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LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

PRIMA DIVISIONE LE FINALI PLAYOFF
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I NUMERI
anni passati dall’ultimo campionato di B del Verona, retrocesso nel 2006-07 dopo il playout con lo Spezia

Verona 4
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IL TRIONFO

SALERNITANA VERONA

Mandorlini esulta con 1.500 tifosi in gabbia

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rigori su 3 gol in finale: all’andata decise la doppietta di Ferrari dal dischetto, al ritorno ha segnato Carrus

Dolce sconfitta L’Hellas torna in B tra gioia e paura
La Salernitana spinge ma non va oltre l’1-0 E alla fine scoppia la rabbia dei tifosi dell’Arechi
La gara Il Verona ha regalato un tempo alla Salernitana ed è andato sotto, poi nella ripresa ha dominato la scena pur rischiando qualcosa contro una squadra che, dopo l’uscita di Carrus, ha spento la luce. Trascinata da un pubblico spettacolare (ma indisciplinato per i lanci in campo di oggetti: colpito il guardalinee Pegorin), la squadra di Breda è uscita tra gli applausi, tutti meritati: i giocatori non prendono gli stipendi da novembre, senza penalizzazione sarebbero arrivati secondi e con il Verona hanno dato tutto. Ora, mentre Breda andrà alla Reggina, la palla passa alla società, che rischia di saltare: Salerno non se lo merita. Occasioni Nel primo tempo le saette di Carrus e una punizione di Fabinho hanno portato la Salernitana vicino al vantaggio, trovato appena prima dell’intervallo. Rigore su Ragusa, entrato in area da sinistra e steso da Martina Rini: per Carrus ottavo gol stagionale, record personale. Nella ripresa, alla paratona di Iuliano su punizione di Scaglia, ha risposto Rafael su Szatmari e Fabinho. Ragusa, molto attivo, ha commesso sotto rete due errori marchiani, poi al 25’ Rafael gli ha detto di no. E la Salernitana, che aveva 4 squalificati, è finita lì, mentre il Verona di rimessa ha sfiorato il gol. Ma è stata festa lo stesso, con parapiglia a centrocampo (coinvolto anche il contestatissimo Mandorlini) e un’esplosione di felicità, iniziata all’Arechi e finita a Verona, per una folle notte di gioia.

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GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORE Carrus su rigore al 46’ p.t. SALERNITANA (4-3-3) Iuliano 6,5; D’Alterio 6,5, Peccarisi 6,5, Murolo 6,5, Pippa 6; Carcuro 5,5 (dal 39’ s.t. Montella s.v.), Carrus 7 (dal 30’ s.t. Aurelio 6), Szatmari 5,5; Fabinho 6,5, Fava 5,5 (dal 38’ s.t. Montalto s.v.), Ragusa 6,5. PANCHINA Polito, Jefferson, Russo, Franco. ALLENATORE Breda 6. VERONA (4-3-3) Rafael 7; Cangi 6 (dal 23’ s.t. Abbate 6), Ceccarelli 7, Maietta 7, Scaglia 6,5; Martina Rini 6, Esposito 6, Hallfredsson 7; Mancini 7,5 (dal 45’ s.t. Russo s.v.), Ferrari 5,5, Berrettoni 5,5 (dal 32’ s.t. Anderson 5,5). PANCHINA Andrade, Garzon, Pichlmann, Le Noci. ALLENATORE Mandorlini 7. ARBITRO Di Paolo di Avezzano 7. NOTE paganti 25.073, incasso di 328.550 euro. Ammoniti Pippa, D’Alterio, Peccarisi, Abbate e Montella. Angoli 4-5.

RISCHIO FALLIMENTO

promozioni per il tecnico Mandorlini: in C1 con lo Spezia nel 2000, in A con l’Atalanta nel 2004 e ora in B con il Verona

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Salernitana Ora il futuro diventa nero
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SALERNO dDopo la promozione

Davide Carrus, 32 anni, segna l’1-0, ma alla Salernitana non basta TANOPRESS
DAL NOSTRO INVIATO

fallita, è legato a un filo il futuro della Salernitana. Se non sarà fatta una ricapitalizzazione per più di 3 milioni entro venerdì, sarà concreto il rischio fallimento. Anche ieri, tra i 25mila dell’Arechi, non c’era alcun rappresentante della società. Breda via Il futuro di Roberto Breda invece è già scritto, e si chiama Reggina, anche se il tecnico frena: «È presto per parlarne. Adesso penso solo della partita e del sogno che è sfumato proprio sul più bello. Per tutto quello che abbiamo fatto in questa stagione avremmo meritato la promozione, purtroppo non è andata come speravamo. Tutto è stato condizionato dal risultato dell’andata. Con altre situazioni in quella partita sarebbe stato diverso lo sviluppo del ritorno». In lacrime alla fine Ragusa, che provocando il rigore aveva illuso l’Arechi: «Eravamo arrivati vicini al sogno, ma non siamo riusciti a concretizzarlo. Il futuro è tutto da stabilire, anche se il Genoa, il club a cui appartengo, vorrebbe che giocassi in categoria superiore».
g.v.

NICOLA BINDA
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SALERNO dQuattro anni cancel-

lati in un sol colpo. Quattro anni vissuti con dignità ma soffrendo, accettando a fatica la realtà ma senza mai abbandonare la maglia. Quattro anni dopo Verona si ritrova in Serie B, dopo averla sfiorata l’anno scorso (sconfitta nella finale dei playoff) ma anche dopo aver rischiato di finire più giù (salvezza all’ultimo minuto del playout nel 2008). Quattro anni che saranno conclusi dopo le sentenze del calcioscommesse, visto che Buffone, d.s. del Ravenna, ha coinvolto il Verona: per omessa denuncia rischia una penalizzazione. Ma la B all’Hellas non la leva nessuno.

La data Questa del 19 giugno 2011 sarà una data che a Verona nessuno dimenticherà. Certo, non come il 12 maggio 1985, giorno dello scudetto a Bergamo, ma più di quelle delle sette promozioni in A. La trasferta di Salerno, nella bolgia dell’Arechi, con 1.200 tifosi dell’Hellas ingabbiati (compresi il sindaco Tosi, il presidente Martinelli e l’a.d. Siciliano, che non hanno trovato posto in tribuna) a rispondere al tifo dei quasi 25.000 scatenati supporter di casa (pubblico record in questa stagione di Lega Pro), con la squadra di Mandorlini a reggere agli assalti granata (bisognava rimontare il 2-0 dell’andata), con migliaia di tifosi in piazza Bra a seguire la gara sul maxischermo, è la fotografia finale ai quattro anni più duri dell’Hellas.

In alto, la gioia di Andrea Mandorlini, (foto CAFARO). Al centro, l’intervento della Polizia, che dopo il fischio finale ha impedito il contatto tra le due tifoserie, con quella del Verona bloccata a lungo nel settore ospiti (foto LIVERANI). Qui sopra, la festa dei giocatori del Verona sotto la curva occupata dai gialloblù (foto TANOPRESS).

Felicità e tensione

SI RIPARTE COSI’ NELLA PROSSIMA STAGIONE
Serie B
ALBINOLEFFE ASCOLI BARI BRESCIA CITTADELLA CROTONE EMPOLI GROSSETO GUBBIO JUVE STABIA LIVORNO MODENA PADOVA PESCARA NOCERINA REGGINA SAMPDORIA SASSUOLO TORINO VARESE VERONA VICENZA

DOPO LA GARA INCIDENTI DAVANTI ALLO STADIO

Prima divisione
ALESSANDRIA ANDRIA ATLETICO ROMA BARLETTA BASSANO BENEVENTO CARPI CARRARESE COMO CREMONESE FERALPI SALO' FOGGIA FOLIGNO FROSINONE GELA LANCIANO LATINA LUCCHESE LUMEZZANE PAVIA PERGOCREMA PIACENZA PISA PORTOGRUARO RAVENNA REGGIANA SALERNITANA SIRACUSA SORRENTO SPAL SPEZIA TARANTO TRAPANI TRIESTINA TRITIUM VIAREGGIO

Seconda divisione
ALTO ADIGE APRILIA ARZANESE AVELLINO BELLARIA BORGO A BUGGIANO BRINDISI CAMPOBASSO CANAVESE CASALE CATANZARO CAVESE CELANO CHIETI COSENZA CROCIATI NOCETO CUNEO EBOLITANA ENTELLA FANO FONDI GAVORRANO GIACOMENSE GIULIANOVA ISOLA LIRI L'AQUILA LECCO MANTOVA MATERA MELFI MILAZZO MONTICHIARI MONZA NEAPOLIS NORMANNA PAGANESE PERUGIA POGGIBONSI PRATO PRO PATRIA PRO VERCELLI RENATE RODENGO SAMBONIFACESE SAN MARINO SANGIOVANNESE SANREMESE SANTARCANGELO SAVONA TERNANA TREVISO VALENZANA VIBONESE VIGOR LAMEZIA L’organico della Seconda divisione, dopo le mancate iscrizioni, scenderà da 54 a 40 squadre, che poi saranno divise in due gironi, nell’ambito della ristrutturazione dei campionati

Verona assediato per oltre due ore
Aggredito il tecnico Mandorlini. Feriti 2 carabinieri, fermati 10 ultrà campani
GIOVANNI VITALE
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dorlini è andato via tra gli spintoni mentre all’esterno continuava la rumorosa contestazione dei tifosi della Salernitana. Il bilancio L’assedio davanti all’Arechi, con lancio di pietre e bottiglie verso i sostenitori gialloblù, è durato fino alle 22: dopo oltre due ore dalla fine della partita, la squadra e i tifosi del Verona hanno potuto finalmente andarsene. Il bilancio degli incidenti è di due carabinieri feriti e 10 fermati, tutti salernitani. Durante la partita, un addetto ai cartelloni pubblicitari dello stadio era rimasto stordito dallo scoppio di un petardo lanciato dalla curva B, che ospitava la tifoseria del Verona. L'uomo è stato portato in ospedale dove è stato subito dimesso con una prognosi di pochi giorni.

SALERNOdUn dopo partita pie-

no di tensioni, in campo e fuori. Andrea Mandorlini è stato aggredito nel corridoio degli spogliatoi e ha riportato un ematona al sopracciglio dell’occhio sinistro. Il tecnico del

Verona non ha voluto parlare dell’accaduto, poi ha commentato la partita indossando una maglietta su cui giganteggiava una B in giallo e la scritta Mandorlini coach 19-6-2011. «E’ stata una lunga rincorsa — ha detto —, eravamo convinti di poter raggiungere la fase finale. E nei playoff siamo stati all’altezza della situazione. Sapevamo che sarebbe stata dura ma siamo riusciti a contenere le sfuriate della Salernitana. Il primo tempo eravamo un po’ timorosi ed abbiamo sofferto, il secondo l’abbiamo giocato da Verona». Poi Man-

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PRIMA DIVISIONE LE FINALI PLAYOFF

Juve Stabia
A Castellammare la festa raddoppia In B dopo 59 anni
Molinari poi Corona: seconda promozione di fila Baronio non evita il k.o. dell’Atletico Roma
GAETANO IMPARATO ROMAdAnche la serie B. Dopo la coppa Italia, Castellammare di Stabia fa di nuovo festa. Ed è la gioia più bella perché inaspettata. Torna in B con l’ultimo attimo del primo tempo, al cadere dell’ultimo granello di clessidra prima che venga rigirata. Molinari, di destro al volo, si coordina e spara in rete un pallone respinto dalla difesa su un calcio d’angolo. Ambrosi resta di sasso e l’ipoteca sulla promozione diviene indelebile. Perché l’Atletico Roma, ora, non può solo gestire ma deve attaccare. E osa, eccome se osa la squadra di Chiappara, tanto da farsi infilare in contropiede, ancora a fine tempo. Tarantino, appena entrato, mette in mezzo il pallone che Corona stoppa e piazza tra palo e portiere proprio mentre Padella si sposta in attacco sperando in un gol-beffa come lo rifilò al Taranto.

IL TRIONFO

ATLETICO ROMA JUVE STABIA

Gol, abbracci e lacrime Che emozioni al Flaminio

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I NUMERI
gli anni passati dall’ultimo campionato in B disputato dalla a Juve Stabia (stagione 1951-52)

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GIUDIZIO 777 PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Molinari al 47’ p.t., Corona al 44’ s.t. ATLETICO ROMA (4-2-3-1) Ambrosi 5,5; Balzano 6,5, Padella 5,5, Doudou 5 (dal 32’ s.t. Caputo 6,5), Angeletti 6; Miglietta 6, Baronio 6,5; Babù 6 (dal 4’ s.t. Mazzeo 6,5), Franchini 5,5, Franceschini 5 (dal 12’ s.t. Mazzarani 5); Ciofani 5,5. PANCHINA Previti, Pelagias, Romondini, Tombesi. ALLENATORE Chiappara 5. JUVE STABIA (4-3-3) Colombi 7; Maury 6,5, Molinari 8, Scognamiglio 7, Dianda 7; Cazzola 7, Danucci 7, Mezavilla 7,5 (dal 41’ s.t. Ciotola 6,5); Mbakogu 7 (dal 16’ s.t. Tarantino 7), Corona 6,5, Raimondi 6,5 (dal 29’ s.t. Pezzella 6,5). PANCHINA Fumagalli, Fabbro, Davì, Valtulina. ALLENATORE Braglia 7. ARBITRO Irrati di Pistoia 6. NOTE paganti 3.790, incasso di 46.170 euro. Ammoniti Cazzola, Balzano, Franchini, Corona, Colombi, Danucci, Ambrosi. Espulsi il tecnico Chiappara e Mezavilla (dalla panchina) al 48’ s.t. Angoli 7-2.

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i gol stagionali di Molinari, entrambi ai playoff: nella semifinale di andata al Benevento e ieri

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IL TECNICO

Braglia esulta e saluta: va allo Spezia
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Morris Molinari, 36 anni, segna il gol che sblocca la partita FOTOPRESS

blindato ma elastico, spinato. A reggere l’urto in mediana c’è Mezavilla. Atletico pacioso La classifica fa brutti scherzi, toglie mordente ai romani. Forti della posizione migliore che li manderebbe in B col pari assemblano un primo

La chiave C’è un uomo, in campo, che fa la differenza: Morris Molinari. Una spanna sugli altri, da sembrare un marziano. Il gol, e tanta altra roba. Tutti i palloni aerei davanti Colombi li sventa lui e mette toppe interrompendo, di piede e testa, le trame romane che portano a Ciofani. Poi c’è Braglia, maremmano doc che sembra fatto di miele e veleno: in formazione mette Tarantino ma in campo manda Raimondi, infila Ciotola quando vede l’Atletico Roma sguarnito sulle fasce e catapultato in avanti. 4-3-3, senza sbavature né variazioni sul tema,

L CLIC

QUAGLIARELLA DIVISO TRA LE DUE JUVE...
Fabio Quagliarella, attaccante della Juve, è nato a Castellammare e non dimentica le origini: «Se ci fosse la gara di coppa con la Juve Stabia, chiederei di non giocare...»

tempo che è soprattutto una «melina propositiva». Franceschini è part-time tra mediana e avanti, s’inizia col 4-2-3-1, si finisce col 2-4-4 beccando il gol che chiude i giochi. Bene Baronio (i veri sussulti arrivano dalle sue punizioni) e Miglietta, Ciofani invece è spuntato come un lapis spezzato. A nulla serve l’ingresso di Mazzeo, molto più utile Caputo. Braglia s’infiocchetta la B inserendo Tarantino e Ciotola. Da moviola c’è poco, se non Raimondi che cade in area e Ciofani a terra in un corpo a corpo con Dianda (18’ s.t.). Una bottiglia piena di ghiaccio colpisce Fabbro dopo il raddoppio (è ricoverato per il distacco della retina), scintille con Chiappara e Mezavilla espulsi. Poi la festa. Stabia, dalla C2 nel 2009 alla B oggi. Sì, una neopromossa terribile.

ROMA d«Braglia santo subito», recita uno striscione al Flaminio. Ma il tecnico ha poco tempo per esultare. Andrà allo Spezia: l’ufficialità dell'ingaggio è prevista oggi. «La gara l’ho preparata proprio così - spiega il tecnico -, e nel finale con Ciotola mi serviva spingere sui lati e chiudere la sfida...». Il presidente Franco Manniello si dimena come fosse in un sogno. «Ancora non ci credo, gioia immensa per me e una città che ha la spada di Damocle della Fincantieri e posti di lavoro a rischio. E’ stata dura arrivarci, un exploit di squadra e società, siamo stati praticamente soli nel creare questo miracolo».

promozioni per il tecnico Braglia: in C1 con il Montevarchi, in B con Catanzaro, Pisa e Juve Stabia

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Fabbro in ospedale

In alto, Giorgio Corona abbraccia il tecnico Braglia (LIVERANI). Al centro, Alessandro Fabbro, colpito in panchina da una bottiglia dopo il 2-0. E’ in ospedale per il distacco della retina (IPP): il responsabile è stato denunciato e colpito da un Daspo di 5 anni; 2 anni anche a 2 tifosi stabiesi. Sotto, la delusione dell’Atletico (IPP).

Sponsor Il sindaco Luigi Bobbio ha anticipato che l’amministrazione comunale sponsorizzerà la squadra con il logo «Castellammare città delle acque». Davide Ciaccia, a.d. dell’Atletico, la prende con filosofia. «La tensione ci ha fregati, stesso approccio letale alla gara come col Taranto. L’anno venturo? Si riparte da Rieti, il Flaminio non è agibile per il calcio vero. E molto probabilmente schiereremo una squadra di giovani».
g.im.

MERCATO DI B E LEGA PRO

SERIE D

Toro: spunta Fabre. Reggina, ecco Fabinho
Samp su N. Viola Panchine: il Pescara incontra Zeman, Rossitto a Viareggio
BIANCHIN-BRAMARDO

La finale playoff è Turris-Rimini
Si sono giocate ieri pomeriggio le gare di ritorno delle semifinali playoff del campionato di Serie D. Ecco il dettaglio: Turris SandonàJesolo 0 0 (andata 2 2). Voghera Rimini 0 1 (andata 1 4). Vanno dunque in finale la Turris e il Rimini, e tra domani e martedì si stabilirà il campo neutro che sraà quasi certamente nelle Marche. Si gioca domenica 26: in caso di parità di punti e gol al 90’ si andrà subito ai calci di rigore. Dopo l’ultimo atto della stagione agonistica, verrà definita la graduatoria delle squadre per gli eventuali ripescaggi in Seconda divisione.

su Marcolin, mentre il Grosseto si guarda ancora intorno. Torino e Samp Il Torino tra i più attivi. In porta, il francese Michael Fabre, 26enne del Clermont (Ligue2), è il nome nuovo, alternativa a Iezzo, Rosati e al favorito Gillet. In difesa non dispiace Augustyn (Catania) e si lavora sempre per Knezevic: oggi un appuntamento col Livorno. Se in mezzo Ventura resta su Gazzi (Bari), in attacco il Toro lotta proprio col Bari e con il Padova per Babacar della Fiorentina. Per Antenucci invece si proverà a rinnovare la comproprietà, tipo di accordo già quasi raggiunto con l’Inter per Stevanovic e Bene-

detti. Tra le squadre che puntano alla A, la Samp resta sul trio Bertani-Porcari-Ujkani del Novara e pensa sempre al talento Nicolas Viola della Reggina. Altre di B Proprio la Reggina ha praticamente chiuso per Fabinho, che ieri ha perso la B contro il Verona. Tre squadre, invece, ragionano su un giovane portiere. Il Varese vorrebbe Belec, ultima stagione al Crotone, e per la difesa ha parlato col Genoa per Polenta. Il Modena invece cerca Colombi, di proprietà dell’Atalanta, ottimo ieri con la Juve Stabia, mentre il Grosseto aspetta il ritorno di Lanni, da due stagione al Pisa. I toscani, tra l’altro, in avanti

dLa conta delle panchine di B è ferma a 18: ne mancano quattro e tre sono in via di definizione. La Reggina tra sabato e lunedì dovrebbe annunciare Breda, che ha perso la finale con la Salernitana, mentre il Pescara martedì vedrà Zeman a Roma. Comunque, resta più probabile la scelta Lerda. A Brescia, Scienza è sempre in vantaggio

hanno sondato Napoleoni, romano del Levadiakos (Grecia). Chiusura con il Crotone, che chiede il centrocampista Niccolò Galli al Parma, e con la coppia Empoli-Bari, in cerca di un difensore: i toscani hanno in cima alla lista Regini, terzino nell’ultima stagione al Foggia, mentre i pugliesi ragionano su Albertazzi (Milan Primavera). Panchine di Lega Pro Fabio Rossitto lascia la Primavera dell’Udinese: sarà l’allenatore del Viareggio. Per il dopo-Carbone a Pavia invece il favorito è Massimo Gadda, ultima stagione alla Giacomense. In alternativa c’è Novelli, che lascerebbe la Pro Patria.

Fabinho, 20 anni, della Salernitana

LUNEDÌ 20 GIUGNO 2011

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CALCIOSCOMMESSE L’INTERVISTA

«Scommesse da bloccare e squalifiche più pesanti»
Da Betfair sì all’idea di Beretta: «Flussi anomali? Soldi restituiti Ma la Federcalcio sia inflessibile»
FRANCESCO CENITI
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DOMANI GIANNONE DAL PM

y Signori al Tg1
«Rovinati trenta anni di carriera»

OGGI PARLA A BOLOGNA

A Cremona torna a lavoro il pm Di Martino.
Domani

Il gol decisivo di Pazzini in Inter-lecce 1-0, una della gare sotto inchiesta a Cremona REUTERS

d«Annullare le scommesse in caso di flussi anomali, restituendo i soldi indietro? E’ una proposta da valutare, con determinate garanzie si potrebbe anche fare». Massimiliano Bancora, amministratore delegato di Beftair Italia, apre all’idea lanciata qualche giorno fa da Maurizio Beretta, presidente della Lega calcio. «Bloccare le partite non è possibile — aggiunge Bancora —, ma chiudere i rubinetti ridando i soldi delle giocate prima che un match inizi, può essere un segnale forte da utilizzare in questa fase pericolosa». L’inchiesta di Cremona, con 15 arrestati e almeno 28 indagati, sta lasciando il segno. Gare combinate e infiltrazioni criminali sono i pericoli da evitare: i bookmaker sono usciti allo scoperto, denunciando e prendendo posizione. Betfair è la più grande community di scommesse online al mondo con 6 milioni di transazioni al giorno. Non è un opera-

tore tradizionale, utilizza il betting exchange: gli utenti hanno la possibilità di puntare a favore o contro il verificarsi di un risultato. Una sorta di Borsa delle scommesse dove Betfair offre la piattaforma non rischiando in proprio, riuscendo così a «dare» quote più vantaggiose. C’è il rovescio della medaglia: i maligni sostengono che Betfair è l’opzione finale per chi scommette sicuro.
Partiamo da qui, Bancora. Che cosa risponde all’accusa di essere un porto franco per chi non gioca pulito?

HA OLTRE 2 MILA DIPENDENTI

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sto è già sufficiente per fare degli accertamenti. Nel caso ci fosse un’indagine, poi, è nostro compito aiutare gli inquirenti fornendo i dati necessari».
Accade anche in Italia?

per evitare truffe simili. Ci piacerebbe farlo anche con la Figc, ma come ho spiegato ci sono problemi burocratici».
Che cosa pensa della task force antitruffa?

Sarà ascoltato di nuovo Francesco Giannone, il commercialista di Bologna che insieme al suo socio (Manlio Briuni) ha accusato Beppe Signori di essere al centro del gruppo che provava a combinare le partite di A e B.
Mercoledì

«Da sempre contrastiamo tutto quello che può essere il tentativo di trarre profitti illegali. Abbiamo controlli ferrei e una serie di procedure».
Siamo curiosi...

Betfair è un operatore di betting exchange in Gran Bretagna. E’ presente in Italia, Australia, Austria e Malta. Oltre 2000 i dipendenti in tutto il mondo

«La strada è un po’ più complicata perché Betfair.com non è raggiungibile dall’Italia. Questo nonostante da anni abbiamo fatto domanda per avere una regolare licenza. Aspettiamo una risposta, nel frattempo operiamo con Betfair Italia, ma è chiaro che i volumi d’affari importanti ruotano sul marchio tradizionale».
Le dice qualcosa AlbinoLeffe-Piacenza 3-3?

«Passo positivo, si deve fare di tutto per contrastare il fenomeno odioso dei risultati combinati. Ma credo serva altro».
Tipo?

«Nulla di particolare».
C’è un video sul web che riprende il live della gara su Betfair: per gli utenti di mezzo mondo quel pari era taroccato e per truffare hanno utilizzato la vostra piattaforma.

«Squalifiche esemplari per i tesserati colpevoli di illeciti o anche solo tentati. Stessa cosa per chi non denuncia. In Italia non è la prima volta che si parla di calcioscommesse, ma spesso la giustizia sportiva è stata troppo morbida. E poi c’è un problema di mentalità».
Prego, continui...

Sarà il turno di Massimo Erodiani, titolare di due agenzie di scommesse, che ha svelato il sistema delle combine e accusato Marco Paoloni sulla vicenda del Minias. Sempre mercoledì a Roma si terrà l’incidente probatorio sulla scheda del telefonino di Paoloni.
Doni e Bettarini

dOggi alle 12 Beppe Signori ha convocato una conferenza stampa in un hotel di Bologna per raccontare la sua verità dopo l’arresto (ai domiciliari) eseguito il primo giugno su ordine della Procura di Cremona che sta indagando sul nuovo calcioscommesse. Ieri, però, l’ex attaccante di Lazio e Nazionale ha anticipato il suo stato d’animo in una intervista rilasciata al Tg1. «Mi sono visto rovinato 30 anni di carriera. Ero abituato a rimanere sui giornali così tanto tempo per le imprese calcistiche, non sicuramente per cose così». Queste le prime parole pronunciate da Signori che poi ha respinto tutte le accuse.

«Possiamo bloccare i pagamenti e segnalare alle varie Federazioni i movimenti anomali sulla gara incriminata. Come ci muoviamo? Se un cliente improvvisamente gioca una cifra superiore al suo standard, que-

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Massimiliano Bancora, 40 anni, a.d. di Betfair Italia

«Non posso rispondere nello specifico. Dico solo che collaboriamo con Uefa e Apt proprio

«In Inghilterra è impensabile che una squadra già salva "regali" la partita solo per mancanza di stimoli. Questo è un terreno fertile per chi vuole alterare un risultato. Bisogna insegnare ai ragazzi che lo sport ha valori diversi».

Il pm vuole interrogare anche Doni e Bettarini (indagati), forse già giovedì e venerdì

Solo falsità Così l’ex bomber: «Penso che chi mi conosce bene sappia come sono, come mi sono sempre comportato. Quello che mi ha fatto più male sono state le bugie, le falsità, le cose scritte non vere. Ora sto un po’ meglio, sono un po’ più tranquillo e sereno, anche se è stata dura. Ho passato le giornate, ovviamente dentro casa, a cercare di capire. Soprattutto leggendo l'ordinanza: me la sono praticamente studiata a memoria per capire cosa c'entrassi. Per capire il perché e il per come». Fin qui la difesa di Signori. Da ricordare, però, che il gip nelle motivazioni della revoca dei domiciliari scrive come «le prove raccolte, anche grazie alle testimonianze dei coindagati, confermano in pieno i capi d’imputazione contro Signori». Insomma, la partita processuale è soltanto all’inizio.

DAI VERBALI DELL’INCHIESTA DI CREMONA NUOVI ELEMENTI SU TRE INCONTRI DEI BIANCONERI

«L’Ascoli sospettava di Sommese»
Micolucci lo dice
davanti al gip: «Finì fuori rosa perché pensavano che vendesse le partite»
LUIGI PERNA
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d«Incompatibilità ambientale». Due parole per giustificare il provvedimento con cui a gennaio l’Ascoli mise fuori rosa il capitano Vincenzo Sommese, uno che aveva un passato al Torino e i numeri per stare anche più in alto della serie B. Ora si scopre che forse dietro a quella decisione non c’erano problemi caratteriali o un momento personale difficile. Ma molto di più. Lo dice il compagno Vittorio Micolucci, durante l’interrogatorio davanti al gip Guido Salvini nell’ambito dell’inchiesta di Cremona sul calcio scommesse. Ecco il passaggio chiave della deposizione. DOMANDA: Sommese aveva venduto le partite prima di lei? MICOLUCCI: «Questo non lo so». D: A un certo punto Sommese esce fuori rosa, no?

M: «Sommese esce fuori rosa perché secondo l’Ascoli i problemi... veri della squadra... Era Sommese che si vendeva le partite». D: Cioè, non per incapacità tecnica l’hanno messo fuori rosa? M: «No. E’ un giocatore di categoria superiore, anche». D: Quindi lui era sospettato di avere venduto... M: «E l’Ascoli lo ha allontanato, sì». C’è un gioco delle parti. Micolucci scarica la responsabilità sullo stesso Sommese (indebitato per 83 mila euro) e sul dentista anconetano Marco Pirani, dicendo di aver finto una complicità nella combine delle partite (tra cui quella fallita tra Ascoli-Atalanta 1-1) per sfuggire alle loro pressioni continue. È così che spiega anche l’intercettazione, considerata inequivocabile, in cui si «giustifica» dopo il risultato dell’incontro. M: «Io penso che Vincenzo faceva determinate cose perché lui ha solo un anno di contratto... La società mettendolo fuori rosa, lui era praticamente... Cioè non poteva fare più niente per cercare di far recuperare a Marco (Pirani; ndr) e quant’altro del debito». Micolucci, che in realtà era an-

Vincenzo Sommese, 35 anni dopodomani, festeggia un gol segnato con la maglia dell’Ascoli LAPRESSE

L’odontoiatra Pirani: «Micolucci era minacciato dagli zingari per combinare la partita con il Livorno»

ch’egli in difficoltà economiche, ricorda il dialogo in campo prima della gara con l’atalantino Manfredini (di per sé meritevole di denuncia): «Ho parlato solo con Manfredini, con cui ho giocato nel 2000 all’Udinese. Lui mi dice: "Oh, dai, Vittò! Che dici, oggi facciamo pari, che va bene a tutti e due?"... E io gli ho detto: "Guarda, Manfrè, credimi, io qui non conto niente", perché sapevo

che purtroppo gli errori che avevano fatto gli altri mi avevano condizionato... Girava voce che io dovevo vendermi le partite per far recuperare altre persone». Queste chiacchiere sul suo conto riguardavano anche le partite Albinoleffe-Ascoli e Livorno-Ascoli. Ne parla a sua volta Marco Pirani nella deposizione davanti al gip. DOMANDA: Micolucci ha cer-

cato di perdere le partite e non c’è riuscito? PIRANI: «Anche lui ha cercato di perdere Livorno-Ascoli in quanto pressato». D: Pressato? P: «Pressato da richieste e minacce di non ben identificate persone, in quanto lui e altri, compreso Sommese, avevano promesso la partita Albinoleffe-Ascoli... che secondo me era organizzata da scommettitori esterni che andavano dai giocatori... Però alla fine la partita non si era concretizzata e la colpa principale era stata data a Micolucci... gli scommettitori l’hanno minacciato che doveva fare quella con il Livorno». D: Possono essere gli zingari? P: «Probabilmente, da quello che ho capito... perché io a Sommese gli ho fatto proprio la domanda: "Ma sono gli zingari?". Mi ha detto: "Lascia perdere perché quella è gentaccia... Pericolosa». Ma come mai Micolucci era l’unico giocatore dell’Ascoli ancora vicino a Sommese? «La società credeva che Sommese e Giallombardo si vendessero le partite. Giallombardo lo hanno mandato al Grosseto, è una persona al di fuori di tutto; Vincenzo si è impuntato, ha fatto la guerra con Di Donato e Pederzoli. Lui come riferimento prendeva sempre me, perché prima che io andassi a convivere, ero sempre insieme a lui».