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Fondato nel 1948

Sped. in abb. postale


comma 20, lett. C
Art. 2 - Legge 662/96
Taxe perçu
Tariffa riscossa
To C. P. M.

Anno 72° n. 1
gennaio 2020

Periodico della famiglia carismatica cottolenghina

Una Casa per i


Gesù bambino
di oggi

INSERTO STACCABILE
PROGETTI
COTTOLENGHINI
Fondato nel 1948
Sped. in abb. postale
comma 20, lett. C
Art. 2 - Legge 662/96
Taxe perçu
Tariffa riscossa

gennaio 2020

Periodico della famiglia carismatica cottolenghina

Una Casa per i


To C. P. M.

Anno 72° n. 1
sommario
Gesù bambino
di oggi

INSERTO STACCABILE
PROGETTI
COTTOLENGHINI

6 10
Fondata nel 1948 Insieme a servizio Scuola, strumento
Anno 72 - n. 1 - Gennaio 2020 della dignità della di «umanizzazione»
persona

Periodico della
famiglia carismatica cottolenghina
Periodico quadrimestrale
Sped. in abb. postale
Comma 20 lett. C art. 2 Legge 662/96
Reg. Trib. Torino n. 2202 del 19/11/71
Indirizzo: via Cottolengo 14
10152 Torino – Tel. 011.522511

12 14
C.C. post N. 19331107
Eutanasia e Suicidio
Direzione Incontri Cottolengo Torino Una casa assistito, di cosa si
redazione.incontri@cottolengo.org dove abitare sta parlando
• Direttore responsabile:
Stefano Di Lullo
• Capo redattore:
3 Il punto 20 Amate... ma anche
padre Carmine Arice lasciatevi amare
suor Lucia Mossucca
Francesca
• Comitato di Redazione: 4 Pietro, valore dell’unità
Salvatore Acquas, Mario Carrissoni, don Emanuele Lampugnani
Gemma La Terra 21 Premiata una volontaria
cottolenghina
• Collaboratori: 6 Insieme a servizio della
Beatrice Bertot
don Emanuele Lampugnani, dignità della persona
suor Rosella Busnelli, Stefano Di Lullo
suor Luisa Busato, Franca Sacchetti, 22 Beati cottolenghini
Federica Marostica,
Fratel Mauro Ripamonti
8 Una visita pubblica, i Postulatori
ma privata
• Impaginazione: sr Lucia Mossucca 24 Prospettive per
Giovanni Grossi l’ospedale Cottolengo
• Foto: 10 Scuola, strumento avv. Gian Paolo Zanetta
Renzo Bussio, Andrea Pellegrini, di «umanizzazione»
Ufficio Stampa Piccola Casa sr Rosella Busnelli 26 Orbassano, i 20 anni
• Stampa: della chiesa Cottolengo
Tipografia Gravinese
via Lombardore 276/F – Leinì
12 Una casa dove abitare Federica Marostica
sr Claudia Calci
tel. 011.9980654
14 Eutanasia e Suicidio assistito, 28 di una comunità
Storia e testimonianza
La Redazione ringrazia gli autori di di cosa si sta parlando
articoli e foto, particolarmente coloro
Stefano Di Lullo aggregata Federica Marostica
che non è riuscita a contattare.

Incontri è consultabile su: 15 PROGETTI COTTOLENGHINI 29 Borgo Dora, prima sede


www.cottolengo.org Ufficio progetti e raccolta fondi della Piccola Casa
don Lino Piano
Questo periodico è ad uso interno della 19 Suggestioni sulla Giornata
Piccola Casa della Divina Provvidenza missionaria cottolenghina 30 Il libretto delle preghiere
(Cottolengo) Teresa sr Milvia Molinari
il punto
padre Carmine Arice

Per scrivere insieme pagine di Vita


Cari lettori di Incontri,

l
e pagine della nostra rivista non sono sufficienti i poveri, le persone che non vedono riconosciuta la
a raccontare tutta la ricchezza di Vita di questi loro dignità, chi è trascurato nei suoi bisogni a volte
ultimi mesi della grande Famiglia Carismatica essenziali. Sono loro la carne benedetta e santificata dal
Cottolenghina sparsa nel mondo. Il prezioso lavoro Figlio di Dio che si è fatto come noi, uno di noi.
dell’Ufficio Comunicazioni e il sito web della Piccola Nella Piccola Casa siamo molti, ma un solo corpo;
Casa, anche se non completamente, ci aiutano a siamo differenti, ma con eguale dignità; abbiamo
conoscere molti degli avvenimenti che hanno segnato funzioni diverse, ma tutti corresponsabili della
la vita cottolenghina di questi mesi, ma tanto ancora missione che ci è stata data. Ci doni il Signore, in
ci sarebbe da scrivere e da raccontare. Ancor più questo anno che iniziamo insieme, di sperimentare
difficile, poi, è conoscere l’Opera di Dio nei cuori i frutti della comunione vissuta, ci aiuti a far sentire
delle persone, la gioia ritrovata di alcuni, la forza di ai nostri ospiti, ai bambini che abbiamo la gioia di
andare avanti nonostante le fatiche di altri perché educare, a quanti incontriamo nel nostro lavoro e
hanno trovato qualcuno che ne ha condiviso con loro nel nostro servizio pastorale, che sono preziosi agli
il peso, l’incontro con il volto bello e buono di Cristo occhi di Dio e che la loro esistenza è stata voluta dalla
che sempre ama le sue creature e le vuole portare a Sapienza Divina per donargli gioia e pienezza di vita.
salvezza. Sì, davvero la Piccola Casa è della Divina Avanti in Domino, dunque, a scrivere insieme pagine
Provvidenza ed è doveroso, per quanto possibile, di Vita, con la “V” maiuscola: questo è il dono portato
raccontare l’Opera da essa compiuta. Incontri, la da Cristo nel mondo e per il quale la Piccola Casa è
rivista che avete tra le mani, vuole aiutarci a conoscere stata voluta dalla Divina Provvidenza! n
“il bene compiuto” e dare occasione a tutti di cantare
con Maria il Magnificat a Dio Padre per la Divina
Misericordia a noi riservata.
Se volessimo individuare uno dei fili invisibili che
ha attraversato le vicende di quest’ultimo periodo,
mi pare di intravvederlo nel grido silenzioso e forte
che la famiglia cottolenghina, fedele alle sue origini,
dona all’umanità per affermare la preziosità della
Vita umana, comunque si presenti e qualsiasi sia
la storia personale. Cari amici, nel nostro contesto
socio-culturale che non di rado genera scarti umani,
questo grido sta diventando sempre più necessario.
Per questo, Insieme nella Piccola Casa, come ci
suggeriscono gli orientamenti pastorali di quest’anno,
con lo stesso sguardo con cui guardiamo il Bambino
Gesù nella culla, vogliamo guardare l’umanità di oggi,

Incontri n° 1/2020 3
PIETRO,
VALORE
DELL’UNITÀ

V
ogliamo continuare anche attraverso questo quando la folla gli si accalca intorno sulla riva del lago di
articolo ad approfondire la conoscenza Genesaret, tra le due barche lì ormeggiate, Gesù sceglie
dell’apostolo Pietro, sottolineando il suo ruolo di quella di Simone; quando, in circostanze particolari,
“roccia” e di primo tra gli apostoli. Gesù si fa accompagnare da tre discepoli, Pietro è sempre
L’evangelista Giovanni, raccontando del primo incontro ricordato come primo del gruppo; a Pietro per primo Egli
di Gesù con Simone, fratello di Andrea, scrisse che: Gesù lava i piedi nell’Ultima Cena ed è per lui soltanto che prega
“fissando lo sguardo su di lui, disse: Tu sei Simone, il figlio di affinché non venga meno nella fede e possa confermare poi
Giovanni; ti chiamerai Kefa (che vuol dire Pietro)”. nella fede gli altri discepoli.
Questo appellativo non era solo un nome ma anche un Pietro stesso è, del resto, consapevole di questa sua
“mandato” che Pietro riceveva dal Signore. La volontà di posizione di particolare rilievo: è lui che spesso, a nome
Cristo di attribuire a Pietro uno speciale rilievo all’interno anche degli altri, parla chiedendo, per esempio, la
del Collegio apostolico risulta da numerosi indizi: a spiegazione di una parabola difficile, il senso esatto di un
Cafarnao il Maestro va ad alloggiare nella casa di Pietro; precetto o la promessa di una ricompensa.

4 Incontri n° 1/2020
don Emanuele Lampugnani spiritualità
In particolare, è sempre Pietro che risolve l’imbarazzo di
certe situazioni intervenendo a nome di tutti: quando
Gesù, addolorato per l’incomprensione della folla dopo
il discorso sul “pane di vita”, domanda: “Volete andarvene
anche voi?”, la risposta di Pietro è perentoria: “Signore, da
chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”.
Ugualmente decisa è la professione di fede che, ancora a nome
dei Dodici, egli fa nei pressi di Cesarea di Filippo. A Gesù
che chiede: “Voi chi dite che io sia?”, Pietro risponde: “Tu sei il
Cristo, il Figlio del Dio vivente”; di rimando Gesù pronuncia
allora la dichiarazione solenne che definisce, una volta per
tutte, il ruolo di Pietro nella Chiesa: “E io ti dico: Tu sei Pietro
e su questa pietra edificherò la mia Chiesa... A te darò le chiavi
del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei
cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”.
Questa posizione di preminenza che Gesù ha inteso
conferire a Pietro si riscontra anche dopo la risurrezione:
per esempio, Gesù risorto incarica le donne di portarne
l’annunzio a Pietro, distintamente dagli altri Apostoli.
L’importanza di Pietro è poi ulteriormente confermata
dalla preminenza che egli continuerà ad avere nella prima
comunità cristiana, come ben attesta il Libro degli Atti
degli Apostoli. Il suo comportamento è infatti considerato
sempre decisivo e risolutivo. Anche al cosiddetto Concilio
di Gerusalemme Pietro svolge una funzione direttiva.
Da tutto questo emerge quindi che Pietro, per tutti i tempi,
dev’essere il custode della comunione con Cristo e quindi
dell’unità della Chiesa; deve preoccuparsi che la rete non si
rompa e possa così perdurare la comunione universale. Il
suo ruolo principale è stato quindi quello di essere il punto
di riferimento ultimo per l’unità del corpo di Cristo che è la
Chiesa; questo è anche oggi il principale compito del Papa,
in quanto suo successore.
La figura di Pietro, la roccia, ci porta quindi a sottolineare
l’importanza dei valori dell’unità e della comunione.
In tutti gli ambiti nei quali vi è una aggregazione di di vivere e trasmettere il valore dell’unità, portando negli
persone, il valore dell’unità è fondamentale per la buona ambienti in cui opera un’atmosfera di armonia, di pace,
conduzione di quella realtà; c’è un detto popolare, che può facendosi anche a volte mediatore per cercare di sanare
sembrare banale, ma che indica una indiscutibile verità e situazioni di tensione.
sul quale ogni tanto dovremmo riflettere: “L’unione fa la Anche per il santo Cottolengo tali valori erano
forza!”. Per questo ogni persona cristiana dovrebbe cercare fondamentali: “Il servo di Dio se sapeva che tra qualcuno
vi fosse dissapore, chiamava a sé le persone, ne procurava
la pronta conciliazione facendo da loro domandarsi


perdono vicendevolmente in sua presenza, dicendo loro di
L’inscindibilità dimenticare il passato e che non se ne parlasse più” (P.O.: Suor
Crescentina Dellavalle X, 200);
della Piccola Casa è Interessante a riguardo del valore dell’unità è il verbale di una
condizione necessaria riunione tra i superiori della Piccola Casa svoltasi l’8 marzo
per continuare 1954 (era il periodo delle visite Apostoliche per la definizione
dell’organizzazione della Piccola Casa): al punto 6 si legge
lo spirito “Tutti i presenti hanno poi espresso l’ardente desiderio che il
del fondatore ” Rev. Mo, Visitatore Apostolico, voglia esplicitamente assicurare
l’inscindibilità della Piccola Casa, condizione necessaria per
continuare lo spirito del Santo Fondatore”. n

Incontri n° 1/2020 5
Insieme a servizio
della dignità
della persona
Il Bilancio Sociale 2018
della Piccola Casa

L
e 260 pagine del Bilancio Sociale 2018, presentato
il 16 ottobre all’auditorium Cottolengo di Torino, solidarietà con i più poveri.
testimoniano come alla Piccola casa si operi La gratuità non è solo
«Insieme a servizio della dignità della persona», il titolo del la possibilità di usufruire
documento, opera dell’economista Cristiana Schena. gratuitamente dei servizi
Ha presentato il Bilancio, accanto al padre generale don ma la capacità di donarsi
Carmine Arice e alla professoressa Schena, suor Annunziata alle persone stabilendo delle
Remossi, capo Ufficio Economia della Congregazione per relazione per cui gli ospiti
gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica, si sentono a casa, accolti ed
che ha richiamato la necessità, per le opere come la Piccola amati. In questo contesto agli
Casa, «di un’economia umana, missionaria e comunionale». operatori laici e ai volontari è
«Centrale», ha detto suor Remossi, «è la logica del dono che chiesto di interpretarsi come
non esclude la giustizia e rende la vita dei consacrati delle ‘corresponsabili della missione’».
esistenze profetiche capaci di creare fraternità, comunione e All’incontro sono intervenuti diversi rappresentanti
istituzionali fra cui il vicario generale della Diocesi mons.
Valter Danna, il presidente della Regione Piemonte
Alberto Cirio, la sindaca di Torino Chiara Appendino,

“carismatici
Gli investimenti
sono
la vicesindaca e assessore al welfare Sonia Schellino, e il
direttore della Caritas Diocesana Pierluigi Dovis.
«Il nostro scopo», ha evidenziato il padre generale don Arice,
«non è il pareggio di bilancio che, per la missione carismatica
espressione di che ci è stata data, probabilmente non sarà mai completamente
fedeltà alla raggiunto, ma annunciare il Vangelo della carità». Ed ecco
allora gli obiettivi carismatici: «la salute integrale degli ospiti
mission” e degli studenti, la promozione della cultura dell’accoglienza,
dell’incontro e della cura, essere voce di chi non ha voce,
promuovere e difendere i diritti delle persone più deboli».

6 Incontri n° 1/2020
Stefano Di Lullo eventi pastorali
Nel bilancio, accanto alle colonne riportate informazioni anche sulle Tutti i numeri riportati nel bilancio
di entrate e costi, se ne trova una Missioni cottolenghine presenti testimoniano, come diceva san
terza: «gli investimenti carismatici», nel mondo. Queste Case, pur non Giuseppe Benedetto Cottolengo, che
ovvero ciò che viene investito per rientrando nel perimetro del Bilancio «per quanti entrano nella Piccola Casa,
chi non ha nulla da dare in cambio. di esercizio, sono espressione piena altrettante pagnotte discendono dal
«Una particolare attenzione», ha dello spirito del Fondatore ed elementi cielo. Una cadun giorno per ciascuno;
sottolineato don Arice, «è riservata essenziali per far conoscere le modalità e non sono io che le fo discendere, è la
agli ospiti storici, che da decenni con cui la Piccola Casa opera oltre i Divina Provvidenza, la quale si diverte
vivono alla Piccola Casa. Molti di confini nazionali e giuridici. a gettar giù pagnotte su pagnotte». n
loro sono stati totalmente dimenticati
da chi avrebbe dovuto occuparsene,
ma la Provvidenza ha dato loro una
casa in cui poter vivere, anche se i
contributi per il loro fabbisogno sono
insufficienti e talvolta inesistenti.
Accanto a queste ‘perle’ ci sono anche
le religiose e i religiosi anziani e malati
che hanno offerto tutta la loro vita
per quest’opera. La loro presenza è per
noi come un tesoro nascosto, perché
il dono della loro vita e della loro
preghiera attira benedizioni dal cielo».
La Piccola Casa con la stesura del
Bilancio sociale annuale intende
proseguire nel cammino di trasparenza
attraverso uno strumento di
rendicontazione dei risultati sociali
ed economici portati avanti. Nel
documento, come nel 2017, vengono

Incontri n° 1/2020 7
UNA VISITA
PUBBLICA,
MA PRIVATA
Il Presidente Conte incontra la Piccola Casa
« La sua visita ci onora così
possiamo conoscerla di persona.
Non siamo tutti presenti perché
molti di noi, per motivi di salute,
torinese del Primo Ministro. Gli
allievi, poco prima delle 13, hanno
accolto in festa il Presidente nel cortile
della Piccola Casa sventolando le
Hanno dato il benvenuto al Premier il
padre generale della Piccola Casa don
Carmine Arice, la superiora generale
delle suore madre Elda Pezzuto e il
non possono essere qui. Grazie al bandierine della Repubblica Italiana e superiore dei fratelli Giuseppe Visconti.
servizio del personale, dei religiosi e fermandosi a dialogare con lui. Il Presidente successivamente è
dei volontari la nostra vita è serena e
realizzata. Nonostante le fatiche per
la malattia, la disabilità e l’età anziana
ogni giorno ringraziamo Dio per il
dono della vita». Con queste parole
Maria Luisa, ospite residente da 65
anni alla Piccola Casa, ha salutato il
Presidente del Consiglio Giuseppe
Conte in occasione della visita al
Cottolengo il 22 ottobre.
È partita dagli studenti della Scuola
Cottolengo la visita del Premier alla
Piccola Casa della Divina Provvidenza
di Torino. Prima tappa della giornata

8 Incontri n° 1/2020
sr Lucia Mossucca eventi pastorali
entrato in chiesa dove ha sostato in preghiera davanti
all’urna di san Giuseppe Benedetto Cottolengo. Si è poi
fermato davanti alla lapide che commemora l’inizio
dell’opera cottolenghina e il primo nucleo della
Piccola Casa che il santo di Bra affittò nel 1832
per i poveri e gli ammalati rifiutati dalle altre
strutture sanitarie della città.
Dopo pranzo Conte ha poi attraversato i cortili della
Piccola Casa di Torino, 112 mila metri quadrati di
bene in grado di offrire aiuto concreto alle persone
più sole ed abbandonate che si trovavano in difficoltà
economica e sanitaria.
Nel pomeriggio l’apice della visita con l’arrivo del
Presidente nel padiglione Santi Innocenti, dove ha
incontrato una folta rappresentanza delle «perle» della
Piccola Casa: gli ospiti residenti e alcuni studenti della
Scuola Cottolengo.
«Grazie Presidente», ha detto il padre generale nel suo
saluto, «per aver voluto incontrare e conoscere la Piccola
Casa. Qui i religiosi e i volontari concorrono a fare della
vita delle persone più fragili ‘un capolavoro’. Questi ospiti
che Lei ha davanti sono, appunto, ‘dei capolavori’ della
Divina Provvidenza. Certamente per proseguire l’opera non
possiamo fare a meno del sostegno pubblico». il rispetto di tutte le persone. Compito della politica è dunque
«Il santo Cottolengo», ha detto il Premier agli ospiti, «ha dato premurarsi per il bene di tutti i cittadini in particolare chi è più
vita ad una realtà straordinaria caratterizzata dallo spirito di emarginato. Mi sento vicino a voi e vi ringrazio per la capacità
servizio. Anche la politica è servizio al bene comune attraverso che avete di sprigionare il bene».

Tre ospiti, Maria Luisa, Attilio e Anna Maria, hanno


poi rivolto un saluto al Presidente e consegnato un

“lenonostante
dono realizzato da loro durante le attività dei laboratori
occupazionali.
Infine hanno preso la parola tre studenti della Scuola
disabilità Cottolengo: «siamo contenti di frequentare ‘la scuola
che non fa la differenza’, anche se purtroppo nella
ringraziamo Dio per società c’è chi tenta ancora oggi di dividere gli esseri
il dono della vita” umani. Qui impariamo ad accogliere, integrare e
accettare tutti mettendo in evidenza i punti di forza di
ciascuno». n

Incontri n° 1/2020 9
SCUOLA,
STRUMENTO DI
«UMANIZZAZIONE»
Le sfide delle Scuole Cottolengo

L
a formazione didattica di pari quest’ultimo aspetto molto importante
passo con quella umana e perché, parlare di inclusione significa
spirituale è uno dei punti su cui riconoscere l’importanza della piena
si basa l’insegnamento del Cottolengo. partecipazione alla vita scolastica
La dimensione educativa infatti è di tutti i soggetti con i loro bisogni
un pilastro importante del Carisma educativi ed impegnarsi a fornire
cottolenghino e le nostre scuole di loro risposte adeguate, senza porre
ogni ordine e grado, in Italia e nel barriere, anzi, valorizzando le differenze
mondo, hanno di fronte a sé una individuali di ognuno perché ciascun
sfida grande: “essere quel luogo in cui bambino e ragazzo, o quanto meno il
si formano uomini e donne non tanto
raffinati intellettualmente, ma di forte
personalità, come è richiesto fortemente
dal nostro tempo” (Cost. Gaudium ed
spes n. 31).
Infatti, l’educazione è promozione
e formazione integrale della persona
in vista di un consapevole e libero
accrescimento della stessa e della
società. In questo senso, l’educazione
può essere intesa e pensata come
“processo di personalizzazione”, di
“socializzazione”, di “inculturazione”
ed “inclusione”. Sottolineiamo

10 Incontri n° 1/2020
sr Rosella Busnelli Educazione e scuole
maggior numero di essi, possa raggiungere i cosiddetti «obiettivi
minimi» che gli permettano di proseguire il proprio percorso
formativo.
Crediamo nella scuola come strumento non solo di
istruzione, ma anche di umanizzazione; ciò ci riporta alle
motivazioni più profonde dell’insegnare e dell’imparare e,
quindi, del pensare alla scuola come spazio per un saper
essere e per un saper fare in cui è richiesto impegno e
passione: caratteristiche quest’ultime che non possono
esistere al di fuori di un legame emotivo, perché sono anelli
di una catena che contiene interesse, cura e riconoscimento
della persona.
Papa Francesco nell’Esortazione apostolica Evangelii
Gaudium (n. 222) dicendo che “Il tempo è superiore
allo spazio”, intende affermare l’importanza di avviare
“dei processi più che possedere spazi” (Ivi, n.223). Il tempo
parla di un orizzonte aperto verso il futuro, mentre lo
spazio richiama un limite che chiude e definisce. Questa
intuizione, “applicata” al contesto educativo, può voler dire
impegnarsi ad “abitare” la Scuola con uno sguardo sempre
più attento non solo ad implementare la dimensione
culturale e professionale, ma soprattutto a ridare, a tale
spazio, la valenza educativa che le è propria: essere luogo
per la maturazione delle giovani generazioni, palestra
di umanità e di vita. Si tratta di “abitare la scuola” e di
guardare a questo spazio con grande stima e apprezzamento
verso tutte le componenti che l’abitano e operano in essa
e, quindi, in primis i bambini, i ragazzi, i giovani, gli
insegnanti, gli operatori e le famiglie. n

“ La dimensione
educativa è
un pilastro
del carisma
cottolenghino”

Incontri n° 1/2020 11
UNA
CASA
DOVE
ABITARE

RSA Cottolengo,
i criteri di accesso

L
e Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) sono libero accesso per continuare a vivere la relazione affettiva
strutture residenziali per anziani non autosufficienti, con i propri congiunti e condividere i progetti di cura con
finalizzate a fornire accoglienza, prestazioni gli operatori.
assistenziali e sanitarie a persone che non sono più in grado All’interno della Piccola Casa sono presenti attualmente
di rimanere al proprio domicilio. tre RSA per anziani: la RSA Beato Pier Giorgio Frassati, la
Negli ultimi anni questi servizi hanno assunto una RSA Annunziata e la RSA Santi Innocenti, per un totale di
sempre più marcata caratterizzazione sanitaria, a causa del 210 posti letto. Queste strutture ospitano persone anziane
mutamento profondo della tipologia degli ospiti e delle non autosufficienti con le varie intensità assistenziali,
loro necessità. Infatti, rispetto al passato, è notevolmente
aumentata la presenza di persone anziane in condizione di
grave dipendenza ed è andato progressivamente riducendosi
il numero di persone autosufficienti. La RSA è un luogo
in cui l’anziano non autosufficiente viene ad abitare e che
diventa la sua casa. Un luogo dove anche i familiari hanno

“ È fondamentale
coniugare qualità
della vita con
qualità delle cure”

12 Incontri n° 1/2020
sr Claudia Calci Bioetica
come prevede la normativa della l’ASL e pertanto possono accogliere
Regione Piemonte (cf. Dgr 45/2012; persone in regime di convenzione.
Dgr 85/2013). Dopo l’ingresso Affinché questo avvenga è necessario
in struttura segue un periodo di attivare la pratica di Unità di
osservazione da parte di tutte le figure Valutazione Geriatrica di zona (UVG)
professionali, al fine di evidenziare che definisce il grado di assistenza
il grado di autonomia della persona. necessaria e che stabilisce l’impegno di
Viene quindi redatto il progetto spesa da parte della ASL di residenza.
assistenziale individuale (PAI), che In tal caso la retta di inserimento
definisce gli obiettivi e gli interventi è metà a carico dell’ASL e metà
personalizzati per ciascun ospite e a a carico del cittadino. È possibile
cui si attengono tutti gli operatori. inoltre l’ingresso in struttura in
L’esigenza di coniugare qualità delle regime privato previa valutazione
cure e qualità della vita dell’anziano di una commissione interna, al fine
impone ai diversi attori organizzativi di attribuire l’intensità assistenziale
di cooperare sulla base di un principio idonea. Per questo tipo di accesso
di interdipendenza, volto a soddisfare la retta è totalmente a carico della
la pluralità dei bisogni dell’assistito. persona, non sono previste priorità
Ogni RSA è chiamata a creare nella lista di attesa o differenze nei
al suo interno condizioni che servizi offerti. In linea con la mission
favoriscano l’integrazione dei “saperi” cottolenghina, che pone particolare
e che delimitano e orientano le attenzione verso gli ultimi e gli scartati
aree organizzative a cui è affidata della società, la delicata gestione della
l’erogazione dei servizi sanitario- lista di attesa è gestita e monitorata dal
assistenziali, alberghieri e sociali. Servizio Sociale della Piccola Casa ed è
Le strutture sono accreditate con unica per le tre RSA. n

Incontri n° 1/2020 13
Bioetica Stefano Di Lullo

Eutanasia e
Suicidio assistito,
di cosa si sta
Gli interventi
di padre Arice parlando
D
opo la sentenza della Corte Costituzionale sul «Alla Piccola Casa», ha detto padre Arice, «ogni vita è
suicidio assistito dello scorso 24 settembre abbiamo preziosa, si fa di tutto perché nessuno si senta abbandonato.
assistito a numerose polemiche ma sono poi state Ebbene, in 192 anni di storia nessun ospite del Cottolengo
poche le occasioni per approfondire: cosa accadrà dopo il ha mai espresso sentimenti di morte. Quando un malato
verdetto di assoluzione per chi collabora al suicidio di persone chiede di morire spesso intende solo dire che non vuole più
gravemente malate? I radicali non fanno segreto di puntare alla soffrire. Dietro al suo grido spesso c’è la sensazione di essere
completa legalizzazione dell’Eutanasia, sul modello olandese. rimasto solo, di non interessare più a nessuno. Ecco, è su
Le organizzazioni di medici e molti osservatori nella Chiesa questo versante che la società civile può impegnarsi molto,
Cattolica si oppongono, stanno suonando l’allarme. L’opinione molto di più».
pubblica assiste, si divide in favorevoli e contrari, senza In un documento scritto insieme all’Arcivescovo mons.
comprendere a fondo i termini della questione. Cesare Nosiglia diffuso nei giorni precedenti la sentenza
Un’occasione per capire di che cosa si sta parlando è padre Arice aveva affermato: «non possiamo accettare
stata offerta a Torino lo scorso 14 ottobre dal dibattito l’idea che il diritto di decidere il tempo del proprio
organizzato dal settimanale della Diocesi torinese «La morire sia proposto come un atto di legittima autonomia
Voce e il Tempo» in collaborazione con il Santuario della personale. La scelta dell’annientamento del sé, infatti, non è
Consolata a cui hanno preso parte il padre generale della espressione di libertà, ma il suo opposto. La libertà, infatti,
Piccola Casa della Divina Provvidenza don Carmine Arice si esprime solo attraverso la vita. È evidente ai più che le
e il medico rianimatore Pier Paolo Donadio che hanno derive eutanasiche, spesso spacciate come forma di pietà,
discusso, e soprattutto chiarito, le delicate questioni di fatto sono una perversione di essa. Ne è anche prova il
sollevate dalla sentenza sul Suicidio assistito. fatto, documentato da numerose inchieste, che il malato
Donadio ha aperto evidenziando il grosso problema di nella assoluta maggioranza dei casi non si rivolge al medico
intendersi sul vocabolario: «l’espressione ‘Eutanasia’», ha per morire ma per guarire o almeno per trovare, con la
detto, «sta confondendo le idee della gente, non dovrebbe dovuta terapia e assistenza sanitaria, sollievo al dolore». n
essere usata; Eutanasia significa ‘buona morte’ e nessuno oggi

“nessun
vuole negare una buona morte ai malati, ci mancherebbe!
La medicina moderna è ormai in grado di togliere ogni
sofferenza, fino alla sedazione profonda. Non c’è bisogno di
In 192 anni di storia
chiedere la morte. Gli elementi di inquietudine riguardano ospite del
invece le aperture al suicidio assistito, all’omicidio di persona
consenziente, e allora chiamiamo le cose con il loro nome. Di Cottolengo ha mai
questo dobbiamo parlare».
Don Arice ha portato l’esperienza tutta diversa della Piccola
espresso sentimenti
Casa che si fa carico delle vite più fragili e abbandonate, quelle di morte”
di fronte alle quali la società civile è tentata di arrendersi.

14 Incontri n° 1/2020
PROGETTI
COTTOLENGHINI
Il dono carismatico riversato da Dio nel cuore del Cottolengo, travalica le mura e i confini della Piccola Casa...

Una scuola
per tutti Verona

ITALIA
La Scuola San Luigi è un’espressione della più vasta
opera “Piccola Casa della Divina Provvidenza”, fondata a
Torino da San Giuseppe Benedetto Cottolengo nel 1828. CODICE
Si impegna a essere attenta e a prendersi cura di tutti i PROGETTO
bambini, in particolare di chi è più in difficoltà, a partire
dai bisogni e dalle esigenze di ciascuno, e a favorire
09
esperienze di scambio, di condivisione, di accoglienza e di
aiuto reciproco: Scuola dell’infanzia
- seguendo l’intuizione carismatica di San Giuseppe Paritaria “San Luigi”
Cottolengo, che ha insegnato a promuovere la dignità Pescantina (VR)
di ciascuno nella sua originalità e diversità e a vivere lo
spirito di famiglia costruendo relazioni di reciprocità, di DONA E SOSTIENI
gratuità, di condivisione, di fraternità. (cfr. Mission n. 3); 1. Offri un contributo per la retta mensile
- secondo quanto emerge nelle Indicazioni Nazionali 2012: a una famiglia in difficoltà.
“La scuola dell’infanzia si presenta come un ambiente 2. Provvedi alle risorse didattiche ed educative adatte ad
protettivo, capace di accogliere le diversità e di accogliere bambini con disabilità.
promuovere le potenzialità di tutti i bambini, che fra i
tre e i sei anni esprimono una grande ricchezza di bisogni
ed emozioni…”;
- in linea con quanto viene ribadito nelle Raccomandazioni
del Consiglio 2018, relative alle competenze chiave:
“Ogni persona ha diritto a un’istruzione, a una
formazione e a un apprendimento”.
Nella Scuola S. Luigi ci si impegna perché bambini con
qualsiasi tipo di difficoltà o svantaggio possano trovare
accoglienza privilegiata, valorizzazione delle proprie
capacità e occasioni di crescita, secondo le proprie
possibilità, in un clima di famiglia.
La quotidianità delle esperienze condivise a scuola, tra pari
e con gli adulti di riferimento, è lo spazio privilegiato per
favorire l’inclusione, nella consapevolezza che a trovarne
beneficio sono sempre tutti i bambini.
Non sempre le famiglie possono scegliere la scuola che
desiderano per il proprio figlio.
Se vuoi, puoi dare il tuo aiuto!

“I genitori hanno il diritto di priorità nella scelta del genere


di istruzione da impartire ai loro figli”
Dichiarazione Universale
dei Diritti dell’Uomo, art. 26

PER LE DONAZIONI INDICARE CORTESEMENTE IL CODICE E/O IL TITOLO DEL PROGETTO


PROGETTI COTTOLENGHINI

Un medico per la
Fundación Manabì
ECUADOR

Cottolengo AMERICA
LATINA
L’Ecuador è uno degli stati meno estesi dell’America del
Sud; è un paese multietnico e multiculturale nel quale gran
parte della popolazione vive in condizioni di povertà.
Manta è una città dell’Ecuador di 226.477 abitanti
situata nella Provincia di Manabí. Dal 2000 le Suore
Cottolenghine prestano la loro attività a beneficio della
popolazione più bisognosa. Nel barrio “Los Geranios”
è presente la “Fundacion Cottolengo”, situata a 6 km
dal barrio Santa Marta, dove si trova la comunità delle
suore. CODICE
La struttura sanitaria “Fundación Cottolengo” si sostiene PROGETTO
grazie alla Divina Provvidenza, che si serve dell’azione
caritativa locale e internazionale. 10
La struttura è l’unica in Ecuador ad occuparsi di malati
terminali nella forma di hospice per patologie neoplastiche Aiutaci a sostenere il prezioso e
e AIDS, superando ogni forma di discriminazione, fondamentale impegno giornaliero di un
isolamento e abbandono dei poveri. Gli ospiti attuali sono medico presso la “Fundación Cottolengo”
90, con diverse patologie: neurologiche, Alzheimer, AIDS,
neoplastiche, post ricovero, lungodegenza. Pertanto è Il progetto consiste nella possibilità di sostenere la presenza
necessaria la presenza continua di un medico, tenendo in di un ulteriore medico nella struttura, per garantire la
considerazione la serietà delle patologie che ognuno dei continuità dell’assistenza.
pazienti presenta. La responsabile del progetto è Suor Mary Soshiyath.

PER LE DONAZIONI INDICARE CORTESEMENTE IL CODICE E/O IL TITOLO DEL PROGETTO


PROGETTI COTTOLENGHINI

Un laboratorio
di sartoria
in Tanzania AFRICA

A Kisarawe in Tanzania la Comunità delle Suore, con


illimitata fiducia nella Divina Provvidenza, ha avviato,
per le giovani donne del posto, un laboratorio di Sartoria
che assicura loro la possibilità di una vita dignitosa, di TANZANIA
esprimersi nell’arte del cucito e di offrire un aiuto concreto
alle famiglie.
Il servizio di Sartoria aiuta le ragazze in difficoltà
economica a trovare delle opportunità di lavoro. La
maggior parte, infatti, abbandonando precocemente
il percorso di studi, si trova presto a formare una CODICE
nuova famiglia senza avere la possibilità di sostenersi PROGETTO
economicamente.
Nel laboratorio di sartoria è previsto l’inserimento di 15 11
donne, spesso a titolo gratuito (molte non riescono a
contribuire alla retta mensile), guidate da un insegnante,
figura fondamentale per apprendere le tecniche del taglio Se vuoi, puoi dare il tuo aiuto!
e cucito.
I corsi sono finalizzati anche ad un inserimento lavorativo
ovvero all’apertura di attività in proprio di micro-laboratori DONA E SOSTIENI
sartoriali. 1. Sostieni il corso di formazione di formazione per una
Se volete aiutare queste giovani donne a “ri-cucire” il loro futura sarta
sogno e il loro futuro, indicate il codice 11 identificativo 2. Dona un KIT per Sartoria (forbici, ago, filo, stoffe,
del progetto nella causale della donazione. bottoni, etc.)

PER LE DONAZIONI INDICARE CORTESEMENTE IL CODICE E/O IL TITOLO DEL PROGETTO


PROGETTI COTTOLENGHINI

VRC - Vocational
Rehabilitation
Center INDIA
“Cottolengo Education and Charitable Society” (CECS)
è un’organizzazione fondata nel 1996 a Ernakulam
(Kerala, stato del sud dell’India). È composta da sacerdoti
cottolenghini e da laici che operano unitamente per il bene
dei poveri e bisognosi. Recentemente ha istituito un centro
operativo a Nilambur nel distretto di Malappuram (nord
del Kerala).
CODICE
L’obiettivo specifico dell’iniziativa è offrire una formazione
Nilambur PROGETTO
12
professionale a studenti diversamente abili nella fascia di
età compresa tra i 18 i 35 anni, finalizzata all’inserimento
nel mondo del lavoro, coinvolgendo anche le loro famiglie.
Si prevede di ammettere 25/30 studenti per ogni corso
di formazione. La formazione sarà fornita da insegnanti
Insieme possiamo trasformare
qualificati con la cooperazione di altri operatori. I sacerdoti
il sogno in realtà
cottolenghini garantiscono il coordinamento.
Durante la formazione verranno effettuate valutazioni aprirà la strada ad un miglioramento delle condizioni di
periodiche e verrà fornito, ai partecipanti, un certificato di vita sia degli studenti che dei loro familiari.
frequenza al termine del percorso.
Si prevede anche la frequenza ai laboratori occupazionali,
sempre gestiti da personale competente, finalizzati
all’inserimento lavorativo (es. sartoria, ricamo, rilegatura
libri, informatica, cucina, fabbricazione di candele,
preparazione del sapone, cucina, agricoltura sociale,
meccanica, etc).
I risultati attesi sono l’integrazione sociale e lavorativa
di giovani con disabilità attraverso numerosi servizi di
supporto: collegamento con i potenziali datori di lavoro
e aziende per trovare un’occupazione; intermediazione
con istituti di credito disponibili a sostenere, attraverso la
modalità del micro-credito, le nuove imprese. DONA E SOSTIENI
Un centro di formazione professionale con riabilitazione e 1. L’acquisto di libri, computer e arredi idonei per le aule
laboratori occupazionali dotato di strutture adeguate per didattiche.
ragazzi affetti da disabilità, per la Comunità di Nilambur, 2. Offri un contributo per la famiglia di un giovane con
è un sogno a lungo desiderato. L’allestimento del centro disabilità

PICCOLA CASA FONDAZIONE COTTOLENGO ONLUS


DELLA DIVINA PROVVIDENZA IBAN IT16 T030 4801 0000 0000 0085 070
COTTOLENGO c/c N. 62153184
via Cottolengo, 14 - 10152 Torino Codice Fiscale 97656390016
t. 0115225658
n° verde 800121952 (in questo caso, preghiamo di inviarci
IBAN IT52 X030 6909 6061 0000 0062 850 insieme al suo indirizzo
c/c postale N. 20956108 anche il suo Codice Fiscale
donazioni.cottolengo.org dato necessario per la ricevuta)

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Teresa Dalle missioni

Suggestioni
sulla Giornata
missionaria
cottolenghina
Il missionario è colui
che porta benedizione

S
uor Luisa mi ha chiesto di scrivere qualche riga sulla
giornata del 26 ottobre. Eccomi allora a scrivere
mentre mi preparo alla partenza con mio marito per
la Missione di Nairobi, cercando di lasciare borse e bisacce,
pronta a pormi “a piedi nudi” in mezzo a nuovi fratelli!
La giornata missionaria cottolenghina si è aperta con
tre doni stupendi: gli interventi – testimonianze di suor
Rosanna Gerbino, di Juri Nervo e Chiara M.
Per fortuna non mi è stato chiesto di riassumere le loro parole,
bensì di raccontare ciò che mi ha più toccato il cuore. Ecco
allora che mi lascio cullare dal ricordo di quelle ore e subito
mi nasce un’immagine ripensando all’intervento iniziale di
suor Rosanna: la figura di Maria grande missionaria, che porta
dentro di sé la Missione e la custodisce.
«Il missionario», ha affermato la suora biblista «è un uomo che
porta benedizione, fraternità e liberazione, un bell’impegno!
Ma sicuramente con una certezza, che è ciò che Dio aveva già
promesso a Geremia: “Io sono con te per proteggerti”». e donne fuori della camera; sotto la zanzariera il silenzio di
Il missionario è anche colui che sa scomparire, proprio come pace, come abbracciato da una presenza.
fa Filippo dopo l’evangelizzazione dell’Etiope. Mi è piaciuto Infine al termine della mattinata, abbiamo ascoltato
ascoltare questo aspetto, poiché spesso si cade nell’errore di la testimonianza di Chiara, che in missione vive
non poter essere sostituiti o di non poter andare via da una costantemente a motivo della sua disabilità. Una missione
missione in terra lontana; invece Gesù ci insegna che Lui che le ha fatto chiedere a se stessa “che senso ha la mia
resta e il compito è portarLo e donarLo con gioia. vita?”. Una missione che non voleva; ma nonostante tutto
A queste figure belle ed esemplari è seguito poi l’intervento lei c’è e si è fatta dono con il racconto della sua vita a noi
di Juri Nervo, giovane che tra le attività sociali avviate ha tutti. Scontrarsi con il limite e la finitudine umana è sempre
anche fondato l’Eremo del silenzio, luogo di eremitaggio qualcosa di intenso, ma che ti può rendere anche più
urbano all’interno dell’ex carcere “Le Nuove” di Torino. Mi amabile ed è questo che ho percepito dalla voce di Chiara:
ha affascinato la sua continua ricerca di senso e il coraggio quello di essere una donna amata da Dio! Con il cuore così
di stare in Silenzio per sentire la voce di Dio. ricco e rinnovato da esperienze nuove, abbiamo poi vissuto
Ascoltando le sue parole pensavo ai miei momenti il pomeriggio tutti insieme tra musica e canti, insieme alle
di silenzio… tanti momenti di silenzio rumoroso e note della Banda di Coassolo, profumi di castagne, stand
tormentato, gonfio di interrogativi; ma poi la testa e il colorati e vino dolciastro.
cuore sono andati ad esperienze lontane: camerette di La presenza degli Ospiti della Piccola Casa ha poi coronato
missioni spoglie di tutto ed io sotto la mia zanzariera, la giornata: hanno portato profumo di libertà e gioia!
trasformata in cappella. Rumori di vita, di festa, di uomini Deo gratias! n

Incontri n° 1/2020 19
Testimonianza dalle Missioni Francesca

AMATE… MA ANCHE
LASCIATEVI AMARE
Testimonianza dalla
missione cottolenghina
di Nairobi

F
È incredibile come delle piccole cose
rancesca, una giovane infermiera possano darti così tanto.
laureatasi presso la facoltà di Suor Luisa prima di partire ci aveva
Infermieristica del Cottolengo di detto “amate... ma anche lasciatevi
Torino, lo scorso giugno è partita con tanto amare”. E così è stato. Siamo
il papà Renato alla volta del Nairobi stati tanto amati da tutti quei bambini
Center, una missione cottolenghina che che ogni volta che ci vedevano è come
accogle bambini affetti da HIV. se ci vedessero per la prima volta.
In questa terra rossa abbiamo
Gratitudine è la prima parola che imparato a disimparare alcune cose per
mi viene in mente per riassumere la come le abbiamo sempre sapute.
nostra esperienza in terra d’Africa. La Qui in Africa non puoi avere fretta e i
nostra giornata iniziava con la Santa bambini ridono e giocano per strada.
Messa e confesso che è stato il fulcro In questa terra si è felici per le piccole
che ha accompagnato questa nostra cose che in Italia invece diamo per
esperienza. Partecipare insieme alle scontate.
suore ai momenti di preghiera è ciò Abbiamo sentito nel cuore che è bello
che ci ha tenuti in piedi e permesso di uscire dai nostri confini perché si
essere gioiosi e grati nella quotidianità sperimenta che negli ultimi si incontra
nonostante le fatiche. Dio. Eravamo come addormentati
Il primo giorno di servizio è stato prima di partire e questo viaggio ci
molto duro emotivamente. Non si ha aiutati a risvegliarci e a riscoprire
è mai preparati per una realtà così l’essenza della vita che ora cerchiamo
diversa dalla nostra, ma allo stesso di testimoniare. n
tempo aveva un grande senso essere lì.
Il fatto di vedere tanti bambini
orfani, a me come donna, spezzava il
cuore nonostante fossimo in molti a
prendere in braccio e coccolare quei
piccoli tanto fragili.
Una bambina di due anni, giunta
denutrita al centro, dopo alcuni
giorni, grazie alle cure delle suore e
delle “mamme”, ha iniziato a fare i
suoi primi passi. Non posso descrivere
la gioia che abbiamo provato! Eravamo
così contenti di poter essere testimoni
di una conquista così importante per
quella bambina!
Un’altra bella emozione l’ho provata
sentendo pronunciare il mio nome.

20 Incontri n° 1/2020
Beatrice Bertot Volontariato AVC

premiata
UNA VOLONTARIA
COTTOLENGHINA
Assegnato il premio
“In silenzio per gli altri”

I
l Comune di Torino l’8 dicembre ha consegnato il premio
“In silenzio per gli altri” alla nostra volontaria Beatrice
Bertot. Ogni anno questo premio viene rilasciato come
riconoscimento a chi opera nel mondo del volontariato.
Pubblichiamo qui di seguito la sua testimonianza di 45 anni
di silenzioso servizio nella Piccola Casa.

Veramente mi sto rendendo conto che l’ho combinata


grossa il giorno in cui sono entrata per quella porticina
dove c’era scritto “Piccola Casa della Divina Provvidenza
Cottolengo”: sono rimasta intrappolata da un incantesimo
che spero non abbia fine.
Ora per me la Piccola Casa è la mia casa; del resto una
volta incontrato Gesù non si può fare a meno di amarlo,
soprattutto riconoscendolo nei più poveri o ammalati.
Dio è entrato nella mia vita, nel mio modo di pensare,
vedere e agire: una rivoluzione!
Ripensando al passato, ricordo che per le strade della
Piccola Casa arrivavo in cucina e trovavo tante sorelle
anziane attorno a un tavolo che pregavano e pulivano le
verdure e poi, che meraviglia, quando dai tondi pentoloni rosario e una preghiera mi raccontavano la loro vita,
usciva una calda e profumata minestra! lunga, faticosa ma serena, vissuta con tanto amore per
Certe volte proseguivo il cammino fino al cortile Santa Trinità i poveri. Camminando ancora un po’ sono arrivata in
da dove arrivavano il profumo e la fragranza del pane e dei Ospedale al reparto suore ammalate dove ho potuto
grissini freschi: spesso ho gustato quei grissini così croccanti! stare accanto a molte sorelle nell’ultimo tratto del loro
Altri pochi metri e arrivavo in lavanderia, dove ogni giorno cammino: la loro fede era forte e profonda, pur provata
quintali di biancheria venivano lavati. Qui trovavo alcune dalla sofferenza ma tutta donata a Lui, nella speranza di
suore silenziose, parecchi ospiti e fratelli, tutti in operoso ritrovarci tutti in Paradiso.
servizio. Tutta la Piccola Casa è in movimento! Grazie anche a loro la mia vita è stata trasformata. Ho
Nei miei lunghi anni di volontariato ho fatto esperienza in incontrato l’amore che non delude mai, quello di Dio.
vari reparti. Nel tempo ho potuto sperimentare tutta la mia Ora sono tranquilla e serena, felice di far parte di questa
impotenza e fragilità, talvolta anche con rabbia e pianti, ma grande bella famiglia cottolenghina. Qui il soffio dello
anche tanta pace e speranza. Spirito è capace di cambiare il cuore alle persone…
Nel servizio alle suore anziane ho percepito che tra un Deo gratias” n

Incontri n° 1/2020 21
Santi e Beati i Postulatori

L’umanità
ricca di virtù
del Beato
Fratel Luigi
L
a prestanza fisica di Fratel tutti con tanta pazienza; era di animo
Luigi non passava inosservata delicato, gentile, generoso. Schivava ogni
quando attraversava le corsie riconoscimento ed ogni riconoscenza.
dell’Ospedale o i cortili della Piccola Compiva il proprio dovere come la cosa
Casa: una figura imponente, originale, più naturale del mondo, e scompariva
che attirava lo sguardo dei presenti. senza neppure sognarsi che qualcuno gli
Alcuni testimoni erano impressionati dovesse qualcosa.
dal suo comportamento equilibrato, Ci viene da pensare che tutte queste
stabile, assiduo e modesto; ammirati belle virtù umane presenti in Fratel
dalla grande bontà e laboriosità; Luigi siano frutto della grazia divina
colpiti dal suo desiderio di apprendere, che egli stesso si meritava con la
di sapere qualsiasi nozione o tecnica preghiera che abbondantemente
che potesse migliorare il suo servizio al ogni giorno sgorgava dal suo cuore
malato o al povero. innamorato di Dio. n
Uomo di poche parole, ascoltava Fratel Ernesto Gada

Sull’esempio
di Suor Maria
Carola

S
ono ancora vivi il ricordo e la tanto semplice quanto intrepida, alla ha donato la sua fede ai kenyani
fama di santità tra le consorelle, Chiesa e alla società, oggi? e condiviso con loro la gioia della
nel paese natale di Cittadella Suor Maria Carola si è totalmente scoperta di Cristo, unico Salvatore
(PD) e nel lontano Meru, Kenya, di donata, ricordandoci che la vera dell’uomo. Non è quanto hanno
questa missionaria del Vangelo, che con ricchezza consiste proprio in questo fatto i primi cristiani, che, aprendosi
l’ardore della carità, proprio del carisma aprirsi all’altro, accogliendolo e al mondo, hanno potuto diffondere
del Santo Cottolengo, si spese fino a amandolo come se stessi. L’amore la Buona Novella? n
dare la vita. Cosa può dire questa suora, l’ha portata fino in Africa dove Sr Antonietta Bosetti

22 Incontri n° 1/2020
Il Beato
Paleari
e la bellezza
Dare la vita nel quotidiano

N
ell’80° anniversario della morte l’urna con le
spoglie del beato Francesco Paleari, sacerdote
cottolenghino, ha compiuto una peregrinazione
dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino
a Pogliano Milanese, città natale. Il corpo del beato è
rimasto esposto alla venerazione dei fedeli presso la chiesa
parrocchiale del Comune lombardo per diversi giorni.
Il “Beato è qui” è stato il titolo del ricco programma di
appuntamenti che ha coivolto non solo i parrocchiani
di Pogliano ma anche numerosi gruppi di pellegrini
provenienti dalla diocesi di Milano.
Domenica 15 settembre il padre generale della Piccola
Casa della Divina Provvidenza don Carmine Arice ha
presieduto la Messa solenne a Pogliano e nell’omelia ha
sottolineato “la profezia del Paleari”: “Don Francesco ha
saputo essere straordinario nell’ordinario. Sarebbe difficile chiamato a scegliere un’altra strada. Non ci si può limitare,
oggi girare un film sulla vita del beato Paleari in quanto la sua in questa nostra epoca così disincantata, a deplorare e
esistenza non è caratterizzata da episodi eccezionali. Eppure denunciare le brutture, a parlare di giustizia, doveri, bene
ha saputo farsi santo nel vivere il suo ministero di sacerdote, comune, programmi pastorali ed esigenze evangeliche.
in particolare nella pastorale dell’ascolto alla Piccola Casa, in Occorrono piuttosto cuori che facciano esperienza di quella
Seminario, nei suoi numerosi servizi nella Diocesi di Torino, carità che dona con gioia, che sa irradiare la bellezza di
sopratutto come vicario episcopale per la vita consacrata”. una vita avente come fondamento l’amore del prossimo,
Scriveva San Paolo: “Completo nella mia carne quello che bellezza che rapisce i cuori e li porta a Dio. Caratteristiche
manca ai patimenti di Cristo, a favore del Suo corpo che è la che il Beato Paleari ha vissute in pieno.
Chiesa”. (Col 1,24) Il grande desiderio del Beato Paleari Nel servizio si diventa “eucaristia” per l’altro, ci si
era quello di strappare in qualche modo a Dio le grazie immedesima con lui, se ne condividono le gioie, si soffre
di conversione, non soltanto con la sua preghiera, ma insieme. n
col sacrificio di tutta la sua vita. Quel “completare”, ossia Don Pasquale Schiavulli
“dare la vita” che Gesù chiede, non si compie soltanto con
l’effusione del sangue, ma anche nei tanti piccoli gesti del
quotidiano, sempre al servizio degli altri. Nel servizio si
diventa “eucaristia” per l’altro, ci si immedesima con lui, se
ne condividono le gioie, si soffre insieme, si impara a pensare
con la sua testa, a sentire con il suo stesso cuore, a guardare
dal medesimo punto di vista, in una parola: a viverne la stessa
vita. Per il Beato Paleari essere sacerdote ha significato essere
capace di morire a se stesso per tutti. Alla profonda cultura,
specie filosofica, anteponeva sempre l’essere amore.
Vero formatore del giovane clero, di lui diversi testimoni
hanno affermato che avesse doni di preveggenza e quindi
incoraggiava nel cammino della vocazione i timorosi,
aiutava a guarire dagli scrupoli, illuminava chi non era

Incontri n° 1/2020 23
PROSPETTIVE
PER L’OSPEDALE
COTTOLENGO
Nuove frontiere per una sanità a misura d’uomo

I
l Presidio Cottolengo, nel continuare la propria opera
come centro di riferimento fondamentale per alcune
patologie, vedasi lo sviluppo significativo dell’attività nel
campo dell’oncologia e dell’ortopedia, intende rivolgere una
“ Due nuovi ambiti
di attenzione
particolare attenzione a due settori, il campo delle malattie
neurodegenerative ed il sostegno alla disabilità. per le persone
Su queste due nuove frontiere il Presidio ospedaliero
Cottolengo, perseguendo i valori della missione affidata con demenze e
dal Santo, intende impegnarsi e proseguire sulla strada
di una sanità a misura d’uomo e costruita sulla centralità
disabilità”
della persona. La centralità dell’individuo e la profezia di
speranza sono valori fondamentali del mondo della salute,
come segno di una comunità ospitale e garanzia di un
diritto che è dono esclusivamente dedicato alla persona.
Solo un riconquistato senso della comunità può porre
un argine alla deriva di un individualismo troppe volte
coniugato in egoismo, che fa purtroppo dimenticare il
dovere inderogabile per ogni cittadino, sancito dal citato
articolo 2 della Costituzione, di solidarietà sociale.
Oggi le demenze, cioè il declino progressivo e globale delle
funzioni cognitive ed il deterioramento della personalità
e della vita di relazione, colpiscono l’8% delle persone
ultrasessantacinquenni e fino all’80% degli ultraottantenni.

24 Incontri n° 1/2020
Avv. Gian Paolo Zanetta Ospedale News
rete dei servizi, sulle strategie di
prevenzione primaria e secondaria del
fenomeno delle demenze, orientate
verso la modifica degli stili di vita e dei
fattori di rischio cardiovascolari.
Il secondo ambito di attenzione deve
riguardare la disabilità, che deve
ritrovare nell’attenzione della società,
al di là delle manifestazioni esteriori,
reali ambiti di solidarietà, anche
all’interno delle strutture sanitarie,
quali ad esempio percorsi, orari per
prestazioni e spazi dedicati, attenzione
per le esigenze delle famiglie, risposte
Il calvario del paziente affetto da immediate e cura della persona.
Alzheimer può trascinarsi per anni, Dobbiamo farci carico di un problema
ma l’ulteriore dramma è rappresentato che sta diventando epocale, agendo
dalle conseguenze psicologiche e dai e sollecitando un piano straordinario
costi devastanti a carico dei famigliari nazionale di intervento che garantisca
e delle persone loro vicine. sia strutture sia supporto territoriale
Lo Stato, con il Piano Nazionale e domiciliare per le persone malate e
demenze e la Regione Piemonte, con le loro famiglie, vicinanza, sostegno
la Costituzione, presso le singole ASL, psicologico, affiancamento. Ciò che
del Centro per i disturbi Cognitivi e si spende si recupera in termini di
Demenze, hanno avviato un percorso convivenza civile e di risposta ad un
di intervento significativo, ma il peso dovere di solidarietà sociale.
prevalente è rimasto sulle famiglie, Giuseppe Mazzini, ne “i Doveri
nonostante buona volontà pubblica, dell’uomo” diceva:” Solo attraverso
con risorse scarse, ed iniziative private, l’educazione al dovere si può arrivare a
soprattutto da parte del mondo comprendere che lo scopo della vita è
cattolico. di rendere se stessi e gli altri migliori,
Diventa quindi fondamentale una combattere l’ingiustizia a beneficio
grande capacità di progettare approcci dei fratelli non è soltanto esercitare un
terapeutici non farmacologici e diritto ma un dovere”
lavorare sugli aspetti assistenziali Essere cittadini comporta
dei malati e dei loro famigliari, sulla responsabilità verso il prossimo. n

Incontri n° 1/2020 25
ORBASSANO,
20 ANNI DELLA CHIESA
COTTOLENGO
I giorni della festa

L
a parrocchia San Giovanni Battista di Orbassano
dal 10 al 13 ottobre ha festeggiato i vent’anni dalla
consacrazione della chiesa dedicata a san Giuseppe
Benedetto Cottolengo.
“Consacrazione
Ancora prima della
della
La chiesa, voluta dall’allora parroco don Giuseppe Allanda Chiesa intitolata
e successivamente costruita da mons. Gabriele Mana, al Cottolengo le
oggi Vescovo emerito di Biella, fu consacrata dall’allora
Arcivescovo di Torino Severino Poletto il 10 ottobre
suore cottolenghine
prestavano servizio in

1999. La costruzione del nuovo edifico religioso si rese
necessaria in quanto la vicina chiesa di San Rocco non parrocchia
era più sufficiente a contenere la comunità del quartiere
popolare in forte aumento. breve introduzione del parroco don Dario Monticone,
Nacque dunque il quarto centro pastorale dell’unica che ha ricordato come ad Orbassano, ancora prima della
parrocchia orbassanese, la più estesa della Diocesi di Consacrazione della Chiesa intitolata a S.G.B. Cottolengo,
Torino, che oggi conta 27 mila abitanti: oltre alla le Suore cottolenghine prestavano servizio nella Casa di
chiesa parrocchiale San Giovanni Battista sono presenti riposo, nella Scuola materna e nella pastorale familiare e
la chiesa di Santa Maria, la chiesa di Gesù Salvatore nelle attività caritative della parrocchia.
(frazione Pasta di Rivalta) e, appunto, la chiesa del Il Padre generale della Piccola Casa ha poi offerto alcuni
Cottolengo. Ad Orbassano operava già da tempo una riferimenti importati sulla vita del santo Cottolengo
comunità di suore del Cottolengo che oggi continua a ed utilizzarli come provocazione: «La sua straordinaria
prestare servizio in parrocchia. intuizione», ha sottolineato, «è stata quella di comprendere
Ha aperto le celebrazioni giovedì 10 ottobre il padre di cosa hanno bisogno i poveri: di cura e di competenze,
generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza don della cura nella sua interezza di corpo e anima, compresi
Carmine Arice. Il suo intervento è stato preceduto da una i bisogni più profondi di ogni creatura: quelli spirituali.

26 Incontri n° 1/2020
Federica Marostica Dalle case

Potremmo osare e dire che anche immigrati, tema che fa rumore,


in questo il Cottolengo è stato un eppure gli anziani in Italia sono
antesignano, perché oggi si parla molto più numerosi e sono invisibili.
tanto di cura della persona nella sua Per dare qualche numero, gli anziani
interezza attraverso il cosiddetto con patologie neurodegenerative
approccio olistico». oggi sono 1.300.000 persone
La famiglia carismatica e nell’anno 2040 le proiezioni
cottolenghina oggi deve rispondere indicano che saranno 4 milioni
alla domanda: «Chi sono gli scartati gli anziani affetti da tali patologie.
del nostro tempo?”. Sempre i numeri ci dicono che
«Le cronache dei giornali», ha detto le RSA ad oggi presenti in Italia
padre Arice, «ci raccontano degli possono soddisfare solo 350.000

richieste di presa in carico. E


poi ci sono i malati mentali, gli
indigenti (cenno sulla “recente”
nascita dell’Ambulatorio Granetti).
Rispondere carismaticamente
vuol dire rispondere alle esigenze
di oggi. Per mezzo delle opere e
dobbiamo poi essere promotori della
vita attraverso il riconoscimento
incondizionato della dignità della
persona nella sua interezza quale
bene irrinunciabile».
Sabato 12 ottobre alle 21 si è tenuto
l’incontro in musica e parole a cura
del coro “Deo gratias”. Alla serata
ha preso parte anche mons. Marco
Arnolfo, Arcivescovo di Vercelli, già
parroco di Orbassano.
L’apice delle celebrazioni domenica
13 ottobre alle 11.30 con la S. Messa
solenne, presieduta dal parroco Don
Dario Monticone e concelebrata
da Don Eugenio Cavallo, sacerdote
cottolenghino, a cui ha partecipato
larga parte della Comunità ed un
nutrito gruppo di Suore cottolenghine
giunte da più parti. n

Incontri n° 1/2020 27
Dalle case aggregata Federica Marostica

Storia e
testimonianza di
una comunità

Le suore del Cottolengo


ad Orbassano

I
l 13 novembre 1997 nella Comunità parrocchiale di
Orbassano viene inaugurato il Centro religioso dove
ora è situata la Chiesa Cottolengo ed è proprio questo il
giorno in cui due Suore cottolenghine, Sr. Maria Colombo
e Sr. Ambrogina, iniziano la loro missione in questa terra,
dove nell’anno 2001 si aggiunge Sr. Enrica.
Nell’allora Centro religioso si svolgevano visite ai malati e ai
bisognosi, attività di Oratorio e si è avviato il catechismo.
Il 10 ottobre 1999 con immensa gioia è stata inaugurata
la Chiesa del Cottolengo e le attività sono proseguite,
aprendosi alle necessità della comunità che stava crescendo.
Attualmente sono circa oltre cinquemila le persone che
fanno riferimento alla Chiesa Cottolengo.
Testimonianza
Quando siamo arrivate ad Orbassano il quartiere in cui
adesso è situata la Chiesa Cottolengo era in fase di sviluppo,
un cantiere in continua evoluzione. Anche i volontari sono sempre stati presenti e hanno preso
Abbiamo incontrato persone aperte al dialogo e accoglienti, parte alla missione.
abbiamo assistito alla crescita delle famiglie. È stata una vera Il nostro augurio è che le persone della nostra Comunità
gioia poter condividere con loro sia le situazioni di fraternità siano sempre più aperte e accoglienti le une verso le altre,
che di dolore, poter pregare insieme. In modo particolare il accogliendo Cristo nel loro cammino, per essere Comunità
catechismo ha favorito la crescita delle relazioni. insieme. n

28 Incontri n° 1/2020
don Lino Piano Storia

BORGO DORA,
PRIMA SEDE DELLA
PICCOLA
CASA
Da un piccolo caseggiato
una grande città della carità

D
opo la chiusura forzata Le testimonianze sono concordi
dell’“Ospedaletto”, Giuseppe nell’affermare che la prima casa
Cottolengo non si scoraggia affittata dal Cottolengo in Borgo Dora
e sempre a Torino, in zona Valdocco fu da lui denominata “Casa della
(l’attuale sede centrale), dà inizio Divina Provvidenza” e che in seguito
alla “Piccola Casa della Divina fu adibita a farmacia della Piccola
Provvidenza”. Acquista alcuni locali Casa, nonché ad alloggio e refettorio
per ospitare nuovi malati e, ogni volta dei sacerdoti.
che se ne presenta la necessità, accoglie La Casa constava di sotterraneo con
le persone bisognose creando locali due cantine, il piano terreno, il piano era garantita da un pozzo.
appositi, senza pensare assolutamente superiore e soffitte. La nuova sede era stata aperta il 27
alla disponibilità di risorse per Al piano terreno sei camere, tra le aprile 1832. A tale proposito scrive il
sostenerle, confidando solo nella quali si trovava una scala in cotto, con Gastaldi: «Il 27 aprile del 1832 cadeva
Divina Provvidenza. la ringhiera di ferro, che conduceva al in sabato», mentre tal giorno era un
Si apprende dall’allora libro dei conti piano superiore, composto anch’esso venerdì. Che nome dare alla nascente
che in data 12 luglio 1832 «pel primo di sei camere, con balcone in pietra istituzione? Il teologo Costamagna
quartiere d’affitto della casa del Sig. e munito di ringhiera in ferro. Da afferma che «si decise di intitolarla
Avvocato Farinelli» il Cottolengo pagò ultimo, sei soffitte plafonate. Il tetto Piccola Casa della Divina Provvidenza
Lire 250, l’equivalente di tre mesi, era a tegole sostenute da travature di sotto gli auspicii di S. Vincenzo de’ Paoli»,
per il primo fabbricato nel quale ebbe larice e i canali di scarico dell’acqua in riferimento al santo francese, il cui
inizio la Piccola Casa. Ma come si piovana erano di latta. Un muretto esempio ebbe sempre una particolare
presentava questa casa? cingeva il cortile, dove l’acqua potabile risonanza nel Cottolengo. n

Incontri n° 1/2020 29
IL LIBRETTO
DELLE
PREGHIERE
Il primo e più importante
lavoro alla Piccola Casa

L
a preghiera, l’adorazione, il servizio gratuito compiuto in parti: Atto di adorazione, atto di offerta alla SS. Trinità,
spirito di fede e per amore di Cristo sono il fondamento invocazione a Maria Santissima e a S. Vincenzo de’ Paoli.
della Piccola Casa. Nonostante molti considerino il Seguivano le preghiere comuni del cristiano: il Pater, l’Ave
Cottolengo solo come una delle tante realtà assistenziali, nella Maria, il Credo, i comandamenti di Dio, i precetti della
PC è invece la spiritualità nel nome di Cristo a pervadere ogni Chiesa, la Salve Regina, l’Angele Dei, l’invocazione: O
momento, ogni gesto ed ogni azione nella sua quotidianità. cuor purissimo di Maria Vergine Santissima ottenetemi da
Alla Piccola Casa si cerca di vivere quello che il Santo era Gesù la purità ed umiltà di cuore; due Ave Maria agli occhi
solito ripetere ai suoi: “il primo e più importante lavoro alla purissimi di Maria Vergine; gli atti di fede, speranza e carità
Piccola Casa è la preghiera”. In questo numero approfondiremo e di contrizione; la giaculatoria: “Sia benedetta la santa ed
i contenuti del “primo libretto delle preghiere” utilizzato dalle Immacolata concezione della Beata Vergine Maria”.
suore per adempiere a questo “importante lavoro”.

“stata
Nei primi mesi del 1839 il Cottolengo fece mettere per
iscritto, dall’avvocato Giuseppe Carlo Vespasiano Biandrà
(ordinato sacerdote nel 1842), le preghiere e gli altri esercizi
La preghiera sarà
di pietà da compiersi nella Piccola Casa. povera sotto
A pagina tre di questo libretto si legge: “Dato il segno della
campana onde adunarsi in cappella e cantato l’inno della l’aspetto letterale,
Santissima Trinità con l’orazione ‘Omnipotens sempiterne
Deus’, si dà principio alle orazioni tenendo l’ordine e la forma
ma certamente
seguente...”. Dopo il segno della Croce si dice il “Vi adoro” ricca di fede”
composto dal Cottolengo, una preghiera suddivisa in tre

30 Incontri n° 1/2020
sr Milvia Molinari Sul filo della Memoria
Alla meditazione era dedicata circa semplici, privati e temporanei; 16
mezz’ora, preceduta dal Veni Creator luglio si celebrava con solennità la
e seguita dalla recita dell’intera festa della Madonna del Carmine;
corona del Rosario con i quindici il 19 luglio si solennizzava la festa di
misteri e le litanie della Madonna, San Vincenzo de’ Paoli, protettore
che si cantavano in chiesa, ogni sabato, principale della Piccola Casa; nella
domenica e feste di Maria. prima domenica di ottobre si celebra
Successivamente venivano indicate le la festa della Madonna del Rosario.
preghiere da recitarsi alla sera, fra le Il libretto terminava con la
quali l’antichissima preghiera dei Pater, prescrizione di una terza parte
che nella Piccola Casa consiste nella di Rosario da recitarsi nel giorno
recita di cinquantacinque Pater noster della Commemorazione dei fedeli
ed altrettante Ave Maria, conclusa con Defunti e con l’invito a partecipare
una Salve Regina e tre Gloria Patri. alla Messa di Requiem che si celebra
Nel libretto erano inoltre indicate nell’anniversario della morte di
le preghiere per i vari momenti qualche benefattore.
della giornata e tre volte al giorno, Forse potrà stupire il gran numero di
mattino, mezzogiorno e sera, al suono preghiere vocali indicate nel libretto
della campana, era prevista la recita e prescritte a tutti i membri della
dell’Angelus, sostituito dal Regina coeli Piccola Casa, ma è necessario situarci
nel tempo pasquale. nell’ambiente culturale dell’’800,
Durante la settimana, nei venerdì e ad una religiosità fatta di molte
feste, alle ore tre pomeridiane, era devozioni. D’altra parte, molti fra
previsto l’esercizio della Via Crucis. gli assistiti erano analfabeti, per cui
A queste preghiere seguiva anche le formule dovevano essere semplici:
l’elenco delle “Divozioni particolari i poveri non possono esprimersi con
che si praticano nelle feste principali concetti troppo elaborati; la preghiera
della Piccola Casa” tra cui: il 6 sarà stata povera sotto l’aspetto
gennaio, festa dell’Epifania, è il letterale, ma certamente ricca di fede.
giorno in cui si rinnovavano i voti Deo gratias! n

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