KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

BOTTOM-UP PROCESS | PROCESSO BOTTOM-UP | BOTTOM-UP PROCESO | BOTTOM-UP PROCESSO COMMUNITIES | COMUNITA’ | COMUNIDADES | COMUNIDADES COHESION AND INTEGRATION | COESIONE E INTEGRAZIONE | CohesiÓn y integraciÓn | CoesÃo e integraÇÃo EVENT AND ACTIVITIES | EVENTI E ATTIVITA’ | EVENTOS Y ACTIVIDADES | EVENTO E ATIVIDADES ECONONOMIC SUSTAINABILITY | SOSTENIBILITA’ ECONOMICA | BOTTOM-UP PROCESO | BOTTOM-UP PROCESSO LONG TERM PROJECT | progetto a lungo termine | Proyecto a largo plazo | Projeto de longo prazo NETWORK | RETE | RED | REDE

CASE 1

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

Cascina Cuccagna is a XVII century Farmhouse immersed among the tall apartment buildings of the Porta Romana area: more than 4000 sq. m. of covered spaces and garden that resist in Milan since 1695. To save the Cuccagna Farmhouse from abandonment and decay, a group of Milan associations gathered together in a Consortium and developed a project that involves its transformation in a multifunctional centre dedicated to culture, the environment, food and social activities: a new public space for the city of Milan and its sustainable development. The project represents a bottom-up answer to the present-day metropolis’s need for spaces of social cohesion that creates exchange opportunities for people from different generations and cultures and contrasts social exclusion. The Cuccagna Farmhouse is going to be a place where people will have the chance to learn again what living in a community means.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASCINA CUCCAGNA

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 1 : CASCINA CUCCAGNA
Culture, agriculture and socialization for a new public space in the center of Milan
| Cultura, agricoltura e socializzazione per un nuovo spazio pubblico nel centro di Milano | Cultura, agricultura y la socialización de un nuevo espacio público en el centro de Milán | Agricultura, cultura e socialização para um novo espaço público no centro de Milão |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: via Cuccagna 2/4 ang. via Muratori - Milano INIZIO DEL PROCESSO: fine anni ‘90 PROPRIETA’: Comune di Milano in concessione d’uso PROMOTORI: Comune di Milano GESTIONE: Consorzio Cascina Cuccagna (Associazione esterni, Cooperativa Editoriale Circom, Società Cooperativa CdIE - Centro di Iniziativa Europea, Società Cooperativa Cuccagna, Società Cooperativa Sociale S. Martino Onlus, Cooperativa Sociale Diapason onlus, Cooperativa Sociale Comunità Progetto, Terre di mezzo - Cart’armata Edizioni, Smemoranda Cooperativa) FINANZIATORI/SPONSOR: Sponsor Tecnici, Partners, Donazioni Private, Contadini Urbani (250 €), Eventi ed Attività
STORIA Già presente nella mappa manoscritta del catasto teresiano del 1722 col nome di Cassina Torchio detta Preganella, “pertiche 1,20, valor capitale 30 scudi”, la cascina era dei Padri Fatebenefratelli, che nei terreni di pertinenza coltivavano le erbe officinali per l’Ospedale Maggiore. La pianta iniziale a “elle” si arricchirà di altri corpi fino all’attuale a “E”, visibile nella carta dei sobborghi di Milano del 1838. Questa struttura aperta favorisce un utilizzo misto, abitativo e produttivo. Verso il 1920 la Cascina Torchio eredita il nome di “Cuccagna” da una cascina contigua, abbattuta per lasciare spazio alla circonvallazione. Il suo utilizzo si diversifica: vi si insediano artigiani e una rinomata osteria, la cui memoria è assai viva tra gli anziani del quartiere. Dal 1984 è di proprietà del Demanio Comunale che dieci anni più tardi la dichiarerà inagibile, sgomberandola da abitanti e attività. La Cascina è sottoposta alla tutela della Soprintendenza ai beni storici e culturali e ai relativi vincoli. Oggi si presenta malandata nelle solette, nel tetto, negli infissi, ma solida nella sua struttura muraria, a cui un sapiente recupero architettonico può dare nuova bellezza. Arricchita da 1500 mq di giardino, è, tra le 50 cascine milanesi di proprietà comunale, la più interna al tessuto urbano, immersa e quasi dimenticata in un quartiere cresciuto frettolosamente, tra via Muratori, viale Umbria e via Friuli, poco distante da Porta Romana. LOCALIZZAZIONE Nel cuore del centro cittadino, nascosta tra i palazzi di Corso Lodi, alle spalle di Porta Romana, si trova una delle più antiche cascine agricole milanesi: la Cascina Cuccagna, a Milano dal 1695. IL CONSORZIO Alla fine degli anni ‘90 nasce, per iniziativa di un gruppo di abitanti della zona 4 di Milano, la Cooperativa Cuccagna allo scopo di favorire l’incontro tra realtà culturali locali e di creare opportunità di fruizione e partecipazione collettiva dei preziosi spazi di Cascina Cuccagna. Da allora la Cooperativa ha svolto un sistematico lavoro di coinvolgimento e sensibilizzazione degli abitanti della zona, ma anche di realtà culturali e delle istituzioni milanesi. Ha organizzato occasioni di incontro e aggregazione negli spazi rimasti agibili della cascina. E ha sviluppato un progetto di intervento sull’intero complesso della Cascina Cuccagna, producendo uno studio di sostenibilità economica, un piano di gestione e un progetto di restauro conservativo e di adeguamento funzionale. In occasione dell’emissione da parte del comune di Milano del bando di assegnazione degli spazi della Cascina, è stato costituito Consorzio Cantiere Cuccagna, che è risultato poi vincitore della concessione ventennale d’uso. IL Progetto Progetto Cuccagna recupera all’uso pubblico dei cittadini i preziosi e grandi spazi della settecentesca omonima cascina urbana, fin qui cadente e abbandonata, per farne un luogo di incontro e aggregazione, un laboratorio attivo di cultura, un punto di riferimento per la ricerca comune di benessere sociale e di qualità della vita. Un consorzio di nove associazioni milanesi ha elaborato un progetto che vede la sua trasformazione in un nuovo spazio pubblico: “un centro polifunzionale d’iniziativa e partecipazione territoriale”. Inoltre il recupero e il riuso del complesso Cascina Cuccagna, è funzionale e propedeutico a quello di molte

delle 144 cascine milanesi, e costituisce quindi un primo e importante gesto concreto di utilizzo strategico del patrimonio storico, ambientale e paesaggistico di questo territorio anche in vista di Expo 2015. Progetto Cuccagna, che è aperto all’intera cittadinanza senza distinzione di età, appartenenza politica o corrente culturale, si dispiega in forma composita capace di accogliere le diverse anime della società civile. Il progetto finale sarà riconducibile sostanzialmente a tre aree tematiche di intervento, coerenti anche con il know how dei soggetti che compongono il Consorzio e che da anni si adoperano sul territorio. Area tematica 1 - ambiente e alimentazione Area tematica 2 - cultura e territorio Area tematica 3 - coesione e integrazione SostenibilitÀ economica BUDGET DI INVESTIMENTO E SPESA DI AVVIAMENTO Restauro e adeguamento degli spazi > 2.240.000 euros Arredamenti ed equipaggiamenti > 405.000 euros Collaborazioni e consulenze > 329.000 euros Produzioni promozionali e organizzazione eventi > 181.000 euros TOTALE > 3.155.000 euro La Cascina si finanzia attraverso donazioni private, il sostegno e il partenariato di Istituzioni pubbliche e private, con i certificati di “Contadino Urbano” dal valore di 250 euro con cui i cittadini, singoli o in gruppo sottoscrivono pubblicamente il progetto, sostenendolo non concreto. Oltre a questo particolare importanza e peso rivestono gli eventi e le attività. Le attivitÀ Iniziative provenienti dal basso, auto-promosse e auto-organizzate da persone o associazioni del quartiere o della città. In particolare visite guidate al cantiere, mercati agricoli settimanali, orti urbani, eventi culturali, workshop e laboratori per bambini, eventi speciali (seminari, concerti, cene e feste) grandi eventi (Expo 2015). expo 2015 Oltre a Cascina Cuccagna, a Milano esistono altre 58 cascine di proprietà comunale, 18 delle quali si trovano in stato di abbandono e aspettano di essere recuperate e valorizzate. In questa prospettiva è stato recentemente costituito il comitato “Cascine Expo 2015” con l’intento di promuovere la loro trasformazione in un sistema di luoghi polifunzionali dedicati all’agricoltura, all’alimentazione, all’abitare e alla cura del territorio. Alla luce di questo progetto l’esperienza di Cascina Cuccagna costituisce certamente un’esperienza a cui fare riferimento. Un’esperienza avanzata di avamposto urbano e di possibile riferimento logistico al servizio dell’intera rete di interventi. La Cuccagna potrebbe infatti costituire il nodo centrale del sistema di cascine pubbliche milanesi, e ospitare la sede operativa del comitato promotore.

www.progettocuccagna.org www.cascinemilano2015.org www.publicdesignfestival.tumblr.com

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

SUSTAINABLE DEVELOPMENT | SVILUPPO SOSTENIBILE | DESARROLLO SOSTENIBLE | DESENVOLVIMENTO SUSTENTÁVEL HERITAGE RECOVERY | RECUPERO DEL PATRIMONIO | RECUPERACIÓN DEL PATRIMONIO | RECUPERAÇÃO DO PATRIMÓNIO CIVIL ECONOMY | ECONOMIA CIVILE | ECONOMÍA CIVIL | ECONOMIA CIVIL ADVANCED RESOURCE MANAGEMENT | GESTIONE EVOLUTA DELLE RISORSE | GESTIÓN AVANZADA DE LOS RECURSUS |
GESTÃO AVANÇADA DE RECURSOS

PLURIACTIVITY | PLURIATTIVITÁ | PLURIACTIVIDAD | PLURIATIVIDADE

CASE 2

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

Cà Costigliola is an historical Farmhouse located in the Colli Euganei’s regional park, only 20 km far from the city of Padova. To recover the Costigliola Farmhouse the Banca Etica promoted a project to install agricultural, social and cultural activities; two associations manage the services: Etica servizi srl, for the management of the catering, training and congressual activities; and La Costigliola srl for the organic agriculture management. The main purpose of that project is to encourage a new idea of a sustainable development. The effort of the promoter is not only to recover the architectural building, but primarily to stimulate participated processes in the local territory.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CA’ COSTIGLIOLA

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 2 : CA’ COSTIGLIOLA
Social development based on solidarity values
| Sviluppo sociale fondato sui valori di solidarietà | Desarrollo social basado en los valores de la solidaridad | Desenvolvimento social basendo nos valores de solidariedade |
A1 B

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
A2 C

A3

D

DOVE: via Rialto, 62 Rovolon - Padova INIZIO DEL PROCESSO: 2006 PROPRIETA’: Istituto diocesano sostentamento del clero di Padova PROMOTORI: Banca Popolare Etica GESTIONE: La Costigliola srl società agricola, Etica servizi srl FINANZIATORI/SPONSOR: Etica sgr, Banca Etica
LOCALIZZAZIONE All’interno del parco regionale dei Colli Euganei si situa il fondo La Castigliola, centro aziendale storico comprendente un immobile e 24 ettari di terreni agricoli distanti 20 km da Padova. RAGIONI DELL’INTERVENTO […]“mettere l’economia al servizio dell’uomo, favorire un sistema di sviluppo sostenibile, promuovere uno sviluppo umano e sociale fondato sui valori della solidarietà civile e non sulla ricerca esclusiva del profitto, favorire i progetti e le iniziative innovatrici dal punto di vista sociale e ambientale.” Lo scopo di tale progetto è quello di dare vita ad un luogo che possa rispecchiare l’idea di sviluppo sostenibile, che Banca Etica cerca di garantire da anni; questo ha permesso di intraprendere la strada del recupero di una proprietà dell’Istituto Diocesano di Padova, denominata La Costigliola. Il contesto di particolare interesse storico e naturalistico ha permesso alla fondazione Banca Etica di promuovere un’attività agricola che si basa su tecniche e metodi non tradizionali, capaci di ottenere prodotti biologici in totale sintonia con l’ambiente in cui è inserito. I principi che stanno alla base del progetto sono da individuare nella solidarietà, nella tutela dell’ambiente e dei diritti umani, nonché nella trasparenza e partecipazione democratica. Gli obiettivi, se pur ambiziosi, vengono rincorsi seguendo come metodo di approccio quello dello sviluppo sostenibile, che include l’utilizzo dell’agricoltura biologica, la produzione di energia tramite l’utilizzo di fonti rinnovabili, la gestione evoluta delle risorse, l’accessibilità al mondo del lavoro e l’economia civile, la quale  considera che i principi “altri”, dal profitto al mero scambio strumentale, possano trovare posto proprio dentro l’attività economica e il mercato in particolare.

30

31

ORGANIZZAZIONE E GESTIONE Per l’organizzazione e la gestione del progetto si costituiscono due società, con ragioni statutarie differenti, le quali hanno il compito di seguire tutte le attività che si svolgono all’interno dell’azienda. Il recupero si sviluppa su due fronti differenti, quello agricolo e quello dei servizi. Le società responsabili sono: La Costigliola srl., azienda agricola e agrituristica biologica; ed Etica servizi srl., società di servizi per la gestione dell’attività ristorativa, convegnistica e formativa. Entrambe vedono la partecipazione di Banca etica come socio maggioritario. L’impegno da parte delle società non è solo quello di riutilizzo e valorizzazione del singolo oggetto architettonico, ma soprattutto quello del recupero di un contesto sociale, culturale, storico ed ambientale, in grado di essere propulsore di iniziative partecipate su scala territoriale. LE ATTIVITÀ Le attività che vengono proposte sono varie, dalle sale per le attività formative ed assemblee, alle attività didattiche, dalla ristorazione biologica al pernottamento, dai soggiorni per attività agricole all’offerta di prodotti da agricoltura biologica.

www.lacostigliola.org www.bancaetica.com

LA FAMIGLIA ZAMBELLI TRA PADOVA E VENEZIA
Claudio Grandis

22

ra i più famosi musei di Venezia spicca la raccolta statale allestita nelle Gallerie dell’Accademia. Chi vi entra, dopo aver visitato le diverse sale piene di capolavori mozzafiato, si ritrova in un ambiente molto ampio ricavato nella parte elevata di un’abside e della relativa navata antistante; poco oltre la sala, discesi alcuni gradini, s’imbocca l’uscita dell’incomparabile quadreria. Soffermandoci sull’ambiente molto ampio solo l’occhio esperto coglie la singolarità della volta, seppur in alcuni casi agevolato dalla lettura delle guide più scrupolose, come quella di Giulio Lorenzetti che a tal proposito scrive: «La chiesa di S. Maria della Carità, soppressa nel 1807, è l’edificio che, sebbene dimezzato nell’interno dall’architetto Giovan Antonio Selva per essere destinato superiormente a Galleria, e al basso ad aule dell’Accademia di Belle Arti, conserva più che gli altri, all’esterno, il primitivo suo insieme costruttivo». La descrizione dello studioso veneziano non s’arresta tuttavia a questo stringato giudizio, in quanto prosegue con un’ulteriore aggiunta di notizie e di curiosità sull’Accademia di Belle Arti e sulla sua singolare Galleria.1 Il riferimento alla chiesa di S. Maria della Carità che qui abbiamo ripreso non è affatto casuale in quanto ha un significato preciso nella vicenda prosopografica della famiglia Zambelli: in questa chiesa, infatti, il 29 aprile 1783 si celebrò l’apoteosi di una fortuna, di una scalata sociale rincorsa quanto meno per un paio di secoli. Quel giorno, in questa chiesa, s’unirono in matrimonio Matteo Zambelli, figlio di Giovan Giacomo e di Caterina Maria Giovanelli, e Lucchesa Maria Priuli, a sua volta figlia di Marcantonio I° e di Eugenia Donà.2 Lucchesa era discendente diretta di una delle famiglie patrizie più importanti della città lagunare. Tra i suoi antenati poteva vantare ben tre dogi: Lorenzo (1556-1559), Girolamo (1559-1567) e Antonio (1618-1623), e numerosi altri illustri personaggi che avevano occupato cariche importanti nell’amministrazione dello Stato e della Chiesa. Senza dimenticare cronisti, come il diarista Girolamo Priuli (1476-1547) – omonimo del doge – autore dei Diarii che documentano la vita quotidiana di Venezia a cavallo tra la fine del XV e i primi anni del XVI secolo,3 e musicisti come Giovanni Priuli (1575 ca – Vienna 1629), organista prima a S. Marco e poi alla corte di Ferdinando II° d’Austria, considerato uno dei più apprezzabili esponenti dello stile concertato di scuola veneziana.

T

23

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

Solidarity and partecipation | SolidarietÀ e partecipazione | solidaridad y la participacion | Solidariedade e participaÇao

Sustainability | SostenibilitÀ | Sostenebilidad | Sustentabilidade Temporary housing | Housing temporaneo | Vivienda temporal | HabitaÇao temporÀria Public/private partnership | Partnership pubblico/privatA | PÙblico/privada | PÙblico/privado parceria

CASE 3

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

The Ivrea 24 project contains an innovative process capable to hold together transversal interests, publics and privates, which duty is to offer a service to the community, especially to this “feeble” part of the population that can’t get in the free real estate market, suggesting temporary living solutions and subjecting them to price control. The project is not just about to realise houses, but also commercial services, health care and legal assistance, spaces for cultural activities. The state-public partnership doesn’t have to ensure only the carrying out of the project, but it has to continue also during the management and organizational phase, promoting microcredit actions to families, small enterprises, car sharing services, cultural activities, to create conditions for an intense social participation.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

IVREA 24

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 3 : IVREA 24
Socail housing, participation and sustainibility, a new thought paradigms in Turin
| Social housing, partecipazione e sostenibilità, paradigmi di una nuovo pensiero a Torino | Vivienda social, la participaciòn y la sostenibilida, paradigmas nuevo pensamiento en Turin | Habitaçao social, participaçao e sustentabilidade, alcuns paradigmas de pensamento novos em Turim |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: Via Ivrea 24, quartiere di Pietra Alta, Torino INIZIO DEL PROCESSO: 2008 COSTO: 13.500.000 € PROPRIETA’: Comune di Torino, Poste italiane PROMOTORI: Comune di Torino, Fondazioni bancarie del Piemonte,Fondazione CRT, Oltre Venture Capital Sociale, D.O.C. s.c.s. GESTIONE: D.O.C. s.c.s FINANZIATORI/SPONSOR: Fondazione CRT, Oltre Venture Capital Sociale, Ivrea 24 Abitare Sostenibile Spa

LE RAGIONI DELL’INTEVENTO L’intervento nasce dall’intenzione di dare risposta ai problemi diffusi di esclusione sociale nei confronti di categorie di persone vulnerabili quali anziani non autosufficienti, immigrati, madri sole con bambini, invalidi, minori usciti da comunità, famiglie a basso reddito, giovani coppie. La volontà del progetto è inoltre quella di intercettare bisogni specifici e temporanei, come la necessità di residenza provvisoria per nuovi nuclei familiari, studenti fuori sede, lavoratori stagionali e simili situazioni di emergenza. Queste categorie infatti devono confrontarsi nel mondo reale con un mercato degli alloggi dove l’offerta abitativa privata è presente, ma a tariffe spesso inacessibili, mentre al contempo l’offerta di residenza pubblica riesce a mantenere canoni estremamente contenuti, ma è carente ed incapace di soddisfare le richieste degli eventuali aventi diritto. Dunque l’obiettivo è quello di creare soluzioni abitative temporanee a canoni calmierati tra quelli pubblici e quelli di libero mercato, offrendo parallelamente agli inquilini un accompagnamento sociale e al quartiere un punto di riferimento sia relazionale che di servizi. Il progetto vede perciò alla base la promozione di un processo partecipativo e solidale, che favorisca l’aggregazione e la cooperazione tra i suoi abitanti, promuovendo al contempo un’idea di sviluppo economico e di sicurezza sociale, nonchè di sostenibilità ambientale. In ragione degli obiettivi, sono pensate differenti tipologie abitative, spazi comuni per la socialità e per sviluppare iniziative culturali, servizi commerciali e un poli-ambulatorio medico, odontoiatrico e psicologico a tariffe calmierate, coinvolgendo medici esperti ed equipe di giovani medici specializzati. ORGANIZZAZIONE E GESTIONE L’attività di promozione si basa sul coinvolgimento di attori pubblici e privati che collaborano ad entrambe le fasi di finanziamento previste. Nella prima fase, i soggetti coinvolti, partecipano con fondi volti alla realizzazione

diretta del progetto; la seconda fase, più innovativa, vede invece le persone al centro di essa, attraverso servizi di microcredito per i futuri residenti del quartiere. Tali servizi sono garantiti grazie alla partnership con PerMicro s.r.l. e partecipata da Oltre, attraverso un presidio territoriale per informare correttamente gli abitanti e favorire concrete possibilità di sviluppo. Tra questi presidi territoriali, si riconoscono attività di informazione rivolta alle differenti categorie presenti nella zona, attività di microcredito alla microimpresa ed alle famiglie, per emergenze legate a motivi di studio, salute, lavoro, servizi per cauzione abitativa o eventuale accompagnamento nella gestione finanziaria familiare. Inoltre, è prevista l’attivazione di un servizio di consulenza legale, che comporta la presenza di avvocati esperti in diritto civile e in diritto di famiglia. Per favorire ed agevolare la coesione sociale, varie attività per bambini e ragazzi, nonchè di promozione culturale sono associate ai servizi già presentati. Le strategie utilizzate per l’intervento sono legate all’impiego di materiali eco-compatibili e a bassa manutenzione, all’uso di impianti per la produzione di energia sostenibile, al miglioramento dei flussi distributivi ed all’organizzazione funzionale dei collegamenti, oltre che alla massima flessibilità dell’organismo edilizio che consente di ospitare al suo interno differenti e vari categorie, per un periodo limitato e temporaneo, connesso all’esigenza del richiedente, per intervalli che vanno da 6 ai 18 mesi, eventualmente rinnovabili. Ulteriori iniziative sono proposte per una guida ed un sostegno alla comunità, come il progetto TOjob, prosso dalla cooperativa D.O.C. che, consapevole dell’importanza che l’esperienza del lavoro riveste, non solo come concreta fonte di reddito ma anche come esperienza di riconoscimento “del sé” e come parte attiva e visibile del tessuto sociale, vuole offrire ai residenti dell’albergo sociale e del quartiere, una concreta possibilità di lavoro e partecipazione. Anche i progetti di formazione ed il centro di mediazione hanno l’obiettivo di una gestione più consapevole e condivisa del quartiere che solo attraverso una partecipazione attiva ed attenta può essere davvero vissuto.

http://www.sharing.to.it http://www.oltreventure.com http://www.fondazionecrt.it http://www.comune.torino.it

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

Participated construction | Costruzione partecipata | ConstrucciÒn partecipada | ConstruÇÃo participada Democratic system | Sistema democratico | Sistema democrático | Sistema democrático Public/private partnership | Partnership pubblico/privata | PÙblico/privada | PÙblico/privado parceria Share a goal | Condividere un obiettivo | Compartir un objetivo | Compartir um alvo

CASE 4

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

The “Autorecupero” Project in Bologna deals with the renovation through “self construction” of about 44 apartments divided into 9 buildings belonging to the Municipality. This project concerns a process where active and direct participation of the future inhabitants is required during the entire constructive phase. All the working-owners will be led by the ATS Association that takes care of the technical management. In order to take part in this project it is necessary to be involved, working in the building site for free, almost 16 hours per week during the free time and in the holidays. Moreover, the future inhabitants shall contribute to the oeuvre bearing all the building costs. Every “family unit” will work in every building site until the end of the renovation process regardless of the unit they will be assigned: in fact the allocation of every single apartment will take place only when the entire project will be completed. The main purpose is to share a physical commitment in reaching the same goal and to facilitate the development of strong bonds between people.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

AUTORECUPERO

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 4 : AUTORECUPERO
Renovation by self construction in Bologna
| Ristrutturazione in autocostruzione a Bologna | Reestructuración en autoconstrucción a Bologna | Reabilitaçao em autoconstruçao em Bolonha |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: Via Massarenti 232/234/236, Via Mondolfo 13, Via Lenin 14/2 e 14/3, Via Roncaglio 13, Via S.Donato 207, Via Quarto di Sopra 15, Via Vicolo Dei Prati 4, Bologna INIZIO DEL PROCESSO: 2008 COSTO: 1.750 €/mq PROPRIETA’: Comune di Bologna PROMOTORI: Comune di Bologna, Associazione Xenia, Consorzio abn – a&b network sociale e Cooperativa Sociale ABCittà GESTIONE: ATS (associazione temporanea di scopo) FINANZIATORI/SPONSOR: ATS, singoli proprietari privati

PROGETTO E METODOLOGIA Il comune di Bologna ha dato avvio ad una fase di assegnazione di alcuni edifici di sua proprietà, all’interno di un programma chiamato “auto recupero”, dove si invitano gli interessati a presentare un progetto per il recupero di alcuni stabili. La diversa collocazione degli immobili dispersi nel territorio comunale, non permette di avere un progetto unico ma una molteplicità di interventi. A tal scopo, il comune di Bologna ha creato un’ATS, con il compito di seguire ed accompagnare l’intera fase progettuale, di realizzazione e consegna definitiva degli alloggi ai nuovi proprietari. La particolarità del progetto consiste nella sua fase realizzativa e nella metodologia di assegnazione degli alloggi, prevedendo una partecipazione dei nuovi proprietari alla fase di costruzione cantieristica, quantificabile in 16 ore settimanali ed un impegno economico pari ai costi di costruzione. Questo meccanismo prevede la costituzione di una cooperativa che sarà il soggetto giuridico di riferimento nei rapporti tra la pubblica amministrazione e l’ATS. I nuovi inquilini, individuati attraverso un’iniziale selezione in base agli indicatori economici ISE e ISEE, saranno titolari del diritto di superficie per un periodo di 99 anni, allo scadere dei quali la proprietà ritornerà al comune di Bologna. L’acquisizione del diritto di superficie permette ai proprietari di disporre liberamente dell’immobile, il quale utilizzo viene pertanto equiparato al diritto di proprietà. Questo permette inoltre di accedere al mutuo ipotecario e al preammortamento che consente eventualmente di vendere l’alloggio come se fosse di proprietà; i vincoli e le condizioni di vendita sono invece definiti nel contratto. L’ultima fase del processo è rappresentata dalla consegna degli immobili

tramite un meccanismo democratico, il sorteggio. Una volta definita la proprietà, si procede all’individuazione del valore di costo delle singole unità immobiliari, con il successivo accompagnamento dei proprietari nella stipulazione del contratto di concessione, nonché allo scioglimento della cooperativa dei proprietari. A livello amministrativo l’ATS termina la gestione economica ed emette il certificato di conformità dopo aver seguito i collaudi, verificando il rispetto delle normative edilizie. STATO ATTUALE Siamo alla fase della “Manifestazione degli Interessi”, individuazione e selezione degli aventi diritto. Questa fase è stata prorogata al 2 marzo 2012.

http://www. autorecupero.org http:// cercocasa.bo.it/bandi/ http://www.comune.bologna.it/casa/servizi

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

improvement the quality of life | MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELLA VITA | mejora la calidad de vida |
melhoria da qualidade de vida

peripheral districts | QUARTIERI PERIFERICI | distritos perifÉricos | bairros perifÉricos social aspects | ASPETTI SOCIALI | aspectos sociales | aspectos sociais development programme | PROGRAMMA DI SVILUPPO | programa de desarrollo | programa de desenvolvimento urban regeneration | RIGENERAZIONE URBANA | regeneraciÓn urbana | regeneraÇÃo urbana

CASE 5

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

“Urban 2 Mirafiori Nord” is a programme for “urban regeneration” promoted by the European Union to subsidise projects designed to stimulate development and improve the quality of life and the environment in the city district of Mirafiori Nord. The programme provides for interventions worth over 40 million Euro: the funds will be used to trigger processes of social, physical and economic transformation in the area, to bring forth new, favourable growth opportunities for the local community. Urban 2 is part of a broader campaign for the improvement of the peripheral districts of Turin, which the city has been implementing since 1998: to this end it set up a new municipal division, called Settore Periferie. Through this programme, over the years, the City of Turin has invested huge resources for the rehabilitation of its outer districts in terms of land use, the environment and social aspects. Urban 2, the project fine tuned for Mirafiori Nord - an area with ca 25 thousand inhabitants extending over more two million square metres - is organised along three principals lines (“axes”) of intervention: 1) Green axis - physical recovery and environmental sustainability. 2)Azure axis - creation of infrastructures and know-how for economic growth. Red axis - social integration, cultural growth, the struggle again discrimination.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

URBAN 2 MIRAFIORI NORD

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 5 : URBAN 2 MIRAFORI NORD
A programme for “urban regeneration” promoted by the European Union to subsidise projects designed to stimulate development and improve the quality of life and the environment
Un programma di “rigenerazione urbana” promosso dall’Unione Europea che finanzia interventi volti a rilanciare lo sviluppo e a migliorare la qualità della vita e dell’ambiente | Um programa de “renovação urbana” promovido pela União Europeia, que financia medidas para impulsionar o desenvolvimento e melhorar a qualidade de vida e meio ambiente | Un programa de “renovación urbana”, promovido por la Unión Europea, que financia medidas para impulsar el desarrollo y mejorar la calidad de vida y el medio ambiente

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: Mirafiori Nord - Torino INIZIO DEL PROCESSO: adozione programma 2001 BENEFICIARIO: Città di Torino - Comune di Torino PROGETTO PRESENTATO DA: Comune di Torino PROMOTORI: Unione Europea FINANZIATORI/SPONSOR: Unione Europea
IL PROGRAMMA URBAN 2 Urban 2 è il programma di “rigenerazione urbana” promosso dall’Unione Europea che finanzia interventi volti a rilanciare lo sviluppo e a migliorare la qualità della vita e dell’ambiente nel quartiere Mirafiori Nord. Il programma prevede interventi per un valore superiore a 40 milioni di euro: finanziamenti che saranno impiegati per attivare processi di trasformazione sociale, fisica ed economica nel quartiere, al fine di far emergere nuove e positive opportunità di sviluppo per la popolazione locale. Il programma Urban 2 si inserisce in un contesto più ampio di valorizzazione delle periferie torinesi che la Città sta attuando dal 1998 con la creazione di un nuovo settore del comune, il Settore Periferie. Attraverso questo programma la Città di Torino sta da tempo investendo ingenti risorse per la riqualificazione delle periferie da un punto di vista urbano, ambientale e sociale. Attualmente il Settore Periferie ha quattordici azioni di sviluppo locale avviate in Torino, tra cui una nell’area di Mirafiori Nord. Sulla scorta del lavoro svolto dal Tavolo Sociale, il gruppo composto da associazioni e cittadini formatosi in fase preparatoria (pre-bando Urban), è maturata la scelta di candidare Mirafiori Nord al programma Urban e si è sviluppato un lavoro sistematico di ricerca e di progettazione del programma. A fianco del Tavolo Sociale, hanno contribuito attivamente le forze economiche e sociali di livello cittadino interessate alla trasformazione e rigenerazione dell’area. IL PROCESSO Con decisione n. C/2001/3531 in data 23 novembre 2001 è stato formalmente adottato il Programma d’Iniziativa Comunitaria (PIC) URBAN II Mirafiori Nord. Il Programma candidato dalla Città di Torino era, infatti, risultato tra i dieci selezionati dal bando di gara nazionale, predisposto dall’allora Ministero dei Lavori Pubblici, in risposta al bando di gara europeo (Comunicazione agli Stati membri della Commissione Europea del 28 aprile 2000 n. 2000/C141/04). Così Torino, con l’area di Mirafiori Nord, insieme ad altre 9 città italiane e circa 70 europee, sarà interessata fino al 2006 da importanti interventi di riqualificazione. In coerenza con le finalità espresse dallo stesso D.M. 7 luglio 2000 “Programmi di iniziativa comunitaria concernenti la rivitalizzazione economica e sociale delle città e delle zone adiacenti in crisi, per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile – URBAN II”, il programma intende promuovere l’elaborazione e l’attuazione di strategie particolarmente innovative ai fini della ripresa economica e sociale sostenibile di Mirafiori Nord e favorire lo sviluppo e lo scambio di conoscenze ed esperienze sulla rivitalizzazione e lo sviluppo urbano sostenibile nell’Unione Europea. Urban 2 ha iniziato la sua attività a gennaio 2002, dopo la definitiva decisione assunta dalla Comunità Europea alla fine del 2001. La sede di Urban 2, situata in via Rubino 24 angolo via Nitti, è operativa da aprile: qui si svolge la maggior parte del lavoro del Comitato che si è costituito per guidare il progetto. Il programma, ora nella sua piena operatività, si fonda su una stretta collaborazione tra la Circoscrizione, i cittadini residenti e gli enti promotori. L’obiettivo comune è quello di cambiare in meglio e con intelligenza il volto di Mirafiori Nord, dando ai cittadini la possibilità di riappropriarsi di un quartiere vivo e vivibile. GLI ASSI D’INTERVENTO Il progetto Urban 2 studiato per Mirafiori Nord, area di circa 25 mila abitanti e una superficie di più di due milioni di metri quadrati, è organizzato in tre principali assi di intervento: Asse verde – il recupero fisico e la sostenibilità ambientale Riqualificare l’ambiente fisico, valorizzando le molte aree verdi e sportive esistenti per creare spazi pubblici e percorsi urbani; promuovere lo sviluppo sostenibile come elemento di distinzione del quartiere, aumentando la vivibilità dei luoghi per far riscoprire quest’area ai suoi abitanti e al resto della città. Tra i molti progetti ci sono la riqualificazione di piazza Livio Bianco e dell’asse viario di Corso Tazzoli e di via Gaidano e via Dina, la ristrutturazione della cascina Roccafranca, l’obiettivo di raggiungere il 50 per cento di raccolta differenziata. Asse Blu – la creazione di infrastrutture e conoscenze per lo sviluppo economico Sostenere le imprese esistenti e aiutare nuove imprese a crescere e a creare occupazione, trasformando una periferia in un vero e proprio centro produttivo e vitale, che fornisce servizi moderni e tecnologicamente avanzati, valorizza la creatività e l’innovazione, sostiene l’inserimento nel mondo del lavoro di fasce deboli. Tra i molti progetti ci sono iniziative di sostegno alle piccole imprese, servizi per sviluppare le potenzialità della new economy, attività di formazione e inserimento nel mondo del lavoro. Asse rosso – l’integrazione sociale, la lotta all’esclusione e la crescita culturale Rafforzare il legami sociali e le reti di contatto tra gli abitanti, riducendo i fenomeni di isolamento ed esclusione sociale, ampliando i servizi esistenti e migliorando la qualità e l’accessibilità; creare occasioni di espressione culturale e artistica che

rafforzino l’identità e il senso di appartenenza alla comunità. Tra i molti progetti ci sono l’apertura della Cascina Roccafranca, un centro per le famiglie, l’infanzia e gli anziani, il Progetto Cortili per il miglioramento della qualità dell’abitare nelle case di proprietà pubblica, interventi di arte pubblica partecipata, un progetto sulla storia e la memoria del quartiere. “NUOVI COMMITTENTI” Realizzazioni di quattro opere a Torino nel quartiere di Mirafiori Nord nate intorno ad altrettante funzioni: il Laboratorio di Storia e di storie, uno spazio didattico aperto alle scuole progettato da Massimo Bartolini in una piccola cappella barocca, Totipotent Architecture, la scultura abitabile di Lucy Orta di fronte a un liceo, Multiplayer, il campo da gioco di Stefano Arienti in un nuovo parco e l’Aiuola Transatlantico di Claudia Losi tra le case di un complesso di edilizia pubblica. Ognuna di queste opere-luoghi è il risultato di un articolato processo che, a partire da un desiderio, si è sviluppato attraverso immaginari e prassi condivise. La linea prevede la realizzazione di un modello d’intervento nel campo dell’arte pubblica già attuato in Francia e Belgio e incentrato sul rapporto tra tre poli: Committenti (i cittadini), Mediatori Culturali e Artisti. I cittadini, in forma di rappresentanze, associazioni, comitati, sono invitati ed accompagnati ad esprimere una domanda per un’opera d’arte pubblica, segnalano un sito specifico per la sua realizzazione e, attraverso il dialogo con il mediatore, giungono a formulare un incarico di committenza per l’artista. I cittadini committenti si assumono di fronte alla comunità la responsabilità dell’inserimento dell’opera nel territorio e, coadiuvati dai mediatori, della sua cura e della sua promozione. Il programma Nuovi Committenti individua nella ricerca artistica la possibilità di agire come fattore di cambiamento sociale, promuovendo il coinvolgimento dei cittadini nella committenza e realizzazione di progetti di arte contemporanea che rispondono a una domanda concreta e sono pensati per essere installati nei luoghi di vita e di lavoro dei committenti. La finalità di Nuovi Committenti è quella di attivare e recepire una domanda d’arte, di qualità della vita, di integrazione sociale rendendo possibile una partecipazione diretta dei cittadini-committenti alla concezione dell’intervento artistico. Il modello permette ai cittadini di commissionare un opera d’arte che risponda alla loro volontà di riflessione, autorappresentazione, identificazione con l’ambiente. L’opera d’arte è concepita quindi in risposta a una domanda specifica, e al suo valore estetico si affianca un valore d’uso. Gli artisti sono chiamati a confrontarsi con luoghi fatti per essere usati quotidianamente; in breve, luoghi di socialità attorno ai quali si possono formare nuove comunità e a realizzare opere da abitare, usare e vivere che restituiscono al patrimonio artistico una funzione di pubblica utilità ad appannaggio della comunità e del territorio. Concepito come Noveaux Commanditaires, programma ideato dall’artista François Hers, che ne ha delineato le finalità e la metodologia, impostando le linee di un programma che, nato in Francia è stato sostenuto fin dal 1992 dalla Fondation de France, oggi ha un raggio d’azione europeo ed è applicato anche in Italia, dove è promosso dalla Fondazione Adriano Olivetti dal 2001. Nuovi committenti si articola sull’interazione tra tre figure: il cittadino-committente, il mediatore culturale, che interpreta l’esigenza della committenza, e l’artista chiamato a progettare e poi a realizzare l’opera. E’ un programma che attiva tra i diversi soggetti un rapporto di fiducia e collaborazione. All’interno del programma, l’artista viene invitato dal mediatore a confrontarsi e cooperare con una comunità che è al tempo stesso la prima destinataria e il motore di ciascun progetto, partecipando attivamente alla sua ideazione. Anche l’artista subisce un reinquadramento della sua figura: l’artista si confronta con una dinamica che porta l’arte al di fuori dei suoi spazi deputati, al di fuori del suo sistema economico e istituzionale protetto per confrontarsi con la vita reale, con un pubblico non abituato al linguaggio dell’arte contemporanea, con problemi che devono tener conto del contesto fisico, sociale e istituzionale in cui l’opera andrà ad inserirsi. La richiesta iniziale del committente e le loro attese costituiscono il carattere fondante del progetto e della Carta d’Intenti su cui si basa l’artista per elaborare lo studio di progetto dell’opera. In tutte le fasi i committenti sono affiancati dai mediatori, scelti dalla Fondazione non solo in funzione delle loro competenze nel settore artistico, ma anche in relazione alle conoscenze del territorio e alla disponibilità di ascolto delle esigenze dei cittadini e degli artisti. Il mediatore è la figura cardine del progetto ed è chiamato a fare da tramite tra le istanze della committenza e quelle della produzione. Nel seguire il protocollo di applicazione, il modello italiano si è distinto da quello francese nelle procedure di intervento: rispetto al ruolo accentratore svolto dalla Foundation de France, la Fondazione Adriano Olivetti ha puntato piuttosto sul ruolo di catalizzatore, alla luce della densità e delle specificità locali che caratterizzano storicamente e culturalmente i contesti italiani, collaborando con le amministrazioni pubbliche.

Le politiche partecipate costituiscono uno degli obiettivi di governance delle amministrazioni locali, pertanto un progetto che individua l’arte e la cultura come pratiche di welfare può essere determinante nella progettazione e nella riqualificazione di aree urbane, proprio perchè non interpreta lo spazio e la società come categorie astratte, ma prende in considerazione le relazione tra persone e territorio e si materializza in azioni e processi condivisi. La Fondazione coordina il programma e garantisce il dialogo tra soggetti coinvolti, attraverso la stesura di contratti che scandiscono i rapporti formali tra committenti, gli artisti e i mediatori, e coadiuva questi ultimi nel rapporto con le amministrazioni locali. Il programma si articola in diverse fasi: Fase 1: l’Individuazione delle Committenze Fase 2: Il Documento d’Intenti - la Domanda dei Committenti Fase 3: Il progetto Fase 4: La realizzazione Fase 5: Presentazione pubblica e proprietà dell’opera

www.nuovicommittenti.it www.fondazioneadrianolivetti.it www.comune.torino.it/urban2

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

CREATIVITY | CREATIVITÁ | CREATIVIDAD | CRIATIVIDADE COMMON DYNAMIC | DINAMICA COMUNE | DINÁMICA COMÚN | DINÂMICA COMUN BONDS | LEGAMI | VINCULO | VÍNCULO BUILDING SITE | CANTIERE | ASTILLERO | ESTALEIRO

CASE 6

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

The “Collectif Etc”, as well as the “Bruit du frigo”, wants to take part to dynamics of common discussion and action about the urban space. The purpose is to create collective dynamics, studying cities and their inhabitants, facilitating the participation of people. In fact, driving them toward the renovation of collective spaces, fancied by the townies themselves, both organisations would like to make people aware and stimulate public support and his mobilization about the fundamental theme of cities and their transformations. They try to reach concrete projects with the goal to make better common spaces and to increase inhabitant relations, following a general logic and using similar methods which change in every different situations –like the organisation of practical workshop and recreational, artistic, cultural moments, opened to every one.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||

COLLECTIF ETC + BRUIT DU FRIGO

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 6 : COLLECTIFE ETC + BRUIT DU FRIGO
Creativity and collective redevelopment
| Creatività e riqualificazione collettiva | Cretividad y renovación colectiva | Criatividade e renovação coletiva |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
1. PROGETTO : Collectif etc, Au four banal DOVE: Busséol, Clermont-Ferrand INIZIO DEL PROCESSO: 2011 PROPRIETA’: Comune di Busséol PROMOTORI: Associazione Pixel GESTIONE: Cittadinanza, Associazione Pixel

Dal 19 al 27 novembre 2011 il Collectif etc in collaborazione con l’associazione Pixel ha proposto una riattivazione di antichi luoghi di socialità: un panificio, un lavatoio, una cabina telefonica e una chiesa. Tali luoghi vengono trasformati rispettivamente in: un bistrot, una piscina, una biblioteca e un cinema, attraverso un processo strutturato in più fasi; prima di tutto sono state raccolte testimonianze sui quattro luoghi; poi si è aperto un cantiere partecipato e attraverso una serie di eventi si sono trasmessi i nuovi usi ai cittadini. 2.

PROGETTO : Collectif etc, Place au changement! … Le chantier DOVE: Saint Etienne INIZIO DEL PROCESSO: 2011 PROPRIETA’: Comune di Saint Etienne PROMOTORI: Etablissement public d’aménagement de Saint Etienne (EPASA) GESTIONE: Cittadinanza

Nel marzo 2011, con la vittoria del concorso “Défrichez-là” organizzato dall’ EPASE, il Collectif etc si è occupato della riqualificazione di uno spazio di risulta nel quartiere della stazione di Saint-Etienne per una durata di tre anni. L’obbiettivo prefissato è quello di collaborare con gli abitanti nella realizzazione dello spazio pubblico attraverso atelir di giardinaggio, murales e creazione di arredi urbani. Per la promozione di questo spazio pubblico il collettivo ha organizzato già nel periodo di cantiere una serie di eventi.

3.

3.

4.

PROGETTO : Bruit du frigo, Atelier d’urbanisme utopique DOVE: Mazières en Gâtine, Deux-Sèvres INIZIO DEL PROCESSO: 2008 PROPRIETA’: Comune di Mazières en Gâtine PROMOTORI: Comune di Mazières en Gâtine GESTIONE: Performance e progetti temporanei
Nato nel 2003 come giardino temporaneo, Le Jardin de ta sœur, è divenuto, con un progetto del 2005, giardino permanente per volontà del Centre social et culturel Bordeaux-nord e degli abitanti raccolti in un collettivo (Collectif du jardin de ta sœur). Le Bruit du frigo ha collaborato per la sistemazione dei servizi e degli arredi urbani nell’idea che potessero diventare delle opere d’arte, realizzate in forma partecipata da vari artisti invitati a collaborare. 4.

PROGETTO : Bruit du frigo, Le Jardin de ta sœur DOVE: Bordeaux INIZIO DEL PROCESSO: 2003 PROPRIETA’: Comune di Bordeaux PROMOTORI: Centre social et culturel Bordeaux-nord GESTIONE: Collectif du jardin de ta sœur
Il paese di Mazières en Gâtine, liberato da l’intenso traffico che lo attraversava, si è posto il problema di ripensare il suo sviluppo e la sua riorganizzazione urbana. La metodologia proposta dal gruppo Bruit du frigo è quella di affiancare agli ordìnari strumenti architettonicourbanistici delle pratiche di partecipazione cittadina che si concretizzano in performance, concerti, mostre e laboratori.

www.bruitdufrigo.com www.collectifetc.com

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

IMPROVEMENT THE QUALITY OF LIFE | MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA’ DELLA VITA | MEJORA LA CALIDAD DE VIDA |
MELHORIA DA QUALIDADE DE VIDA

PERIPHERAL DISTRICTS | QUARTIERI PERIFERICI | DISTRITOS PERIFE’RICOS | BAIRROS PERIFE’RICOS SOCIAL ASPECTS | ASPETTI SOCIALI | ASPECTOS SOCIALES | ASPECTOS SOCIAIS DEVELOPMENT PROGRAMME | PROGRAMMA DI SVILUPPO | PROGRAMA DE DESARROLLO | PROGRAMA DE DESENVOLVIMENTO URBAN REGENERATION | RIGENERAZIONE URBANA | REGENERACLO’N URBANA | REGENERACAO URBANA COMMUNITIES | COMUNITA’ | COMUNIDADES | COMUNIDADES

CASE 7

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

Between April and June 2008 in Saione has played a participatory process that allowed us to highlight critical issues and expectations regarding safety, services, mobility, urban quality, care and entertainment of the public spaces, and to identify intervention’s priorities perceived by citizens as more important for the redevelopment of the neighborhood. Emerged from this process are also the first guidelines for a “proposal to revive Saione”. It is a proposal that transform into resources some characteristics of the neighborhood, such as ethnicity and proximity to the train station, which are perceived by citizens generally only as problems. It is also a proposal that comes “from below” by a core group of local people willing to become partners of the ‘Administration to build an integrated urban regeneration project that will be develope in phases, along with associations, traders, and all citizens that will work actively to support and implement it.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

QUARTIERE SAIONE

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 7 : QUARTIERE SAIONE
Saione: a neighborhood meeting place. Partecipatory process of urban regeneration
| Saione: un quartiere dove incontrarsi. Processo di rigenerazione urbana partecipata | Saione: un lugar de reunion del vecinario. El proceso partecipativo de la regenerazione urbana | Saione: um ponto de encontro do bairro |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: Quartiere Saione-Arezzo INIZIO DEL PROCESSO: 2008 PROPRIETA’: Comune di Arezzo PROMOTORI: Assessorato al Decentramento, alla Partecipazione popolare, alle Politiche per l’Integrazione, alle Pari opportunità; Assessorato alle Opere pubbliche e alla Manutenzione; Ufficio Partecipazione e Decentramento; Ufficio Lavori pubblici; in collaborazione con la Circoscrizione 3 Saione e la Commissione consiliare Tempi, Diritti, Partecipazione, Pari opportunità. COLLABORANO: Assessorato al Traffico, Mobilità e Ambiente; Assessorato al Verde pubblico; Assessorato allo Sport e Politiche giovanili; Assessorato alle Politiche educative e sociali; Assessorato al Commercio; Assessorato alla Cultura; AISA spa. METODOLOGIE PARTECIPATIVE: Avventura Urbana srl.
IL CONTESTO DEL PROGETTO Il quartiere di Saione si trova a ridosso della sta- zione ferroviaria; vi vivono circa 12.000 abitanti e vi sono insediate numerose attività commerciali e artigianali, alcune gestite da cittadini stranieri. Negli ultimi anni la popolazione straniera residente è aumentata ed oggi è pari al 16% della popola- zione totale: un quartiere quindi molto popoloso, multietnico e dalla vocazione popolare, con un asse centrale commerciale importante per l’intera città, via Vittorio Veneto, che lo attraversa interamente e ne rappresenta l’identità più forte, ma non la sola: si tratta infatti di una realtà urbana sfaccettata e in trasformazione, con molte sfide per il futuro da affrontare quali la crisi delle attività economiche, l’integrazione concreta tra cittadini di origini e cul- ture differenti, la riqualificazione dei suoi spazi pub- blici, la convivenza con alcune realtà problematiche in ordine a traffico veicolare, carenza di parcheggi, piccoli atti di vandalismo e microcriminalità, difficile manutenzione di parchi ed aree verdi, strade e mar- ciapiedi, richiesta di sicurezza da parte degli abitanti e dei commercianti IL PROGETTO Il processo partecipativo, effettuato tra gennaio e ottobre 2009, è stato finalizzato ad accompagnare e supportare la realizzazione del progetto integrato di rigenerazione urbana locale elaborato insieme alla comunità locale nel 2008, intitolato “Saione: un quartiere dove incontrarsi”. Si è trattato di un progetto complesso mirato a valorizzare i saperi, le competenze, l’impegno presenti nel quartiere, per elaborare un progetto pilota sull’ambiente finalizzato a promuovere e ottenere una maggior cura degli “spazi comuni”, accompagnato da un programma di iniziative per l’animazione sociale, culturale ed economica capace di ridare vita ed orgoglio al quartiere di Saione, così da cambiare l’immagine negativa ingiustamente attribuita a questa zona della città. Il progetto è stato accompagnato dall’attività di un gruppo di lavoro intersettoriale interno all’amministrazione comunale, per garantire un approccio integrato e  cercare la collaborazione di enti, istituzioni e organizzazioni utili alla realizzazione del progetto (esempio: forze dell’ordine, associazioni di categoria, aziende erogatrici di servizi pubblici, eccetera) o possibili partner portatori di risorse economiche. E’ stato inoltre integrato dalla realizzazione, da parte degli assessorati competenti, di alcuni interventi di lavori pubblici, manutenzione del verde pubblico, sistemazione del traffico e della sosta, già inseriti a bilancio per un ammontare di circa un milione di euro. Sono stati coinvolti abitanti di ogni età, operatori economici, consiglieri e addetti alla circoscrizione, scuole e parrocchie, realtà aggregative esistenti nel quartiere (associazioni, comitati, centri di aggregazione sociale, eccetera) con particolare attenzione a quelle che operano nel campo dell’integrazione sociale. UNA PROPOSTA PER FAR RIVIVERE SAIONE La proposta prevede due principali linee d’azione: 1) un progetto pilota sull’ambiente finalizzato a promuovere ed ottenere una maggior cura degli “spazi comuni”, così che diventino più accoglienti e frequentati, sia di giorno che di sera. Questo obiettivo sarà realizzato attraverso la promozione di azioni sperimentali che vedranno una collaborazione tra pubblico e privato, oltre che il coinvolgimento delle scuole e delle associazioni del quartiere. Alcune possibili idee: interventi dell’amministrazione (manutenzione, arredo urbano, illuminazione) finalizzati a migliorare le zone più critiche; progetti sperimentali, in collaborazione con l’AISA, per migliorare la pulizia delle strade e per implementare la raccolta differenziata dei rifiuti; iniziative di “presa in cura” e abbellimento di aree verdi e spazi pubblici;

elaborazione e promozione, insieme alla rete dei soggetti locali, di “regole condivise per l’uso dello spazio pubblico” da diffondere in più lingue; azioni di comunicazione e sensibilizzazione nei confronti di chi sporca o causa degrado. 2) un programma di iniziative di animazione sociale e culturale capace di “ridare vita” e identità al quartiere, richiamando anche turisti e cittadini che abitano in altre zone della città. Esso sarà progettato in collaborazione con la Circoscrizione e gli assessorati competenti ed avviato non appena saranno stati realizzati i primi miglioramenti necessari a rendere più usufruibili gli spazi pubblici del quartiere. Alcune possibili idee: degustazioni e sagre culinarie multietniche; street party, serate danzanti o a tema; mostre ed iniziative artistiche; concerti, spettacoli, giochi per tutte le età; fiere periodiche e mercati settimanali; rassegne cinematografiche all’aperto; corsi di danza, ginnastica, teatro, ecc.; azioni di comunicazione e promozione. RISULTATI L’obiettivo principale del progetto è stato quello di contribuire a rafforzare il rapporto di fiducia tra amministrazione pubblica e cittadini, aumentando il cosiddetto “capitale sociale” del quartiere, valorizzando anche alcune potenziali risorse (come quelle interculturali e giovanili) che oggi sono percepite dalla maggior parte dei cittadini solo come problemi. Si è giunti a elaborare un progetto condiviso di rilancio e riqualificazione del quartiere che, accompagnato dagli interventi strutturali realizzati dall’amministrazione comunale, contribuisca a rendere in un orizzonte a più lungo termine (2-3 anni) la zona più vivace dal punto di vista sociale ed economico (attività commerciali, valore degli immobili, eccetera). Il progetto mirava anche a: - realizzare azioni di sussidiarietà orizzontali (i cittadini si prendono cura di un bene pubblico); - migliorare la capacità di lavoro intersettoriale all’interno dell’amministrazione comunale; - rafforzare la capacità di attivare partnership con altri soggetti pubblici e privati. ATTIVITA’ - Incontri di promozione del progetto per il coinvolgimento di ulteriori soggetti e partner. - Condivisione del protocollo d’intesa “Saione - un quartiere dove incontrarsi” per ufficializzare i reciproci impegni. - Progettazione partecipata con la rete dei soggetti più direttamente impegnati nella realizzazione del progetto. - Elaborazione di una newsletter auto-prodotta in collaborazione con i soggetti locali. - Organizzazione di “passeggiate di quartiere” con i residenti e gli alunni delle scuole, guidate da esperti. - Laboratorio di progettazione partecipata con i bambini su una piazza del quartiere. - Organizzazione di eventi pubblici.. - Il processo partecipativo è monitorato e valutato da un Comitato dei garanti, appositamente formato in modo da garantire neutralità e imparzialità

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

CREATIVE CITY | CITTÀ CREATIVA | CIUDAD CREATIVA | CIDADE CRIATIVA CULTURE AND ART | CULTURA E ARTE | CULTURA Y ARTE | CULTURA E ARTE EVENTS AND ACTIVITIES | EVENTI E ATTIVITA’ | EVENTOS Y ACTIVIDADES | EVENTOS E ATIVIDADES URBAN REGENERATION | RIGENERAZIONE URBANA | REGENERACIÓN URBANA | REGENERAÇÃO URBANA INDUSTRIAL ARCHITECTURE | ARCHITETTURA INDUSTRIALE | ARQUITECTURA INDUSTRIAL | ARQUITECTURA INDUSTRIAL COHESION AND INTEGRATION | COESIONE E INTEGRAZIONE | Cohesión y integración | Coesão e integração EVENT AND ACTIVITIES | EVENTI E ATTIVITA’ | EVENTOS Y ACTIVIDADES | EVENTO E ATIVIDADES

CASE 8

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

It’s in the year 1846 that a threads and fabrics Company called “Companhia de Fiação e Tecidos Lisbonese”, one of the most important manufacturing complex in Lisbon’s history, sets in Alcântara. This 23.000 m2 industrial site was, subsequently, occupied by a set of industrial use related companies. An urban fragment, kept hidden for years, is now returned to the city in the form of LXFactory. A creative Island occupied by corporations and professionals of the industry serves also has stege for a diverse set of happenings related to fashion, publicity, communication, fine arts, architecture, music, etc., attracting numerous visitor sto rediscover Alcântara through an engaged dynamics. At LXF you can actually breath the industrial environment at every step. A factory of experiences were intervention, thought, production is made possible.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

LXFACTORY

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 8 : LXFACTORY
Culture is the protagonist of the city’s renovation
| La cultura diventa protagonista della riqualificazione della città | La cultura es protagonista de la renovación de la ciudad | A cultura é protagonista da reabilitação da cidade |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: Rua Rodrigues de Faria, 103, Alcântara, Lisboa INIZIO DEL PROCESSO: 2007 PROPRIETA’: MainSide Investments SGPS S.A. PROMOTORI: MainSide Investments SGPS S.A. GESTIONE: Imprese e atelier attivi nel campo della moda, pubblicità, arte, musica, architettura, multimedia FINANZIATORI/SPONSOR: Istituzioni e associazioni culturali, riviste culturali e di moda

STORIA Alcântara è un quartiere di Lisbona che nell’800 divenne una popolare zona industriale della città. Nel 1846 la “Companhia de Fiação e Tecidos Lisbonese” costruì una grande fabbrica su un’area di 23.000 mq, adottando la tipologia dell’architettura del ferro che diventò poi tipica nelle costruzioni industriali portoghesi. Nel corso degli anni varie società occuparono gli spazi al suo interno, prime tra tutte la Compagnia Industriale Portugal e Colónias, la tipografia Anuário Comercial de Portugal e la Gráfica Mirandela. Col passare degli anni il business di quell’area si ampliò ospitando attività nel campo dell’arte, della cultura, della moda, della comunicazione, della musica, ecc. Intorno agli anni novanta il fascino di questo quartiere affacciato sulla foce del fiume fece da motore per un successivo sviluppo, nacquero pertanto pub, discoteche e nuove aree residenziali. Nei primi anni del 2000 la proprietà dell’intero complesso industriale passò al gruppo di investimento immobiliare MainSide che decise di riqualificarne gli spazi. Nacque così l’attuale LXFactory, complesso di vecchie fabbriche in dialogo con il design contemporaneo. LOCALIZZAZIONE Nel quartiere Alcântara di Lisbona, antica area industriale sulla foce del fiume Tejo. Ai piedi del ponte 25 Aprile, è un quartiere semicentrale confinante con il famoso quartiere di Belém.

LA RIQUALIFICAZIONE La riqualificazione della fabbrica è stata affidata all’architetto Filipa Baptista che ne ha curato gli aspetti generali. La politica che si è cercato di intraprendere è stata di piena libertà per gli affittuari degli spazi. La fabbrica è in continua trasformazione, i contratti d’affitto durano cinque anni e le attività all’interno degli edifici cambiano di anno in anno. Per questa ragione non è stato realizzato un piano particolareggiato del restauro degli ambienti interni, le attività che si instaurano nei vari edifici sono libere di scegliere le modifiche da apportare ai propri spazi. L’unica restrizione data è quella di preservare le caratteristiche dell’antico spazio industriale, tra cui alcune storiche insegne delle vecchie fabbriche, sedie e mobili, e l’imponente macchina topografica delle Grafiche Mirandela. LE ATTIVITÀ La fabbrica ospita numerose attività aperte al pubblico. Spesso gli atelier degli artisti e degli architetti sono accessibili a chiunque, sono presenti diversi ristoranti, tra cui il ristorante-libreria progettato attorno ad un antica macchina tipografica dove poter sfogliare libri e riviste, cenare a lume di candela o salire al grande soppalco centrale fino ad addentrarsi negli angusti spazi dell’antica macchina. Ogni anno vi è l’Open Day, una giornata dedicata a workshops, concerti e mostre interamente gratuita, e il resto dell’ anno vengono organizzate mostre d’arte, laboratori di vario tipo, feste a tema e spettacoli. Ogni

domenica viene ospitato un mercatino dell’artigianato.

www.lxfactory.com http://storify.com/zeta/lx-factory http://industrias-culturais.blogs.sapo.pt Rivista TimeOUT, 5 Marzo 2008

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

REDEVELOPMENT | RIQUALIFICAZIONE | RE-URBANIZATION | REDESENVOLVIMENTO AGGREGATION CENTRE | CENTRO DI AGGREGAZIONE | CENTRO DE AGREGATION | CENTRO DE AGREGACAO YOUNG PEOPLE | MONDO GIOVANILE | Cohesión y integración | Coesão e integração EVENT AND ACTIVITIES | EVENTI E ATTIVITA’ | EVENTOS Y ACTIVIDADES | EVENTO E ATIVIDADES ASSOCIATIONISM | ASSOCIAZIONISMO | ASOCIACIONES | ASSOCIACOES DIALOGUE AND GENERATIONAL COMPARISON | DIALOGO E CONFRONTO INTERGENERAZIONALE | DIALOGO Y
COMPARACION ENTRE LAS GENERATIONES | DIALOGO E COMPARACAO ENTRE AS GERACOES

NEW TECNOLOGIES FOR EVERYONE | NUOVE TECNOLOGIE ALLA PORTATA DI TUTTI | NUEVAS TECNOLOGÍAS PARA
TODOS | NOVAS TECNOLOGIAS PARA TODOS

CASE 9

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

Porta Santa Croce is the only existing gate of the ancient walls of Reggio Emilia. It’s located in the north part of the historic center of Reggio Emilia, at the end of via Roma, on the way leading to Reggiolo. After a general abandonment of Porta Santa Croce and the neighborhood behind it, in the late nineties both have been redeveloped and restored with various initiatives, such as “Viaromaviva”, who saved the area and the historic door to a degradation. The spaces under the arches of the Porta Santa Croce were given in management to the association “La Gabella” (“the gabelle”), a new association that brings together some experience already present in Reggio Emilia: ARCI, Dar Voce, Microsophia, Perdiqua, Servire l’uomo, Telecitofono. “La Gabella” is a  meeting point for all the organizations related to the youth of the territory, composed of young people or groups that work with the new generations. It wants to be a community and exchange center for students, academics and workers of the city. The goal is to relate different subjects that make up to the reality of youth to build moments of growth, intergenerational dialogue and discussion. The space was designed as a multifunctional place that can host activities, opportunities for reflection and action which consists of laboratories, rooms for meetings and events, information spaces and eateries. The management of the bar, given to the social Cooperative Koinè, provides for a price list appropriate to the economic needs of students and young people, and it promotes, in collaboration with the Cooperative Ravinala, fair trade products.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

LA GABELLA

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 9 : LA GABELLA
New opportunities of socialization, dialogue and development for a historic public place in the centre of Reggio Emilia
| Nuove opportunità di socializzazione, dialogo e sviluppo per un luogo pubblico nel centro di Reggio Emilia | Nuevas oportunidades para la socialización, el diálogo y el desarrollo de un lugar público en el centro de Reggio Emilia | Novas oportunidades para o diálogo, socialização e desenvolvimento de um local público no centro de Reggio Emiliae |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: via Roma 68 e 76, Reggio Emilia INIZIO DEL PROCESSO: fine anni ‘90 PROPRIETA’: Comune di Reggio Emilia in concessione d’uso PROMOTORI: Comune di Reggio Emilia GESTIONE: Associazione “La Gabella” (che riunisce Arci, Dar Voce, Microsophia, Perdiqua, Servire l’uomo, Telecitofono), Cooperativa sociale Koinè, Cooperativa Sociale Ravinala. FINANZIATORI/SPONSOR: Comune di Reggio Emilia

STORIA Porta Santa Croce è una delle porte delle mura di Reggio Emilia, che corrispondono come perimetro agli attuali viali di circonvallazione. È l’unica tre le porte e le posterle di Reggio Emilia ad essersi salvata dalle demolizioni che interessarono le mura alla fine dell’800. La porta venne costruita nel 1199 su ordine del podestà di Reggio, il bolognese Guidone Lambertino, ed intitolata alla Croce. Venne interrata con la costruzione del bastione di Santa Croce nel 1551 e riaperta solo nel 1859, con l’abbattimento del bastione dovuto alla costruzione della ferrovia Milano-Bologna. Il restauro che ne seguì non fu dei più felici tanto che della costruzione originale vennero conservate solo le due arcate esterne. Oggi si presenta come una grossa costruzione in cotto, con due archi a tutto sesto al centro. I due archi sono sormontati dallo stemma del Regno d’Italia e dalla scritta RESTAURATA ANNO MDCCCLIX. LOCALIZZAZIONE Porta Santa Croce sorge all’estremità nord del centro storico di Reggio Emilia, al termine di via Roma, sull’antica via che portava a Reggiolo, avamposto costruito dai reggiani verso il confine con il comune di Mantova. Dopo un generale abbandono della porta e del quartiere retrostante, sul finire degli anni novanta del ‘900 entrambi sono stati riqualificati con restauri e con varie iniziative, come ad esempio Viaromaviva, che hanno salvato la zona e la porta da un triste e squallido degrado.

IL Progetto Dopo un restauro che li hanno restituiti alla città, gli spazi sotto gli archi di Porta Santa Croce sono stati dati in gestione all’Associazione “La Gabella”, una nuova realtà associativa che riunisce alcune esperienze già presenti a Reggio Emilia: Arci, Dar Voce, Microsophia, Perdiqua, Servire l’uomo, Telecitofono. Essa ospita il nuovo centro di aggregazione giovanile realizzato dal Comune con postazioni internet, un emeroteca, un punto ristoro e una sala incontri attrezzata per dibattiti, proiezioni e mostre. La Gabella è un luogo di incontro e confronto per tutte le realtà del territorio legate al mondo giovanile, composte da giovani o da associazioni che operano con le nuove generazioni. Vuole essere infatti un centro di ritrovo, ma anche di scambio, rivolto a studenti, universitari e lavoratori della città. L’obiettivo è quello di mettere in relazione diversi soggetti che compongono e gravitano attorno alla realtà giovanile per costruire momenti di crescita, di dialogo e di confronto intergenerazionale. Lo spazio è stato pensato come un luogo multifunzionale in grado di ospitare attività, momenti di riflessione e iniziative che si articola in laboratori, sale per incontri ed eventi, spazi informativi e punti di ristoro. La Gabella è provvista di una sala multifunzionale (dotata di un impianto di amplificazione, luci e video) all’interno della quale vengono proposti dibattiti, confronti, proiezioni, mostre e performance. All’interno, sono state installate anche postazioni internet ad accesso gratuito, è disponibile una piccola emeroteca con riviste e pubblicazioni che spaziano dalla musica al cinema, dalla scienza all’informazione alternativa. L’offerta della Gabella è inoltre arricchita da un punto ristoro (aperto tutti i giorni, escluso il giovedì) per

colazioni, pranzi veloci e aperitivi “a portata di giovani”. La gestione del bar, affidato alla Cooperativa sociale Koinè, prevede infatti un listino prezzi adeguato alle esigenze economiche di studenti e giovani, e promuove, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Ravinala, prodotti del mercato equo e solidale. Le attività’ La sfida è quella di trasformare la Gabella mantenendo intatta la sua funzione storica, non più un crocevia di merci ma di persone, dove il principio dello scambio sia basato sul confronto di esperienze diverse tra loro. Un luogo dove progettare, organizzare incontri, proporre attività e definire un paesaggio collettivo.

http://lagabella.wordpress.com/ http://it.wikipedia.org http://www.pollicinognus.it/Joomla/images/AltriDocumentiPDF/gennaio2012.pdf

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

COMMUNITIES | COMUNITA’ | COMUNIDADES | COMUNIDADES HERITAGE RECOVERY | RECUPERO DEL PATRIMONIO | RECUPERACIÓN DEL PATRIMONIO | RECUPERAÇÃO DO PATRIMÓNIO URBAN REGENERATION | RIGENERAZIONE URBANA | REGENERACIÓN URBANA | REGENERAÇÃO URBANA PARTECIPATION | PARTECIPAZIONE | PARTICIPACIÓN | PARTICIPAÇAO NETWORK | RETE | RED | REDE

CASE 10

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

The “ex pastificio Ghigi” is an abandoned factory in the middle of the historical centre of Morciano. It represents with its 20000 sq. m. of covered spaces a piece of city. The factory will be replaced by mix used buildings: small and medium shops, an auditorium and a library. The planning of this area gave the opportunity to the public administration to begin a programme for “urban regeneration” with the participation of the inhabitants stimulating the analysis of the city. “Verso Morciano 2030” suggests guidelines for a project that involves not only the area of the factory but also the entire city in order to improve the quality of life. This is an example of how abandoned and decaying buildings of ancient cities can be redesigned according to the new necessities of the city.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

EX PASTIFICIO GHIGI

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 10 : EX PASTIFICIO GHIGI
Redevelopment of abandoned factory as opportunity of urban regeneration
| Riqualificazione di un’ex industria come opportunità di rigenerazione urbana | Recualificación de una antigua industria como oportunidad de regeneración urbana | Reabilitação duma velha indùstria como oportunidade de regeneração urbana |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: via Roma, 100 -Morciano di Romagna (RN) INIZIO DEL PROCESSO: inizio anni 2000 PROPRIETA’: Rinnovamento Ghigi s.r.l PROMOTORI: Accordo di Programma fra Comune, Provincia, Regione e “Rinnovamento Ghigi srl” FINANZIATORI/SPONSOR: Comune di Morciano di Romagna, Rinnovamento Ghigi s.r.l, Con.Sv.Agri

STORIA Il pastificio Ghigi nasce a Morciano di Romagna, paese dell’entroterra riminese al centro della Valconca, nel 1870. L’attività, col passare del tempo, si trasforma e diviene piccola industria in via Roma. La crescita dell’azienda fu impetuosa e ininterrotta fino all’inizio degli anni Sessanta. La separazione della proprietà tra gli eredi e la crisi del mercato della pasta portarono a un inevitabile declino. La congiuntura si fece così grave da rendere necessario l’intervento della Gepi, finanziaria pubblica di salvataggio delle aziende in crisi che controlla la produzione e salvaguardia l’occupazione.  Nel 1980 il pastificio Ghigi fu acquisito da CON.SV.AGRI, un consorzio forlivese del settore agroalimentare composto da nove cooperative agricole, dislocate tra Marche e Romagna. Ma nel 2000, anche la CON. SV.AGRI entra in crisi, nonostante gli interventi di sostegno per l’avvio della costruzione di un nuovo stabilimento produttivo a San Clemente, dove era previsto lo spostamento da Morciano degli impianti, provvedimenti operativi giunti troppo tardi perché la mancanza d’ investimenti tecnologici adeguati portava l’azienda fuori mercato per i costi eccessivi di lavorazione spingendola inesorabilmente in un’area di costante criticità finanziaria.  Nel dicembre 2007 si giunge alla liquidazione coatta amministrativa dopo che tutti i tentativi di salvare l’azienda falliscono. LE RAGIONI DELL’INTERVENTO Il pastificio Ghigi ha costituito per molti aspetti una emergenza nella vita e nell’immagine di Morciano. Per decenni ne ha infatti condizionato, con alterne vicende, lo sviluppo economico, fonte di benessere nelle fasi positive di crescita, ma anche fattore di crisi negli anni ’70, quando l’azienda sembrava ormai destinata alla chiusura, poi scongiurata quando il Con. Sv.Agri l’ha rilevata e rilanciata.  Se è vero che per molti anni è stata una presenza caratterizzante sul piano dell’immagine urbana, è altrettanto vero però che oggi essa è diventata una presenza ingombrante per l’assetto urbanistico di Morciano.   Indubbiamente il pastificio ha anche rappresentato una inevitabile fonte di problemi per la città, a causa delle emissioni conseguenti all’attività dell’azienda; mentre oggi, pur essendo ormai cessata l’attività produttiva, nuoce allo sviluppo e all’immagine di Morciano la sua configurazione di area industriale in stato di abbandono e degrado nell’immediata prossimità

del centro storico. IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA EX GHIGI Alla demolizione dell’ex pastificio e alla bonifica dell’area segue la realizzazione di un nuovo intervento, la superficie utile totale di progetto, in precedenza prevista in 20mila mq, viene ridotta a 15.900 mq. Viene eliminata la superficie da acquisire da parte del comune di Morciano come da accordi precedenti, ma. la Società Rinnovamento Ghigi realizzerà e cederà al Comune: una porzione di fabbricato di 700 mq destinata ad auditorium con funzioni polivalenti completamente arredato; l’ampliamento e riqualificazione della Biblioteca Comunale, pari a circa 340 mq di nuova superficie, senza oneri a carico del Comune.  Inoltre è previsto il diritto di prelazione, in capo al Comune di Morciano, sull’acquisto fino a 1000 mq di uffici e/o residenza al prezzo di 1530 euro/mq. Fra le opportunità che questo intervento offre, vi è certamente quella di contribuire a realizzare nei fatti quel “Centro commerciale naturale” di cui da tanto si parla a Morciano, senza tuttavia una sua sostanziale concretizzazione. Sono consentite, senza alcun aumento, le sole superfici commerciali stabilite dalla Conferenza provinciale dei Servizi, tenutasi nel 2000, che ha classificato il territorio del Comune di Morciano come “area a vocazione commerciale”, al cui interno non ha posto limiti alla realizzazione di nuove strutture medio-piccole, ha previsto la presenza di non più di quattro medio-grandi strutture non alimentari e, nell’area Ghigi, ha consentito un centro commerciale di attrazione di livello inferiore, con grande struttura di vendita di prodotti alimentari.  All’interno del progetto di riqualificazione dell’area Ghigi sorgerà non uno spazio commerciale autonomo e distinto ma, al contrario, armonicamente inserito nel contesto del “centro commerciale naturale”. Il quale verrà predisposto e reso visibile attraverso la complessiva riorganizzazione e riqualificazione degli spazi pubblici; la dislocazione di parcheggi sull’intero territorio commerciale; la realizzazione di una viabilità a bassa velocità, per favorire il traffico pedonale e ciclabile, con conseguente fruizione in sicurezza dei servizi e dei negozi che si affacciano sulle strade di Morciano; l’utilizzo di arredi e materiali simili su tutta l’area commerciale, compresa quella interessata dalla ristrutturazione dell’ex Ghigi. 

PARTECIPAZIONE E PROGETTO: “VERSO MORCIANO 2030” A Settembre 2010 ha avuto inizio il percorso di progettazione partecipata denominato “Verso Morciano 2030“. Si tratta di un esperimento di “Progettazione Urbanistica Partecipata” promosso dal Comune di Morciano: il recupero dell’ex pastificio Ghigi nel cuore del centro urbano diventa l’occasione per pensare il futuro del paese. Non soltanto quindi un edificio da ristrutturare, ma un’occasione di sviluppo sociale e urbanistico per la città e i suoi abitanti, attraverso un percorso informativo e democratico. “Verso Morciano 2030″ affronta la sfida intrecciando un percorso di discussione pubblica (il laboratorio) e una riflessione progettuale, con l’obiettivo di trattare insieme i diversi temi: economia, ambiente, mobilità, socialità, paesaggio urbano. A Morciano si sta sperimentando il “Bilancio Partecipato” e il coinvolgimento pubblico intorno al progetto di recupero dell’ex Stabilimento Ghigi rappresenta un ulteriore momento di coinvolgimento dei cittadini in una scelta fondamentale per il futuro della comunità. METODOLOGIA Un laboratorio e un progetto per definire il futuro del centro urbano attraverso un confronto tra realtà locali in una cornice internazionale; laboratori a partecipazione cittadina propedeutici all’elaborazione dei progetti; visione inclusiva dell’ambiente antropizzato; applicazione di soluzioni concretamente realizzabili, stabilendo sinergie tra la fase progettuale, attuativa e gestionale. Il programma proposto prevede le iniziative descritte di seguito: Ascolto e osservazione | Interviste preliminari e osservazione della “vita quotidiana” del centro cittadino, con particolare attenzione alle pratiche d’uso dei luoghi e ai temi dell’accessibilità. Attraverso Morciano. Leggere insieme presente e futuro | Passeggiate tematiche con discussione e restituzione degli esiti. Ragionamenti su presente, passato e visioni di futuro | Discussione di esempi nazionali ed internazionali portati dai diversi componenti del gruppo di lavoro tecnico. Presentazione e discussione di indirizzi progettuali | Proposta del documento progettuale, verso una “carta” per Morciano accessibile e sostenibile. TEMI E PROPOSTE PROGETTUALI Dagli incontri preliminari sono emersi tre temi di particolare interesse per i quali sono state avanzate proposte progettuali da presentare all’Amministrazione. Nuove centralità | rafforzare il ruolo di centro commerciale naturale attraverso una specializzazione del commercio; ampliamento della biblioteca comunale come sede di eventi culturali; prevedere la nascita di luoghi di socializzazione per giovani e anziani richiamando il bacino d’utenza dell’entroterra riminese Mobilità dolce | attuazione della zona 30 km/h; potenziamento della rete ciclabile e aree pedonalizzate; dotazione di arredo urbano delle piazze; creazione di una rete sistematica di spazi pubblici Ri-generare naturalizzando | creazione di corridoi verdi e cerniere verdi tra gli edifici di maggiore attrazione

http://muccheintransito.altervista.org/ www.morciano.org http://accessos01.blogspot.it/2010/09/verso-morciano-2030.html

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

COMMUNITY | COMUNITà | COMUNIDAD | COMUNIDADE METHOD | METODO | MÉTODO | MÉTODO CREATIVITY | CREATIVITà | Cohesión y integración | CRIATIVIDADE SHARED PROJECT | PROGETTO CONDIVISO | PROYECTO COMPARTIDO | PROJETO COMPARTILHADO NEW URBAN TOOLS | NUOVI STRUMENTI URBANISTICI | NUEVAS HERRAMIENTAS URBANAS | NOVAS FERRAMENTAS URBANAS LONG TERM PROJECT | progetto a lungo termine | Proyecto a largo plazo | Projeto de longo prazo

CASE 11

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

The Paradisi area is a central area of the town of Calderara di Reno, following the formation of the group “Calderara creative community”, was implemented a participatory planning workshop in May 2011, which involved the study Ciclostile design architecture and various members of the community town of Calderara di Reno. During meetings with citizens was carried out the analysis of the place and were given the tools of design knowledge to be able to bring those less experienced in the field, to the more design phase, through examples and exposure of case study. It has thus come to the drafting of a masterplan, fully shared by the designers and by participating citizens, who were able to include comments and ratings on both the intended uses of the area, both on the relationships between spaces.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CALDERARA PARTECIPATA

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 11 : CALDERARA PARTECIPATA
Participatory project workshop to give new life to a central area of the city of Calderara di Reno
| Laboratorio di progettazione partecipata per dare nuova vita ad un’area centrale del comune di Calderara di Reno | Taller de proyectos participativos para dar nueva vida a una zona céntrica de la ciudad de Calderara di Reno | Oficina participativa do projeto para dar nova vida a uma área central da cidade de Calderara di Reno |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: area Paradisi di Calderara di Reno (BO) INIZIO DEL PROCESSO: inizio anni 2000 PROPRIETA’: Comune di Calderara di Reno PROMOTORI: Comune di Calderara di Reno, DMC Bologna, Ciclostile architettura GESTIONE: Comune di Calderara di Reno FINANZIATORI/SPONSOR: CNA di Calderara di Reno, comune di Calderara di Reno, DMC Bologna.
LOCALIZZAZIONE L’area Paradisi è un’area centrale dell’abitato del Comune di Calderara di Reno, che comprende una serie di edifici dismessi e di complessi commerciali. La centralità del comparto e la libertà nelle possibili trasformazioni urbanistiche, limitate da limiti indici e tutele, rendono la stessa una grande opportunità strategica di riqualificazione e rigenerazione generale del centro di Calderara di Reno. Da un po’ di tempo a questa parte l’area, nata negli anni Settanta, storicamente votata alla produzione in particolare alla metalmeccanica e ai servizi connessi, ha subito in maniera pesante le ripercussioni della crisi economica. Molte aziende hanno chiuso i battenti o si sono trasferite e l’abbandono di una zona, una volta molto florida, lascia purtroppo spazio all’insicurezza e al degrado, come denunciato la scorsa estate dagli imprenditori Vignoli, Castagnini, Miscugli, Polacchini, Sanmarchi, Boetti e Zinani. C3 CALDERARA COMUNITA’ CREATIVA Il progetto prevede la generazione delle linee guida del masterplan che condurrà al Piano Organizzativo Comunale del 2012 del Comune di Calderara, e proseguirà oltre il medesimo, generando una ‘macchina’ concettuale di gestione delle iniziative del Comune secondo obiettivi prefissati creando il manuale di istruzioni per l’uso destinato ad accompagnare la futura attività del Comune. Il progetto lavora su piano strategico e piano tattico a diversi livelli: territoriale, nella individuazione di valori specifici alle varie località, sociale, nell’integrazione delle varie componenti generazionali ed etniche, economico, nella costruzione di asset portanti per l’imprenditoria locale. In questo, viene inserito un percorso di partecipazione a diverse fasi, che coinvolgono dal dipendente comunale al cittadino all’impresa. LABORATORIO DI PROGETTAZIONE PARTECIPATA PER L’AREA PARADISI DI CALDERARA DI RENO Il laboratorio è stato chiamato ad affrontare il tema della riqualificazione dell’Area Ex-Paradisi, che occupa circa 6500 mq, in modo tale da definire priorità, funzioni, spazi pubblici e un assetto generale dell’intera area in previsione della stesura del nuovo POC nel 2012. Attraverso “esercizi” con metodologie differenti a seconda delle tematiche, si è giunti alla redazione di uno scenario di trasformazione costruito passo dopo passo, la cui sintesi veniva di volta in volta condivisa con tutti i partecipanti. La sintesi delle analisi effettuate ha permesso di stilare una linea guida per ogni tema trattato alle quali riferirsi per l’intera progettazione dell’area. L’area di progetto è stata suddivisa in quattro ambiti in base alla viabilità carrabile e pedonale. Per ognuno di questi ambiti sono state pensate combinazioni di diverse tipologie edilizie e definiti tre differenti spazi pubblici. FASI di laboratorio La fase iniziale del Laboratorio è stato il sopralluogo, in cui sono state evidenziate le potenzialità, le criticità e la relazione con l’intorno. I cittadini invitati sono stati dotati di 3 strumenti principali: dei coni di colore rosso giallo e viola ( criticità, possibilità, relazione con l’intorno ), della macchine fotografiche ( scattare fotografie nei punti individuati dai coni ), dei quaderni ( annotare a mente fredda tutti gli spunti e le considerazioni ). L’esito della fase numero uno ha portato alla creazione di una classifica grazie alla quale si sono individuati i punti di massima criticità ( cabina dell’Enel, capannoni industriali ) le aree di potenzialità ( aree verdi e spazi pubblici ) le zone che si relazionano con l’intorno ( edifici commerciali che si affacciano sulla via principale ). Alla luce del sopralluogo sono state effettuate le prime considerazioni, che individuano negli obiettivi da perseguire l’espansione dei confini dell’area da riqualificare, l’accesso pedonale, i parcheggi, la riqualificazione dei capannoni industriali e dell’edificio storico presenti. Successivamente al sopralluogo si è sperimentata la fase di analisi sul costruito ( commercio, residenze e servizi ) e il non costruito ( spazio pubblico e percorsi ), attraverso l’utilizzo di altri 2 strumenti principali: mappa ( individuazione dei punti analizzati durante il sopralluogo ) e post-it ( posizionare sulla mappa di Calderara i post - it colorati di verde e rosso in base agli esempi positivi o negativi che la città offre come risoluzione delle criticità trattate in precedenza ). L’esito dell’analisi ha portato alla definizione di linee guida progettuali : ridefinire il cuore di Calderara, ripensare il sistema del commercio, assicurare la qualità dei nuovi edifici;, creare servizi per tutte le fasce sociali, progettare un vero spazio di aggregazione, rinnovare le connessioni. La terza fase è stata chiamata visioni, ha previsto l’utilizzo di un plastico in cui inserire, attraverso bandiere

colorate, le varie vocazioni che hanno le diverse aree della zona Paradisi, al fine di creare una sorta di programma funzionale che definisca indirizzi precisi e scelte condivise. La fase progettuale ha visto l’utilizzo di piccoli volumi in modo da creare distribuzioni spaziali che conferiscano all’ambiente caratteristiche e specificità differenti. L’esito finale del laboratorio è stato un masterplan che tiene conto di tutte le indicazioni emerse durante gli incontri avvenuti, e la progettazione è stata particolarmente accurata per quanto riguarda gli spazi pubblici ed il rapporto tra il costruito ed il non costruito. IL Progetto futuro Il Comune di Calderara di Reno ha vinto il bando regionale per “Concorsi di architettura per la riqualificazione urbana”, inerente al progetto europeo Smart Cities, presentando la relazione complessiva di DMC sul lavoro svolto nei workshop dedicati all’area del Bargellino. Si tratta di un finanziamento di 50.000 euro per la realizzazione di un masterplan, cui seguirà un secondo fino a 500.000 euro per la realizzazione delle opere. Un riscontro assolutamente concreto del lavoro di progettazione partecipata; che ne segue un altro, ovvero la nascita il 23 ottobre del “Comitato per lo sviluppo e la sicurezza del Bargellino”, composto da una trentina di aziende, ovvero in massima parte quelle che hanno seguito i lavori del workshop. Il ‘Comitato per la sicurezza del Bargellino’ spiega Gianluca Pellegrini di Cna - si costituisce formalmente proprio in questo mese di gennaio. Finora vi hanno aderito una trentina di imprenditori, con l’obiettivo di rilanciare l’area aumentandone l’integrazione con le realtà circostanti, rifondando una specifica identità dell’insediamento produttivo, trovando punti e forme di collaborazione e coordinamento su problemi e interessi comuni. Come, ad esempio, lo smaltimento dei rifiuti industriali, nuove possibilità di approvvigionamento energetico, l’aumento della sicurezza, magari con contratti condivisi tra più aziende che singoli. Penso che sia necessario - prosegue Enzo Dall’Olio, presidente del Comitato e membro del gruppo Cergas - trovare una collaborazione interistituzionale tra i vari soggetti che gravitano o hanno interessi nell’area. Penso al Comune di Bologna, ma anche l’Aeroporto, che dista cinque minuti dalla stazione dei treni del Bargellino e, con esso, la Regione. Magari il nostro percorso potrà suscitare l’interessamento anche di questi altri livelli istituzionali, per i quali ci piacerebbe diventare, come è già accaduto per il Comune di Calderara, un valido interlocutore.

http://www.ciclostilearchitettura.me http://europaconcorsi.com http://dmcbologna.org http://calderaracomunitacreativa.wordpress.com http://www.bo.cna.it http://www.latveria.com

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

COHOUSING | COABITAZIONE | COHABITACIóN | COABITAçãO COMMUNITIES | COMUNITA’ | COMUNIDADES | COMUNIDADES RENOVACION | RISTRUTTURAZIONE | RENOVACIóN | RENOVAçãO BANK OF TIME | BANCA DEL TEMPO | BANCO DEL TIEMPO | BANCO DE TEMPO

CASE 12

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

“Numero zero” is a project implemented by a non-profit association called CoAbitare. It wants put into place a cohousing experience within a urban context. For this reason, CoAbitare has recovered a nineteenth-century building in the center of Torin, within the framework of a European funded project. The project is an example of participatory planning on a small scale.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

COHOUSING NUMERO ZERO

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 12 : COHOUSING NUMERO ZERO
Renovacion of a historic building for cohousing
| Recupero di un palazzo storico per la coabitazione | La recuperación de un edificio histórico para la cohabitación | Recuperação de um edifício histórico para coabitação |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: via Cottolengo 2/4 – Torino INIZIO DEL PROCESSO: primavera 2008 PROPRIETA’: Gruppo di acquisto solidale all’interno dell’associazione CoAbitare PROMOTORI: 5 famiglie private sottoforma di cooperativa denominata “Numero zero”, associazione CoAbitare, comitato progetto Porta Palazzo – The gate. GESTIONE: famiglie private e associazione CoAbitare FINANZIATORI/SPONSOR: Autofinanziamento dei gestori

IL PROGETTO THE GATE PORTA PALAZZO Nel 1996 la Città di Torino presenta all’Unione Europea, nell’ambito delle Azioni Innovative del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Art. 10 Reg. CE 2081/92 FESR), il progetto “The Gate-living not leaving”, un Progetto Pilota Urbano volto a migliorare le condizioni di vita e di lavoro del quartiere di Porta Palazzo. Il progetto si propone di coinvolgere diversi partner, pubblici e privati e di innescare un processo di riqualificazione del territorio di Porta Palazzo e Borgo Dora. Nasce così nel 1998 il Comitato Progetto Porta Palazzo, organo no-profit a partecipazione mista di istituzioni pubbliche e di enti privati, con l’incarico di gestire e realizzare l’intero programma che, finanziato principalmente dall’Unione Europea, dalla Città di Torino e dal Ministero dei Lavori Pubblici, si occupa di interventi a favore dello sviluppo economico, sociale, culturale, promozionale  e di trasformazione, riqualificazione fisica pubblica e privata del territorio. Politiche e azioni chiave per la riqualificazione dell’area di Porta Palazzo sono coordinate in modo da favorire l’inclusione sociale, rafforzare i legami esistenti e creare reti di sostegno e processi che contribuiscano a sviluppare identità locale e collettiva.

LOCALIZZAZIONE Porta Palazzo appartiene al centro storico della città di Torino, ma conserva alcuni tratti caratteristici che la connotano come quartiere “popolare”, seppur non amministrativo, a tutti gli effetti, con una forte identità e un forte senso di appartenenza, dovuti alla presenza di uno storico mercato cittadino nella adiacente Piazza della Repubblica. PROGETTO NUMERO ZERO Nel 2009 si è costituito, all’interno del progetto “The gate Porta Palazzo”, un Tavolo dell’abitare sociale con il quale il quartiere in questione è oggetto di una serie di investimenti pubblici e privati volti a progetti residenziali di tipo innovativo che si propongono di interagire in modo virtuoso con il territorio offrendo competenze, servizi e occasioni di socialità. Sono cinque i progetti rappresentati al tavolo: la residenza per anziani autosufficienti di piazza della Repubblica 13 (Edilizia Sociale della Città), l’albergo sociale di piazza della Repubblica 14 (Compagnia di San Paolo), il cohousing di via Cottolengo 4 (Cooperativa CoHousing Numero Zero, associazione Coabitare),

il condominio solidale di via San Simone 3 (Sermig), la residenza sociale di via Cottolengo 24-26 (Opera Barolo). Per quanto concerne l’intervento di cohousing esso è inserito in una palazzina ottocentesca ristrutturata, nella quale andranno ad abitare 8 nuclei famigliari riunitisi in cooperativa per la gestione del progetto. Sono state le stesse persone, che poi andranno a vivere assieme, a progettare il recupero della palazzina attuando un processo di partecipazione che, se pur non investendo la totalità della cittadinanza, si riappropria di uno spazio non utilizzato per ripensare al modo di abitare offrendo anche servizi alla società come un microasilo e una banca del tempo.

http://www.cohousingnumerozero.org/ http://www.comune.torino.it/portapalazzo/progetto/

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

COMMUNITIES | COMUNITA’ | COMUNIDADES | COMUNIDADES COHESION AND INTEGRATION | COESIONE E INTEGRAZIONE | Cohesión y integración | Coesão e integração EDUCATION | EDUCAZIONE | EDUCACIÓN | EDUCAÇÃO EVENT AND ACTIVITIES | EVENTI E ATTIVITA’ | EVENTOS Y ACTIVIDADES | EVENTO E ATIVIDADES NON-PROFIT | NON-PROFIT | SIN FINES DE LUCRO | SEM FINS LUCRATIVOS REFUNCTIONALIZATION | RIFUNZIONALIZZAZIONE | REFUNCIONALIZACIÒN | REFUNCIONALIZAçÃO

CASE 13

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

Food From the Sky is a project born from the collaboration of Thornton’s Budgens (a brand of community supermarket placed in London) and the local community: it consists in a supermarket selling vegetables and food directly produced on the roof of a building located in Crouch End (North London); it is a non-profit project and it follows the roots of the permaculture ethics. Activities are all undertaken by volunteers, and the goal is to encourage local residents to run their own project of urban agricolture: other project has already been started by the Highgate Wood School and the London School of Economics. Food from the sky also collaborates with heritage seed library by growing some endangered species of food.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

FOOD FROM THE SKY

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

SOGGETTI Thornton’s Budgens è una catena di supermercati comunitari, attiva a Londra: la filosofia del fondatore (Andrew Thornton) pone il cibo e il consumo come elementi centrali nella vita dei cittadini, e si preoccupa di offrire un modello sostenibile e competitivo alle grandi distribuzioni. La catena offre merce interamente Made in London, proveniente da trenta produttori, la maggior parte dei quali localizzata a Haringey e Camden. Con “Food from the sky” sono stati i primi a vendere prodotti direttamente coltivati sul tetto del supermercato, e con “Pennies for plastic” hanno raccolto 125.000 sterline per finanziare organizzazioni caritative locali e progetti comunitari. Azul-Valerie Thome è una donna franco-libanese, impegnata in progetti di beneficenza e di sviluppo locale (tra i quali Food from the sky e Ebercrombe), incentrati sul carattere di sostenibilità ambientale e sociale. LA COMUNITÀ Al centro del progetto non c’è solo frutta, verdura e vegetali coltivati: il progetto è incentrato sul coinvolgimento della comunità locale, sui volontari che spontaneamente vi prendono parte e sull’educazione alla sostenibilità e alle tecniche di coltura tradizionali che rischiano di andare perdute. Il progetto ha visto la partecipazione di più di 200 volontari, aventi dai 3 ai 74 anni, e ha fatto diventare un tetto di cemento un luogo di incontro e di comunicazione, occupando uno spazio altrimenti inutile e restituendolo alla comunità (e alla città). LE SPECIE IN PERICOLO Nel 2010, Food from the sky ha potuto adottare sei specie dall’ Heritage Seed Library: ogni specie ha il suo particolare gusto, tempo di coltura e particolarità genetiche; il progetto si è attivato per difendere direttamente la biodiversità mondiale, piantando rari semi di lattuga, pomodori scozzesi, fagioli francesi, barbabietola rossa e cavolo di origini russe. EVENTI Grazie all’attività dei volontari, il locale offre anche una serie di eventi culturali che animano il quartiere di Crouch End: da giornate di festa e degustazioni a performance artistiche pittoriche, musicali e cinematografiche, partecipendo anche al Crouch End Festival che ha luogo ogni maggio. ATTIVITÀ DIDATTICHE Parallelamente all’attività commerciale, Food from the sky organizza diverse attività a fini educativi: nel 2012 è previsto un corso annuale intitolato “Seed2Seed: Foundation course in Urban Food Growing”, con l’obiettivo di insegnare le tecniche di permacultura, biodinamica e agricoltura urbana, oltre che approfondire temi legati alla biodiversità in generale, come ad esempio la realizzazione di ambienti dedicati ad api e farfalle. Oltre a questi corsi, il locale organizza workshop per professori e per personale coinvolto nell’industria alimentare.

CASE 13 : FOOD FROM THE SKY
Growing life, food and communities in the most cemented place, right in the center of London
| Coltivare vita, cibo e comunità nel luogo del cemento, proprio nel centro di Londra | La creciente vida, la alimentación y las comunidades en el lugar más cementada, justo en el centro de Londres | Cultivo de alimentos, vida, e as comunidades no lugar mais cimentada, bem nocentro de Londres |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: 21-23 The Broadway, Crouch End, London ANNO DI REALIZZAZIONE: 2010 DURATA REALIZZAZIONE: 5 mesi PROPRIETA’: Thornton’s Budgens Ltd IDEAZIONE E PROMOTORI: Thornton’s Budgens Ltd, Azul-Valerie Thome GESTIONE: affidata a un manager locale (Sarah McFadden) e a volontari locali FINANZIATORI/SPONSOR: UnLtd, Thornton’s Budgens Ltd, Esmee Fairbain Foundation, Capital Growth/Sustain

http://foodfromthesky.org.uk http://www.thorntonsbudgens.com/food-from-the-sky http://www.capitalgrowth.org/

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

COHESION AND INTEGRATION | COESIONE E INTEGRAZIONE | Cohesión y integración | Coesão e integração CONSERVATION AND IMPROVEMENT | CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE | CONSERVACIóN Y MEJORA | CONSERVAÇÃO E MELHORIA

EVENTS AND ACTIVITIES | EVENTI E ATTIVITA’ | EVENTOS Y ACTIVIDADES | EVENTO E ATIVIDADES HERITAGE RECOVERY | RECUPERO DEL PATRIMONIO | RECUPERACIÓN DEL PATRIMONIO | RECUPERAÇÃO DO PATRIMÓNIO

CASE 14

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

Villa Sorra is a XVII century farmhouse located in the countryside between Castelfranco Emilia and Nonantola: the property includes the noble villa, the historic garden and the rural lands around. With the Italian Unity, the death of nobility and the two world wars, the villa and its park decayed till 1972 when the municipalities of Castelfranco Emilia, Modena, Nonantola and San Cesario sul Panaro bought the entire property. In 1997 the four owners subscribed the convention called Mayors Conference to decide together the future strategies and concrete actions to preserve Villa Sorra, and in 2003 they stipulated a feasibility study along with FAI (Italian environment fund) to preserve and improve this unique Italian landmark, which is the pure and untouched heritage of the pre-industrial rural landscape. Now the population enjoys the countryside with hundreds of activities and events, involved in the possible shared goal of saving this priceless memory through fund raising moments.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

VILLA SORRA

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 14 : VILLA SORRA
Culture and nature: enjoying the countryside like your own backyard
| Cultura e natura: godere della campagna come del proprio cortile | Cultura y naturaleza: disfrutar del paisaje, como su propio patio trasero | Cultura e natureza: apreciar a paisagem como o seu próprio quintal |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: via Prati 40 – Panzano di Castelfranco Emilia (Modena) INIZIO DEL PROCESSO: 1997 PROPRIETA’: Comune di Castelfranco Emilia (48%), Comune di Modena (31%), Comune di Nonantola (14%), Comune di San Cesario sul Panaro (7%) PROMOTORI: associazione di promozione sociale “Per Villa Sorra – XVS” GESTIONE: Comune di Castelfranco Emilia, associazione di promozione sociale “Per Villa Sorra – XVS” (G.G.EV. - Guardie Giurate Ecologiche Volontarie della Provincia di Modena, G.AN. - Guide Autorizzate Nonantola, Associazione Musicale Estense, Associazione di promozione sociale Damanhur Modena, Coro Tomas Luis de Victoria, Fotoclub Studio’s 983, Ghanacoop, L’isola che c’è, Accademia di Naturopatia A.N.E.A., Albo assaggiatori di nocino tipico di Modena “Il Matraccio”, Amici dell’Arte, Aquilò - Club Aquilonistico Modena, Associazione culturale I Guitti, Associazione culturale LaRoseNoire, Associazione culturale Società di Danza, Associazione Genius Loci, Associazione Sorvolare, Associazione Zhen-Ren, Banda Cittadina di Modena, C.E.A. di Nonantola, Centro Attività Psicosomatiche, Centro Soccorso Animali di Modena, C.I.M. - Centro Italiano Madonnari, Club Deltasport, Coldiretti Modena, Conacreis Emilia Romagna, Museo Civico Archeologico di Castelfranco Emilia, Jack Russell Terrier Club Italia, Slow Food Modena, Uisp - lega sport e giochi tradizionali, AUSL Modena, La Cascina di Battelli srl, CIV&CIV – Cantina di Castelfranco Emilia, Consorzio del formaggio Parmigiano-Reggiano, Coop Estense, Lapam, Radio Club ’81, gli Amici dell’Arte) FINANZIATORI/SPONSOR: Regione Emilia-Romagna, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Modena e Reggio Emilia, Fondo Villa Sorra, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, FAI - Fondo Ambiente Italiano, Coop Estense, Comuni proprietari

LOCALIZZAZIONE Il compendio di Villa Sorra si trova nella Provincia di Modena nei pressi di Panzano, frazione di Castelfranco Emilia, sul confine con il Comune di Nonantola. Il complesso comprende, oltre all’edificio nobile e al giardino storico, il parco, la scuderia, il caseificio, la ghiacciaia e i terreni agricoli per un totale di 80 ettari, costituendo così un esempio intatto di paesaggio agrario pre-industriale. LA CONVENZIONE

STORIA Francesco Sorra, intorno alla metà del Seicento, acquista diversi terreni nel territorio compreso tra Gaggio e Panzano nei pressi di Castelfranco Emilia. Alla sua morte tutti i suoi beni passano al figlio Antonio, il quale incrementa i possedimenti e, tra la fine del Seicento e i primi anni del Settecento, commissiona all’architetto Giuseppe Antonio Torri di realizzare “nella villa di Panzano... una casa da padroni, per necessario comodo di villeggiare” e per sovrintendere alle attività agricole praticate nei terreni di famiglia. Alla morte dello zio Antonio, Francesco Maria Sorra eredita i possedimenti e termina la costruzione della villa e del giardino. La villa, espressione significativa del barocchetto emiliano, è immersa nel giardino “romantico” dell’Ottocento estense, prima realizzato secondo i canoni italiani e poi trasformato nel 1827 in giardino all’inglese per volere della marchesa Ippolita Levizzani.

Nel 1997 i Comuni proprietari hanno sottoscritto una convenzione, ovvero uno strumento finalizzato ad aumentare l’efficacia del loro intervento volto a promuovere azioni di conservazione, recupero e valorizzazione di una delle emergenze di carattere artistico, storico-culturale e ambientale di maggior importanza di tutta la Provincia di Modena. La convenzione definisce anche la struttura organizzativa che deve prendersi cura del complesso: la Conferenza dei Sindaci, di cui fanno parte i Sindaci o gli Assessori delegati dei rispettivi Comuni, è l’organo che ha la funzione di dettare gli indirizzi delle attività e di controllarne i risultati. i Comitati Tecnici Consultivi (CTC), suddivisi per aree tematiche (ambiente, architettura, beni e attività culturali, sicurezza e vigilanza) di intervento e di attinenza per il complesso, sono formati da tecnici ed esperti nominati da ciascun Comune proprietario e hanno il compito di esprimere pareri, valutazioni e proposte sui temi di loro competenza;

il Direttore detiene la responsabilità gestionale dell’intero complesso nonchè il compito di dare esecuzione alle attività programmate e definite dalla Conferenza dei Sindaci. A lui competono la predisposizione dei programmi e dei piani di intervento, la formazione di tutte le proposte e la definizione degli obiettivi per le attività e le iniziative da assumere, attraverso la collaborazione dei CTC, ed infine la predisposizione dei documenti di peventivazione e di rendicontazione annuale delle entrate e delle spese relative all’attività. La convenzione assegna al Comune di Castelfranco Emilia il compito di garantire il supporto istituzionale e organizzativo per lo svolgimento delle funzioni e dei servizi previsti. IL Progetto Nel marzo 2003 i Comuni proprietari hanno sottoscritto con il FAI una lettera d’intenti nella quale è stato concordato un percorso che ha l’obiettivo di promuovere il recupero e la valorizzazione del complesso, il cui primo risultato è stata la realizzazione di uno studio di fattibilità generale, in cui sono state individuate appropriate destinazioni d’uso per gli edifici e i terreni del complesso calcolando un preventivo sommario di spesa per i restauri e la valorizzazione. I progetti strategici formulati si configurano come quattro differenti ipotesi d’uso fortemente interconnesse: uso documentale e ricreativo, ovvero uso di base e fondamentale, attraverso attività di fruizione e visita del complesso in funzione delle sue valenze storico-documentali e come luogo di piacevole svago; uso di promozione, attraverso attività rivolte alla valorizzazione del territorio e delle sue eccellenze; uso di formazione, attraverso attività già presenti potenziabili nella confinante azienda agricola dell’Istituto di Istruzione Superiore per l’agricoltura e l’ambiente “Lazzaro Spallanzani”, senza escludere l’implementazione di “laboratori del gusto” e di percorsi formativi nell’ambito della manutenzione dei giardini storici; uso produttivo, finalizzato alla costituzione di un polo di eccellenza delle produzioni tipiche locali, dove si potrebbero “ospitare” sia dal punto di vista della produzione sia dal punto di vista della promozione e valorizzazione, i presidi Slow Food del territorio. Sostenibilità economica Restauro conservativo (edificio nobile) > 500,000 euro Consolidamento strutturale (edificio nobile) > 620,000 euro Restauro conservativo (tempere su tela) > 100,000 euro Restauro conservativo (scuderie) > 450,000 euro TOTALE > 1,670,000 euro Il “Fondo Villa Sorra” è finanziato dalle tante associazioni impegnate nella valorizzazione del compendio. Queste organizzazioni, quali le GGEV e le GAN, oltre a collaborare alle iniziative culturali e ricreative che si svolgono al parco, realizzano anche attività di fund raising, soprattutto in occasione della “Camminata a Villa Sorra” e i fondi raccolti vengono depositati su un conto corrente dedicato proprio con l’obiettivo di finanziare progetti di valorizzazione di Villa Sorra. Le attività Il Compendio dei Sorra da vita ad una sorta di museo all’aria aperta, in cui sono organizzati eventi e spettacoli che si contraddistinguono per essere momenti d’intrattenimento non finalizzati ad attrarre visitatori, ma a rendere più lieto e piacevole il soggiorno in Villa. Tra i più importanti ci sono le “do-

meniche al parco”, la “camminata a Villa Sorra”, “armonie di primavera”, la “città olistica”, “come prodursi il nocino in casa” e “il mattino ha l’oro in bocca”. Inoltre Villa Sorra è anche sede del Museo della Civiltà Contadina, gestito dal Museo Civico Archeologico Etnologico di Modena.

www. comune.castelfranco-emilia.mo.it www. villasorra.it www.lacarbonarablog.it
“Villa Sorra e ... dintorni : Nonantola, S.Cesario sul Panaro, Castelfranco Emilia : natura, arte, storia, curiosità” di Giovanni Santunione. “Villa Sorra” ricerca a cura dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, Deanna Lenzi. “La villa e il giardino dei Sorra” di Piero Bergonzini, Sonia Cavicchioli, Andrea Di Paolo.

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

REVISITING OF IDENTITY | RISCOPERTA DI UN’IDENTITA’ | REDESCUBRIMIENTO DE LA IDENTIDAD | REDESCOBERTA DE IDENTIDADE CONTINUITY | CONTINUITA’ | CONTINUIDAD | CONTINUIDADE CONNECTIVE NETWORK | TESSUTO CONNETTIVO | red de conectividad | rede conjuntivo OPPORTUNITY | OPPORTUNITA’ | OPORTUNIDAD | OPORTUNIDADE INTEGRATION BETWEEN USERS | INTEGRAZIONE TRA UTILIZZATORI | INTERACION ENTRE LOS USUARIOS | INTEGRACAO ENTRE USUARIOS WIDESPREAD INFORMATION | INFORMAZIONE DIFFUSA | MÁS GENERALIZADA | Mais difundida TRACES | TRACCE | HUELLAS | RASTO

CASE 15

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

The Bolognina East area, as determined by the Municipal Structural Plan (PSC) as an area to be redeveloped, is a part of the city that is deeply changing in terms of social, economic, structural. Neighborhood with a strong production, home to companies that represented the pride of the mechanical production of the city, the East Bolognina is now characterized by relocation or termination of many productive activities and the presence of numerous brownfield sites. A new process of participation, promoted by the municipal and district Navile, involved local residents in this action of transorming. The project faces numerous challenges: guiding the transformation and the design of an overall scenario, addressing the common need of qualification of public space and recovering of traces of the past, managing the long transition period.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

BOLOGNINA EST

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 15 : BOLOGNINA EST
Bologna, visions and ideas for a future that starts from its past
| Bologna, visioni e idee per un futuro che riparte dal proprio passato | Bolonia, visiones e ideas para un futuro que comienza a partir de su pasado | Bolonha, visões e idéias para um futuro que começa a partir de seu passado |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: prima periferia Nord-Est Bologna INIZIO DEL PROCESSO: 11 Novembre 2008 PROPRIETA’: Comune di Bologna; privati. PROMOTORI: Amministr. Comunale e Cantiere Navile GESTIONE: Laboratorio Bolognina Est, Associazione Orlando, Urban Centre Bologna, Studio Scagliarini FINANZIATORI/SPONSOR: Sponsor Tecnici, Partners, Donazioni Private, Comune di Bologna

STORIA Nella storia della città, la Bolognina Est ha costituito la prima zona di espansione verso nord della Bologna industriale moderna, a partire dal primo decennio del 1900. Qui si insediarono le imprese che sono state motivo di orgoglio nella produzione meccanica della città. Un binario ferroviario collegava direttamente gli impianti alla stazione e alla rete ferroviaria. A ovest di questa direttrice si è sviluppato nel tempo il quartiere residenziale, con una forte presenza operaia. A est, nei decenni successivi alla guerra, sono sorti la nuova fiera e il centro scambi. Oggi il territorio è cambiato. Le attività produttive, che davano al quartiere il suo carattere e la sua identità, si sono spostate in altre zone o sono cessate; le aree e gli edifici industriali e militari sono inattivi. Anche la popolazione è cambiata, con l’arrivo di donne e uomini da altri paesi, in particolare dalla Cina. LOCALIZZAZIONE L’ambito denominato Bolognina est è un ambito urbano da riqualificare, di rilievo strategico per localizzazione e potenzialità e comprende un’ampia zona dal carattere disomogeneo, che si estende dalla via Stalingrado fino a via Arcoveggio. Vi si trovano diverse aree produttive dismesse: quelle tra via Ferrarese e via Stalingrado, fino alla via Creti, tra cui le ex Officine Casaralta; quelle lungo la via Saliceto e nelle adiacenze, dove si trova anche il vasto complesso Sasib. LA BOLOGNINA E IL PSC Il PSC ha individuato sette strategie di Bologna (“le sette città”) che organizzano i più importanti progetti di trasformazione urbanistica nei prossimi 15 anni. Tra queste sette città, la “Città della Ferrovia” ha una particolare vocazione internazionale e qui vedremo le trasformazioni più rilevanti. La Bolognina è al centro di quest’area più grande, che va dall’aeroporto alla fiera. La relazione del PSC descrive così la “Situazione della Bolognina”: è un quartiere soprattutto di edilizia residenziale, molto abitato, con edifici fitti e con pochi spazi aperti. La trasformazione delle aree produttive dismesse offre l’occasione di arricchire il quartiere di nuovi spazi pubblici, usando anche solo una parte di quelle aree. Nel quartiere si riconoscono tre zone distinte: a sud la Bolognina storica con lo scacchiere di isolati che riempiono la parte più consolidata tra Piazza dell’Unità e l’Ex Mercato; a ovest la zona dell’Arcoveggio, con più servizi e più verde; a est Casaralta, un’area che si sta trasformando rapidamente ed è caratterizzata dalla presenza delle aree produttive non più attive. SUPERAMENTO DEL PSC E PARTECIPAZIONE: GLI STRUMENTI . . . L’obiettivo è di passare da una pianificazione urbanistica di strategie alla progettazione di singole aree coinvolgendo, con metodologie partecipative, i soggetti interessati (residenti, gruppi formali e informali, fruitori dell’area, operatori economici, proprietà, amministratori, figure istituzionali e ogni altro interessato all’area) e valorizzando le differenze di genere, età, provenienza e origini. Ciò viene reso possibile principalmente tramite la stesura del POC e la istituzione del Laboratorio Bolognina Est. Il POC stabilisce i vincoli e le condizioni per l’esercizio dell’attività edilizia. La stesura del POC sottolinea la consapevolezza che il risultato delle trasformazioni sarà positivo a due condizioni: insieme alle singole aree occorre progettare l’adeguato tessuto connettivo che le tiene insieme; il lungo periodo di tempo che passerà tra la definizione delle strategie e la fine dei lavori. Per le ex-aree industriali e militari il PSC già prevedeva un percorso di progettazione partecipata, di cui il Laboratorio costituisce ora uno dei passaggi fondamentali. Attraverso il Laboratorio, tutti quelli che abitano, lavorano, hanno imprese, studiano nel quartiere possono partecipare al percorso per definire che cosa fare nelle aree da riqualificare, in accordo con i loro proprietari, che hanno presentato o presenteranno al Comune i loro progetti. I risultati delle attività del laboratorio vengono dunque raccolti nel Documento Guida, come integrazione del POC, contribuendo a definire i vincoli

nell’edificazione nelle aree industriali e militari non più in attività, per collocare gli spazi e le strutture pubbliche che servono al quartiere e agli abitanti. Il Laboratorio si è strutturato attraverso l’alternanza armonica di momenti di partecipazione collettiva (assemblee, gruppi tematici, Laboratorio Scenario, Open Space, mostra) e momenti d’interazione e ascolto individuali (interviste) e in piccoli gruppi. I risultati delle attività sono riportati nelle Schede di Sintesi che fanno parte del Documento Guida. Le voci dei testimoni hanno dato vita a una resa polifonica che racconterà il volto passato, il presente e il futuro possibile della Bolognina Est. Un racconto che senza la pretesa di essere univoco ci aiuta però a vedere punti critici e opportunità per il futuro attraverso gli occhi dei cittadini. . . . E LE fasi di attuazione La prima tappa del percorso di progettazione è la stesura del Piano Operativo Comunale (POC), entro il gennaio 2009. Demolizione degli edifici più fatiscenti e bonifica del terreno (secondo PRG ancora vigente). La seconda tappa del percorso di progettazione porterà all’elaborazione dei singoli Piani Urbanistici Attuativi (PUA). I PUA sono necessari per disciplinare (cominciare) i progetti (lavori) di costruzione e riqualificazione. Avvio della riqualificazione vera e propria attraverso la creazione delle dotazioni territoriali, infarstrutturali, ecologico-ambientali e delle attrezzature collettive. IL Progetto La progettazione degli interventi dovrà considerare l’importanza dei diversi elementi naturali e storici e stabilire le modalità d’intervento sulle preesistenze: il tracciato della vecchia ferrovia che attraversa l’area in direzione nord-sud dovrà diventare l’asse distributivo degli spazi pubblici, esistenti e nuovi. I nuovi edifici residenziali (nell’intero ambito sono previsti, infatti, oltre a uffici e servizi, più di 800 nuovi alloggi) dovranno essere di qualità e destinati a differenti tipi di domanda, così da articolare la composizione sociale del quartiere. La progettazione sarà quindi distinta in interventi lineari-connettivi e in altri, i nodi tra i precedenti, invece dovranno essere oggetto di progettazioni puntuali. Il primo Documento Guida prodotto dal Laboratorio, relativo all’intera area, individua le principali linee d’azione che dovranno orientare le trasformazioni del quartiere, a cominciare dalla realizzazione di un parco lineare lungo l’ex tranvia per Malabergo: non una semplice pista ciclabile, ma una rete di percorsi che collegheranno fra loro gli spazi e le attrezzature pubbliche del quartiere. Partendo dal Dopo Lavoro Ferroviario e arrivando al futuro Polo Tecnologico dell’ex Manifattura Tabacchi il parco lineare sarà la spina verde della riqualificazione urbana della Bolognina Est. La ex Sasib è la prima tra le aree dismesse ad essere stata riprogettata compiutamente. Il laboratorio prosegue la sua attività interagendo con i singoli progetti che si attivano in tempi differenti. un desiderio che diventa opportunità La sfida è stata la scala, il raggio dell’azione. L’ambito che è quasi un quartiere, un luogo di straordinaria complessità, in cui ci sono aree dimesse, che richiedono di per sé azioni di progettazione partecipata e che cerca di ridarsi un’identità a partire dalla conoscenza e dalla riprogettazione dello spazio urbano e degli spazi pubblici. Il Laboratorio ha portato a formulare, o riformulare, richieste e proposte sulle trasformazioni future. 1_Rinnovare un’identità. 2_Incrementare spazi pubblici e servizi. 3_Restituire sicurezza, bellezza e agibilità a luoghi ed edifici degradati e abbandonati che comunicano paura e attraggono comportamenti antisociali e criminalità. 4_Restituire vitalità alle strade e agli spazi. La gente di Bolognina Est partecipa ancora e inevitabilmente in modo disuguale nelle sue componenti sociali e rispetto all’effettivo legame con i luoghi, è turbata per i ricordi recenti di paure, per insicurezze derivate dall’uso improprio dei luoghi, per le regole non sempre rispettate, per le differenze difficili da integrare, per disincanti legati a cambiamenti non sempre condivisi; tuttavia, è capace di pensare il domani, senza perdere le radici, con una ragionevolezza e una pacatezza che definiscono il desiderio di fare società.

http://informa.comune.bologna.it www.urbancenterbologna.it http://urp.comune.bologna.it/PortaleTerritorio/portaleterritorio.nsf www.loci.it www.archibo.it fesr.regione.emilia-romagna.it

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

URBAN BROWNFIELD | AREE URBANE DISMESSE FILTER AREA | AREA FILTRO INTEGRATION | INTEGRAZIONE URBAN PARK | PARCO URBANO SOCIAL HOUSING | HOUSING SOCIALE PUBLIC SPACES | SPAZI PUBBLICI

CASE 16

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

The project is about an industrial site unused of 13 ha, localized in Forlì between the historical center and the railway station. Orsi Mangelli was a silk factory immediately out of the city, when it grew, it incorporated the factory that unused created an urban empty. So the area needs an useful trasformation to improve all the city. A project like this, developed by Adolfo Natalini, is a new door to the historical center from the station, through an urban park and a mix of functions. The area that before was an industrial area is first quenched to clean the air and soil pollution. Residence and Services are organized long a central pedestrian axis that ends with a square, from this point you can see the historical center, you have on the left the new urban park and behind the railway station.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

EX ORSI MANGELLI

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 16 : EX ORSI MANGELLI
Sew up different part of city with the best use of the urban empty to create social integration and new public spaces
| Ricucire parti diverse di città grazie al miglior uso dei vuoti urbani per creare integrazione sociale e nuovi spazi pubblic |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: via Alessandro Manzoni e via Cristoforo Colombo - Forlì INIZIO DEL PROCESSO: fine anni ‘90 PROPRIETARI: soggetto privato (Fortex Sidac Srl) proprietario della maggior parte della superficie e soggetti pubblici che rilevano parte delle aree (Comune di Forlì, Poste Italiane, Romagna Acque). PROMOTORI: Comune di Forlì GESTIONE: Comune di Forlì, ACER Forlì Cesena, Fortex SIDAC S.r.l., Azienda PP .TT., Romagna Acque S.p.a., Regione Emilia Romagna. FINANZIATORI/SPONSOR: Contributo regionale, Fondi legge 19, Fondi Privati.
STORIA e LOCALIZZAZIONE L’area ex Orsi-Mangelli, è parte integrante dell’ampio programma di recupero delle aree dismesse di prima industrializzazione che dalla fine degli anni ‘90 caratterizza il territorio del comune di Forli. La sua collocazione tra la stazione ferroviaria e il centro storico, la sua importante dimensione (13 ha), le dinamiche della sua ri-progettazione e i problemi affrontati per la sua attuazione ne fanno un caso emblematico dei processi di rigenerazione urbana sviluppati in Italia negli ultimi 15 anni. Il processo di dismissione dell’insediamento industriale, iniziato nel 1984 e concluso nel 1993, vede da subito l’affiancamento tra soggetto privato (Fortex Sidac Srl) proprietario della maggior parte della superficie e soggetti pubblici che rilevano parte delle aree (Comune, Poste Italiane, Romagna Acque) o sono attuatori di specifici interventi (Iacp Forli, ora Acer). Nonostante i cambiamenti subiti dal progetto in corso d’opera per le modifiche alle destinazioni d’uso, per l’insorgere dei problemi di bonifica e per i cambiamenti di mercato, questa forte base di soggetti e il mix di funzioni ha consentito al programma di rigenerazione di mantenere una buona coerenza rispetto agli obiettivi iniziali senza modificare in modo significativo l’assetto urbanistico. IL Progetto Le azioni che hanno portato allo sviluppo del nuovo tessuto urbano nel comparto ex Orsi Mangelli hanno previsto la quasi totale demolizione degli edifici che precedentemente occupavano l’area industriale. Solo alcuni elementi urbani sono stati mantenuti a ricordo della precedentemente funzione. Il nuovo impianto è stato sviluppato con la volontà di rafforzare la connessione e la permeabilità tra centro storico e l’area della stazione ferroviaria mediante una serie di percorsi ciclabili e pedonali e una serie di spazi pubblici: il nuovo parco urbano, il viale alberato e la nuova piazza. Nel progetto le tipologie abitative e quelle per i sevizi sono organizzate attorno ad un asse pedonale centrale che termina in una piazza con funzione di snodo urbano verso il centro storico. L’edificio che raccoglie la

grande distribuzione e la galleria commerciale si affacciano verso il viale alberato. E’ stata risolta la questione infrastrutturale grazie a un parcheggio interrato che con circa 300 posti auto servirà l’area e il flusso ai limitrofi centro e stazione. integrazione SOCIALE La qualità sociale del progetto, ricercata già nelle indicazioni degli strumenti urbanistici generali, è rilevabile in alcuni fattori centrali nella definizione di un brano di città complesso: > un’offerta residenziale mista: edilizia destinata al libero mercato e edilizia pubblica sono coese per evitare quella separazione sociale che crea ghetti non comunicanti e favorire appunto l’integrazione. > l’insediamento di nuove attività lavorative: terziario, commercio e artigianato; > la previsione di alcuni servizi alla persona per il tempo libero (palestre, spazi a destinazione culturale); > la realizzazione di un centro commerciale di scala urbana con la presenza di esercizi commerciali diversificati e di alcuni pubblici esercizi; > la presenza di attività lavorative che hanno fino ad oggi generato 255 addetti (130 nei servizi, 118 nel commercio e 7 nel settore industria e ricerca); > l’insediamento di una popolazione prevalentemente giovane. SPAZI PUBBLICI La dimensione, la complessità e l’attenzione progettuale dedicata allo spazio pubblico rappresentano uno dei punti salienti della rigenerazione dell’area. Gli elementi principali sono costituiti dal grande parco (3 ha) e dalla grande piazza circolare intorno alla ciminiera collocata nello snodo del viale centrale. Il parco è progettato con un andamento leggermente ondulato, un manto erboso non costante resistente ad un’alta frequentazione; il suo impianto si integra con i giardini privati delle residenze, evitando la frammentazione dei verdi di risulta.

Oltre al parco e alla piazza, costituiscono parte sostanziale dello spazio pubblico i percorsi ciclo pedonali e il sistema dei parcheggi scoperti, tutti caratterizzati dalla presenza di alberature e, su via Manzoni, di un controviale di separazione dalla viabilità esterna. La rete dei percorsi suddivide l’area in porzioni misurate (isolati), analoghe a quelle della città storica, riportando la grande estensione dell’area industriale ad una dimensione urbana. QUALITA’ AMBIENTALE ED ENERGETICA Il progetto comporta un netto miglioramento dell’area in termini ambientali con un dimezzamento della superficie edificata e l’introduzione di un parco urbano di 3 ha si ha un notevole risparmio di suolo cementificato. Gli interventi di rigenerazione dell’ex area industriale dismessa hanno permesso di mettere in sicurezza una parte di suolo contaminato che diversamente non sarebbe stato bonificato anche se questo in vista dell’efficenza ha rappresentato un allungamento dei tempi di costruzione. Gli edifici nei quali sono riscontrabili tecnologie e soluzioni architettoniche volte al contenimento dei consumi energetici, sono quelli costruiti dall’Acer che, essendo ente di gestione, per primo ha colto i vantaggi di un rinnovamento del prodotto edilizio in termini di riduzione dei consumi. Cultura e paesaggio Il progetto sceglie di cancellare completamente la maglia del tessuto industriale esistente e si rapporta alla storia della città di Forlì e dell’area attraverso: > la conservazione di alcuni puntuali elementi architettonici: la ciminiera, parte del muro di cinta e del fabbricato della centrale termica (demolito in quanto danneggiato e ricostruito); > la costruzione di un tessuto urbano rapportato alla scala degli isolati del centro storico; > la definizione di un linguaggio architettonico che, pur essendo contemporaneo, guarda agli elementi della tradizione dell’Italia centrale. La ciminiera, unico vero elemento di archeologia industriale rimasto, sebbene abbassata per ragioni statiche, costituisce il fulcro della nuova organizzazione dell’area. Alla costruzione del nuovo paesaggio il progetto dedica una particolare attenzione, non solo utilizzando la ciminiera come un riconoscibilissimo e forse naturale elemento di Landmark visibile da grandi distanze, ma pensando nell’insieme il rapporto visivo fra l’area e il suo intorno. Due elementi sono particolarmente interessanti: > l’apertura, lungo il viale centrale, di un ampio cono visivo sul centro storico e i suoi elementi verticali (campanile di San Mercuriale e Torre Civica); > la schermatura di edifici dissonanti esistenti all’esterno dell’area, attraverso i volumi costruiti all’interno. Cos’è AUDIS? L’Associazione Aree Urbane Dismesse affronta le problematiche riguardanti la trasformazione di quelle parti di città che hanno interrotto il loro ciclo funzionale e che soffrono della frattura tra la struttura urbana e i suoi nuovi utilizzatori. Nel corso della sua attività, iniziata nel 1995, AUDIS ha saputo cogliere l’evoluzione del tema delle aree dismesse, stimolando il dibattito tra amministratori pubblici, operatori privati e tra tutti coloro che sono coinvolti nei processi di trasformazione urbana, ampliando continuamente il dibattito. La Carta della Rigenerazione Urbana approvata nel 2008 costituisce il punto di arrivo dell’Associazione come promotrice di una cultura volta alla riprogettazione della città dall’interno. Gli associati AUDIS sono Comuni di grandi e medie città, amministrazioni provinciali e regionali, imprese e società private e pubblico-private, istituti di ricerca e associazioni, università.

“DIECI ANNI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA IN EMILIA ROMAGNA, Processi, Progetti e Risultati” di G. Franz e M. Zanelli www.audis.it www.acmar.it www.nataliniarchitetti.com

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

INTEGRATION | INTEGRAZIONE | INTEGRACIÓN | INTEGRAÇÃO ACTIVITIES | ATTIVITÀ | ACTIVIDADES |ATIVIDADES DEBATES | DIBATTITI | DEBATES | DEBATES IDENTITY | IDENTITÀ | PALABRAS CLAVE | IDENTIDADE IDEAS | IDEE | IDEAS | IDÉIAS INFORMATION | INFORMAZIONE | INFORMACIÓN | INFORMAÇÃO NEIGHBORHOOD | QUARTIERE | BARRIO | BAIRRO TEAMWORK | LAVORO DI SQUADRA | TRABAJO EN EQUIPO | TRABALHO EM EQUIPE

CASE 17

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

An enlargement to inhabit outskirts, a town nearby the metropolis. A non-city space, a challenge taking in those ones that have just arrived. Fort Pienc is a neighborhood of Barcelona that has undergone numerous transformations in the past decades. This fact has gradually improved the quality of life in the area, but has led to a loss of identity and a significant lack of social cohesion, a common reality in our today cities. The Raons Públiques group proposed an urban improvement project in the sorroundings of Santa Maria’s bridge that has the cooperation and participation of the neighborhood as its letmotif. With the FAD award of the project in 2011, it began the implementation of the project. The first phase of the project has been already completed.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

FORT PIENC (1ª FASE)

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 17 : FORT PIENC (1ª FASE)
New spaces of coexistence in the neighborhood of Fort Pienc, Barcelona.
Generazione of Nuovo spazi di convivenza nel quartiere post-industriale di Fort Pienc, Barcellona | Generação de novos espaços de convivencia no bairro pós-industrial da Fort Pienc, Barcelona|

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: Quartiere di Fort Pienc, Barcelona. INIZIO DEL PROCESSO: 2010 PROMOTORI: Raons Públiques, Arquitectos sin Fronteras, Generalitat de Catalunya GESTIONE: Raons Públiques, Arquitectos sin Fronteras, Ajuntament de Barcelona, neighborhood of Fort Pienc, different associations. FINANZIATORI/SPONSOR: Ajuntament de Barcelona, Generalitat de Catalunya.

STORIA Fort Pienc era originariamente un’area militare, utilizzata per la fortificazione di Barcellona durante il regno di Filippo V. Nel 1861, fu costruita una stazione ferroviaria, vicino all’antico edificio demolito, che ha generato un’importante attività economica associata al trasporto. Questa nuova situazione ha aiutato lo sviluppo economico del quartiere, ma la presenza di tracce di binari, strade ed altre infrastrutture hanno vincolato l’urbanistica dell’area circostante, fino a che la copertura dei binari, l’arrivo della metropolitana e la massiccia crescita di Barcellona nella prima metà del XX secolo, hanno permesso il suo consolidamento. I Giochi Olimpici a Barcellona nel 1992, hanno trasformato la città nel suo insieme, incluso Fort Pienc. L’intera area è stata rimodellata con nuovi parchi ed attrezzature, mentre la vecchia stazione ferroviaria è stata chiusa e riconvertita nella principale stazione di autobus della città. Negli ultimi 20 anni, a causa di molti cambiamenti nella struttura urbanistaica e sociale del quartiere, si è persa una parte della sua identità e coesione sociale, con una diminuzione della partecipazione collettiva, problema ricorrente nelle città contemporanee. LOCALIZZAZIONE For Pienc è localizzata nella zona sud-est di Barcellona, in prossimità di alcune delle più importanti infrastrutture della città. Si trova nell’area limitata dalla Diagonale, dal Viale Meridiana, dal “Passeig de Sant Joan” e da Via Almogàvers.

IL PROCETTO

A Maggio del 2010 è stato conferito il premio FAD (Promozione dell’arte e del Design), all’associazione Relacions Publiques (una delegazione di Architetti senza frontiere). Il loro progetto consiste nell’intervento sui terreni sottostanti al “Ponte Marina” (Fort Pienc), attraverso un processo partecipativo che coinvolge il quartiere ed alcune associazioni. Il premio ottenuto, oltre che un compenso economico per i vincitori, ha rappresentato il bisogno di effettuare il salto necessario, dalla prima bozza presentata, fino alla sua definitiva attuazione. La prima fase del progetto, che consiste nel raccogliere informazioni inerenti al quartiere e stabilire un dialogo con i cittadini, è oggi compiuta.

www.raonspubliques.wordpress.com www. raonspubliques.org

www. raonspubliques.org
│││││││││││││││││││││││││││││││││││││││││││││││
LOCALIZATION: neighborhood of Fort Pienc, Barcelona. BEGGINIG OF THE PROJECT: 2010 PROPRIERTY: PROMOTORS: Raons Públiques, Arquitectos sin Fronteras, Generalitat de Catalunya GESTIONE: Raons Públiques, Arquitectos sin Fronteras, Ajuntament de Barcelona, neighborhood of Fort Pienc, different associations. SPONSORS: Ajuntament de Barcelona, Generalitat de Catalunya.
HISTORY Fort Pienc was originally a military area intended for the fortification of Barcelona during the reign of Felipe V. In 1861, a railway station was build close to the demolished old building, generating an important economic activity associated to the transport. This new situation helped to the economically development of the neighborhood, but the presence of railtracks, roads and other infrastructures constrained the urbanism of the surrounding area, until the covering of the railtracks, the arrival of the underground train, and the massive growth of Barcelona in the first half of the XX century, allowed its consolidation. THE ORGANIZATION AND THE PROJECT

www.raonspubliques.wordpress.com The Barcelona Olympic Games in 1992 transformed the whole city, including Fort Pienc. www. raonspubliques.org

The whole area was remodeled, with new parks and equipments, and the old railway station was closed and reconverted into the main bus station in the city. During the last 20 years, many changes on the social and urbanistic structure of the neighborhood, it has lost a little of its identity and social cohesion, with a drop on the social participation, a recurrent problem of contemporary cities. LOCALIZATION

For Pienc is located in the south-east of Barcelona, in the vicinity of some of the most important infrastructures in the city. It covers the area limited by the Diagonal, the Meridiana avenue, the Passeig de Sant Joan and the Almogàvers street.

During May of 2010 the association Relacions Públiques (a delegation of Arquitectos sin fronteras) was honored with the FAD (Promotion of Arts and Design) award. Its project, consists in the intervention in the basement of the Bridge Marina” (Fort Pienc) develop ed through a participatory proces open to all neighborhood and organizations. The award behaved, apart from the economic compensation for the winners, and the need to make the jump from the first draft presented until its definitive implementation. The first phase of the project, which consists in take information of the neighborhood and establishes a dialogue with the citizens is now accomplished, is what we will expose.

KEY WORDS | PAROLE CHIAVE | PALABRAS CLAVE | PALAVRAS-CHAVE

PROCESO DE RECICLAJE URBANO | RICICLO URBANO| PROCESO DE RECICLAJE URBANO | PROCESSO DE
RECICLAGEM URBANO

LONG TERM PROJECT | PROGETTO A LUNGO TERMINE | PROYECTO A LARGO PLAZO | PROJETO DE LONGO PRAZO LOCAL ACTORS | GIOCATORI LOCALI | ACTORES LOCALES | ACTORES LOCAIS URBAN ACTIVITY REGENERATION | RIGENERAZIONE DI ATTIVITA URBANA | REGENERACIÓN DE LA ACTIVIDAD URBANA |
REGENERAÇÃO DE ACTIVIDADE URBANA

COUPLE CONSUMPTION-LEISURE UNTYING | SVINCOLO COPPIA CONSUMO-TEMPO LIBERO | DESVINCULACIÓN DEL
BINOMIO CONSUMO-OCIO | DESVINCULAÇÃO DOS PARES CONSUMO LAZER

SOSTENIBILIDAD URBANA | SOSTENIBILITA ‘URBANA | SOSTENIBILIDAD URBANA | SUSTENTABILIDADE URBANA SOCIAL ENERGIZING | DINAMICHE SOCIALI | DINAMIZADOR SOCIAL | SOCIAL DINÂMICA

CASE 18

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

An enlargement to inhabit outskirts, a town nearby the metropolis. A non-city space, a challengetaking in those ones that have just arrived. To achieve it, Ecosistema Urbano proposes an urban recycling process that, by placing social activation devices in public spaces and using the agricultural world’s own technology to build temporary structures that supply themselves and regulate urban space’s bioclimatic conditions, creates city. To condition spaces that lead to meetings and create an associative tissue and social consciousness. To seed trees and wait for them to grow while, at the same time, a neighborhood feeling and a cohesion of those people that will be local actors in citizen participation in a future urban transformation , grows too.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

AIR TREE | ECO BOULEVARD

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 18 : AIR TREE | ECO BOULEVARD - VALLECAS
Eco-boulevard in Vallecas, urban recycling process ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

DÓNDE : Pau de Vallecas, Vial C-91 - Madrid INICIO DEL PROCESSO: Fase I 2004-2005, Fase II 2006-2007 PROPIEDAD: Empresa Municipal de Vivienda y Suelo, Ayuntamiento de Madrid, Dirección de Proyectos de Innovación Residencial PROMOTOR: Empresa Municipal de Vivienda y Suelo, Ayuntamiento de Madrid, Dirección de Proyectos de Innovación Residencial GESTIÓN: Usuarios del barrio

STORIA Ecosistema Urbano es un innovador colectivo de profesionales que entienden la ciudad como un fenómeno complejo que necesita de disciplinas transversales para ser planificada. De esta manera, urbanistas, arquitectos, ingenieros y sociólogos trabajan juntos por una creatividad urbana sostenible para dar respuesta a la situación actual. Una de las iniciativas del equipo ha sido EUtv, un canal de televisión participativa, un sistema de difusión e intercambio de contenidos multimedia relacionados con la sostenibilidad urbana. LOCALIZZAZIONE Eco-boulevard de Vallecas forma parte de un nuevo ensanche, una zona de crecimiento urbano a las afueras de esta población, a pocos kilómetros de Madrid.

IL PROCETTO Ecosistema Urbano responde a la necesidad de proyecto urbano del nuevo ensanche de Vallecas con la propuesta de una operación de reciclaje urbano que contempla tanto aspectos de sostenibilida como de dinamización social donde la naturaleza, el paso del tiempo y los actores locales son los que la harán posible y exitosa. Se trata de situar unos dispositivos llamados AIR TREE en el espacio público para que, bajo su simulada copa, el ciudadano encuentre sombra cuando pique el sol, una temperatura y humedad agradables cuando el calor apremie y, entretanto, conozca a sus vecinos y se relacione. Con el tiempo, el espacio público, salvaguardado del trafico rodado y sembrado de futuros arboles, se convertirá en un bosque, actualmente simulado y provisional, y los dispositivos se podran retirar, generando, en su lugar, un claro en el bosque donde seguir encontrándose con los vecinos y disfrutando de las condiciones climáticas. La estructura temporal que supone el AIR TREE podrá ser exportada para iniciar un proceso similar en alguna otra parte donde sea necesaria. Estos dispositivos, aplicando tecnologías del mundo de la agricultura, generan una atmósfera que invita y hace propicia la actividad en el espacio público urbano desvinculando así el actual binomio consumoocio. Provocar encuentros socializa y cohesiona a los vecinos del nuevo barrio y genera tejido asociativo y conciencia comunitaria que propiciará, el día de mañana, participación ciudadana en el proceso de transformación urbana.

ecosistemaurbano.org www.plataformaarquitectura.cl

BOTTOM-UP PROCESS | PROCESSO BOTTOM-UP | BOTTOM-UP PROCESO | BOTTOM-UP PROCESSO COMMUNITIES | COMUNITA’ | COMUNIDADES | COMUNIDADES COHESION AND INTEGRATION | COESIONE E INTEGRAZIONE | COHESIÓN Y INTEGRACIÓN | COESÃO E INTEGRAÇÃO EVENT AND ACTIVITIES | EVENTI E ATTIVITA’ | EVENTOS Y ACTIVIDADES | EVENTO E ATIVIDADES ECONONOMIC SUSTAINABILITY | SOSTENIBILITA’ ECONOMICA | SOSTENIBILIDAD ECONÓMICA NETWORK | RETE | RED | REDE

CASE 19

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

An enlargement to inhabit outskirts, Can Minguell date in 1854, and was a Factory for spinning, dyeing and sewing. Located in the middle of the city the Space was unused and abandoned. The aim of the intervention is to preserve the original structure of the factory, the facades and restore all the original features. In order to win equipment for industrial and audiovisual art. In front of the factory creates a new space of 4,000 m2. The intention of the action is to restore the cultural heritage and encourage human activity.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CAN MINGUELL

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 19 : CAN MINGUELL | Mataró
CAN MINGUELL | Mataró ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

DOVE: c. de Pascual Madoz, 13 Mataró (Barcelona) INIZIO DEL PROCESSO: year 2008 PROPRIETA’: City of Mataró PROMOTORI: PUMSA GESTIONE: Fundació TecnoCampus Mataró-Maresme (Public fundation of the City of Mataró and the Council of the Region of Maresme) FINANZIATORI/SPONSOR: Promoters of the area, 0 interest loans by the Ministry of Industry, Tourism and Trade.

STORIA Can Minguell date in 1854, and was a factory for spinning, dyeing and sewing. IsPuigblanch Antonio Street, between the streets of San Buenaventura, Pascual Madozand Manuel José Quintana. LOCALIZZAZIONE The building is divided into ground floor and three floors and was divided in 1962 into two parts due to the opening of Calle Pascual Madoz. One of the parts, the east is ownedPUMSA, and the other part of the building is privately owned.

IL PROCETTO The renovation and restoration work to be done at the factory owned PUMSA affect atotal built area of 1575 m2. The intervention emphasizes the most characteristic aspectsof Can Minguell and recover the original appearance of the building. It has also built an annex to the main hall that can expand the uses of the industrial group. The restoration works have allowed to keep the original structure of the ship, the facades and restore all the original features. PUMSA also undertaken the rehabilitation of the chimney of the ship. The aim of the intervention was to recover the original look of the fireplace and resolve pathologies.This was classified at level C protection when he joined the catalog of the Special Planof Architectural Heritage of Mataro in 2002, as happened with the rest of the chimneysof the city.

SOSTENIBILITÀ ECONOMICA The investment of this project is three million. To carry out the work was getting a 0interest credit to Plan Avanza, the Ministry of Industry, Tourism and Trade, for a total of 2.7 million. LE ATTIVITÀ Can Minguell be a future center of artistic and audiovisual. Rehabilitation Can Minguellwill give the city a new building open to creators, artists and creativity-intensive companies. Creative space, and training for companies of new technologies are some of the areas that house the ship once rehabilitated. Can Minguell become an audiovisualcenter, a node of the bonding companies as well as artists who fuse traditional art andnew trends in the development of new formats and content. NUOVO SPAZIO The new space is approximately 4,000 m2 of surface, and is among the main nave of the old building and Minguell Can Secopal. The new square has placed new street furniture,street lighting, underground containers, playground and planted new trees. The part of theplayground area is a closed timber.

www.mataro.cat www.grup-pumsa.cat

BOTTOM-UP PROCESS | PROCESSO BOTTOM-UP | BOTTOM-UP PROCESO | BOTTOM-UP PROCESSO
COMMUNITIES | COMUNITA’ | COMUNIDADES | COMUNIDADES

COHESION AND INTEGRATION | COESIONE E INTEGRAZIONE | COHESIÓN Y INTEGRACIÓN | COESÃO E INTEGRAÇÃO EVENT AND ACTIVITIES | EVENTI E ATTIVITA’ | EVENTOS Y ACTIVIDADES | EVENTO E ATIVIDADES ECONONOMIC SUSTAINABILITY | SOSTENIBILITA’ ECONOMICA | BOTTOM-UP PROCESO | BOTTOM-UP PROCESSO NETWORK | RETE | RED | REDE

CASE 20

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

Utilización de los solares existentes, y los que aparecerán al ejecutar las demoliciones necesarias en edificios ruinosos, para usos temporales. La demanda de dichos usos temporales en los solares públicos puede articularse desde la participación ciudadana, pero con un control y apoyo municipal. En el caso de los solares privados se pueden plantear convenios de cesión de los mismos para uso público durante plazos definidos, donde se definan contraprestaciones y beneficios para los propietarios en el momento de la gestión de las licencias de obra para la edificación prevista, por la reducción de sus tasas.

||||||||||||||||

STRATEGIE PER L’OCCUPAZIONE SOVVERSIVA

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 20 : Strategie per l’Occupazione Sovversiva
Ordenación y Ocupación temporal de solares
Gestione e occupazione temporanea di terreni | Gestão e ocupação temporária de terrenos |Management and Temporary Occupation of land

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

DOVE: Sevilla INIZIO DEL PROCESSO: 2004 PROPRIETA’: Sevilla PROMOTORI: Privado + Ayuntamiento de Sevilla GESTIONE: Privado + Ayuntamiento de Sevilla FINANZIATORI/SPONSOR: Privado + Ayuntamiento de Sevilla

STORIA La apertura de los mismos, actualmente se ordena el cierre de los solares con un muro de bloque de hormigón, se programará en aquellos solares públicos cuyos programas previstos de edificación permita la incorporación previa de usos temporales, sin que por ello se hipotequen los usos finales ni se dilaten los plazos de ejecución de los mismos. El sistema de espacios y equipamientos públicos así previsto, se implantará temporalmente en distintas localizaciones de Sevilla, revitalizando el uso de esos vacíos urbanos inoperativos y residuales que son los solares. El objetivo principal de la ordenanza propuesta consiste en la reducción del número de solares existentes en el tejido urbano de Sevilla, así como de la incorporación al Registro de Solares Públicos aquellos edificios que no cumplan las ordenanzas de conservación o se encuentren en estado ruinoso, cuyos propietarios incumplan los plazos existentes para la ejecución de las obras pertinentes. La propuesta pasa por la creación, más que actualización, del registro de solares, actualmente obsoleto. Una ordenanza encaminada a revalorizar y revitalizar la ciudad consolidada. LOCALIZZAZIONE Se plantea la apertura al público de al menos 5 solares de la siguiente lista, para ello se someterán al estudio de las causas por las que se encuentran en estado de parálisis frente a la edificación. Se localizarán a sus propietarios y se les planteará un convenio para la posible cesión, por un tiempo mínimo de 6 meses, comenzando esta en junio del 2004. Una vez definido los solares a intervenir, se procederá a efectuar las siguientes acciones en el mismo mes de junio:

Demolición parcial o total del muro de cerramiento. Retirada de escombros. Limpieza del solar. Relleno parcial o total con una capa de albero. Colocación de mobiliario urbano diverso. Todas las acciones deberían ser asumidas por personal de la administración pública, así como el aporte del material necesario para realizarlas. En el caso del mobiliario, se solicita los materiales necesarios para la ejecución de los mismos. La supervisión de los mismos, así como el diseño definitivo del mobiliario a implantar se asume por mi persona. GESTIONE Un ciudadano propone una nueva ordenanza urbanística para la reutilización de solares con equipamientos públicos temporales, mientras no se ejecute ninguna obra en el solar y se garantice el cumplimiento final de los plazos y usos definidos para el mismo. Para ello se convocan varias reuniones con técnicos y representantes políticos de la Gerencia de Urbanismo de Sevilla. Cuenta con el apoyo de agentes culturales que redactan y presentan cartas, solicitudes y documentos descriptivos, que justifican la viabilidad de la propuesta y construyen la estrategia de persuasión para desarrollar una inmediata mejora del escenario físico de la ciudad. Incluye: demolición del muro de cerramiento, limpieza de basura y escombros, mejora del suelo mediante albero compactado e incorporación de vegetación, elementos de mobiliario o no-arquitectura, con el fin de dar una funcionalidad al espacio. Entre otros elementos con vocación temporal, se utilizaron estructuras auxiliares de acero galvanizado (para la creación de zonas de juego) y bancos (rematados por traviesas de tren cortadas

por tío Nonio), que se fijaron por medio de balizas de señalización rellenas de hormigón. Sujeto > Ciudadano Colaboradores > Gerencia de Urbanismo del Ayuntamiento de Sevilla, Luca Stasi, dos trabajadores de la Gerencia y el equipo de Sebastián de Alba Materiales > Balizas de plástico, hormigón, traviesas de vías de tren, antiguas paradas de autobús Descripción > Texto legal y apertura de dos solares en la calle Sol Superficie > 200 m2 IL PROCETTO Un simple cambio en las ordenanzas municipales permitiría que espacios tapiados y en desuso se transformaran en plazas o jardines municipales. Esta modificación facilitaría un mayor control sobre los solares de la ciudad, ya que implicaría tener un censo actualizado del estado de cada solar. Se podrían establecer medidas para que los propietarios cesionistas no perdieran sus derechos sobre los terrenos y obtuvieran a cambio ventajas, como tener el solar limpio o incluso obtener descuentos fiscales al empezar futuras obras. Un ciudadano presentó a la Gerencia de Urbanismo una propuesta para abrir solares al público en forma de parques temporales mientras su propietario no los necesitara. Presentó un listado sugiriendo diez posibles emplazamientos para el experimento, elegidos entre un centenar de solares localizados en el centro de la ciudad. Ante los beneficios evidentes que esta medida podía aportar a la ciudad, y teniendo en cuenta que las ordenanzas municipales alientan a los ciudadanos a participar activamente en las decisiones urbanísticas, la Gerencia de Urbanismo accedió a realizar una prueba piloto. Decidieron, para empezar, abrir dos solares de propiedad pública, antes de plantear un cambio en la ordenanza. Al estudiar los solares propuestos, los técnicos de la Gerencia de Urbanismo sólo consiguieron definir la propiedad de seis de ellos. Los elegidos para la prueba fueron dos solares de titularidad pública situados en los números 80 y 114 de la calle Sol. El solar del 114 era especialmente interesante, porque en su parte trasera se encontraba una de las torres de la antigua muralla, hasta entonces poco visible. El del número 80, de mayores dimensiones, estaba rodeado por otro solar mucho más grande, en el que está prevista la edificación de una escuela y que cuenta con un eucalipto bicentenario. Las obras de limpieza y adecuación de los dos solares fueron seguidas por algunos medios de comunicación. El día después de que la noticia apareciera en la prensa, se presentaron en las obras del solar 114 dos abogados en representación del propietario del terreno, con la documentación que lo acreditaba como tal, sorprendidos de que la Administración abriera el solar sin previa consulta. En seguida se paralizaron los trabajos de adecentamiento del lugar y el propietario ordenó su vallado unas horas más tarde. Al revisar el expediente, los técnicos de la Gerencia de Urbanismo confirmaron que la descoordinación entre archivos provocaba este tipo de errores, y que su titular era efectivamente un particular.

www.recetasurbanas.net

BOTTOM-UP PROCESS | PROCESSO BOTTOM-UP | BOTTOM-UP PROCESO | BOTTOM-UP PROCESSO COMMUNITIES | COMUNITA’ | COMUNIDADES | COMUNIDADES COHESION AND INTEGRATION | COESIONE E INTEGRAZIONE | COHESIÓN Y INTEGRACIÓN | COESÃO E INTEGRAÇÃO ECONONOMIC SUSTAINABILITY | SOSTENIBILITA’ ECONOMICA | BOTTOM-UP PROCESO | BOTTOM-UP PROCESSO LONG TERM PROJECT | PROGETTO A LUNGO TERMINE | PROYECTO A LARGO PLAZO | PROJETO DE LONGO PRAZO PROCESS | PROCESSO | PROCESO | PROCESSO NETWORK | RETE | RED | REDE

CASE 21 | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | |

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

La primera aplicación de este concepto es ALCALA01, un edificio de 8 apartamentos en el que el usuario es partícipe del proceso diseño y finalización de la vivienda. Una vez que ha seleccionado cual es la casa que más le interesa, le planteamos una serie de opciones sobre diferentes aspectos de la vivienda. A partir de una opción base puede añadir (opción +) o quitar elementos (opción -) para cada uno de estos aspectos, lo que supondrá aumentar o disminuir respectivamente el precio final de la vivienda.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASA + o -

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 21 : CASA + o - | Alcalá de Guadaira
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

DOVE: C/ Reyes Católicos, 34, Barrio de las Beatas, Alcalá de Guadaira, Sevilla, España INIZIO DEL PROCESSO: 2005 PROMOTORI: m.v.s.m. s.l. GESTIONE: La panadería (estudio de arquitectura)+gadyck (constructora)+ c a l c, beatriz gerena, maite jaraba, inés alvarez-ossorio (colaboradores) + usuarios (8 viviendas) FINANZIATORI/SPONSOR: promoción privada

STORIA evolución del proceso de casa más o menos -2004 Alcalá 01 fué el proyecto inicial de casamasomenos, a traves de una web los usuarios podían decidir que nivel de terminación querían en su vivienda y así ajustar el precio, el acabado base permitió que cada una personalizara su vivienda en función de sus gustos y sus recursos económicos. -2007 La propuesta para el concurso de VPO en La FLorida intentaba ampliar las posibilidades de modificación de la vivienda por parte de los usuarios, permitiendo la ampliación. Se planteaba una vivienda en “volumen”donde se definía una envolvente total inicial y se podía ampliar con construcción ligera interiormente.2008 Para el concurso de vPO J5 se mejoró la tipología de la vivienda ampliable en volumen y se desarrollaron más variaciones tipológicas y de agrupación. Las vivienda se agrupaban a modo de “casas individuales” mediante zonas comunes abiertas y habitaciones exteriores de usos múltiples -2009 El Ayuntamiento de Huevar quería convocar un concurso par aun barrio de VPO “sostenible”. Les diseñamos unos talleres para trabajar con los demandantes de vivienda y que ellos definieran el programa de vivienda y las caracateristicas del barrio para el concurso, pero el proyecto se paró por falta de presupuesto -2010 Analizamos la viabilidad normativa de implantación en el marco de VPO de un prototipo de vivienda ampliable para jóvenes , con un modelo de alquiler con opción a compra que pretendía implantar el Consorcio de la vivienda del área metropolitana de Sevilla (cOnvive) en varios municipios. Se pretende plantear un modelo de ciudad más densa alternativo al crecimiento descontrolado e insostenible de adosados. -2010 Desarrollamos un estudio constructivo y de viabilidad económica para el prototipo de VPO ampliable desarrollado para cOnvive. En el estudio se planteanestrategias constructivas para fomentar la adaptabilidad de la vivienda siguiendo criterios de Open Building, caracterizando cada uno de los elementos constructivos y buscando soluciones viables en el mercado actual. El objetivo es conseguir una VPO ampliable de 50 a 70m2

por el mismo coste que una VPO standar de 50 m2. -2010 Empezamos con el primer paso de rEActua , un protocolo de actuación para platear rehabilitaciones energéticas de edificios residenciales como un proceso participativo para aumentar el conocimiento que tenemos de como funcionan energeticamente nuestras viviendas y como podemos ahorrar más energía. La rehabilitación de la propia casa como una práctica de laboratorio de concienciación energética colectiva. -2010 Tras estos últimos años de propuestas y descubrimientos hemos intentado elaborar un mapa de situación, le hemos llamado mapa de estrategias habitacionales para una vivienda en proceso . Pretende ser una herramienta para abrir la vivienda a la participación de los usuarios, Se ha formalizado en un documento de investigación y una web inicial 2012 Estamos desarrollando una plataforma web de procesos colectivos de vivienda que pretende ofrecer herramientas para fomentar la participación y autogestión en la construcción de nuestras viviendas y entornos. Pretendemos ofrecer y debatir alternativas al modelo dominante de vivienda actual, proponiendo experiencias construidas y guías de asesoría que nos ayuden a ver otra manera de hacer las cosas. Queremos que pueda convertirse en un lugar de encuentro y debate, para crear red y sinergias entre colectivos y personas desde ámbitos técnicos y ciudadanos, un lugar para compartir experiencias y desarrollar conocimiento y acciones de manera colaborativa. LOCALIZZAZIONE Alacalá de Guadaira es una población a veinte kilómetros de la ciudad de Sevilla, se encuentra dentro de la provncia del mismo nombre. Tiene 72.800 habitantes y una superficie de 284,61 kilómetros cuadrados. El Campo de las Beatas, donde se encuentra este complejo de ocho viviendas es un barrio popular del pueblo.

GESTIONE El concepto casa + o - se propone como una plataforma para formular estrategias alternativas en materia de vivienda. Un sistema para abrir los procesos de definición de la vivienda, tanto en lo formal como en lo constructivo, lo que se traduce en interacción y participación del usuario. Desde el punto de la tipología de la vivienda, gracias al buen clima que se da en Alcalá de Guadaira los espacios exteriores de la casa pueden utilizarse como una zona más de la vivienda gran parte del año, con la ventaja de que el precio por m2 de construcción de estos espacios es sustancialmente inferior al de los espacios interiores. Por ello, aprovechando la pendiente de la parcela, planteamos las viviendas escalonadas, intercalándose con espacios exteriores, de forma que todas las viviendas tienen al menos un patio o terraza de uso propio. *Todos los textos incluidos en los apartados de ‘concepto’, ‘desarrollo’ y ‘proceso’ han sido extraidos de la web del estudio de La Panadería (www.despachodepan.com)

http://despachodepan.com/lapanaderia Web de la Consejería de Obras Públicas y Vivienda (Junta de Andalucía) http://www.laciudadviva.org/opencms/index.html Publicación premios FAD http://asp-es.secure-zone.net/v2/index.jsp?id=1108/3114/6720&startPage=191

BOTTOM-UP PROCESS | PROCESSO BOTTOM-UP | BOTTOM-UP PROCESO | BOTTOM-UP PROCESSO COMMUNITIES | COMUNITA’ | COMUNIDADES | COMUNIDADES COHESION AND INTEGRATION | COESIONE E INTEGRAZIONE | COHESIÓN Y INTEGRACIÓN | COESÃO E INTEGRAÇÃO EVENT AND ACTIVITIES | EVENTI E ATTIVITA’ | EVENTOS Y ACTIVIDADES | EVENTO E ATIVIDADES NETWORK | RETE | RED | REDE

CASE 22

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

La iniciativa de los desayunos públicos nació en los años noventa en Viena y se ha extendido por otras ciudades, entre ellas Madrid y Logroño. A Valencia llegó el pasado noviembre de la mano de un grupo de amigos relacionados con la arquitectura y el arte, que han puesto en práctica la idea de tomar durante unas horas un espacio público para convertirlo en un lugar diferente de convivencia y participación. “No se trata de un acto de reivindicación, sino de una celebración del espacio. Es una fiesta en la que nosotros aportamos una mesa y añadimos alguna actividad para animar al transeúnte a participar”, explican desde el colectivo, que huye de la identificación personal porque “no importa quién lo hace, sino lo que se hace”.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||

DESAYUNOS CON VIANDANTES

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 22 : DESAYUNOS CON VIANDANTES | Valencia

Dar a conocer partes degradadas o en desuso de cada barrio de Valencia. Sociabilidad- compartir un desayuno con gente del barrio que expliquen su día a dia, sus problemáticas en primera persona. Eventos que dinamizan ( juegos, conciertos, teatro..)

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: Espacio público de Valencia INIZIO DEL PROCESSO: finales de los 90 PROPRIETA’: Ayuntamiento de Valencia PROMOTORI: David Estal ( arquitecto) GESTIONE: David Estal ( arquitecto) FINANZIATORI/SPONSOR: Ciudadanos

STORIA -Los vieneses que paseaban el 1 de mayo de 1996 por su ciudad se quedaron estupefactos cuando vieron a cinco personas sentadas alrededor de una mesa en plena calle. Esos cinco hombres, ajenos al tráfico, al lado de una fuente, desayunaban apaciblemente mientras hablaban de sus cosas. Esos cinco artistas invitaron al siguiente desayuno urbano a algunos conocidos. Y estos, posteriormente, a otros más. Catorce años después, un sábado como el de ayer, unas 50 personas se reunieron al lado de Pont de Fusta (Valencia) para hacerse un desayuno bajo el solazo primaveral. Tres mesas, unas pocas sillas y todo tipo de viandas. La expansión piramidal -cuya punta está en aquella mañana del 96 en Viena- de aquella idea ha alcanzado ya a 25 países. Aquello se institucionalizó como los ‘Permanent breakfast’ y la iniciativa es muy común actualmente en otras ciudades como Nueva York, Londres, Madrid o Valencia. LOCALIZZAZIONE El primer sábado de cada mes se reunen en un espacio público de Valencia, tanto del centro histórico como de la periferia.

GESTIONE La cita se produce desde noviembre de 2008. La convoca un colectivo llamado Desayuno con Viandantes formado por siete arquitectos y artistas que un día, hace tres años, se juntaron a hablar de las intervenciones públicas en espacios urbanos IL PROGETTO Desayuno con viandantes’ -un juego de palabras con el título en castellano de la célebre película de Blake Edwards- es la versión valenciana. Un grupo de jóvenes organiza una vez al mes, siempre en sábado, siempre a las 11 horas, este encuentro entre urbanitas. La mayoría acude adrede después de haber sido invitado o de haberse informado, pero también hay quien se adhiere de forma casual. Esta iniciativa, más allá de pasar un buen rato, de satisfacer al estómago, tiene una segunda lectura, un transfondo. «Es una forma de recuperar el espacio público», advierte Michael, un belga que recuerda con gusto la ristra de desayunos que ya han dejado tras de sí: torres de Quart, ermita de Vera, Santos Juanes, puente del Real, y así hasta llegar a 14. Raúl y José, a su lado, recalcan que no representan a nadie. Sus desayunos no están politizados. Aunque eso no significa que no intenten dotarlos de un cierto sentido. «Lo nuestro es más una celebración que una reivindicación. Pero sí que hay colectivos que hacen activismo de forma creativa». Ayer, sin ir más lejos, Forem aprovechó para invitar a algunos inmigrantes. El desayuno, de esta forma, se convirtió en una curiosa macedonia de culturas.

SOSTENIBILITÀ ECONOMICA Cada ciudadano lleva una taza y algo de comida o bebida para compartir. Los organizadores traen mesas, crear los carteles y preparan alguna actividad en el lugar. LE ATTIVITÀ Pasear, desayunar y compatir impresiones. http://www.desayunoconviandantes.com/ http://www.p-breakfast.net/

BOTTOM-UP PROCESS | PROCESSO BOTTOM-UP | BOTTOM-UP PROCESO | BOTTOM-UP PROCESSO NEIGHBOURHOOD INVOLVEMENT | PARTECIPAZIONE | PARTICIPACIÓN VECINAL | PARTICIPAÇÃO VICINAL COHESIÓN | COESIONE | COHESIÓN | COESÃO SOCIAL CLAIM | EVENTI E ATTIVITA’ | REIVINDICACIÓN SOCIAL | REIVINDICAÇÃO SOCIAL NETWORKING | RETE | RED | REDE LOW INVESTMENT | INVESTIMENTO BASSO | BAJO PRESUPUESTO | BAIXO ORÇAMENTO

CASE 23

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

La iniciativa de los desayunos públicos nació en los años noventa e Symbol of the neighbourhood’s resistance against real estate speculation, the establishment of a public library in an appropriated industrial compound was the starting point of this team project. It was carried out at three levels: first, we crafted a mural that points at the entrance of the library — as it is hidden —, and a set of lamps made out of the material that we found right at the abandoned factory, in order to create a cosy, inhabitable space. Second, we uploaded a promotional video on Youtube to highlight the popular participation in the project. And finally, we proposed a re-organisation of the public space to provide services to the neighbourhood.

|||||||||||||||||||||||||||||||||

POPULAR LIBRARY IN CAN BATLLÓ

| | || || | || || ||| || ||| || || | || || | || || | || | | | || || | || || ||| || || | || || | || || | || || | || | | | || || | || || ||| || || | || || | || || | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | |

CASE 1 23 : POPULAR LIBRARY IN CAN BATLLÓ FACTORY : POPULAR LIBRARY IN CAN BATLLÓ FACTORY Re-occupation public space taken by militars to provide neighbourhood Re-occupation of of public space taken by militars to provide neighbourhood services services | Ri-occupazione dello spazio publico preso per i militari per dare servici al poppolo | Reocupación del espacio
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: Carrer de la Constitució, 19, 08014 Barcelona, Spain INIZIO DEL PROCESSO: fine anni ‘70 PROPRIETA’: Grupo Gaudir S. L. PROMOTORI: LaCol GESTIONE: LaCol, AAVV La Bordeta FINANZIATORI/SPONSOR: Donazioni Private
STORIA Started in 1912 with one of the first train staions of Barcelona, the space occupied by Can Batlló has been the target of a long-time demand by the neighbours of La Bordeta against the loss of 90.000 square meters for public services. The battle started in the late 70’s after Spain’s dictator death, when the city council promised to give them the land back. Even though, this has never happened and the property is still managed by the war occupants. Luxury dwellings and illogical urban plans are thought to be brought to the site, and neighbours are fighting against this speculative situation. All they want is more free space and public services. Until now only a STORIA small percentage of the space has been acquired, where a public library has been built, and the fight is not over. Started in 1912 with one of the first train staions of Barcelona, the space occupied by Can Batlló has been LOCALIZZAZI ONE the target of a long-time demand by the neighbours of La Bordeta against the loss of 90.000 square meters for public services. The battle started in the late 70’s after Spain’s dictator death, when the city council promised Can Batlló is the located the Even begining of Gran Via,never one of the main roads to property Barcelona, very close to by thethe fair.war to give them land at back. though, this has happened and the is still managed occupants. Luxury dwellings and illogical urban plans are thought to be brought to the site, and neighbours are IL CONSORZIO fighting against this speculative situation. All they want is more free space and public services. Until now only a small percentage of the space has been acquired, where a public library has been built, and the fight is not over. LaCol is a group of young architects based right at the factory that works on projects that help Can Batlló to come closer to the neighbourhood. As part of the European BIAW Workshop, a group of students of the LOCALIZZAZIONE architecture school of Sant Cugat worked with them during one week, proposing new projetcs and developing artistic installations to help spreading word.Via, one of the main roads to Barcelona, very close to the fair. Can Batlló is located at the beginingthe of Gran IL PROGETTO GESTIONE The project was carried out at three levels: first, we crafted a mural thatthat points at the thehelp library LaCol is a group of young architects based right at the factory works onentrance projects of that Can Batlló — as it is hidden set of lamps made ofof the material that we found right at the factory,of the to come closer —, to and the a neighbourhood. As out part the European BIAW Workshop, a abandoned group of students in order to create a cosy, inhabitable space.with Second, uploaded a promotional on Youtube highlight architecture school of Sant Cugat worked them we during one week, proposingvideo new projetcs andto developing the popular participation in spreading the project.the And finally, we proposed a re-organisation of the public space to provide artistic installations to help word. services to the neighbourhood.

Ri-occupazione dello spazio publico preso per i militari per dare servici al poppolo | Reocupación del espacio público tomado por los militares para dar servicios al barrio | Ocupação do spaço público roubado por os militais público tomado militares para dar servicios al barrio | Ocupação do spaço público roubado por os para dar serviçospor ao los bairro | militais para dar serviços ao bairro

here is the current luxuty urban plan project, with no public services and totally disattached from everything.

IL PROGETTO The project was carried out at three levels: first, we crafted a mural that points at the entrance of the library — as it is hidden —, and a set of lamps made out of the material that we found right at the abandoned factory, in order to create a cosy, inhabitable space. Second, we uploaded a promotional video on Youtube to highlight the popular participation in the project. And finally, we proposed a re-organisation of the public space to provide services to the neighbourhood. SOSTENIBILITÀ ECONOMICA Almost all the material was found right there. Just some lamps had to be bought, but only partly paid as the factory that crafted them decided to sponsor our project. Around 150 eu were spent on everything. LE ATTIVITÀ The project concluded with a party and a symbolic occupation of a second compound, next to the one where the library has been based. Now the space of both factories has been returned to their original owners: the citizens

MEDIA-URBANISM SOSTENIBILITÀ SOSTENIBILITÀECONOMICA ECONOMICA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA One ofall the main parts was of the project was to Just spread the word as far possible. Thus, we partly made a video and the material found right there. lamps had to be bought, as Almost Almost all the material was found right there. Justsome some lamps had toas be bought,but butonly only partlypaid paid asthe thefactory factory Almost all theYoutube material so was found right there. Just some lamps had to be bought, but only partly paid as the factory posted it on that everybody could see it. The aims were soon achieved: few weeks later a national that crafted them decided to sponsor our project. Around 150 eu were spent on everything. that crafted them decided to sponsor our project. Around 150 eu were spent on everything. that them La decided to sponsor project. Aroundand 150 eu were everything. everybody to go widecrafted newspaper, Vanguardi, talked our about the project linked the spent video,on encouraging and participate. LE LEATTIVITÀ ATTIVITÀ LE ATTIVITÀ The Theproject projectconcluded concludedwith witha aparty partyand anda asymbolic symbolicoccupation occupationof ofa asecond secondcompound, compound,next nextto tothe theone onewhere where The project concluded with a party and a symbolic occupation of a second compound, next to the one where the thelibrary libraryhas hasbeen beenbased. based.Now Nowthe thespace spaceof ofboth bothfactories factorieshas hasbeen beenreturned returnedto totheir theiroriginal originalowners: owners:the thecitizens. citizens. the library has been based. Now the space of both factories has been returned to their original owners: the citizens. MEDIA-URBANISM MEDIA-URBANISM MEDIA-URBANISM One Oneof ofthe themain mainparts partsof ofthe theproject projectwas wasto tospread spreadthe theword wordas asfar faras aspossible. possible.Thus, Thus,we wemade madea avideo videoand and One of the main parts of the project was to spread the word as far as possible. Thus, we made a video and posted postedititon onYoutube Youtubeso sothat thateverybody everybodycould couldsee seeit. it.The Theaims aimswere weresoon soonachieved: achieved:few fewweeks weekslater latera anational national posted it on Youtube so that everybody could see it. The aims were soon achieved: few weeks later a national wide widenewspaper, newspaper,La LaVanguardi, Vanguardi,talked talkedabout aboutthe theproject projectand andlinked linkedthe thevideo, video,encouraging encouragingeverybody everybodyto togo go wide newspaper, La Vanguardi, talked about the project and linked the video, encouraging everybody to go and andparticipate. participate. and participate.

These Theseare arethe thelamps lampsthat thatwe wecreated createdto tofurnish furnishthe thelibrary library These are the lamps that we created to furnish the library

http://www.lacol.org/ http://www.lacol.org/ http://www.lacol.org/ http://canbatllo.wordpress.com/ http://canbatllo.wordpress.com/ http://canbatllo.wordpress.com/
This Thisisisthe themural muralthat thatwe wecrafted craftedto topoint pointat atthe thelibrary librarydoor door This is the mural that we crafted to point at the library door This Thisisishow howwe weimagine imaginethe thepublic publicspace spaceto tobe. be. This is how we imagine the public space to be. http://www.lacol.org/ http://canbatllo.wordpress.com/ http://youtu.be/Xzw9wEM6-uw http://youtu.be/Xzw9wEM6-uw

http://youtu.be/Xzw9wEM6-uw

REHABILITATION OF AN ABANDONED SPACE | RIABILITAZIONE DELLO SPAZIO ABBANDONATO | REHABILITACIÓN DE
UN ESPACIO ABANDONADO | REABILITAÇÃO DO ESPAÇO ABANDONADO

SUSTAINABLE COMMUNITY | COMUNITÀ SOSTENIBILE | COMUNIDAD SOSTENIBLE | COMUNIDADE SUSTENTÁVEL RECOVER OF HORTICULTURAL USES | RECUPERO DI USI ORTICOLE | RECUPERACIÓN DE LOS USOS HORTÍCOLAS |
RECUPERAÇÃO DE USOS HORTÍCOLAS

EVENT AND ACTIVITIES | EVENTI E ATTIVITA’ | EVENTOS Y ACTIVIDADES | EVENTO E ATIVIDADES AGROECOLOGICAL EDUCATION | EDUCAZIONE AGROECOLOGICA | EDUCACIÓN AGROECOLÓGICA | EDUCAÇÃO
AGROECOLÓGICA

CASE 24

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

Can Masdeu is a farmhouse situated in a small valley of Collserola. It was an old leper center until 1960, then it was abandoned. In 2001 it was occupied and the project started to turn it back on a social center and to recover its own horticulture and forestry land. Since then the project has continued growing and it has been following four pillars: the community gardens, the center of interaction of the area, the collective-life and the agro-ecological education. The space has been carrying out weekly activities and providing daily services to the public such as; library, bar, library, documentation center... Can Masdeu has gone from being an abandoned space to be an occupied community center, home and garden community that has revived Collserola.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CAN MASDEU

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 24 : CAN MASDEU Recovery and restoration of an area as a sustainable community, to encourage socialization and agriculture

Recupero e restauro di un area come una comunità sostenibile, per favorire la socializzazione e l’agricoltura | Recuperación y restauración de una área como comunidad sostenible, para fomentar la socialización y la agricultura | Recuperação e restauração de uma área como uma comunidade sustentável, incentivar a socialização e da agricultura |

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: Carretera de l’Església, 92, 08017 Barcelona INIZIO DEL PROCESSO: 2001 PROPRIETA’: Ospedale di Sant Pau i la Santa Creu PROMOTORI: Abitanti della casa GESTIONE: Abitanti della casa FINANZIATORI/SPONSOR: Abitanti della casa

LOCALIZZAZIONE El edificio que da nombre a todo el proyecto de Can Masdeu está erigido encima de una antigua masía situada en un pequeño valle de la solana de la Sierra de Collserola. El 1906 la familia Masdeu la dió al Hospital de Sant Pau i este lo reformó para instalar una leproseria. A la década de 1960 el edificio dejó de cumplier esta función y quedó abandonado. En aquella época, Barcelona había crecido hasta engullir los contrafuertes de la sierra. Este crecimiento dió lugar al nuevo distrito de Nou Barris, un espacio rural urbanizado de forma precipitada e improvisada para dar techo a la ola migratoria procedente de otros puntos del Estado. Can Masdeu se ocupó para convertirse en un lugar para un encuentro. Un grupo de ocho personas entró en la antigua masía el 22 de diciembre con la idea de aguantar unos meses, hasta que se celebrara un encuentro internacional sobre el cambio climático, que finalmente se celebró el 2002. En finalizar el encuentro, tuvo lugar lo que puede considerarse el momento constituente de Can Masdeu: durante la asemblea de valoración, la gente se siente con fuerza, se incorporan muchas personas y deciden quedarse. STORIA En este momento se deciden las línias del proyecto común: recuperar el uso social del valle y los usos tradicionales hortícolas i forestales de su suelo. Can Masdeu nació por lo tanto con la voluntad de ser un espacio de encuentro y acción para el cambio social a la ciudad de Barcelona desde un enfoque agroecológico. Esta definición original iba unida a su dimensión comunitaria al deseo explícito de avanzar hacia una politización profunda de la vida quotidiana.

TEMATICHE DI PROGETTO Cuatro son los pilares de trabajo que forman actualmente el proyecto. Cada uno de ellos ha tenido una evolución i todos son frutos de un proceso de ensayo y error continuado, que ha permitido adquirir un conocimiento sobre las potencias y los límites de los proyectos colectivos, un camino que muchos grupos han hecho antes y muchos otros están recorriendo en estos momentos en distintas experiencias similares en todo el planeta. 1- Huertos urbanos 2- Punto de interacción de Collserola 3- El colectivo de vida 4- Educación agroecológica IL PROGETTO The project was carried out at three levels: first, we crafted a mural that points at the entrance of the library — as it is hidden —, and a set of lamps made out of the material that we found right at the abandoned factory, in order to create a cosy, inhabitable space. Second, we uploaded a promotional video on Youtube to highlight the popular participation in the project. And finally, we proposed a re-organisation of the public space to provide http://www.canmasdeu.net/

RECOVERY FROM SPACE | RECUPERO DALLO SPAZIO | RECUPERACIÓN DEL ESPACIO | RECUPERAÇÃO DO ESPAÇO RETHINKING THE SPACE | RIPENSARE LO SPAZIO | REPENSANDO EL ESPACIO | REPENSANDO O ESPAÇO COMMUNITIES | COMUNITA’ | COMUNIDADES | COMUNIDADES COHESION AND INTEGRATION | COESIONE E INTEGRAZIONE | COHESIÓN Y INTEGRACIÓN | COESÃO E INTEGRAÇÃO CITIZEN PARTICIPATION | PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI | PARTICIPACIÓN CIUTADANA | PARTICIPAÇÃO DO CIDADÃO EPHEMERAL PROJECT | PROGETTO EFFIMERO | PROYECTO EFÍMERO | PROJETO EFÉMERO

CASE 25

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

El lavadero de Santa Esperança es uno de los 3 lavaderos públicos en la ciudad de Caldes de Montbui, de arquitectura popular de finales del S. XIX, con el avance de la tecnologia se han ido desaprovechando. Esta muestra tiene como objetivo realizar diferentes proyectos con un denominador común, el agua de la ciudad. Dentro del MIAU(Mostra Internacional d’Art Urbà), hubo diversas intervenciones con el fin de rehabilitar el espacio a través de nuevos usos del espacio, por un momento se convirtieron en balnearios y escenario artísticos. A través de la intervención se ha podido rehabilitar el espacio y crear un punto de encuentro dentro de la ciudad y al mismo tiempo recuperar el hecho de disfrutar del agua termal como forma de interacción social y de relación.

|||||||||||||||||||||||||||||||||||

LAVANDERIA SANTA ESPARANÇA

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

Cultura, la partecipazione e lo spazio per ripensare i lavatoi pubblici di Santa Esperança | Cultura, participación ciudadana para repensar el espacio de lavadero público de Santa Esperança | Participação, cultura e repensar espaço a lavagem pública.

CASE 25 : LAVANDERIA SANTA ESPARANÇA Culture, citizen participation and rethinking the wash basins public space of the Santa Esperança

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: Plaza de Pau Surell – Caldes de Montbui INIZIO DEL PROCESSO: Final del siglo XIX principio del XX PROPRIETA’: Ajuntament de Caldes de Montbui PROMOTORI: MIAU – Caldes de Montbui (Mostra Internacional d’Art Urbà) GESTIONE: Somanyprojects ( Charity Blansit), MIAU FINANZIATORI/SPONSOR: Museu Thermalia de Caldes de Montbui, MIAU, Ayuntamiento de Caldes de Montbui (300€).

STORIA Il lavatoio di Santa Esperança è uno spazio abbandonato, dimenticato e escluso, che fa parte della periferia della città e che, senza dubbio, presenta delle caratteristiche particolarmente attrattive che derivano in particolare dalla sua posizione e morfologia, que permette una speciale relazione dello spazio interiore del lavatoio sia a livello della strada sia a livello degli orti. Uno spazio pubblico che è stato espressamente abbandonato con la finalità di facilitare la sua eventuale “sparizione” o “soppressione”. Uno spazio pubblico di gran valore e con un enorme potenziale che è stato eliminato e inoltre senza controllo. Uno spazio destinato a scomparire, sostituito da un progetto del comune per un parcheggio sotterraneo che si estende sotto la piazza della chiesa e che ignora i valori di questo delicato estremo della città. LOCALIZZAZIONE Si situa giusto a ridosso del torrente Santa Esperança, grazie al quale ne prende il nome. Il torrente segue il tracciato che viene segnato dalle attuali vie di Granollers e di Marqués.

IL CONCORSO La mostra si formula a partire dalla comprensione dello spazio pubblico come piattaforma di scambio. I progetti incitano la partecipazione della cittadinanza generando dialoghi tra lo spazio, l’opera, l’artista e lo spettatore. Le opere diventano site-specific, cioè opere pensate per un contesto sociale e ambientale concreto. Si tratta di denunciare lo spazio pubblico come luogo di espressione, di sperimentazione e di riflessione, attraverso un’arte che no abbia come finalità quella di apparire ma quella di riflettere su se stessa. Un’arte attiva, multidisciplinare, aperta ai diversi linguaggi plastici, performativi o tecnologici. Che incentivi, che integri e che si integri con il contesto sociale. MIAU include la partecipazione di artisti invitati e selezionati. In questo modo di prova ad aprire un dialogo di pratiche, esperienze e collaborazioni tra i diversi partecipanti. Durante due giorni, una seria di atti accompagneranno la esibizione delle opere per facilitare la comunicazione e lo scambio artistico, avvicinando in forma più diretta il lavoro degli artisti al cittadino

reflexión, a través de un arte que no tenga como finalidad mostrarse sino implicarse e implicar. Un arte de acción, multidisciplinar, abierto a los diferentes lenguajes plásticos, performativos o tecnológicos. Que incentive, que integre y que se integre en el espacio social. Miau incluye la participación de artistas invitados y seleccionados. De esta manera se intenta abrir un diálogo de prácticas, experiencias y colaboración entre los diferentes creadores. Durante dos días una serie de actos acompañarán la exhibición de las obras para facilitar la comunicación y el intercambio artístico, acercando de forma más directa el trabajo de los artistas al ciudadano. IL PROGETTO El lavadero, convertido en vertedero de todo tipo de basura, escombro y desechos, abandonado y sucio, se presenta como una gran oportunidad para el artista “somanyprojects”, que se embarca en una apuesta decidida por la recuperación del espacio y la reactivación de su potencial latente mediante el anuncio de la inauguración, fijada para el día clave de la Muestra, del “Club Natación al Lavadero”. Pacientemente, inicia entonces un largo proceso de limpieza selectiva del lavadero, clasifica cuidadosamente la basura y desechos retirados, elimina los restos *insalubres, retira hierbas y barros, arregla conductas y re conecta el flujo de agua termal que había sido bloqueado y anulado. El proceso de limpieza y el quehacer y actividad entorno al lavadero despiertan rápidamente expectación entre los vecinos que se acercan y se preguntan qué pasa, interesándose ya por el espacio del lavadero, que empiezan a recordar y reconocer. El espacio “abandonado”, “desplazado” y “cercado” por las instituciones al otro lado de esta franja “excluida” es reactivado por el artista, que lo vuelve a hacer atractivo o interesando para la comunidad. La comunidad decide entonces “ocuparlo”, usarlo, vivirlo de nuevo, hecho que pone en marcha todo un proceso de transformación en el cual el papel del artista queda “diluido” en la presencia de la comunidad, y el espacio público inicial se convierte ya en otro lugar. El artista es entonces en este caso un “posibilitador” o un “*habilitador”, mucho más que un creador de objetos o acontecimientos; y el espacio público acontece un agente más, un “actor”, en la red de relaciones y conexiones activada. El artista en cambio “vive” mucho más de cerca el proceso de limpieza y recuperación del espacio, a manera de lenta catarsis no solamente espacial, sino también personal, a través de los baños termales que ella va tomando a medida

IL PROGETTO

CASE 1 : LAVANDERIA SANTA ESPARANÇA

Il lavatoio, trasformato in una discarica di tutti i tipi di rifiuti, materiali e scarti, abbandonato e sporco, si presenta Culture, citizen participation and rethinking the wash basins public come una grande opportunità per l’artista “somanyprojects”, siSanta approccia ad un sfida decisa per il recupero la partecipazione e lo spazio per space che of the Esperança | Cultura, ripensare i lavanderia pubblici della Santa Esperança | Cultura, dello spazio e la riattivazione del suo potenziale latente attraverso l’annuncio dell’inaugurazione, fissata per il participación ciudadana y repensar el espacio de lavadero público de la algunas zonas del lavadero van quedando limpias y vacías. El |lavadero queda finalmente giorno chiave della Mostra del “Club Natacion al Lavadero”. Pazientemente, inizia un e lungo processo de pulizia Santa Esperança Participação, cultura repensar espaço a lavagem pública da Santa Esperança| lavatoio, classificando i rifiuti e gli scarti, eliminando resti insalubri, sistemando le pio y listoselettiva para ladel inauguración. El aguaaccuratamente termal empieza a llenar de nuevo las ipilas y la gente condotte e riconnettendo il flusso di acqua termale che era stato bloccato e annulato. Il processo di pulizia de a la cita en gran número. Inquietos, sorprendidos, entusiasmados y sobre todo e le attività nel lavadero risvegliano rapidamente aspettative nel vicinato chede siMontbui avvicinano e chiedono che DOVE: Plaza de Pau Surell – Caldes cionados, sesta lanzan al agua y comparten unos inolvidables momentos, cargados INIZIO DEL PROCESSO: Final del sigloa XIX principio dele XX cosa succedendo, già interessandosi allo spazio del lavatoio, che cominciano ricordare riconoscere. Lo PROPRIETA’: Ajuntament de Caldes de Montbui adero van quedando limpias y vacías. El lavadero queda finalmente spazio “abbandonato”, cambiato di luogo dalle istituzioni in un altra parte di questa zona esclusa è riattivato midablemente de vida. PROMOTORI: MIAU – Caldes de Montbui Somanyprojects ( Charity Blansit), MIAU dall’artista, che lo fa tornare attrattivo o interessante perGESTIONE: la comunità. La comunità decide quindi di “occuparlo”, uración.utilizzarlo, El agua termal empieza a llenar de nuevo las pilas y la gente FINANZIATORI/SPONSOR: Museu Thermalia de Caldes de Montbui, MIAU, viverlo di nuovo, fatto che mette in cammino tutto un processo di trasformazione nel quale il ruolo del Ayuntamiento de Caldes de Montbui (300€). n número. Inquietos, y sobre todo artista rimane “diluito” sorprendidos, nella presenza della entusiasmados comunità, e lo spazio pubblico iniziale diventa un altro luogo. STORIA L’artista è quindi in questo caso è un “posibilitador” o un “habilitador”, molto più che un creatore di oggetti o agua van y comparten unos y inolvidables momentos, cargados el al lavadero quedando limpias vacías. El lavadero queda finalmente El “attore”, lavadero de Santa Esperança es un espacio abandonado, olvidado y e arrinconado que forma azioni; e lo spazio pubblico diventa un fattore in più, un all’interno della rete di relazioni connessioni parte del mismo extremo de la ciudad, y que, sin embargo, presenta unas características inauguración. El agua empieza a da llenar de nuevo las pilas la gente attivata. L’artista intermal cambio vive molto più vicino il processo di pulitura ey recupero dello spazio, in una catrasi especialmente atractivas derivadas precisamente de su posición y morfología, que permiten una especial relación del espacio interior lavadero tantocreati con el nivel la calle como con el de non solamente spaziale, ma anche personale,entusiasmados attraverso i bagni termali che del vengono ademano a mano gran número. Inquietos, sorprendidos, y público sobre todo las huertas. Un espacio que ha sido expresamente abandonado con el fin de facilitar su che alcune eventual “desaparición” o “supresión”. Un espacio público de gran valor y enorme potencial ha sido eliminado y además bajo control. Un espacio destinado a desaparecer sustituido por nzan al zone agua y comparten unos inolvidablesque momentos, cargados del lavatoio divengono pulite e vuote. un proyecto municipal de aparcamiento subterráneo que se extiende bajo la plaza de la Iglesia y que ignora los valores termale de este delicado extremo la ciudad. di nuovo le vasche Il lavatoio risulta alla fine pulito e pronto per l’inaugurazione. L’acqua inizia ade riempire vida. e la gente accorre all’appuntamento i gran numero. Inquieti, sorpresi, entusiasmati e soprattutto emozionati, si LOCALIZZAZIONE lanciano nell’acqua e condividono un indimenticabile momento, caricati formidabilmente di vita. Se sitúa justo junto al torrente de Santa Esperança y es debido a esto que adopta este nombre. El
torrente seguirá el trazado que marcan las actuales calles de Granollers y de Marqués.

vacías. El lavadero queda finalmente que algunas zonas del lavadero van quedando limpias y vacías. El lavadero queda finalmente a a llenar de nuevo las pilas y la gente limpio y listo para la inauguración. El agua termal empieza a llenar de nuevo las pilas y la gente didos, entusiasmados y sobre todo acude a la cita en gran número. Inquietos, sorprendidos, entusiasmados y sobre todo inolvidables momentos, cargados emocionados, se lanzan al agua y comparten unos inolvidables momentos, cargados www.sabotatge.com/miau/web09.htm formidablemente de vida.

http://somanyprojects.blogspot.com.es

www.miau.cat http://somanyprojects.blogspot.com.es

www.sabotatge.com/miau/web09.htm http://somanyprojects.blogspot.com.es

www.sabotatge.com/miau/web09.htm http://somanyprojects.blogspot.com.es

www.sabotatge.com/miau/web09.htm http://somanyprojects.blogspot.com.es

www.sabotatge.com/m http://somanyprojects

LOW INVESTMENT | INVESTIMENTO BASSO | BAJO PRESUPUESTO | BAIXO ORÇAMENTO SOCIAL CLAIM | EVENTI E ATTIVITA’ | REIVINDICACIÓN SOCIAL | REIVINDICAÇÃO SOCIAL COMMUNITIES | COMUNITA’ | COMUNIDADES | COMUNIDADES ECONONOMIC SUSTAINABILITY | SOSTENIBILITA’ ECONOMICA | BOTTOM-UP PROCESO | BOTTOM-UP PROCESSO LONG TERM PROJECT | PROGETTO A LUNGO TERMINE | PROYECTO A LARGO PLAZO | PROJETO DE LONGO PRAZO PROCESS | PROCESSO | PROCESO | PROCESSO

CASE 26

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

El denominado Plan Cañada busca, fundamentalmente, reconocer la realidad urbana en la que finalmente se ha convertido la Cañada Real Galiana: un desarrollo urbano, real, vivo, donde multitud de personas desarrollan su vida ordinaria en constante interacción con el territorio y el medio urbano que le rodea. Para lograr estos objetivos, el Plan propone tres puntos de partida: la ciudad permanece, los vecinos participan y se quedan. El Plan Cañada entiende que, una vez reconocida por la propia Ley el abandono de la Cañada como vía pecuaria y la imposibilidad de seguir siendo destinada a dicho uso, las acciones, tanto de las Administraciones implicadas como del resto de los agentes afectados, deben dirigirse a la reordenación y reurbanización de la Cañada como realidad urbana.

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

PLAN CAÑADA

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

el desarrollo de acciones orientadas a la regularización urbanística y jurídica de la Cañada: desde la concertación de la acción a realizar, pasando por los instrumentos de planeamiento y culminando con la gestión del proceso urbanizador que fuera necesario acometer.

Proposal management and development of the settlement of the Cañada Real | Proposta di gestione e lo sviluppo dell’insediamento del Real Cañada | Gestão e desenvolvimento da proposta de liquidação da Cañada Real

CASE 26 : PLAN CAÑADA Propuesta de ordenación y urbanización del asentamiento de la Cañada Real

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: Cañada Real GalianaMadrid INIZIO DEL PROCESSO: Junio 2010 FINANZIATORI: Sin presupuesto PROMOTORI: Asociación de vecinos sector 4 GESTIONE: Todo por la praxis PROPRIETA’: Público/Privado

STORIA/ LOCALIZZAZIONE Recientemente, el 15 de marzo pasado, la Asamblea de la Comunidad de Madrid aprobó la tan esperada Ley de desafectación de la Cañada Real, que aspira a convertirse en la solución final a la problemática jurídica y social del denostado entorno en que se ha convertido la Cañada Real, un asentamiento informal de casi 15 kilómetros de largo, con aproximadamente 40.000 vecinos viviendo, en algunos casos, durante más de treinta años. Esta Ley polémica, ha surgido en el marco de un enfrentamiento entre dos posturas que por definición son antagónicas: la de hacer desaparecer la totalidad del asentamiento informal existente en la actualidad, restituyendo la Cañada como espacio natural (antes de la entrada en vigor de la Ley, con la finalidad añadida de restituirla a su estado anterior como vía pecuaria); y la del reconocimiento, sin más, de las ocupaciones realizadas. Sin embargo, el colectivo TXP ha defendido desde hace un par de años una solución intermedia y alternativa a estas dos posturas que, desde luego, aspira a convertirse en una propuesta única, distinta y diferenciada del resto de análisis y proposiciones sugeridas, anunciadas y presentadas por diversas asociaciones, agrupaciones, partidos y Administraciones implicadas. El denominado Plan Cañada busca, fundamentalmente, reconocer la realidad urbana en la que finalmente se ha convertido la Cañada Real Galiana: un desarrollo urbano, real, vivo, donde multitud de personas desarrollan su vida ordinaria en constante interacción con el territorio y el medio urbano que le rodea. Para lograr estos objetivos, el Plan propone tres puntos de partida: la ciudad permanece, los vecinos participan y se quedan. El Plan Cañada entiende que, una vez reconocida por la propia Ley el abandono de la Cañada como vía pecuaria y la imposibilidad de seguir siendo destinada a dicho uso, las acciones, tanto de las Administraciones implicadas como del resto de los agentes afectados, deben dirigirse a la reordenación y reurbanización de la Cañada como realidad urbana.

El colectivo ha entendido y así lo ha reflejado en el Plan Cañada, que la propuesta oficialista de demoler y restituir la Cañada Real a sus pretendidos valores medioambientales busca otros objetivos menos confesables (sobre todo cuando la Ley ha reconocido que la Cañada no puede seguir siendo destinada al uso de vía pecuaria) y, sobre todo, no obedece a un análisis mínimamente contrastado y serio que determine cuál es el verdadero coste económico y medioambiental que generaría un proceso de demolición masivo de edificaciones a lo largo de 15 km de largo, con el consabido éxodo humano que se generaría. IL PROGETTO Los vecinos se quedan Frente a la propuesta oficialista de desmantelación de las edificaciones, traslado y realojo de los vecinos, el Plan Cañada busca un realojo in situ de los vecinos que deseen permanecer en su barrio, levantado por ellos mismos al margen de cualquier ayuda institucional. El colectivo TXP considera que es más realista y sostenible desde un punto de vista social y económico la postura de apoyar la rehabilitación de las viviendas ya existentes y afrontar la reurbanización de todos los sectores integrantes de la Cañada. Para poder resolver la dicotomía entre reconocimiento o no reconocimiento de las ocupaciones realizadas hasta la fecha (reconocimiento que, por otro lado la propia Ley podría permitir en un momento dado, si así lo consideran los Ayuntamientos a la hora de modificar sus planes urbanísticos) el Plan propone una postura intermedia que permitiría avanzar más fácilmente en la solución al problema de la Cañada: el reconocimiento de un DERECHO DE SUPERFICIE de los vecinos sobre los terrenos ocupados. El suelo será en todo caso público, pero ello no impide que a los vecinos pueda reconocérseles el derecho de superficie sobre lo construido en los terrenos. Este derecho de superficie se configura, pues, como un mecanismo que reconoce un status, legitima una permanencia, faculta una participación y permite delimitar unos contenidos jurídicos, económicos y urbanísticos sobre los que trabajar.MIAU

include la partecipazione di artisti invitati e selezionati. In questo modo di prova ad aprire un dialogo di pratiche, esperienze e collaborazioni tra i diversi partecipanti. Durante due giorni, una seria di atti accompagneranno la esibizione delle opere per facilitare la comunicazione e lo scambio artistico, avvicinando in forma più diretta il lavoro degli artisti al cittadino Los vecinos participan El Plan refleja el parecer del Colectivo de TXP al respecto y defiende la participación activa de los principales protagonistas de todo el proceso: los vecinos de la Cañada. Contrariamente a lo deseable, hasta el momento los vecinos representados a través de sus asociaciones apenas han sido tenidos en cuenta por el resto de agentes, sobre todo, los Ayuntamientos. Es vital e imprescindible, que los vecinos participen activamente, en públicos intervinientes en los procesos que se generen, para el desarrollo de | | | | | | |colaboración | | | | | | | | con | | | los | | agentes |||||| |||||||||||||||||||| acciones orientadas a la regularización urbanística y jurídica de la Cañada: desde la concertación de la acción a realizar, pasando por los instrumentos de planeamiento y culminando con la gestión del proceso CAÑADA urbanizador que fuera necesario acometer.

ación y urbanización del asentamiento de la Cañada Real

and development of the settlement of the Cañada Real [] Proposta di dell'insediamento del Real Cañada [] Gestão e desenvolvimento da da Cañada Real

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

2010

Cañada Real Galiana. Madrid esupuesto — ón de vecinos sector 4 : Todo por la praxis Cartografía, documentación gráfica co/privado: Público ción: ——— sta es un propuesta que podremos evaluar en cuanto el da en las mesas de negociación puestas en marcha a partir de ejecución del plan se llevara a cabo siempre que haya voluntad tamientos implicados.

IMPACTO DEL REALOJOEN LOS PAUS. PORCENTAJE DE OCUPACIÓN DE VIVIEN DAS EN EL SECTOR 4

% de viviendas Cañada respecto a los PAU (10.000 vivie % de viviendas Sector 4 respecto al PAU (300 viviendas)

19,60% 0,78%

Valdecarros
19 millones m2

19,60% 0,78%

Los Berrocales Los Ahijones
7,8 millones m2 5,3 millones m2

19,60% 0,78%

19,60% 0,78%
Cañavera
5 millones m2

19,60% 0,78%
Los Cerros
5 millones m2

15.400 viviendas 14.000 viviendas 15.000 viviendas 5 de marzo pasado, la Asamblea de la Comunidad de Madrid aprobó la tan esperada Ley de Cañada Real, que aspira a convertirse en la solución final a la problemática jurídica y social del

LOW INVESTMENT | INVESTIMENTO BASSO | BAJO PRESUPUESTO | BAIXO ORÇAMENTO SOCIAL CLAIM | EVENTI E ATTIVITA’ | REIVINDICACIÓN SOCIAL | REIVINDICAÇÃO SOCIAL ECONONOMIC SUSTAINABILITY | SOSTENIBILITA’ ECONOMICA | BOTTOM-UP PROCESO | BOTTOM-UP PROCESSO DINAMYC PROJECT | PROGETTO | PROYECTO DINAMICO | PROJETO PROCESS | PROCESSO | PROCESO | PROCESSO GOVERNACE INSTRUMENT

CASE 27

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

RESUMO | RESUMEN | ABSTRACT | ABSTRACT

El programa sorgeix com a reposta a les demandes ciudadanes i compleix amb un doble objectiu: donar un ús públic temporal als solar buits i degradats i per altra banda, crear llocs de feina. Són espais de propietat pública i privada que a través d’un convenis de cessió amb els titulars, són de lliure accés y destinats a diversos usos. Aquests espais es poden utilitzar com a tal fins que els propietaris dels solars aconsegueixin les llicències d’edificació, o sigui, fins que no estiguin en ús per propietari. Per tant, són ocupacions temporals dels solars, no és un projecte estàtic, sinó que es fa evident quan és possible, quan les condicions són les idonees. Alhora, hi ha un treball de col·laboració amb el teixit associatiu del barri que farà ús d’aquets espais i en seràn els que els cuidin,

|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

ESTO NO ES UN SOLAR

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||

CASE 27 : ESTO NO ES UN SOLAR Governance and dinamyc city transformation
| governance e trasformazione dinamica della città | governa y transformación dimámica de la ciudad governance e transformaçao dinamìca da cidade

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
DOVE: 12 Lotti del centro storico di Zaragoza (1ª fase) INIZIO DEL PROCESSO: 2009 PROPRIETA’: Pubblica/Privata PROMOTORI: Sociedad Municipal Zaragoza Vivienda, SLU responsabile arch. Patrizia di Monte FINANZIATORI: Investimento pubblico per l’ occupazione di 1.000.000 euros (700.000 per i contratti di lavoro e 300.000 per i materiali da costruzione. ) GESTIONE: programma ”esto no es un solar”

LOCALIZZAZIONE Questo proposta nasce della’ osservazione di un vuoto urbano esistente nella trama del centro storico di ZAragoza. Alcuni di questi lotti erano sufficiente demolire la piccola parete per veder apparire un vuoto inaspettato GESTIONE Uno degli aspetti fondamentali del programma è la volontà di mettere in accordo i diversi attori in apparente contrapposizione. In ogni lotto confluiscono differenti stakeholders, portatori di differenti interessi e qui ndi spesso in complesse relazioni tra loro. L’ uso proposto è esclusivamente pubblico. Questo aspetto ha reso possibile un un mix di diversi interessi che alla fine si sono incanalati verso la stessa direzione. Contemporaneamente, tutti gli interventi sono stati frutto del coinvolgimento delle associazioni di vicinato. Il programma nasce come risposta ad una serie di richieste cittadine e risponde ad un doppio obiettivo: in primo luogo a fornire un uso temporaneo e pubblico ai lotti inutilizzati e degradati, ed in secondo luogo per generare impiego per disoccupati. Sono aree di proprietà pubblica e privata, cedute in comodato d’uso per una finalità pubblica. Son di libero accesso ed uso diverso. Tali spazi possono essere utilizzati finché il proprietario non richieda una licenza edificatoria. Pertanto, sono occupazioni temporanee di aree vuote e non progetti definitivi, a meno che non si presentino le condizioni ottimali per farlo.

IL PROGETTO L’obiettivo iniziale del programma “estonoesunsolar” era quello di generare impiego per disoccupati, che dovevano occuparsi della pulizia delle aree del centro storico di Saragozza. Partendo da tale premessa, si presentò la possibilità di elaborare una serie di proposte che andarono oltre la sola pulizia delle zone; si propose l’occupazione temporanea dei lotti, offrendo una varietà di utilizzi temporanei sulla totalità dello spazio disponibile. Si é posto in valore del vuoto, dell’invisibile e del silenzio. Questi momentanei vuoti urbani nella fitta trama costituiscono uno strumento dinamico, mutevole e temporaneo, che permette una lettura alternativa e flessibile della città e dello spazio pubblico. Si sono realizzate aree gioco per l’infanzia, piccoli circuiti ciclabili, orti urbani, campi da basket, volley ball, calcio, bocciodromi, aree con tavoli da ping pong... il tutto in pieno centro storico, collocando in ogni spazio parcheggi per le biciclette. Qualsiasi proposta viene gestita successivamente da diverse associazioni e collettivi cittadini disposti a utilizzarli. Tutti questi lotti, sparsi disordinatamente per tutta la trama urbana, formano una rete, che per mezzo delle loro attività ed usi stabiliscono fruttuose relazioni tra loro. lLA COMUNCAZIONE Ogni lotto é segnalato da un numero identificativo che corrisponde all’ordine cronologico di attuazione . É stato creato un blog per incentivare la partecipazione cittadina, divulgare le informazioni e creare un altra fonte di comunicazione del progetto.

http://estonoesunsolar.wordpress.com/