria della Pietà 28.000 28.000 Zona vincolata (minima parte)
(L. 431/85, art. 1 lett. g)
14 S. Alessandro - G/4 - Riserva Cacciatora 47.520 47.520 Tob/19 Zona vincolata (parte)
Prato Lungo Tob/14 (L. 431 lett. g) e vincolo
di rispetto monumentale (PRG)
TOTALE 645.871 384.835

1.2C PIANO DELLE CERTEZZE - Comprensori interni alle aree irrinunciabili con destinaz. compat., del tutto o in parte
con le classif. del PTP(TL), ricadenti in ambiti vincolati o non vinc. (aree irrinunciabili, categ. d)

N. tab PARCO ZONA MC COMPENS PTP PPA ST.ISTR. NOTE


1 G/4 - Ponte Fusano 21.560 21.560 C1 - 1 Progetto non presentato Zona vincolata (parte
nel decreto Baratta,
parte vincolo di PRG
di inedificabilità della tenuta
di Castel Porziano).
Compromesso al 10%
TOTALE 21.560 21.560

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Norme Tecniche di Attuazione
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1.3 PIANO DELLE CERTEZZE - Sintesi degli OdG relativi alle Delibere della V. di Salvaguardia (Del. CC 21.2. 95 n. 40
e Del. CC 22.2.96 n. 20) e di perimetrazione dei parchi (Del. CC 20.2.95 n. 39 e Del. CC 1.8.96 n. 162)

OdG EMENDAMENTO PARCO ZONA MC TOT.


n. 9/21.2.95 Veio G/4 - S. Cornelia Km 2* 28.284
n. 10/21.2.95 Valle dei Casali M/2 - Bonvisi 80.460
n. 10/21.2.95 Valle dei Casali M/2 - Portuense 42.844
n. 11/21.2.95 Veio F/1 - La Storta 8.850
n. 12/21.2.95 Veio E/1 - Fosso dell’acqua Traversa - Due Ponti* 50.000
n. 13/21.2.95 Veio G/4 - S. Cornelia Km 3* 41.800
n. 14/21.2.95 Insugherata E/1 - Collina INA* 209.760
n. 19/21.2.95 Veio G/4 - Monte Oliviero* 33.000
n. I -20.2.95 (modifica) Veio E/1 - Inviolatella* 24.000
n. 60/1.8.96 Decima - Malafede 2 G/4 - Via Pontina 12.504
n. A/4-9.11.2000 G/4 - Casal Giudeo 63.000
n. A/4-9.11.2000 G/4-L1 - Mistica** 260.000
n. A/4-9.11.2000 Conv. Itin. Pratone delle Valli 220.000

TOTALE 1.074.502

* Cubature riferite a zone già stralciate dalla Variante di Salvaguardia da rilocalizzare (permuta)
** di cui 130.000 con funzioni produttive da rilocalizzarsi in adiacenza all’insediamento produttivo dell’Omo, anche attraverso le procedure accellerate previste
dalle disposizioni vigenti.

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Piano Regolatore Generale
Allegato “A”
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Piano Regolatore Generale


Appendice 1 alle Norme Tecniche di Attuazione

Schede degli ambiti di valorizzazione


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trasformazioni antropiche stratificate nel tempo, hanno crea-


Appendice I to delle cesure tra le parti edificate e le componenti morfolo-
giche, facendo sì che il tracciato di espansione urbana di via
Gregorio VII e quello a scorrimento veloce dell’attuale via
Olimpica conformino un nodo viabilistico che divide sia la
continuità paesaggistica che i tessuti residenziali e/o speciali,
impedendo l’originario collegamento e/o l’attraversamento.

Obiettivi
a) Riconfigurazione della piazza Pio XI e del relativo nodo via-
bilistico.
b) Riconfigurazione dello svincolo tra via Olimpica - via
Aurelia antica, con la valorizzazione del tracciato
dell’Aurelia antica, individuazione e ridefinizione di colle-
gamenti pedonali, connessioni viabilistiche a livello di
quartiere e correlazione delle parti edificate con Villa
Pamphili.
c) Connessione viabilistica e pedonale tra via Aurelia antica e
via Leone XIII e riqualificazione dell’area di via N.
Piccolomini, creazione di un belvedere panoramico e di un
collegamento pedonale tra l’area della fornace a Porta
Cavalleggeri e l’area verde adiacente.
d) Connessione tra le due parti di Villa Pamphili.
Tipologia A e) Ridefinizione con attrezzamento pedonale dell’accessibilità a
Villa Doria Pamphili lungo la via Aurelia antica con valorizza-
A1 VIALE DELLA MOSCHEA zione percettiva dell’antico acquedotto dell’Acqua Paola.

Descrizione
L’area è compresa tra il margine costruito del quartiere Parioli A3 PENDICI AVENTINO
e il viale della Moschea. È costituita da due zone morfologica-
mente distinte: una parte alla quota del viale, prevalentemente Descrizione
pianeggiante, è interessata dalla presenza di un parcheggio a In questo tratto del Tevere si leggono alcuni elementi lineari,
raso e da un piazzale utilizzato per manifestazioni temporanee; sostanzialmente paralleli tra loro, un tempo maggiormente
una parte digradante, costituita dalle pendici dei Monti Parioli, connessi dalla presenza del fiume: il complesso di S. Michele
di notevole pregio paesaggistico-ambientale. con gli attracchi contrapposti del porto di Ripa Grande; il
Lungotevere Aventino dove in passato esistevano le saline e
Obiettivi numerose attività artigianali legate al porto nell’area di
a) Riqualificazione ambientale delle pendici dei Monti Parioli Testaccio; il sito archeologico - monumentale sovrastante. In
per la migliore fruibilità degli spazi verdi. seguito alle demolizioni attuate nei primi anni del XX secolo
b) Connessione pedonale tra piazza delle Muse e viale della per la realizzazione dei muraglioni si è profondamente modi-
Moschea. ficato il rapporto tra l’Aventino e il fiume, l’area ha perso i
c) Connessione pedonale tra viale della Moschea, Clivo Reiter suoi connotati originali senza acquisirne di nuovi, configu-
e Parco Riva. randosi come un deposito a cielo aperto di reperti più o meno
d) Valorizzazione del belvedere panoramico di piazza delle antichi con muri ciechi e speroni di puntellamento addossati
Muse. alle pendici del colle. Domina peraltro la funzione di scorri-
e) Localizzazione di attività sportive e per il tempo libero e mento viario che ha isolato l’Aventino accentuandone l’im-
riorganizzazione e valorizzazione di quelle esistenti, con magine di colle murato e severo, nonostante una storia
esclusione di strutture e usi permanenti. “moderna” che l’aveva aperto verso il fiume lungo la risalita
alla sistemazione piranesiana di S. Maria del Priorato.

A2 PIAZZA PIO XI – VILLA PAMPHILI Obiettivi


a) Riqualificazione naturalistica delle pendici dell’Aventino
Descrizione con il recupero e il completamento delle sostruzioni esi-
L’ambito di valorizzazione che si estende dalle pendici dei stenti e la riqualificazione degli apparati vegetali degradati
Monti di Creta fino alla Villa Pamphili è caratterizzato da una sul versante.
forte valenza naturalistica ed è definito da elementi struttu- b) Creazione di due risalite lungo le pendici dell’Aventino,
ranti storico archeologici, e morfologico-ambientali (Monti riutilizzando ed eventualmente meccanizzando quelle esi-
di Creta-Villa Pamphili-via Aurelia antica e l’Acquedotto). Le stenti oggi in disuso, con l’obiettivo di collegare il

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Piano Regolatore Generale
Norme Tecniche di Attuazione
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Lungotevere sia con il Parco Savello sia con la chiesa di S. pozzo Pantaleo” in via della Magliana antica prevedendo una
Maria del Priorato di Piranesi (e quindi con il complesso diffusa azione di riqualificazione e valorizzazione dell’area.
monumentale acrocorico), determinando un circuito vir- b) Riconfigurazione dello svincolo via Portuense-via
tuoso con il percorso di gronda superiore e con il Clivo di Majorana-via Magliana antica.
Rocca Savella verso il Circo Massimo, da valorizzare come c) Valorizzazione di via Magliana antica e recupero del trac-
risalita dolce e panoramica. ciato ferroviario dismesso da attrezzare come percorso
c) Riqualificazione dell’edificio basamentale sul Lungotevere pedonale di connessione con gli ambiti limitrofi.
da cui partono le risalite, prevedendo un cambiamento d) Nuovo accesso al complesso ospedaliero S. Camillo-
delle attuali e dequalificate destinazioni d’uso, valorizzando Spallanzani
il sistema continuo delle terrazze di copertura e dei resti e) Allargamento del sottovia veicolare Ponte della Porfina.
archeologici, riqualificando gli spazi aperti antistanti anche f) Valorizzazione e integrazione con il quartiere degli spazi
attraverso un allontanamento del traffico dalle pendici e aperti e coperti del complesso comunale Casa Vittoria.
garantendo una maggiore continuità pedonale col fiume.

A6 VIA DELLA MAGLIANA - S. PASSERA


A4 VIA SANNIO- PIAZZALE APPIO - PORTA METRONIA
Descrizione
Descrizione L’area inserita nell’ambito di valorizzazione si attesta sul-
L’ambito è caratterizzato dall’area di pomerio delle Mura l’argine sinistro del Tevere ed è compresa tra via della
Aureliane tra Porta S. Giovanni, Porta Asinara e Porta Magliana e il Fiume. I manufatti edilizi esistenti occupano
Metronia, attualmente occupata dal mercato di via Sannio e l’area dell’argine e sono pertanto localizzati in una zona a
da impianti sportivi di diversa dimensione. La particolare rischio di esondazione. Sono per lo più costruzioni di scarsa
posizione di contatto con le Mura e di apertura visiva verso la qualità, quasi tutte al massimo di due piani fuori terra, e con
Basilica di San Giovanni in Laterano suggerisce la valorizza- uno spazio di pertinenza; le destinazioni d’uso presenti
zione dell’intera area per la fruizione degli spazi aperti. sono prevalentemente residenziali e artigianali. In adiacen-
za all’ambito si segnala la presenza della chiesa di Santa
Obiettivi Passera. L’area è interessata dalla previsione di un collega-
a) Individuazione di un percorso pedonale lungo le Mura che mento con l’ansa di Valco San Paolo tramite la costruzione
costituisca parte del progetto di Parco Lineare Integrato di un nuovo ponte sul fiume.
delle Mura Aureliane.
b) Ridimensionamento e riconfigurazione delle aree occupa- Obiettivi
te dagli impianti sportivi. a) Riqualificazione ambientale e funzionale delle aree di sponda.
c) Conferma del mercato di via Sannio attraverso interventi di b) Ridefinizione del sistema degli accessi e delle percorren-
riqualificazione delle strutture fisse, degli accessi e dei par- ze interne con la prosecuzione della pista ciclabile lungo
cheggi. l’argine.
c) Valorizzazione dell’area della chiesa di Santa Passera e della
Torre del Giudizio e degli spazi aperti antistanti fino alla
A5 VIA PORTUENSE sponda del fiume.
d) Redistribuzione e riconfigurazione delle volumetrie esi-
Descrizione stenti in previsione del nuovo ponte e a definizione del
L’ambito è definito dal complesso degli ospedali San margine irrisolto su via della Magliana liberando le aree a
Camillo-Spallanzani, dall’area dell’ex Porfina e dalle parti di rischio di esondazione.
tessuto residenziale intensivo delle Vie Portuense e Magliana
antica. L’area originariamente definita dalla confluenza delle
vie Portuense e Magliana antica, comprende l’importante A7 COLLINA PARIOLI
sito archeologico della “Necropoli di pozzo Pantaleo”. La
compresenza del tracciato della ferrovia FM1 Roma- Descrizione
Fiumicino e del tratto in viadotto di via Quirino Majorana L’ambito di valorizzazione comprende le pendici tufacee dei
con i relativi accessi laterali, ha compromesso e trasformato Monti Parioli ed è delimitato da viale Tiziano-viale M. Pilsudski
l’intersezione dei due antichi tracciati in un nodo critico alla quota inferiore e da Villa Balestra e il margine costruito del
privo di disegno urbano. L’ambito possiede un’implicita quartiere Parioli nella parte più alta. L’area è caratterizzata dal-
valenza ambientale rappresentata dai margini naturali della l’emergenza geolitologica a forte valenza naturalistico-ambien-
salita di San Carlo, dalle aree degradate lungo il tracciato fer- tale che segna il limite tra la Valle del Tevere e i rilievi dei Monti
roviario (compreso il tratto dismesso) e dal sito archeologico Parioli e riveste un ruolo rilevante anche come riferimento
in stato di abbandono. morfologico e visivo. L’ambito è costituito da aree private pre-
valentemente inaccessibili, ad eccezione di quelle lungo viale
Obiettivi Bruno Buozzi sistemate a giardino. La connessione tra le due
a) Progetto di sistemazione del sito archeologico “Necropoli di quote è garantita dai tracciati di via F. Jacovacci e della Salita dei

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Piano Regolatore Generale
Appendice 1
096/112 APPENDICE 1 22-05-2008 12:07 Pagina 100

Parioli attualmente carrabili. Nella parte bassa lungo viale Obiettivi


Pilsudski si trovano le Catacombe di San Valentino, chiuse al a) Riorganizzazione morfologico-funzionale dell’area tra via
pubblico per la maggior parte dell’anno. Flaminia Vecchia e viale di Tor di Quinto, anche mediante
sostituzione di manufatti degradati e/o incongruenti.
Obiettivi b) Valorizzazione degli edifici di qualità.
a) Definizione di un percorso pedonale e ciclabile lungo viale c) Riorganizzazione degli spazi aperti pubblici e privati e rea-
Tiziano, in connessione con la pista ciclabile esistente di lizzazione di una rete di connessione pedonale.
viale delle Belle Arti e di collegamento con l’ingresso delle d) Ridefinizione e rifunzionalizzazione degli edifici su via
Catacombe di San Valentino e con l’area del Flaminio e Flaminia Vecchia e su viale di Tor di Quinto con l’obiettivo
dell’Auditorium. di inserire gli interventi già in atto in una riconfigurazione
b) Restauro ambientale delle pendici tufacee. degli edifici e delle destinazioni d’uso.
c) Riconfigurazione morfo-tipologica degli accessi alle aree e) Completamento dell’impianto urbanistico nella parte
archeologiche senza prevedere strutture fisse. compresa tra via Riano, via Honduras, via Flaminia Vecchia
d) Valorizzazione dei percorsi di risalita di via F. Jacovacci e Salita e Corso Francia, anche attraverso l’incremento della SUL
dei Parioli potenzialmente limitabili alla sola percorrenza esistente con la ridefinizione degli spazi aperti, la realizza-
pedonale anche in funzione di nuovi ingressi a Villa Balestra. zione del nuovo mercato Ponte Milvio e la riqualificazione
dei manufatti edilizi, secondo le modalità indicate nella
scheda grafica.
Tipologia B f) Riorganizzazione di viale di Tor di Quinto e definizione
delle connessioni con l’alveo del fiume.
B1 CORSO FRANCIA

Descrizione B3 PIAZZALE MARESCIALLO GIARDINO


L’area è compresa tra via del Foro Italico (Olimpica), via Benassi, via (cfr. Scheda grafica)
Ronciglione e Corso Francia, è ubicata ad una quota inferiore
rispetto a quella della via Olimpica ed è morfologicamente defini- Descrizione
ta dalle pendici boscate della rupe sovrastante. I manufatti edilizi L’area compresa tra il Foro Italico, la testata del quartiere
presenti nell’area, per lo più di scarsa qualità e, in alcuni casi, anche Delle Vittorie, le pendici di Monte Mario, via Capoprati e il
abusivi, versano in condizioni di degrado, a volte anche estremo. Tevere, si presenta allo stato attuale come uno spazio privo di
Per alcuni dei manufatti queste condizioni sono aggravate dalla una precisa identità morfologico-funzionale. L’ambito di
eccessiva vicinanza all’asse stradale ad elevato scorrimento. valorizzazione include il nodo viabilistico del piazzale M.llo
Giardino, l’impianto tecnologico, l’area a ridosso del tessuto
Obiettivi residenziale di via Prato Falcone ubicata ad una quota ribas-
a) Riorganizzazione morfologico-funzionale dell’assetto sata rispetto all’intorno, l’edificio di testa tra viale Angelico e
attuale dell’area anche mediante sostituzione di manufatti via Corridoni attualmente occupato da una caserma e l’area
degradati e/o incongruenti. triangolare compresa tra il Lungotevere Cadorna, il Tevere e il
b) Predisposizione di adeguate strutture di protezione acusti- Lungotevere della Vittoria attualmente occupata da un auto-
ca lungo il margine della via Olimpica, anche, ove necessa- parco militare e da altre attività incongrue.
rio, tramite demolizione di manufatti esistenti con la redi-
stribuzione delle volumetrie e all’interno dell’ambito. Obiettivi
a) Riconfigurazione del nodo urbano con l’obiettivo di una
riconnessione morfologico-funzionale tra la sponda del
B2 FLAMINIA VECCHIA Tevere, la riserva di Monte Mario, il Foro Italico, la testata
(cfr. Scheda grafica) del quartiere Delle Vittorie e il tessuto residenziale di via
Prato Falcone.
Descrizione b) Riorganizzazione del sistema della mobilità, anche attra-
L’area è compresa tra via Flamina Vecchia, piazza Ponte Milvio verso l’eventuale interramento di parte della viabilità di
e viale di Tor di Quinto e si configura, allo stato attuale, come scorrimento finalizzata a ristabilire una migliore fruibilità
un insieme complesso di tessuti di differente natura e di aree degli spazi aperti.
libere interstiziali, difficilmente accessibili. Tutta l’area è inte- c) Nuova piazza pedonale di attestamento dell’asse via Guido
ressata da un degrado diffuso dovuto principalmente alla pre- Reni – Ponte della Musica con parcheggio interrato in cor-
senza di aree e manufatti con destinazioni funzionali incon- rispondenza dell’accesso sud al Foro Italico.
grue, temporaneamente utilizzate in maniera impropria. Le d) Risanamento idrogeologico dell’area di via Prato Falcone.
aree a maggiore trasformabilità sono quelle localizzate tra e) Completamento dell’impianto urbanistico di via Prato
Corso Francia, via Riano e via Flaminia Vecchia; all’interno di Falcone con demolizione e ricostruzione secondo le moda-
questo settore si segnala la presenza di alcuni manufatti edili- lità indicate nella scheda grafica in appendice alle NTA.
zi fatiscenti e di spazi aperti occupati da un deposito di mate- f ) Sostituzione dell’edificio di testa tra viale Angelico e via
riali edili e da un parcheggio abusivo. Corridoni con l’obiettivo di riconfigurare la testata del

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tridente di viale Angelico attraverso la demolizione della di collegamento alla stazione, attraversando tessuti fra loro
caserma esistente e ricostruzione (secondo le modalità incongruenti e disomogenei, rende necessaria una nuova confi-
indicate nella scheda grafica in appendice alle NTA). gurazione delle fronti e degli spazi di pertinenza che si affaccia-
g) Ridefinizione del sistema della continuità ambientale no su di esso. L’attuale aspetto orografico dell’area, lungo la fer-
Tevere - Riserva di Monte Mario mediante la riconfigurazio- rovia, risulta modificato dai riporti di terra argillosa a seguito
ne delle aree verdi del piazzale M.llo Giardino. dei lavori che interessano le zone limitrofe. Grosse quantità di
terra argillosa, riportate sull’area libera in seguito a recenti lavo-
ri di sbancamento lungo la ferrovia, rischiano di modificare l’o-
B4 LUNGOTEVERE DEI FIORENTINI - CORSO VITTORIO rografia della zona, alterandone le caratteristiche morfologiche.

Descrizione Obiettivi
L’area inserita nell’ambito di valorizzazione presenta un asset- a) Riconfigurazione morfologico-funzionale del tessuto a
to incompiuto rispetto ai numerosi interventi di ristruttura- ridosso della Stazione San Pietro.
zione urbanistica attuati nel corso dei secoli che hanno modifi- b) Pavimentazione permeabile e attrezzamento del parcheg-
cato, man mano sempre più traumaticamente, un tessuto stra- gio a raso.
tificatosi nel medioevo su strutture viarie ed edilizie di epoca c) Collegamenti pedonali.
romana. La prima riorganizzazione del tessuto risale al XVI d) Sistemazione delle aree verdi non configurate.
secolo con il tracciamento di via Giulia e l’apertura del tridente e) Ripristino delle caratteristiche naturalistiche originarie
del rione Ponte, seguita dalla costruzione dei Lungotevere e del luogo.
dall’apertura di Corso Vittorio in attuazione del Piano regola-
tore del 1883. Quest’ultimo intervento, se per un verso ha ope-
rato una profonda incisione in un tessuto omogeneo, dall’altro B6 COLLE OPPIO
mostra il modo romano di intendere i grandi sventramenti
ottocenteschi di tipo haussmanniano, più rispettoso dei monu- Descrizione
menti rinascimentali e barocchi, della natura irregolare della L’area, di grande interesse storico e archeologico mantiene in
viabilità e del tessuto preesistente, reinventando allineamenti, alcune parti ancora le testimonianze delle destinazioni origi-
facciate e visuali. L’ultimo sventramento, conseguente al Piano narie ad orti urbani di pertinenza degli antichi conventi di S.
del 1931 ma non completato a causa degli eventi bellici, ha pro- Lucia in Selci e S. Martino ai Monti, che sono caratterizzate da
dotto non solo l’inutile ed innaturale via degli Acciaioli in asse alti muri di cinta che chiudono spazi aperti ed edifici in avan-
al traforo del Gianicolo, ma soprattutto un vuoto urbano con zato degrado. L’ex complesso conventuale di S. Pietro in Vincoli
facciate incompiute e semidemolite, un paesaggio incorerente risulta fortemente intasato dalle strutture universitarie che vi
con la qualità del contesto. sono collocate. La relazione che lega le morfologie speciali
sopra descritte è definita dal tracciato di via delle Sette Sale,
Obiettivi piazza San Pietro in Vincoli e dall’originario tracciato di via
a) Riconfigurazione del luogo, delle gerarchie tra i percorsi e Frangipane/ via Buon Consiglio attualmente interrotto.
degli allineamenti anche attraverso la ridistribuzione delle
volumetrie incongruenti. Obiettivi
b) Riordino e completamento delle facciate rimaste irrisolte a) Riqualificazione dell’area attraverso una riconfigurazione
con le demolizioni. delle strutture universitarie e socio-assistenziali presenti
c) Riqualificazione degli spazi aperti. anche mediante lo spostamento delle volumetrie nelle
d) Connessione funzionale dell’intervento con il nuovo trac- aree occupate da costruzioni precarie e da destinazioni
ciato della linea C della metropolitana. incongruenti.
b) Conservazione della morfologia di via delle Sette Sale, valo-
rizzando i muri di cinta antichi e garantendo la necessaria
B5 VIA DELLE FORNACI - VIA NUOVA DELLE FORNACI permeabilità con aperture di limitate dimensioni.
c) Organica connessione con le aree archeologico - paesaggisti-
Descrizione che di Colle Oppio e dei Fori Imperiali attraverso la ricompo-
L’ambito si inserisce all’interno di un contesto morfologico ad sizione del tracciato pedonale via Frangipane/via Buon
alta valenza naturalistica. Cinge la parte superiore della collina Consiglio/piazza San Pietro in Vincoli/via delle Sette Sale con
del Monte del Gallo, a ridosso della Villa storica Abamelek, com- la previsione di un attraversamento attrezzato sul taglio di
prende l’area della linea ferroviaria adiacente alla stazione San via degli Annibaldi.
Pietro fino all’entrata in galleria, include i tessuti tra l’antica e la
nuova via delle Fornaci risalendo attraverso pendici verdi e
incontrando le mura Urbaniane. Pur costituendo il collegamen- B7 SCALO S.LORENZO – VIA DEI LUCANI – VIA DI PORTA
to più diretto tra la zona di San Pietro, Villa Pamphili e il LABICANA
Gianicolo, la discontinuità tra i marciapiedi, e la mancanza di
percorsi pedonali trasversali lo caratterizzano come passaggio Descrizione
esclusivamente viabilistico. L’inserimento di un nuovo percorso L’ambito interessa l’area compresa tra via dei Lucani, via di

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Porta Labicana, viale dello Scalo S. Lorenzo e Largo Talamo ed vicinanza al nucleo residenziale e artigianale del Mandrione.
è caratterizzato dalla presenza di costruzioni provvisorie uti- Il tessuto, chiuso tra i salti di quota delle percorrenze ferro-
lizzate come magazzini, depositi ed attività commerciali e viarie, è costituito da edifici ad uno o due piani con piccole
artigianali. L’area ad angolo tra viale Scalo San Lorenzo e via di pertinenze a verde e vialetti di distribuzione con accesso da
Porta Labicana è occupata da un edificio residenziale caratte- via Casilina vecchia, asse centrale dell’intero ambito, che
rizzato da fronti cieche e spazi interni irrisolti. La presenza di segue l’andamento dell’acquedotto.
un manufatto archeologico a Largo Talamo e delle Mura
Aureliane lungo via di Porta Labicana costituiscono una risor- Obiettivi
sa irrinunciabile per la progettazione dell’intero ambito. a) Recupero del tessuto esistente, solo ed esclusivamente lad-
dove sia compatibile con le esigenze di tutela dei monu-
Obiettivi menti antichi.
a) Sistemazione e valorizzazione di Largo Talamo. b) Ridefinizione dei percorsi limitando l’attraversamento di
b) Riconfigurazione del tessuto urbano con demolizione via del Mandrione ai residenti incentivandone l’uso pedo-
degli edifici tra via dei Lucani, Largo dei Messapi e via di nale e ciclabile, e ricucendo con progetto mirato la via del
Porta Labicana e prolungamento di via degli Anamari fino Mandrione al percorso monumentale degli acquedotti,
a viale dello Scalo San Lorenzo. fino al Quadraro e a Porta Maggiore.
c) Riqualificazione degli spazi aperti lungo via di Porta c) Interventi di valorizzazione e recupero delle preesistenze
Labicana con individuazione di un’area verde di connessio- archeologiche e dei tracciati storici attraverso la demolizio-
ne tra Largo Talamo e Largo dei Messapi. ne delle aggiunte e delle superfetazioni che si addossano
d) Definizione dell’angolo tra via dei Liguri e via dei Campani all’Acquedotto e l’attrezzamento degli spazi aperti per una
a completamento del tessuto edilizio. fruibilità pedonale.
e) Completamento dell’isolato tra via Dello Scalo San d) Riqualificazione dei margini della sede ferroviaria a con-
Lorenzo, via degli Anamari, via dei Bruzi e via di Porta tatto con il costruito.
Labicana.

B10 PORTA PORTESE - ARSENALE PONTIFICIO


B8 VIA PRENESTINA - VIA ETTORE FIERAMOSCA
Descrizione
Descrizione L’area è compresa tra Porta Portese, Clivo Portuense,
L’ambito interessa l’area compresa tra via Prenestina, via Lungotevere Portuense e Largo Anzani. Include il lungofiume
Ettore Fieramosca, via B. Colleoni e la ferrovia ed è caratteriz- prevalentemente occupato dall’Arsenale Pontificio e da
zato dalla cisterna romana che rappresenta uno dei principa- manufatti di scarsa qualità tutti occupati da attività incom-
li resti archeologici che ritmano il tracciato della consolare patibili con le qualità ambientali dell’area; nella fascia libera
Prenestina. L’ambito nel suo complesso si presenta fortemen- tra Clivo Portuense e via Portuense, la presenza di manufatti
te degradato a causa della incompiutezza della maglia viaria e fatiscenti destinati ad attività commerciali costituisce un fat-
della disomogeneità del costruito: piccoli edifici e manufatti tore di degrado.
precari ai margini della ferrovia e palazzine isolate lungo via
Ettore Fieramosca. Obiettivi
a) Ridisegno della via Portuense in un’ottica di strada urbana
Obiettivi di elevato valore ambientale da raccordare con l’invaso flu-
a) Valorizzazione delle preesistenze archeologiche e amplia- viale e le sue risorse.
mento dell’area verde lungo la via Prenestina. b) Prolungamento del Lungotevere Portuense e definizione
b) Demolizione dei manufatti precari esistenti e ricostruzio- del nuovo incrocio con via Portuense.
ne delle volumetrie a completamento del tessuto urbano. c) Riqualificazione ambientale dell’area dell’ex Arsenale
c) Ridisegno dell’impianto viario con prolungamento di via Pontificio con il restauro dei manufatti storici per usi cul-
Rivera e via Colleoni fino a via E. Fieramosca e creazione di turali ed espositivi e la valorizzazione delle emergenze
una piazza a definizione dell’incrocio di via Rivera e via archeologiche.
Colleoni. d) Sostituzione delle volumetrie incongrue distribuite lungo
d) Definizione del nodo via E. Fieramosca – via Prenestina anche i due lati della via Portuense.
in relazione alle previsione di nuova viabilità tangenziale. e) Recupero ambientale e valorizzazione dei manufatti fluviali
di scarico del sistema dei collettori e dell’argine del fiume.
f) Riorganizzazione, ridimensionamento e razionalizzazione
B9 MANDRIONE delle attività commerciali all’aperto legate al mercato
domenicale di Porta Portese.
Descrizione g) Recupero e rifunzionalizzazione dell’edificio relativa all’a-
L’ambito compreso tra i due tratti del tracciato ferroviario rea dell’ex canile municipale.
Roma-Napoli, è fortemente caratterizzato dalla presenza h) Realizzazione di collegamenti tra via Portuense e via degli
dei resti monumentali dell’acquedotto romano in stretta Orti di Trastevere.

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B11 PIAZZALE DELLA RADIO B13 PIAZZA A. MEUCCI


(cfr. Scheda grafica)
Descrizione
Descrizione L’area interessa il nodo di piazza Meucci ed è compresa tra il
L’ambito, che si presenta con un disegno urbano irrisolto, Tevere e il rilevato della linea ferroviaria FM1 Roma -
nodo di connessione tra infrastrutture e tessuti residenzia- Fiumicino. Oltre alla piazza che costituisce il terminale di via
li intensivi che si attestano sulle preesistenti componenti Oderisi da Gubbio verso il Tevere, l’ambito comprende l’area
storiche e morfologiche, denuncia la mancanza di un pro- di margine lungo la ferrovia, caratterizzata dalla presenza di
getto di ricucitura e completamento delle aree interstiziali edifici fatiscenti ad uso residenziale e quella adiacente all’ar-
e di correlazione tra le diverse parti urbane. Il tracciato sto- gine sinistro del fiume, posta ad una quota ribassata rispetto
rico della Portuense con gli edifici storici disposti lungo di alla piazza e occupata da attività artigianali e dai manufatti di
esso, le condizioni orografiche dell’area e il tratto ferrovia- scarico del sistema dei collettori.
rio dismesso, costituiscono le componenti potenziali per la
valorizzazione e il collegamento degli insediamenti limi- Obiettivi
trofi. Si evidenzia la frammentarietà dei percorsi pedonali a) Riorganizzazione e sistemazione dell’invaso di piazza
esistenti ed il degrado delle aree interessate da testimo- Meucci con particolare attenzione alle connessioni viabili-
nianze archeologiche. stiche tra via Oderisi da Gubbio, le direttrici lungo il Tevere
(via della Magliana, Lungotevere degli Inventori) e la nuova
Obiettivi viabilità di collegamento con i quartieri al di là della ferrovia.
a) Riqualificazione del tracciato storico di via Portuense. b) Demolizione delle volumetrie esistenti precarie lungo il
b) Valorizzazione del tratto ferroviario dismesso come colle- tracciato della ferrovia, riqualificazione ambientale del
gamento tra gli spazi aperti da riconfigurare. margine e creazione di adeguati sistemi di protezione
c) Riqualificazione del piazzale della Radio e dell’area del dello stesso.
sagrato della parrocchia di Gesù Divino Lavoratore. c) Riqualificazione ambientale della sponda del Tevere
d) Riqualificazione della viabilità e dei collegamenti pedona- mediante la riorganizzazione degli spazi aperti, la creazio-
li in relazione all’attrezzamento di piazzale della Radio. ne di percorsi pedonali e ciclabili integrati con quelli pree-
e) Progetto di sistemazione dell’area archeologica su piazzale sistenti e l’attrezzamento funzionale legato alla previsione
della Radio con demolizione delle strutture fatiscenti. di un attracco fluviale.
f) Completamento del tessuto anche attraverso l’incremento
della SUL esistente.
B14 VIA DEL VALCO S.PAOLO – VIA OSTIENSE

B12 VIA MENGARINI - VIA TAJANI - VIA BELLUZZO Descrizioni


(cfr. Scheda grafica) L’ambito è definito dalla via Ostiense, a partire dall’interse-
zione con via di Valco San Paolo sino all’innesto con viale
Descrizione Guglielmo Marconi. Al di là del tracciato della metropolitana
L’ambito, delimitato a Nord dal tessuto residenziale del si estende dall’incrocio tra via Gaspare Gozzi e via Laurentina,
quartiere Portuense e a Sud dalla linea ferroviaria Roma- fino a costeggiare il tessuto puntiforme di Colle della
Fiumicino e da via della Magliana è caratterizzato da una Montagnola. Il nodo, caratterizzato dalla confluenza di via
particolare connotazione morfologica dovuta alla presenza Silvio D’Amico e delle consolari Laurentina e Ostiense, che in
di un terreno in pendio che digrada fino al Tevere. L’area, quel tratto mantengono ancora la loro sezione stradale origi-
sede di edifici a morfotipologia speciale e di servizi di inte- naria, si presenta, allo stato attuale, come uno spazio degra-
resse pubblico, può svolgere un efficace ruolo di cerniera dato. Nonostante le interferenze tra il traffico di tipo veicola-
fra le varie parti urbane anche in relazione alla presenza di re e quello pedonale, l’area in oggetto si presenta come un
spazi aperti pubblici e privati fortemente degradati e luogo di aggregazione sociale.
abbandonati.
Obiettivi
Obiettivi a) Riconfigurazione dell’incrocio via Laurentina – via
a) Riorganizzazione e riqualificazione delle aree in prossimi- Ostiense – via Silvio D’Amico per la valorizzazione degli edi-
tà della linea ferroviaria FM1 anche in funzione dei nuovi fici di valore storico-testimoniale.
tracciati di collegamento viabilistico. b) Realizzazione di una piazza pedonale e di un parcheggio
b) Attrezzamento degli spazi aperti non funzionalizzati com- interrato nell’area tra via G. Gozzi e via Laurentina, a segui-
presi nell’ambito con percorrenze pedonali trasversali e to di preventive indagini archeologiche per la presenza
belvedere terrazzati. nell’area di beni, quali catacombe, antichi impianti idrau-
c) Intervento di nuova edificazione con tipologie speciali lici, anche in ragione dell’aggiornamento periodico della
finalizzato al completamento della testata d’angolo tra via “Carta per la qualità” .
Greppi e via Pellati (secondo le modalità indicate nella c) Demolizione e ricostruzione del fabbricato dell’asilo nido a
scheda grafica in appendice alle NTA). completamento del tessuto di Valco S. Paolo.

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d) Riconnessione e riqualificazione delle aree edificate di Obiettivi


margine alla ferrovia. a) Riconfigurazione morfologica e funzionale dell’area attra-
e) Realizzazione di un ponte pedonale di connessione tra via verso la definizione dei margini e il ripristino della connes-
Ostiense e l’area da attrezzare a verde del Colle della sione visiva e funzionale tra Ponte Duca d’Aosta e viale
Montagnola e miglioramento dell’accessibilità alla stazio- Pinturicchio (ex via Brunelleschi).
ne metro Marconi. b) Completamento del tessuto sul margine nord (via M.
Longhi) con previsione di funzioni abitative, turistico-
ricettive, commerciali e servizi.
B15 CLIVO PORTUENSE – ORTI DI TRASTEVERE c) Realizzazione di parcheggi interrati con copertura a verde
a servizio delle attrezzature esistenti (Foro Italico, Stadio
Descrizione Olimpico) e di quelle in corso di realizzazione.
L’area comprende gli isolati tra piazza Ippolito Nievo, viale I. d) Conservazione delle superfici a verde pubblico e delle
Nievo, via Portuense e via Carcani e consiste in una lottizzazione attrezzature esistenti.
intensiva di intasamento del sedime ferroviario dismesso retro- e) Riorganizzazione del nodo del trasporto pubblico in previ-
stante l’originaria Stazione Trastevere. Realizzata negli anni ‘70 sione del progressivo spostamento dei capilinea autobus in
secondo le previsioni del PRG del 1931, l’area è delimitata dal prossimità delle fermate della linea C della metropolitana.
muro di cinta dei depositi che affiancavano il tracciato della via
Portuense fino ad arrivare all’originaria posizione della Porta
Portese all’altezza dell’attuale V. E. Bezzi. Oltre a costituire una B17 VILLA CERTOSA
frattura nel tessuto, l’edificazione costituisce un inserto urbani-
sticamente sovradimensionato all’interno della Città storica. I Descrizione
distacchi tra gli edifici, le altezze dei fabbricati e la mancanza di Situato ai margini della Città storica, lungo il tracciato ferroviario
aree libere pertinenziali rendono gli spazi aperti di relazione della linea Roma-Formia e in adiacenza con Villa Certosa (Villa
incongrui per dimensione, funzionalità e disegno urbano. storica), l’ambito è costituito da un tessuto prevalentemente
residenziale cresciuto in modo disomogeneo sull’impianto via-
Obiettivi rio regolare e ben definito del Borghetto degli Angeli. A nord
a) Recupero ed isolamento delle strutture murarie originarie l’ambito comprende le aree tra la Casilina, la ferrovia e la dira-
residue lungo via Portuense e apertura di collegamenti con mazione di Vicolo del Mandrione che, sottopassando il fascio dei
l’ambito dell’Arsenale Pontificio e verso il fiume. binari, raggiunge l’area del Mandrione, costituendo uno dei
b) Interventi di demolizione e ricostruzione per la ricucitura principali collegamenti tra i due settori della città (Casilino e
dell’impianto urbano e la ridefinizione della qualità archi- Tuscolano), mentre più a sud è caratterizzato dalle aree intersti-
tettonica, anche attraverso opere di sostituzione e dirada- ziali comprese tra l’impianto di Tor Pignattara e il recente tessu-
mento delle densità fondiarie e trasferimento di cubature to del PdZ via degli Angeli. L’asse principale dell’insediamento è
in aree esterne alla Città storica. costituito da via G. Alessi fino all’incrocio con la via Casilina, via
c) Individuazione di un sistema di relazioni legate alla riscoper- dei Savorgnan e il tratto iniziale di via degli Angeli tra il sotto-
ta dei tracciati antichi, ai collegamenti trasversali e alla defi- passo della ferrovia e l’incrocio con via di Tor Pignattara.
nizione della rete distributiva del nuovo impianto, con parti-
colare attenzione ai tracciati di connessione dei tessuti alti di Obiettivi
Monteverde vecchio e di Villa Sciarra con viale Trastevere. a) Riconfigurazione e completamento del tessuto urbano tra
via degli Angeli, via di Tor Pignattara e la ferrovia.
b) Completamento della maglia viaria e riqualificazione degli
B16 PIAZZA ANTONIO MANCINI spazi aperti e delle pertinenze degli edifici dell’ex Borghetto
degli Angeli.
Descrizione c) Collegamento con la Stazione Fs Casilina, individuazione
L’area di piazza Mancini, compresa tra i Lungotevere di nuovi attraversamenti della ferrovia e ampliamento di
Flaminio, Thaon di Revel e viale Pinturicchio costituisce un quelli esistenti.
importante nodo urbano di connessione tra il caposaldo d) Riqualificazione dell’asse centrale di via dei Savorgnan
architettonico e urbano del Foro Italico e l’ansa del quartiere attraverso la valorizzazione delle fronti edificate.
Flaminio imperniata sul tridente di piazza Gentile da e) Definizione dei margini naturali e artificiali della linea fer-
Fabriano. L’ambito, che si è sviluppato per interventi parziali rata anche mediante la realizzazione di un nuovo percorso
e senza un disegno unitario, si configura allo stato attuale e la schermatura a verde del sedime ferroviario.
come un’area priva di una precisa identità e di un assetto defi-
nitivo, dovuto alla presenza di funzioni diverse spesso localiz-
zate in strutture precarie e a carattere provvisorio (parcheggi, B18 Via Ettore Rolli
capilinea autobus e tram, impianti sportivi, aree verdi). L’area
costituisce una risorsa strategica dell’intera ansa del Flaminio Descrizione
che si avvia a diventare un nuovo polo culturale di livello L’ambito comprende gli isolati tra il Lungotevere Portuense, via
urbano grazie ai recenti progetti in corso di realizzazione. Portuense, via Ettore Rolli e via Ippolito Nievo, caratterizzati da

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un’edificazione intensiva che si è sostituita all’originario tessuto l’occasione non solo per riqualificare e rifunzionalizzare i
produttivo peraltro ancora visibile in alcuni spazi interni agli manufatti, ma anche per riconnettere le due parti urbane.
isolati. Il tracciato storico della via Portuense si perde in questo
tratto nel più recente asse di via E. Rolli che si apre in corrispon- Obiettivi
denza dell’incrocio originario con l’antica consolare, creando un a) Riqualificazione degli isolati delle Caserme con l’obiettivo
vuoto urbano mai risolto e condizionato dalla presenza dei rude- del recupero funzionale e morfo-tipologico dei manufatti
ri di un edificio ecclesiastico in evidente stato di degrado. di qualità.
b) Riqualificazione delle corti e creazione di un sistema di
Obiettivi piazze pedonali interne connesse ad una rete a fruizione
a) Recupero e rifunzionalizzazione degli edifici ex Depositeria pedonale.
comunale. c) Creazione di una piazza pedonale di accesso alla corte
b) Riconfigurazione spaziale e morfologica del vuoto urbano interna in prossimità della stazione Ottaviano (metro A)
di via Ettore Rolli con particolare attenzione al recupero attraverso la demolizione dei manufatti incongruenti su
delle strutture e dei tracciati storici. via Barletta.
c) Riqualificazione di Largo Toja. d) Introduzione di servizi di quartiere e attività commerciali
ai piani terra.
e) Riqualificazione delle fronti e degli spazi aperti dei viali G.
Tipologia C Cesare e delle Milizie fino alla connessione con il Lungotevere.

C1 Borghetto Flaminio
C3 Via Tiburtina - viale delle Provincie
Descrizione
L’ambito, già oggetto di numerose proposte progettuali oltre- Descrizione
ché di un recente concorso internazionale è, allo stato attuale, L’ambito interessa l’area compresa tra via Tiburtina, viale delle
parzialmente interessato da un intervento di rifunzionalizza- Provincie, via Giano della Bella, via Arduino, via Pietro l’Eremita
zione che non affronta le problematiche complessive dell’area ed è caratterizzato dalla presenza di un tessuto di attività arti-
in oggetto. L’area, di notevole valore paesaggistico e urbano per gianali, commerciali e produttive e del deposito ATAC in prossi-
la presenza di un insieme di Ville storiche, è occupata da manu- mità del nodo della Stazione Tiburtina. L’ambito è composto da
fatti di scarsa qualità e da aree libere intercluse, difficilmente un’edificazione compatta di edifici bassi, interrotti dal tracciato
accessibili e attualmente utilizzate per funzioni incongruenti. storico di via Cupa lungo via Tiburtina, e dal complesso del
deposito autobus che conforma la quinta urbana lungo via della
Obiettivi Lega Lombarda. L’intera area risulta di notevole interesse per la
a) Riqualificazione dell’area anche con demolizione e rico- posizione di margine rispetto al tessuto urbano della Città stori-
struzione dei manufatti incongruenti, fatta salva la fascia a ca e per la localizzazione in un contesto in forte trasformazione
ridosso della rupe tufacea. come luogo privilegiato di accesso alla città.
b) Riprogettazione del fronte sulla via Flaminia con partico-
lare attenzione alla permeabilità pedonale verso lo spazio Obiettivi
retrostante e al rapporto con la visuale delle pendici di a) Riconfigurazione del tessuto artigianale.
Villa Strohl Fern. b) Definizione degli accessi, delle fronti e dei margini.
c) Valorizzazione dei manufatti di qualità. c) Riqualificazione dell’asse storico di via Cupa.
d) Ridefinizione di un sistema di percorrenze pedonali e di d) Individuazione di aree verdi e connessioni pedonali all’in-
relazioni con le aree verdi. terno del tessuto artigianale.
e) Valorizzazione del patrimonio storico-archeologico presen- e) Recupero del Deposito ATAC per funzioni culturali - ricrea-
te nell’area, quali i mausolei presenti a pochi metri dal piano tive di livello urbano e per servizi amministrativi.
di calpestìo attuale, che una volta riportati alla loro dignità
monumentale potrebbero restituire alla via Flaminia in que-
sto tratto la sua antica connotazione di arteria consolare. C4 Scalo S.Lorenzo – Tangenziale est – Porta Maggiore

Descrizione
C2 Caserme viale Giulio Cesare - viale delle Milizie Il settore urbano compreso tra viale dello Scalo S. Lorenzo, Porta
Maggiore, Santa Croce in Gerusalemme e le connessioni ad Est
Descrizione con via Prenestina e via Casilina, si configura come un ambito
L’ambito comprende gli isolati occupati dalle Caserme e dal unitario caratterizzato dalla presenza di complessi nodi viabili-
Tribunale che rappresentano allo stato attuale un’eccezione stici ed infrastrutturali. Il fascio dei binari verso la Stazione
tipologico-dimensionale nel tessuto dei quartieri Prati e Delle Termini e le aree ferroviarie verso la Stazione Tiburtina rappre-
Vittorie. Gli isolati regolari che ospitano le funzioni suddette sentano i principali fattori di separazione tra le diverse
presentano al loro interno dei manufatti incongruenti e parti urbane, connesse tra loro esclusivamente dalla viabi-
degradati. Il previsto trasferimento delle caserme costituisce lità in sopraelevata con notevoli problemi di inquinamento

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atmosferico, acustico e visivo sui tessuti circostanti. L’ambito è ridosso delle Mura impediscono la continuità visiva e la frui-
inoltre interessato dalla presenza di resti archeologici e dai trac- bilità dello spazio libero antistante. L’edificio ex-GIL, gli spazi
ciati monumentali delle Mura Aureliane e degli Acquedotti che, aperti pertinenziali e l’area di largo Ascianghi hanno perso
a partire dal complesso di Porta Maggiore, rappresentano i prin- nel tempo la loro connotazione di riferimento morfo-tipolo-
cipali riferimenti per le azioni di valorizzazione. gico anche in relazione con il tracciato delle Mura.

Obiettivi Obiettivi
a) Declassamento al livello locale dell’attuale viabilità attraverso a) Recupero e rifunzionalizzazione del deposito ATAC anche
lo smantellamento del tratto in sopraelevata della Tangenziale mediante parziali demolizioni e ricostruzioni.
e intercettando il traffico veloce su una percorrenza esterna b) Ridefinizione architettonica degli spazi aperti con l’obietti-
che non comprometta le direttrici verso Porta Maggiore, San vo di una maggiore permeabilità dell’area e finalizzata alla
Giovanni e le due consolari Casilina e Prenestina. realizzazione di una rete di spazi a prevalente fruizione
b) Ridefinizione dell’asse urbano di collegamento tra il pedonale, riqualificando l’edificio ex-GIL e traguardando la
Verano - Scalo S.Lorenzo - Porta Maggiore. risalita diagonale a Villa Sciarra e alle pendici di Monteverde.
c) Individuazione di una nuova viabilità di collegamento tra la c) Demolizione dei manufatti incongruenti a ridosso delle
Tangenziale est, le direttrici consolari e la parte sud della città. mura e valorizzazione del tratto di mura urbiche, in rela-
d) Valorizzazione e riorganizzazione degli spazi aperti lungo zione agli interventi di riqualificazione previsti dal Parco
il tracciato delle Mura, degli Acquedotti e nel nodo di Porta Lineare Integrato.
Maggiore (percorrenze pedonali e ciclabili, linee di tra- d) Valorizzazione dei margini e sistemazione delle differenze
sporto pubblico). altimetriche con l’obiettivo di una ridefinizione delle rela-
zioni tra le parti interne ed esterne all’ambito.
e) Recupero e rifunzionalizzazione dell’autoparco dei Vigili
C5 Caserme via di San Michele - via Anicia Urbani.

Descrizione
L’area delle Caserme, che nella pianta catastale del 1866 appare C7 Ponte dell’Industria - via Ostiense
ancora coltivata ad orto di pertinenza dell’attiguo complesso
di S. Francesco a Ripa, è circondata da altri grandi complessi Descrizione
speciali appartenenti ad epoche diverse: l’Istituto del S. L’ambito è definito in adiacenza ad un’ampia area ferroviaria
Michele, il complesso di S. Cecilia, all’interno del quale sono interessata dalla Centralità urbana e metropolitana, è delimi-
state costruite le scuole Regina Margherita e G. Romano e la tato dal Mattatoio e dalle antiche Mura sino a piazza V.
Manifattura Tabacchi. Si configura come un’area fortemente Bottego e comprende anche via G. da Empoli fino all’incrocio
separata dal contesto – come del resto lo è, storicamente, con via Ostiense. Tale ambito si colloca in un particolare con-
Trastevere - caratterizzata dalla presenza di numerosi recinti testo caratterizzato dalla presenza di emergenze quali il
che racchiudono spazi aperti dove si svolgono funzioni specia- fiume, l’antico porto fluviale, il Monte dei Cocci e le Mura
listiche non centrali. Gli edifici che le ospitano spesso sono Aureliane, a cui si aggiungono la ferrovia e gli impianti indu-
incoerenti con i caratteri tipo-morfologici consolidati per striali novecenteschi. La complessa stratificazione e moltepli-
forma, dimensione e posizione. cità di elementi, fa assumere all’ambito un ruolo determinan-
te nell’attuale programma di trasformazione dell’intera area
Obiettivi coinvolta dalla Centralità urbana e metropolitana Ostiense.
a) Riqualificazione dell’area senza snaturarne il carattere
antinodale evitando la demolizione dei muri di cinta ma Obiettivi
aprendovi dei varchi di attraversamento pedonale in corri- a) Collegamento pedonale tra l’area del Mattatoio e via del
spondenza di punti significativi relazionati con le princi- Commercio.
pali emergenze storico-monumentali. b) Valorizzazione del tratto terminale delle Mura.
b) Riconfigurazione delle volumetrie esistenti anche median- c) Sistemazione di piazza V. Bottego.
te sostituzione e/o riduzione delle volumetrie in contrasto. d) Completamento del pomerio e connessione con l’area del
c) Riqualificazione di piazza S. Francesco d’Assisi e via Anicia Monte dei Cocci.
attraverso la valorizzazione degli accessi e delle visuali storiche. e) Riconfigurazione degli spazi aperti con la sostituzione di
manufatti incongruenti.
f) Riqualificazione ambientale e funzionale delle aree di sponda.
C6 Viale Trastevere - Deposito ATAC - Ex GIL

Descrizione C8 Via Casilina - Stazione Tuscolana - Vallo ferroviario


L’area compresa tra via Carcani, via Portuense e viale delle
Mura Portuensi è per buona parte occupata dal deposito Descrizione
ATAC e dalla sua recinzione continua che ne impedisce l’at- L’ambito comprende le aree occupate dalle principali linee fer-
traversamento e la fruizione. I manufatti edilizi incoerenti a roviarie di accesso e attraversamento della città e rappresentano

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una cesura tra i tessuti urbani circostanti. Il passaggio d) Realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili tra piazzale
dell’Acquedotto, delle Consolari e gli affacci di piazza Zama e Flavio Biondo, piazzale della Radio e via Orti di Cesare.
piazza Camillo Re costituiscono i luoghi puntuali di attraver- e) Recupero e rifunzionalizzazione del casale sul mercato
samento relazionale tra le parti urbane separate dal vallo fer- Portuense I.
roviario. Il nodo della Stazione Tuscolana e la Caserma f) Definire come verde pubblico il Parco Ghetanaccio e l’area
Zignani con i manufatti dismessi o in via di dismissione rap- al lato destro a scendere di via Parini.
presentano un punto baricentrico di interesse per la valoriz-
zazione dell’intera area.
C10 Via Tiburtina – via C. De Lollis
Obiettivi
a) Riqualificazione e riorganizzazione dei margini lungo la Descrizione
ferrovia con l’apertura di connessioni urbane anche pedo- L’ambito interessa l’area compresa tra piazzale del Verano, via
nali tra i tessuti circostanti compatibili con il nuovo sche- C. De Lollis e via Tiburtina ed è caratterizzato dalla presenza
ma di mobilità. di funzioni prevalentemente legate all’Università: sedi ammi-
b) Ridefinizione degli spazi pubblici di relazione prospicienti nistrative, case dello studente, mense ed impianti sportivi. Le
la Stazione Tuscolana. fronti su via Tiburtina si presentano discontinue rispetto ai
c) Recupero dei manufatti esistenti con l’inserimento di fun- tessuti circostanti, con evidente degrado degli edifici e pre-
zioni culturali e del tempo libero. senza di attività non residenziali (artigianato e piccole attivi-
d) Copertura verde e attrezzamento delle aree di sedime fer- tà produttive) e terziarie (Commissariato PS). L’intero ambito
roviario nel tratto via Tuscolana – Parco Appia Antica e si presenta dunque con una forte disomogeneità tra le tipolo-
lungo la Circonvallazione Casilina. gie edilizie (altezza degli edifici, rapporto con gli spazi aperti,
e) Riqualificazione degli spazi aperti di piazza Zama e di piaz- soluzioni formali).
za Ponte Lungo con valorizzazione degli accessi e delle rela-
zioni con i Servizi di livello urbano (area delle Caserme e Obiettivi
del plesso scolastico di via Gela). a) Demolizione delle strutture prefabbricate su via Tiburtina
f) Individuazione e progettazione di nodi strutturanti in cor- e riconfigurazione della testata su piazzale del Verano.
rispondenza delle principali componenti di attraversa- b) Riqualificazione delle fronti su via Tiburtina e recupero
mento (Acquedotto, Consolari, affacci di piazza Zama e degli edifici abbandonati.
piazza Camillo Re). c) Definizione di una permeabilità pedonale di connessione
g) Verifica di fattibilità della mobilità complessiva su gomma tra le strutture universitarie e del tessuto urbano di San
e su ferro, attraverso infrastrutture integrate con il verde Lorenzo.
attrezzato, con servizi a livello urbano di uso pubblico e d) Adeguamento ed ampliamento degli impianti sportivi e
con parcheggi. per il tempo libero.
e) Ridefinizione degli spazi aperti e delle destinazioni d’uso
precarie con valorizzazione delle fronti.
C9 Stazione Trastevere

Descrizione C11 Verano – via dei Reti


L’ambito si estende dall’incrocio tra Circonvallazione
Gianicolense e viale Trastevere, fino a Ponte Testaccio com- Descrizione
prendendo via Stradivari e il tratto antico di via Portuense. L’ambito interessa l’area compresa tra piazzale del Verano, via
Attualmente è un importante nodo viabilistico di collegamen- dei Reti, Largo Passamonti e via del Verano ed è caratterizzato
to tra diverse parti di città, caratterizzato da consistenti salti di dalla presenza di un tessuto urbano fortemente degradato ed
quota e dall’originaria struttura della linea ferroviaria di colle- incompleto nella definizione della maglia viaria. Le attività
gamento con la vecchia Stazione Trastevere. Gli spazi aperti di artigianali legate alla presenza del Cimitero del Verano, quel-
risulta, gli edifici incongruenti e le testate incompiute degli le terziarie legate all’Università e quelle commerciali di depo-
edifici verso piazza F. Biondo e lungo via Stradivari costituisco- sito e stoccaggio, configurano l’assetto funzionale dell’area,
no un elemento di degrado poiché non sono inseriti in un dise- unitamente ad una quota residenziale localizzata disordina-
gno urbano compiuto. tamente all’interno del costruito. La presenza della piazzale
del Verano con l’ingresso monumentale al Cimitero, i residui
Obiettivi di spazi verdi all’interno dell’area e la particolare conforma-
a) Recupero e sistemazione della parte di tracciato dell’antica zione del terreno rappresentano i principali riferimenti per
via Portuense, degli spazi verdi di margine e del salto di l’azione di valorizzazione dell’intero ambito.
quota del rilevato ferroviario.
b) Connessioni pedonali tra la Circonvallazione Gianicolense Obiettivi
e la via Portuense. a) Riconfigurazione e completamento del tessuto urbano tra
c) Demolizione e ricostruzione degli edifici incongruenti per il via dei Reti, via dei Volsci, via dei Sabelli, via dei Piceni, via
rimodellamento dei tracciati, dei tessuti e delle fronti edificate. del Verano e Largo Passamonti.

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b) Individuazione di tipologie edilizie residenziali compati- C14 via Sforza – via Paolina
bili con le attività artigianali tradizionali.
c) Definizione di un viale urbano di collegamento tra Largo Descrizione
Passamonti e piazzale del Verano. L’ambito comprende gli edifici destinati alle attività militari
d) Definizione del nodo di piazzale del Verano. lungo via Paolina e via Sforza e gli spazi aperti che caratteriz-
e) Valorizzazione del sagrato della Basilica di S. Lorenzo e del- zano il tessuto rinascimentale che si è sviluppato intorno alla
l’ingresso monumentale al cimitero. Basilica di Santa Maria Maggiore. Essi costituiscono una signi-
f) Smontaggio e riconfigurazione dello svincolo di Largo ficativa testimonianza della stratificazione storica dell’area
Passamonti e riqualificazione delle aree verdi e di parcheggio. esquilina modificata dall’apertura in epoca post-unitaria dei
due grandi assi di ristrutturazione urbanistica di via Cavour e
via Giovanni Lanza. A seguito di tali interventi gli spazi di rela-
C12 Castro Pretorio zione dell’ambito risultano privi di relazione con i tessuti cir-
costanti e versano in uno stato di degrado fisico e funzionale.
Descrizione
Delimitato e chiuso su tre lati dalle Mura Aureliane, l’ambito Obiettivi
comprende l’area dell’antico Castro Pretorio ed è attualmente a) Dismissione delle attività militari e riuso degli edifici per
occupata dalle caserme e dalla Biblioteca Nazionale. Per la pre- servizi e parcheggi per i residenti.
senza della stazione della metro B e di consistenti aree libere b) Riqualificazione degli spazi pubblici finalizzata alla valo-
non funzionalizzate o di stretta pertinenza dei servizi esistenti, rizzazione delle visuali storiche e alla riconnessione con i
l’area costituisce un nodo particolarmente rilevante per la valo- tessuti storici circostanti.
rizzazione dell’intero settore Porta Pia, Policlinico, Università.

Obiettivi Tipologia D
a) Restauro e valorizzazione della cinta muraria anche attra-
verso interventi di demolizione e ricostruzione delle strut- D1 Ostia Lido
ture che vi si addossano, anche con l’eventuale ampliamen-
to delle strutture della Biblioteca Nazionale. Descrizione
b) Riconfigurazione degli spazi aperti al fine di incrementare L’area comprende l’arenile e l’affaccio al mare relativo ai tre
la permeabilità all’interno dell’ambito e di ristabilire Lungomare Duca degli Abruzzi, P. Toscanelli e Duilio e i tessuti
nuove connessioni spaziali e visive con i tessuti adiacenti e interni a ridosso dei Lungomare stessi, tra via del
di creare un polo architettonico complesso a prevalente Sommergibile e viale delle Sirene, via G. da Sangallo e via D.
destinazione culturale e servizi di quartiere. Aldobrandini, via Anco Marzio e piazza Sirio. La parte di Ostia
c) Realizzazione di aree di parcheggio per i servizi esistenti e fun- Ponente, presenta problemi di degrado fisico degli edifici e
zionali al nodo di trasporto pubblico, come possibile sostitu- degrado ambientale dell’arenile, ed è interessata, in aree ester-
zione dell’attuale attestamento di piazza Indipendenza. ne all’ambito di valorizzazione, da un Programma di Recupero
Urbano (art. 2 L. 179/93); la parte di Ostia Levante presenta pro-
blemi minori, in relazione alla risistemazione del lungomare.
C13 Caserme via Labicana
Obiettivi
Descrizione a) Ridefinizione architettonica degli spazi aperti con l’obiettivo
L’ambito interessa l’area compresa tra via Labicana e via di di una maggiore continuità della fruizione pedonale, integra-
San Giovanni in Laterano ed è attualmente occupato da caser- ta con il tessuto esistente, con eventuali nuove attrezzature e
me ancora in uso. Le attività militari sono allocate in edifici alberghi con nuovi attraversamenti per l’accesso all’arenile.
alti non più di tre piani, allineati lungo via Labicana dalla b) Riqualificazione architettonica del fronte verso il mare e
quale si apre l’accesso principale al complesso. Il fronte lungo valorizzazione degli edifici di qualità.
via San Giovanni in Laterano è costituito da un muro di cinta c) Ridisegno del lungomare e relativa risistemazione della
che delimita il compendio senza possibilità di accesso. sede stradale e dei parcheggi.
d) Razionalizzazione delle attività balneari con l’obiettivo di
Obiettivi una maggiore permeabilità percettiva e d’uso.
a) Interventi di riqualificazione finalizzati alla ristrutturazio- e) Riqualificazione ambientale e risanamento dell’arenile.
ne degli edifici e alla loro riutilizzazione come spazi per ser-
vizi e parcheggi per i residenti, attraverso la dismissione
delle attività militari.
b) Ridefinizione architettonica degli spazi aperti con l’obiet-
tivo di una maggiore permeabilità dell’area e finalizzata
alla realizzazione di una rete di spazi a prevalente fruizione
pedonale di collegamento tra i due assi viari storici che
delimitano l’ambito.

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Ambito di valorizzazione B2 - Flaminia Vecchia

Parametri quantitativi Equivalenza tra SUL di progetto Descrizione


e Suv esistente, escluse le aree L’area è compresa tra via Flamina Vecchia, piazza Ponte Milvio
di completamento, con gli aumenti e viale di Tor di Quinto e si configura, allo stato attuale, come un insieme
di SUL indicati. complesso di tessuti di differente natura e di aree libere interstiziali,
difficilmente accessibili. Tutta l’area è interessata da un degrado diffuso
dovuto principalmente alla presenza di aree e manufatti con destinazioni
funzionali incongrue, temporaneamente utilizzate in maniera impropria.
Le aree a maggiore trasformabilità sono quelle localizzate tra
Mix funzionale Abitative: minimo 50% SUL Corso Francia, via Riano e via Flaminia Vecchia; all’interno di questo settore
(superfici utili minime) Commerciali, Servizi pubblici si segnala la presenza di alcuni manufatti edilizi fatiscenti e di spazi aperti
e privati, Turistico-ricettive: occupati da un deposito di materiali edili e da un parcheggio abusivo.
minimo 20% SUL
Produttive: massimo 10%SUL Obiettivi
Quota flessibile: 20% SUL a) Riorganizzazione morfologico-funzionale dell’area tra via Flaminia Vecchia
Destinazioni escluse: Grandi strutture e viale di Tor di Quinto, anche mediante sostituzione di manufatti degradati
di vendita, Attrezzature collettive e/o incongruenti.
a CU/a, Direzionale pubblico, b) Valorizzazione degli edifici di qualità.
Sedi e attrezzature universitarie, c) Riorganizzazione degli spazi aperti pubblici e privati e realizzazione
Commercio all’ingrosso, Depositi di una rete di connessione pedonale.
e magazzini.
d) Ridefinizione e rifunzionalizzazione degli edifici su via Flaminia Vecchia
e su viale di Tor di Quinto con l’obiettivo di inserire gli interventi già
in atto in una riconfigurazione degli edifici e delle destinazioni d’uso.
e) Completamento dell’impianto urbanistico nella parte compresa
Categorie di intervento MO, MS, RC, RE DR, NE, RU tra via Riano, via Honduras, via Flaminia Vecchia e Corso Francia,
anche attraverso l’incremento della SUL esistente, con la ridefinizione
degli spazi aperti, la realizzazione del nuovo mercato Ponte Milvio
e la riqualificazione dei manufatti edilizi, secondo le modalità indicate
nella scheda grafica.
f) Riorganizzazione di viale di Tor di Quinto e definizione delle connessioni
con l’alveo del fiume.

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Ambito di valorizzazione B3 - piazzale Maresciallo Giardino

Parametri quantitativi Equivalenza tra SUL di progetto Descrizione


e Suv esistente, escluse le aree L’area compresa tra il Foro Italico, la testata del quartiere Delle Vittorie,
di completamento, con gli aumenti le pendici di Monte Mario, via Capoprati e il Tevere, si presenta allo stato
di SUL indicati. attuale come uno spazio privo di una precisa identità morfologico-
funzionale. L’ambito di valorizzazione include il nodo viabilistico del piazzale
Maresciallo Giardino, l’impianto tecnologico, l’area a ridosso del tessuto
residenziale di via Prato Falcone ubicata ad una quota ribassata rispetto
all’intorno, l’edificio di testa tra viale Angelico e via Corridoni attualmente
Mix funzionale Abitative: minimo 50% SUL occupato da una caserma e l’area triangolare compresa tra il Lungotevere
(superfici utili minime) Commerciali, Servizi pubblici Cadorna, il Tevere e il Lungotevere della Vittoria attualmente occupata
e privati, Turistico-ricettive: da un autoparco militare e da altre attività incongrue.
minimo 20% SUL
Produttive: massimo 10% SUL Obiettivi
Quota flessibile: 20% SUL a) Riconfigurazione del nodo urbano con l’obiettivo di una riconnessione
Destinazioni escluse: Grandi strutture morfologico-funzionale tra la sponda del Tevere, la riserva di Monte Mario,
di vendita, Attrezzature collettive il Foro Italico, la testata del quartiere Delle Vittorie e il tessuto residenziale
a CU/a, Direzionale pubblico, di via Prato Falcone.
Sedi e attrezzature universitarie, b) Riorganizzazione del sistema della mobilità, anche attraverso l’eventuale
Commercio all’ingrosso, Depositi interramento di parte della viabilità di scorrimento finalizzata a ristabilire
e magazzini. una migliore fruibilità degli spazi aperti.
c) Nuova piazza pedonale di attestamento dell’asse via Guido Reni – Ponte
della Musica con parcheggio interrato in corrispondenza dell’accesso
sud al Foro Italico.
d) Risanamento idrogeologico dell’area di via Prato Falcone.
Categorie di intervento MO, MS, RC, RE DR, NE, RU
e) Completamento dell’impianto urbanistico di via Prato Falcone con
demolizione e ricostruzione.
f) Sostituzione dell’edificio di testa tra viale Angelico e via Corridoni
con l’obiettivo di riconfigurare la testata del tridente di viale Angelico
con la demolizione della caserma esistente e ricostruzione.
g) Ridefinizione del sistema della continuità ambientale Tevere - Riserva
di Monte Mario mediante la riconfigurazione delle aree verdi del piazzale
Maresciallo Giardino.

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Ambito di valorizzazione B11 - piazzale della Radio

Parametri quantitativi Equivalenza tra SUL di progetto Descrizione


e Suv esistente, escluse le aree L’ambito, che si presenta con un disegno urbano irrisolto, nodo
di completamento, con gli aumenti di connessione tra infrastrutture e tessuti residenziali intensivi che
di SUL indicati. si attestano sulle preesistenti componenti storiche e morfologiche,
denuncia la mancanza di un progetto di ricucitura e completamento
delle aree interstiziali e di correlazione tra le diverse parti urbane.
Il tracciato storico della Portuense con gli edifici storici disposti lungo
di esso, le condizioni orografiche dell’area e il tratto ferroviario dismesso,
Mix funzionale Abitative: minimo 50% SUL costituiscono le componenti potenziali per la valorizzazione e il collegamento
(superfici utili minime) Commerciali, Servizi pubblici degli insediamenti limitrofi. Si evidenzia la frammentarietà dei percorsi
e privati, Turistico-ricettive: pedonali esistenti ed il degrado delle aree interessate da testimonianze
minimo 20% SUL archeologiche.

Produttive: massimo 10% SUL


Quota flessibile: 20% SUL Obiettivi

Destinazioni escluse: Grandi strutture a) Riqualificazione del tracciato storico di via Portuense.
di vendita, Attrezzature collettive b) Valorizzazione del tratto ferroviario dismesso come collegamento
a CU/a, Direzionale pubblico, tra gli spazi aperti da riconfigurare.
Sedi e attrezzature universitarie, c) Riqualificazione del piazzale della Radio e dell’area del sagrato
Commercio all’ingrosso, Depositi della parrocchia di Gesù Divino Lavoratore.
e magazzini.
d) Riqualificazione della viabilità e dei collegamenti pedonali in relazione
all’attrezzamento di piazzale della Radio.
e) Progetto di sistemazione dell’area archeologica su piazzale della Radio
con demolizione delle strutture fatiscenti.
Categorie di intervento MO, MS, RC, RE DR, NE, RU f) Completamento del tessuto anche attraverso l’incremento
della SUL esistente.

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Ambito di valorizzazione B12 - via Mengarini - via Tajani - via Belluzzo

Parametri quantitativi Equivalenza tra SUL di progetto Descrizione


e Suv esistente, escluse le aree L’ambito, delimitato a Nord dal tessuto residenziale del quartiere Portuense
di completamento, con gli aumenti e a Sud dalla linea ferroviaria Roma-Fiumicino e da via della Magliana
di SUL indicati. è caratterizzato da una particolare connotazione morfologica dovuta
alla presenza di un terreno in pendio che digrada fino al Tevere. L’area,
sede di edifici a morfotipologia speciale e di servizi di interesse pubblico,
può svolgere un efficace ruolo di cerniera fra le varie parti urbane anche
in relazione alla presenza di spazi aperti pubblici e privati fortemente
Mix funzionale Abitative: minimo 50% SUL degradati e abbandonati.
(superfici utili minime) Commerciali, Servizi pubblici
e privati, Turistico-ricettive: Obiettivi
minimo 20% SUL
a) Riorganizzazione e riqualificazione delle aree in prossimità
Produttive: massimo 10% SUL della linea ferroviaria FM1 anche in funzione dei nuovi tracciati
Quota flessibile: 20% SUL di collegamento viabilistico
Destinazioni escluse: Grandi strutture b) Attrezzamento degli spazi aperti non funzionalizzati compresi nell’ambito
di vendita, Attrezzature collettive con percorrenze pedonali trasversali e belvedere terrazzati.
a CU/a, Direzionale pubblico, c) Intervento di nuova edificazione con tipologie speciali finalizzato
Sedi e attrezzature universitarie, al completamento della testata d’angolo tra via Greppi e via Pellati.
Commercio all’ingrosso, Depositi
e magazzini.

Categorie di intervento MO, MS, RC, RE DR, NE, RU

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Appendice 2 alle Norme Tecniche di Attuazione

Schede delle centralità metropolitane e urbane


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CENTRALITÀ DA PIANIFICARE
PREVISIONI EDIFICATORIE TOTALI
Denominazione St SUL privata SUL pubblica SUL Totale % cessione aree
mq mq mq mq
Acilia Madonnetta 1.361.662 157.408 194.174 351.582 55,2%
Anagnina Romanina 926.166 148.532 204.403 352.935 57,9%
Cesano 377.004 28.612 41.494 70.106 59,2%
La Storta 676.775 53.203 96.797 150.000 64,5%
Saxa Rubra 655.689 46.299 86.367 132.666 65,1%
Torre Spaccata 569.357 156.232 31.268 187.500 16,7%
Totale 1 4.566.653 590.286 654.503 1.244.789 52,6%
Ponte Mammolo 603.263 0 45.132 45.132 100,0%
Santa Maria della Pietà 522.401 0 0 0
Totale 2 1.125.664 0 45.132 45.132 100,0%
TOTALE 5.692.317 590.286 699.635 1.289.921 54,2%

ACILIA MADONETTA - Municipio XIII


Superficie Territoriale (St) mq 1.361.662
Superficie Utile Lorda (SUL) mq 351.582
Previsioni edificatorie - Quota privata Destinazioni
d’uso esistenti
Ambito St ET SUL privata
mq mq/mq mq
a (M1) 1.361.662 0,1156 157.408
Totale generale 1.361.662 0,1156 157.408
Previsioni edificatorie totali
St SUL privata SUL pubblica SUL Totale (*) % cessione aree
mq mq mq mq
1.361.662 157.408 194.174 351.582 55,2%
Destinazioni d’uso ammesse SUL Totale mq
20% Abitative 70.316
60% Commerciali; Servizi; Turistico-ricettive 210.949
20% Flessibile 70.316
TOTALE 351.582

(*) tale SUL andrebbe eventualmente incrementata della volumetria riferita all’ex G4 "Casal Giudeo sud" pari a mc 21.002 (residuo) così come previsto nell’Emendamento CCP del 7.2.03, allegato 8.

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