LA DISCIPLINA URBANISTICA DALL’UNITA’ D’ITALIA ALLA PRIMA SANATORIA EDILIZIA (1985) Sintesi incompleta delle principali leggi in materia

urbanistica € Unità d Italia 1861 Disciplina delle espropriazioni forzate per causa di pubblica utilità L.N. 2359 del 25/6/1865 Per l’urgente esigenza della creazione di una rete stradale e ferroviaria che prom uovesse i commerci il Parlamento pose mano ad una legge che consentisse gli espr opri necessari. Con la suddetta legge si introducono i Piani Regolatori Edilizi ed i Piani di Am pliamento. Il primo, destinato al centro storico da risanare, consentiva di alla rgare o aprire nuove strade, di fissare le altezze e gli allineamenti degli edif ici ricostruiti, di definire le aree di demolizione e di ricostruzione; il secon do, destinato all’espansione della città, dettava disposizioni in merito all’individua zione delle aree per l’edificazione, i collegamenti con la viabilità preesistente, l e opere di urbanizzazione. La legge stabilisce inoltre la non obbligatorietà dei PRE che, comunque, possono e ssere adottati solo dai comuni con più di 10000 ab. Stabilisce il termine di 25 an ni per la loro attuazione ed il riconoscimento implicito nel PR della dichiarazi one di pubblica utilità. Nei Piani di Ampliamento si stabilisce l’obbligo di cedere il terreno per la viabilità, dietro compenso per l’esproprio. Questa legge ha come criterio base il pagamento di un indennizzo che risarcisca completamente il danno economico subito, senza tener conto, ovviamente, del valo re affettivo che il proprietario ha nei riguardi del bene. In essa si prende, co me riferimento per l’indennizzo, il valore del terreno insieme al reddito agricolo da esso prodotto; tale valore va ricavato mediante stima e perciò fa riferimento al valore di mercato. La legge non ebbe una vasta applicazione a causa del forte onere economico deriv ante ai comuni soprattutto nel caso di esproprio di edifici. € € Sommario € , “” L.N. 2892 del 15/1/1885, “Legge per il risanamento della città di Napoli” L.N. 320 dell’8/7/1904 L.N. 502 dell’11/7/1907 L.N. 1150 del 17/8/1942, “Legge Urbanistica Nazionale” D.l. n 154 del 1/3/1945, “Piani di ricostruzione degli abitati danneggiati dalla g uerra” D.L. n 1402 del 27/10/1951 L.N. 1357 del 21/12/1955, “Proroga dei termini per l’attuazione dei PRG e dei PR e d isposizioni per il rilascio di licenze in deroga al regolamento edilizio” L.N. 167 del 18/4/1962, “Disposizioni per favorire l’acquisizione di aree fabbricabi li per l’edilizia economica e popolare” L.N. 765 del 6/8/1967, nota come “Legge ponte” L.N. 865 del 22/10/1971, “Legge per la casa” L.n. 10 del 28/1/1977, “Norme per l’edificabilità dei suoli”, nota come “legge Bucalossi” L.N. 513 del 8/8/1977, “Provvedimenti urgenti per l’accelerazione dei programmi in c orso” L.N. 457 del 5/8/1978, “Norme per l’edilizia residenziale”, L.N. 94 del 25/3/1982, “Norme per l’edilizia residenziale” L.N. 47 del 28/2/1985, “Norme in materia di controllo dell’attività urbanistica ed edi lizia. Sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie” APPROFONDIMENTI € €

 

Questi interventi restavano comunque limitati e parziali (diversamente da quanto si stava realizzando in tutte le grandi città europee). so litamente i più degradati. era limitato al controllo dell’espansione edilizia e non a regolare tutta l’attività edilizia come avviene oggi. al nord una nascente industrializzazione. 2892 del 15/1/1885. causata dalle condizioni antigieniche e dal sovraffollament o delle abitazioni. fu varata solo per il caso particolare della città di Napoli. In parole povere lo scopo che si prefiggeva il legislatore e ra quello di “espropriare molto e pagare poco”. onde demolire e ricostruire un quartiere malsano colpito da epidemia di colera. manifestano urgenti problemi di assetto ur banistico. dove furono frequenti le demolizioni per garantire la s icurezza statica e gli allineamenti stradali. 13 stabilisce che l’indennità dovuta ai proprietari va determinata effettuando la media del valore venale e dei fitti coacervati dell’ultimo decennio con data ce rta. La materia fu regolata dalla: L. del “bello e ordinato”. L’art. Essi vennero affrontati dalle amministrazioni locali principalmente a ttraverso disposizioni finalizzate al miglioramento dell’igiene pubblica e al cons eguimento dell’ideale. un’epidemia di colera. come avverte l’intestazione. aveva introdotto l’edilizia popolar e in Italia. del 1903. a questa legge risalgono i primi Istituti Case Popolari). Il Parlamento affrontò il problema con un int ervento straordinario mediante la: L. Gli interventi erano principalmente concentrati nelle zone dei centri urbani. con finalità sociali.N. cresciute sia per lo sviluppo indus triale che per la spinta demografica. stabilisce il principio che sono fabbricabili solo le aree comprese nel p erimetro del Piano Regolatore Altra innovazione è l’aver introdotto l’obbligo per i Comuni di dotarsi di Regolamento Edilizio.N. allora in voga. si deve sostituirli con l’imponibile nett o agli effetti delle imposte sui terreni e sui fabbricati. strumento che. Ciò però conferma la gravità de lla situazione che attraversavano le nostre città. La pesante eredità degli stati preunitari si concretizzava nella man canza di efficienti vie di comunicazione ed in un sistema economico disomogeneo. Il centro antico di Napoli superaffollato e privo di un decente sistema fognari o subì. In difetto di tali fitti accertati. L. € Negli anni seguenti furono messi in atto interventi legislativi particolari per alcune grandi città: L. “Disciplina delle espropriazioni forzate per causa di pub blica utilità” € Sia prima che dopo l’unità d’Italia le grandi città. 502 dell’11/7/1907 Destina metà del ricavato delle imposte sulle aree fabbricabili a beneficio dello IACP (istituto autonomo case popolari) di Roma. di promuovere le disuguaglianze economiche che affliggevano il territor io nazionale. a quella data. da parte del nuov o stato. 320 dell’8/7/1904 Introduce per la città di Roma l’imposta sulle aree fabbricabili. dovendosi adattare alle condizioni e conomiche del tempo e del luogo.N. “Legge per il risanamento della città di Napoli” Questa legge. € Il ripetersi del ricorso alle leggi speciali per risolvere situazioni contingent i fece sì che da più parti si sentisse la necessità di una disciplina urbanistica inte . tale legge dichiarava inoltre fa bbricabili tutte le aree comprese nel perimetro del PR di Roma (precedentemente la legge Luzzati sulle case operaie. Dal punto di vista urbanistico questa innovazione è assai importante perché in oppos izione al concetto tradizionale di edificabilità come diritto connaturato ad ogni suolo.Gli anni che seguirono l’unità d’Italia videro un crescente bisogno. 2359 del 25/6/1865. al sud estesi latifondi ed un’agricoltu ra arcaica.N.tale legge era comu nque valida per tutti i comuni che reputassero necessario promuovere nuove edifi cazioni. nel 1884. Fu proprio il Sud che fornì al legislatore la ragione di un successivo intervento.

I successivi anni ’60 videro un grande riequilibrio sociale ed economico tra indus tria e agricoltura e tra nord e sud Italia. La LUN è l’unica legge organica in materia urbanistica alla quale. in t al modo. che la disciplina urbanistica doveva attuarsi med iante piani regolatori di vario ordine.N. 765 del 1967 (se vuoi saper ne di più sulle leggi 1150/1942 e 765/1967 scorri la pagina sino agli approfondime nti). Ad essa doveva far seguito il regolamento di attuazione per renderla operati va. fra i quali quello della lottizz azione dei terreni per nuovi insediamenti abitativi e quello sulla formazione de i comparti edilizi. 1150 entrò in vigore durante la guerra e rimase inattuata per molti an ni.l. € La ricostruzione postbellica fu un’occasione perduta per l’urbanistica italiana. 1357 del 21/12/1955. I Piani di Ricostruzione riunendo in un unico atto le previsioni dei Piani Regol atori e dei Piani Particolareggiati costituirono. “Piani di ricostruzione degli abitati danneggiati dalla g uerra” L’ultimo fu il: D.n. so prattutto. Le modificazioni più sign ificative alla LUN sono state introdotte con la L. i piani regolatori ed i piani p articolareggiati. sos tituirla.n. Ma la voglia di approfittare ancora di un regime transitorio e rimandare ancora la predisposizione dei piani regolatori resta forte a tal punto che il Parlament o nel 1955 emana la: L. uno strumento guida per la gestione del territorio. per cui a causa della diffusa povertà delle masse operaie e bracciantili si dovette affronta .grale. Il Piano Regolatore infatti. il le gislatore si orientò a favore dell’approvazione di “Piani di Ricostruzione” che tra il 1 945 ed il 1951 furono introdotti nella normativa italiana per porre mano alla ri costruzione postbellica. alla quale si poteva giungere solo separando le norm e urbanistiche da quelle riguardanti l’esproprio. organica e autonoma. 1150 del 17/8/1942. si decise di procedere per mezzo di decreti legge che autorizzassero e aiutassero la ricostruzione di c iò che era come era.Con la legge istitutiva del PR di Roma si introdussero alcuni principi fo ndamentali in materia di procedura urbanistica.L. È tuttora in vigore nelle sue linee sostanziali. come avve niva nelle altre nazioni europee coinvolte nella guerra. n 1402 del 27/10/1951 Questi lodevoli interventi pensati per garantire un tetto agli italiani venivano calati in una situazione caratterizzata da controlli inesistenti ed inefficienz a amministrativa che inibirono una corretta pianificazione delle aree urbane dis trutte nonché quelle periferiche prese d’assalto dalla speculazione edilizia. alla legge istitutiva del piano regolatore per la città di Roma. Il primo emanato riguardò l’Italia a sud della “Linea Gotica”. una prima deroga all a legge del 1942 e ne ritardarono l’attuazione. peraltro. ma al termine del periodo bellico. Anz iché realizzare veri e propri interventi di riprogettazione urbanistica. successive leggi hanno apportato modifiche sostanziali senza. “Legge Urbanistica Nazionale” La legge n. tra cui. “Proroga dei termini per l’attuazione dei PRG e dei PR e d isposizioni per il rilascio di licenze in deroga al regolamento edilizio” Non stupiamoci di questo modo di far leggi perché ancora nel 1993 la L. e fu il: D. evitando l’equivoco che il PR (pia no regolatore) fosse solo una particolare ipotesi di dichiarazione di pubblica u tilità. nel corso degli a nni. di fatto. 317 annu ncia “Norme generali per il completamento dei piani di ricostruzione postbellica”. pur introducendo il vincolo sulla proprietà privata p er l’esecuzione di certe opere. non è soltanto un progetto di opere pubbliche ma. già liberata dalle truppe a lleate. Il “miracolo economico” provocò lo svuotam ento delle campagne del sud e il sovraffollamento delle città del nord. Tali principi formeranno la base per la futura: L. € 1931 . n 154 del 1/3/1945.N. Si pervenne. a causa della situazione d’emergenza. inoltre. In essa si stabiliva.

N el 1966 tre eventi catastrofici (la frana di Agrigento che fece sprofondare un i ntero quartiere. o del le Regioni. che caratterizzò l’Italia dalla fine degli anni ’50 alla fine degli anni ’60. finalmente.N. aveva prodotto un’espansione disor dinata delle città con indici di affollamento inaccettabili e tutto ciò aggirando no rme e vincoli con ogni sorta di abuso generalizzato che comprometteva ogni succe ssiva possibilità d’intervento di pianificazione. Da più parti si chiedeva una riformulazione sostanziale della legge urbanistica. La problematica venne affrontata con la: L. sono obbligati a dotarsi di piani di zona o PEEP comprensivi di opere di urbanizzazione. 12 contiene un principio dirompente: l’indennità di esproprio va determinata da ll’Ufficio Tecnico Erariale sulla base del valore del terreno senza tener conto de l suo incremento dipeso direttamente o indirettamente dalla formazione e attuazi one dei piani urbanistici. o degli istituti INA-Casa. 10 la legge consente inoltre ai Comuni di espropriare fino al 50% delle aree per riutilizzarle in proprio o per rivenderle ai privati che si impegnano a costruire case con caratteristiche (per prezzi e qualità) economiche e popolari. e le alluvioni di Firenze e del Veneto) convinsero il Parlament o che era giunto il momento di fare qualcosa. con la prev isione delle opere di urbanizzazione nonché l’acquisizione delle aree da parte dei C omuni a prezzo di terreno agricolo costituisce una coraggiosa rottura con la pra ssi degli anni precedenti. L’intervento legislativo mirava quin di ad abbattere la speculazione edilizia ed a salvaguardare il patrimonio cultur ale e paesaggistico nazionale. non è facile capire o ricordare le difficoltà e i disagi che molti it aliani hanno dovuto sopportare in una fase storica di grandi riequilibri economi ci e di fortissima emigrazione interna quale è stato il periodo degli anni Sessant . ecc. inoltre la Corte Costituzionale dichiarò illegittimo l’art 10 poiché è giustificabile l’esproprio delle aree destinate ad usi pubblici da parte della collettività (strade. “Disposizioni per favorire l’acquisizione di aree fabbricabi li per l’edilizia economica e popolare” In essa. la licenza inoltre poteva esse re rilasciata solo se l’area fosse già servita da opere di urbanizzazione.N. ma riferendosi al p rezzo di mercato. La restante parte resta a disposizione dello Stato per alloggi demaniali. con la dichiarazione di pubblica utilità per l’edilizia residenziale. Viene così azzerato il valore delle aree periferiche. perciò. (I D. La cronica scarsità di risorse finanziarie fece sì che la legge trovasse attuazione pratica soltanto nelle regioni del nord e. cooperative.re il problema degli alloggi per i lavoratori e le categorie svantaggiate. Con l’art. consistenti limitazioni all’edificazione in qu ei Comuni ancora sprovvisti di strumenti urbanistici e stabiliva anche che ogni nuova costruzione fosse dotata di parcheggi auto in misura non inferiore ad 1 m2 ogni 20 m2 di superficie. di verde pubblico. € La frenetica attività edilizia seguita al “miracolo economico”. per di più. ecc. € Nonostante il nostro Paese attualmente non stia attraversando un periodo economi co favorevole. ma non altrettanto può dirsi per le aree destinate alla residenz a che. attrezza ture di servizio e.). 1404 e 1444 furono emanati nel 1968 e se vuoi saperne di più clicca su di essi). Riepilogando la 167/1962 è assai importante perché con lo snellimento delle procedur e. infine le nuove lottizzazioni erano subordinate alla stipulazione di una convenzione tra privati e Comune. 167 del 18/4/1962. i Comuni con popolazione superiore ai 50000 abitanti.M . Si pervenne cosi alla: L. e comunque queste aree non possono essere valutate con il criterio del prezzo agricolo. inoltre. verde. 765 del 6/8/1967. Fissava. nota come “Legge ponte” Tale legge avrebbe dovuto finalmente consentire sostanziali mutamenti nella poli tica urbanistica italiana poiché stabiliva la demolizione per le opre eseguite sen za licenza edilizia o in modo difforme da questa. parcheg gi. La legge si concludeva preannunciando l’emanazione di norme relative agli standard urbanistici e i limiti all’edificazione per mezzo di decreti ministeriali. L’art. nelle città più grandi. hanno un uso strettamente privatistico.

513 del 8/8/1977. il CER. con la L. 865 del 22/10/1971. Giungiamo alla fine degli anni Settanta che vedono la promulgazione della: L. 5 del 30/1/1980. nonché l’acquisizione e l’urbanizzazione di aree destinate agli insediamenti residenziali. finalmente. ma questo la legge Bucalossi non lo dice esplicitamente. 64/1974 “Provvedimenti per le costruzioni c on particolari prescrizioni per le zone sismiche”. dei Decreti Dele gati del 1972 che trasferiscono alle Regioni a statuto ordinario alcune competen ze in materia urbanistica e della L. le grandi lotte operaie e la mobilitazione dei sindacati sul problema degli alloggi. ad una ripresa del settore edilizio che. all’indennizzo stabilito sulla base del valore medio agricolo determinato dall’UT E. Si cerca.N. vengono estesi i programmi pubblici di edilizia residenziale ad abitazioni ma lsane o colpite da calamità naturali.). convenzionata e agevolata fin alizzati alla costruzione di abitazioni e al recupero del patrimonio edilizio es istente. viene ampiamente trattata l’edilizia agevolata e convenzionata. hanno a che vedere con l’edili zia: si tratta della L. pur non avendo connotazioni strettamente urbanistiche. l’altra grande novità riguarda l a possibilità o meno di concedere il permesso a qualsiasi trasformazione dei suoli . “Norme per l’edificabilità dei suoli”. “Norme per l’edilizia residenziale”.a. si ritorna. 1086/1971 “Norme per la disciplina delle opere in conglo merato cementizio armato e precompresso e a struttura metallica”. si assiste. culminata nello sciopero generale per la casa del 1970.N. definiva illegittimo l’indennizzo delle aree espropriate calcolato sulla base del loro valore agricolo. 10 del 28/1/1977. Ciò avrebbe compo rtato un enorme esborso di denaro in più per quelle amministrazioni che si erano i mpegnate in programmi di edilizia pubblica. € Siamo così giunti agli anni Ottanta che vedono l’intervento della Corte Costituziona le e. “Legge per la casa” Nelle intenzioni del legislatore essa avrebbe consentito di operare in modo orga nico e definitivo su di un bene fondamentale quale la casa. equivale alla separazione dello jus ædificandi dallo jus possidend i. 385 del 31/12/19 . con compiti di orientamento.N.N. 457 introduce un piano decennale che riguar da tutti gli interventi di edilizia sovvenzionata. Con essa viene istituito un comitato.N. Da questo momento in poi tutte le figure professionali coinvolte nel processo edilizio. Per evitare un tracollo delle casse comunali il Parlamento provvide ad apporre una “toppa”. Con la: L. è un settore trainante poiché fa da volano a molteplici attività e settori ad es so collegati. non ben formulati. 457 del 5/8/1978. di orientare gli operatori del settore verso il recupero edilizio. mediante il quale l’Amministrazione comunale stabil isce i tempi e i modi degli interventi edificatori. poi. comunque chi ottiene tale permesso deve pagare un contributo destinato a copri re i costi di urbanizzazione. in sostanza. nota come “legge Bucalossi” La legge contiene importanti elementi innovativi alcuni dei quali. “Provvedimenti urgenti per l’accelerazione dei programmi in c orso” e con la: L. limitatamente all’ambito di rispettiva competenza.N. in seguito. sullo jus ædificandi e lo jus possidendi scorri la pagina sino agli approfondimenti). con sentenza n. La contestazione giovanile del 1968. Ragion per cui la Co rte Costituzionale sarà chiamata in causa per le controversie sollevate dai propri etari di aree fabbricabili che vedevano lesi i loro diritti naturali (se vuoi sa perne di più sulla legge Bucalossi. In particolare la L. non dimentichia molo. secondo il pa rere degli esperti. Ciò. saranno chiamate a rispondere dei propri atti davanti alla legge. € La prima metà degli anni Settanta è caratterizzata anche da leggi e decreti che.N. indussero il Parlamento a varare la: L. contr ollo e coordinamento dei programmi per l’edilizia.n. nel caso di espropr i. Innanzitutto introduce il programma pluri ennale di attuazione (p.p. il primo condono edilizio. La Corte.a.

“Norme per l’edilizia residenziale” Essa concedeva mutui a tasso zero ai Comuni che si impegnavano in programmi di a cquisizione di aree da urbanizzare e destinare all’edilizia residenziale. ci viene riproposta una nuova sanatoria edilizia. 2004. Ma il problema della casa restava comunque di difficile soluzione. tale rimedio invocato a gran voce dagli italiani fu introdotto dal Parlam ento con la: L. € Concludendo possiamo affermare che la nostra normativa è affetta da: §€€€€€€€€€ complessità organizzativa. piani regolatori. tasse. PRG. 94 del 25/3/1982. mediante la quale veniva prorogata la validità degli indennizzi con possibilità di un conguaglio successivo e in attesa di una nuova e risolutiva norma. La legge elencava anche una serie di opere non soggette a concessione ma a sempl ice autorizzazione gratuita ed arrivando alla implicita ammissione di impossibil ità di controllo del processo pianificatorio con l’introduzione del principio del si lenzio-assenso. Sanzioni. L’indulgenza con relativa assoluzione dai peccati venne sotto forma di condono edi lizio. Per quanto riguarda lo snellimento delle procedure urbanistiche ed edilizie si s pecificano le categorie di opere edilizie per le quali non è più necessaria la conce ssione e l’autorizzazione. §€€€€€€€€€ difficoltà interpretativa. ma come un tacito invito ad arrangiarsi con probabile garanzia d’impunità. 47 del 28/2/1985. In quest a cupa atmosfera il Governo ricorse ad interventi straordinari varando la: L. decr eti. un po’ per naturale incl inazione. §€€€€€€€€€ sovrapposizione di competenze. recupero e sanatoria delle opere edilizie” La legge nei primi articoli elenca i casi di opere abusive e prosegue annunciand o la concessione in sanatoria previo pagamento della oblazione. “Norme in materia di controllo dell’attività urbanistica ed edi lizia. Le stime di questo fenomeno. tanto è che nel 1994 sono stati riaperti i termini del condono edilizio (ma forse anche per la cronica necessità che hanno le casse dello Stato di denaro). davano i brividi: circa il 30 – 40% del patrimonio edilizio. Si rendono nulli gli atti di compravendita relativi ad edifici abusivi o lottizzazioni abusive.N. ma una semplice relazione che descriva le opere da eseg uirsi nel rispetto delle norme vigenti. . presentata all’inizio dei lavori. Ancora nel co rrente anno. arrivand o ad ipotizzare l’occupazione d’urgenza delle aree. circolari esplicative. € La semplificazione delle procedure introdotte dalla legge 94/1982 fu intesa dagl i operatori del settore e dai singoli proprietari di aree edificabili non già come una accelerazione dei tempi lenti della burocrazia. Gli italiani. hanno continuato a costruire abusivamente in spregio alle leggi.80. peraltro app rossimate. e firmat a da un professionista abilitato. nonostante leggi. si dispone la confisca delle lottizzazioni abusive e si annunciano controlli per iodici del territorio mediante rilevamenti aerofotogrammetrici. € Che dire di ciò che è successo in campo legislativo ed urbanistico dal 1985 sino ai giorni nostri? Molto semplicemente che gli italiani. anche perché la situazione economica del paese presentava ancora prospettive negative. Alcune loc alità erano (e sono) abusive al 90% includendo anche gli edifici pubblici. PP e quant’altro.N. norme. un po’ per necessità e. continuavano ad impegnarsi in u no degli sport preferiti: costruire dovunque e comunque abusivamente eludendo vi ncoli.

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