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L ARTE Di Brn C Maney mare LaSTAba ‘Di Francesco At: ERT i gy DEDIeate CAL Mbasthissime Signor ; VIDMAN | const onbnad don Sat Bateatiand, | DI FRANCESCO 4EFITRi MAESTRO D'cAKME DELL’ILLVSTRISSIMA ACADEMIA DELIA IN PADOVA, Doue con nowe Ragioni, € con Figure fi moftra la perfettione di queft'Artey © in che modo fecondo il fite pofea il Caualiere reftar al fuo vimico [uperiore « ‘Nowamente riueduta, ¢ corretta dal medefimo Amore, DIVISA IN DVE PARTI CON L'AGGIVNTA DELLO SPADON TN PeADOVA , per Sebaftiane Sardi. Con Licenza de’Superiori, Albilattiffimo Signot Signot , e Padron Colendiffinio IL SIG MARTINO VIDMAN Conte d’Ortembutgh, Baron di San Patetniano, ¢ Sumeteg, &c. Ome fisifceratifsime ferditore diV.S, tlluftrifsinias fon dndato dé contia ‘nono penfande,con qual manierd pie degnaio poteffi meitrate alla gran + dekack del fun Nome qualche fegua della mia denotiont $ Hanendo 2 perjusfione cx vile de’ Sadiofi Cawatieri ad efporre di nent allaluce del ‘Movéo ilunghi parts delle mid fatiche ;andawatrd me Hef confiderama dod qual Rume geatil co ausérensle offirire y e vacomandare be deucffi, maffime conofeendo quanse-vagliano il pikdelle-volse al fndicatedi qucjPi tempt le attions ala srui vertuafe, quande non vengond Aviguardenole faggette appoggiate,e dallaua tz selare Ciemenzapprotette; Chiamai mia Sorte elite, di prefentare aV.S. Iluitriffima cin me medefimna li prefenti tfercity Caualere/cli di ben maneggiare la Spada , cola quale fi conferifcono gli ordins di Canallaria j¢ fiditermina ogni querela, Lavente ratsonc che porta aglsinfinisi merisi di VS. lufivifemasmni ha indotte AConfacrarey quefia Opera alltimmertalita del [ud glariofs Nome. Cio no timo punto difaicenole alla fuss alsa conditione spei che effendaclla nelle Lettere ye nelle Armi di e(quifize valore y ¢ di qualita fingolarise come tipo di berviche confeguenze , certamente non potena rhe sravare Signor (nan fa sia mi debba dire di maggtar ,0 di mighor pregio, dowe rile cont 2 gara tance eccellenti prerogatine di Nobilsiydi dotirina,e di fplendore 5 ff come con la fda fapremd antorita goucrns gli fuoi-vaffalli nel dominio d Ortemburgh, [ua Nobiliffima Conseadell'lmperia nella Carintia ; Lafcio leinnumersbili dignita dellé ‘Nobili faoi Fratelli, coffdelP Eminensiffimo Cardinale, come dell taSiriffima, ‘Eccellenti[fmo Conte Danid Sargente Generale di Battaglia per le Fede Apoftolica ye dell lufpriffimao Signor Conte Lodowico,che com la fua Macftofa prefenia forma va Eyoe ,e tutti vnitifbanno fifi si? ale dele Fsma,e celebratiim parte da egregi ferite ‘tori, fano pie tofto da ammirare che da narrare, Pik facile farebbe numerarei rage gidelSole, cheil mensowarli ane ad-uno, Bafta ola accennare che VS, Uinta firifs.d amaze da grandisbonorate dai maggiori.erinerite dasuttig che foe abifoi le fue glories Main qual pelage pongola mia lingna? sella? una quinta efenxa delle pit polite se purgate dott ornatads quei titel, che nom ammettono termine ; quefte 2- ‘gualate conditions ano pitetoite faggetsi di Langa Hiftoria, cheai [emplice Lettera ‘efrefiina Pumrinerente anima ;. Asetti intanto¥.S. lafirifsima il mio picciolo tribute, seftimonio di vina denosioney com che angurandoli L adempimeata de (uoi alti penfieri, bumilmente me gliinchine, Di Padonali 10, Settembre 1653. DivV. S.Uluftciffima Humiliffime Seruitore Francefco Alfieri. AL SIGNOR FRANCESCO ALFIERE Macftro d’Arme della Illuftriff. Academia Delia in Pades, Di ANTONIO MONTEROSSO» E |a pena, da fpada, ingegno od otte 35, Maggior fplendore 4 te FRANCESCO apporte, Paris 10n fon, sd, che viuace , ¢ forte Harn mente Apollo, ¢ ne la mano Mattes TA Scrittore, ¢ Guerriero a parte 3 parte Spandi , .difendi incontro il Tempo, ¢ Morte La wa Fama,¢ Honor, mifto conforte Ne le Imprefe de l’Armi, ¢ de le Carte. TA dh Palla il valor, d’'Hercol lo Schermo (Doni, che la Natura a tanti nega) Reggi co’l fenno viuo,, e’l braccin fermo. In fomma, tua pofsanza al Mondo ifpiegas Che fei in lizzas in liceo publico, ed ermo De’ rari Schermitori AL FA, 66) OMEG Ae A a LLO Sede ee Sse Os Lo ftefso. M Erauiglia celefles Pde laSpadahonore, (vito Fi chi da rea ferita E de Parme pin belle inclito Ne riporth la vitas eAlfierspofedi quanto (gnore. Ma, miracol maggior ,T# Alfier | Dona driparo human Gucrrier Six con cArte In quefta fecol nofiro Serbi le vite & tanti induffre Marte,| Ti mostri di Bellona altero moftro, Con la pada ¢ Pinchicfro , Maftroin degn'cArte plendi, Senzafangue ripariil viner noftro. | Cosro morte immortal viner cotendi, ALVAVTORE L libro del'edrme cos bem tefeuto Signor France[to, m'é Hato dimol- 0gufteleggere , ammirando in quello la fua dostrina, che per appunte moktra cffer un foril diftillato , eftratto dalla fingelar viaacits del fuo fpivito.eper fer le materia sante degna, fark riceuusa con molta fadisfat~ tione dalli fludiofi armigeri, ¢g certifice V.S. che dartal Atondo faggio delfuo Nobil'ingegno , ¢g non fark minor di lode, che degno di ogni honore e ne reflarsP.S. al Mondo per fama immortale, di modo , che vinerd Sempre nelle bocche de’generofi Caualieri, dopo il paffaggio di queta vita mortals s Non potra la desta Opera reftar offe/a da matedica lingua , por- sando eco Vimpromta delP eArme per colpire 5 ¢ la lingua me{faggiera deb caore per difenfare le fue ragioni,, ral che non pub haner emenza de’ ciarlo- ni, reftando , inuiluppati nel laberinto di maledicenza, con \cherno,¢> dif- onore con chefine bacia & V.S+le mani y Corgliauguro dal (ilo ogni bene. DelP Academia alls 20, Luglio 65 3. Seruitore di cuore L’Academico Incognito. " Ettore , io ¢i prefento finalmente la mia Scher. ima; Il penfiero s che hd hawuto , 8 flato d'inke- goarti ad intendere queft’Arre , fe la {ai non parlo con te, fe non Ia fat non mi potrai biafimate sio ben conofco, che il dat neli’'vmore 3 quefti tempi é cofa'moko difficile , il defiderio di giouarti mi BA fatro por da banda ogni rifpetto ; Infinito &1 numero delli Schermitori ,, pochi fono i buoni , ¢ tutti ftimano d’ef fer i megliori, io con yna lunga elperienza ti porto di nuouo vas Guar- Guardia non penfita da gli aleri, ¢ di tutte la pid perfetta per difen- derfi, ¢ pet ferites ne v’¢ cola, che fi pola immaginare, ¢ accadere intomo alle punte, 3 tagli, ¢ 2 tutte Paltre circoftanze da reftar fu petiore ne'duelli, che da me non ti fia con ogni chiarezza dimo‘tra- 1a; fe dalla wa cortefia poGo impettare due hore di moleltia , leggi tutto'l Libro, ¢ fe dopo ti pela di bauer perfo il tempo penfa a quel lo, che ho perlo per te, ¢ reftarai confolato. TAVOLA DE: CAPITOLI DELLA PRIMA PARTE Ella Scherma. Cap. 1 Della Spada. Cap 2 Defondamenti principali della Schermau Cap 3 + Dell’eferciny del Canalicres Cap 4 Delle Mifwre dell Arte. Ca 5 Del modo di cercar la mifura. Cp 6 De'empi dell’ Artes Cp 7 Delle Guardie. Cap, 8 Del porsaril corpo, ¢l paffo cap. 9 Delle proprieta della Prima ye Seconda Guardia. Cap. 10 Della T erXa se Quarta wardia, ‘ape x Della Canatione ,efue [pecie « ‘ape Ta, Delle Finte. Caps 13 Come fi pofa conafcere la Natura, e Parte del nemico. Cap. 14 Come ci dobbiamo gouernare contro & chi tira di Pit ferme , > di'Paf- fata Cape rs Delle Contraguardies Cap. 16 Done fi debba guardare mensre fi combatte Cap. 17 De'modidel ferire, edella natura de'colpi- Cap 48 (Come fi proceda col Flemmatico ,ecol Colerico: Cap.s9 Dell anantaggio del Forte, e del Debole. Cap. 20 Dell’ anantaggio tra’l Grande,e'l Piacolo. Cap. a Se fi debba afalire, > ajpertare. Cap. 22 Conclufione della Prima Parte. Cap, 23 PRLS DELLA Vi TeParti, che fono ftate inuentate ,¢ dal com. modo , e dalla necefliti fon degne, che ciafche- & duno le commendi, e che le riconofca pet veraci teftimoni della grandezza dell? vmano ingegno , tri Paltre la Schetma é quellache metita ogni ss pregio perche non folo ne lerue a difender la vita nel a quale ¢ polto,e fendaroil noftro bene,ma l'honore che s’ante- pone alla vita ¢’anima iftella maggiore della vitayedelPonore che ne A duelli 2 PARTE duelli volontarij, ¢ patuiti,mriferamente fi perde ; per il che fe crediae mo agli fcrittori,habbianyo dall’ Animal apprefo il te(sare,al fabbricae rejla navigazione Pandare & velaye pid arti che apprefo di noi Gritro- tuano la Scherma ci ¢ tata infegnata dalla nate a qualein tutce Yo- pete (ue é tanto induftriofa nel conferuarcislo vediamo nell iftelli fane Gilli mentte (ono in quelleta , che in vece della ragione fon guidatt dallftinto perche (entendo loffela tofte fi difpongano con moti di- uer(ia ripararli,onde mifurandofi la nobilt’ col tempo,e tanto nobile quanto "huomo,perche colhuomo é prineipiata c6 tutto cid fe bene Ja Naturale hi data Parigine ha perd laGsato all’elezione ed alla pra- dézail {a0 merito,effendofi contéta de quelle prime difpofiziom che dal gindizio dalla ragione.e dall’elperiéza fono.ftate refe perferte ein quelto modo per glanuertimenti, che cdtiene efsédo diuenuta vn'ar- tele pid illuttc, e famofenazioni del Mondo ’hanno fempre c6 ogni fima efercitata,! popolt pieni di fangue litigiofi e pront: a far lingiu. rie.¢4 vendicatle furono1 primia porla in vio ed aggrandirla, i Greci apprelso de quali gi ioriuano wutce le virwd,haveuano Pubhche Acca jemi PRIMA 3 demie nelle quali veniua da profeffori ammaeftrata Ia giouenti , co- nofcendo quetto i padri fapientiffimi , che gouernauano lo ftato di Guana importanza false nella guerra per dilatare i domini ¢ farfi con- tro itimic formidabili, {chierare vn elercito di gente addeftrata, pra. tica nell armi,e vataggiola nel ferire,e (e i Principi di quefte tempo pie~ noditurbolenze , e nel quale par che fia fandita la pace vi ponelsero maggior cura, trouarebbero diche vile vnfciberole ipele che in vn meltiero di tante confeguenze venilsero impiegate, non parlard de_y Romani, che collo fludio , ¢ efercizio dell'armi portarono le loro Aquile nelle piti remote parti dell vniuerfo,e che fe ne valeuanoanco- ranectudeliffimi,pafsatempi delli fpettacoli che farebbe va voler vici- redel miocampo , edilcorere diquellematerie , che appartengano perfone che di gran longa fon pitt dotte , ch’io non fono, ¢ ftringen- domi al particolare , indicibile ¢ la confidenza d’vn Caualiere che co- nofcendofi ben difciplinato fi conduce & cimentarfi colla fpada,{ono al cuni di fpirito fe ftirano che e diconcettitantodannofi , che dicano baftar folamente Tardire , ela forza, ene duelli, e nelle rifse non hauer Aon Inogo 4 PARTE luogoFoleruanzade tempi, e delle mifure, e che non fonaleroche_» fottigliezze, che non vagliano fuor dele euole , e perconfermare_» queffa bella oppinione labbito sicorrono all’eSempio di qualche mae- fro darme ch’é ftato ammazzato da vn ignorantes queftitaliche han- no dentro la tefta fini capricci fon pit degni di compaffione che me- ritino rifpofta L'ardimento,¢ la forza fon doni della natura edéfacilco fain quetto efser del pariperche chi hi fen donore non fat’ maiti- midocon vergogna , e per arriuare alle parti mortalicoll’atme none necefsarioil braccio di Rodomonte,tna fappiamo che fe di due che deb ano combattere vno fiail pit debole fecondo Voppione che habbia- smo attecata non vi farebbe fperanza , falziffimo penficto, venga vn huomo t0z0,,¢ gagliardoe non hauendo notiziaimmaginabile delle maniere di gouetnathi nel ferire,combatt'armato di Spada,edi pugnale con yno inferiore di forze ma pratico nell'aree ,e fi vedvachi rimarr& nello fteceato, Non fono fottighiezze il conofcere la mifura el rempo el perfene feruire , fon ragioni certe,infallibili ne fi dunno 3 credere co beidiori, econ! 2ccnciamenddelleparce na fi dmoftane col. eee tM A: $ colloperare,L'efempio dell {chermidori, &tidicalo,e perche &cofa rae 12,¢ che accade come vn prodigio queft f predica.ms quellche dally {chermitori fono ammazzatifi tacciatioe non fe ne parla come cof ordenaria, ¢ fenza marauiglia , fiamo tutti fortopofti all'ingiu- rie ,¢ per moderato,che vn huomo fia pud elere aftretto, Aridurfi alla fpada, la ragione preuale a tutte le cole, élaragione finalmente che aggiuftaicolpi, Wi rende mortali ¢ dilpone la forza,c'l fondamenta della Scher- Bans, “«CEQRoy” Della 6 PARTE DELL eA Sete 2 ed. CAP. 1. diuerfe fecondo che pitt, meno acuti {ono ftatiingegni , che anno inuentate,le prime furono!afteJifpunteni le mazze,i mazza- frufti ,¢ sarmaua il legno: d offi,dicorni,di {pine di Pelee, e di fomigli- anti materie atte 4ferite , lingordigia vmana volendo vedere quello, che eranelle vifcere della terra vi ctous il ferro, per {uo gaftigo é fta- to fabbito difpofto ad offender, fri tutte le forme nelle quali fi niduce, Ia piiinobile éla Spada viata da ogniforte di perfone ma pitiproptia_» delle Ciuili, e de foldati quelle per difendere 'onore quelte per acqui. ftarlo. I Principi fteffi la portano , ¢ con ela conferifeano gl ordi- nidi Cauallaria , ¢ fuole efsere !ordenario iftromento con che doue ¢ permefso & folito diterminarfi ogni querela; le parti d'elsa fono due tagli, L’ toni con le quali i combatre fone flate di materia, edi forma» — PREMA tapli,e vna punta: e per efsere d’vna proporzionata prandezza fi pud con il fae mezo manifeftate cr che fi contiene nell'arte + 1a {aay Jama vien diuif con qual-he diffetenza , Saluadore Fabbris huomo nella noftra profeffione di gradiffimo nome la diuide in quattro partis & quatte, che dit vogliamo La prima vicina alla mano di tutte, la pid fortee c6 la qusle fi pud difendere,e refittere ad ogni gaghardiffimo colpo. La feconda,, che fegue pet alquanto pi debole, Laterzaina- bile controitagli. La quarta interamec.te inutile per la diffelas mt nelloffendere la principale fopra tutte non folo di punt:,ina di taglio ancora quido nel ferire é accompagnatatolla terza parte d’efsa lama. Jo apportar’ la mia oppinione , e non derogando alPintelligenza del Fabbti pat me che meglio venga ad eBer dftinta,ficendone cing 1¢ patti,e perd procedendo fecondoPordine che mi fon propotto + dico douerfi c6fiderate primieraméte i due eftremi,cloe i! Debole per na- tara che é la punta,il Forte per natura che éla parte vicinal finiméto, ¢ il Temperato che éla parte di mezo collocata tra i due eftremi,t fea Veltrems ¢’lmezo vi pongo due altue patti la faperiore a la punta Pinfe. 3 PARTE Pinferiore verfo il finimento,e quefte fon deboli e forti refpettiuamen tc lecondo che alla paite pid torte,d pidt debole fi teferifcano, € tal compattimento da me , 2a ogn’altro antepolto per hauer la perfetia notitiae della Spa. da. DE PRIMA : DE FONDc4.MENTI PRINCIPALI della Scherma. CAP. 111. Vite larti hanno loro fondamenti,e precettifenza di quefti non fi pud fenon mal operare,e Farte che noi chiamam© non {areb- be artesIf tempo dunque ,' modo contengono in fe eutta la Scherma. Htempoynon éaltro che conofcere , ¢ valerficontra linimico di quel sroimento nel quale difoprein qualche pare el corpo viadel fetire. I modo comprende primieramente la poftura del Cavaliere, Ia guardia ,Tincalzarelinimico yl rtirarfi,trouar la Spada, fuggirla, ti rardipié fermo,® di paffatacol pit finiftro,8 deftro, di taglio, o di pun- tail lender oftendere, edi faluarfye quel perferionicon nag gior, e minor breuiti sacquiftano, fecondo fattitudine ,¢ dilpofizione dichifapprends ela vlonc finligenza dichiinigns ficome B liftin- 10 PARTE diftintamente fi moftrar’ di ciafcheduna ne fuoi capitoli,e fe bene la_s buona viftal'ardimento,, Fapilit3; la gepliardia , eVingegno fon dont dellanaturas non per quefte chi nani’ lato priuilegiato fi deue_» Abigoutre, e perdet d'animo, perche coll eereizio fi difponganoiicor- Pialladefttezza, ei farlaléna, eitimhidi acquiftano 'audacia, quando la ragione,e labito fatto nel faperfi difendere,acto- fee la confidenza, e lifpirici ancora che bene fpetfo fono addormentati nell‘ozio, coll’efereis zio, ¢ coll'emulazione fi rifiuegliae no. DEL- PRIMA 1 DELL ESERCHI DEL (cAVeHLIERE. CaP. WW. Ex afficurarfi ne golpi, che simparano in quef'ante fa di meftiere, difporfi alla daftrezza, ¢ agilita come di fopra habbiama accen- nato collefercitarfi, e per quelto édigran giouamento Tauuezzarli& maneggiar afte, alte cole graui per fare il polzo,e non fintre il per della Spada sioloda la Picea,lo Spadone,a lottaye come in moti luoghi ficoftuma lanciareil Palo, ¢ faltareal Cauallo , ¢ non hauendo fimili commoditi fuor della Scuola non ¢{e non bene hauer vna Spada aff graue , eogni giomotirare ad vn piccol berlagliocinguanta,,efeflanta Botte , facendo'lfegno per conofeere quanto lempre pit i vada fon. gando il colpo, molt benefizi da quefta maniera ne reliltano il prin- Eipae dre iufo,vantapgio tafe che per opni (eopercofipoSmmeret la Spada, ecolpire francamente , ed in oltre i longa la vita, € fifcio- Boa glicl 12 PARTE glie'l braccio , dal che ne fegue ancora faciliti nel faper adoperare il pugnale il brocchiere,il guanto da pre (lo fcudee titre 'armi defen. fiue ,e neceffatioperd che'l Maeftro fimi proprio onore il progreile dello (olare molti intendanomanon vogliano infegnare, l'huomini fenfati, ¢ da bene fon fempre lontani da quefti difeti,tra tanto effendo aftretidall occafione bifogna¢on circofpezione metterin opra quello che simpara, Iltirar di pié fermo afficura da moalti inconuenienti s offerui la douuta diftanza, ¢ mifura, non fi para , che nelffteffo tempo non fiti- Sponda,e negl'afsalti fi procuri di far- li con chi pid si, perche da quelli simpa- moe. Sea. DEL- PRIMA 1) DELLE MISVRE DELLARTE, CAP. V. Oné poflibile che linuenzione fia tanto libera , che pofsa trow N uiar iuoui cermini fenza difttuggerli , quefta é prerogatiua di uelli che hanno ritrouatal’Arte , ¢ 4 noi ¢ rimafto il merito dell’ordi- nae, e del faperlaperfezionare vengo dunque alle mifae della Scher- sma, nelle quali confifte il ferire , ¢ la diffefa ed efsendo efattamente co- cofciute I'yna; ¢ Faltra fi poffiede, Tre fono quelle,che da tutti sofser- wano, mifiura larga,ftretta , e perfetta: La mifiura larga ¢ quella quando il Cavaliere flargandofi di pié fermo a fuo pptcre appena arriua lini- mnico. Lamifura fetta, e quando fenza mouimento di pao, ¢ folo col diftendereil braccio,e la piegatura del corpo fi pud giungere,e pal fare ilberfiglio. Lamifira perfetta,¢ quando ffhanga il braccio il cor- pose palioma fenza feonfertarfi, e farfi forza: La primaed Jenta % PA Re ye fenta, perche nel colpo quafi tutto'l eorpo s'abbandona; La fecondaé pericolofa per la breue diftanza dalla punta della Spada al corpo del ne~ micoedin quefte ftrettezze pud malamente l'arte efserui impiegata oltre chenon é peril pitt poffibiledi stuggire il venire alle prele, edal- Jora non chi pit! sis machi pid ¢ forte , ¢ gagliardo rimane per ordina~ rio vincitore; Laterza ¢Ja pid perferta, deue efsere 3 tutte antepolta: come pit commoda,é meno fortopofta agl'accidenti, con tutto quefla lodoauezzarfi 4 tirar longo perche facendo l'abito 3 sforzar il colpo diventanaturale, fi fipgano Tinconuenientische_» poGeno interuenire, ¢ fi pud combattere con quefto vantaggio diferire il nemico in quella diftan. za dalla quale non pofsono artiuar quellichenon fio. no eferci- tat. DEL Pe Ret Me AS as DEL MODO DI CERCUR Le MISVRAs CUP. VI Re fono i modi di trouar Ia mifiira ne duello; Il primo , e quando T ‘Tyno fi muoue, ¢ Paktro afpetea: Il fecondo é quando il Cauallie. 6 fla fermo, e'inimico f: muoue sll terzo ¢ quando I'vn contro l'alero ad vn tempo fi muouono, ¢ ponendofi ben coperti in guardia fi ftudia~ no colla punta dell’armi di vancaggiarfi nel ferire In quefto terzo mo- do fi deue per linea retea cercar la mifira ftandoccol corpo é cell armi nite, ¢ gitnto al termine di potet colpite, olseruare ophi gefto,e ogni moto dell'inimico per inueftigare la faa natura , ¢ faperlene valere per poteilo flringere, eingannare, ¢fenza rimanere offelo guadagnatlo, € feritlo, Biafimo alcuns che fanno lintendente , € vogliano che fi pro- ceda in facia dell'inimico, cauando é contracauando, or'da yna banda, evidall'altra , enon hauendo fondamento alcuno timano s che coll’abe baare ¥6 PRIMA baGsare ,e alzare il corpo, ¢ l'armi fia la vera maniera di trouar la mi- fata, fon fantafie tutte fon leggierezze,che non arrecano che_» nocumento,¢ folo ferueno al nemico di poter piglia. re in tanti meuimentiil tempo diferire, impadronirf del terzeno, della Spada,e finalmiente rece DE PRIM A 17 DE TEMPI DELLUARTE CaP. VII. Ie mifara e tutte l'altre parti della Scherma dependanotalmente dal tempo, che fenza effo non ¢ dubbio, che non reftino inutili,e quelto altro non é, che quel punto nel qual fi prefenta dal nemico la_» commoditi di poterlo ferire,e quefto puol aceadere, per la falft\ del- Teguardia , che non coprendolo faccia berfaglio, 8 per leuar la Spada di Pee 6 per qual fi voglia altro mouimento fenza regola, mentre i ritroua nella mifitra , difetti a marauiglia perniziofi ,e infelici,e perd fideneno sfuggire con ogni accuratezza,ed hauer femnpre la mente,che Iaponta della Spada per la medefima linea nella quale ¢ pofta,nel luo- godoue édeftinata faetti.. Alcunifbateendo i pied, flargando Farmi,e convariftorcimenti i prefiumano di guadagniate' rempo » queftolo perdano,imperoche, 6 fon fuor di milura, ¢ fon inutili, 6 fono in mifu- c rae 18 PARTE ra, efonomortali. Viene ancgra confiderato dagl'intendenti vn moto che chiamanocontratempo, il quale altrononé, che va artifi- zio di fapere indurre Vinimico 4 far vn tempo, e preuenislo , ¢ eidti- chiede gran prontezza , maeftriaper la fottigliezzadel colpo che vi tirato in vn'inftante. Accade tal voltaxche fi vagliano ambidue nel vo Jer ferite.d'vn medefino tempo allora na(ce l'incontro,il quale é di due forti , volontario , ¢ cafuale, il primoé yn'eccellenza dell'arte , il feconds étutto della fortuna, e contro la poca intelligen. za daleuno , lincontro volontatio é differente dal contratempo in quefto ci ha parte 'in- ganno,ma hell ineontro fola- mente la vit- ae AESERE DEL- PRUMA - DELLE GVARDIE. — L fondamente principale della Scherma , ¢ la guardia, perchein_» (quello poftoil prencipio di difendert,e dj ferie,La puardia ¢vna poftura fatea con arte,doue la Spada il braccio, el paffo talmente fon» collogati sche per effer gutta la vita ben fituata fi pud con facilitd fupe. rarslinimico. Quanto alla Spada molti che piamano le cofenuoue ancor che ftrevaganti, che la veriti sper eller renuxi di grande fpirito,e wafi riformatori della Schema infegnano 3 tenerla , pr con|a ponta, che agcennil pit deftro dell inimico, or attrauerfata,¢ or da va banda edora dallaltrae non conofcano, che tali ritrovamenti hanno tutti del sidiealo , perche ebendo fuora di preferrzaé poco meno che perfa » 16 flimo che debba efsere agginftataalla parte pid) vicinacon tener punta vita, perche non polsa ¢lsere oferuae »¢fian'chiufe al nemico 2 tute 20 PAE tutte le vie di dominarla , come anco il braccio , non fara ne troppo di- flefp ne uoppo raccoko i prim & debole i condo lontano ema rannoil pafo naturale , ela vitaraccolta ed alquanto ineuruata per fat minor berfaglio , e dar maggior forzaalla floccata~ Quattro fono per ordenario le guardie, Prima, Seconda, Terza,e Quarta-La Primaédete tadal fito nek ale fi trouala mano; hauendo sfodrata la Spada , T'al- trenafcano ‘hl mano, ¢ dal braccio fecondo che s abbafsano,¢ fi vol- tano. Il Capodi Ferro nel Cap. x. anuilifce talmente la Prima, ¢la_» Seconda che afferma affolutamente non efier guardies quefta oppinio- ne émal tenuta , fono anch’efse guardie , quandonon fiano tanto per- fette quantoTaltre snen nego che non habbiano de difcoperto , eche + la fadiga del braccio non poffiamo chiamarle deboli, turtauia ,fon ne contro offela de tagli»e il force ¢ tanto auanti , che pid vicino alla Spada nemiea,che al ltogo .che deue defendere, ne mancano va+ lent’omini che antepongano all’altre la Seconda,moftrando che'l brac- cio con Ia Spada mouendofi formi vn citcolo , e che di quefto fiala fe- conda il fio femidiametro naturale non potendo chi firitroua in que- fro PRIM A ar fto fro efier offefoche fopra, ed'intorno al ginocchio, il che fi pud sfuggire per efser parte lontana,e per confeguenza la botta afgai nel fe- ire debile , ed all'incontro nell'iftefo tempo potremo ferir auanti I. inimico perla linea retta mentre la Spada fh iberse fi appia prendere iltempo. Aquefte quattro guatdi io naggiongo laquinta, la quale finad oranon & tata da altri penfata ye la domanido Miftaperche parce cipa della Terza, ¢ della Quarta, e dame atutte l'altre ¢ antepofta pet contenere tutte le perfezioni ynitamente , che nellalere fi ritrouano, iIche fati da me afsai diffufamente nelle Figure feguenti dimoftrato, fenza le quali farebbe la Scherma fuor di modo mancheuole , non po- tendoficon le parole rapprefentar effetti delle ragioni, e beware wittii dubbi, il chenon accade nelle Figure, doue quefta manifeftamente fi rapprefentano col vantaggio, ¢ difauuantaggio del ferire, che da efse ne (egue moftrando col lucceféo buono , ¢ reo ia buona ¢ mala intelli- genza , ¢difciplina di chi combatte . BS PEL be PARTE DEL PORTeAR DEL CORPO, E DEL Pc4550. (eAP. 1%. ‘Alcano molte buone , ecattiue coufeguenze nel portar bene» 8 J male nel combattere il corpo , ed in cid fi deue porre ogni cura che queflo équello che fi difende, ef erie e doue principiano,e illorotermine icolpi, voglianoaicunié principalmente tucti i profellori Spagnuoli che fideua portate drittofenza ineutuamento , ¢ che non faccia quafi alcuna forza , e per ragioni adducano , che in que- flo modo’ Ia telta ia pid ficura , come pit lontana, e wate le partidel corpo pil pronte, ¢ meno affadigate. Quefta oppinione per quella po- cadi eognizione che hd acquiftata nel vedere, ¢ leggere per molt'anni; e per Felperenzia fttacolle Spade tanto bianche quanto da giuoco 3 menon pare che deua eflere approuata i Primieramente perche_p la tefta, & mal diffe “al forte della Spada , nel quale con- PRIMA a3 confifte la vera diffefacontroicolpiche venganodamano affai gage atda. Non parlard del reftante del corpo, che pez non effer coperto,@ fat minorecon quanto dipiegatraé men diff pil ptt ber faglio a riceuere i colpi,e confideratolo nell'atto di ferire,le {ue oceate Granno lenti,e per confeguenza di nifln pericolo, ¢ fe mi diceffe che nel portaraferiail corpo sincurua,teplicard che 3 énecefiario qua moto, 3, {enon énecefsario , e mal fatro,(e e neceGario perche_» non difporteilcorpo in quefto froye guadagnare il rempo: Quanto al- Tafsdigee enol via cll far dio ol nego che pi nate rale, ma io vaggiongo , che fi deue intendere in riguatdo della quieee non del moto,perche ad vno che vuol far qualche forza, e naturale_» Finca fare ilcorp in gull manera nel quali fa mente pud far detta forza , ilche non fi far3 portando il corpo dritya per ritrouatf troppo difinito, e per confeguenza debole ye mal difpor fto al moto che fi defidera, eda quefto ne viene vn'altto inconuenien te ancora , che hatiendo flongata Ia botta pud diffcilmente ritornare alla fua guardia,cofa tanto confiderabile, che fenza far quefta, oe a 1 a4 PRIM A the caticar’ la botta fe non colpir’ reftara fenza dubbio perfo, equan- do colpifea pots} eGo ancora rimaner doppo ferito per defetto dinion porfire con qual prefezache per confetimento di uf ricerca. Vn‘altra oppinione, e di molei che peccane ancor effin mol- tidefert con appigliar(alalero eftremo ,e queftoformano la poftura, con molta violenza col pafio troppo aperto,e taliméte rannicchiati che paiano tientrati poco meno chein fe medefimi- E' viziola quefta fi tuazione di vita, perche pera forza ,¢ violenza che fa continuamente rendetardoal moto il corpo, ¢ durado l'Abbattiméto, ¢ prima fuperato dalla fanchezza che dal nemico,e {¢ bene pare che il corpo cofi riftret todiminuifca il berfaglio 6 non faccia aperture , tuttauia non efsendo poflbile coprire uttoil compo olla Spada, e eguendone i mancamen. tiche fi fono accennati non fideue approuare. Il vero éperfetto mo docol qualeil corpo adifender(i ¢ 3 ferire ben dfpolto, far3 quan= do sfiggendo eleftzemi, fiterti almezocon quel temperamento che € propriodella verti. Sideue porte in guardia con vna debitaincurua. tra fenza violenza, polarfinel pig ‘he non fimuoue per ferire,for- : mando Pk MA. 2g mando il paffo naturale , come forte, e pronto a flongarfi con la botta, cofi pereffer riftretto nell'armi potra parete facilmente fenza dilordi- narfi fetire con velocit’ , non cadendo in quei differ, che_» fono fi perniziofi a chi non li sa sfuggire , eque- fto é il mio parere, quale fara fempre_y approuato da quelli che fanno. D DEL- 26 PARTE DELLE PROPRIETH DELLcA PRIMA, ¢ Seconda Guardia. (AP. X Er maggior chiarezza di quanto habbiamo detto nel capitolo pres P cedente , ¢ perben conolcere lanatura delle guardie acciS le po- tiamo porin vfo con ragione, le dobbiamo pit minutamente efamina- re, ¢ facendone fri fe fteffeil parragone fi{copritanno i defetti,che_» {on neceffatij di fpere per ben regolarfinell'elezione. Laprima,ela Seconda guardia in molte cofe conuengano,,.e perd incorrono vnita- tnente nelle medefime eezioni quanto quello, che fopra della tre guardie par uantaggiolo, él efler formate col braccio difteflo,econ Ja ponta pitt vicinaall'inimico , perche fe ¢ vero come da tutti fi tiene-, che la botta quanto va per pitl breue cia » tanto pili Cirreparabile , quetts , fon dellaltre pit perfette perche i loro colpi {on pitt mortalis Oltre PRIM 27 Oltre di quefto (¢ noi confideriamo la loro proprictA nell'yna ¢ Laltrd JaSpada ¢fempre collocata & drieeuca dell occhio,, tenendofi la pun. t viua , mete interrore , ¢ volendoil nemico tehtat diferite , éne. efficato a leuarla di prefenza,e cofi con far vn tempo lopetdese fi or- topone al pericolo cuidente d’efler preuenutocon la botta, Potrebbe alcuno dirin contrario, che ritrouandofila Spada in ito cofi alto ,¢_» off vicina dia commoditi d'effer guadagnata , e che reftando ditto. perta la maggiot parte del corpo non debba efser tal manieradi diffela in modo alcuno approusta , Facile élarfpofta con la quale fi rilolue._» quef¥obiezione sl guadagnar della Spada non fi pud far fenza inoto, od'arme , ddi vita, ¢ fupponendoli nella debita mifura fon tanto per- niziofi, e per fell biafimeuoli, che farebbe faperfuo il replicar al- tre parole per condannargli sSe rimiriamo li {coperti della vita, quefti fono in yna parte tanto lontana, che pet lo fcurcio, eincuruatura della vatdia dffcilmente pud elder ferito, tanto pi che douendo paGare ilcolpo peril forte auanzato molto auanti della Spada nemica , ogni poco diriparo lo leua dilinea, ¢ lo rende fenzaefferto. Quefts é quan- D2 ie) 28 PARTE to fecondo il mio patere fi pud confiderare per foftenere la reputaziow ne di quelli che hanno inuentate, e che fopra dell'altre Tapprowano, maperche hanno in fe ftelse al cdtrario non pochi defettis(arebbe il tre Iafsarli fegno,6 dino hauerliintefi,S di poca accuratezza:Primieramen te ynellaPrima, e Secondia guardia non fi potr3 longamente combat- tere per la violenza,dalla quale, ¢ affadigato il braccio inftrumento del ferire, ed infieme tutto'l corpo s In oltre la Spadaé collocata tanto alta , che difficilmente pud defendere li (coperti che fi fanno, edé aftretto chi ritrouain tal fito.a romper la milura, 3 valerfinella dife(adella man manca, pattito fotopoftoallinganni delle finte, edi molto peri- colo; Di piti non fon vicine alle parti egualmente che fi deueno defen- deze, perdle pid lontane, e men copertefaranno fempre pid efpolte ad elber danneggiate dalla vigilanza ,¢ accortezza del niemico,e final- mente fono difpofte alla oggezzione , ¢facilia mettere chife ne fer- uuein obbedienza, perche fon piitattead afpettare , edefenderfi che alla refoluzione, edal ferire. Non voglio taccre che molti fiecndo compatazione dell'vnacolfaltra , fra di loranon saccordano 2. f tutti fiulfe- PRIM A 29 faGero d’vna medefima oppinione , faremo priui, tanto in quefta_s, come nell altre {cienze di molte acute, € lige ragioni, che fono State ritrouate dall'ingegno per-foftenere quel tanto che vien propofto per buono , io antepongo alla Prima_» guatdia la Seconda come pit naturale , pitiforte , edi maggior diffela_s. aN DEL, se PRIMA DELLeA TERZA, E QUARTA GVARD IA, ¢ lave. proprizts « CedP, XI LlaPrima, ¢ Seconda guardia fegueno la Terza, ¢ Quarta, ambi- due piti perfette,e pitt efercitate ne duelli ,e benche dai deferti the dame fono ftati ofseruati fi pola venite in cognizione di quefta -verit’, il tuto nulladimeno fi fara piti palefe , ¢ pit chiaro colle ragioni che fegueno. Se riguardiamoal corpo egli fi polanel fro centro ha- uuendo quel remperamento nella polturache non é, néalto., né balso mma aggtufiato con ogni conuenevolezza al difenderfi, eal ferire_y+ Il palSo ¢ proporzionato alla forza» che firicerca nel diftendere il col- oye tiauerfi ,cofatanto necefsaria ¢ di tantaconfequenza , che die ucfto ne depende il fuccefso dell’operare s Il fianco vien‘ad elseer an, elie ben coperto dalla linea del braccio, ¢ della Spada, ¢ la maon ef fendo PRIMA 38 fendo tutte l'altré parti ben collocate , pus fenzadifordinarfi ¢ cons facil movi mento parate,e offendere dal che ficonclude apertamenté bel yna &falera ia per pit ifpeti aumantapgiola pee idilcoperti ancora fon pochi,e fon lontani, e pet quefto ¢ difficilifimo al nemico il enctratui colla Spada,ed in quefto ptopofito dobbiamo auuertire,che ildifeoperto della Terza e di dentro , dalla Quarta di fuora,, ¢ la cagioe ine é, che la mano in quella riguarda pit in fuora del ginocchio deftro che didentro, ela mano 5 pugno che dir voliamo della Quarta riguar- da di dentro tuttauia con ambedue fi pué ritrouar franeamente la Spa- dda nemica tanto di dentro che difuora , tanto alta che baila , e fipud ettere il nemico piageuolmente in confufione,e trauagliarlo con finte,cauazioni ed altri moti artifiziofi fatti a tempo,e fecondo la mae- Stra, e forzadel nemico 5 Il parare e pit pronto come anco ilferire_s tanto di punta che ditaglio , auuertendo che la diffefa di dentro fi deue far di Quarta, ¢ feguitamente ferit di Quarta,e la difeGa di fore fi deue fardi Terza,con ferire ancora di Terza, ¢ cofil'yna ¢laltraé per &_» fieGa buona, emeticeuole d'elser praticata. Ma quantungue cid fay non 52 A ft eta TE non refta’ chenon ano qualche efeezione , ed in qualche ton vengano fotopofte lorovilauancagyye prim polo eeope. uuolmente,e ritrouare, eimpedite dalla Spada dell'amterfario cone de: bine Conttaguardi, le qual altzonon foro che rompereidilegnye do: minat la lama, come nel Capitolo feguente vedremo pi diffulamente, Secondo fi pofsono preuenire con pigliar il tempo,e k mifiara,tanto di sentio,come di fuora,tanto di fotto,come di foprarfacendo i difcoperti pet diametro , enella parte pit nobile della vita, ¢ cid principalmente accade quando fi formala Terzacon mano aféai balsa, eche laSpada col haver la punta alzata produce nel?impugnatura il fo angolo,alche ine Fegue anco vn altro defetto cagionato dalla lontananza della mano, la quale douenido nel difenderfi pafsar per molto fpazio per artiuare allan pein allaqale» dizi elpo, @ All cola che per la velocit’ della Spada nemica non rie(ca troppo tarda, & inoltre ¢ gjvafi perle cauaziont inutile cof frequentate per mantener(la Spada libera, eingannarel'inimico, eT'iftelso accade aneo nella Quarta_s guardia quando ancor ela vien ad eer formata con il medefimo di- fetto PRIMA 33 fetto dell'angolo della mano, ¢ molto fanno per hauer in quefto mo- do il braccio pit forte, e tenerfi meglio coperti di dentro, nons‘accor ono,chein vece di renderfi vantaggiofi in tal poftura , indebolifcano diffela, vetoé che fi potrebbero sfuggire quefterrori con diftende- re'l braccio, enon cadere nell incuruature, ed angoli che fon tanto dan- nofisma perd i defetti che da noi fone ftatidetti di fopra , rimangano nel fio vigote ,ancor che fia quetta forma di guardia diftefa di gran_» Tonga pit ficura, e pitt coperta , neceffitando il nemico 3 tirar fuor dili- neascofa tanto pericolola,che niente pid,{icome ¢beniflmno conofciu- to da quelli che hanno qualche intelligenzadi queftarte. Sedobbiaino far compatazione fi di loro qual fia api perfettaio lodo ambedue,e feidilotoné égran diligguaglianzanafcendo I'vna , eValtra dala pri- ima guardia,e douédo,orl'vnajed oralalraefferprefertafecédo la qua lich del nemico cétro del quale fir debbano (perimentare.la Quarta per cOfiderataaffoluramente,para me che fiala migliore per eflere alquan top forte pidcoperta.e per la facile fotigliezza del Canare,mma al: I'vna, eV altra antepongo la Guardia mifta per cOtenere tutte le perfe- ioni fenza idefetteome potreme dimoftrar affai meglio nelle figure del fecondo libro. E DEL. 34 PARTE DELLcA CedViAZIONE, E SVE SPEZIE CAP. XI. L pericolo , che non fi Compagna dal cimento dell'armi tiene tale I mente fuegliti li fpirit alla difela, che non & dubbio che difficile mente fi pola ferire il nemico,il quale non fia {compofo dal timorend dall'ira, e che habia qualche prarica nell'arte quello perd che pid si, é fempre pid ardito , e pone con prontezzain efecuzione quanto fi cone fida, ¢ {i ftima d'hauer bene impatato , Suole dunque accadere fi procuri di trouare la Spada nemica per guadagnatla , 6 leuarla di ee séza ,¢ reftare {uperiore,e da quefto ne na(ce la Cauazione,moto fate dall atuetCatio per isfaggire, I'vno, eFaltro difauitantaggio,, efono due le fixe fpetie, Cauazione di tempo,e d'obbedienza , laPrima é quel paf- faggio che fi fa, da vn luogo,ad yn altro con la Spada nel tempo, che fi tewta di crouarla, La Seconda é quando efbendo coperta, | mo- lo Boh MA 33 do portandola flibera di fopgezione,Se per efeguite il fio penfiero, ¢ mantenerfi nel guadagno , saccompagnaad vn tempo il moto della _» Cauazione,fi produce la Contracauazione in vired della quale ritorna Ja Spada al punto donde fa mofsa; Per ingannare la contracauazione , pedi primo,che cominci8 3 cauare vnitamente raddoppiare il moto,e Sinitlo nel guadagno fopra la Spada del nemnicoye quefto fi domands_s Ricauazionese finalmence (e la punta vien ritenuta forvola lama doppo hhaverla difobbbigata , fi forma la Meza cauazione viata per rompere il difegno del aeunico, farlo intefoluro ; Molti che funno lo fperimenta- tobialimanoilCavar di Spada, ¢ n'adducano pit ragionive fra Faltre, cofi argomentano; La Cauazione 6 ¢ atta fuor di mifura, enon ferue 3 ofa aleuna , perche (on fuor de termini dell'offefa, 6 vero é fatta in mi- fara perfett,¢ allora,'di vn cempoal nemico di ferisloilo fopradi gre fia dificoli fard poche parole potendo con poca fadiga far manifefto il Cétratio,e prima dieo elser necefsaria fuor di mifata,pernon dare ard= mentoallininnico,¢ per chiudergli ogni via dimpadronirfi3 poco 0 codelaSpadgecirsopi dda der appro quanto chef pub fe Ei fenza

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